Venerdì 6 Agosto 2027

Piano di lettura

Trasfigurazione del Signore

Prima Lettura

Dn 7,9-10.13-14

9. Io mi stava osservando fino a tanto che furono alzati dei troni, e l'antico de' giorni si assise: le sue vestimenta candide come neve, e i capelli della sua testa come lana lavata. Il trono di lui fiamme infuocate: le ruote del trono erano vivo fuoco. 10. Rapido fiume di fuoco usciva dalla sua faccia: i suoi ministri erano migliaia di migliaia, e i suoi assistenti dieci mila volte cento mila. S'assise il giudizio, e i libri furono aperti. 13. Io stava adunque osservando nella visione notturna, ed ecco colle nubi del cielo venire come il Figliuolo dell'uomo, ed ei si avanzò fino all'antico de' giorni: e lo presentarono al cospetto di lui. 14. Ed ei gli diede potestà, onore, e regno; e tutti i popoli, tribù, e lingue a lui serviranno: la potestà di lui è potestà eterna, che non gli sarà tolta, e il regno di lui è incorruttibile.

Salmo Responsoriale

Sal 96,1-2.5-6.9

1. Salmo di Davidde, quando la terra di lui fu ristorata. IL Signore è nel suo regno: esulti la terra, le molte isole si rallegrino. 2. Intorno a lui una nube caliginosa: reggono il trono di lui la giustizia, e il giudicio. 5. I monti come cera si liquefecero alla presenza del Signore: alla presenza del Signore si liquefece tutta la terra. 6. Hanno annunziata i cieli la giustizia di lui, e han veduta tutti i popoli la sua gloria. 9. Imperocché tu il Signore altissimo sopra tutta la terra: tu se' oltre modo esaltato sopra tutti gli dei.

Seconda Lettura

2Pt 1,16-19

16. Imperocché non per aver noi dato retta ad argute favole, vi abbiamo esposta la virtù, e la venuta del Signor nostro Gesù Cristo: ma per essere stati spettatori della grandezza di lui. 17. Imperocché ricevette egli onore, e gloria da Dio Padre, essendo discesa a lui dalla maestosa gloria quella voce: questo è il mio Figliuolo diletto, in cui mi son compiaciuto, ascoltatelo. 18. E questa voce procedente dal cielo la udimmo noi, mentre eravamo con lui sul monte santo. 19. Ma abbiamo più fermo il parlar de' profeti, a cui ben fate in prestandovi attenzione come ad una lucerna, la quale in luogo oscuro risplenda, sino a tanto che spunti il giorno, e la stella del mattino nasca ne' vostri cuori:

Vangelo

Mc 9,2-10

2. E le sue vesti diventarono risplendenti, e soprammodo candide come la neve: tal che nissun tintore della terra saprebbe farle così candide. 3. E apparvero loro Elia, e Mosè: i quali stavano a discorrere con Gesù. 4. E Pietro prese la parola, e disse a' Gesù: Maestro, buona cosa è per noi lo star qui: facciamo tre padiglioni, uno per te, uno per Mosè, e uno per Elia. 5. Imperocché non sapeva quel che si dicesse: perché erano sbigottiti per la paura. 6. E si levò una nuvola, la quale li ricopriva: e dalla nuvola usci una voce, che disse: Questo è il figliuolo mio carissimo; ascoltatelo. 7. E a un tratto guardando essi d'intorno, non videro più nissuno con se, fuori del solo Gesù. 8. E nello scender dal monte, egli ordinò loro di non palesare a nissuno le cose da essi vedute, se non quando il Figliuolo dell'uomo fosse risuscitato da morte. 9. Ed essi tenner la cosa in se, investigando tra di loro, che volesse dire: quando sarà risuscitato da morte. 10. E gli dimandarono: perché adunque i Farisei, e gli Scribi dicono, che dee prima venire Elia?

