Venerdì 13 Agosto 2027

Piano di lettura

Venerdì della XIX settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Dt 34,1-12

1. Salì adunque Mosè dalla pianura di Moab sul monte Nebo alla cima del Phasga dirimpetto a Gerico, e il Signore gli fece vedere tutta la terra di Galaad fino a Dan, 2. E tutta Nephtali, e la terra di Ephraim, e di Manasse, e tutta la terra di Giuda fino al mare ultimo, 3. E la parte del mezzodì, e la spaziosa campagna di Gerico città delle palme fino a Segor. 4. E disse a lui il Signore: Questa è la terra, per ragion della quale giurai ad Abramo, a Isacco, e a Giacobbe, e dissi: Darolla ai tuoi discendenti: Tu l'hai veduta cogli occhi tuoi, e non vi entrerai. 5. E ivi si morì Mosè servo di Dio nella terra di Moab, secondo il comando del Signore: 6. E questi lo fe' seppellire in una valle della terra di Moab dirimpetto a Phogor, ed è rimaso ignoto a tutti il suo sepolcro fino al dì d'oggi. 7. Mosè avea cento venti anni quando morì: non se gl'indebolì la vista, né se gli smossero i denti. 8. E i figliuoli d'Israele menarono duolo per lui nella pianura di Moab per trenta giorni. E si compieron i giorni del lutto per quei che piangevan Mosè. 9. E Giosuè figliuolo di Nun fu ripieno di spirito di sapienza, perché Mosè gli aveva imposte le sue mani. E a lui prestarono obbedienza i figliuoli d'Israele, e fecer quello che il Signore avea comandato a Mosè. 10. Né si levò mai più in Israele un profeta simile a Mosè, col quale trattasse il Signore faccia a faccia, 11. Né simile a lui in quei prodigii, e miracoli, i quali per la missione datagli dal Signore fece egli nella terra d'Egitto contro di Faraone, e contro tutti i servi di questo, e contro tutto quel paese, 12. Né simile nella possanza, e nelle opere miracolose, quali fece Mosè in faccia a tutto Israele.

Salmo Responsoriale

Sal 65,1-3.5.8.16-17

1. Salmo, e cantico della risurrezione. Terra tutta quanta alza a Dio voci di giubilo: canta salmi al nome di lui, rendi a lui gloriosa laude. 2. Dite a Dio: quanto son terribili, o Signore, le opere tue! a cagione della tua molta possanza i tuoi nemici fingeranno con te. 3. La terra tutta adori te, e canti tue lodi: canti laude al nome tuo. 5. Egli converte il mare in arida terra; passeranno il fiume a piede asciutto: ivi in lui ci allegreremo. 8. Egli ha serbata l'anima mia alla vita, e non ha permesso, che i miei piedi vacillassero. 16. A lui alzai le grida della mia bocca, e lo ho glorificato colla mia lingua. 17. Se io vedessi nel cuor mio l'iniquità, il Signore non mi esaudirebbe.

Vangelo

Mt 19,3-12

3. E andarono a trovarlo i Farisei per tentarlo, e gli dissero: È egli lecito all'uomo di ripudiare per qualunque motivo la propria moglie? 4. Egli rispose, e disse loro: Non avete voi letto come colui, che da principio creò l'uomo, li creò maschio, e femmina? e disse: 5. Per questo lascerà l'uomo il padre, e la madre, e starà unito colla sua moglie, e i due saranno una sola carne. 6. Non sono adunque più due, ma una sola carne. Non divida pertanto l'uomo quel, che Dio ha congiunto. 7. Ma perché dunque, dissero essi, Mosè ordinò di dare il libello del ripudio, e separarsi? 8. Disse loro: A motivo della durezza del vostro cuore permise a voi Mosè di ripudiare le vostre mogli: per altro da principio non fu così. 9. Io però vi dico, che, chiunque rimanderà la propria moglie, fuori che per causa d'adulterio, e ne piglierà un'altra, commette adulterio: e chiunque sposerà la ripudiata, commette adulterio. 10. Dissero a lui i discepoli: Se tale è la condizione dell'uomo riguardo alla moglie, non torna a conto di ammogliarsi. 11. Ed egli disse loro: Non tutti capiscono questa parola, ma quegli, a' quali è stato conceduto. 12. Imperocché vi sono degli eunuchi, che sono usciti tali dal sen della madre: e vi son degli eunuchi, che tali sono stati fatti dagli uomini: e ve ne sono di quelli, che si sono fatti eunuchi da loro stessi per amore del regno de' cieli. Chi può capire, capisca.

