Venerdì 30 Aprile 2027

Piano di lettura

Venerdì della V settimana di Pasqua

Prima Lettura

At 15,22-31

22. Allora piacque agli Apostoli, e a' sacerdoti con tutta la Chiesa, che si mandassero persone elette de' loro ad Antiochia con Paolo e Barnaba, cioè Giuda soprannominato Barsaba, e Sila, uomini de' primi tra i fratelli, 23. Ponendo nelle loro mani questa lettera: gli Apostoli, e i sacerdoti fratelli ai fratelli Gentili, che sono in Antiochia, nella Siria, e nella Cilicia, salute. 24. Giacché abbiamo udito, che i discorsi di alcuni venuti da noi (a' quali non ne abbiam dato commissione) vi hanno arrecato turbamento, sconvolgendo gli animi vostri: 25. E partito a noi radunati insieme di eleggere alcuni uomini e mandargli a voi con i carissimi nostri Barnaba e Paolo, 26. Uomini, che hanno esposte le loro vite pel nome del Signor nostro Gesù Cristo. 27. Abbiam pertanto mandato Giuda e Sila, i quali vi riferiranno anch'essi a bocca le stesse cose. 28. Imperocché è paruto allo Spirito santo, e a noi, di non imporre a voi altro peso, fuori di queste cose necessarie: 29. Che vi astenghiate dalle cose immolate agli idoli, e dal sangue, e dal soffocato, e dalla fornicazione; dalle quali cose guardandovi, ben farete. State sani. 30. Quegli adunque licenziatisi andarono ad Antiochia: e raunata la moltitudine, consegnaron la lettera. 31. Letta la quale si rallegrarono della consolazione.

Salmo Responsoriale

Sal 56,7-9.11

7. Il mio cuore, o Dio, egli è preparato: egli è preparato il cuor mio: canterò, salmeggerò. 8. Sorgi, o mia gloria, sorgi tu, salterio, e tu, celerà: io sorgerò coll'aurora. 9. A te darò laude, o Signore, tra i popoli, e inni a te canterò tralle genti: 11. Innalza te stesso, o Dio, sopra de' cieli la tua gloria per tutta quanta la terra.

Vangelo

Gv 15,12-17

12. Il comandamento mio è questo, che vi amiate l'un l'altro, come ho amato voi. 13. Nissuno ha carità più grande, che quella di colui, che da la sua vita pe' miei amici. 14. Voi siete miei amici, se farete quello, che vi comando. 15. Non vi chiamerò già più servi, perché il servo non sa quel, che faccia il suo padrone. Ma vi ho chiamati amici: perché tutto quello, che intesi dal Padre mio, lo ho fatto sapere a voi. 16. Non siete voi, che avete eletto me; ma io ho eletto voi, e vi ho destinati, che andiate, e facciate frutto; e il frutto vostro sia durevole: onde qualunque cosa chiederete al Padre nel nome mio, a voi la conceda. 17. Questo io ti ingiungo, che vi amiate l'un l'altro.

