Prima Lettura
2Tm 4,1-8
1. Ti scongiuro dinanzi a Dio, ed a Gesù Cristo, il quale giudicherà i vivi, ed i morti, per la venuta, e pel regno di lui: 2. Predica la parola, pressa a tempo, fuori di tempo: riprendi, supplica, esorta con ogni pazienza insegnando. 3. Imperocché verrà tempo, che non potran patire la sana dottrina, ma secondo le proprie passioni per prurito di udire moltiplicheranno a se stessi i maestri: 4. E si ritireranno dall'ascoltare la verità, e si volgeranno alle favole. 5. Ma tu veglia sopra tutte le cose, sopporta le afflizioni, fa' l'uffizio di predicator del vangelo, adempi il tuo ministero. Sii temperante. 6. Imperocché io sono già alle libagioni, e il tempo del mio scioglimento è imminente. 7. Ho combattuto nel buon arringo, ho terminata la corsa, ho conversata la fede. 8. Del resto è serbata a me la corona della giustizia la quale a me renderà il Signore giusto giudice in quella giornata: né solo a me, ma anche a coloro che desiderano la sua venuta. Affrettati di venir tosto da me.
Lettura Complementare
Lv 5,1-19; 6,1-30
Piano triennale — Anno A
1. Se un uomo peccherà, perché avendo udite le parole di uno, che giurò, o essendo testimone della cosa per aver veduto, o per esserne consapevole, non vuol renderne testimonianza, porterà la pena di sua iniquità. 2. Colui, che avrà toccato qualche cosa d'immondo, sia un corpo ucciso da una bestia ovvero morto da sé, oppur qualche rettile, e si sarà scordato di sua immondezza, egli è reo, ed è in colpa. 3. E se avrà toccato cosa alcuna d'un altro uomo, che sia immonda, di qualunque specie d'immondezze, ond'ei può contaminarsi, e non vi abbia posto mente, e poi siasene avveduto, sarà reo di delitto. 4. Se uno ha giurato e si è dichiarato colle sue labbra di far qualche cosa di bene, o di male, e lo stesso ha confermato con parole di giuramento, e dopo essersene dimenticato riconosce poscia il suo delitto, 5. Faccia penitenza del suo peccato, 6. E offerisca un'agnella, o una capra del gregge suo, e il sacerdote farà orazione per lui, e pel suo peccato: 7. Che se non potrà offerire la pecora, offerisca due tortore, o due colombini al Signore, uno per il peccato, l'altro in olocausto. 8. E li darà al sacerdote, il quale offerendo il primo per il peccato ripiegherà il capo di esso verso l'ali, in guisa però che resti attaccato al collo, e non ne sia totalmente strappato. 9. E aspergerà con parte del sangue di esso i lati dell'altare: e il rimanente lo farà colare appiè dello stesso altare; perché è (sacrifizio) per il peccato. 10. L'altro poi lo brucerà in olocausto secondo il rito: e il sacerdote farà orazione per lui, e pel suo peccato, e saragli rimesso. 11. Che se non avrà facoltà di offerire le due tortore, o i due colombini, offerirà pel suo peccato la decima parte di un ephi di fior di farina: non vi verserà sopra l'olio, né vi metterà incenso, dappoiché si dà per il peccato: 12. E daralla al sacerdote, il quale presane una piena manata, la brucerà sull'altare in memoria dell'offerente, 13. Facendo orazione per colui ed espiandolo; la porzione poi che rimane, l'avrà egli in dono. 14. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 15. Colui, che per errore trasgredisce le cerimonie, e pecca riguardo alle cose santificate al Signore, offerirà pel suo peccato un ariete immacolato del gregge, che può aversi per due sicli secondo il peso del santuario: 16. E risarcirà il danno dato, e vi aggiungerà un quinto di più, e lo darà al sacerdote, il quale farà orazione per lui offerendo l'ariete, e saragli perdonato. 17. Se un uomo pecca per ignoranza, e fa alcuna delle cose vietate dalla legge del Signore, e reo di colpa riconosce la sua iniquità, 18. Offerirà un ariete di branco senza macchia al sacerdote secondo la misura, e la qualità del peccato: e questi farà orazione per lui, che ignorantemente ha peccato e saragli perdonato, 19. Perché ha peccato per errore contro il Signore. 1. