Sabato 26 Giugno 2027

Piano di lettura

Sabato della XII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Gen 13,2.5-18

2. Ed egli era molto ricco di oro e d'argento. 5. Ma anche Lot, che era con Abramo, avea greggi di pecore, e armenti, e tende. 6. E la terra non potea capirli, abitando eglino insieme: perocché aveano molte facoltà, e non potevano stare in un medesimo luogo. 7. Per la qual cosa ne nacque anche rissa tra' pastori de' greggi d'Abramo, e quei di Lot. E in quel tempo abitavano in quella terra il Cananeo, e il Ferezeo. 8. Disse adunque Abramo a Lot: Di grazia non nasca altercazione tra me, e te, e tra' miei pastori, e i tuoi pastori: perocché noi siam fratelli. 9. Ecco dinanzi a te tutta questa terra: allontanati, ti prego, da me: se tu andrai a sinistra, io terrò a destra; se tu sceglierai a destra, io andrò a sinistra. 10. Lot adunque alzati gli occhi, vide tutta la regione intorno al Giordano, per dove si va a Segor, la quale era tutta inaffiata, come il paradiso del Signore, e come l'Egitto prima che il Signore smantellasse Sodoma e Gomorra. 11. E Lot si elesse il paese intorno al Giordano, e si ritirò dall'oriente: e si separarono l'uno dall'altro. 12. Abramo abitò nella terra di Chanaan: e Lot stava per le città, che erano intorno al Giordano, e pose stanza in Sodoma. 13. Ma gli uomini di Sodoma erano pessimi, e formisura peccatori dinanzi a Dio. 14. E il Signore disse ad Abramo, dopo che Lot fu separato da lui: Alza gli occhi tuoi, e mira dal luogo dove sei ora, a settentrione, a mezzodì, a levante, e all'occidente. 15. Tutta la terra, che tu vedi, la darò a te, e a' tuoi posteri fino in eterno. 16. E moltiplicherò la tua stirpe, come la polvere della terra: se alcuno degli uomini può contare i granelli della polvere della terra, potrà anche contare i tuoi posteri. 17. Levati su, e scorri la terra, quant'ella è lunga, e quanto è larga: perocché a te io la darò. 18. Abramo adunque mosse il suo padiglione, e andò ad abitare presso la valle di Mambre, che è in Hebron: ed ivi edificò un altare al Signore.

Salmo Responsoriale

Sal 14,1-5

1. Salmo di David. Signore, chi abiterà nel tuo tabernacolo, ovver chi riposerà nel tuo santo monte? 2. Colui, che vive esente da ogni macchia, e fa opere di giustizia: 3. Colui, che dice la verità, che ha in cuor suo, e non ha ordita fraude colla sua lingua: Non ha fatto danno al prossimo suo, non ha dato ricetto alla maldicenza contro i suoi prossimi. 4. Negli occhi di lui è un niente il maligno: ma onora quelli, che temono Dio: Fa giuramento al suo prossimo, e non lo inganna; 5. Non da il suo denaro ad usura; e non riceve regali contro dell'innocente. Chi fa tali cose non sarà smosso in eterno.

Vangelo

Mt 8,5-17

5. Ed entrato che fu in Capharnaum, andò a trovarlo un centurione, raccomandandosegli. 6. E dicendo: Signore, il mio servo giace in letto malato di paralisia nella mia casa, ed è malamente tormentato. 7. E Gesù gli disse: io verrò, e lo guarirò. 8. Ma il centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno, che tu entri sotto il mio tetto: ma di solamente una parola, e il mio servo sarà guarito. 9. Imperocché io sonò un uomo subordinato ad altri, e ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va, ed egli va; e all'altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa la tal cosa ed ei la fa. 10. Gesù udite queste parole ne restò ammirato, e disse a coloro, che lo seguivano: In verità io vi dico, che non ho trovato fede si grande in Israele. 11. E io vi dico, che molti verranno dall'oriente, e dall'occidente, e sederanno con Abramo, e Isacco, e Giacobbe nel regno de' cieli: 12. Ma i figliuoli del regno saranno gittati nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti. 13. Allora Gesù disse al centurione: Va, e ti sia fatto, conforme hai creduto. E nello stesso momento il servo fu guarito. 14. Ed essendo andato Gesù a casa di Pietro, vide la suocera di lui giacente colla febbre: 15. E toccolle la mano, e la febbre se ne andò: ed ella si alzò, e serviva ad essi. 16. Venuta poi la sera gli presentarono molti indemoniati: ed egli cacciava colla parola gli spiriti, e sanò tutti i malati: 17. Affinchè si adempisse quello, che fu detto da Isaia profeta, il quale dice: Egli ha prese le nostre infermità; e ha portato i nostri malori.

