Martedì 17 Novembre 2026

Piano di lettura

Martedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Letture liturgiche e passo complementare dall’Antico Testamento secondo un ciclo triennale. Come funziona?

Prima Lettura

Ap 3,1-6.14-22

1. Ed all'Angelo della Chiesa di Sardi scrivi: così dice quegli, che ha i sette Spiriti di Dio, e le sette stelle: mi sono note le opere tue, e come hai nome di vivo, e se' morto. 2. Sii vigilante, e ristora il resto, che stavano per morire. Imperocché non ho trovato le opere tue piene dinanzi al mio Dio. 3. Abbi adunque in memoria quel, che ricevesti, e udisti, ed osservalo, e fa' penitenza. Che se non veglierai, verrò a te come un ladro, né saprai, in qual ora verrò a te. 4. Hai però in Sardi alcune poche persone, le quali non hanno macchiate le vesti loro: e verranno con me vestiti di bianco, perché ne sono degni. 5. Chi sarà vincitore sarà così rivestito di bianche vesti, né cancellerò il nome di lui dal libro della vita, e confesserò il nome di lui dinanzi al Padre mio, e dinanzi a' suoi Angeli. 6. Chi ha orecchio, oda quello, che dica lo Spirito alle Chiese. 14. Ed all'Angelo della Chiesa di Laodicca scrivi: così dice l'amen, il testimone fedele, e verace, il principio delle cose da Dio create. 15. Mi sono note le opere tue: come non sei né freddo, né caloroso: di grazia fossi tu o freddo, o caloroso: 16. Ma perché sei tiepido, e né freddo, né caloroso, comincerò a vomitarti dalla mia bocca. 17. Imperocché vai dicendo: son ricco, e dovizioso, e non mi manca niente: e non sai, che tu sei meschino, e miserabile, e povero, e cieco, e ignudo. 18. Ti consiglio a comperare da me l'oro passato, e provato nel fuoco, onde ti facci ricco, ed a rivestirti delle vesti bianche, affinchè non comparisca la vergogna della tua nudità, e ungi gli occhi tuoi con unguento per vederci. 19. Io quegli, che amo, li riprendo, e ti gastigo. Abbi adunque zelo, e fa penitenza. 20. Ecco, che io sto alla porta, e picchio: chi udirà la mia voce, e aprirammi la porta, entrerò da lui, e cenerò con lui, ed egli con me. 21. Chi sarà vincitore, darogli di sedere con me nel mio trono: come io ancora fui vincitore, e sedei col Padre mio nel suo trono. 22. Chi ha orecchio, oda quel, che lo Spirito dica alle Chiese.

Salmo Responsoriale

Sal 3,1-6

1. Salmo di David, quando fuggiva dal cospetto del figliuolo Assalonne. Signore, come mai si sono moltiplicati quelli, che mi perseguitano? molti insorgono contro di me. 2. Molti dicono all'anima mia: Salute per lui non è nel suo Dio. 3. Tu però, o Signore, tu se' mio scudo, mia gloria, e tu rinnalzi il mio capo. 4. Alzai le voci mie, e le grida al Signore, ed egli mi esaudì dal suo monte santo. 5. Io dormii, e assonnai, e mi svegliai, perché per man mi prese il Signore. 6. Non avrò timore del popolo innumerabile, che mi circonda; levati su, o Signore, salvami, Dio mio.

Vangelo

Lc 19,1-10

1. Ed entrato in Gerico passava pel mezzo della città. 2. Quand'ecco un uomo per nome Zaccheo: il quale era capo de' pubblicani, ed ei pur facoltoso. 3. E bramava di conoscer di vista Gesù: e non poteva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4. E porse innanzi, e sali sopra una pianta di sicomoro a fine di vederlo: perché era per passare da quella parte. 5. E arrivato Gesù a quel luogo, alzati gli occhi lo vide, e gli disse: Zaccheo, presto cala giù: perché fa d'uopo, ch'io alberghi quest'oggi in casa tua. 6. E quegli frettolosamente discese, e lo accolse allegramente. 7. Veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo, che era andato a posare in casa di un peccatore. 8. Ma Zaccheo si presentò, e disse al Signore: Ecco che io, o Signore, do la metà de' miei beni a poveri: e se ad alcuno ho tolto qualche cosa, gli rendo il quadruplo. 9. E Gesù gli disse: Oggi questa casa ha ottenuto salute: perché anche questo è figliuolo di Abramo. 10. Imperocché è venuto il figliuolo dell'uomo a cercare, e salvare que', che si erano perduti.

