Giovedì 11 Marzo 2027

Piano di lettura

Giovedì della IV settimana di Quaresima

Letture liturgiche e passo complementare dall’Antico Testamento secondo un ciclo triennale. Come funziona?

Prima Lettura

Es 32,7-14

7. E il Signore parlò a Mosè, e disse: Va', scendi: il popol tuo, cui tu cavasti dalla terra d'Egitto, ha peccato. 8. Sono presto usciti fuori della strada, che tu ad essi insegnasti, e si sono fatto un vitello di getto, e lo hanno adorato, e immolando ad esso le ostie, hanno detto: Questi, o Israele, sono i tuoi dei, che ti trassero dalla terra d'Egitto. 9. E soggiunse il Signore a Mosè: Io veggo, che questo popolo è di dura cervice. 10. Lasciami fare, che io sfoghi il mio furore contro di loro, e gli stermini, e io ti farò capo di una nazione grande. 11. Ma Mosè supplicava il Signore Dio suo, dicendo: Perché, o Signore, s'accende il furor tuo contro il tuo popolo, cui tu cavasti dalla terra d'Egitto con fortezza grande, e con mano possente? 12. Di grazia, che non abbiano a dire gli Egiziani: Con astuzia li menò fuori per ucciderli sulle montagne, e sterminarli dal mondo: si calmi il tuo sdegno, e perdona l'iniquità dei tuo popolo. 13. Ricordati di Abramo, d'Isacco, e d'Israele, tuoi servi, a' quali promettesti con giuramento, dicendo: Moltiplicherò la stirpe vostra come le stelle del cielo: e tutta questa terra, della quale ho parlato, la darò alla stirpe vostra, e la possederete in perpetuo. 14. E il Signore si placò, e non fece al popol suo quel male, che avea detto.

Salmo Responsoriale

Sal 105,19-23

19. E il fuoco divampò nelle loro tende: la fiamma abbrugiò i peccatori. 20. E fecero un vitello in Horeb: e adorarono una statua di getto. 21. E la gloria loro cambiarono per l'immagine di un vitello, che pasce l'erba. 22. Si dimenticaron di Dio, che li salvò, e fece cose grandi in Egitto, cose mirabili nella terra di Cham, cose terribili nel mar rosso. 23. E avea parlato di sterminarli se Mosè suo eletto non si fosse piantato alla breccia di contro a lui,

Vangelo

Gv 5,31-47

31. Se io rendo testimonianza a me stesso, la testimonianza mia non è idonea. 32. Evvi un altro, che rende a ne testimonianza: e so, che è idonea la testimonianza, che egli a me rende. 33. Voi avete mandato a interrogare Giovanni: ed egli ha reso testimonianza al vero. 34. Io però non ricevo testimonianza, da un uomo: ma queste cose dicovi per vostra salute. 35. Quegli era lampana ardente, e luminosa. E voi avete voluto per pochi momenti godere della sua luce. 36. Io però ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni. Imperocché le opere, che mi ha dato il Padre da adempire, queste opere stesse, le quali io fo, testificano a favor mio, che il Padre mi ha mandato: 37. E il Padre, che mi ha mandato, egli stesso ha resa testimonianza a favor mio: e voi ne avete udita giammai la sua voce, né veduto il suo volto. 38. E non avete abitante in voi la sua parola: perché non credete a chi egli ha mandato. 39. Voi andate investigando le Scritture, perché credete di avere in esse la vita eterna: e queste sono quelle, che parlano a favor mio: 40. E non volete venir a me per aver vita. 41. Io non accetto la gloria, che viene dagli uomini. 42. Ma vi ho conosciuto, che non avete in voi amore di Dio. 43. Io son venuto nel nome del Padre mio, e non mi ricevete: se un altro verrà di propria autorità, lo riceverete. 44. Com'è possibile, che crediate voi, che andate mendicando gloria gli uni dagli altri, e non cercate quella gloria, che da Dio solo procede? 45. Non vi pensate, che sia per accusarvi io presso del Padre: havvi già chi vi accusa, quel Mosè, in cui voi vi confidate. 46. Imperocché se credeste a Mosè, a me ancora credeste: conciossiaché di me egli ha scritto. 47. Che se non credete a quel, che egli ha scritto, come crederete voi alle mie parole?

