Venerdì 28 Maggio 2027

Piano di lettura

Venerdì della VIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Sir 44,1.9-13

1. Diamo lode agli uomini gloriosi, ai maggiori nostri, da' quali siamo stati noi generati. 9. Ma furonvi alcuni, de' quali è spenta la memoria, i quali perirono come so mai non fossero stati ed essi, e i loro figliuoli con essi, benché nascessero, furono come non nati. 10. Ma quelli furono uomini di misericordia, e le opere di loro pietà non sono andate in oblio. 11. La loro stirpe resta posseditrice de' loro beni. 12. I loro nipoti sono un popolo santo, e i loro posteri stetter costanti nella alleanza: 13. E pel merito loro durerà in perpetuo la loro discendenza; la loro stirpe, e la loro gloria non verrà meno.

Salmo Responsoriale

Sal 149,1-6.9

1. Alleluia. Lodate Dio. Cantate al Signore un nuovo cantico: le laudi di lui (risuonino) nella Chiesa de' Santi. 2. Rallegrisi Israele in lui, che lo ha fatto, e i figliuoli di Sion esultino nel loro Re. 3. Lodino il nome di lui con armonico canto: lo celebrino al suono del timpano, e del saltero: 4. Perché il Signore ha voluto bene al suo popolo, e i mansueti innalzerà a salute. 5. Esulteranno i Santi nella gloria: saranno lieti nelle loro mansioni. 6. Hanno nella lor bocca le laudi di Dio, e nelle lor mani spade a due tagli: 9. Per fare sopra di essi il giudizio, che sta già scritto: questa gloria a tutti i Santi di lui appartiene. Lodate Dio.

Vangelo

Mc 11,11-26

11. Ed entrò in Gerusalemme, e nel tempio: e osservate intorno tutte le cose, l'ora essendo già tarda, se n'andò a Betania con i dodici. 12. E il dì seguente, usciti che furono di Betania, ebbe fame. 13. E veduto da lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere, se a sorte vi trovasse qualche cosa: e fattosi dappresso, non trovò se non foglie: imperocché non era il tempo de' fichi. 14. E Gesù dissegli: Mai più in eterno non mangi alcuno delle tue frutta. E i discepoli l'udirono. 15. E arrivarono a Gerusalemme. Ed essendo egli entrato nel tempio, cominciò a discacciarne quei, che vendevan, e compravano nel tempio: e gettò per terra le tavole de' banchieri, e le seggiole delle persone, che vendevano le colombe. 16. E non permetteva, che nissuno trasportasse arnesi pel tempio: 17. E gl'istruiva, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa è casa di orazione per tutte le genti, ma voi l'avete cangiata in una spelonca di ladroni. 18. Lo che risaputosi dai principi de' sacerdoti, e dagli scribi, cercavano il modo di levarlo dal mondo; conciossiachè lo temevano, a motivo che tutto il popolo ammirava la sua dottrina. 19. E fattosi sera, uscì dalla città. 20. E la mattina nel passare videro il fico seccato fino alle barbe. 21. E Pietro risovvenutosi, gli disse: Maestro, guarda, come il fico da te maledetto si è seccato. 22. E Gesù rispose, e disse loro: Abbiate fede in Dio. 23. In verità vi dico, che chiunque dirà a questo monte: Levati, e gettati in mare: e non esiterà in cuor suo; ma avrà fede, che sia fatto, quanto ha detto gli sarà fatto. 24. Per questo vi dico: Qualunque cosa domandiate nell'orazione, abbiate fede di conseguirla, e l'otterrete. 25. E quando vi presenterete per orare, se avete qualche cosa contro di alcuno, perdonategli: affinchè il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni anch'esso a voi i vostri peccati. 26. Che se voi non perdonerete, nemmeno il vostro Padre, che è ne' Cieli, perdonerà a voii vostri peccati.

