Lunedì 21 Novembre 2022

Piano di lettura

Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Ap 1,1-4; Ap 2,1-5

1. Rivelazione di Gesù Cristo, la quale diè a lui Dio per far conoscere a' suoi servi le cose, che debbon tosto accadere: ed ei mandò a significarla per mezzo del suo Angelo al suo servo Giovanni, 2. Il quale rendette testimonianza alla parola di Dio, e testimonianza di tutto quello, che vide di Gesù Cristo. 3. Beato chi legge, e chi ascolta le parole di questa profezia: e fa conservi delle cose, che sono in essa scritte imperocché il tempo è vicino. 4. Giovanni alle sette Chiese, che sono in Asia. Grazia a voi, e pace da colui, il quale è, il quale era, e il quale è per venire: e dai sette spiriti, i quali sono dinanzi al trono di lui; 1. All'Angelo della Chiesa Efesina scrivi: dice così quegli, che tiene nella sua destra le sette stelle, e cammina in mezzo a' sette candellieri d'oro: 2. So le opere tue, e le tue fatiche, e la tua pazienza, e come non puoi sopportare i cattivi: ed hai messo alla prova coloro, che dicon di essere Apostoli, e nol sono: e gli hai trovati bugiardi: 3. E se' paziente, ed hai patito pel nome mio, e non cedesti. 4. Ma ho contro di te, che hai abbandonata la primiera tua carità. 5. Ricordati pertanto, donde tu sii caduto; e fa' penitenza, e opera come prima. Altrimenti vengo a te, e tonò dal suo posto il tuo candeliere, se non farai penitenza.

Salmo Responsoriale

Sal 118,53.61.134.150.155.158

53. Mancommi il cuore per cagione de' peccatori, che abbandonano la tua legge. 61. Mi cinsero d'ogni parte i lacci de' peccatori, ed io non mi scordai della tua legge. 134. Liberami dalle calunnie degli uomini, affinchè io osservi i tuoi precetti. 150. Si sono accostati i miei persecutori all'iniquità, e si son dilungati dalla tua legge 155. La salute è lungi da' peccatori: perché non hanno ricercato le tue giustificazioni. 158. Vidi i prevaricatori, e mi consumava di pena: perché non hanno osservate le tue parole.

Vangelo

Lc 18,35-43

35. Ed avvenne, che avvicinandosi egli a Gerico, un cieco se ne stava presso della strada, accattando. 36. E udendo la turba, che passava, domandava quel, che si fosse. 37. E gli dissero, che passava Gesù Nazareno. 38. Esclamò, e disse: Gesù figliuolo di David, abbi pietà di me. 39. E quelli, che andavano innanzi, lo sgridavano, perché si chetasse. Ma egli sempre più sclamava: Figliuolo di David, abbi pietà di me. 40. E Gesù soffermatosi, comandò, che gliel menasser dinanzi. E quando gli fu vicino, lo interrogò, 41. Dicendo: Che vuoi tu, ch'io ti faccia? E quegli disse: Signore, ch'io vegga. 42. E Gesù dissegli: Vedi; la tua fede ti ha fatto salvo. 43. E subito quegli vide, e gli andava dietro glorificando Dio. E tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.

