Mercoledì 23 Novembre 2022

Piano di lettura

Mercoledì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ap 4,1-11

1. Dopo di ciò guardai: ed ecco una porta nel cielo aperta: e la prima voce, che udii, come di tromba, che meco parlava, dicendo: sali qua, e farotti vedere le cose, che debbon accadere in appresso. 2. E subito fui rapito in ispirito: ed ecco, che un trono era alzato nel cielo, e sopra del trono uno stava a sedere. 3. E quegli, che stava a sedere, era all'aspetto simile alla pietra Iaspide, e alla Sardia: e intorno al trono era un'iride, simile, a vedersi allo smeraldo. 4. E intorno al trono ventiquattro sedie: e sopra le sedie ventiquattro seniori sedevano, vestiti di bianche vesti, e sulle loro toste corone d'oro. 5. E dal trono partivano folgori, e voci, e tuoni, e dinanzi al trono sette lampane accese, le quali sono i sette spiriti di Dio. 6. E in faccia al trono come un mare di vetro somigliante al cristallo: e in mezzo al trono, e d'intorno al trono, quattro animali pieni d'occhi davanti, e di dietro. 7. E il primo animale somigliante a leone, e il secondo animale simile a vitello, e il terzo animale avente la faccia come d'uomo, ed il quarto animale simile ad aquila volante. 8. E i quattro animali avean ciascheduno sei ale: e all'intorno, e di dentro son pieni d'occhi: e di dì, e, di notte, senza darsi posa, dicono: santo, santo, santo, il Signore, il Dio onnipotente, il quale era, il quale è, e il quale verrà. 9. E mentre quegli animali davano gloria, e onore, e rendimenti di grazie a lui, che sedeva sul trono, che vive ne' secoli de' secoli, 10. Prostravansi i ventiquattro seniori dinanzi a lui, che siede nel trono, e lui adoravano, che vive ne' secoli de' secoli, e gittavano le loro corone dinanzi al trono, dicendo: 11. Degno se' tu, Signore, Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore, e la virtù: attesoché tu creasti le cose tutte, e per volere tuo elle sussistono, e furon create.

Salmo Responsoriale

Sal 16,1.5-6.8.15

1. Orazione di Davidde. Esaudisci, o Signore, la mia giustizia, da udienza alle mie preghiere. Porgi le orecchie alla orazione, che io fo con labbra non fraudolente. 5. Reggi tu fortemente i miei passi ne' tuoi sentieri, affinchè i piedi miei non vacillino. 6. Io alzai, o Dio, le mie grida, perché tu mi esaudisti: porgi a me la tua orecchia, e ascolta le mie parole. 8. Da color, che resistono alla tua destra tienimi difeso come la pupilla dell'occhio. Cuoprimi all'ombra delle ali tue: 15. Ma io mi presenterò al tuo cospetto con la giustizia: sarò satollato all'apparire della tua gloria.

Vangelo

Lc 19,11-28

11. E stando quegli ad ascoltare tali cose, continuò, e disse una parabola sopra l'esser lui vicino a Gerusalemme: e sul credere, che essi facevano, che presto dovesse manifestarsi il regno di Dio. 12. Disse adunque: Un nobil uomo andò in lontano paese a prender possesso di un regno per poi ritornare. 13. E chiamati a se dieci de' suoi servidori, diede loro dieci mine, e disse loro: Impiegatele sino al mio ritorno. 14. Ma i suoi concittadini gli volevano male: e gli spediron dietro ambasciadori, dicendo: Non vogliamo costui per nostro re. 15. E avvenne, che tornato egli dopo aver preso possesso del regno fece chiamare a sei servidori, ai quali aveva dato il denaro per sapere, che guadagno avesse fatto ciascuno. 16. E venne il primo, e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci. 17. Ed ei gli disse: Buon per te, servitore fedele, perché se' stato fedele nel poco, sarai signore di dieci città. 18. E venne il secondo, e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate cinque. 19. E (il padrone) disse anche a questo: Tu pure sarai signore di cinque città. 20. E venne un altro, e disse: Signore, eccoti la tua mina, che ho tenuta rivolta in un fazzoletto: 21. Imperocché ho avuto apprensione di te, perché se' di naturale austero: togli quel, che non hai depositato, e mieti quel, che non hai seminato. 22. Ma (il padrone) gli disse: Sa la tua propria confessione ti condanno, servo cattivo: sapevi, che io sono un uomo austero, che tolgo quel, che non ho depositato, e mieto quel, che non ho seminato: 23. E Perché non hai impiegato il mio denaro sopra una banca, che io al mio ritorno lo averi ritirato co' suoi frutti? 24. E disse agli astanti: Toglietegli la mina, e datela a colui, che ne ha dieci. 25. Signore, risposero, egli la dieci mine. 26. E io vi dico, che sarà dato a chi ha, e sarà nell'abbondanza: a chi poi non ha, sarà levato anche quello che ha. 27. Quanto poi a que' miei nemici, i quali non mi hanno volato per loro re, conduceteli qui, e uccidetegli alla mia presenza. 28. E dette tali cose, camminava innanzi agli altri verso Gerusalemme.

