Giovedì 4 Marzo 2027

Piano di lettura

Giovedì della III settimana di Quaresima

Letture liturgiche e passo complementare dall’Antico Testamento secondo un ciclo triennale. Come funziona?

Prima Lettura

Ger 7,23-28

23. Ma questo è il comandamento, ch'io feci loro, dicendo: Ascoltate la mia voce e io sarò vostro Dio, e voi sarete mio popolo, e camminate costantemente nella strada, ch'io vi ho prescritta, affinchè siate felici: 24. Ed ei non mi ascoltarono, né mi diedero retta, ma andaron dietro ai loro piaceri, e alla depravazione del loro cattivo cuore, e camminarono all'indietro, e non per innanzj, 25. Dai dì, che uscirono i padri loro dalla terra d'Egitto, fino a questo giorno. E mandai a voi tutti i miei servi, i profeti, ogni dì per tempo io li mandai. 26. Ed eglino non mi ascoltarono, né mi diedero retta: ma indurarono la loro cervice, e fecer peggio, che i padri loro. 27. Or tu dirai loro tutte queste parole, ed eglino non ti ascolteranno; e li chiamerai, e non ti risponderanno. 28. E dirai loro: Questa è quella nazione, che non ha ascoltata la voce del Signore Dio suo, e non ha ammessa disciplina: la fede è morta, e dalle loro bocche se n'è andata.

Salmo Responsoriale

Sal 94,1-2.6-9

1. Lauda, ovver cantico dello stesso Davidde. Venite, esultiamo nel Signore, cantiam le lodi di Dio Salvator nostro: 2. Corriamo a presentarci davanti a lui coll'orazione, e co' salmi celebriamo le sue lodi. 6. Venite, adoriamolo, e prostriamoci, e spargiamo lagrime dinanzi al Signore, di cui siamo fattura: 7. Imperocché egli è il Signore Dio nostro, e noi popolo de' suoi paschi, e pecorelle di suo governo. 8. Oggi se la voce di lui udirete, non vogliate indurare i vostri cuori; 9. Come nel luogo dell'altercazione al di della tentazione nel deserto, dove tentaron me i padri vostri, fecer prova di me, e videro le opere mie.

Vangelo

Lc 11,14-23

14. E stava cacciando un demonio, il quale era mutolo. E cacciato che ebbe il demonio, il mutolo parlò, e le turbe ne restarono maravigliate. 15. Ma certuni di loro dissero: Egli caccia i demonj per virtù di Beelzebub principe de' demonj. 16. E altri per tentarlo gli chiedevano un segno dal cielo. 17. Ma egli avendo scorti i loro pensieri, disse loro: Qualunque regno incontrarj partiti diviso va in perdizione, e una casa divisa in fazioni va in rovina. 18. Che se anche Satana è in discordia seco stesso, come sussisterà il suo regno? conciossiachè voi dite, che in virtù di Beelzebub io caccio i demonj. 19. Che se io caccio i demonj per virtù di Beelzebub: per virtù di chi li cacciano i vostri figliuoli? Per questo saranno essi vostri giudici. 20. Che se io col dito di Dio caccio i demonj: certamente è venuto a voi il regno di Dio. 21. Quando il campione armato custodisce la sua casa, è in sicuro tutto quel, che egli possiede. 22. Ma se un altro più forte di lui gli va sopra, e lo vince, si porta via tutte le sue armi, nelle quali egli poneva sua fidanza, e ne spartisce le spoglie. 23. Chi non è meco, è contro di me: e chi meco non raccoglie, dissipa.

Lettura Complementare

Sap 8,1-21

Piano triennale — Anno B

1. Ella pertanto arriva da una estremità all'altra: con possanza, e con soavità le cose tutte dispone. 2. Questa io amai, e ricercai dalla prima mia giovinezza, è procurai di prendermela per isposa, e divenni amatore di sua bellezza. 3. La nobiltà di lei è dimostrata gloriosamente dal convivere, che ella fa con Dio; ed anzi lo stesso Signore di tutte le cose la ama: 4. Perocché della scienza di Dio ella è maestra, e delle opere di lui fa scelta. 5. E se in questa vita si appetiscono le ricchezze, che v'ha di più ricco, che la sapienza fattrice di tutte le cose? 6. E se l'intelligenza produce delle opere, chi più di lei in queste cose, che esistono, l'arte mostrò? 7. E se uno ama in giustizia, le fatiche di lei hanno per obbietto delle grandi virtù; perocché ella insegna la temperanza, la prudenza, e la giustizia, e la fortezza, delle quali nissuna cosa è più utile negli uomini nella lor vita. 8. E se uno brama il molto sapere, ella è, che sa le passate cose, e fa giudizio delle future, conosce gli artifizj del discorso, e la soluzione degli enimmi, conosce i segni, e i prodigj prima che succedano, e gli avvenimenti de' tempi, e de' secoli. 9. Lei adunque mi risolvei di prendere a convivere con me, ben sapendo come ella comunicherà meco i suoi beni, e mi consolerà nelle cure, e negli affanni. 10. Per lei io sarò illustre presso la moltitudine, e giovane sarò onorato dai seniori. 11. E mi troveranno sottile nel giudicare, e sarò ammirato dinanzi ai grandi, e i principi mostreranno ne' volli loro com'io lor rechi stupore. 12. S'io tacerò, aspetteranno, ch'io parli, se parlerò, saranno intenti a me, e andando io avanti nel discorso, si metteranno il dito alla bocca. 13. Oltre a ciò per lei avrò io l'immortalità, e lascerò a quelli, che saran dopo di me eterna la mia ricordanza. 14. Governerò i popoli, e saranno soggette a me le nazioni. 15. I re feroci temeranno al sentire il mio nome: col popolo parrò clemente, e forte in guerra. 16. Entrando nella mia casa avrò presso di lei il mio riposo: perocché atta ha di amaro il conversare con lei, e il convivere insieme con essa non ha tedio, ma consolazione, e gaudio. 17. Queste cose avendo io ripensate; e nel mio cuor rammentando, come nell'unione colla sapienza si ha l'immortalità, 18. E nella amicizia di lei una buona dilettazione, e nelle opere delle mani di lei una inesausta ricchezza, e nel confabulare con lei la prudenza, e nell'essere a parte de' suoi ragionamenti si ha acquisto di gloria, io andava attorno in cerca di lei per farla mia. 19. Or io era fanciullo ingegnoso, ed ebbi in sorte un'anima buona. 20. Ed essendo io più buono venni ad avere corpo immacolato. 21. E tosto ch'io seppi, come io non poteva essere continente, se Dio non mel concedeva (ed era effetto di sapienza il sapere da chi venga tal dono), io mi presentai al Signore, e lo pregai, e dissi con tutto il mio cuore: