Sabato 27 Giugno 2026

Piano di lettura

Sabato della XII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

2Re 24,8-17

8. Diciotto anni avea Joachin, quando cominciò a regnare, e regno tre mesi in Gerusalemme: sua madre ebbe nome Nohesta figliuola di Elnathan di Gerusalemme. 9. Ed egli fece il male nel cospetto del Signore, imitando in tutto suo padre. 10. In quel tempo i capitani di Nabuchodonosor re di Babilonia vennero contro Gerusalemme, e fecero la circonvallazione della città. 11. E venne Nabuchodonosor re di Babilonia sotto la città colla sua gente, per espugnarla. 12. E Joachin re di Giuda andò a trovare il re di Babilonia colla sua madre, e co' suoi servi, o co' suoi principi, e co' suoi eunuchi: e il re di Babilonia lo accolse l'anno ottavo del suo regno. 13. E portò via di là tutti i tesori della casa del Signore, e i tesori della casa reale: e fece in pezzi tutti i vasi d'oro fatti da Salomone re d'Israele pel tempio del Signore, come il Signore avea predetto. 14. E menò via in ischiavitù tutta Gerusalemme, tutti i suoi principi, e tutto il nerbo dell'esercito in numero di diecimila, e tutti gli artefici, e orefici: e non vi rimase nulla, eccettuata la plebe più meschina. 15. Egli trasportò parimente a Babilonia Joachin, e la sua madre, e le moglie del re, e gli eunuchi: e i giudici del paese li condusse in ischiavitù da Gerusalemme a Babilonia. 16. E tutti gli uomini robusti in numero di settemila, e gli artefici, e orefici in numero di mille, e tutti gli uomini di valore atti alla guerra li menò il re di Babilonia prigionieri a Babilonia, 17. E pose in luogo di Joachin Matthania suo zio paterno, e gli pose nome Sedecia.

Salmo Responsoriale

Sal 14,1-5

1. Salmo di David. Signore, chi abiterà nel tuo tabernacolo, ovver chi riposerà nel tuo santo monte? 2. Colui, che vive esente da ogni macchia, e fa opere di giustizia: 3. Colui, che dice la verità, che ha in cuor suo, e non ha ordita fraude colla sua lingua: Non ha fatto danno al prossimo suo, non ha dato ricetto alla maldicenza contro i suoi prossimi. 4. Negli occhi di lui è un niente il maligno: ma onora quelli, che temono Dio: Fa giuramento al suo prossimo, e non lo inganna; 5. Non da il suo denaro ad usura; e non riceve regali contro dell'innocente. Chi fa tali cose non sarà smosso in eterno.

Vangelo

Mt 8,5-17

5. Ed entrato che fu in Capharnaum, andò a trovarlo un centurione, raccomandandosegli. 6. E dicendo: Signore, il mio servo giace in letto malato di paralisia nella mia casa, ed è malamente tormentato. 7. E Gesù gli disse: io verrò, e lo guarirò. 8. Ma il centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno, che tu entri sotto il mio tetto: ma di solamente una parola, e il mio servo sarà guarito. 9. Imperocché io sonò un uomo subordinato ad altri, e ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va, ed egli va; e all'altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa la tal cosa ed ei la fa. 10. Gesù udite queste parole ne restò ammirato, e disse a coloro, che lo seguivano: In verità io vi dico, che non ho trovato fede si grande in Israele. 11. E io vi dico, che molti verranno dall'oriente, e dall'occidente, e sederanno con Abramo, e Isacco, e Giacobbe nel regno de' cieli: 12. Ma i figliuoli del regno saranno gittati nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti. 13. Allora Gesù disse al centurione: Va, e ti sia fatto, conforme hai creduto. E nello stesso momento il servo fu guarito. 14. Ed essendo andato Gesù a casa di Pietro, vide la suocera di lui giacente colla febbre: 15. E toccolle la mano, e la febbre se ne andò: ed ella si alzò, e serviva ad essi. 16. Venuta poi la sera gli presentarono molti indemoniati: ed egli cacciava colla parola gli spiriti, e sanò tutti i malati: 17. Affinchè si adempisse quello, che fu detto da Isaia profeta, il quale dice: Egli ha prese le nostre infermità; e ha portato i nostri malori.