Lettura Complementare

1Mac 9,57-73; 10,1-28

Piano triennale — Anno B

57. E Bacchide vedendo, come Alcimo era morto, se ne tornò al re: e il paese fu in calma per due anni. 58. Ma tutti i cattivi uomini formaron questo disegno, e dissero: Gionata e i suoi se ne stanno tranquilli senza verun timore: ora è tempo di far venire Bacchide, il quale ti premierà tutti in una notte. 59. E andarono a dare a lui questo consiglio. 60. Ed ei si mosse per venire con grosso esercito, e scrisse segretamente ai suoi amici, che erano nella Giudea, che mettesser le mani addosso a Gionata e alla sua gente: ma non poteron farlo, perché questi ebber vento dei loro disegni. 61. E Gionata fece prigioni cinquanta uomini del paese, che erano i primi autori di questa trama, e li fece morire: 62. E Gionata e Simone colla loro gente si ritirarono a Bethbessen, la quale è nel deserto, e ne ristorarono le rovine, e la fortificarono. 63. E venne ciò alle orecchie di Bacchide, il quale messe insieme tutte le sue schiere, e mandò avviso a quelli che erano nella Giudea. 64. E andò a porre il campo sopra Bethbessen, e l'assedio per molti giorni, e alzò le sue macchine. 65. Ma Gionata lasciò nella città Simone suo fratello, e andò pel paese, e tornò con assai gente, 66. E assali Odaren e i suoi fratelli e i figliuoli di Phaseron nelle loro tende, e principiava a fare strage, e a far mostra grande del suo valore: 67. Quando Simone e la sua gente uscirono dalla città, e dieder fuoco alle macchine, 68. E assalirono Bacchide, e lo sconfissero, e lo rendettero molto afflitto per essere andati in fumo i suoi disegni e i suoi tentativi. 69. E sdegnato con que' malvagi uomini, i quali lo avean consigliato a venir nel loro paese, ne fece morire molti: ed egli risolvè di tornarsene col rimanente de' suoi al suo paese. 70. Lo che avendo saputo Gionata, gli spedì ambasciadori per far pace con lui, e rendergli i prigionieri. 71. Ed ei volentieri gli ammesse, e fece quello che volle Gionata, e giurò, che per tutto il tempo di sua vita non farebbe a lui verun male. 72. E restituì a lui i prigionieri, che avea fatti per l'avanti nel paese di Giuda: e si parti, e se n'andò al suo paese, e non ritornò mai più nella Giudea. 73. E fini in Israele la guerra. E Gionata risedeva a Machmas, e ivi diede principio ad amministrar giustizia al popolo, e sterminò da Israele gli empi. 1. L'anno cento sessanta Alessandro figliuolo di Antioco soprannominato l'illustre andò ad occupar Tolemaide, e vi fù accolto, e ivi cominciò a regnare. 2. La qual cosa avendo udito il re Demetrio raunò un grande esercito, e si avanzò per venir con lui a battaglia. 3. E Demetrio scrisse a Gionata con espressioni di affetto, e dandogli molte lodi. 4. Perocchè egli diceva: Facciasi tosto pace con lui prima, che egli la faccia con Alessandro in nostro danno: 5. Perocchè egli si ricorderà del male, che abbiam fallo a lui e al suo fratello e alla sua nazione. 6. E gli dava autorità di metter insieme un esercito, e di fabbricare armi, e lo faceva suo confederato, e comandava, che gli fosser rimessi gli ostaggi, che erano nella cittadella. 7. E Gionata andò a Gerusalemme, e lesse la lettera alla presenza di tutto il popolo e di quelli che eran nella cittadella. 8. E questi si intimorirono grandemente in sentendo, come il re gli dava potestà di metter insieme un esercito. 9. E furon rimessi gli ostaggi a Gionata, ed ei li rendette ai lor genitori: 10. E Gionata fissò la sua abitazione in Gerusalemme, e cominciò a rifabbricare e ristorar la città: 11. E disse a quelli, che soprintendevano ai lavori, che facessero una muraglia di pietra quadra attorno al monte di Sion per fortificarlo; e così fecero. 12. Ma gli stranieri, che stavano nelle fortezze fabbricate da Bacchide si fuggirono: 13. E abbandonati i loro posti se n'andò ciascheduno al suo paese: 14. Solamente in Bethsura rimasero alcuni di quelli che aveano abbandonata la legge e i precetti di Dio; essendo colà il loro rifugio. 15. Ma il re Alessandro avendo sapute le promesse fatte a Gionata da Demetrio, ed essendogli state raccontate le battaglie e le azioni gloriose di lui e de' suoi fratelli, e in quanti travagli si erano trovati, 16. Disse: Si può egli trovare uomo simile a questo? Or noi facciamcelo amico e confederato. 17. E scrisse, e mandò a lui una lettera di questo tenore: 18. Il re Alessandro al fratello Gionata, salute. 19. Abbiamo saputo, che tu se' un uomo di valore, e degno della nostra amicizia. 20. Ora noi li facciamo oggi sommo Sacerdote di tua nazione, e vogliamo, che tu abbi il titolo di Amico del re, e sii unito di interessi con noi, e serbi a noi amicizia. E mandogli la veste di porpora e la corona di oro. 21. E Gionata si vestì della stola santa l'anno cento sessanta il settimo mese nel di solenne de' Tabernacoli, e raunò l'esercito, e fece fabbricare gran quantità di armi. 22. Delle quali cose informato Demetrio se ne afflisse moltissimo, e disse: 23. Che abbiam noi fatto? Alessandro ci ha prevenuti in acquistarsi l'amicizia dei Giudei per fortificarsi. 24. Scriverò io pure ad essi, pregandoli, e offerendo loro dignità e doni, affinché sieno in mio aiuto. 25. E scrisse loro in questi termini: Il re Demetrio alla nazione de' Giudei, salute: 26. Abbiam sentito come voi avete mantenuta l'alleanza, e siete stati costanti nella nostra amicizia, e non vi siete collegati coi nostri nemici, e ne abbiamo avuto piacere. 27. Perseverate adunque in serbare la fede a noi, e vi renderemo mercede di quel che avete fatto in pro nostro. 28. E vi condoneremo molte gravezze, e vi concederemo delle grazie.