Prima Lettura
Fil 3,17-4,1
17. Siate miei imitatori, o fratelli, e ponete mente a quegli, che camminano secondo il modello, che avete in noi. 18. Imperocché molti, de' quali spesse volte vi ho parlato (e ve ne parlo anche adesso con lagrime) si diportano da nemici della croce di Cristo: 19. La fine de' quali è la perdizione: il Dio de' quali è il ventre: i quali della propria confusione fan gloria, attaccati alle cose della terra. 20. Ma noi siam cittadini del cielo: donde pur aspettiamo il Salvatore, il Signor nostro Gesù Cristo, 21. Il quale trasformerà il corpo di nostra vilezza, perché sia conforme al corpo della sua gloria, per quella potenza, con la quale può ancor soggettare a se tutte le cose. 1. Per la qual cosa, fratelli, miei carissimi, e amatissimi, mio gaudio, e mia corona: per tal modo tenetevi saldi nel Signore, o carissimi.
Vangelo
Lc 16,1-8
1. E disse ancora a' suoi discepoli: Eravi un ricco, che aveva un l'attore: il quale fu accusato dinanzi a lui, come se dissipati avesse i suoi beni. 2. E chiamatolo a se, gli disse: Che è quello, che io sento dire di te? rendi conto del tuo maneggio: imperocché non potrai più esser fattore. 3. E disse il fattore drento di se: Che farò, mentre il padrone mi leva la fattoria? Non sono buono a zappare: mi vergogno a chiedere la limosina. 4. So ben io quel, che farò, affinchè, quando mi sarà levata la fattoria, vi sia, chi mi ricetti in casa sua. 5. Chiamati pertanto ad uno ad uno i debitori del suo padrone, disse al primo: Di quanto vai tu debitore al mio padrone? 6. E quegli disse: Di cento barili d'olio. Ed ei gli disse: Prendi il tuo chirografo: mettiti a sedere, e scrivi tosto cinquanta. 7. Di poi disse a un altro: E tu di quanto se' debitore? E quegli rispose: di cento staja di grano. Ed ei gli disse: prendi il tuo chirografo, e scrivi ottanta. 8. E il padrone lodò il fattore infedele, perché prudentemente avea operato: imperocché i figliuoli di questo secolo sono nel loro genere più prudenti dei figliuoli della luce.
Lettura Complementare
Gv 15,22-25; 15,27; 16,1-4; 18,2-32
Piano triennale — Anno C
22. Se non fossi venuto, e non avessi parlato loro, non avrebber colpa: ora poi non hanno, onde scusare il loro peccato. 23. Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24. Se non avessi fatto tra di loro opere tali, che nissun altro mai fece, sarebbero senza colpa: ora poi e le hanno vedute, e hanno odiato e me, e il Padre mio. 25. Ma dee adempirsi quella parola scritta nella lor legge: Mi odiarono senza motivo. 27. E voi ancora renderete testimonianza, perché siete meco fin da principio. 1. Ho detto a voi queste cose, affinchè non siate scandalizzati. 2. Vi cacceranno dalle Sinagoghe: anzi verrà tempo, che chi v'ucciderà, si creda di rendere onore a Dio: 3. E vi tratteranno così; perché mi hanno conosciuto né il Padre, né me. 4. Ma vi ho dette queste cose, affinchè venuto quel tempo vi ricordiate, che io ve le ho dette. 2. Or questo luogo era cognito anche a Giuda, il quale lo tradiva: perché frequentemente si era colà portato Gesù co' suoi discepoli. 3. Giuda pertanto avuta una coorte, e de' ministri dai Principi dei sacerdoti, e da' Farisei, andò colà con lanterne, fiaccole, e armi. 4. Ma Gesù, che sapeva tutto quello che doveva accadere sopra di lui, si fece avanti, e disse loro: Di chi cercate voi? 5. Gli risposero: Di Gesù Nazzareno. Disse loro Gesù: Son io. Ed era con essi anche Giuda, il quale lo tradiva. 6. Appena però ebbe detto loro: Son io: dettero indietro, e stramazzaron per terra. 7. Di nuovo adunque domandò loro: Di chi cercate? E quelli dissero: Di Gesù Nazzareno. 8. Rispose Gesù: vi ho detto, che son io: se adunque cercate di me, lasciate, che questi se ne vadano. 9. Affinchè si adempisse la parola detta da lui: Di quelli, che hai dati a me, nissuno ne ho perduto. 10. Ma Simon Pietro, che aveva la spada, la sfoderò: e ferì un servidore del sommo Pontefice: e gli tagliò l'orecchia destra. Questo servitore chiamavasi Malco. 11. Gesù però disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero. Non berrò io il calice datomi dal Padre? 12. La coorte pertanto, e il tribuno, e i ministri de' Giudei afferrarono Gesù, e lo legarono: 13. E lo menarono di là primieramente ad Anna; perché era suocero di Caifa, il quale era Pontefice in quell'anno. 14. Caifa poi era quello, che avea dato per consiglio a' Giudei, che era spediente, che un sol uomo morisse pel popolo. 15. Teneva dietro a Gesù Simone Pietro, e un altro discepolo. E quest'altro discepolo era conosciuto dal Pontefice, ed entro con Gesù nel cortile del Pontefice. 16. Pietro poi restò di fuori alla porta. Ma uscì quell'altro discepolo, che era conosciuto dal Pontefice, e parlò alla portinaja, e fece entrar Pietro. 17. Disse però a Pietro la serva portinaja: Sei forse anche tu dei discepoli di quest'uomo? Ei rispose: Nol sono. 18. Stavano i servi, e i ministri al fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano: e Pietro se nè stava con essi, e si scaldava. 19. Or il Pontefice interrogò Gesù circa i suoi discepoli, e circa la sua dottrina. 20. Gesù gli rispose: Io ho parlato alla gente, in pubblico: Io ho sempre insegnato nella Sinagoga, e nel Tempio, dove si radunano tutti i Giudei, e non ho fatto parola in segreto: 21. Perché interroghi me? Domanda a coloro, che hanno udito quel, che io abbia loro detto: questi sanno, quali cose io abbia dette. 22. Appena ebbe egli detto questo, che uno de' ministri quivi presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi al Pontefice? 23. Risposegli Gesù: Se ho parlato male, dammi accusa di questo male: se bene, perché mi percuoti? 24. Lo aveva dunque mandato Anna legato al sommo Pontefice Caifa. 25. Ed eravi Simon Pietro, che si stava scaldando. A lui dunque dissero: Sei forse anche tu de' suoi discepoli? Egli negò, dicendo: Nol sono. 26. Dissegli uno de' servi del sommo Pontefice, parente di quello, cui Pietro avea tagliato l'orecchia? Non ti ho io veduto nell'orto con lui? 27. Ma Pietro negò di nuovo: e subito cantò il gallo. 28. Condussero adunque Gesù dalla casa di Caifa al pretorio. Ed era di mattino: ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi, affin di mangiare la Pasqua. 29. Uscì adunque fuora Pilato ad essi, e disse: Che accusa presentate voi contro quest'uomo? 30. Gli risposer, e dissero: Se non fosse costui un malfattore, non lo avremmo rimesso nelle tue mani. 31. Disse adunque loro Pilato: Prendetelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. Mai Giudei gli dissero: Non è lecito a noi di dar morte ad alcuno. 32. Affinchè si adempisse la parola detta da Gesù, per significare, di qual morte doveva morire.