Prima Lettura
Gal 6,14-18
14. Ma lungi da me il gloriarmi d'altro, che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, per cui il mondo è a me crocifisso, e io al mondo. 15. Imperocché in Cristo Gesù non fa nulla l'essere circonciso, né l'essere incirconciso, ma la nuova creazione. 16. E quanti seguiranno questa norma, sopra di essi pace, e misericordia, e sopra Israele di Dio. 17. Del rimanente nissuno mi inquieti: imperocché io porto le stimate del Signore Gesù nel mio corpo. 18. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo col vostro spirito, o fratelli. Così sia.
Salmo Responsoriale
Sal 15,1-2.5.7-8.11
1. Dello stesso Davidde: iscrizione da incidersi sopra una colonna. Salvami, o Signore, perocché in te ho posta la mia speranza: 2. Ho detto al Signore: Tu se' il mio Dio, e de' miei beni non hai bisogno. 5. Il Signore è la porzione di mio retaggio, e del mio calice: tu se' quegli, che a me restituirai la mia eredità. 7. Benedirò il Signore, che a me da consiglio: e di più ancor nella notte il mio cuore mi istruì. 8. Io antivedeva sempre dinanzi a me il Signore, perché egli si sta alla mia destra, affinchè io non sia smosso. 11. Mi facesti conoscere le vie della vita, mi ricolmerai di allegrezza colla tua faccia: delizie eterne sono alla tua destra.
Vangelo
Mt 11,25-30
25. Allora prese Gesù a dire: Io ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo, e della terra, perché hai tenute occulte queste cose ai saggi, e prudenti, e le hai rivelate ai piccolini. 26. Così è, o Padre; perché così a te piacque. 27. Tutte quante le cose sono state a me date dal Padre mio: e nissuno conosce il figliuolo fuori del Padre: e nissuno conosce il Padre fuori del figliuolo, e fuor di colui, cui avrà voluto il figliuolo farlo conoscere. 28. Venite da me tutti voi, che siete affaticati, e aggravati, e io vi ristorerò 29. Prendete sopra di voi il mio giogo, e imparate da me, che son mansueto, e umile di cuore, e troverete riposo all'anime vostre. 30. Imperocché soave è il mio giogo, e leggero il mio peso.
Lettura Complementare
1Sam 18,1-5; 18,10-30
Piano triennale — Anno A
1. E da quel punto, in cui (Davidde) ebbe parlato con Saul, l'anima di Gionata rimase strettamente congiunta coll'anima di David, e Gionata amollo, come l'anima sua. 2. E allora Saul lo tenne seco, e non permise che ei se ne tornasse a casa di suo padre. 3. E David fermò stretta unione con Gionata: perocché lo amava, come l'anima propria. 4. Quindi Gionata si spogliò della tonaca, che avea addosso, e la diede a Davidde colle altre sue vestimenta, e sino la spada, e l'arco suo, e il cingolo. 5. E David andava ad eseguire tutte le commissioni che davagli Saul, e operava prudentemente: e Saul gli diede soprintendenza sopra la gente di guerra, ed egli era gradito a tutto il popolo, e particolarmente a tutti i servi di Saul. 10. Ma il giorno appresso lo spirito malo (permettendolo il Signore) invase Saul, ed ei faceva il profeta in mezzo della sua casa, e David sonava, come soleva fare ogni dì: e Saul avea in mano una lancia, 11. E la scagliò, credendo di poter conficcare Davidde nella muraglia: ma Davidde la schivò per due volte. 12. E Saul ebbe timore di Davidde (veggendo) come il Signore era con lui, ed erasi ritirato da sè. 13. Saul adunque lo allontanò da sé, e lo fece capitano di mille uomini: ed egli andava e veniva, alla testa di quella gente. 14. E in tutte le cose sue David si portava con prudenza, e il Signore era con lui. 15. Saul perciò veggendo, quant'egli era prudente, cominciò ad averne sospetto. 16. Ma tutto Israele, e Giuda portavan affetto a Davidde: perocché egli andava, e veniva innanzi ad essi. 17. E Saul disse a David; Orsù la mia figlia maggiore Merob sarà quella che io darò a le per consorte: solo, che tu sii valoroso, e combatta nella guerra del Signore. Or Saulle macchinava, e diceva: Non sia la mia mano che lo abbatta, ma sia la mano de' Filistei. 18. Ma David disse a Saul: Chi son io, e quale è stata la mia vita, e di qual condizione è in Israele la famiglia del padre mio, che io abbia ad essere genero del re? 19. Or venuto il tempo, in cui Merob figliuola di Saul dovea esser data a Davidde, ella fu sposata ad Hadriele Molathite. 20. Ma Michol l'altra figliuola di Saul avea affetto per David, e ne fu avvertito Saul, il quale n'ebbe piacere. 21. E disse Saul: Gliela darò affinchè sia a lui occasione d'inciampo, e i Filistei lo uccidano. E Saul disse a David: Per due titoli tu sarai oggi mio genero. 22. E Saul ordinò a' suoi servi: Parlate a David senza mia saputa, e ditegli: Orsù tu se' in grazia del re, e tutti i suoi servi ti amano: adesso adunque diventa genero del re. 23. E i servi di Saul dissero nell'orecchio a David tutte queste cose. Ma David replicò: Sembra a voi piccola cosa l'esser genero del re? E io son povero, e di basso stato. 24. E i servi di Saul ne fecero relazione a lui, dicendo: David ha detto questo, e questo. 25. Ma Saul disse: parlate a David in tal guisa: Il re non ha bisogno di dote, vuol solamente la morte di cento Filistei per trar vendetta de' suoi nemici. Ma Saulle avea in animo di dare Davidde nelle mani dei Filistei. 26. Ma quando i servi di Saul ebbero riferito a Davidde quello ch'egli avea detto, piacque la cosa a Davidde per diventare genero del re. 27. E di lì a pochi giorni Davidde si mosse colla gente che avea al suo comando. E uccise dugento Filistei, e portò i loro prepuzii, e li contò al re per esser fatto suo genero. Saul adunque gli diede per moglie la sua figlia Michol. 28. E Saul conobbe e intese, come il Signore era con David. E Michol figliuola di Saul lo amava. 29. E Saul principiò ad avere anche maggior paura di Davidde: e Saul diventò nimico perpetuo di Davidde. 30. E i principi de' Filistei si mossero. E fin dal principio delle loro scorrerie, Davidde si portava più saggiamente che tutti i servi di Saul, e divenne celebre grandemente il suo nome.