Lunedì 5 Agosto 2024

Piano di lettura

Lunedì della XVIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ger 13,1-11

1. Il Signore parlommi in tal guisa: Va, e comprati una cintura di lino, e mettitela a' tuoi fianchi, e non le farai toccar l'acqua. 2. E comperai la cintura secondo la Parola del Signore, e me la cinsi a' miei fianchi 3. E il Signore parlommi di nuovo, dicendo: 4. Prendi la cintura, che hai comperata, e porti intorno a' tuoi fianchi, e sorgi, e va all'Eufrate, e nascondila nella buca di una pietra. 5. E andai, e la nascosi vicino all'Eufrate, conforme mi avea ordinato il Signore. 6. E dopo un gran numero di giorni il Signore mi disse: Sorgi, va all'Eufrate, e prendi la cintura, ch'io ti ordinai di nasconder cola. 7. E andai all'Eufrate, e scopersi la buca, e cavai la cintura dal luogo, dov' io l'avea nascosta: ed ecco, che la cintura era marcita in guisa, che non era più buona a nulla. 8. E il Signore parlommi, e disse: 9. Queste cose dice il Signore: Così farò io marcire la superbia di Giuda, e la superbia molta di Gerusalemme: 10. Questo cattivissimo popolo, che non vuol udire le mie parole, e segue il pravo suo cuore, ed è andato dietro a dei stranieri per onorargli, e adorarli, sarà come questa cintura, che non è buona a nissun uso; 11. Imperocché come una cintura combacia co' fianchi dell'uomo, così io congiunsi meco tutta la casa d'Israele, e tutta la casa di Giuda, dice il Signore, affinchè fosser mio popolo avente nome da me, mia lode, e mia gloria: ed ei non hanno ascoltato.

Salmo Responsoriale

Sal 80,11-16

11. E io li lasciai andare secondo i desiderj del loro cuore: cammineranno secondo i vani loro consigli. 12. Se il popol mio mi avesse ascoltato, se nelle mie vie avesse camminato Israele, 13. Con facilità avrei forse umiliati i loro nemici; e sopra color, che gli affliggono avrei stesa la mia mano. 14. I nemici del Signore a lui mancaron di fede, ma verrà il loro tempo, che sarà eterno. 15. Ed ei gli ha nudriti di ottimo frumento: e gli ha saziati del miele, che usciva dal masso.

Vangelo

Mt 14,13-21

13. Lo che avendo udito Gesù, se ne andò di là in barca ad un luogo appartato, e deserto: il che saputosi dalle turbe gli tennero dietro a piedi dalle città. 14. E uscito (di barca) vide una gran turba, e si mosse a compassione di essa, e guarì i loro malati. 15. Ma facendosi sera, si accostarono a lui i suoi discepoli, e gli dissero: Il luogo è deserto, e l'ora è già passata: licenzia il popolo, affinchè vada per i villani a comprarsi da mangiare. 16. Ma Gesù disse loro: Non hanno bisogno di andarsene: dategli voi da mangiare. 17. Essi gli risposero: Non abbiamo qui se non cinque pani, e due pesci. 18. Ed egli disse loro: Datemegli qua. 19. Ed avendo ordinato alle turbe di mettersi a sedere sull'erba, presi i cinque pani, e i due pesci, alzati gli occhi al cielo, benedisse, e spezzò, e dette a' discepoli i pani, e i discepoli alle turbe. 20. E tutti mangiarono, e si saziarono: e raccolsero dodici ceste piene di frammenti avanzati. 21. Or quelli, che avevano mangiato, erano in numero di cinquemila uomini, senza le donne, e i ragazzi.

