Mercoledì 26 Giugno 2024

Piano di lettura

Mercoledì della XII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

2Re 13,14-25

14. Or Eliseo era malato di quella malattia, di cui morì, e Gioas re d'Israele andò a trovarlo, e piangeva dinanzi a lui, e diceva: Padre mio, padre mio, cocchio, e cocchiere d'Israele. 15. Ed Eliseo disse: Porta qua un arco con delle frecce: e quando quegli ebbe portato l'arco, e le frecce, 16. Egli disse al re d'Israele: Metti la tua mano sull'arco. E quando il re vi ebbe posta la mano, Eliseo pose le sue mani sulle mani del re, 17. E disse: Apri la finestra a levante. E quando quegli la ebbe aperta, disse Eliseo: Tira la freccia. Ed ei la tirò, ed Eliseo disse: Freccia di salute del Signore, freccia di salute contro la Siria: tu metterai in rotta la Siria ad Aphec fino all'esterminio. 18. E disse: Prendi delle frecce. E quand'ei le ebbe prese, gli disse di bel nuovo: Percuoti colle tue frecce la terra. E quegli la percosse tre volte, e si fermò: 19. E l'uomo di Dio si adirò contro di lui, e disse: Se tu avessi dato cinque, o sei, o sette colpi, tu avresti sconfitta la Siria fino all'ultimo esterminio: ora poi tu la porrai in rotta tre volte. 20. Eliseo di poi si morì, e lo seppellirono. Or lo stesso anno i ladroni di Moab entrarono nel paese. 21. E certuni, che portavano a seppellire un uomo, videro i ladroni, e gettarono quel cadavere nel sepolcro di Eliseo; e toccate che ebbe le ossa di Eliseo, quell'uomo risuscitò, e si alzò su' suoi piedi. 22. Hazael re di Siria straziò Israele tutto il tempo del regno di Joachaz. 23. Ma il Signore ebbe pietà di essi, e torno a loro a causa del patto fatto da lui con Abramo, e Isacco, e Giacobbe: e non volle sperderli, né rigettarli affatto sino a questo tempo. 24. Or Hazael re di Siria morì, e gli succedette nel regno Benadad suo figliuolo. 25. Ma Gioas figliuolo di Joachaz ritolse a Benadad figliuolo di Hazael le città, che questi avea tolte in guerra a Joachaz suo padre. Gioas tre volte lo sconfisse, ed egli rendè ad Israele quel le città.

Salmo Responsoriale

Sal 33,7-12

7. Calerà l'Angelo del Signore intorno a color, che lo temono, e li libererà. 8. Gustate, e fate sperienza, come soave sia il Signore: beato l'uomo, che spera in lui. 9. Santi tutti del Signore, temetelo; imperocché non manca nulla a color, che lo temono. 10. I ricchi si trovarono in bisogno, e patiron la fame: ma a coloro, che temono il Signore non mancherà nissun bene. 11. Venite, o figliuoli, ascoltatemi, vi insegnerò a temere il Signore. 12. Chi è colui, che ama la vita; e desidera di vedere de' buoni giorni?

Vangelo

Mt 7,15-20

15. Guardatevi da' falsi profeti, che vengono da voi vestiti da pecore: ma al di dentro son lupi rapaci. 16. Li riconoscerete da' loro frutti. Si coglie forse uva dalle spine, o fichi da' triboli? 17. Così ogni buon albero porta buoni, frutti: e ogni albero cattivo fa frutti cattivi. 18. Non può un buon albero far frutti cattivi; né un albero cattivo far frutti buoni. 19. Qualunque pianta, che non porti buon frutto, si taglia, e si getta nel fuoco. 20. Voi li riconoscerete adunque dai frutti loro.

