Sabato 16 Ottobre 2027

Piano di lettura

Sabato della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Rm 4,13.16-18

13. Imperocché non in virtù della legge fu promesso ad Abramo, ed al seme di lui, che sarebbe crede dell'universo, ma in virtù della giustizia della fede. 16. E però dalla fede è la promessa, affinchè (questa) sia gratuita, e stabile per tutta la discendenza, non per quella solamente, che è dalla legge, ma per quella ancora, che è dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi. 17. (Come sta scritto: ti ho stabilito padre di molte genti) a somiglianza di Dio, cui credette, il quale da vita a' morti e chiama le cose, che non sono, come quelle, che sono: 18. Il quale contro speranza credette alla speranza di divenir padre di molte nazioni secondo quello, che a lui fu detto: così sarà la tua discendenza.

Salmo Responsoriale

Sal 104,6-9.42-43

6. O voi seme di Abramo, servi di lui; o voi figliuoli di Giacobbe gli eletti di lui. 7. Egli il Signore Dio nostro: i giudizj di lui sono noti a tutta quanta la terra. 8. Egli si è ricordato sempre della sua alleanza: della parola fermata da lui per mille generazioni. 9. Della parola, ch'ei diede ad Abramo, e del giuramento suo ad Isacco. 42. E il suo popolo trasse fuora tutto esultante, e i suoi eletti pieni di allegrezza. 43. E diede loro i paesi delle nazioni, e furon padroni delle fatiche de' popoli,

Vangelo

Lc 12,8-12

8. Or io dico a voi, che chiunque avrà riconosciuto me dinanzi agli uomini, lo riconoscerà il Figliuolo dell'uomo dinanzi agli Angeli di Dio. 9. Chi poi me avrà rinnegato dinanzi agli uomini, sarà rinnegato dinanzi agli Angeli di Dio. 10. E chiunque avrà parlato contro il Figliuolo dell'uomo, gli sarà perdonato: ma a chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non sarà perdonato. 11. Quando poi vi condurranno nelle sinagoghe, e davanti ai magistrati, e ai principi, non vi mettete in pena del che, io del come abbiate a rispondere, o di quello, che abbiate a dire. 12. Imperocché lo Spirito santo vi insegnerà in quel punto stesso quello, che dir dobbiate.

Lettura Complementare

Pr 30,1-4; 30,10-33

Piano triennale — Anno B

1. Parole di colui, che aduna, figliuolo di lui, che messe fuora la sapienza. Visione raccontata da un personaggio, col quale sta Dio, e il quale avendo Dio abitante in se, che lo fortifica, ha detto: 2. Io sono il più ignorante tra gli uomini, e la sapienza degli uomini non sta meco. 3. Io non ho apparata la sapienza, e non so nulla della scienza de' santi. 4. Chi è che sia salito al cielo, e ne sia disceso? chi nelle sue mani contenne il vento? chi le acque ha ristrette come in un involto? chi ha data stabilità a tutte le parti della terra? qual è il nome di lui, e quale il nome del figliuolo di lui, se tu lo sai? 10. Non accusare il servo dinanzi al suo padrone, affinchè egli forse non ti maledica, onde tu vada in perdizione! 11. Havvi una razza di uomini, che maledice suo padre, e non benedice sua madre. 12. Havvi una razza di uomini, che mondi sembrano a loro stessi; ma non sono però lavati dalle sozzure. 13. Havvi una razza di uomini, che portano alti gli occhi, e le loro pupille altiere, e superbe. 14. Havvi una generazione, la quale ha coltelli in cambio di denti, e lacera con sue mascelle, e divora i mendichi della terra, e i poveri tra gli uomini. 15. La mignatta ha due figlie, che dicono: Dammi, dammi. Tre cose sono insaziabili, e la quarta, che non dice mai: Basta. 16. L'inferno, e la matrice, e la terra, che non si sazia di bere l'acqua: il fuoco poi non dice mai: Basta. 17. A colui che schernisce il proprio padre, e disprezza i dolori della madre nel partorirlo, gli cavin l'occhio i corvi, che stan lungo i torrenti, e sei divorino i figliuoli dell'aquila. 18. Tre cose sono per me difficili ad intendersi, e una quarta mi è affatto ignota: 19. La traccia dell'aquila nell'aria, la traccia di un serpente sulla pietra, la traccia di una nave in mezzo al mare, e la traccia dell'uomo nella adolescenza. 20. Tale è parimente la via della donna adultera, la quale mangia, e si ripulisce la bocca, e dice: Non ho fatto verun male. 21. Per tre cose è messa in commozione la terra, e alla quarta non può ella, reggere: 22. (E messa in commozione) da uno schiavo, che arrivi a regnare, da uno stolto, quando è pieno di cibo: 23. Da una donna odiosa, quando uno la ha sposata; e da una serva divenuta erede di sua padrona. 24. Quattro cose delle più piccole sono sulla terra, e queste superano in saggezza i sapienti. 25. Le formiche, popolo debolissimo, il quale al tempo della messe si prepara il suo vitto: 26. I conigli, razza paurosa, la quale pianta il suo covile nei massi: 27. Le cavallette non hanno re, e si muovono tutte divise in isquadroni: 28. Lo stellione, che si regge sulle sue mani, e abita nelle case dei re. 29. Tre cose vi sono, che hanno bella andatura, e una quarta, che cammina magnificamente; 30. Il lione, forte sopra tutti gli animali, non teme l'incontro di chicchessia; 31. Il Gallo dai fianchi serrati, e l'ariete, e il re, a cui nissuno resiste. 32. V'ha chi è stato riconosciuto per istolto dopo che fu innalzato a posto sublime: perocché se avesse avuto intelletto si sarebbe messa la mano alla bocca. 33. Chi stringe con forza le poppe per trarne il latte, ne spreme il burro, e chi si soffia il naso con veemenza, ne cava il sangue; e chi provoca lo sdegno accende discordie.