Lettura Complementare

1Mac 9,57-73; 10,1-28

Piano triennale — Anno B

57. E Bacchide vedendo, come Alcimo era morto, se ne tornò al re: e il paese fu in calma per due anni. 58. Ma tutti i cattivi uomini formaron questo disegno, e dissero: Gionata e i suoi se ne stanno tranquilli senza verun timore: ora è tempo di far venire Bacchide, il quale ti premierà tutti in una notte. 59. E andarono a dare a lui questo consiglio. 60. Ed ei si mosse per venire con grosso esercito, e scrisse segretamente ai suoi amici, che erano nella Giudea, che mettesser le mani addosso a Gionata e alla sua gente: ma non poteron farlo, perché questi ebber vento dei loro disegni. 61. E Gionata fece prigioni cinquanta uomini del paese, che erano i primi autori di questa trama, e li fece morire: 62. E Gionata e Simone colla loro gente si ritirarono a Bethbessen, la quale è nel deserto, e ne ristorarono le rovine, e la fortificarono. 63. E venne ciò alle orecchie di Bacchide, il quale messe insieme tutte le sue schiere, e mandò avviso a quelli che erano nella Giudea. 64. E andò a porre il campo sopra Bethbessen, e l'assedio per molti giorni, e alzò le sue macchine. 65. Ma Gionata lasciò nella città Simone suo fratello, e andò pel paese, e tornò con assai gente, 66. E assali Odaren e i suoi fratelli e i figliuoli di Phaseron nelle loro tende, e principiava a fare strage, e a far mostra grande del suo valore: 67. Quando Simone e la sua gente uscirono dalla città, e dieder fuoco alle macchine, 68. E assalirono Bacchide, e lo sconfissero, e lo rendettero molto afflitto per essere andati in fumo i suoi disegni e i suoi tentativi. 69. E sdegnato con que' malvagi uomini, i quali lo avean consigliato a venir nel loro paese, ne fece morire molti: ed egli risolvè di tornarsene col rimanente de' suoi al suo paese. 70. Lo che avendo saputo Gionata, gli spedì ambasciadori per far pace con lui, e rendergli i prigionieri. 71. Ed ei volentieri gli ammesse, e fece quello che volle Gionata, e giurò, che per tutto il tempo di sua vita non farebbe a lui verun male. 72. E restituì a lui i prigionieri, che avea fatti per l'avanti nel paese di Giuda: e si parti, e se n'andò al suo paese, e non ritornò mai più nella Giudea. 73. E fini in Israele la guerra. E Gionata risedeva a Machmas, e ivi diede principio ad amministrar giustizia al popolo, e sterminò da Israele gli empi. 1. L'anno cento sessanta Alessandro figliuolo di Antioco soprannominato l'illustre andò ad occupar Tolemaide, e vi fù accolto, e ivi cominciò a regnare. 2. La qual cosa avendo udito il re Demetrio raunò un grande esercito, e si avanzò per venir con lui a battaglia. 3. E Demetrio scrisse a Gionata con espressioni di affetto, e dandogli molte lodi. 4. Perocchè egli diceva: Facciasi tosto pace con lui prima, che egli la faccia con Alessandro in nostro danno: 5. Perocchè egli si ricorderà del male, che abbiam fallo a lui e al suo fratello e alla sua nazione. 6. E gli dava autorità di metter insieme un esercito, e di fabbricare armi, e lo faceva suo confederato, e comandava, che gli fosser rimessi gli ostaggi, che erano nella cittadella. 7. E Gionata andò a Gerusalemme, e lesse la lettera alla presenza di tutto il popolo e di quelli che eran nella cittadella. 8. E questi si intimorirono grandemente in sentendo, come il re gli dava potestà di metter insieme un esercito. 9. E furon rimessi gli ostaggi a Gionata, ed ei li rendette ai lor genitori: 10. E Gionata fissò la sua abitazione in Gerusalemme, e cominciò a rifabbricare e ristorar la città: 11. E disse a quelli, che soprintendevano ai lavori, che facessero una muraglia di pietra quadra attorno al monte di Sion per fortificarlo; e così fecero. 12. Ma gli stranieri, che stavano nelle fortezze fabbricate da Bacchide si fuggirono: 13. E abbandonati i loro posti se n'andò ciascheduno al suo paese: 14. Solamente in Bethsura rimasero alcuni di quelli che aveano abbandonata la legge e i precetti di Dio; essendo colà il loro rifugio. 15. Ma il re Alessandro avendo sapute le promesse fatte a Gionata da Demetrio, ed essendogli state raccontate le battaglie e le azioni gloriose di lui e de' suoi fratelli, e in quanti travagli si erano trovati, 16. Disse: Si può egli trovare uomo simile a questo? Or noi facciamcelo amico e confederato. 17. E scrisse, e mandò a lui una lettera di questo tenore: 18. Il re Alessandro al fratello Gionata, salute. 19. Abbiamo saputo, che tu se' un uomo di valore, e degno della nostra amicizia. 20. Ora noi li facciamo oggi sommo Sacerdote di tua nazione, e vogliamo, che tu abbi il titolo di Amico del re, e sii unito di interessi con noi, e serbi a noi amicizia. E mandogli la veste di porpora e la corona di oro. 21. E Gionata si vestì della stola santa l'anno cento sessanta il settimo mese nel di solenne de' Tabernacoli, e raunò l'esercito, e fece fabbricare gran quantità di armi. 22. Delle quali cose informato Demetrio se ne afflisse moltissimo, e disse: 23. Che abbiam noi fatto? Alessandro ci ha prevenuti in acquistarsi l'amicizia dei Giudei per fortificarsi. 24. Scriverò io pure ad essi, pregandoli, e offerendo loro dignità e doni, affinché sieno in mio aiuto. 25. E scrisse loro in questi termini: Il re Demetrio alla nazione de' Giudei, salute: 26. Abbiam sentito come voi avete mantenuta l'alleanza, e siete stati costanti nella nostra amicizia, e non vi siete collegati coi nostri nemici, e ne abbiamo avuto piacere. 27. Perseverate adunque in serbare la fede a noi, e vi renderemo mercede di quel che avete fatto in pro nostro. 28. E vi condoneremo molte gravezze, e vi concederemo delle grazie.