1. Per la qual cosa inesensabile se' tu, o uomo, chiunque tu sii, che giudichi. Imperocché nello stesso giudicare altrui, te stesso condanni: mentre le stesse cose fai, delle quali tu giudichi. 2. Or noi sappiamo essere il giudizio di Dio secondo la verità contro di costoro, che fanno tal cose. 3. E ti pensi tu forse, o uomo, il quale giudichi chi fa tali cose, e le fai, che sfuggirai il giudizio di Dio? 4. Disprezzi tu forse le ricchezze della bontà, e pazienza, e tolleranza di lui? non sai tu, che la bontà di Dio a penitenza ti scorge? 5. Ma tu colla tua durezza, e col cuore impenitente ti accumuli un tesoro d'ira pel giorno dell'ira, e della manifestazione del giusto giudizio di Dio, 6. Il quale renderà a ciascheduno secondo le opere sue. 7. A quegli, i quali costanti nel ben operare cercano la gloria, l'onore, e l'immortalità, (renderà) vita eterna: 8. A quelli poi, che sono pertinaci, e non danno retta alla verità, ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira, e indignazione. 9. Affanno, ed angustia per l'anima di qualunque uomo, che male opera, del Giudeo prima, poi del Greco: 10. Gloria, e onore, e pace a chiunque opera il bene, al Giudeo prima, poi al Greco: 11. Imperocché non è dinanzi a Dio accettazione di persone.
Salmo Responsoriale
Sal 61,1-2.5-6.8
1. Per Idithun: salmo di David. Non sarà ella soggetta a Dio l'anima mia; mentre da lui dipende la mia salute? 2. Imperocché ed egli è mio Dio, e mio Salvatore, mia difesa, non sarò più in agitazione. 5. Ma tu, anima mia, sii soggetta a Dio: imperocché da lui (viene) la mia pazienza. 6. Perché egli è il mio Dio, e il mio Salvatore: egli mio aiuto, e io non vacillerò. 8. Confidate in lui, o popoli quanti voi siete: spandete dinanzi a lui i vostri cuori: Dio nostro aiuto in eterno.
Vangelo
Lc 11,42-46
42. Ma guai a voi, o Farisei, che pagate la decima della menta, e della ruta, e di tutte le civaie, e non fate caso della, giustizia, e della carità di Dio: or bisognava praticar queste, e non omettere quell'altre cose. 43. Guai a voi, o Farisei, perché amate i primi posti nelle sinagoghe, e di essere salutati nelle piazze. 44. Guai a voi, perché siete, come i sepolcri, che non compajono, e que', che sopra vi passano, non li ravvisano. 45. Ma uno de' dottori della legge gli rispose, e disse: Maestro, così parlando offendi anche noi. 46. Ma egli rispose: Guai anche a voi, dottori della legge; perché caricate gli uomini di pesi, che non possono portare; ma voi tali pesi non li tocchereste con uno de' vostri diti.
Lettura Complementare
Mt 26,1-13
Piano triennale — Anno C
1. Ed avendo Gesù terminato tutti questi sermoni, disse a' suoi discepoli: 2. Voi sapete, che di qui a due giorni sarà la pasqua, e il Figliuolo dell'uomo sarà tradito per essere crocifisso. 3. Allora si adunarono i principi de' sacerdoti, e gli anziani del popolo nel palazzo de' principi de' sacerdoti, che si chiamava Caifa: 4. E tenner consiglio, affine di catturare per via d'inganno Gesù, e ucciderlo. 5. Ma dicevano: Non in giorno di festa, perché non succeda qualche tumulto tra il popolo. 6. Ed essendo Gesù a Betania in casa di Simone il lebbroso, 7. Si appressò a lui una donna con un vaso di alabastro di prezioso unguento, e lo sparse sul capo di lui, ch'era a mensa. 8. Veduto ciò, i discepoli se l'ebbero a male, e dissero: A che fine tanta profusione? 9. Imperocché poteva quest'unguento vendersi a caro prezzo, e darsi a' poveri. 10. Ma avendo ciò inteso Gesù disse loro: Perché inquietate voi questa donna? imperocché ella ha fatto una buona opera inverso di me. 11. Conciossiachè avete sempre con voi de' poveri; ma quanto a me non mi avete per sempre: 12. Imperocché quand'ella ha sparso quest'unguento sopra il mio corpo, l'ha fatto come per seppellirmi. 13. In verità vi dico, che, dovunque sarà predicato questo Vangelo pel mondo tutto, si narrerà ancora in sua ricordanza quel, ch'ella ha fatto.