Mt 1,16Giacobbe generò Giuseppe, sposo di Maria: della quale nacque Gesù chiamato il Cristo.
Mt 1,17Da Abramo dunque sino a Davidde sono in tutto quattordici generazioni: da Davidde sino alla trasmigrazione di Babilonia quattordici generazioni: e dalla trasmigrazione di Babilonia sino a Cristo quattordici generazioni.
Mt 1,18La nascita di Gesù Cristo fu in questo modo. Essendo stata la madre di lui Maria sposata a Giuseppe, si scoperse gravida di Spirito santo, prima che stessero insieme.
Mt 1,19Or Giuseppe marito di lei, essendo uomo giusto, e non volendo esporla all'infamia, prese consiglio di segretamente rimandarla.
Mt 1,20Ma, mentre egli stava in questo pensiero, un Angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuolo di Davidde, non temere di prendere Maria tua consorte: imperocché ciò, che in essa è stato conceputo, è dallo Spirito santo.
Mt 1,21Ella partorirà un figliuolo, cui tu porrai nome Gesù; imperocché ei sarà, che libererà il suo popolo da' suoi peccati.
Mt 1,22Tutto questo segui, affinchè si adempisse, quanto era stato detto dal Signore per mezzo del Profeta, che dice:
Mt 1,23Ecco che la Vergine sarà gravida: e partorirà un figliuolo, e lo chiameranno per nome Emanuele: che interpretato significa Dio con noi.
Mt 1,24Risvegliatosi adunque Giuseppe dal sonno, fece come ordinato gli avea l'Angelo del Signore, e prese con seco la sua consorte.
Mt 1,25Ed egli non la conosceva, sino a quando partorì il suo figliuolo primogenito, e chiamollo per nome Gesù.
Mt 2,1Essendo adunque nato Gesù in Betlemme di Giuda, regnante il re Erode, ecco che i Magi arrivarono dall'oriente a Gerusalemme.
Mt 2,2Dicendo: Dov' è il nato Re de' Giudei? imperocché abbiamo veduto la sua stella nell'oriente, e siamo venuti per adorarlo.
Mt 2,3Sentite il re Erode tali cose si turbò, e con lui tutta Gerusalemme.
Mt 2,4E adunati tutti i principi de' sacerdoti, e gli scribi del popolo, domandò loro, dove fosse per nascere il Cristo.
Mt 2,5Essi gli risposero: in Betlemme di Giuda: imperocché così è stato scritto dal Profeta.
Mt 2,6E tu Betlemme, terra di Giuda, non se' la minima tra i cupi di Giuda: poiché da te uscirà il condottiere, che reggerà Israele mio popolo.
Mt 2,7Allora Erode, chiamati segretamente a se i Magi, minutamente s'informò da loro, in qual tempo fosse lor comparsa la stella.
Mt 2,8E mandandogli a Betlemme disse: Andate, e fate diligente ricerca di questo fanciullo: e quando l'abbiate trovato, fatemelo sapere, affinchè ancor io vada ad adorarlo.
Mt 2,9Quegli, udite le parole del re, si partirono: ed ecco che la stella veduta da loro in oriente andava loro davanti, fintantoché arrivata sopra del luogo, ove stava il bambino, fermossi.
Mt 2,10E veduta la stella sì riempirono di sopra grande allegrezza.
Mt 2,11Ed entrati nella casa trovarono il bambino con Maria sua madre: e prostratisi l'adorarono: e aperti i loro tesori gli offerirono i doni, oro, incenso, e mirra.
Mt 2,12Ed essendo stati in sogno avvertiti di non ripassar da Erode, per altra strada se ne ritornarono al loro paese.
Mt 2,13Partiti che furon essi l'Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, e gli disse: Levati, prendi il bambino, e la sua madre, e fuggì in Egitto e fermati colà, fintantoché io ti avviserò. Imperocché Erode cercherà del bambino per farlo morire.
Mt 2,14Ed ei svegliatosi prese il bambino, e la madre di notte tempo, e si ritirò in Egitto.
Mt 2,15E ivi si stette sino alla morte d'Erode, affinchè si adempisse, quanto era stato detto dal Signore pel Profeta, che dice: dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
Mt 2,16Allora Erode vedendosi burlato da' Magi s'adirò fortemente, e mandò ad uccidere tutti i fanciulli, che erano in Betlemme, e in tutti i suoi confini, dall'età di due anni in giù, secondo il tempo, che avea rilevato da' Magi.
