Venerdì 29 Gennaio 2021

Piano di lettura

Venerdì della III settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Eb 10,32-39

32. Richiamate alla memoria quei primi giorni, ne' quali essendo stati illuminati, sosteneste conflitto grande di patimenti. 33. Ed ora divenuti spettacolo di obbrobrio, e di tribolazione: ora fatti compagni di coloro, che erano in tale stato. 34. Imperocché e foste compassione voli verso de' carcerati, e con gaudio accettaste la rapina de' vostri beni, conoscendo di avere migliori, e durevoli sostanze. 35. Non vogliate adunque far getto della vostra fidanza, la quale ha una gran ricompensa. 36. Imperocché necessaria è a voi la pazienza: affinchè facendo la volontà di Dio, entriate al possesso delle promesse. 37. Imperocché ancora un tantino, e quegli, che dee venire, verrà, e non tarderà. 38. Ma il mio giusto vive di fede: che se si ritirerà indietro, non sarà accetto all'anima mia. 39. Ma noi non siamo da tirarci indietro per perderci, ma fedeli per far acquisto dell'anima.

Salmo Responsoriale

Sal 36,3-6.23-24.39-40

3. Spera nel Signore, ed opera il bene, e abiterai la terra, e sarai pasciuto di sue ricchezze. 4. Metti la tua consolazione nel Signore, ed ei ti darà quello, che il tuo cuore domanda. 5. Esponi al Signore il suo stato, e in lui confida, e farà egli. 6. E renderà manifesta come la luce, la tua giustizia, e la tua virtù come il mezzodì: 23. Dal Signore saran diretti i passi dell'uomo, e le sue vie saranno approvate da lui. 24. Se egli cadrà non sarà infranto, perché il Signore pone sotto di lui la sua mano. 39. La salute de' giusti vien dal Signore, ed egli è lor protettore nel tempo della tribolazione. 40. E il Signore gli aiuterà, e gli libererà, e li trarrà dalle mani de' peccatori, e li salverà, perché in lui hanno sperato.

Vangelo

Mc 4,26-34

26. Diceva ancora: Il regno di Dio è, come se uno getta il seme sopra la terra. 27. E dorme, e si alza notte, e dì: e il seme barbica, e cresce, mentr'ei noi sa, 28. Imperocché la terra da se stessa produce prima l'erba, poi la spiga, indi nella spiga il pieno frumento. 29. E formato che sia il frutto, tosto vi si mette la falce, perché è tempo di messe. 30. E diceva ancora: A qual cosa assomiglieremo noi il regno di Dio? o con qual parabola lo figureremo? 31. Egli è come un granello di senapa, il quale, quando si semina in terra, è il minimo di tutti i semi, che sono al mondo. 32. Ma seminato che è, si innalza, e diventa maggiore di tutti i legami, e fa gran rami; dimodoché gli uccelli dell'aria all'ombra di lui possono allargare. 33. E spiegava loro la parola con molte di queste parabole, secondo che potevano udire: 34. E non parlava a loro senza parabole; ma a solo a solo il tutto sponeva a' suoi discepoli.

