Giovedì 23 Settembre 2027

Piano di lettura

Giovedì della XXV settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Qo 1,2-11

2. Vanità delle vanità, disse l'Ecclesiaste: vanità delle vanità, e tutte le cose sono vanità. 3. Che resta all'uomo di tutte quante le fatiche, ond'ei si carica sotto del sole? 4. Una generazione passa, un'altra le viene appresso, e la terra sta sempre. 5. Il sole nasce, e tramonta, e ritorna al suo primo posto, ed ivi tornando a nascere, 6. S'avanza verso il mezzodì, e poi piega verso settentrione. Va attorno lo spirito, visitando ogni parte, e torna a ripigliare i suoi giri. 7. Tutti i fiumi entrano nel mare, e il mare non trabocca: colà donde nacquero tornano i fiumi per ripigliar nuovo corso. 8. Tutte le cose sono difficili; l'uomo non ha parole per ispiegarle. L'occhio non è sazio giammai di vedere, nell'orecchio si empie di udire. 9. Che è quello, che fu? quello, che sarà. Che è quello, che avvenne? quello, che accade. 10. Nulla cosa o nuova sotto del sole, e nessuno può dire: Guarda che novità; perocché ciò fa già ne' secoli, che ci precedettero. 11. Non si tien memoria delle cose passate; ma neppur delle cose che sono per l'avvenire si farà ricordanza da quei, che saranno in appresso.

Salmo Responsoriale

Sal 89,3-6.12-14.17

3. Non ridur l'uomo nell'abbiezione tu, che dicesti: Convertitevi, o figliuoli degli uomini. 4. Perocché mille anni dinanzi agli occhi tuoi son come il dì di ieri, che è trapassato; 5. E come una vigilia notturna: i loro anni saran come cosa, che nulla si stima. 6. In un giorno passa com'erba: al mattino fiorisce, e passa; sulla sera, cade, e s'indurisce, e si secca. 12. Fa adunque conoscere (a noi) la tua destra, e da a noi un cuore illuminato dalla sapienza. 13. Volgiti a noi, o Signore: e fino a quando (sarai sdegnato)? placati co' servi tuoi. 14. Sarem ripieni al mattino di tua misericordia, e saremo nella esultazione, e nel gaudio per tutti i giorni nostri. 17. E la luce del Signore Dio nostro sia sopra di noi: e governa tu in noi le opere delle nostre mani: e l'opera delle mani nostre governa tu.

Vangelo

Lc 9,7-9

7. E giunse a notizia di Erode tetrarca tutto quel, che facevasi da Gesù, ed egli stava con l'animo sospeso, perché alcuni dicevano: 8. Che Giovanni era risuscitato da morte: altri poi: Che era comparso Elia: altri: Che uno degli antichi profeti era risorto. 9. Ed Erode diceva: A Giovanni feci io tagliare la testa. Ma chi è costui, del quale sento dire sì fatte cose? E cercava di vederlo.

Lettura Complementare

Pr 10,1-32

Piano triennale — Anno B

1. Il saggio figliuolo da consolazione al padre suo: ma il figliuolo stolto è l'afflizione di sua madre. 2. Non faranno pro i tesori raccolti dall'empietà; ma la giustizia libera dalla morte. 3. Il Signore non affliggerà colla fame l'anima del giusto, e sventerà le mire degli empj. 4. La mano oziosa produce la mendicità, la mano attiva accumula ricchezze. Chi fa capitale delle menzogne si ciba de' venti, ed egli pure va dietro agli uccelli, che volano. 5. Chi fa sua raccolta al tempo della messe, è un saggio figliuolo, chi dorme nell'estate, è un figliuolo, che fa vergogna. 6. La benedizione del Signore posa sulla testa del giusto: ma la faccia degli empj è ricoperta dalla iniquità. 7. Si loda la memoria del giusto; ma la rinomanza degli empj marcirà. 8. Colui, che è saggio di cuore accetta gli avvertimenti; per lo stolto ogni parola è flagello. 9. Chi cammina con semplicità, con fidanza cammina: chi è storto ne' suoi andamenti sarà discoperto. 10. L'occhio che ammicca, sarà apportator di dolori: e allo stolto faranno piaga le labbra. 11. Sorgente di vita è la bocca del giusto; ma la bocca degli empj racchiude iniquità 12. L'odio accende le risse, la carità ricuopre tutti imancamenti. 13. Sulle labbra del saggio trovasi la sapienza; e la verga sul dosso di colui, che manca di buon giudicio. 14. I saggi nascondono il loro sapere: la bocca dello stolto si caparra rossori. 15. Le facoltà del ricco sono la sua città forte: la miseria de' poveri li fa paurosi. 16. Il giusto lavora per vivere, guadagni dell'empio sono per lo peccato. 17. Chi tien conto della disciplina egli è nella via della vita; chi schiva la correzione è fuori di strada. 18. Le labbra menzognere nascendone malevolenza: è privo di mente chi svela l'infamia altrui. 19. Il molto parlare non sarà senza peccato; ma chi sa affrenar le sue labbra ha perfetta prudenza. 20. La lingua del giusto è come il più fino argento: ma il cuore degli empj non vai niente. 21. Le labbra del giusto istruiscono un gran numero di persone; ma quelli, che non ricevono la istruzione, per inopia di cuore periscono. 22. La benedizione del Signore è apportatrice di ricchezza, e non mena seco afflizione. 23. L'insensato commette i delitti come per giuoco; ma la sapienza dell'uomo sta nella prudenza. 24. Verrà sopra l'empio quel, ch'egli teme: i giusti otterranno quel, che desiderano. 25. Verrà meno l'empio come turbine che passa: ma il giusto è come un fondamento eterno. 26. Quello che è l'aceto pei denti, e il fumo pegli occhi, lo è il pigro per quelli, che lo hanno spedito. 27. Il timor del Signore allunga la vita; gli anni degli empj saranno accorciati. 28. L'espettazione de' giusti è lieta: ma le speranze degli empj anderanno in fumo. 29. La via del Signore fa forte il giusto: quelli, che male operano son paurosi. 30. Il giusto non sarà smosso giammai; ma gli empj non avranno abitazione sopra la terra. 31. La bocca del giusto darà frutti di sapienza: la lingua de' malvaggj anderà in perdizione. 32. Le labbra del giusto ruminano cose gradevoli, e la bocca dell'empio cose perverse.