Lettura Complementare

1Mac 11,57-74; 12,1-28

Piano triennale — Anno B

57. E il giovanetto Antioco scrisse a Gionata in questi termini: Io ti confermo nel sacerdozio, e ti fo signore delle quattro città, e ti do luogo tra gli amici del re. 58. E mandogli de' vasi di oro per suo servizio, e diegli potestà di bere nell'oro, e di portare la porpora, e di avere la fibbia d'oro: 59. E creò il suo fratello Simone governatore da' confini di Tiro sino a quelli di Egitto. 60. E Gionata si mosse, e andava attorno per le città, che sono di là dal fiume: e tutto l'esercito della Siria venne in suo soccorso: e arrivò ad Ascalon, e gli uscirono incontro quelli della città con onore. 61. E di li andò a Gaza: e quei di Gaza chiusero le porte, ed egli l'assediò e saccheggiò, e diede alle fiamme i luoghi intorno alla città. 62. Ma que' di Gaza si raccomandarono a lui, ed egli porse loro la destra, e prese in ostaggio i loro figliuoli, e mandogli a Gerusalemme, e andò attorno pel paese sino a Damasco. 63. Ma Gionata intese come i capitani di Demetrio con grosso esercito avean fatto ribellare Cades, che è nella Galilea, affine di ritrarlo dagli affari del regno: 64. Ed egli si mosse contro di essi; ma lasciò nella provincia Simone suo fratello. 65. E Simone si avvicinò a Bethsura e l'assediò lungamente, e teneva rinchiusi quei cittadini. 66. E gli domandaron la pace, ed egli la concesse loro; e mandatili via di lì, prese possesso della città, e vi pose presidio. 67. Ma Gionata col suo esercito si avvicinò alle acque di Genesar, e prima del far del dì giunsero nella campagna di Asor: 68. E si vide davanti il campo degli stranieri, i quali gli avean tesa un'imboscata sulla montagna: ed egli andò di fronte per combatterli. 69. E quelli, che erano nell'imboscata venner fuori dai loro posti, e attaccaron la zuffa. 70. Allora quei di Gionata si dieder tutti a fuggire, né alcun rimase di essi, se non Mathathia figliuolo di Absalom e Giuda figliuolo di Calphi capo dell'esercito. 71. E Gionata si straccia le vesti, e si gettò della terra sul capo, e fece orazione. 72. Indi tornò Gionata sopra i nemici, e gli sbaragliò e li mise in fuga. 73. E la gente di lui, che fuggiva, veduto questo, tornarono a lui, e inseguirono tutti insieme il nemico sino a Cades, dove questi avea gli alloggiamenti, e arrivarono sin colà. 74. E degli stranieri perirono in quel giorno tre mila, e Gionata tornò a Gerusalemme. 1. E Gionata vedendo, che il tempo era favorevole, elesse deputati per mandargli a Roma a stabilire e rinnovar l'amicizia. 2. Similmente agli Sparziati e ad altri potentati scrisse lettere dello stesso tenore. 3. E quegli andarono a Roma, ed entrati nella Curia, dissero: Gionata sommo Sacerdote e la nazione dei Giudei ci hanno mandati a rinnovare l'amicizia e la confederazione, quale ella è stata per la passato. 4. E (i Romani) diedero ad essi lettere pe' loro presidi d'un luogo all'altro, affinché li facesser condurre con sicurezza nella terra di Giuda. 5. Or ecco la copia della lettera scritta da Gionata agli Sparziati: 6. Gionata sommo Sacerdote e i seniori della nazione e i sacerdoti e tutto il popolo dei Giudei, agli Sparziati fratelli, salute. 7. È già tempo, che fu scritta lettera da Ario, che regnava tra voi a Onia sommo Sacerdote, nella quale si dicea come voi siete nostri fratelli, come lo dimostra la copia, che qui sotto si riferirà. 8. E Onia accolse onorevolmente il messo e le lettere, nelle quali si trattava di fare amicizia e confederazione. 9. Noi non avendo bisogno di nissuna di queste cose, perchè abbiamo per nostra consolazione i libri santi a che sono nelle nostre mani, 10. Abbiam voluto nulladimeno mandar a voi deputati per rinovellare la fraternità e l'amicizia, affinché non accada, che noi diventiamo stranieri a voi; perocchè gran tempo è trascorso dopo che voi mandaste a visitarci. 11. Noi però in ogni tempo non abbiam mai tralasciato nè giorni solenni e negli altri tempi quando convien di farlo, di far commemorazione di voi nè sacrifizj; che da noi sono offerti, e nelle orazioni, come è giusto e convenevole di aver memoria de' fratelli. 12. Or noi ci rallegriamo della vostra gloria. 13. Ma noi siamo stati circondati da molte tribolazioni e guerre; e i re circonvicini ci hanno vessati. 14. Noi adunque non abbiam voluto in queste guerre recar molestia a voi, né agli altri confederati e amici nostri: 15. Perocchè noi abbiam ricevuto soccorso dal cielo, e siamo stati liberati, e son rimasi svergognati i nostri nemici. 16. Ma avendo noi eletto Numenio figliuolo' di Antioco, e Antipatro figliuolo di Giasone per mandargli ai Romani a rinnovar con essi l'amicizia e la confederazione antica, 17. Abbiam data ad essi commissione di venir anche da voi a salutarvi, e a portarvi questa nostra lettera, che ha per fine di rinnovellare la nostra fraternità. 18. Or voi ben farete rispondendo a noi sopra tali cose. 19. E questa è la copia della lettera scritta ad Onia: 20. Ario re degli Sparziati, ad Onia sommo Sacerdote, salute. 21. Si è trovato in certa scrittura, che gli sparziati e i Giudei sono fratelli, e sono della stirpe d'Abramo. 22. Or dacchè noi abbiamo scoperta tal cosa, voi farete bene a scriverci, se siate in pace. 23. E noi pure scriviamo a voi: I nostri bestiami e le nostre possessioni sono vostre, e nostre sono le vostre: queste cose adunque abbiamo dato commissione di far sapere a voi. 24. Or Gionata seppe come i capitani di Demetrio eran tornati con esercito maggior di prima per assalirlo: 25. Ed egli parti da Gerusalemme, e andò ad incontrarti nel paese di Amath; perocchè non avea dato loro il tempo di metter piede nel suo paese. 26. E mandò delle spie nel loro campo, le quali tornarono a dirgli, che quelli avean risoluto di coglierlo all'improvviso quella notte. 27. Or tramontata che fu il sole, Gionata ordinò ai suoi di vegliare, e di stare coll'armi in ordine per la battaglia tutta la notte, e pose sentinelle intorno al quartiere. 28. Ma i nemici avendo risaputo come Giornata era colla sua gente in ordine per la battaglia, ebber timore, e perderon coraggio, e acceser de' fuochi nel loro campo.