1. Ma il serpente era il più astuto di tutti gli animali della terra fatti dal Signore Dio. Questi disse alla donna: Per qual motivo comandovvi Iddio, che non di tutte le piante del paradiso mangiaste i frutti? 2. Cui rispose la donna: Del frutto delle piante, che sono nel paradiso, noi ne mangiamo: 3. Ma del frutto dell'albero, che è nel mezzo del paradiso, ci ordinò il Signore di non mangiare, e di non toccare, affinché per disgrazia noi non abbiamo a morire. 4. Ma il serpente disse alla donna: Assolutamente voi non morrete. 5. Imperocché sa Dio, che in qualunque tempo ne mangerete, si apriranno i vostri occhi: e sarete come Dei, conoscitori del bene, e del male. 6. Vide adunque la donna, che il frutto dell'albero era buono a mangiarsi, e bello a vedere, e appetitoso all'aspetto: e colse il frutto, e mangiollo; e ne diede a suo marito, il quale ne mangiò. 7. E si apersero gli occhi ad ambedue: ed avendo conosciuto, che erano ignudi cucirono delle foglie di fico, e se ne fecero delle cinture. 8. E avendo udita la voce del Signore Dio, che camminava nel paradiso nel tempo, che levasi il vento dopo il mezzodì, si nascose Adamo, e la sua moglie alla vista del Signore in mezzo agli alberi del paradiso.
Salmo Responsoriale
Sal 31,1-2.5-7
1. Dello stesso Davidde, salmo di intelligenza. Beati coloro, ai quali sono state rimesse le iniquità, e i peccati, de' quali sono stati ricoperti. 2. Beato l'uomo, cui Dio non imputò peccato, e nello spirito di lui simulazione non è. 5. A te il delitto mio feci noto, e non tenni ascosa la mia ingiustizia. Io dissi: Confesserò contro di me stesso al Signore la mia ingiustizia, e tu mi rimettesti l'empietà del mio peccato. 6. Per questo porgerà preghiere a te ogni uomo santo nel tempo opportuno. Certo, che quando inonderanno le grandi acque a lui non si accosteranno. 7. Tu se' mio asilo nella tribolazione, da cui son circondato: tu mia letizia, liberami da coloro, che mi assediano.
Vangelo
Mc 7,31-37
31. E tornato indietro dai confini di Tiro, andò per Sidone verso il mare di Galilea, traversando il territorio della Decapoli. 32. E gli fu presentato un uomo sordo, e mutolo, e lo supplicarono a imporrli la mano. 33. Ed egli, trattolo in disparte dalla folla, gli mise le sue dita nelle orecchie, e colle sputò toccò la sua lingua: 34. E alzati gli occhi verso del cielo, sospirò, e dissegli: Ephapheta, che vuol dire, apriti. 35. E immediatamente se gli aprirono le orecchie, e si sciolse il nodo della sua lingua, e parlava distintamente. 36. Ed egli ordinò loro di non dirlo a nissuno. Ma per quanto loro lo comandasse, tanto più lo celebravano: 37. E tanto più ne restavano ammirati, e dicevano: Ha fatto bene tutte le cose: ha fatto, che odano i sordi, e i mutoli favellino.
Lettura Complementare
Gb 33,1-33
Piano triennale — Anno B
1. Ascolta adunque, o Giobbe, il mio ragionare, e pon mente a tutte le mie parole. 2. Apro adesso la mia bocca, la mia lingua articola le voci sotto del mio palato. 3. I miei parlari verranno da cuore schietto, e le mie labbra proferiranno sentimenti di verità. 4. Lo spirito di Dio mi creò, e il soffio dell'Onnipotente mi diede la vita. 5. Rispondimi se potrai, e contraddicimi in faccia. 6. Tu vedi, che me come te fece Dio, e che io pure fui formato del medesimo fango. 7. Ma i miei prodigj non ti recheranno terrore, né ti sbalordirà la mia eloquenza. 8. Tu adunque di mia sentita dicesti, e il suono di queste parole fu udito da me: 9. Mondo son io, e senza reato; immacolato, e scevro di iniquità. 10. Perché ha trovate querele contro di me, per questo mi ha riguardata come suo nimico. 11. Ha posti ne' ceppi i miei piedi ha osservati tutti imiei andamenti. 12. In questo adunque tu non se' stato giusto: io ti risponderò, che Dio è più grande dell'uomo. 13. Con lui tu vieni a contesa, perché egli non ha risposto a tutte le tue parole? 14. Dio parla una volta, e la stessa cosa non ripete due volte. 15. In sogno, con notturne visioni, quando gli uomini vinti dal sonno riposano ne' loro letti, 16. Allora egli apre agli uomini le orecchie, e gli istruisce, e li corregge, 17. Per ritrar l'uomo da quel ch'ei fa, e liberarlo dalla superbia: 18. Salvando l'anima di lui dalla corruzione, e la sua vita dal taglio della spada. 19. Egli parimente lo corregge nel letto co' dolori, e fa marcir le sue ossa. 20. In questo suo stato egli ha in orrore il pane, e il cibo una volta si grato al suo appetito. 21. La carne di lui si va consumando, e le ossa prima ascose rimangono scoperte. 22. Egli si avvicina alla corruzione, e la sua vita da tutti i segni di morte. 23. Se uno delle migliaia di Angeli per lui parlerà, e lo istruirà de' doveri dell'uomo, 24. Egli avrà compassione di lui, e dirà: Salvalo dal cadere nella corruzione: ho trovato motivo onde averne pietà. 25. La sua carne è stata consunta dai malori: ch'ei ritorni come ne' giorni di sua giovinezza. 26. Egli porgerà a Dio sue preghiere; e questi con lui si placherà, è con lieta faccia lo mirerà, e renderà all'uomo la sua giustizia. 27. E rivolto agli uomini dirà egli: Io peccai, e prevaricai veramente, e non fui punito com'io meritava. 28. Egli ha liberata l'anima sua dal cader nella morte, e viverà, e goderà della luce: 29. Così Dio tutte queste cose fa per tre volte con ciascheduno: 30. Per richiamare le anime loro dalla corruzione, e rischiararle colla luce de' viventi. 31. Pon mente, o Giobbe, e ascoltami, e taci mentre io parlo. 32. Che se qualche cosa hai da dire rispondimi, e parla; perocché io desidero, che tu comparisca giusto. 33. Ma se non hai nulla, ascoltami: taci, e ti insegnerò la saggezza.