Vangelo
Lc 4,31-37
31. E andò a Cafarnaum città della Galilea, e quivi insegnava loro ne' giorni di sabato. 32. E si stupivano del suo modo di insegnare; conciossiachè il suo parlare era con autorità. 33. Ed eravi nella sinagoga un uomo posseduto da un demonio immondo, e questo gridò ad alta voce, 34. Dicendo: Lasciaci, che abbiamo noi a fare con te, Gesù Nazareno? Se' tu venuto a sterminarci? Ti conosco, chi sei, santo di Dio. 35. E Gesù lo sgridò, e gli disse: Taci, ed esci da costui. E il demonio, gettatolo in mezzo per terra, se ne usci da colui, né gli fece alcun male. 36. E tutti si intimorirono, e si parlavano l'un all'altro, dicendo: Che è questo? Egli comanda con autorità, e potestà agli spiriti immondi, e se ne vanno. 37. E la fama di lui si andava spargendo nel paese per ogni dove.
Lettura Complementare
Dn 5,7-12; 5,15; 5,18-22; 5,29-31; 6,1-11
Piano triennale — Anno C
7. E il re fortemente sclamò, che facessero venire i maghi, e i Caldei, e gli aruspici. E il re prese a dire ai sapienti di Babilonia: Chiunque leggerà questa scrittura, e mi renderà inteso del suo significato, sarà rivestito di porpora, e avrà una collana d'oro al suo collo, e sarà la terza persona del mio regno. 8. Allora andarono tutti i sapienti del re, e non poterono né leggere la scrittura, né dirne al re il significato. 9. Per la qual cosa il re Baltassar ne restò conturbato altamente, e sfigurato in volto, ed anche i suoi cortigiani erano conturbati. 10. Ma la regina a motivo di quello, che era avvenuto al re, e a' suoi cortigiani, entrò nella sala del convito, e presa la parola disse: Vivi in eterno, o re: non ti conturbino i tuoi pensieri, né si alteri la tua faccia. 11. Nel tuo regno havvi un uomo, il quale ha in se lo spirito de' santi dei: e a tempo del padre tuo fu in lui riconosciuto sapere, e saggezza: imperocché lo stesso re Nabuchodonosor padre tuo lo costituì principe de' maghi, degli incantatori, de' Caldei, e degli aruspici, il padre tuo, io dico, o re. 12. Perchè fu scoperto in lui uno spirito superiore, e intelligenza nell'esporre i sogni, nell'investigare gli arcani, e nello scioglimento di cose intrigate, voglio dir in Daniele, cui il ridiede il nome di Baltassar: chiamisi adunque ora Daniele, ed ei darà l'interpretazione. 15. Ed ora sono venuti davanti a me i sapienti, e imaghi per leggere questa scrittura, e spiegarmene il significato, e non hanno potuto dirmi di senso queste parole. 18. O re, l'Altissimo Dio diede a Nabuchodonosor padre tuo il regno, la magnificenza, la gloria, e l'onore. 19. E per la grandezza, che egli aveva a lui dato, lo temevano, e tremavan dinanzi a lui tutti i popoli, le tribù, e le lingue: egli uccideva chi gli pareva, e gastigava que', che voleva, e que', che voleva, esaltava, e umiliava quei, che voleva. 20. Ma quando il cuore di lui si elevò, e lo spirito di lui si ostinò nella superbia, fu egli deposto dal trono del suo regno, e torta gli fu la sua gloria. 21. E fu cacciato dal commercio degli uomini, e di più ebbe cuor simile a bestia, e converso cogli asini salvatichi: e fieno ancor mangiava qual bue, e di rugiada del cielo fu bagnato il suo corpo, sino a tanto che conoscesse, che l'Altissimo ha dominio sul regno degli uomini, e ad esso innalza chiunque a lui pare. 22. Tu pure, o Baltassarre suo figliuolo, non hai umiliato il cuor tuo, mentre queste cose tutte sapevi: 29. Allora per comando del re fu Daniele vestito di porpora, e gli fu messa al collo una collana d'oro, e fu notificato a tutti, com'egli dovea avere il terzo grado di potestà nel suo regno. 30. La stessa notte fu ucciso Baltassar re de' Caldei: 31. E Dario il Medo gli succedette nel regno in età di sessanta due anni. 1. Piacque a Dario di deputare pel governo del regno cento venti satrapi, che stessero in ogni parte del suo regno: 2. E tre principi, che soprintendessero a quegli, e uno di questi era Daniele, affinchè a questi rendessero conto i satrapi, e il re non fosse inquietato. 3. Daniele adunque andava avanti a tutti i principi, e satrapi: perchè in lui più spiccava lo spirito di Dio. 4. Or il re pensava di dare a lui l'autorità sopra tutto il regno: per la qualcosa i principi, e i satrapi cercavano occasion di tendere insidie a Daniele presso del re: e non poterono trovar cagione, né sospetto; perocché egli era fedele, ed era lontano da ogni delitto, e sospizione. 5. Dissero adunque coloro: Noi non troveremo onde accusar questo Daniele, se non forse riguardo alla legge del suo Dio. 6. Allora i principi, e i satrapi ordirono inganno al re, e gli parlaron così Dario re, vivi eternamente. 7. Tutti i principi del tuo regno, e magistrati, e i satrapi, e i senatori, e i giudici son di parere, che esca un decreto, e un editto imperiale; che chiunque domanderà qualche cosa a qualunque Dio, od uomo per trenta giorni, fuori che a te, o re, sia gittato nella fossa de' leoni. 8. Or adunque, o re, conferma questo parere, e scrivi l'editto, che sia immutabile, come firmato dai Medi, e da' Persiani, né sia lecito ad alcuno di trasgredirlo. 9. E il re Dario pubblicò, e firmò l'editto. 10. La qual cosa avendo saputa Daniele, viene a dire, come era stata fatta tal legge, se n'andò a casa sua: e aperte le finestre della sua camera, che guardavan verso Gerusalemme, tre volte al dì piegate le sue ginocchia faceva adorazione, e rendeva grazie al suo Dio, come era solito di fare pell'avanti. 11. Ma coloro, che stavano attenti a tutto, trovaron Daniele, che orava, e supplicava il suo Dio.