Lunedì 8 Marzo 2027

Piano di lettura

Lunedì della IV settimana di Quaresima

Letture liturgiche e passo complementare dall’Antico Testamento secondo un ciclo triennale. Come funziona?

Prima Lettura

Is 65,17-21

17. Imperocché ecco, che io creo nuovi cieli, e nuova terra, e le prime cose non saran più rammentate, né se ne farà ricordanza. 18. Ma vi rallegrerete, ed esulterete in eterno per ragion delle cose, ch'io creo: perocché ecco, che io creo Gerusalemme città di esultazione, e il popol di lei popol gaudente. 19. Ed io esulterò per ragion di Gerusalemme, e gaudio darammi il mio popolo: ne in lui udirassi più voce di pianto, e voce di lamento. 20. Non vi sarà più fanciullo di pochi giorni, né vecchio, che non compisca i suoi giorni; perchè il fanciullo di cento anni morrà, e il peccatore di cento anni sarà maledetto. 21. E fabbricheranno case, e le abiteranno, e pianteranno vigne, e ne mangeranno il frutto.

Salmo Responsoriale

Sal 29,1.3-5.10-12

1. Consagrazione della casa. Io ti glorificherò, o Signore, perché tu mi hai protetto, e non hai rallegrati del mio danno i miei nemici. 3. Signore, tu traesti fuor dall'inferno l'anima mia; mi salvasti dal consorzio di quelli, che scendono nella fossa. 4. Santi del Signore, cantate inni a lui, e celebrate la memoria di lui, che è santo. 5. Perché egli nella sua indegnazione flagella, e col suo favore da vita. La sera saravvi il pianto, e al mattino allegrezza. 10. Il Signore mi udì, ed ebbe pietà di me: il Signore si fe' mio aiuto. 11. Cangiasti per me in gaudio i miei lamenti: facesti in pezzi il mio sacco, e mi inondasti di allegrezza: 12. Affinchè tua laude sia la mia gloria, ed io non sia più trafitto: Signore Dio mio, te io canterò in eterno.

Vangelo

Gv 4,43-54

43. Passati poi i due giorni si parti di là: e andò nella Galilea. 44. Imperocché lo stesso Gesù aveva affermato, che non riscuote rispetto un profeta nella sua patria. 45. Giunto egli pertanto nella Galileo, fu accolto da' Galilei, i quali avean veduto tutto quello, che egli aveva fatto in Gerusalemme nel dì della festa: imperocché essi pure erano andati alla festa. 46. Andò adunque Gesù di nuovo a Cana di Galilea, dove avea convertito l'acqua in vino. Ed eravi un certo regolo in Cafarnaum, il quale aveva un figliuolo ammalato. 47. E avendo questi sentito dire, che Gesù era venuto dalla Giudea nella Galilea, andò da lui, e lo pregava, che volesse andare a guarire il suo figliuolo, che era moribondo. 48. Dissegli adunque Gesù: Voi se non vedete miracoli, e prodigj, non credete. 49. Risposegli il regolo: Vieni, Signore, prima che il mio figliuolo si muoia. 50. Gesù gli disse: Va', il tuo figliuolo vive. Quegli prestò fede alle parole dettegli da Gesù, e si partì. 51. E quando era già verso casa, gli corsero incontro i servi, e gli diedero nuova, come il suo figliuolo vivea. 52. Dimandò pertanto ad essi, in che ora avesse cominciato a star meglio. E quelli risposero: Ieri all'ora settima lasciollo la febbre. 53. Riconobbe perciò il Padre, che quella era la stessa ora, in cui Gesù gli aveva detto: Il tuo figliuolo vive: e credette egli, e tutta la sua casa. 54. Questo fu il secondo miracolo, che fece di nuovo Gesù, dopo che fu ritornato dalla Giudea nella Galilea.

