15. E fattosi giorno, gli Angeli lo sollecitavano, dicendo: Affrettati; prendi la tua moglie, e le due figliuole, che hai: affinché tu ancor non perisca per le scelleratezze di questa città. 16. E stando egli a bada, lo preser per mano lui, e la sua moglie, e le sue due figliuole, perché il Signore a lui volea perdonarla. 17. E lo condussero via, e lo miser fuori della città: e quivi parlarono a lui, dicendo: Salva la tua vita: non voltarti indietro, e non ti fermare in tutto il paese circonvicino: ma salvati al monte, affinché tu pure non perisca. 18. E Lot disse loro: Di grazia, Signor mio, 19. Dacché il tuo servo ha trovato grazia dinanzi a te, e hai fatto a me una misericordia grande, ponendo in sicuro la mia vita, io non posso salvarmi sul monte, perché potrebbe forse venir sciagura sopra di me, e tormi la vita. 20. È qui vicina quella città, alla quale posso fuggire; ella è piccola, e ivi troverò salute. Non è ella piccolina, e ivi non sarà sicura la mia vita? 21. Ma quegli disse a lui: Ecco che anche in questo io ho esaudite le tue preghiere, onde non distruggerò la città, in favor della quale tu hai parlato. 22. Affrettati, e salvati colà: perocché io non potrò far nulla, fino a tanto che tu vi sia entrato. Per questo fu dato a quella città il nome di Segor. 23. Il sole si levò sopra la terra, e Lot entrò in Segor. 24. Il Signore adunque piovve dal Signore sopra Sodoma e Gomorrha zolfo e fuoco dal cielo: 25. E distrusse quelle città, e tutto il paese all'intorno, tutti gli abitatori delle città, e tutto il verde della campagna. 26. E la moglie di Lot essendosi rivolta indietro, fu cangiata in una statua di sale. 27. Ma Abramo portatosi la mattina là, dove prima era stato col Signore, 28. Volse lo sguardo verso Sodoma e Gomorrha, e verso la terra tutta di quella regione: e vide le faville, che si alzavano da terra, quasi il fumo di una fornace. 29. Imperocché quando Dio atterrò le città di quella regione, ricordossi egli di Abramo, e liberò Lot dallo sterminio di quelle città, nelle quali questi avea dimorato.
Salmo Responsoriale
Sal 25,2-3.9-12
2. Fa saggio di me, o Signore, e ponimi alla prova: purga col fuoco i miei affetti, e il mio cuore. 3. Imperocché sta dinanzi a' miei occhi la tua misericordia, e mi compiaccio della tua verità. 9. Non isperdere, o Dio, cogli empj l'anima mia, nè con gli uomini sanguinari la vita mia. 10. Nelle mani loro sta l'iniquità: la loro destra è ricolma di donativi. 11. Ma io ho camminato nella mia innocenza: salvami tu, ed abbi pietà di me. 12. I miei passi furon sempre nella diritta strada: te io benedirò, o Signore, nelle adunanze.
Vangelo
Mt 9,9-13
9. E partitosi Gesù di là, vide un uomo, che sedeva al banco, di nome Matteo. E gli disse: Sieguimi. Ed egli alzatosi, lo seguitò. 10. Ed essendo egli a tavola nella casa, ecco, che venutivi molti pubblicani, e peccatori, si misero a tavola con Gesù, e co' suoi discepoli. 11. Il che avendo veduto i Farisei, dicevano a' suoi discepoli: Perché mai il vostro maestro mangia coi pubblicani, e coi peccatori? 12. Ma Gesù avendo ciò udito, disse loro: Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati. 13. Ma andate, e imparate quel che sia: Io amo meglio la misericordia, che il sagrifizio; imperocché non son venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
3. Imperocché quei, che operan l'iniquità nelle vie di lui non camminano. 6. Allora io non sarò confuso quando sarò stato intento a tatti i tuoi precetti. 9. BETH. Per qual maniera corregge il giovinetto le sue inclinazioni? in osservando le tue parole. 10. Te io ho cercato con tutto il cuor mio: non permettere, ch'io declini da' tuoi comandamenti. 11. Nel cuor mio riposi le tue parole: per non peccare contro di te. 13. Colle mie labbra ho annunziati tutti i giudizj della tua bocca. 14. Nella via de' tuoi precetti ho trovato diletto, come in tutti i tesori. 15. Mi eserciterò ne' tuoi comandamenti, e considererò le tue vie. 19. Pellegrino sono io sopra la terra: non celare a me i tuoi precetti. 20. L'anima mia bramò di desiderare le tue giustificazioni in ogni tempo. 21. Facesti minaccia a' superbi: maledetti quei, che declinano da' tuoi precetti. 22. Toglimi all'obbrobrio, e al disprezzo perché le tue giustificazioni ho cercato con ansietà. 25. DALETH. L'anima mia al suolo è distesa: dammi vita secondo la tua parola. 28. Assonnò vinta dal tedio l'anima mia: colle tue parole dammi vigore. 31. Mi appoggiai a' tuoi insegnamenti: Signore, non voler ch'io resti confuso. 32. Corsi la via de' tuoi comandamenti quando tu dilatasti il cuor mio. 38. Tien fissa nel tuo servo la tua parola, mediante il tuo timore. 39. Togli da me l'obbrobrio, ch'io lui temuto: perocché amabili son i tuoi giudizj. 41. VAU. E venga sopra di me, o Signore, la tua misericordia: la tua salute secondo la tua parola. 42. E darò per risposta a quelli, che mio dileggiano, che nelle tue parole ho posta la mia speranza. 43. E non togliere tu giammai dalla mia bocca la parola di verità; perché ne' tuoi giudizj ho fortemente sperato. 45. E io camminava al largo, perché cercai studiosamente i tuoi comandamenti. 46. E di tue testimonianze parlava al cospetto dei re; e non ne aveva rossore. 47. E meditava i tuoi precetti: che io ho amati. 48. E stesi le mani mie a' tuoi comandamenti amati da me: e nelle tue giustificazioni mi esercitava. 49. ZAIN. Ricordati di tua parola in favor del tuo servo: nella quale mi desti speranza. 50. Questo nella mia umiliazione fu il mio conforto, che la tua parola mi diede vita. 51. I superbi agivano sempre iniquamente: ma io non ho declinato dalla tua legge. 52. Mi ricordai de' giudizj tuoi, o Signore, che son eterni: e fui consolato.