Lettura Complementare

Gdt 7,1-25

Piano triennale — Anno B

1. E Il dì seguente Oloferne comando alle sue schiere di incamminarsi verso Betulia. 2. Or egli avea cento ventimila fanti agguerriti, e ventidue mila cavalli, oltre quelli, che avea levati per forza, e oltre tutta la gioventù condotta dalle provincie, e dalle città. 3. Tutti si posero egualmente in ordine per combattere contro i figliuoli d'Israele, e si avanzarono per la parte inferiore del monte fino all'altura, che domina (sopra) Dothain dal luogo detto Belma fino a Chelmon, che è dirimpetto ad Esdrelon. 4. Ma i figliuoli d'Israele quando ebber veduta quella moltitudine si prostraron boccone per terra, coprendosi la testa di cenere pregando tutti insieme il Dio d'Israele a di mostrare la sua misericordia verso il suo popolo. 5. E prendendo le loro armi si piantarono nei luoghi, i quali davan l'accesso ad angusti sentieri per mezzo ai monti; e li custodivano di giorno, e di notte. 6. Ma Oloferne mentre andava attorno girando osservò, che la fontana, la quale sboccava in città, vi era condotta per mezzo di un acquidotto, che era fuori dalla parte di mezzodì, e ordinò, che quell'acquidotto fosse tagliato. 7. Eranvi nondimeno in poca distanza dalle mura delle sorgenti, dalle quali vedeansi attignere furtivamente dell'acqua più per ristorarsi, che per bere. 8. Mai figliuoli di Jommon, e di Moab andarono, e dissero ad Oloferne: I figliuoli d'Israele ripongono la loro speranza non nelle loro lance, nè nelle loro frecce, ma loro difesa son le montagne, e i ripidi colli li rendono sicuri. 9. Perchè adunque tu possa superarli senza venir alle mani, metti della gente a custodir le sorgenti, affinchè non ne attingano acqua, e gli ucciderai senza spada, o almeno non potendone più ti daran nelle mani la loro città creduta da essi inespugnabile per esser posta sui monti. 10. E Oloferme, e i suoi uffiziali approvarono queste parole, ed egli pose cento uomini di guardia intorno a ciascheduna sorgente. 11. Or dopo che per venti giorni vi furono state in tal guisa le guardie, vennero a mancare le cisterne e i serbatoi di acque a tutti gli abitanti di Betulia talmente che non vi era nella città abbastanza da dissetarsi per un sol giorno; imperocchè davasi di per dì alla gente l'acqua a misura. 12. Allora si affollarono intorno ad Ozia tutti gli uomini, e le donne, e i giovani, e i ragazzi, e dissero ad una voce: 13. Sia giudice Dio tra noi, e te; perocchè tu ci hai fatti questi mali, non volendo trattare la pace cogli Assiri, e per questo Dio ci ha abbandonati nelle loro mani. 14. E per questo siamo privi di soccorso nel tempo, che sotto gli occhi loro siam prostrati a terra per la sete, e per la miseria grande. 15. Su via convocate tutti quei, che si trovano nella città, e arrendiamoci volontariamente all'esercito di Oloferne. 16. Perocchè è meglio, che prigionieri benediciamo il Signore, che perire, ed esser l'obbrobrio di tutti gli uomini, quando vedremo le nostre mogli, e i nostri bambini morire sotto gli occhi nostri. 17. Noi prendiamo oggi per testimoni il cielo, e la terra, e il Dio de' padri nostri, il quale ci punisce secondo i nostri peccati: rendete omai la città alle schiere di Oloferne, e il nostro penare sia breve sotto la spada, il quale ora è lungo oltre modo nell'arsura della sete. 18. E quando ebbero dette tali cose si levarono gran gemiti, e urli in tutta l'adunanza, e per molte ore ad una voce gridavano, e dicevano al Signore: 19. Abbiam peccato noi, e i padri nostri, siamo stati ingiusti, abbiam commesso iniquità. 20. Tu, perchè se' pio, abbi misericordia di noi, o punisci co' tuoi flagelli le nostre iniquità, ma non abbandonare in potere di un popolo, che non ti conosce, coloro che ti onorano. 21. Affinchè tralle nazioni non abbia a dirsi: Dov'è il loro Dio? 22. Or quando, stanchi di gridare, e di gemere, ebber fatto silenzio. 23. Si levò Ozia tutto bagnato di lacrime, e disse: Fratelli fatevi cuore, e aspettiamo ancora per cinque giorni la misericordia del Signore: 24. Perocchè forse egli taglierà il corso all'ira sua, e glorificherà il suo nome: 25. Che se passati i cinque giorni niun soccorso verrà, faremo come voi avete detto.