Lettura Complementare

Sap 16,1-29

Piano triennale — Anno B

1. Per questo ancora mediante simili; cose furon quelli giustamente i tormentati, e sterminati da una turba di bestie. 2. Ma in luogo di tali pene, tu facesti de' favori al tuo popolo concedendogli le bramate delizie di nuovo sapore, le quaglie: 3. Talmente che quelli bramosi di cibo, a motivo di quelle bestie, che l'avevano sotto degli occhi mandate contro di loro, perdevano l'appetito del necessario, questi poi ridotti per poco tempo all'inopia gustarono nuove vivande; 4. Perocché conveniva che irremediabile rovina venisse sopra di quelli, che la facevano da tiranni: a questi poi solamente si dimostrasse in qual guisa straziati fossero i loro nemici. 5. E allora quando contro di questi infierirono bestie crudeli, eglino erano messi a morte pelle morsicature di velenosi serpenti; 6. Ma non per sempre durò il tuo sdegno, ma per poco tempo furono spaventati per loro emendazione, avendo ricevuto il segno di salute, perché si ricordassero de' comandamenti della tua legge. 7. Al qual segno chi si rivolgeva, diventava sano, non in virtù di quel, ch'ei vedeva, ma per grazia di te Salvatore di tutti: 8. E con ciò facesti vedere a nostri nemici come tu se' colui, che liberi da ogni male. 9. Perocché quelli perirono morsicati dallo locuste, e dalle mosche, nè si trovò rimedio per la loro vita, perché eran degni di essere sterminati da bestie tali: 10. Ma i tuoi figliuoli neppur dai velenosi dragoni furono vinti, perché la tua misericordia venne a sanarli: 11. Conciossiaché per farli ricordare de' tuoi precetti erano punti, e tosto erano salvati; affinchè non avvenisse, che perdutane affatto la memoria goder non potessero del tuo ajuto; 12. Imperocché non fu né un'erba, né un lenitivo, che li guarì, ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana; 13. Perocché tu, o Signore, se' quello, che hai in tua balìa la vita, e la morte, e conduci fino alle porte di morte, e indietro richiami: 14. Or l'uomo ben può uccidere un altro per malvagità; ma partito, che sia lo spirito, egli non può far, che ritorni, nè richiamerà indietro l'anima altrove già ricettata. 15. Ma di fuggire dalla tua mano non è possibile, 16. Quindi gli empj, che negavano di conoscerti, furon flagellati dal forte tuo braccio, perseguitati da acque nuove, e grandini, e tempeste, e consunti dal fuoco. 17. E questo era il mirabile, che il fuoco attività maggiore aveva nell'acqua, la quale spegne ogni cosa, perché il mondo tutto fa le vendette de' giusti, 18. Talora poi il fuoco si ammansiva, affinchè non ne fosser brugiate le bestie spedite contro degli empj, ond'eglino ciò veggendo sapessero come per giudizio divino erano straziati. 19. E in altro tempo il fuoco sopra la natural forza ardeva per ogni parte nell'acqua, affin di sperdere della iniqua terra le produzioni. 20. Ma all'opposto il popolo tuo nutristi col cibo degli Angeli, e dal cielo somministrasti ad essi un pane bell'e fatto senza loro fatica, contenente in se ogni delizia, ed ogni soave sapore; 21. Perocché quella tua sostanza dimostrava come tu se' dolce inverso i figliuoli, e adattandosi al genio di ciascheduno, ella diventava quello, che ciascuno voleva: 22. Ma la neve, ed il ghiaccio reggevano alla forza del fuoco senza liquefarsi; affinché (i tuoi) vedessero come i frutti de' nemici erano distrutti dal fuoco ardente, che folgoreggiava in mezzo alla grandine, ed alla pioggia. 23. E qui all'opposto perché i giusti avessero onde sostentarsi, si scordò egli della sua stessa virtù. 24. Perocché la creatura, che serve a te suo facitore, gli ardori raddoppia e a tormentare gli ingiusti, e mite diventa in pro di quelli, che in te confidano. 25. E quindi ancora (la creatura) trasfigurandosi allora in tutte guise serviva alla tua benignità nutrice di tutti secondo i voti di quelli, che a te ricorrevano. 26. Affinchè i tuoi figliuoli amati da te, o Signore, riconoscessero come non i frutti rinascenti pascono gli uomini, ma la tua parola è quella che conserva chi crede in te. 27. Perocché quello, che non poteva esser consunto dal fuoco, riscaldato a un piccol raggio del sole squagliavasi. 28. Affinché sapessero tutti, come dee prevenirsi il sole per la benedizione, e si dee alla levata del sole adorarti. 29. Perocché la speranza dell'ingrato, come il ghiaccio dell'inverno si scioglie, e si sperde come acqua inutile.