Lettura Complementare

2Cr 10,1-19; 11,1-23

Piano triennale — Anno B

1. Roboamo andò a Sichem: perchè colà erasi adunato tutto Israele per farlo re. 2. Ma avendo udite queste cose Geroboam figliuolo di Nahath, che era in Egitto (dove si era rifugiato per paura di Salomone), subitamente se ne tornò. 3. E fu fatto chiamare, ed ei si unì con tutto Israele, e parlarono a Roboamo, e dissero: 4. Il padre tuo ci oppresse di durissimo giogo; sia il tuo governo più mite, che quello del padre tuo, il quale ci ha messi in una schiavitù dolorosa; diminuisci tu alcun poco le gravezze, e noi saremo tuoi servi. 5. Ed egli disse: Tornate di qui a tre giorni. E quando il popolo si fu ritirato, 6. Egli tenne consulta co' seniori, che stavano attorno a Salomone suo padre, mentr'ei vivea, e disse loro: Che mi consigliate voi di rispondere al popolo? 7. E quelli gli dissero; Se tu seconderai questo popolo, e gli addolcirai colle buone parole, ei saranno tuoi servi per sempre. 8. Ma egli abbandonò il consiglio de', vecchi, e cominciò a discorrerla coi giovani, che erano stati allevati con lui, ed erano suoi compagni. 9. E disse loro: Che ve ne pare? e che debb'io rispondere a questo popolo, che mi dice: Alleggia il giogo impostoci dal padre tuo? 10. Ma quelli come giovani, e allevati con lui nelle delizie, risposero, e dissero: A questo popolo, il quale ti han detto: il padre tuo ha aggravato il nostro giogo, alleggialo tu: dirai, ei risponderai così: Il mio dito mignolo è più grosso, che i fianchi del padre mio. 11. Il padre mio pose sopra di voi un giogo pesante, e io lo aggraverò di più: il padre mio vi batto colle verghe, e io vi strazierò cogli scorpioni. 12. Tornò adunque Geroboam, e tutto il popolo a Roboamo il terzo giorno, com'egli avea loro ordinato. 13. E il re, abbandonato il consiglio dei vecchi, rispose con durezza: 14. E parlo secondo il parere de' giovani: Il padre mio pose sopra di voi un giogo pesante, e io lo aggraverò di più: il padre mio vi battè colle verghe, e io vi strazierò cogli scorpioni. 15. E non si piegò alle preghiere del popolo: perocché Dio voleva, che si adempisse la sua parola annunziata per bocca di Ahia Silonita a Geroboam figliuolo di Nabath. 16. Or tutto il popolo alla cruda risposta del re, disse così: Noi non abbiam che fare con Davidde, né da sperar nulla dal figliuolo d'Isai. Torna alle tue tende, o Israele, e tu, o David, governa la tua casa. Così Israele se v'andò alle sue tende. 17. E Roboamo ebbe il regno di que' figliuoli d'Israele, che abitavano nelle città di Giuda. 18. E il re Roboamo mandò (a figliuoli d'Israele) Aduram, che soprintendeva ai tributi; e i figliuoli d'Israele lo lapidarono, ed ei morì. E il re Roboamo salì in tutta fretta sul suo cocchio, e fuggì a Gerusalemme. 19. E Israele si separò dalla casa di David, come è anche in oggi. 1. E giunto che fu Roboamo a Gerusalemme, convocò tutta la tribù di Giuda, e quella di Beniamin, in numero di cento ottanta mila scelti combattenti, per far guerra ad Israele, e riunirlo al suo regno. 2. Ma il Signore parlò a Semeia uomo di Dio, e disse: 3. Dirai a Roboam figliuolo di Salomone, re di Giuda, e a tutto Israele di Giuda, e di Benjamin: 4. Queste cose dice il Signore: Non vi moverete, né farete guerra ai vostri fratelli: se ne torni ciascuno a casa sua, perocché per voler mio è avvenuto questo. E quelli, udita la parola del Signore, se n'andarono, né si mossero contro Geroboam. 5. E Roboamo abitò in Gerusalemme, e fabbricò delle città murate nel paese di Giuda. 6. E fortificò Bethlehem, ed Etam, e Thecue; 7. Ed anche Bethsur, e Socho, e Odollam; 8. E Geth, e Maresa, e Ziph; 9. E Aduram, e Lachis, e Azeca; 10. E Saraa, e Ajalon, ed Hebron, che erano nel paese di Giuda, e di Beniamin, città fortissime. 11. E quando le ebbe cinte di mura, vi pose dei governatori, e dei magazzini di viveri, cioè d'olio, e di vino. 12. E parimente fece in tutte le città un arsenale di scudi, e di picche, e le fortificò con grandissima cura: e regnò sopra la tribù di Giuda, e di Beniamin. 13. E i sacerdoti, e i Leviti, che erano in tutto Israele, andarono a lui da tutti i luoghi loro, 14. E abbandonando i sobborghi, e tutti i loro beni, passarono dalla parte di Giuda, e di Gerusalemme: perchè Geroboam, e i suoi figliuoli li maltrattavano, affinchè non facessero le funzioni del sacerdozio del Signore. 15. Ed egli creò sacerdoti del luoghi eccelsi, e de' demonj, e de' vitelli, che avea fatti. 16. Ma di tutte le tribù d'Israele tutti quelli, che aveano in cuore di seguire il Signore Dio d'Israele, andavano a Gerusalemme ad offerirvi le loro vittime dinanzi al Signore Dio de' padri loro. 17. E fortificarono il regno di Giuda, e sostennero il regno di Roboam figliuolo di Salomone per tre anni: perocché eglino batterono le vie di David, e di Salomone per tre anni. 18. Or Roboamo prese per moglie Mahalath, figliuola di Jerimoth, figliuolo di David: ed anche Abihail figliuola di Eliab, figliuolo d'Isai. 19. La quale gli partorì Jehus, e Somoria, e Zoom. 20. Dopo questa sposò Maacha figliuola di Assalone, la quale gli partorì Abia, ed Ethai, e Ziza e Salomith. 21. E Roboam amò Maacha figliuola di Assalone più di tutte le sue mogli, e concubine: perocché egli avea diciotto mogli, e sessanta concubine: e generò ventotto figliuoli, e sessanta figliuole. 22. Ma ad Abia figliuolo di Maacha diede la preferenza, e lo fece come capo sopra tutti i suoi fratelli: perocché aveva in animo di dargli il regno, 23. Perchè egli era più saggio, e più forte di tutti i suoi figliuoli, i quali stavano qua, e là ai confini di Giuda, e di Beniamin in tutte le città murate, dove dava loro da vivere largamente, e li provvide di molte mogli.