Lettura Complementare

Esd 2,57-70; 3,1-13

Piano triennale — Anno B

57. I figliuoli di Saphatia, i figliuoli di Hatil, i figliuoli di Phochereth, che erano di Asebaim, i figliuoli di Ami: 58. Tutti i Nathinei, e i figliuoli dei servi di Salomone trecento novantadue. 59. Questi poi sono quelli, che partiron da Thelmala, e da Thelharsa: Cherub, e Adon, ed Emer: e non poterono indicare la famiglia, e la stirpe de' padri loro, se fossero della casa d'Israele: 60. I figliuoli di Dalaia, i figliuoli di Tobia, i figliuoli di Necoda seicento cinquantadue. 61. E de' figliuoli di sacerdoti: i figliuoli di Hobia. I figliuoli di Accos, i figliuoli di Berzellai, il quale prese per moglie una delle figlie di Berzellai di Galaad, e ne prese il nome. 62. Questi cercarono i registri di lor genealogia, e non li trovarono, e furono esclusi dal sacerdozio. 63. E Athersatha disse loro, che non mangiassero delle cose santificate, sino a tanto che venisse un Pontefice illuminato, e perfetto. 64. Tutta questa turba, come un solo, quarantadue mila trecento sessanta; 65. Senza gli schiavi, e le schiave loro, che erano sette mila trecento trenta sette: e tra questi dugento cantatori, e cantatrici. 66. Avean seco settecento trentasei cavalli, e dugento quarantacinque muli, 67. Quattrocento trentacinque cammelli, sei mila settecento venti asini. 68. E alcuni dei principi tra i padri entrati nel tempio del Signore, che è in Gerusalemme, fecero spontaneamente delle offerte alla casa del Signore per rifabbricarla nel suo sito. 69. E diedero (ciascuno) a proporzione delle loro forze per le spese della fabbrica, soldi d'oro sessantun mila, mine cinque mila d'argento, e cento vesti sacerdotali. 70. I sacerdoti adunque, e i Leviti, e quelli del popolo, e i cantori, e i portinaj, e i Nathinei andarono ad abitare nelle loro città, e di tutto quanto Israele tornò ciascuno alla sua città. 1. E già veniva il settimo mese, e i figliuoli d'Israele se ne stavano nelle loro città, quando si adunò tutto il popolo come un sol uomo a Gerusalemme. 2. E Josuè figliuolo di Josedec, e i sacerdoti suoi fratelli, e Zorobabel figliuolo di Salathiel, co' suoi fratelli, intrapresero di erigere l'altare di Dio d'Israele per offerirvi gli olocausti, conforme sta scritto nella legge di Mosè uomo di Dio. 3. E posarono l'altare di Dio sulla sua base, benché ne li distogliessero i popoli de' paesi circonvicini: e sopra di questo altare offersero olocausto al Signore mattina, e sera. 4. E celebraron la solennità de' tabernacoli nella maniera prescritta, e offersero l'olocausto ogni dì, conforme era ordinato di fare giorno per giorno. 5. E dipoi l'olocausto perpetuo tanto nelle calende, come in tutte le solennità consagrate al Signore, e per chiunque spontaneamente offerisse dono al Signore. 6. Dal primo dì del settimo mese principiarono ad offerire olocausti al Signore: ma non erano ancor gettate le fondamenta del tempio di Dio. 7. E diedero del denaro ai lavoratori di pietra, e ai muratori: e da mangiare, e da bere, e dell'olio a quelli di Tiro, e di Sidone, affinchè portassero il legname di cedro dal Libano al mare di Joppe, secondo l'ordine dato loro da e Ciro re della Persia. 8. L'anno secondo del loro arrivo al tempio di Dio in Gerusalemme, il secondo mese, Zorobabel figliuolo di Salathiel, e Josuè figliuolo di Josedech, e in gli altri loro fratelli sacerdoti, e Leviti, e tutti quelli, i quali dalla schiavitù eran tornati a Gerusalemme, risolverono di destinare i Leviti dai venti anni in su a sollecitare l'opera del Signore. 9. E Josuè, e i suoi figliuoli, e fratelli, Cedmihel, e i suoi figliuoli, e (tutti) i figliuoli di Giuda, come un sol uomo si stavano a stimolar quelli, che lavoravano al tempio di Dio: e (parimente) i figliuoli di Henadad, e i loro figliuoli, e fratelli Leviti. 10. Quando adunque i muratori ebber gettate le fondamenta del tempio del Signore, vennero i sacerdoti colle loro divise, e colle loro trombe: e i Leviti figliuoli di Asaph co' loro cimbali per cantar le lodi di Dio co' Salmi di David re d'Israele. 11. E lodavano il Signore co' loro cantici, e confessavano com'egli è buono, e come eterna ell'è la sua misericordia verso Israele. E parimente tutto il popolo alzava voci sonore nel dar laude al Signore: perchè si erano gettate le fondamenta del tempio del Signore. 12. E moltissimi de' sacerdoti, e de' Leviti, e de' capi del popolo, e de' seniori, i quali avean veduto il primo tempio, allorché furono sotto gli occhi loro gettati i fondamenti di quest'altro tempio, gettavano grandi gemiti; e molti alzavano le loro voci gridando per allegrezza. 13. E non si potevan discernere i gridi di allegrezza dai clamori di quelli, che si affliggevano: perocché tutto il popolo confusamente gridava ad alta voce, e si udiva il rumore di lontano.