Vangelo
Lc 17,20-25
20. Interrogato dipoi da' Farisei, quando fosse per venire il regno di Dio, rispose loro, dicendo: Il regno di Dio non viene con apparato. 21. Né dirassi: Eccolo qui, ovvero eccolo là. Imperocché ecco che il regno di Dio è già in mezzo a voi. 22. E disse a' suoi discepoli: Tempo verrà, che bramerete di vedere uno de' giorni del Figliuolo dell'uomo, e nol vedrete. 23. E vi diranno: Eccolo qua, ovvero eccolo là. Non vi movete, e non tenete lor dietro. 24. Imperocché siccome il lampo sfolgoreggiando da un lato del cielo all'altro sfavilla: così sarà del Figliuolo dell'uomo nella sua giornata. 25. Ma prima bisogna, che egli patisca molto, e sia rigettato da questa generazione.
Lettura Complementare
Sir 15,1-14; 15,21-22; 16,1-31
Piano triennale — Anno B
1. Chi teme Dio farà queste buone cose, e chi esattamente osserva la giustizia, possederà la sapienza, 2. Perocché ella gli anderà incontro qual veneranda madre, e qual vergine sposa lo accoglierà. 3. Lo nudrirà con pane di vita, e di intelligenza, e daragli da bere dell'acqua di saggezza, e di salute, e in lui fisserà sua sede, ed ei sarà stabile: 4. E sarà suo sostegno, ed ei non sarà confuso: ed ella lo farà grande tra' suoi fratelli. 5. Ella aprirà a lui la bocca in mezzo alla adunanza, riempiendolo di spirito di saggezza, e di intelligenza, e lo rivestirà del manto di gloria. 6. Ella gli accumulerà tesoro di consolazione, e di gaudio, e un nome eterno darà a lui in retaggio. 7. Gli uomini stolti non ne faranno acquisto; ma i prudenti le anderanno incontro: gli stolti non la vedranno, perché ella si tien lontana dalla superbia, e dalla frode. 8. I mentitori non faranno menzione di lei; ma gli uomini veritieri si troveranno con lei, e anderanno di bene in meglio fino a veder Dio. 9. Nulla ha di bello la lode in bocca del peccatore. 10. Perocché da Dio è la sapienza, e colla sapienza va di conserva la lode di Dio, la quale empierà la bocca dell'uom fedele, e a lui la ispirerà il Signore. 11. Non istar a dire: da Dio viene, che (la sapienza) lungi si sta. Imperocché non far tu quello, che egli odia. 12. Non istar a dire: egli mi ha indotto in errore: perocché non ha egli bisogno, che vi sia degli uomini empj. 13. Il Signore odia ogni malvagità, la quale non sarà amata nemmen da quelli, che hanno il timore di lui. 14. Dio da principio creò l'uomo, e lasciollo in potere de' suoi consiglj. 21. Egli a nissuno ha comandato di vivere da empio, e a nissuno ha dato un tempo per peccare: 22. Perocché non ama egli di avere molti figliuoli infedeli, e disutili. 1. Non ti rallegrare di aver molti figliuoli, se ei sono cattivi, e non compiacertene, se in essi non è il timor di Dio. 2. Non tener per sicuro, ch'ei vivano, e non fare assegnamento sulle loro fatiche; 3. Perocché è meglio avere un solo figliuolo timorato di Dio, che mille cattivi. 4. E mette più conto il morire senza figliuoli, che lasciarne dei cattivi. 5. Un sol uomo sensato farà, che sia popolata la patria: la nazione degli empj sarà sterminata. 6. Molte di tali cose hanno vedute gli occhi miei, e maggiori di queste ne hanno udite le mie orecchie. 7. Divamperà la fiamma in mezzo alle adunanze de' peccatori, e scoppierà l'ira sopra la nazion degli increduli. 8. Implacabile fu Iddio ai peccati degli antichi giganti, i quali per la presunzione delle loro forze furono annientati. 9. Ed egli non la perdonò all'ospizio di Lot, ed ebbe in esecrazione coloro a motivo delle superbe loro parole. 10. Non ebbe compassione di loro, e distrasse tutta quella nazione superba del suo mal fare. 11. E lo stesso fu di secento mila uomini uniti nell'ostinazione del cuore. Onde se un solo fosse contumace sarebbe cosa mirabile, s'ei restasse impunito. 12. Perocché la misericordia, e l'ira stanno con lui, e può placarsi, e può versare il suo sdegno: 13. Come egli e misericordioso, così ancora punisce: egli giudica l'uomo secondo le opere sue. 14. Non fuggirà il peccatore col suo ladroneccio, e non sarà ritardata all'uom misericordioso la sua espettazione. 15. La piena misericordia preparerà il luogo a ciascheduno secondo il merito delle opere sue, e secondo la saggezza praticata nel suo pellegrinaggio. 16. Non dire: Io mi celerò a Dio, e chi di colassù si metterà in pensiero di me? 17. Nissun mi riconoscerà in sì gran turba: imperocché, che è ella l'anima mia in tale immensità di creature? 18. Ecco, che il cielo, e gli altissimi fieli, e il mar profondo, e la terra tutta, e quanto in essi condensi, a un'occhiata di lui tremeranno. 19. I monti insieme, ed i colli, e ifondamenti della terra, allorché Iddio li rimira, pel terrore si scuotono. 20. E tutte queste cose non v'ha cuor, che le penetri; ma tutti i cuori son veduti da lui: 21. E le vie di lui, e la procella, che non sarà stata da umano occhio veduta, chi è, che l'intenda? 22. Perocché moltissime opere di lui sono occulte: ma le opere di sua giustizia chi può spiegarle? ovver chi potrà sostenerle? perocché i decreti (di Dio) son molto rimoti dall'idee di certuni; ma tutto sarà disaminato nel fine. 23. L'uomo privo di cuore pensa alle inutilità, e l'imprudente, che è fuori di strada, pensa a cose da stolto. 24. Figliuol mio ascoltami, e appara gli insegnamenti della prudenza, e fa attenzione in cuor tuo a' detti miei, 25. Ed io ti esporrò documenti ben ponderati, e ti svelerò l'astrusa saggezza: e fa attenzione in cuor tuo a' detti miei, ed io con retto spirito ti dirò le meraviglie, che Dio sparse nelle opere sue da principio, e la scienza di lui li annunzio secondo la verità. 26. Con saggezza formò Dio da principio le opere sue, e fin dalla lor creazione distinse le loro parti, e le principali di esse secondo le specie loro. 27. Diede alle operazioni loro virtù eterna: non hanno avuto bisogno di ristoro, e non si sono stancate, e non hanno cessato di agire giammai. 28. L'una non darà impaccio all'altra giammai. 29. Non esser tu disubbidiente alle parola di lui. 30. Dopo di questo Iddio mirò la terra, e di beni la ricolmò. 31. Ciò dimostrano tutti gli animali viventi, che sono sulla superficie di essa, e nella terra stessa ritornano.