Lunedì 14 Giugno 2021

Piano di lettura

Lunedì della XI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

2Cor 5,1-10

1. Imperocchè ci è noto, che ove la terrestre casa di questo nostro tabernacolo venga a distogliersi, un edificio abbiamo da Dio, una casa non manofatta, eterna ne' cieli. 2. Imperocché per questo ancor sospiriamo, bramando di essere sopravvestiti del nostro abitacolo, che è celeste: 3. Se però siam trovati non ignudi, ma vestiti. 4. Imperocché noi, che siamo in questo tabernacolo, sospiriamo aggravati: atteso che non vogliamo essere spogliati, ma sopravvestiti; affinchè quello, che è mortale, sia assorto dalla vita. 5. Or colui, che per questo stesso ci formò, è Dio, il quale eziandio ci ha data la caparra dello Spirito. 6. Pieni perciò sempre di fidanza, e conoscendo che mentre siamo nel corpo, siamo lontani dal Signore: 7. (Dappoiché per fede camminiamo, non per visione). 8. Pieni di fidanza abbiamo questa buona volontà di di partirci dal corpo, ed essere presenti al Signore. 9. E per questo con ogni studio cerchiamo di piacere a lui sia come pellegrini, sia come ripatriati. 10. Imperocché è necessario per tutti noi di comparire davanti al tribunale di Cristo, affinchè ciascheduno ne riporti quel, che è dovuto al corpo, secondo che ha fatto o il bene, o il male.

Salmo Responsoriale

Sal 56,1-2.5.10

1. Non mandare in perdizione: iscrizione da mettersi sopra una colonna: a Davidde quando fuggendo Saul si ritirò in una spelonca. Abbi misericordia di me, o Dio, abbi misericordia di me, perché in te confida l'anima mia. E all'ombra dell'ali tue spererò, sino a tanto che passi l'iniquità. 2. Alzerò le mie grida a Dio altissimo, a Dio mio benefattore. 5. Innalza te stesso, o Dio, sopra de' cieli, e la tua gloria per tutta la terra. 10. Imperocché si è innalzata fino a' cieli la tua misericordia, e fino alle nubi la tua verità.

Vangelo

Mt 5,38-42

38. Avete udito, che è stato detto: Occhio per occhio, e dente per dente. 39. Ma io vi dico di non resistere al male: ma a chi ti percuoterà nella destra guancia, presentagli anche l'altra. 40. E a colui, che vuol muoverti lite e toglierti la tua tonaca, cedigli anche il mantello: 41. E se uno ti strascinerà a correre per un miglio, va' con esso anche altre due miglia. 42. Da' a chiunque ti chiede: e non rivolger la faccia da chi vuoi chiederti in prestito qualche cosa.