Lettura Complementare

Sap 11,23-27; 12,1-12; 12,14-15; 12,20-27

Piano triennale — Anno B

23. Perocché il mondo tutto dinanzi a te è come il tratto della bilancia, e come una goccia di rugiada, che cade sulla terra al mattino. 24. Ma tu hai misericordia di tutti, perché tutto puoi, e dissimuli i peccati degli uomini per amore della penitenza; 25. Perocché tu ami tutte le cose, che esistono, e non ne odj veruna di quelle, che da te furon fatte; conciossiachè se tu odiata l'avessi, noll'avresti ordinata, né fatta. 26. E come durar potrebbe una cosa se tu noi volessi, o conservarsi quello, che non fosse stato voluto da te? 27. Ma tu se' buono verso tutte le cose, perché sono tue, o amatore dell'anime. 1. Quanto è benigno, e soave, o Signore, il tuo spirito in tutte le cose! 2. Onde tu gli erranti appoco appoco correggi, e de' loro falli gli ammonisci, e parli loro, affinchè messa da parte la malizia credano in te, o Signore. 3. Imperocché tu avevi in abbominazione quelli abitatori antichi della tua terra santa, 4. Perché orrende cose facevano contro di te co' lor veneficj, e sagrifizj scellerati, 5. Che uccidevano senza pietà i propri figliuoli, e divoravano le viscere degli uomini, e beveano il sangue in mezzo alla sacrata tua terra. 6. Questi genitori, autori della strage di quelle creature abbandonate, tu volesti distruggerli per le mani de' padri nostri, 7. Affinchè la terra cara a te più, che tutte le altre, accogliesse la degna colonia de' figliuoli di Dio. 8. Ma anche a questi come uomini avesti riguardo, e mandasti quai battitori del tuo esercito le vespe, le quali appoco appoco gli sterminassero. 9. Non perché tu non potessi soggettare amano armata gli empj ai giusti, o tutti sterminarli per mezzo di bestie feroci, o con una dura parola: 10. Ma gradatamente punendoli lascia vi luogo alla penitenza, benché non ignorassi tu come quella nazione era scellerata, e connaturale a quelli era la malizia, e come non potevan cangiarsi i loro pensieri giammai. 11. Perocché eran quelli una progenie maledetta fin da principio; e tu risparmiando i loro peccati non facevi per timore di alcuno. 12. Imperocché chi dirà a te: Che è quello, che tu hai fatto? O chi si opporrà a' tuoi giudizj? o chi verrà a te davanti in difesa di uomini iniqui? o chi a te imputerà lo sterminio delle nazioni create da te? 14. Né re alcuno, né principe domanderà conto davanti a te di quelli, che avrai fatto perire. 15. Ma essendo tu giusto con giustizia ordini tutte le cose, e il condannare colui, che non debbe essere punito, il giudichi tu cosa aliena da tua possanza. 20. Imperocché se i nemici de' servi tuoi già rei di morte gastigasti con tanto riguardo, dando loro tempo, e comodità, perché potessero rinunziare alla malizia, 21. Con quanta cautela hai tu giudicati li tuoi figliuoli, a' padri de' quali facesti le buone promesse pattuite, e giurate? 22. Quando adunque noi tu correggi, molto più tu flagelli i nostri nemici, affinchè noi ripensiamo, e siamo attenti alla tua bontà, e quando si fa giudizio di noi, nella tua misericordia speriamo. 23. Per la qual cosa eziandio a quelli, che nella loro vita si diportarono da insensati, ed ingiusti, desti tu sommi tormenti per mezzo di quelle cose, che aveano adorate. 24. Perocché eglino per lungo tempo camminarono traviati per la via dell'errore, credendo dei que', che sono i più vili tra gli animali, e vivendo da ragazzi senza ragione. 25. Per questo come a ragazzi insensati tu desti loro gastigo di scherno: 26. Ma quelli, che agli scherni, e alle grida non si emendarono, provaron gastigo degno di Dio: 27. Imperocché da quello stesso, che con indignazione soffrivano per mezzo di quelle cose, ch'ei credevano dei, da questo nel tempo, che erano straziati, si accorsero, e riconobbero vero Dio esser quello, che una volta negavano di conoscere; per la qual cosa piombò sopra di loro la finale condannagione.