Mt 2,17Allora si adempì, quanto fu predetto dal profeta Geremia, che dice:
Mt 2,18Una voce si è udita in Rama, gran pianti, e urli: Rachele piangente i suoi figli; né volle ammetter consolazione, perch'ei più non sono.
Mt 2,19Morto Erode: ecco che l'Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto.
Mt 2,20E gli disse: Svegliati, prendi il fanciullo, e la madre di lui, e va' nella terra di Israele: imperocché sono morti coloro, che cercavano la vita del bambino.
Mt 2,21Ed egli svegliatosi prese il bambino, e la madre, e andò nella terra d'Israele.
Mt 2,22Ma avendo sentito, che Archelao regnava nella Giudea in luogo di Erode suo padre, temè d'andare colà: e avvertito in sogno si ritirò in Galilea.
Mt 2,23Dove giunto abitò nella città chiamata Nazaret: affinchè si adempisse quello, ch'era stato predetto da' profeti: Ei sarà chiamato Nazareno.
Mt 3,1In questo tempo venne Giovanni il Batista a predicare nel deserto della Giudea;
Mt 3,2Dicendo: Fate penitenza: perché il regno de' cieli è vicino.
Mt 3,3Imperocché questi è l'uomo, di cui parlò Isaia profeta, che disse: La voce di colui, che grida nel deserto: Preparate la via del Signore: addirizzate i suoi sentieri.
Mt 3,4Or lo stesso Giovanni aveva una veste di peli di cammello, e una cintola di cuoio ai fianchi, e suo cibo erano locuste, e miele salvatico.
Mt 3,5Allora andava a lui Gerusalemme, e tutta la Giudea, e tutto il paese d'intorno al Giordano.
Mt 3,6Ed erano battezzati da lui nel Giordano, confessando i loro peccati.
Mt 3,7Ma avendo egli veduto molti Farisei, e Sadducei, che venivano al sua battesimo, disse loro: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire dall'ira futura!
Mt 3,9E non vogliate dire drento di voi: Abbiamo Abramo per padre: imperocché io vi dico, che può Dio da queste pietre suscitar de' figliuoli ad Abramo.
Mt 3,10Imperocché la scure sta già alla radice degli alberi. Qualunque albero adunque, che non fa buon frutto, sarà tagliato, e gettato nel fuoco.
Mt 3,11Quanto a me io vi battezzo con acqua per la penitenza: ma quegli, che verrà dopo di me, è più potente di me; di cui non son io degno di portare i sandali: egli vi battezzerà collo Spirito santo, è col fuoco.
Mt 3,12Egli ha la sua pala nella sua mano: e purgherà all'atto la sua aia, e radunerà il suo frumento nel granaio; ma brugerà le paglie con fuoco inestinguibile.
Mt 3,13Allora arrivò Gesù dalla Galilea al Giordano da Giovanni per esser da lui battezzato.
Mt 3,14Ma Giovanni se gli opponeva, dicendo: Io ho bisogno d'esser battezzato da te; e tu vieni a me?
Mt 3,15Ma Gesù gli rispose dicendo: Lascia fare per ora: imperocché così conviene a noi di adempire tutta giustizia. Allora gli condiscese.
Mt 3,16Gesù battezzato usci tosto dell'acqua: ed ecco che si aprirono a lui i cieli e vide lo Spirito di Dio scendere quasi colomba, e venir sopra di se.
Mt 3,17Ed ecco una voce del cielo, che disse: Questi è il mio figlio il diletto, nel quale io mi sono compiaciuto.
Mt 4,1Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal Diavolo.
Mt 4,2E avendo digiunato quaranta giorni, e quaranta notti, finalmente gli venne fame.
Mt 4,3E accostatoseli il tentatore disse: Se tu se' figliuolo di Dio, di' che queste pietre diventino pani.
Mt 4,4Ma egli rispondendo disse: Sta scritto: Non di solo pane vive l'uomo, ma di qualunque cosa, che Dio comandi.
Mt 4,5Allora il Diavolo lo menò nella città santa, e poselo sulla sommità del tempio.
Mt 4,6E gli disse: Se tu se' figliuolo di Dio, gettati giù: imperocché sta scritto, che ha commesso a' suoi Angeli la cura di te, ed essi ti porteranno sulle mani, affinchè non inciampi talvolta col tuo piede nella pietra.
Mt 4,7Gesù gli disse: Sta anche scritto: Non tenterai il Signore Dio tuo.
Mt 4,8Di nuovo il Diavolo lo menò sopra un monte molto elevato; e fecegli vedere tutti i regni del mondo, e la loro magnificenza.
Mt 4,9E gli disse: Tutto questo io ti darò, se prostrato mi adorerai.