Lettura Complementare

Ne 7,57-73; 8,13-18; 9,1-38

Piano triennale — Anno B

57. Figliuoli de' servi di Salomone, figliuoli di Sothai, figliuoli di Sophereth, figliuoli di Pharida, 58. Figliuoli di Jahala, figliuoli di Darcon, figliuoli di Jeddel, 59. Figliuoli di Saphatia, figliuoli di Hatil, figliuoli di Phochereth nato da Sabaim figliuolo di Amon. 60. Tutti i Nathinei, e i figli de'servì di Salomone trecento novantadue. 61. Or ecco quelli, che venner da Thelmela, Thelharsa, Cherub, Addon, ed Emmer; ei non poteron far conoscere la casa de' padri loro, e la loro stirpe, né se fossero del popolo d'Israele. 62. Figliuoli di Dalaia, figliuoli di Tobia, figliuoli di Necoda secento quarantadue. 63. E de' sacerdoti, i figliuoli di Habia, i figliuoli di Accos, i figliuoli di Berzellai, il quale sposò una delle figlie di Berzellai di Galaad, e ne prese il nome. 64. Questi cercarono la loro genealogia nel tempo del censo, e non la trovarono, e furon rigettati dal sacerdozio. 65. E Athersatha disse loro, che non mangiassero delle carni santificate, sino a tanto che venisse un sacerdote dotto, e illuminato. 66. Tutta questa gente, come un sol'uomo, quarantadue mila trecento sessanta, 67. Non contati i servi, e le serve che erano sette mila trecento trentasette; e tra questi dugento quarantacinque cantori, e cantatrici: 68. I loro cavalli settecento trentasei: i muli dugento quarantacinque: 69. I loro cammelli quattrocento trentacinque: gli asini sei mila settecento venti. 70. Or alcuni dei capi delle famiglie contribuirono pei lavori. Athersatha mise nel tesoro mille dramme di oro, cinquecento coppe, e cinquecento trenta tonache sacerdotali. 71. E un numero di capi delle famiglie misero nel tesoro dei lavori venti mila dramme di oro, e duemila dugento mine di argento. 72. E quel, che diede il resto del popolo, fu venti mila dramme di oro, e due mila mine di argento, e sessantasette tonache sacerdotali. 73. E i sacerdoti, e i Leviti, e i portinai, e i cantori, e tutto il popolo, e i Nathinei e tutto Israele abitavano ciascuno nella sua città. 13. E il secondo giorno si congregarono i capi delle famiglie di tutto il popolo, i sacerdoti, e i Leviti presso Esdra scriba, affinchè esponesse loro le parole della legge. 14. E trovarono scritto nel libro della legge, come il Signore aveva ordinato per bocca di Mosè, che i figliuoli d'Israele abitino sotto le tende nel dì solenne del settimo mese: 15. E che si bandisca, e si divulghi per tutte le loro città, e in Gerusalemme, e si dica: Andate al monte, e portate rami d'ulivo, e rami delle più belle piante, e rami di mirto, e rami di palme, e rami di ogni albero ombroso, affinchè si facciano i tabernacoli, come sta scritto. 16. E il popolo andò, e portò (i rami). E si fecero ciascuno il suo tabernacolo sul solaio, e ne' loro atrj, e negli atrj della casa di Dio, e sulla piazza della porta delle acque, e sulla piazza della porta di Ephraim. 17. E tutta la moltitudine di quei, che eran tornati dalla cattività, si formò i suoi tabernacoli, e dimoraron nei tabernacoli: e i figliuoli d'Israele non avean fatto tanto dal tempo di Giosuè figliuolo di Nun. E l'allegrezza fu stragrande. 18. Or (Esdra) lesse nel libro della legge per ciascun dì, dal primo dì fino all'ultimo: e celebraron la festa per sette giorni, e l'ottavo dì la raunata secondo il rito. 1. Ma il dì ventiquattro di quel mese i figliuoli d'Israele si raunarono, osservando il digiuno, vestiti di sacco, e coperti di terra. 2. E la stirpe de' figliuoli d'Israele fu separata da tutti i figliuoli stranieri: e stando dinanzi al Signore confessavano i loro peccati, e le iniquità de' padri loro. 3. E si alzarono in piedi: e fu fatta la lettura del libro della legge del Signore Dio loro quattro volte il giorno, e quattro volte lodavano, e adoravano il Signore Dio loro. 4. E salirono al posto de' Leviti, Josuè, e Bani, e Cedmihel, Sabania, Bonni, Sarebia, Bani, e Chanani, e ad alta voce gridarono al Signore Dio loro. 5. E questi Leviti, Josuè, e Cedmihel, Bonni, Hasebnia, Serebia, Odaia, Sebnia, Phathathia, dissero: Alzatevi; benedite il Signore Dio vostro (che è) ab eterno, e in eterno: e sia benedetto l'eccelso nome tuo con ogni benedizione, e laude. 6. Tu stesso, o Signore, tu solo facesti il cielo, e il cielo de' cieli, e tutta la loro milizia: la terra, e tutto quello, che in essa contiensi: i mari, e tutto quel ch'ei comprendono: e a tutte queste cose dai vita, e ti adora l'esercito celestiale. 7. Fosti tu, o Signore Dio, che eleggesti Abramo, e lo traesti dal fuoco de' Caldei, e gli desti il nome di Abrahamo. 8. E conoscesti, come il suo cuore era fedele dinanzi a te: e facesti alleanza con lui, per dare a lui, e alla sua stirpe la terra de' Chananei, degli Hethei, e Amorrhei, e Pherezei, e Jebusei, e Geragezei: e adempisti la tua parola, perchè tu se'giusto. 9. E mirasti l'afflizione de' padri nostri in Egitto: e udisti le loro grida presso al mar rosso. 10. E facesti segni, e prodigj sopra Pharaone, e sopra tutti i suoi servi, e sopra tutto il popolo di quel paese: perocché tu sapevi, com' eglino ci avean trattati superbamente: e ti facesti il nome, quale tu hai anche in oggi. 11. E apristi il mare dinanzi ad essi, e passaron per mezzo al mare asciutto: e i loro persecutori gettasti nell'abisso, come pietra che cade in acqua profonda. 