Lettura Complementare

Gb 19,1-20; 19,28-29; 20,1-29

Piano triennale — Anno B

1. Ma Giobbe rispose, e disse: 2. Sino a quando affliggerete voi l'anima mia, e mi struggerete co' vostri ragionamenti? 3. Ecco che per la decima volta voi mi svergognate, e non avete rossore di opprimermi. 4. Certamente quando io sia nell'ignoranza, l'ignoranza mia resterà con me. 5. Ma voi vi alzate contro di me, e mi rimproverate le mie umiliazioni. 6. Almeno adesso intendete, che Dio non per effetto di suo retto giudicio mi ha afflitto, e mi ha investito co' suoi flagelli. 7. Se violentato ad alta voce io mi querelo, nissuno ascolta, e se getto strida nissuno mi fa ragione. 8. Egli mi ha serrata da tutte parti la strada, onde non ho passaggio, ed ha ingombrato di tenebre il mio cammino. 9. Mi ha spogliato della mia gloria, e mi ha levata di capo la mia corona. 10. Egli d'ogni parte mi strugge, ed io perisco, ed ogni speranza a me toglie come a pianta che è sradicata. 11. Il suo furore arde contro di me, ed ei mi ha trattato come nemico. 12. Son venute tutte insieme le sue milizie, e si sono fatta strada sopra di me, ed hanno assediata la mia casa da ogni lato. 13. Ha tenuti lungi da me i miei fratelli, e i miei familiari si son ritirati da me quasi fossero estranei. 14. I miei parenti mi han lasciato in abbandono, e chiunque mi conosceva si è scordato di me. 15. Quelli che nella casa mia abitavano, e le mie serve, mi han riguardato, come uomo non più veduto, e agli occhi loro comparisco come straniero. 16. Chiamai il mio servo, e non mi rispose, benché di propria bocca il pregassi. 17. La mia moglie ha avuto a schifo il mio alito; e a' miei figliuoli lo porgeva preghiere. 18. Gli stolti ancora mi dispregiavano, e dietro alle mie spalle sparlavan di me. 19. Quelli che erano una volta miei consiglieri mi hanno in abominio, e l'amico più caro mi ha voltato le spalle. 20. Le ossa mie, consunte le carni, stanno attaccate alla pelle, e le sole labbra sono rimase attorno a' miei denti. 28. Perché adunque dite voi ora: Perseguitiamolo, e attacchiamoci alle sue parole per accusarlo? 29. Fuggite adunque il lampeggiar della spada; perocché spada vi è ultrice delle iniquità: sappiate che v'ha un giudizio. 1. Sophar di Naamath rispose, e disse: 2. Per questo varj pensieri mi nascono l'un dopo l'altro, e la mia mente è portata or in questa, or in quella parte. 3. Ascolterò gli insegnamenti, co' quali tu mi correggi, e lo spirito di intelligenza, che ho, risponderà per me. 4. Questo io so, che fin da principio dacché l'uomo fu posto sopra la terra, 5. Breve fu la gloria degli empj, e il gaudio dell'ipocrita fu come di un istante. 6. Se fino al ciclo si alzerà la sua superbia, e la testa di lui toccherà le nubi, 7. Sarà egli alla fine gettato via come sterco, e quelli che l'aveano veduto diranno: Colui dov'è? 8. Qual sogno che se ne vola noi troveranno; sparirà come notturno fantasma. 9. Gli occhi che l'aveano veduto più noi vedranno, né più lo vedrà in luogo che fu sua stanza. 10. I suoi figliuoli saran consunti dalla miseria, e le sue mani renderanno a lui il dolor meritato. 11. Le ossa di lui saranno imbevute de' vizj di sua giovinezza, i quali giaceran con lui nella polvere. 12. Perocché quando il male al palato di lui sarà riuscito dolce, egli la nasconderà sotto della sua lingua, 13. E lo terrà caro, e noi lascerà, e lo riterrà nelle sue fauci. 14. Questo suo pane interiormente nel sen di lui si cangerà in fiele di aspidi. 15. Ei vomiterà le ricchezze che divorò, e Dio le estrarrà dal suo ventre. 16. Ei succhierà il capo degli aspidi, e la lingua della vipera l'ucciderà. 17. Non vegga egli mai le correnti di un fiume, nè i torrenti di miele, e di latte. 18. Pagherà il fio di tutto quello, che ha fatto, né però sarà egli consunto: proporzionate alla moltitudine de' suoi delitti saran le sue pene. 19. Perocché egli oppresse, e spogliò i poveri, saccheggiò la casa ch'ei non aveva edificata. 20. E il ventre di lui fu insaziabile, e quando avrà tutta quello, ch'ei bramava non potrà ritenerne il possesso. 21. Nulla è rimaso a lui da mangiare, e nulla resterà de' suoi beni. 22. Quand'egli sarà, satollo si troverà in istrettezze; proverà grandi ardori, e ogni sorta di dolore sopra di lui piomberà. 23. Finisca di empiersi il ventre di lui, affinchè Dio scagli contro di lui l'ira sua furibonda, e piova sopra di lui le sue vendette. 24. Fuggirà la spada di ferro, e intopperà nell'arco di bronzo. 25. La spada sguainata, e cavata dal fodero è vibrata a recar amarezza; le aure anderanno, e verranno sopra di lui. 26. Tutto è tenebroso colà dov' ei si nasconde, lo divorerà un fuoco che non alluma: s'ei resterà ancora nella sua tenda, sarà in miseria. 27. I cieli riveleranno la sua iniquità, e la terra porterà testimonianza contro di lui. 28. Saranno spersi i rampolli di sua famiglia, saranno gettati a terra nel giorno dell'ira di Dio. 29. Tale è la sorte serbata all'empio da Dio, e tale è la mercede che renderà il Signore all'opere di lui.