Mt 4,10Allora Gesù gli disse: Vattene Satana; imperocché sta scritto: adora il Signore Dio tuo, e servi lui solo.
Mt 4,11Allora il Diavolo lo lasciò: ed ecco che se gli accostarono gli Angeli, e lo servivano.
Mt 4,12Gesù poi avendo sentito, come Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò nella Galilea:
Mt 4,13E lasciata la città di Nazaret, andò ad abitare in Cafarnaum, città marittima, ai confini di Zabulon, e di Neftali:
Mt 4,14Affinchè si adempisse quello, che era stato detto da Isaia profeta.
Mt 4,15La terra di Zabulon, e la terra di Neftalim strada al mare di là dal Giordano, la Galilea delle nazioni.
Mt 4,16Il popolo, che camminava nelle tenebre, ha veduto una gran luce: e la luce si è levata per coloro, che giacevano nella regione, e nella oscurità della morte.
Mt 4,17Da li in poi cominciò Gesù a predicare, e a dire: Fate penitenza; imperocché il regno dei cieli è vicino.
Mt 4,18E camminando Gesù lungo il mare di Galilea, vide due fratelli Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano in mare la rete (imperocché erano pescatori):
Mt 4,19E disse loro: Venite dietro a me, e vi farò pescatori d'uomini.
Mt 4,20Ed essi, subito abbandonate le reti, lo seguirono.
Mt 4,21E di li andando innanzi vide due altri fratelli, Giacomo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello in una barca insieme con Zebedeo loro padre, che rassettavano le loro reti: e li chiamò.
Mt 4,22Ed essi, subito abbandonate le reti, e il padre, lo seguirono.
Mt 4,23E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, e predicando il Vangelo del regno, e sanando tutti i languori, e le malattie del popolo.
Mt 4,24E si sparse la fama di lui per tutta la Siria: e gli presentarono tutti quelli, che erano indisposti, e afflitti da diversi mali, e dolori, e gli indemoniati, e i lunatici, e i paralitici, ed ei li risanò.
Mt 4,25E lo segui una gran turba dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea, e dal paese di là dal Giordano.
Mt 5,1Gesù vista quella turba, salì sopra un monte: ed essendosi egli posto a sedere, si accostarono a lui i suoi discepoli.
Mt 5,2È aperta la sua bocca gli ammaestrava dicendo:
Mt 5,3Beati i poveri di spirito: perché di questi è il regno de' cieli.
Mt 5,4Beati i mansueti: perché questi possederanno la terra,
Mt 5,5Beati coloro, che piangono: perchè questi saran consolati.
Mt 5,6Beati quelli, che hanno fame, e sete della giustizia: perché questi saranno satollati.
Mt 5,7Beati i misericordiosi: perché questi troveranno misericordia.
Mt 5,8Beati coloro, che hanno il cuor puro: perché questi vedranno Dio.
Mt 5,9Beati i pacifici: perché saranno chiamati figli di Dio.
Mt 5,10Beati quei, che soffrono persecuzione per amore della giustizia: perché di questi è il regno de' cieli.
Mt 5,11Beati siete voi, quando gli uomini vi malediranno, e vi perseguiteranno, e diranno di voi falsamente ogni male per causa mia.
Mt 5,12Rallegratevi, ed esultate: perché grande è la vostra ricompensa ne' cieli: imperocché così hanno perseguitato i profeti, che sono stati prima di voi.
Mt 5,13Voi siete il sale della terra. Che se il sale diventa scipito, con che si salerà egli? È non è più buono a nulla, se non ad esser, gettato via, e calpestato dalla gente.
Mt 5,14Voi siete la luce del mondo. Non può essere ascosa una città situata sopra di un monte.
Mt 5,15Né accendono la lucerna, e la mettono sotto il moggio, ma sopra il candeliere, affinchè faccia lume a tutta la gente di casa:
Mt 5,16Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinchè veggano le vostre buone opere, e glorifichino il vostro Padre, che è ne' cieli.
Mt 5,17Non vi deste a credere, che io sia venuto per isciogliere la legge, o i profeti: non son venuto per iscioglierla, ma per adempirla.
Mt 5,18Imperocché in verità vi dico, che se non passa il cielo, e la terra, non iscatterà un jota, o un punto solo della legge, sino a tanto che tutto sia adempito.
Mt 5,19Chiunque pertanto violerà uno di questi comandamenti minimi, e così insegnerà agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de' cieli: ma colui, che avrà e operato, e insegnato, questi sarà tenuto grande nel regno de' cieli.