Lettura Complementare

Rm 14,1-6; 14,13-23; 15,1-3; 15,10-13; 15,22-33

Piano triennale — Anno C

1. Porgete la mano a colui, che è debole di fede, non disputando delle opinioni. 2. Imperocché uno crede di mangiare qualunque cosa: quegli poi che è debole, mangi degli erbaggi. 3. Colui, che mangia, non dispregi colui, che non mangia: e colui che non mangia, non condanni uno, che mangia: perché Dio lo ha preso per se. 4. Chi se' tu, che condanni il servo altrui? Egli sta ritto, o cade pel suo padrone: ma egli starà ritto: perché potente è Dio per sostenerlo. 5. Imperocché uno distingue tra giorno, e giorno: un altro poi tutti i giorni confonde: ognuno segua il proprio parere. 6. Chi tien conto di un giorno, ne tien conto per amor del padrone. E chi mangia, mangia pel padrone: imperocché rende grazie a Dio. E chi non mangia, non mangia pel padrone, e a Dio rende grazie. 13. Non ci giudichiamo adunque più gli uni gli altri: ma piuttosto vostra sentenza sia, che non ponghiate inciampo, o scandalo al fratello. 14. Io so, ed ho fidanza nel Signore Gesù, che non v'ha cosa impura di per se stessa, eccetto che per chi tiene, che una cosa è impura, per lui ella è impura. 15. Ma se per un cibo il tuo fratello resta conturbato, già tu non cammini secondo la carità. Non volere per il tuo cibo mandar in rovina uno, per cui è morto Cristo. 16. Non sia adunque bestemmiato il bene nostro. 17. Imperocché il regno di Dio non è cibo, e bevanda: ma giustizia, e pace, e gaudio nello Spirito santo: 18. Imperocché chi in queste cose serve a Cristo, piace a Dio ed è approvato dagli uomini. 19. Attenghiamoci adunque a ciò, che giova alla pace: e osserviamo quello, che fa per la mutua edificazione. 20. Non volere per un cibo distruggere l'opera di Dio. Tutte le cose veramente sono monde: fa però male, un uomo, che mangia con iscandalo. 21. Bene stadi non mangiar carne, a di non ber vino, né cosa per cagion della quale il tuo fratello inciampa, od è scandalizzato, o si indebolisce. 22. Tu hai la fede? Abbila presso di te dinanzi a Dio; beato chi non condanna se stesso in quello, che elegge. 23. Ma chi fa distinzione, se mangia, è condannato: perché non secondo la fede. Or tutto quello, che non è seconda la fede è peccato. 1. Or dobbiamo noi più forti sostenere la fiacchezza dei deboli, e non aver compiacenza di noi stessi. 2. Ognun di voi si renda grato al prossimo suo nel bene per edificazione. 3. Imperocché Cristo niun riguardo ebbe a se, ma come sta scritto: Gli improperj di coloro, che te oltraggiavano, cadder sopra di me. 10. E di nuovo dice: Rallegratevi, o nazioni col popolo di lui. 11. E di nuovo: Nazioni, lodate tutte il Signore: popoli tutti, magnificatelo. 12. E di nuovo Isaia dice: Avverrà, che nella radice di Jesse, e in colui, che sorgerà per governare le nazioni, in esso spereranno le genti. 13. E il Dio della speranza vi ricolmi di ogni gaudio, e di pace nel credere: onde di speranza abbondiate, e di virtù dello Spirito santo. 22. Per il qual motivo pur molte volte mi fu impedito il venir da voi, e mi è impedito sino adesso. 23. Ora poi non essendovi più luogo per me in questi paesi, e avendo da molti anni in qua desiderio di venir da voi, 24. Quando mi incamminerò verso la Spagna, spero, che di passaggio vi vedrò, e da voi avrò compagnia per colà, dopo essermi in parte saziato di voi. 25. Adesso poi andrò a Gerusalemme in servigio de' Santi. 26. Imperocché la Macedonia, e l'Achaja hanno stimato bene di fare qualche colletta pei poveri, che sono tra' Santi di Gerusalemme. 27. Hanno, dico, stimato bene: e sono debitori ad essi. Imperocché se i Gentili sono stati fatti partecipi delle cose spirituali di essi: debbono ancora sovvenirli nelle temporali. 28. Terminato adunque questo, e consegnato che avrò loro questo frutto, di costà partirò per la Spagna. 29. Io poi so, che venendo da voi, verrò con la pienezza della benedizione del Vangelo di Cristo. 30. Vi scongiuro adunque, o fratelli, per il Signor nostro Gesù Cristo, e per la carità dello Spirito santo, che mi aiutiate colle vostre orazioni per me dinanzi a Dio, 31. Affinchè io sia liberato dagli infedeli, che sono nella Giudea, e affinchè l'obblazione del mio ministero sia accetta in Gerusalemme ai Santi, 32. Affinchè con gaudio io venga a voi per volontà di Dio, e con voi mi riconforti. 33. Il Dio della pace sia con tutti voi. Così sia.