30. Il perverso disegno si rivolgerà in danno di chi lo ordisce, ed ei non saprà donde il male gli venga. 31. Gli scherni, e gli improperj sono de' superbi, e la vendetta qual lione il sorprenderà. 32. Periranno nel laccio quelli, che si rallegrano della caduta de' giusti, e il dolore gli struggerà prima, che muojano. 33. L'ira, e il furore con l'una, e l'altro da aversi in esecrazione, e l'uom peccatore li avrà Seco. 1. Chi vuol vendicarsi, proverà le vendette del Signore, il quale terrà esatto conto de' suoi peccati. 2. Perdona al prossimo tuo, che ti ha fatto torto, e allora pregando tu ti saran rimessi i peccati tuoi. 3. Un uomo cova lo sdegno contro di un uomo, e domanda a Dio guarigione! 4. Egli non usa misericordia verso di un uomo simile a se, e chiede perdono de' suoi peccati? 5. Egli, che è carne cova l'ira e chiede che Dio gli sia propizio? Chi espierà i suoi peccati? 6. Ricordati delle ultime cose, e deponi le nimicizie. 7. Perocché la corruzione, e la morte sono intimate ne' comandamenti del Signore.
Salmo Responsoriale
Sal 102,1-4.9-12
1. Dello stesso Davidde. Benedici, o anima mia il Signore, e tutte le mie interiora (benedicano) il nome santo di lui. 2. Benedici, o anima mia il Signore, e non volere scordarti d'alcuno de' suoi benefizj. 3. Egli, che perdona tutte le tue iniquità, che tutte sana le tue infermità. 4. Che riscatta la tua vita da morte: e di misericordie ti circonda, e di grazie. 9. Non sarà irato per sempre, e non minaccierà eternamente. 10. Non ha fatto a noi secondo i nostri peccati, nè ci ha data retribuzione secondo le nostre iniquità. 11. Imperocché quanto è alto il cielo dalla terra, tanto egli ha fatta grande la sua misericordia verso di quei, che lo temono. 12. Quanto è lontano l'Oriente dall'Occidente, tanto egli ha rimossi da noi i nostri peccati.
Seconda Lettura
Rm 14,7-9
7. Imperocché niuno di noi per se medesimo vive, e niuno per se muore. 8. Imperocché se viviamo, viviamo per il padrone: se muoiamo, muoiamo per il padrone. O muoiamo adunque, o viviamo, siamo del padrone. 9. Imperocché Cristo ed è morto, ed è risuscitato, alfine di essere Signore dei vivi, e de' morti.
Vangelo
Mt 18,21-35
21. Allora accostatosi a lui Pietro gli disse: Signore, fino a quante volte peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte? 22. Gesù gli rispose: Non ti dico fino a sette volte; ma fino a settanta volte sette volte. 23. Per questo il regno de' cieli si assomiglia ad un re, il quale volle fare i conti co' suoi servi. 24. E avendo principiato a riveder la ragione, gli fu presentato uno, che gli andava debitore di dieci mila talenti. 25. E non avendo costui il modo di pagare, comandò il padrone, che fosse venduto lui, e sua moglie, e i figliuoli, e quanto aveva, e si saldasse il debito, 26. Ma il servo prostrato lo supplicava cui dire: Abbi meco pazienza, e ti soddisfarò interamente. 27. Mosso il padrone a pietà di quel servo lo liberò condonandogli il debito. 28. Ma partito di li il servo trovò uno de' suoi conservi, che gli doveva cento danari: e presolo per la gola, lo strozzava dicendo: Pagami quello, che devi. 29. E il conservo prostrato ai suoi piedi lo supplicava, dicendo: Abbi meco pazienza, e io ti soddisfarò interamente. 30. Ma quegli non volle; e andò a farlo mettere in prigione, fino a tanto che l'avesse soddisfatto. 31. Ma avendo gli altri conservi veduto tal fatto, grandemente se ne attristarono: e andarono, e riferirono al padrone tutta quel, che era avvenuto. 32. Allora il padrone lo chiamò a se, e gli disse: Servo iniquo, io ti ho condonato tutto quel debito, perché ti sei a me raccomandato: 33. Non dovevi adunque anche tu aver pietà d'un tuo conservo, come io ho avuto pietà di te? 34. E sdegnato il padrone lo dette in mano de' carnefici, perfino a tanto che avesse pagato tutto il debito. 35. Nella stessa guisa farà con voi il mio Padre celeste, se di cuore non perdonerete ciascheduno al proprio fratello.