Mt 5,20Imperocché io vi dico, che se la vostra giustizia non sarà più abbondante, che quella degli Scribi, e Farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Mt 5,21Avete sentito, che è stato detto agli antichi: Non ammazzare: e chiunque avrà ammazzato, sarà reo in giudizio.
Mt 5,22Ma io vi dico, che chiunque adirerà contro del suo fratello, sarà ito in giudizio. E chi avrà detto al suo fratello raca, sarà reo nel consesso. E chi gli avrà detto stolto, sarà reo del fuoco della gehenna.
Mt 5,23Se adunque tu stai per fare l'offerta all'altare, e ivi ti viene alla memoria, che il tuo fratello ha qualche cosa contro di te:
Mt 5,24Posa lì la tua offerta davanti all'altare, e va' a riconciliarti prima col tuo fratello: e poi ritorna a dare la tua offerta.
Mt 5,25Accordati presto col tuo avversario, mentre sei con lui per istrada: affinchè per disgrazia il tuo avversario non ti ponga in mano del giudice: e il giudice in mano del ministro; e tu venga cacciato in prigione.
Mt 5,26Ti dico in verità: non uscirai di qui prima d'aver pagato sino all'ultimo picciolo.
Mt 5,27Avete sentito, che fu detto agli antichi: Non fare adulterio.
Mt 5,28Ma io vi dico, che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso in cuor suo adulterio con essa.
Mt 5,29Che se il tuo occhio destro ti scandalizza, cavalo, e gettalo da te; imperocché è meglio per te, che perisca uno de' tuoi membri, che esser buttato tutto il tuo corpo nell'inferno.
Mt 5,30E se la tua mano destra ti scandalizza, troncala, e gettala lungi da te: imperocché è meglio per te, che perisca uno de' tuoi membri, che andare tutto il tuo corpo nell'inferno.
Mt 5,31E stato pur detto: Chiunque rimanda la propria moglie, le dia il libello di ripudio.
Mt 5,32Ma io vi dico, che chiunque rimanda la sua moglie, eccetto per ragion di adulterio, la fa divenire adultera: e chi sposa la donna ripudiata, commetta adulterio.
Mt 5,33Similmente avete udito, che è stato detto agli antichi: Non violare il giuramento: ma rendi al Signore quanto hai giurato.
Mt 5,34Ma io vi dico di non giurare in modo alcuno, né pel cielo, perché è il trono di Dio:
Mt 5,35Né per la terra, perché è lo sgabello de' piedi di lui: né per Gerusalemme, perché ella è la Città del gran Re.
Mt 5,36Né giurerai per la tua testa, atteso che tu non puoi far bianco, o nero uno de' tuoi capelli.
Mt 5,37Ma sia il vostro parlare: si sì: no no; imperocché il di più vien da cosa mala.
Mt 5,38Avete udito, che è stato detto: Occhio per occhio, e dente per dente.
Mt 5,39Ma io vi dico di non resistere al male: ma a chi ti percuoterà nella destra guancia, presentagli anche l'altra.
Mt 5,40E a colui, che vuol muoverti lite e toglierti la tua tonaca, cedigli anche il mantello:
Mt 5,41E se uno ti strascinerà a correre per un miglio, va' con esso anche altre due miglia.
Mt 5,42Da' a chiunque ti chiede: e non rivolger la faccia da chi vuoi chiederti in prestito qualche cosa.
Mt 5,43Avete udito, che fu detto: Amerai il prossimo tuo, e odierai il tuo nemico.
Mt 5,44Ma io vi dico: Amate i vostri nemici: fate del bene a coloro, che vi odiano; e orate per coloro, che vi perseguitano, e vi calunniano:
Mt 5,45Affinchè siate figli del Padre vostro, che è ne' cieli, il quale fa, che levisi il suo sole sopra i buoni, e sopra i cattivi; e manda la pioggia pe' giusti, e per gl'iniqui.
Mt 5,46Imperocché, se amerete coloro, che vi amano, che premio avrete voi? non fanno eglino altrettanto anche i pubblicani?
Mt 5,47E se saluterete solo i vostri fratelli, cosa fate di più (degli altri) non fann'eglino altrettanto i gentili?
Mt 5,48Siate adunque voi perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è ne' cieli.
Mt 6,1Badate di non fare le vostre buone opere alla presenza degli uomini col fine d'esser veduti da loro: altrimenti non ne sarete rimunerati dal Padre vostro, che è ne' cieli.