Lettura Complementare

1Cor 4,16-21; 5,9-13; 6,12; 6,16; 7,1-24

Piano triennale — Anno C

16. Per la qual cosa siate (vi prego) miei imitatori, come io di Cristo. 17. Per questo hovvi mandato Timoteo, che è mio figliuolo carissimo, e fedele nel Signore; il quale vi ridurrà a memoria le vie, che io seguo in Cristo Gesù, conforme insegno dappertutto in tutte le Chiese. 18. Come se non fossi io per venire a voi, taluni si sono gonfiati. 19. Ma verrò in breve da voi, se il Signore lo vorrà: e disaminerò non i discorsi di quegli, che si sono gonfiati, ma la virtù. 20. Imperocché non istà il regno di Dio nelle parole, ma si nella virtù. 21. Che volete? Che io venga a voi colla verga, o con amore, e spirito di mansuetudine? 9. Vi ho scritto per lettera: non abbiate commercio co' fornicatori: 10. Ma certamente non coi fornicatori di questo mondo, o con gli avari, o coi ladri, o idolatri: altrimenti dovreste senz'altro uscire di questo mondo. 11. Vi scrissi bensì, non abbiate commercio; se taluno, che si chiama fratello, è fornicatore, o avaro, o adoratore degli idoli, o maldicente, o dato all'ubriachezza, o rapace: con questi tale neppur prender cibo, 12. Imperocché tocca egli a me il giudicare anche di que', che sono di fuori? Non giudicate voi di quegli, che sono dentro? 13. Imperocché que' di fuori giudicheralli Dio. Togliete di mezzo a voi il cattivo. 12. Tutto mi è permesso, ma non tutto torna bene. Tutto mi è permesso, ma io non sarò schiavo di cosa alcuna. 16. Non sapete voi, che chi si unisce ad una meretrice, divien (con essa) un solo corpo? Imperocché (dice) saranno i due solo una carne. 1. Intorno poi alle cose, delle quali mi avete scritto: è buona cosa per l'uomo il non toccar donna. 2. Ma per cagione della fornicazione ognuno abbia la sua moglie, è ognuna abbia il suo marito. 3. Alla moglie renda il marito quello, che le deve: e parimente la donna al marito. 4. La donna maritata non o più sua, ma del marito. E similmente l'uomo ammogliato non è più suo, ma della moglie. 5. Non vi defraudate l'un l'altro, se non forse di consenso per un tempo, affine di applicarvi all'orazione: e di nuovo riunitevi insieme, perché non vi tenti satana per la vostra incontinenza. 6. E questo io dico per indulgenza, non per comando. 7. Imperocché bramo, che voi tutti siate, qual son io: ma ciascuno ha da Dio il suo dono: uno in un modo, uno in un altro. 8. A que', che non hanno moglie, ed alle vedove, io dico, che è bene per loro, che se ne stiano così, come anch'io. 9. Che se non si contengono, contraggano matrimonio. Conciossiaché è meglio contrar matrimonio, che ardere. 10. Ai coniugati poi ordino, non io, ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito: 11. E ove siasi separata, si resti senza rimaritarsi, o si riunisca col suo marito. E l'uomo non ripudii la moglie. 12. Agli altri poi dico io, non il Signore. Se un fratello ha una moglie infedele, e questa è contenta di abitare con lui, non la ripudii. 13. E se la moglie fedele ha un marito infedele, che è contento di abitare con essa, non lo lasci: 14. Imperocché è santificato il marito infedele per la moglie fedele, e la moglie infedele pel marito fedele: altrimenti i vostri figliuoli sarebbero immondi, ed or sono santi. 15. Che se l'infedele si separa, sia separato: imperocché non soggiace a servitù il fratello, o la sorella in tal caso: Iddio però ci ha chiamati alla pace. 16. Imperocché che sai tu, o donna, se tu sii per salvare il marito? E che sai tu, o uomo, se tu sii per salvare la moglie? 17. Solamente ciascheduno secondo quello, che il Signore gli ha dato, e ciascheduno secondo che Dio lo ha chiamato, in quel modo cammini; conforme io pur insegno in tutte le Chiese. 18. E stato uno chiamato, essendo circonciso? Non procuri di apparire incirconciso. E stato uno chiamato, essendo incirconciso? Non si circoncida. 19. Non importa niente l'essere circonciso, e non importa niente l'essere incirconciso: ma l'osservare i comandamenti di Dio. 20. Ognuno resti in quella vocazione, in cui fu chiamato. 21. Se' tu stato chiamato, essendo servo? Non prendertene affanno: ma potendo anche diventar libero, piuttosto eleggi di servire. 22. Imperocché colui, che essendo servo, è stato chiamato al Signore, è liberto del Signore: parimente chi è stato chiamato, essendo libero, è servo di Cristo. 23. Siete stati comperati a prezzo, non diventate servi degli uomini. 24. Ognuno adunque, o fratelli, qual fu chiamato, si resti davanti a Dio.