Lettura Complementare

Lv 21,1-24; 22,1-33

Piano triennale — Anno A

1. Disse ancora il Signore a Mosè: Parla a' sacerdoti figliuoli di Aronne, e dì loro: Il sacerdote non contragga immondezza nella morte de' suoi concittadini, 2. Eccettuati gli stretti parenti, e propinqui, vale a dire, il padre, e la madre, il figliuolo, e la figlia, e anche il fratello, 3. E la sorella fanciulla non ancor maritata. 4. Del resto si guarderà da contrarre immondezza nella morte dello stesso principe del suo popolo. 5. Non si raderanno il capo, e la barba, e non faranno incisioni sulle loro carni. 6. Si serberanno santi al Dio loro, e non profaneranno il suo nome: perocché eglino offeriscono l'incenso del Signore, e il pane del loro Dio; e perciò saranno santi. 7. Non sposeranno una donna disonorata, né una vil meretrice, né quella che fu ripudiata dal marito: perocché sono consacrati al loro Dio, 8. E offeriscono i pani della proposizione. Sien eglino dunque santi, perché santo son io il Signore, che li santifico. 9. Se la figlia d'un sacerdote è còlta in peccato, onde ha disonorato il nome del padre suo, sarà bruciata. 10. Il pontefice, vale a dire il sacerdote sommo tra' suoi fratelli, sulla testa del quale fu versato l'olio d'unzione, e le mani del quale furono consacrate per le funzioni sacerdotali, che è vestito delle vestimenta sante, non iscoprirà la sua testa, non istraccerà le vesti: 11. Non entrerà in alcuna casa, dove sia cadavere: non contrarrà immondezza neppur per ragion di suo padre, o della madre. 12. E non si partirà da' luoghi santi per non contaminare il santuario del Signore; perché egli ha sopra di sé l'olio della unzione santa del suo Dio. Io il Signore. 13. Egli sposerà una vergine: 14. Non isposerà una vedova, né una ripudiata, né una donna diffamata, né una meretrice; ma una fanciulla del popol suo. 15. Egli non mescolerà il sangue della sua stirpe col volgo del popol suo: perocché io il Signore son quegli che lo santifico. 16. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 17. Di' ad Aronne: Se v'ha uomo di tua stirpe in qualche famiglia, il quale abbia qualche difetto, ei non offerirà i pani al Dio suo. 18. E non si accosterà a servirlo: se è cieco, se zoppo, se di troppo piccol naso, o troppo grande, o torto, 19. Se ha un piede rotto, o una mano, 20. Se gobbo, se losco, se ha nell'occhio una macchia, se ha una rogna pertinace, o scabbia pel corpo, o allentato. 21. Qualunque uomo della stirpe d'Aronne sacerdote, che avrà qualche difetto, non s'accosterà ad offerire ostie al Signore, né pani al suo Dio: 22. Mangerà nondimeno dei pani offerti nel santuario; 23. Con questo però che non entrerà dentro il velo, né si accosterà all'altare, perché è difettoso; e non dee profanare il mio santuario. Io il Signore, che li santifico. 24. Disse adunque Mosè ad Aronne, e a' suoi figliuoli, e a tutto Israele tutto quello che gli era stato comandato. 1. Parlò di nuovo il Signore a Mosè, e disse: 2. Di' ad Aronne, e a' suoi figliuoli, che si astengano dalle cose, le quali sono consacrate a me da' figliuoli d'Israele; e non profanino le cose santificate in onor mio, le quali eglino offeriscono. Io il Signore. 3. Fa' sapere ad essi, e a' loro posteri, che qualunque uomo della loro stirpe, il quale essendo immondo si accosterà alle cose consacrate, e offerte dai figliuoli d'Israele al Signore, perirà dinanzi al Signore. Io sono il Signore. 