Mt 6,2Quando adunque farai limosina, non sonar la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe, e nelle piazze per essere onorati dagli uomini: vi dico in verità, che costoro hanno già ricevuto la loro mercede,
Mt 6,3Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel, che fa la tua destra:
Mt 6,4Dimodochè la tua limosina sia segreta: e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà egli la ricompensa.
Mt 6,5E allorché orate, non fate come gl'ipocriti, i quali amano di stare a orare nelle sinagoghe, e a' capi delle strade, affine di essere osservati dagli uomini: in verità io vi dico, che hanno ricevuto la loro ricompensa.
Mt 6,6Ma tu, quando fai orazione, entra nella tua camera, e chiusa la porta, prega in segreto il tuo Padre: e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne renderà la ricompensa.
Mt 6,7Non vogliate nelle vostre orazioni, usar molte parole, come i pagani; imperocché essi si pensano d'essere esauditi mediante il molto parlare.
Mt 6,8Non siate adunque come essi: imperocché il vostro Padre sa prima che glielo addimandiate, di quali cose abbiate bisogno.
Mt 6,9Voi adunque orate così: Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome,
Mt 6,10Venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come nel cielo, così anche in terra.
Mt 6,11Dacci oggi il nostro pane per sostentamento.
Mt 6,12E rimettici i nostri debiti, come noi pure li rimettiamo a chi ci è debitore.
Mt 6,13E non ci indurre in tentazione. Ma liberaci dal male. Così sia.
Mt 6,14Imperocché se voi perdonerete agli uomini i loro mancamenti: il vostro Padre celeste vi perdonerà similmente i vostri peccati.
Mt 6,15Ma se voi non perdonate agli uomini i loro mancamenti: né meno il Padre celeste perdonerà a voi i vostri.
Mt 6,16Quando poi digiunate, non vogliate far i malinconici, come gl' ipocriti: imperocché questi sfigurano il proprio volto, affin di dare a conoscere agli uomini, che digiunano. In verità io vi dico, che han ricevuto la loro mercede.
Mt 6,17Ma tu, quando digiuni, profumati la testa, e lavati la faccia;
Mt 6,18Affinchè il tuo digiuno sia noto non agli uomini, ma al tuo Padre celeste, il quale sta nel segreto: e il Padre tuo, il quale vede in segreto, te ne darà la ricompensa.
Mt 6,19Non cercate di accumular tesori sopra la terra: dove la ruggine, e i vermi li consumano: e dove i ladri li dissotterrano, e li rubano.
Mt 6,20Ma proccurate di accumular de' tesori nel cielo: dove la ruggine, e i vermi non li consumano; e ove i ladri non li dissotterrano, né li rubano.
Mt 6,21Imperciocché dove è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore.
Mt 6,22Lucerna del tuo corpo è il tuo occhio. Se il tuo occhio è semplice; tutto il tuo corpo sarà illuminato.
Mt 6,23Ma se il tuo occhio è difettoso, tutto il tuo corpo sarà ottenebrato. Se Adunque la luce, che è in te, diventa tenebrosa: quanto grandi saranno le stesse tenebre?
Mt 6,24Nissuno può servire due padroni: imperocché od odierà l'uno, e amerà l'altro; o sarà affezionato al primo, e disprezzerà il secondo. Non potete servire a Dio, e alle ricchezze.
Mt 6,25Per questo vi dico: non vi prende te affanno né di quello, onde alimentare fa vostra vita, né di quello, onde vestire il vostro corpo. La vita non vale ella più dell'alimento, e il corpo più del vestito?
Mt 6,26Gettate lo sguardo sopra gli uccelli dell'aria; i quali non seminano, non mietono, né empiono granai: e il vostro Padre celeste li pasce. Non siete voi assai da più di essi?
Mt 6,27Ma chi è di voi, che con tutto il suo pensare possa aggiuntare alla sua statura un cubito?
Mt 6,28E perché vi prendete pena pel vestito? Pensate come crescono i gigli del campo: essi non lavorano, e non filano.
Mt 6,29Or io vi dico, che né meno Salomone con tutta la sua splendidezza fu mai vestito come uno di questi.
Mt 6,30Se adunque in tal modo riveste Dio un'erba del campo, che oggi è, e domani vien gettata nel forno; quanto più voi, gente di poca fede.
Mt 6,31Non vogliale adunque angustiarvi dicendo: Cosa mangeremo, o cosa berremo, o di che ci vestiremo?
Mt 6,32Imperocché tali sono le cure de' gentili. Ora il vostro Padre sa, che di tutte queste cose avete bisogno.