Lettura Complementare

1Re 7,1-28

Piano triennale — Anno A

1. E fabbricò Salomone, e compì interamente in tredici anni la sua propria casa. 2. E fabbricò ancora la casa del bosco del Libano, di cento cubiti in lunghezza, e di cinquanta cubiti di larghezza, e di trenta cubiti di altezza: ed eranvi quattro corridori tra i colonnati di cedro: perocché egli avea fatto ridurre a colonne le piante di cedro. 3. E rivestì di tavole di cedro tutto il soffitto sostenuto da quarantacinque colonne. E ogni filare avea quindici colonne, 4. Collocate l'una dirimpetto all'altra, 5. È che si guardavano l'una l'altra, ed eran tutte in egual distanza tra di loro: e sopra le colonne eranvi delle travi quadrangolari tutte di egual grossezza. 6. E fece un portico di colonne avente cinquanta cubiti di lunghezza, e trenta cubiti di larghezza: e un altro portico in faccia al portico più grande, con colonne, e architravi sopra le colonne. 7. Fece ancora il portico del trono, e lo vestì di legno di cedro dal pavimento fino alla sommità. 8. E la tribuna, dove sì risedeva per render ragione, era nel mezzo del portico, ed era di simil lavoro. Fece di più Salomone per la figliuola di Faraone (che egli avea sposata) una casa di lavoro simile a quella del portico. 9. Tutte (queste fabbriche) dalle fondamenta sino alla cima delle muraglie, e al di fuori sino all'atrio maggiore erano di pietre di molto pregio, le quali tanto dalla parte interiore, come dall'esteriore erano state segate in pari forma, e misura. 10. E le fondamenta eran di pietre di molto pregio, di pietre grandi di dieci, ovvero di otto cubiti. 11. E al di sopra erano pietre di molto pregio tagliate ad egual misura, e parimente coperte di cedro. 12. E l'atrio maggiore rotondo avea tre ordini di pietre tagliate, e un ordine di cedro lavorato: e così pure era dell'atrio interiore della casa del Signore, e del portico di essa casa. 13. E il re Salomone fece ancora venir da Tiro Hiram, 14. Che era figliuolo di una donna vedova della tribù di Nephthali, di padre della città di Tirò; ed era un lavoratore di bronzi pieno di saggezza, di capacità, e d'industria per fare qualunque opera in bronzo. Ed egli essendo venuto a trovare il re Salomone, fece tutto il lavoro, ch'ei volle. 15. Ed egli fece due colonne di bronzo, ogni colonna alta diciotto cubiti: e una corda di dodici cubiti abbracciava ciascuna colonna. 16. Fece ancora i due capitelli di getto in bronzo sulla cima delle colonne: un capitello avea cinque cubiti di altezza, e l'altro capitello cinque cubiti di altezza: 17. Ed eravi come una rete, e una catena conteste insieme tra di loro con mirabile artifizio. L'uno e l'altro capitello delle colonne era di getto: sette filari di maglie erano nell'uno, e sette filari di maglie nell'altro capitello. 18. E per compimento delle colonne fece due ordini di maglie, che circondavano, e coprivano i capitelli, le quali posavano in cima de' meligranati: fece la stessa cosa al secondo, e al primo capitello. 19. I capitelli, che erano in cima delle colonne nel portico, erano fatti a maniera di giglio, ed eran di quattro cubiti. 20. E di più eranvi altri capitelli in cima alle colonne al di sopra della rete proporzionati alla misura della colonna: e intorno al secondo (e al primo) capitello vi erano dugento meligranati posti per ordine, 21. E le due colonne le collocò nel portico del tempio: e quando ebbe alzata la colonna destra, te diede il nome di Jachin, ed eretta parimente la seconda, le pose nome Booz. 22. E sulle cime delle colonne pose quel lavoro fatto a maniera di giglio: e fu compita l'opera delle colonne. 23. Fece anche di getto una gran conca tutta rotonda, di dieci cubiti da un orlo all'altro. Ella avea cinque cubiti di profondità, e una corda di trenta cubiti cingeva tutto il suo giro. 24. E sotto all'orlo un lavoro di scultura, che giravagli attorno per dieci cubiti, e cingeva la conca: I due ordini di sculture di getto eran di rilievo. 25. E (la conca) posava sopra dodici bovi, de' quali tre guardavano a settentrione, e tre ad occidente, e tre a mezzodì, e tre ad oriente, e sopra di essi stava la conca, e tutte le parti deretane di quelli restavan sotto nascose. 26. Questo lavacro avea tre once di grossezza, e il suo orlo era come l'orlo di una coppa, e come la foglia di un giglio sbocciato: ei capiva due mila bati. 27. E fece dieci basi di bronzo, ognuna delle quali era lunga quattro cubiti, e larga quattro cubiti, e alta tre cubiti. 28. E il lavoro delle basi era di più pezzi: e dove questi si incastravano insieme eranvi de' lavori di scultura.