4. Un uomo della stirpe d'Aronne, che sia lebbroso, o malato di gonorrea, non mangerà delle cose consacrate a me, fino a tanto ch'ei sia guarito. Chi toccherà un uomo, che è immondo per ragione d'un morto, o uno, che è soggetto a gonorrea, 5. E chi toccherà un rettile, e qualunque cosa immonda, il toccamento della quale porta impurità, 6. Sarà immondo fino alla sera, e non mangerà delle cose santificate; ma lavata che avrà la sua carne nell'acqua, 7. E tramontato il sole, allora essendo mondo mangerà delle cose santificate; perché elle sono suo cibo. 8. Non mangeranno d'una bestia morta da sé, ovvero uccisa da un'altra bestia, e non si contamineranno con tali cose. Io sono il Signore. 9. Osservino i miei comandamenti, affinché non cadano in peccato, e non muoiano nel santuario dopo d'averlo profanato. Io il Signore, che li santifico. 10. Nissun d'altra stirpe mangerà delle cose santificate; colui, che coabita col sacerdote, e il servo mercenario non ne mangeranno. 11. Ma il servo comprato dal sacerdote, e il servo nato in sua casa, questi ne mangeranno. 12. Se la figlia del sacerdote sposa un uomo qualunque del popolo, non mangerà delle cose santificate, e delle primizie: 13. Ma se divenuta vedova, ovvero ripudiata, e senza figliuoli, ella fa ritorno alla casa di suo padre, mangerà di quel che mangia suo padre, com'ella usava di far da fanciulla. Nissuno d'altra nazione ha potestà di mangiarne. 14. Chi per ignoranza avrà mangiato delle cose santificate, aggiungerà un quinto a quel che ha consumato, e darallo al sacerdote per uso del santuario. 15. Guardinsi dal profanare le cose santificate, offerte dai figliuoli d'Israele al Signore: 16. Affinché non abbiano a portar la pena del loro delitto, quando abbian mangiato delle cose santificate. Io il Signore, che li santifico. 17. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 18. Parla ad Aronne, e ai suoi figliuoli, e a tutt'i figliuoli d'Israele, e di' loro: Qualunque uomo della casa d'Israele, o forestiero abitante tra voi, il quale faccia sua obblazione o per isciogliere un voto, o per libera elezione, qualunque sia la vittima, che egli presenta per farne olocausto al Signore per le mani vostre, 19. Ella sarà un maschio senza macchia, o bue, o agnello, o capro: 20. Se avrà difetto, non l'offerirete, né sarà accettevole. 21. Chi offerisce al Signore un'ostia pacifica, o per isciogliere un voto, o di libera elezione, sia ella di buoi, o di pecore, la offerirà immacolata, affinché ella sia accettevole: nissun difetto sarà in essa. 22. Se sarà cieca, se stroppiata, se con qualche cicatrice, se ha scrofole, o rogna, o scabbia, non l'offerirete al Signore, e non ne farete andare sull'altare del Signore. 23. Il bue, o la pecora, a cui sia stato tagliato un orecchio, o la coda, tu puoi offerirla volontariamente; ma non puoi con essa sciogliere un voto. 24. Non offerirete al Signore nissuno animale, a cui sieno stati ammaccati, o pestati, o tagliati, o strappati i testicoli, e non farete assolutamente tal cosa nel vostro paese. 25. Non offerirete al vostro Dio de' pani presentati a voi da uomo straniero, né qualunque altra cosa, che questi voglia dare, perocché tutte le cose loro sono contaminate: non le accettate. 26. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 27. Il vitello, la pecora, e la capra, nate che sieno, per sette giorni staranno alla mammella della madre: e l'ottavo giorno, e in appresso potranno offerirsi al Signore. 28. Sia vacca, sia pecora, non sarà immolata lo stesso dì coi suoi parti. 29. Se immolate al Signore un'ostia in rendimento di grazie affinché egli vi sia propizio, 30. Voi la mangerete lo stesso dì: non ne resterà nulla pella mattina del dì seguente. Io il Signore. 31. Osservate i miei comandamenti, e mettetegli in pratica. Io il Signore. 32. Non profanate il nome mio santo, affinché io sia glorificato dalla società de' figliuoli d'Israele. Io il Signore, che vi santifico, 33. E vi ho tratti dalla terra d'Egitto per essere vostro Dio. Io il Signore.