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 2. Colui, che ha peccato, perché disprezzando il Signore negò al suo prossimo un deposito confidato alla sua fede, o rapì violentemente alcuna cosa, e defraudò con inganno, 3. O avendo trovato una cosa perduta, la nega colla giunta del giuramento, o alcun'altra avrà fatta di quelle cose, nelle quali gli uomini sono usi di peccare, 4. Riconosciuto il suo delitto, restituirà 5. Per intero al padrone, cui fece il danno, la roba usurpata con fraude, e un quinto di più. 6. E pel suo peccato offerirà un ariete di branco, immacolato, e lo darà al sacerdote secondo la estimazione, e misura del delitto: 7. E quegli farà orazione per lui dinanzi al Signore, e saragli rimesso qualunque peccato, che ha fatto. 8. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 9. Fa' sapere ad Aronne, e a' suoi figliuoli: Questa è la legge dell'olocausto: Ei sarà bruciato sopra l'altare per tutta la notte fino al mattino: il fuoco sarà quello del medesimo altare: 10. Il sacerdote sarà vestito di tonaca, e di brache di lino: e prenderà la cenere, in cui il fuoco divoratore ha ridotto l'olocausto, e avendola messa presso l'altare 11. Si spoglierà delle prime vesti, e in altro abito la porterà fuori degli accampamenti, e in luogo mondissimo farà, che si consumino fino alla ultima favilla. 12. Il fuoco starà sempre acceso sopra l'altare, e il sacerdote lo manterrà, ponendovi ogni dì al mattino delle legna, sulle quali poserà gli olocausti, e brucerà il grasso delle ostie pacifiche. 13. Questo è il fuoco perpetuo, il quale non mancherà giammai sull'altare. 14. Questa è la legge de' sacrifizii, e delle libagioni, che si faranno da' figliuoli d'Aronne dinanzi al Signore, e dinanzi all'altare. 15. Il sacerdote prenderà una manata di fior di farina aspersa d'olio, e tutto l'incenso messo sopra la farina, e brucerà il tutto sull'altare in memoria, e odor soavissimo al Signore: 16. Il rimanente poi della farina, la mangerà Aronne co' suoi figliuoli senza lievito: e la mangerà nel luogo santo, nell'atrio del tabernacolo. 17. Ella non si farà lievitare, perché una parte di essa si fa bruciare in onor del Signore. E sarà cosa sacrosanta, come l'offerta per il peccato, e pel delitto. 18. Ne mangeranno i soli maschi della stirpe d'Aronne. Legge eterna per voi sarà questa, e per tutte le vostre generazioni ne' sacrifizii del Signore: chiunque toccherà queste cose, sarà santificato. 19. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 20. Questa è l'obblazione, che debbono fare Aronne, e i suoi figliuoli al Signore il giorno della loro unzione. Offeriranno in sacrifizio sempiterno la decima parte di un ephi di fior di farina, la metà al mattino, l'altra metà la sera; 21. La quale (farina) aspersa con olio sarà fritta nella padella: e calda la offerirà in odor soavissimo al Signore 22. Il sacerdote, che sarà succeduto legittimamente a suo padre, e tutta si brucerà sull'altare; 23. Perocché ogni sacrifizio de' sacerdoti dee consumarsi tutto nel fuoco, e nissuno ne dee mangiare. 24. E il Signore parlò a Mosè, e disse: 25. Di' ad Aronne, e a' suoi figliuoli: Questa è la legge dell'ostia per il peccato: Ella sarà immolata dinanzi al Signore nel luogo, dove si offerisce l'olocausto. Ella è sacrosanta. 26. Il sacerdote, che la offerisce, la mangerà nel luogo santo, nell'atrio del tabernacolo. 27. Qualunque cosa, che sia stata toccata dalla carne di lei, sarà santificata. Se del sangue di essa sarà caduta stilla sopra un vestimento, dee lavarsi nel luogo santo. 28. Il vaso di terra in cui sarà stata cotta, si spezzerà: se il vaso è di rame, si strofinerà, e si laverà con l'acqua. 29. Tutti i maschi di stirpe sacerdotale mangeranno delle carni di lei, perché è cosa sacrosanta. 30. Ma di quell'ostia immolata per lo peccato, il sangue di cui si porta nel tabernacolo del testimonio per fare l'espiazione nel santuario, non se ne mangerà, ma sarà bruciata nel fuoco.