Mt 6,33Cercate adunque in primo luogo il regno di Dio, e la sua giustizia: e avrete di soprappiù tutte queste cose.
Mt 6,34Non vogliate adunque mettervi in pena pel dì di domane. Imperocché il dì di domane avrà pensiero per se: basta a ciascun giorno il suo affanno.
Mt 7,1Non giudicate, affin di non essere giudicati.
Mt 7,2Imperocché secondo il vostro giudicare sarete voi giudicati: e colla misura, ond'avrete misurato, sarà rimisurato a voi.
Mt 7,3E perché osservi tu una pagliuzza nell'occhio del tuo fratello: e non fai riflesso alla trave che hai nell'occhio tuo?
Mt 7,4Ovvero come dirai al tuo fratello: Lascia, ch'io ti cavi dall'occhio il filo di paglia; mentre hai tu una trave nell'occhio tuo.
Mt 7,5Ipocrita, cavati prima la trave dall'occhio; e allora guarderai di levare il filo di paglia dall'occhio del tuo fratello.
Mt 7,6Non vogliate dare le cose sante a' cani, e non buttate le vostre perle agl'immondi animali; perché non accada, che le pestino co' loro piedi, e si rivoltino a sbranarvi.
Mt 7,7Chiedete, e otterrete: cercate, e troverete: picchiate, e saravvi aperto.
Mt 7,8Imperocché chiunque chiede, riceve: e chi cerca, trova: e sarà aperto a, colui, che picchia.
Mt 7,9È chi mai è tra voi, che chiedendogli il suo figliuolo del pane, gli porga un sasso?
Mt 7,10E se gli domanderà un pesce, gli darà egli una serpe?
Mt 7,11Se adunque voi, cattivi come siete, sapete dare dei beni, che vi sono dati, a' vostri figliuoli: quanto più il Padre vostro, che è ne' cieli, concederà il bene a coloro, che glielo domandano.
Mt 7,12Fate adunque agli uomini tutto quello, che volete, che facciano a voi. Imperocché in questo sta la legge, e i profeti.
Mt 7,13Entrate per la porta stretta: perché larga è la porta, e spaziosa la via, che conduce alla perdizione; e molti sono quei, che entrano per essa.
Mt 7,14Quanto angusta è la porta, stretta la via, che conduce alla vita: e quanto pochi son quei, che la trovano!
Mt 7,15Guardatevi da' falsi profeti, che vengono da voi vestiti da pecore: ma al di dentro son lupi rapaci.
Mt 7,16Li riconoscerete da' loro frutti. Si coglie forse uva dalle spine, o fichi da' triboli?
Mt 7,17Così ogni buon albero porta buoni, frutti: e ogni albero cattivo fa frutti cattivi.
Mt 7,18Non può un buon albero far frutti cattivi; né un albero cattivo far frutti buoni.
Mt 7,19Qualunque pianta, che non porti buon frutto, si taglia, e si getta nel fuoco.
Mt 7,20Voi li riconoscerete adunque dai frutti loro.
Mt 7,21Non tutti quelli, che a me dicono. Signore, Signore, entreranno nel regno de' cieli, ma colui, che fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli: questi entrerà nel regno de' cieli.
Mt 7,22Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetato nel nome tuo, e non abbiam noi nel nome tuo cacciato i demonj, e non abbiamo noi nel nome tuo fatto molti miracoli?
Mt 7,23E allora io protesterò ad essi: Non vi ho mai conosciuti: ritiratevi da me tutti voi, che commettete l'iniquità.
Mt 7,24Chiunque pertanto ascolta queste mie parole, e le mette in pratica, sarà paragonato all'uomo saggio, che fondò la sua casa sul sasso:
Mt 7,25E cadde la pioggia, e i fiumi inondarono, e soffiarono i venti, e imperversarono contro quella casa, ed ella non andò giù: perché era fondata sul sasso.
Mt 7,26Chiunque ascolta queste mie parole, e non le pratica, sarà simile all'uomo stolto, che edificò la sua casa sopra la sabbia.
Mt 7,27E cadde la pioggia, e inondarono i fiumi, e soffiarono i venti, e imperversarono contro quella casa, ed ella andò giù, e fu grande la sua rovina.
Mt 7,28Or avendo Gesù terminato questi discorsi, le turbe si stupivano della sua dottrina.
Mt 7,29imperocché egli le istruiva, come avente autorità, e non come i loro Scribi, e Farisei.
Mt 8,1E sceso ch'egli fu dal monte, lo seguirono molte turbe.
Mt 8,2Quand'ecco un lebbroso accostatosegli lo adorava, dicendo: Signore, se vuoi, puoi mondarmi.
