Giovedì 28 Agosto 2025

Piano di lettura

Giovedì della XXI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

1Ts 1,1-5.8-10

1. Paolo, e Silvano, e Timoteo, alla Chiesa de' Tessalonicesi, in Dio Padre, e nel Signor Gesù Cristo. 2. Grazia a voi, e pace. Noi rendiam sempre grazie a Dio per tutti voi, facendo continuamente di voi memoria nelle nostre orazioni, 3. Ricordevoli della operante fede vostra, e della laboriosa carità, e della costante speranza in Gesù Cristo Signor nostro, nel cospetto di Dio, e padre nostro: 4. Come quegli, che conosciamo, fratelli amati da Dio, la vostra elezione: 5. Conciossiachè il nostro vangelo presso di voi, fu non nella sola parola, ma anche nella virtù, e nello Spirito santo, e in gran pienezza, come sapete, quali noi fossimo tra di voi per vostro bene. 8. Imperocché da voi si divulgò la parola di Dio non solamente per la Macedonia, e per l'Acaia, ma di più per ogni luogo si propagò la fede, che voi avete in Dio talmente che non fa di mestieri, che noi ne parliamo. 9. Imperocché eglino di noi raccontano, qual fosse la nostra entrata tra di voi, e come dagl'idoli vi convertiste a Dio, per servire a Dio vivo, e vero, 10. E per aspettare il Figliuolo di lui dal cielo (cui egli risuscitò da morte) Gesù, il quale ci sottrasse all'ira, che è per venire.

Salmo Responsoriale

Sal 149,1-6.9

1. Alleluia. Lodate Dio. Cantate al Signore un nuovo cantico: le laudi di lui (risuonino) nella Chiesa de' Santi. 2. Rallegrisi Israele in lui, che lo ha fatto, e i figliuoli di Sion esultino nel loro Re. 3. Lodino il nome di lui con armonico canto: lo celebrino al suono del timpano, e del saltero: 4. Perché il Signore ha voluto bene al suo popolo, e i mansueti innalzerà a salute. 5. Esulteranno i Santi nella gloria: saranno lieti nelle loro mansioni. 6. Hanno nella lor bocca le laudi di Dio, e nelle lor mani spade a due tagli: 9. Per fare sopra di essi il giudizio, che sta già scritto: questa gloria a tutti i Santi di lui appartiene. Lodate Dio.

Vangelo

Mt 24,42-51

42. Vegliate adunque, perché non sapete, a che ora sia per venire il Signor vostro. 43. Sappiate però, che, se il padre di famiglia sapesse, a che ora sia per venire il ladro, vogherebbe certamente, e non lascerebbe, che fosse sforzata la sua casa. 44. Per questo anche voi state preparati, perché il Figliuolo dell'uomo verrà in quell'ora, che non pensate. 45. Chi è mai quel servo fedele, e prudente preposto dal padrone sopra la sua servitù, per distribuirle il vitto a' suoi tempi. 46. Beato quel servo, cui il padrone in venendo troverà così diportarsi. 47. In verità vi dico, che gli affiderà il governo di tutti i suoi beni. 48. Ma se quel servo cattivo dirà in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire: 49. E comincerà a battere i suoi con servi, e a mangiare, e bere con gli ubbriachi: 50. Verrà il padrone di questo servo nel dì, che egli non se l'aspetta, e nell'ora, che egli non sa: 51. E lo separerà, e gli darà luogo tra gl'ipocriti: ivi sarà pianto, e stridor di denti.

