Lunedì 4 Novembre 2024

Piano di lettura

Lunedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Fil 2,1-4

1. Se adunque alcuna consolazione in Cristo, se alcun conforto della carità, se alcuna comunione di spirito, se viscere di compassione: 2. Rendete compiuto il mio gaudio con essere concordi, con avere la stessa carità, una sola anima, uno stesso sentimento: 3. Nulla (fate) per picca, o per vanagloria; ma per umiltà l'uno creda l'altro a se superiore: 4. Ognuno faccia attenzione non a quello, che torni bene per lui, ma a quello, che torni bene per gli altri.

Salmo Responsoriale

Sal 68,29-30.32-33.35-36

29. Siano cancellati dal libro de' viventi, e non sian descritti trai giusti. 30. Io son povero, e addolorato; la tua salute, o Dio, mi ha sostenuto. 32. E questi piaceranno a Dio più, che un giovane vitello, che butti fuora le corna, e le unghie. 33. Veggan ciò i poveri, e si consolino: cercate Dio, e l'anima vostra avrà vita: 35. Dian lode a lui i cieli, e la terra: il mare, e gli animali tutti, che sono in lor contenuti: 36. Imperocché Dio salverà Sionne, e saranno edificate le città di Giuda. Ed ivi avran ferma stanza, e la possederanno come proprio retaggio.

Vangelo

Lc 14,12-14

12. Diceva di più a colui, che lo aveva invitato: Quando farai qualche pranzo, o cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i parenti, né i ricchi vicini: perché a sorte ancor essi non invitino te, e ti sia renduto il contraccambio: 13. Ma quando fai qualche festino, chiama i poveri, gli stroppiati, gli zoppi, e ciechi: 14. E sarai fortunato, perché non hanno da renderti il contraccambio: conciossiaché il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de' giusti.

Lettura Complementare

Sir 10,1-34

Piano triennale — Anno B

1. Il saggio re renderà la giustizia al suo popolo, e il principato dell'uomo sensato sarà stabile. 2. Quale è il giudice del popolo, tali i suoi ministri; e qual è il governatore della città, tali sono i suoi abitanti. 3. Un re imprudente rovinerà il suo popolo: la prudenza de' grandi popolerà le cittadi. 4. Il dominio della terra è nella mano di Dio, ed egli lo darà a suo tempo a chi la governi utilmente. 5. La felicità dell'uomo è nelle mani di Dio, ed egli alla persona del dottor della legge fa parte della sua gloria. 6. Non aver memoria di alcuna delle ingiurie ricevute dal prossimo: e non far cosa veruna per nuocere altrui. 7. E odiata da Dio, e dagli uomini la superbia, ed è avuta in esecrazione tutta l'iniquità delle genti. 8. Il regno è trasportato da' una ad altra nazione a causa delle ingiustizie, e delle violenze, e degli oltraggi, e delle fraudi di molte maniere. 9. Nulla v'ha di più scellerato dell'avaro. Come mai la terra, e la cenere si leva in superbia. 10. Nulla v'ha di più iniquo, che colui, che ama il denaro; perocché questi mette in vendita anche l'anima sua; perocché egli ancor vivo si cava le proprie sue viscere. 11. Ogni potentato di corta vita. La lunga malattìa stanca il medico; 12. E fa breve la malattia il medico col troncarla; così anche il re, oggi è, e domani morrà. 13. Or l'uomo alla sua morte avrà per suo retaggio de' sergenti, e delle bestie, e de' vermi. 14. La prima superbia dell'uomo è di apostatare da Dio: 15. Mentre il cuor di lui si allontana da colui, che lo creò; onde il primo di tutti i peccati ell'è la superbia: e chi è governato da lei, sarà ricolmo di abbominazioni, ed ella alla fine lo manderà in rovina. 16. Per questo il Signore caricò di ignominie la razza dei malvagi, e li distrasse fino all'esterminio. 17. Dio gettò a terra i troni de' principi superbi, e in luogo di essi fece sedere i mansueti. 18. Dio fe' seccar le radici delle superbe nazioni: e piantò quelli, che tra le genti medesime erano abbietti. 19. Il Signore distrusse le terre delle nazioni, e rovinolle dai fondamenti; 20. Alcune di esse egli le desolò, e né sperse gli abitanti, e fece sparire dal mondo la loro memoria. 21. Dio annichilò la memoria de' superbi, e conservò la memoria degli umili di spirito. 22. Non è ingenita agli uomini la superbia, né l'iracondia ai figliuoli delle donne. 23. Quella stirpe di uomini, che teme Dio, sarà onorata; e disonorata sarà quella stirpe, che trasgredisce i comandamenti del Signore. 24. Trai fratelli quegli, che governa è in onore; così dinanzi al Signore sarà di quelli, che lo temono. 25. La gloria de' ricchi, e degli uomini in dignità, e de' poveri è il timor del Signore. 26. Guardati dal disprezzare il giusto, perché povero: guardati dal far grande stima del peccatore, perché ricco. 27. I grandi, i magistrati, i potenti sono onorati; ma nissuno è da più dì quello, che teme Dio. 28. Al servo sapiente serviranno uomini liberi, e l'uom prudente, e disciplinato non mormorerà quando sia ripreso; ma l'imprudente non otterrà gli onori. 29. Non vantar tua grandezza quando hai da fare il fatto tuo, e non istare a vedere nel tempo di necessità; 30. Perocché è più stimabile colui, che lavora, e abbonda dì tutto, che il glorioso, il quale manca di pane. 31. Figliuolo custodisci colla mansuetudine l'anima tua, e onorala, secondo che ella merita. 32. Chi giustificherà colui, che pecca contro l'anima sua? e chi onorerà colui, che disonora l'anima propria? 33. Il povero arrida alla gloria per mezzo de' buoni costumi, e del timore di Dio; ed havvi chi è rispettato a motivo di sue ricchezze. 34. Ma colui, che è glorioso nella povertà, quanto più il sarebbe colle ricchezze? Ma colui, che fonda sua gloria: nelle ricchezze ha da temere là povertà.