Mt 8,3E Gesù stesa la mano lo toccò, dicendo: Lo voglio: sei mondato. E subito fu mondato dalla sua lebbra.
Mt 8,4E Gesù gli disse: Guardati di dirlo a nessuno; ma va a mostrarti al sacerdote, e offerisci il dono prescritto da Mosè in testimonianza per essi.
Mt 8,5Ed entrato che fu in Capharnaum, andò a trovarlo un centurione, raccomandandosegli.
Mt 8,6E dicendo: Signore, il mio servo giace in letto malato di paralisia nella mia casa, ed è malamente tormentato.
Mt 8,8Ma il centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno, che tu entri sotto il mio tetto: ma di solamente una parola, e il mio servo sarà guarito.
Mt 8,9Imperocché io sonò un uomo subordinato ad altri, e ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va, ed egli va; e all'altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa la tal cosa ed ei la fa.
Mt 8,10Gesù udite queste parole ne restò ammirato, e disse a coloro, che lo seguivano: In verità io vi dico, che non ho trovato fede si grande in Israele.
Mt 8,11E io vi dico, che molti verranno dall'oriente, e dall'occidente, e sederanno con Abramo, e Isacco, e Giacobbe nel regno de' cieli:
Mt 8,12Ma i figliuoli del regno saranno gittati nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 8,13Allora Gesù disse al centurione: Va, e ti sia fatto, conforme hai creduto. E nello stesso momento il servo fu guarito.
Mt 8,14Ed essendo andato Gesù a casa di Pietro, vide la suocera di lui giacente colla febbre:
Mt 8,15E toccolle la mano, e la febbre se ne andò: ed ella si alzò, e serviva ad essi.
Mt 8,16Venuta poi la sera gli presentarono molti indemoniati: ed egli cacciava colla parola gli spiriti, e sanò tutti i malati:
Mt 8,17Affinchè si adempisse quello, che fu detto da Isaia profeta, il quale dice: Egli ha prese le nostre infermità; e ha portato i nostri malori.
Mt 8,18Vedendo poi Gesù una gran turba intorno a se, dette ordine per passare all'altra riva.
Mt 8,19E accostatosegli uno scriba, gli disse: Maestro io ti terrò dietro, dovunque anderai.
Mt 8,20E Gesù gli disse: Le volpi hanno le loro tane, e gli uccelli dell'aria i loro nidi: ma il figliuolo dell'uomo non ha dove posare la testa.
Mt 8,21E un altro de' suoi discepoli gli disse: Signore, dammi prima licenza di andare a seppellire mio padre.
Mt 8,22Ma Gesù gli disse: Sieguimi, e lascia, che i morti seppelliscano i loro morti.
Mt 8,23Ed essendo montato nella barca, lo seguirono i suoi discepoli.
Mt 8,24Quand'ecco una gran tempesta si sollevò nel mare; talmente che la barca era coperta dall'onde: ed egli dormiva.
Mt 8,25E accostatisi a lui i suoi discepoli, lo svegliarono dicendogli: Signore, salvaci: ci perdiamo.
Mt 8,26E Gesù disse loro: Perché temete, o uomini di poca fede? Allora rizzatosi, comandò ai venti, e al mare; e si fe' gran bonaccia.
Mt 8,27Onde la gente ne restò ammirata, e dicevano: Chi è costui, a cui ubbidiscono i venti, e il mare?
Mt 8,28Ed essendo egli sbarcato al di là del lago nel paese de' Geraseni, gli vennero incontro due indemoniati, che uscivano dalle sepolture; ed erano tanto furiosi, che nissuno poteva passare per quella strada.
Mt 8,29E si misero tosto a gridare: Che abbiam noi che fare con teco, o Gesù figliuolo di Dio? Sei tu venuto qui avanti tempo per tormentarci?
Mt 8,30Ed eravi non lungi da essi un gregge di molti porci, che pascolava.
Mt 8,31Or i demoni lo pregavano dicendo: Se ci cacci di qui, mandaci in quel gregge di porci.
Mt 8,32Ed egli disse loro: Andate. E quegli essendo usciti, entrarono ne' porci, e immediatamente tutto il gregge con grand'impeto si precipitò nel mare, e perì nell'acqua.
Mt 8,33E i pastori si fuggirono, e andati in città raccontarono tutte queste cose, e il fatto di quelli, che erano stati posseduti dai demonj.
Mt 8,34E subitamente tutta la città uscì intorno a Gesù: e vedutolo, lo pregarono di ritirarsi da' loro confini.
