17. Imperocché ecco, che io creo nuovi cieli, e nuova terra, e le prime cose non saran più rammentate, né se ne farà ricordanza. 18. Ma vi rallegrerete, ed esulterete in eterno per ragion delle cose, ch'io creo: perocché ecco, che io creo Gerusalemme città di esultazione, e il popol di lei popol gaudente. 19. Ed io esulterò per ragion di Gerusalemme, e gaudio darammi il mio popolo: ne in lui udirassi più voce di pianto, e voce di lamento. 20. Non vi sarà più fanciullo di pochi giorni, né vecchio, che non compisca i suoi giorni; perchè il fanciullo di cento anni morrà, e il peccatore di cento anni sarà maledetto. 21. E fabbricheranno case, e le abiteranno, e pianteranno vigne, e ne mangeranno il frutto.
Salmo Responsoriale
Sal 29,1.3-5.10-12
1. Consagrazione della casa. Io ti glorificherò, o Signore, perché tu mi hai protetto, e non hai rallegrati del mio danno i miei nemici. 3. Signore, tu traesti fuor dall'inferno l'anima mia; mi salvasti dal consorzio di quelli, che scendono nella fossa. 4. Santi del Signore, cantate inni a lui, e celebrate la memoria di lui, che è santo. 5. Perché egli nella sua indegnazione flagella, e col suo favore da vita. La sera saravvi il pianto, e al mattino allegrezza. 10. Il Signore mi udì, ed ebbe pietà di me: il Signore si fe' mio aiuto. 11. Cangiasti per me in gaudio i miei lamenti: facesti in pezzi il mio sacco, e mi inondasti di allegrezza: 12. Affinchè tua laude sia la mia gloria, ed io non sia più trafitto: Signore Dio mio, te io canterò in eterno.
Vangelo
Gv 4,43-54
43. Passati poi i due giorni si parti di là: e andò nella Galilea. 44. Imperocché lo stesso Gesù aveva affermato, che non riscuote rispetto un profeta nella sua patria. 45. Giunto egli pertanto nella Galileo, fu accolto da' Galilei, i quali avean veduto tutto quello, che egli aveva fatto in Gerusalemme nel dì della festa: imperocché essi pure erano andati alla festa. 46. Andò adunque Gesù di nuovo a Cana di Galilea, dove avea convertito l'acqua in vino. Ed eravi un certo regolo in Cafarnaum, il quale aveva un figliuolo ammalato. 47. E avendo questi sentito dire, che Gesù era venuto dalla Giudea nella Galilea, andò da lui, e lo pregava, che volesse andare a guarire il suo figliuolo, che era moribondo. 48. Dissegli adunque Gesù: Voi se non vedete miracoli, e prodigj, non credete. 49. Risposegli il regolo: Vieni, Signore, prima che il mio figliuolo si muoia. 50. Gesù gli disse: Va', il tuo figliuolo vive. Quegli prestò fede alle parole dettegli da Gesù, e si partì. 51. E quando era già verso casa, gli corsero incontro i servi, e gli diedero nuova, come il suo figliuolo vivea. 52. Dimandò pertanto ad essi, in che ora avesse cominciato a star meglio. E quelli risposero: Ieri all'ora settima lasciollo la febbre. 53. Riconobbe perciò il Padre, che quella era la stessa ora, in cui Gesù gli aveva detto: Il tuo figliuolo vive: e credette egli, e tutta la sua casa. 54. Questo fu il secondo miracolo, che fece di nuovo Gesù, dopo che fu ritornato dalla Giudea nella Galilea.
Lettura Complementare
Es 37,1-29
Piano triennale — Anno A
1. Fece parimente Beseleel l'arca di legni di setim, la quale avea due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di larghezza, e l'altezza fu similmente di un cubito e mezzo; e la ricoperse di finissimo oro di dentro e di fuori. 2. E fecele all'intorno una corona d'oro; 3. Formò di getto quattro anelli d'oro pe' suoi quattro angoli: due anelli da un lato, e due dall'altro. 4. E fece di legno di setim le stanghe, le quali rivestì d'oro, 5. E le fece passare per gli anelli, che erano a' lati dell'arca, perché questa potesse portarsi. 6. Fece anche il propiziatorio, cioè l'oracolo d'oro purissimo: era lungo due cubiti e mezzo, e largo un cubito e mezzo. 7. E di più due cherubini d'oro lavorato al martello, i quali pose a' due lati del propiziatorio: 8. Un cherubino all'estremità d'un lato, e un altro cherubino all'estremità dell'altro lato: questi due cherubini all'una e all'altra estremità del propiziatorio. 9. Stendevano le ale e coprivano il propiziatorio, e quello e sé stessi scambievolmente guardavano. 10. Fece anche una mensa di legno di setim lunga due cubiti, e larga un cubito, che avea di altezza un cubito e mezzo: 11. E la coperse tutta di purissimo oro, e le fece all'intorno una cornice d'oro, 12. E sopra la cornice una corona d'oro, parte piana, parte scolpita di quattro dita, e sopra questa un'altra corona d'oro. 13. Fece anche quattro anelli d'oro, e li pose a' quattro angoli, uno ad ogni piede della mensa 14. Dirimpetto alla corona, e fece passar per essi le stanghe, affinché potesse portarsi la mensa. 15. Fece anche le stanghe medesime di legno di setim, e le coperse d'oro. 16. E (fece) i vasi pe' diversi usi della mensa, scodelle, ampolle, coppe, e turiboli d'oro purissimo, e vasi da offerire le libagioni. 17. Fece anche il candelabro d'oro finissimo lavorato al martello; dal fusto del quale uscivano i suoi bracci con le coppe, e le piccole sfere, e i gigli: 18. Sei (bracci) da tutti due i lati, tre dall'altra parte, e tre dall'altra: 19. Ad ogni braccio tre coppe in forma di noce, e le piccole sfere, e i gigli: e all'altro ramo tre coppe in forma di noce, e le piccole sfere, e i gigli. Eguale era il lavoro de' suoi rami, che uscivano dal fusto del candelabro. 20. E lo stesso fusto avea quattro coppe in forma di noce, e ognuna di esse avea le sue piccole sfere, e i gigli: 21. E tre piccole sfere in tre luoghi, da ognuna delle quali uscivano due rami, ed erano tutti insieme sei rami, che uscivano da un sol fusto: 22. E le piccole sfere adunque, e i rami erano dello stesso corpo (del fusto); e ogni cosa d'oro purissimo lavorato al martello. 23. Fece anche sette lucerne colle sue smoccolatoie, e i vasi, dove si estingue la moccolaia, d'oro finissimo. 24. Il candelliere con tutti gl'istrumenti suoi pesava un talento d'oro. 25. Fece anche l'altare de' timiami di legno di setim che avea in quadro un cubito, ed era alto due cubiti; dagli angoli del quale uscivan le corna. 26. E lo ricoperse di finissimo oro, come pure la graticola, e le pareti, e le corna. 27. E fecegli tutt'all'intorno una corona d'oro, e due anelli d'oro a un lato, e all'altro sotto la corona per farvi passare le stanghe da portare l'altare. 28. E le stanghe ancora le formò di legno di setim, e le coperse con lame d'oro. 29. Fece anche la composizione dell'olio per le unzioni, e le santificazioni, e il timiama di aromi squisitissimi secondo l'arte de' profumieri.