Lettura Complementare

Ez 46,1-24

Piano triennale — Anno C

1. Queste cose dice il Signore Dio: La porta dell'atrio interiore, che guarda a levante, sarà chiusa pei sei giorni lavorativi: il sabato poi sarà aperta, ed aprirassi anche ne' giorni delle calende. 2. Ed entrerà il principe pel vestibolo della porta di fuori, e si fermerà sul liminare della porta, e i sacerdoti offeriranno per lui l'olocausto, e i sagrifizj di pace. Egli farà sua adorazione sul liminar della porta, e se n'andrà: e la porta non si chiuderà sino alla sera. 3. E il popolo farà adorazione alla soglia di quella porta i sabati, e le calende dinanzi al Signore. 4. E questo è l'olocausto, che il principe offerirà al Signore: il giorno di sabato sei agnelli senza macchia, e un ariete senza macchia. 5. E l'offerta di un ephi (di farina) coll'ariete, e cogli agnelli ne dia quanto a lui pare, e un hin di olio per ogni ephi. 6. Il dì poi delle calende, un vitella d'armento, che sia senza macchia, sei agnelli, e sei arieti senza macchia. 7. È un ephi (di farina) per ogni vitello; e un ephi pure offerirà per ogni ariete: quanto poi agli agnelli, darà quello, che gli parrà, e un hin d'olio per ogni ephi. 8. Ogni volta che il principe dee entrare, entri per la strada del vestibolo della porta (d'oriente), e ne esca per la medesima via. 9. E quando il popolo della terra entrerà al cospetto del Signore nelle solennità, chi entra ad adorare per la porta settentrionale, esca per la porta di mezzodì; chi poi entra per la porta di mezzodì, esca per la porta settentrionale: non uscirà alcuno per la porta, per cui è entrato, ma per quella, che le sta dirimpetto. 10. E il principe in mezzo di essi entrerà con quei che entrano, e uscirà con quegli, che escono. 11. E nelle fiere, e nelle solennità si offerirà un ephi di farina per un vitello, e un ephi per un ariete: cogli agnelli poi uno darà quello, che gli parrà, e un hin di olio per ogni ephi. 12. Quando poi il principe offerirà olocausto volontario, o volontario sagrifizio di pace al Signore, se gli aprirà la porta, che guarda a levante, e offerirà il suo olocausto, e il sacrifizio di pace, come suol farsi nel giorno di sabato, e se n'andrà, e, uscito lui, la porta si chiuderà. 13. Egli offerirà ancora ogni giorno in olocausto al Signore un agnello dell'anno: lo offerirà sempre la mattina. 14. E darà con questo mattina per mattina la sesta parte d'un ephi (di farina), e di olio la terza parte d'un hin per essere mescolato colla farina: sagrifizio al Signore legittimo, perpetuo, d'ogni giorno. 15. Offerirà l'agnello, e la farina, e l'olio ogni giorno: olocausto sempiterno. 16. Queste cose dice il Signore Dio: Se il principe donerà qualche cosa ad alcuno de' suoi figliuoli, questa passerà in eredità di questo, e de' suoi figli, e la possederanno per gius ereditario. 17. Che se egli fa del suo un legato a uno de' suoi servi, questi ne sarà padrone fino all'anno del giubileo, e allora la cosa legata tornerà al principe, il dominio poi de' suoi beni sarà de' suoi figliuoli. 18. Il principe non prenderà per forza alcuna cosa dell'eredità del Popolo, e di quello, che questi possiederà del suo un'eredità a' propri figliuoli, affinchè nissuno del mio popolo sia discacciato dalle sue possessioni. 19. E quegli per un ingresso, che era accanto alla porta, mi introdusse nelle camere del santuario, che spettano ai sacerdoti, e guardavano a settentrione, ed ivi era un luogo, che guardava a ponente. 20. Ed ei mi disse: Quest'è il luogo, dove i sacerdoti cuoceranno le vittime offerte per il peccato, e pel delitto, dove cuoceranno quel, che si sagrifica, affinché non le portino nell'atrio esteriore, e il popolo ne resti santificato. 21. E mi condusse fuori nell'atrio esteriore, e menommi ai quattro angoli dell'atrio; e vidi, che un piccol recinto era ad ogni angolo dell'atrio: un piccol portico ad ogni angolo dell'atrio. 22. Questi piccoli portici eran disposti nei quattro angoli, in lunghezza di quaranta cubiti, e trenta in larghezza. La stessa misura aveva ognuno dei quattro. 23. E v'era una muraglia, che cingeva intorno i quattro piccoli portici, e sotto i portici erano fabbricate cucine all'intorno. 24. E quegli mi disse: Questa è la casa delle cucine, nella quale i ministri della casa del Signore cuoceranno le vittime del popolo.