Lettura Complementare

Gdt 8,1-34

Piano triennale — Anno B

1. Or quelle parole furono intese da Giuditta vedova, la quale era figliuola di Merari, figliuolo di Idox, figliuolo di Joseph figliuolo di Ozia, figliuolo di Elai, figliuolo di Jamnor, figliuolo di Gedeon, figliuolo di Raphaim, figliuolo di Achitob, figliuolo di Melchia, figliuolo di Enan, figliuolo di Natania, figliuolo di Salathiel, figliuolo di Simeon: figliuolo di Ruben: 2. E marito di lei fu Manasse, il quale morì in tempo della mietitura dell'orzo: 3. Perocchè mentre si sollecitava quei, che legavano i covoni nel campo, il caldo lo prese al capo, e si morì in Betulia sua patria, e ivi fu sepolto coi padri suoi. 4. Ed erano già tre anni e sei mesi che Giuditta era rimasa vedova di lui. 5. Ed ella si era fatta nella parte superiore della casa una stanza appartata dove se ne stava rinchiusa colle sue ancelle, 6. E portando a' suoi fianchi il cilicio, digiunava tutti i giorni di sua vita, toltine i sabati, e i novilunii, e i dì festivi della casa d'Israello. 7. Or ella era di bellissimo aspetto, e suo marito le avea lasciate molte ricchezze, e una numerosa famiglia, e delle possessioni, dov'erano molti armenti di bovi, e branchi di pecore. 8. Ed ella era in grandissimo concetto presso di tutti, perchè molto temeva Dio; e non v'era chi dicesse una mala parola di essa. 9. Avendo adunque ella sentito, come Ozia avea promesso, che passati cinque giorni avrebbe renduta la città, mandò a chiamare Chabri, e Charmi seniori. 10. E questi andarono a lei, ed ella disse loro: Che discorso è mai quello fatto da Ozia di render la città agli Assiri, se dentro cinque giorni non viene a voi soccorso? 11. E chi siete voi, che tentate il Signore? 12. Non è questo un fare, che inviti la misericordia, ma che provoca l'ira, ed accende il furore. 13. Voi avete fissato il tempo alla misericordia del Signore, e ad arbitrio vostro le avete prescritto il giorno. 14. Ma da che il Signore è paziente, facciam penitenza ancora di questo, ed imploriamo con abbondanza di lagrime la sua indulgenza: 15. Perocchè le minacce di Dio non sono come quelle degli uomini, ed ei non si accende di sdegno, come i figliuoli degli uomini. 16. Per la qual cosa umiliamo dinanzi a lui le anime nostre, e in ispirito di umiliazione, come suoi servi, 17. Diciamo con lacrime al Signore, che in quel modo, che a lui piace usi con noi di sua misericordia, onde come per la superbia di coloro è rimaso sbigottito il cuor nostro; così pure della umiliazione nostra abbiamo a gloriarci: 18. Perocchè noi non abbiamo imitati i falli de' padri nostri, i quali abbandonarono il loro Dio, ed onorarono gli dei stranieri: 19. Scelleraggine, per cui furon essi abbandonati alla spada, alle rapine, agli scherni de' lor nemici: ma noi altro Dio non conosciamo fuori di lui. 20. Aspettiamo con umiltà le sue consolazioni, ed egli vendicherà il nostro sangue dalle oppressioni de'nostri nemici, e umilierà le nazioni tutte, che si levano contro di noi, e le svergognerà il signore Dio nostro. 21. Or adunque, o fratelli, giacchè voi siete gli anziani del popolo di Dio, e da voi pendono gli animi loro, ravvivate i loro cuori colle vostre parole, rammentando loro, come furon tentati i padri nostri, affinchè apparisse, se veracemente onorassero il Dio loro. 22. Debbon essi avere in memoria, come fu tentato Abramo, padre nostro, e dopo la prova di molte tribolazioni divenne l'amico di Dio. 23. Così Isacco, così Giacobbe, così Mosè, e tutti quelli, che piacquero a Dio, mantenendo la fede passaron per molte tribolazioni. 24. Quelli poi, i quali non nel timor del Signore incontraron le tentazioni, ma si versaron in impazienze, e in vergognose mormorazioni contro il Signore. 25. Dallo sterminatore furono sterminati, e morsi dai serpenti perirono, 26. Noi pure adunque non cerchiam di sfogarci, per quel, che soffriamo, 27. Ma ripensando, che minori de' nostri peccati son questi supplizi, crediamo, che i flagelli del Signore, coi quali siam gastigati quali servi, sono mandati per emendazione nostra, non per rovina. 28. E Ozia, e gli anziani le dissero: Tutto quel che hai detto è verità, e nelle tue parole nulla è da riprendere. 29. Ora pertanto prega (il Signore) per noi giacchè tu se una santa donna, e temi Iddio. 30. E Giuditta disse loro: Siccome voi conoscete, che di Dio è quello, che ho potuto dire; 31. Così fate prova, se da Dio è quello, che ho risoluto di fare, e pregate Dio, che ratifichi il mio disegno, 32. Voi questa notte starete alla porta, e io uscirà colla mia serva; e voi fate orazione, affinchè dentro i cinque giorni, come avete promesso, volga il Signore lo sguardo verso il popolo suo d'Israele. 33. Non voglio però che si indaghi da voi quel che io sia per fare, e sino a tanto ch'io ve ne porti novella, non altro si faccia, se non pregare il Signore Dio nostro per me. 34. E Ozia principe di Giuda le disse: Va in pace e siate con il Signore a far vendetta de' nostri nemici, e quelli si ritirarono.