12. E fosti loro condottiere in una colonna di nube il giorno, e in una colonna di fuoco la notte, affinchè vedessero la strada, per cui camminare. 13. Scendesti ancora sul monte del Sinai, e con essi parlasti dal cielo, e desti loro de' precetti di giustizia, e una legge di verità, e cerimonie, e comandamenti buoni. 14. E facesti loro conoscere il santo tuo sabato, e i tuoi insegnamenti, e le tue cerimonie, e la legge intimasti loro per mezzo di Mosè tuo servo. 15. E desti anche ad essi pane dal cielo, quand'erano affamati, e quando ebber sete, facesti scaturire acqua da un masso; e dicesti loro, che entrassero al possesso della terra, cui tu, alzata la mano, avevi promesso di dare ad essi. 16. Ma eglino, e i padri nostri operarono con superbia, e induraron le loro cervici, e non ascoltarono i tuoi comandamenti. 17. E non vollero intendere, e si scordarono delle mirabili cose fatte da te a pro loro. E induraron le loro cervici, e si fissero in testa di tornare alla loro schiavitù, quasi per contender (con te.) Ma tu Dio buono, clemente, e misericordioso, paziente, e di molta benignità, non gli abbandonasti, 18. Neppur quando si fecero quel vitello di getto, e dissero: Questo (o Israele) è il tuo Dio, che ti ha tratto dall'Egitto: e commisero bestemmie grandi. 19. Ma tu, perchè grandi sono le tue misericordie, non li lasciasti nel deserto: la colonna della nube, che mostrava loro la strada, non fu sottratta ad essi di giorno, né la colonna di fuoco, da cui eran guidati la notte nel loro viaggio. 20. E desti loro per maestro il tuo spirito buono, e non togliesti loro di bocca la tua manna, e assetati ebbero acqua da te. 21. Per quarant'anni li pascesti nel deserto, e nulla ad essi mancò: le loro vesti non invecchiarono, e i loro piedi non si logorarono. 22. E desti in dominio loro i regni, e i popoli, e desti loro a sorte le loro porzioni: ed ei divennero padroni della terra di Sehon, e della terra del re Hesebon, e della terra di Og re di Basan. 23. E moltiplicasti i loro figliuoli, come le stelle del cielo, e li collocasti nel paese, in cui avevi detto a' padri loro di fargli entrare per averne il dominio. 24. E i figliuoli vennero, e occuparono questa terra, e umiliasti dinanzi a loro i Chananei abitatori della medesima terra, e li desti in loro potere, coi loro re, e coi popoli del paese, affinchè li trattassero, come loro piaceva. 25. Ed ei si fecero padroni delle città forti, e di un grasso paese, e occuparon le case piene a ogni bene: le cisterne fatte da altri, le vigne, e gli uliveti, e le piante fruttifere in gran numero, e mangiarono, e si saziarono, e ingrassarono, e nuotarono nelle delizie, mercè della tua bontà grande. 26. Ma eglino ti provocarono ad ira, e si ritiraron da te, e si gettarono la tua legge dietro alle spalle: e uccisero i tuoi profeti, i quali gli scongiuravano, che tornassero a te: e diedero in gran di bestemmie. 27. E tu li desti in potere de' loro nemici, i quali gli oppressero. E nel tempo della loro tribolazione alzaron le grida a te, e tu udisti dal cielo, e nella molta tua misericordia concedesti loro dei salvatori, che li liberassero dalle mani de' loro nemici. 28. E quand'ebber riposo, tornarono a fare il male dinanzi a te: e tu gli abbandonasti in potere de' loro nemici, i quali li dominarono. E si rivolsero, e alzaron le grida verso di te: e tu dal cielo gli esaudisti, e mercè delle tue misericordie, molte volte li liberasti; 29. E gli esortasti a ritornare alla tua legge. Ma eglino operaron superbamente, e non ascoltarono i tuoi comandamenti, nell'adempimento de' quali l'uomo trova la vita: ed ei voltaron le spalle, e indurarono le loro cervici, e non diedero retta. 30. E pazientasti con essi per molti anni, e gli ammonisti per mezzo del tuo spirito per bocca de' tuoi profeti: ed essi non ascoltarono, e tu li desti in balia dei popoli delle genti. 31. Ma per le tue misericordie, che sono moltissime, tu non li volesti consunti, ne gli abbandonasti: perchè tu se' un Dio di benignità, e di clemenza. 32. Adesso adunque, Dio nostro grande, forte, e terribile, che mantieni il patto, e la misericordia, non voler porre in non cale tutti que' mali, che sono caduti addosso a noi, ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri sacerdoti, ai nostri profeti, e ai padri nostri, e a tutto il tuo popolo dal tempo del re di Assur fin a questo di. 33. Or giusto se' tu in tutti quei mali, che sono piovuti sopra di noi: perocché tu hai fatta giustizia, ma noi abbiamo operato empiamente. 34. I nostri re, i nostri principi, i nostri sacerdoti, e i padri nostri non adempirono la tua legge, e non ubbidirono a' tuoi comandamenti, e agli ordini, che tu avevi loro intimati. 35. Ed eglino mentre regnavano, e godevano dei molti beni dati loro da te, e di questa terra grassa, e spaziosa, di cui tu avevi conceduta loro la padronanza, non servirono a te, e non si convertirono dalle pessime loro inclinazioni. 36. Ecco che noi medesimi oggi dì siamo servi; e nella terra data da te a' padri nostri, perchè mangiassero il suo pane, e i suoi frutti, in essa noi stessi siamo servi. 37. E le sue biade moltiplicano in pro dei regi, ai quali tu ci hai sottoposti pe' nostri peccati; ei sono padroni de' nostri corpi, e de' nostri giumenti a lor talento; e noi siamo in grande afflizione. 38. A riflesso di tutte queste cose pertanto noi stessi facciamo per iscritto il patto, e lo sottoscrivono i nostri capi, i nostri Leviti, e i nostri sacerdoti.