1. Or vani sono tutti gli uomini, i quali non hanno cognizione di Dio; e dalle buone cose, che veggonsi non sono giunti a conoscere colui, che è, né dalla considerazione delle opere conobber chi fosse l'artefice: 2. Ma dei, e rettori del mondo credettero essere o il fuoco, o il vento, o il mobil aere, o il coro delle stelle, o la massa delle acque, o il sole, o la luna. 3. Che se rapiti dalla bellezza di tali cose ne fecero dei, comprender debbono quanto più bello di esse sia il loro Signore, mentre tutte queste cose dall'autore della bellezza furono fatte. 4. Se poi la virtù ammirarono, e gli effetti delle medesime cose, da queste debbon intendere, che colui, il qual le creò, in virtù le sorpassa: 5. Imperocché dalla grandezza, e bellezza della creatura potrà intelligibilmente vedersi il lor Creatore: 6. Eppure meno è da dolersi di questi. Perocché errano forse in cercando Dio, e bramando di ritrovarlo. 7. Conciossiaché lui cercano, investigando le opere sue, e ne rimangono presi, perché buone sono le cose, che veggonsi. 8. Contuttociò neppur a questi si dee perdonare; 9. Imperocché se poteron saperne tanto da penetrare le cose del mondo, come mai il Signore di esso non iscopersero più agevolmente?
Salmo Responsoriale
Sal 18,1-4
1. Salmo di David. I Cieli narrano la gloria di Dio, e le opere delle mani di lui annunzia il firmamento. 2. Il giorno al giorno fa noia questa parola, e la notte ne da cognizione alla notte. 3. Non havvi linguaggio, né favella, presso di cui intese non siano le loro voci. 4. Il loro suono si è diffuso per tutta quanta la terra, e le loro parole sino a' confini della terra.
Vangelo
Lc 17,26-37
26. E quel, che avvenne ne' giorni di Noè, avverrà ancora ne' giorni del Figliuolo dell'uomo. 27. Mangiavano, e bevevano, e facevano sposalizj sino al giorno, in cui Noè entrò nell'arca: e venne il diluvio, e mandò tutti in perdizione. 28. Come pur successe a' tempi di Lot: mangiavano, e bevevano: comperavano, e vendevano: piantavano, e fabbricavano. 29. Ma nel giorno, che Lot uscì da Sodoma, piovve fuoco, e zolfo dal cielo, e tutti mandò in perdizione: 30. Così appunto sarà nel giorno, in cui verrà manifestato il Figliuolo dell'uomo. 31. Allora chi si troverà sul terrazzo, e avrà in casa i suoi arnesi, non iscenda per prenderli; e chi sarà in campagna, parimente non torni addietro. 32. Ricordatevi della moglie di Lot. 33. Chiunque cercherà di salvare l'anima sua, la perderà: e chiunque ne farà getto, daralle vita. 34. Vi dico, che in quella notte due saranno in un letto; uno sarà assunto, e l'altro sarà abbandonato. 35. Due donne saranno a macinare insieme; una sarà assunta e l'altra sarà abbandonata: due (saranno) in un campo; uno sarà tratto a salvamento, l'altro abbandonato. 36. Gli risposero, e dissero: Dove, o Signore? 37. Ed ei disse loro: Dovunque sarà il corpo, ivi si raduneranno le aquile.
