1. Temiamo adunque, che per disgrazia abbandonata la promessa di entrare nella requie di lui, si trovi alcuno di voi restar indietro. 2. Imperocché noi pure abbiam ricevuto la buona novella, come anche quelli. Ma non giovò loro la parola udita, non contemperata con la fede delle cose udite. 3. Imperocché entreremo nella requie noi, che abbiamo creduto; conforme disse: come giurai nel mio sdegno: non entreranno nella mia requie e certamente compiute le opere dopo la fondazione del mondo. 4. Imperocché parlò egli del settimo giorno in un luogo in tal guisa: e si riposò Iddio il settimo giorno da tutte le opere sue. 5. E qui pure: non entreranno nella mia requie. 11. Affrettiamci adunque di entrare in quella requie: affinchè alcuno non cada in simile esempio di incredulità.
Salmo Responsoriale
Sal 77,3-4.6-8
3. Le quali furono da noi udite, e intese, e a noi le narrarono i padri nostri. 4. E questi non le tenner ascose a' loro figliuoli, e alla seguente generazione. Narrando le lodi del Signore, e le opere potenti, e le meraviglie fatte da lui. 6. Le quali cose comandò egli a' padri, che facessero sapere a' loro figliuoli, affinchè la seguente generazione le sappia. E i figliuoli, che nasceranno, e verranno alla luce le racconteranno a' proprj figliuoli, 7. Affinchè questi in Dio pongano la loro speranza, e non si scordino delle opere di Dio, e custodiscano i suoi comandamenti. 8. Affinchè non siano quali i padri loro, generazione prava, e ribelle: Generazione, che non ebbe cuor retto, e della quale lo spirito non fu fisso in Dio.
Vangelo
Mc 2,1-12
1. E alcuni giorni dopo entrò nuovamente in Cafarnaum. 2. E si riseppe, ch'egli era nella casa, e si radunò molta gente; dimodoché non capivano nemmeno nello spazio d'intorno alla porta: e predicava loro la parola. 3. E venner da lui alcuni, che conducevano un paralitico portato da quattro persone. 4. E non potendo presentarglielo per la folla, scoprirono il palco dalla parte, dov'egli stava: e fatta un'apertura, calarono il lettuccio, nel quale giaceva il paralitico. 5. E Gesù veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, ti son rimessi i tuoi peccati. 6. Eran ivi a sedere alcuni degli Scribi, i quali andavano discorrendo in cuor loro: 7. Perché così parla costui? egli bestemmia. Chi può perdonare i peccati, fuorichè il solo Dio? 8. Ma avendo subito Gesù col suo spirito conosciuto, che in tal modo la discorrevano dentro di se, disse loro: Per qual motivo tali cose andate ruminando ne' vostri cuori? 9. Che cosa è più facile, il dire al paralitico: ti son rimessi i tuoi peccati: oppure il dire: Alzati, prendi il tuo letticciuolo e cammina? 10. Or affinchè voi sappiate, che il Figliuol dell'uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati, (disse al paralitico): 11. Dico a te: Sorgi, prendi il tuo letticciuolo, e vattene a casa tua. 12. E immantinenti quegli si alzò: e preso il suo letticciuolo a vista di tutti, se ne andò; talmente che tutti restarono stupefatti, e glorificaron Dio, dicendo: Non mai abbiam visto simil cosa.
Lettura Complementare
Gb 5,1-27
Piano triennale — Anno B
1. Chiama adunque, se v'ha alcuno, che ti risponda, e ricorri ad alcuno dei santi. 2. Veramente lo stolto è messo a morte dall'ira, e il piccolo è ucciso dall'invidia. 3. Vidi io un insensato aver messe sode radici, e subito maledissi la sua appariscenza. 4. I suoi figliuoli saran lontani dalla salute, e saran calpestati alla porta, e non troveranno liberatore. 5. Le sue messi saran divorate da un affamato, ed ei sarà condotto via dagli armati, e uomini assetati sorbiranno le sue ricchezze. 6. Nissuna cosa si fa sulla terra senza cagione, e gli affanni non germogliano dal terreno. 7. Nasce l'uomo ai travagli, come al volo gli uccelli. 8. Per la qual cosa io pregherò il Signore, e a lui rivolgerò le mie parole, 9. Il quale fa cose grandi, e imperscrutabili, e mirabili senza numero: 10. Che manda la pioggia sulla faccia della terra, e tutte le cose innaffia colle acque, 11. Che in alto pone que' che erano al basso; e gli afflitti rincora colla salute: 12. Che dissipa le brame de' maligni, affinché non conducano a fine le mani loro quel che aveano cominciato: 13. Che nella loro astuzia impiglia i sapienti, e sperde i disegni de' cattivi: 14. In pieno giorno si troveran nelle tenebre, e nel meriggio andran tentoni come di notte. 15. Ma egli salverà il meschino dalla spada della lor bocca, e il povero dalle mani dell'uom violento. 16. E il meschino avrà speranza, o l'iniquità chiuderà la sua bocca. 17. Beato l'uomo, cui Dio corregge: non disprezzar tu adunque la riprensione del Signore: 18. Perocché egli ferisce, e fascia la piaga, percuote, e medica di sua mano. 19. Alle sei tribolazioni egli ti libererà, e alla settima il male non ti toccherà. 20. Egli nella fame ti salverà dalla morte, e dalla spada in tempo di guerra. 21. Sarai messo in sicuro dal flagello di lingua rea, e quando venga calamità, non ne avrai paura. 22. Nelle desolazioni, e nelle carestie tu riderai, e non temerai le fiere selvagge. 23. Le pietre stesse de' campi ti averanno rispetto, e le bestie selvagge mariteranno pace con te. 24. E vedrai regnar la pace nel tuo padiglione, e nel governar la tua bella casa non commetterai mancamento. 25. Vedrai eziandio come numerosa sarà la tua stirpe, e la tua discendenza come l'erba dei campi. 26. Pieno di anni entrerai nel sepolcro, come si rinchiude a suo tempo una massa di grano. 27. Or quello che noi abbiamo esposto è così: tu che hai ascoltato, ripensavi.