Lettura Complementare
1Re 7,1-28
Piano triennale — Anno A
1. E fabbricò Salomone, e compì interamente in tredici anni la sua propria casa. 2. E fabbricò ancora la casa del bosco del Libano, di cento cubiti in lunghezza, e di cinquanta cubiti di larghezza, e di trenta cubiti di altezza: ed eranvi quattro corridori tra i colonnati di cedro: perocché egli avea fatto ridurre a colonne le piante di cedro. 3. E rivestì di tavole di cedro tutto il soffitto sostenuto da quarantacinque colonne. E ogni filare avea quindici colonne, 4. Collocate l'una dirimpetto all'altra, 5. È che si guardavano l'una l'altra, ed eran tutte in egual distanza tra di loro: e sopra le colonne eranvi delle travi quadrangolari tutte di egual grossezza. 6. E fece un portico di colonne avente cinquanta cubiti di lunghezza, e trenta cubiti di larghezza: e un altro portico in faccia al portico più grande, con colonne, e architravi sopra le colonne. 7. Fece ancora il portico del trono, e lo vestì di legno di cedro dal pavimento fino alla sommità. 8. E la tribuna, dove sì risedeva per render ragione, era nel mezzo del portico, ed era di simil lavoro. Fece di più Salomone per la figliuola di Faraone (che egli avea sposata) una casa di lavoro simile a quella del portico. 9. Tutte (queste fabbriche) dalle fondamenta sino alla cima delle muraglie, e al di fuori sino all'atrio maggiore erano di pietre di molto pregio, le quali tanto dalla parte interiore, come dall'esteriore erano state segate in pari forma, e misura. 10. E le fondamenta eran di pietre di molto pregio, di pietre grandi di dieci, ovvero di otto cubiti. 11. E al di sopra erano pietre di molto pregio tagliate ad egual misura, e parimente coperte di cedro. 12. E l'atrio maggiore rotondo avea tre ordini di pietre tagliate, e un ordine di cedro lavorato: e così pure era dell'atrio interiore della casa del Signore, e del portico di essa casa. 13. E il re Salomone fece ancora venir da Tiro Hiram, 14. Che era figliuolo di una donna vedova della tribù di Nephthali, di padre della città di Tirò; ed era un lavoratore di bronzi pieno di saggezza, di capacità, e d'industria per fare qualunque opera in bronzo. Ed egli essendo venuto a trovare il re Salomone, fece tutto il lavoro, ch'ei volle. 15. Ed egli fece due colonne di bronzo, ogni colonna alta diciotto cubiti: e una corda di dodici cubiti abbracciava ciascuna colonna. 16. Fece ancora i due capitelli di getto in bronzo sulla cima delle colonne: un capitello avea cinque cubiti di altezza, e l'altro capitello cinque cubiti di altezza: 17. Ed eravi come una rete, e una catena conteste insieme tra di loro con mirabile artifizio. L'uno e l'altro capitello delle colonne era di getto: sette filari di maglie erano nell'uno, e sette filari di maglie nell'altro capitello. 18. E per compimento delle colonne fece due ordini di maglie, che circondavano, e coprivano i capitelli, le quali posavano in cima de' meligranati: fece la stessa cosa al secondo, e al primo capitello. 19. I capitelli, che erano in cima delle colonne nel portico, erano fatti a maniera di giglio, ed eran di quattro cubiti. 20. E di più eranvi altri capitelli in cima alle colonne al di sopra della rete proporzionati alla misura della colonna: e intorno al secondo (e al primo) capitello vi erano dugento meligranati posti per ordine, 21. E le due colonne le collocò nel portico del tempio: e quando ebbe alzata la colonna destra, te diede il nome di Jachin, ed eretta parimente la seconda, le pose nome Booz. 22. E sulle cime delle colonne pose quel lavoro fatto a maniera di giglio: e fu compita l'opera delle colonne. 23. Fece anche di getto una gran conca tutta rotonda, di dieci cubiti da un orlo all'altro. Ella avea cinque cubiti di profondità, e una corda di trenta cubiti cingeva tutto il suo giro. 24. E sotto all'orlo un lavoro di scultura, che giravagli attorno per dieci cubiti, e cingeva la conca: I due ordini di sculture di getto eran di rilievo. 25. E (la conca) posava sopra dodici bovi, de' quali tre guardavano a settentrione, e tre ad occidente, e tre a mezzodì, e tre ad oriente, e sopra di essi stava la conca, e tutte le parti deretane di quelli restavan sotto nascose. 26. Questo lavacro avea tre once di grossezza, e il suo orlo era come l'orlo di una coppa, e come la foglia di un giglio sbocciato: ei capiva due mila bati. 27. E fece dieci basi di bronzo, ognuna delle quali era lunga quattro cubiti, e larga quattro cubiti, e alta tre cubiti. 28. E il lavoro delle basi era di più pezzi: e dove questi si incastravano insieme eranvi de' lavori di scultura.