Mt 9,1E montato in una piccola barca ripassò il lago, e andò nella sua città.
Mt 9,2Quand'ecco gli presentarono un paralitico giacente nel letto. E veduta Gesù la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, confida, ti son perdonati i tuoi peccati.
Mt 9,3E subito alcuni degli Scribi dissero dentro di se: Costui bestemmia.
Mt 9,4E avendo Gesù veduti i loro pensieri, disse: Perché pensiate voi male in cuor vostro?
Mt 9,5Che è più facile di dire: Ti sono perdonati i tuoi peccati, o di dire: sorgi e cammina?
Mt 9,6Or affinché voi sappiate, che il figliuol dell'uomo ha la potestà sopra la terra di rimettere i peccati: Sorgi, disse egli allora al paralitico, piglia il tuo letto, e vattene a casa tua.
Mt 9,8Ciò vedendo le turbe si intimorirono, e glorificarono Dio, che tanta potestà diede ad uomini.
Mt 9,9E partitosi Gesù di là, vide un uomo, che sedeva al banco, di nome Matteo. E gli disse: Sieguimi. Ed egli alzatosi, lo seguitò.
Mt 9,10Ed essendo egli a tavola nella casa, ecco, che venutivi molti pubblicani, e peccatori, si misero a tavola con Gesù, e co' suoi discepoli.
Mt 9,11Il che avendo veduto i Farisei, dicevano a' suoi discepoli: Perché mai il vostro maestro mangia coi pubblicani, e coi peccatori?
Mt 9,12Ma Gesù avendo ciò udito, disse loro: Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati.
Mt 9,13Ma andate, e imparate quel che sia: Io amo meglio la misericordia, che il sagrifizio; imperocché non son venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
Mt 9,14Allora si accostarono a lui i discepoli di Giovanni, e gli dissero: Per qual motivo noi, e i Farisei digiuniamo frequentemente, e i tuoi discepoli non digiunano?
Mt 9,15E Gesù disse loro: Possono forse i compagni dello sposo essere in lutto, fintantoché lo sposo è con essi? Ma verrà il tempo, che sarà loro tolto lo sposo, e allora digiuneranno.
Mt 9,16Nissuno attacca un pezzo di panno nuovo a un vestito usato: imperocché quella sua giunta porta via qualche cosa al vestito, e la rottura si fa peggiore.
Mt 9,17Né mettono il vino nuovo in otri vecchi: altrimenti si rompono gli otri, e si versa il vino, e gli otri vanno in malora; ma si mette il vino nuovo in otri nuovi, e l'uno, e gli altri conservansi.
Mt 9,18In quello, che gli diceva loro queste cose, ecco che uno dei principali se gli accostò, e lo adorava, dicendo: Signore, or ora la mia figliuola è morta; ma vieni, imponi la tua mano sopra di essa, e viverà.
Mt 9,19E Gesù alzatosi gli andò dietro co' suoi discepoli.
Mt 9,20Quand'ecco una donna, la quale da dodici anni pativa una perdita di sangue, se gli accostò per di dietro, e toccò il lembo della sua veste.
Mt 9,21Imperocché diceva dentro di se: Soltanto che io tocchi la sua veste, sarò guarita.
Mt 9,22Ma Gesù rivoltosi, e miratala le disse: Sta' di buon animo, o figlia, la tua fede ti ha salvata, e da quel punto la donna fu liberata.
Mt 9,23Ed essendo Gesù arrivato alla casa di quel principale, e avendo veduto i trombetti, e una turba di gente, che faceva molto strepito, diceva:
Mt 9,24Ritiratevi: perché la fanciulla non è morta, ma dorme. Ed essi si burlavano di lui.
Mt 9,25Quando poi fu messa fuori la gente, egli entrò, e la prese per mano: e la fanciulla si alzò.
Mt 9,26E se ne divolgò la fama per tutto quel paese.
Mt 9,27E quindi partendo Gesù, due ciechi lo seguitarono, gridando, e dicendo: Figliuolo di David, abbi pietà di noi.
Mt 9,28Quando poi egli fu arrivato a casa, i ciechi se gli presentarono. E Gesù disse loro: Credete voi, che io vi posso far questo? gli dicono: Si, Signore.
Mt 9,29Allora toccò loro gli occhi, dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.
Mt 9,30E aprironsi i loro occhi: e Gesù li minacciò dicendo; Badate, che nessuno lo sappia.
Mt 9,31Ma quegli essendosene andati, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.
Mt 9,32Partiti questi, gli presentarono un mutolo indemoniato.
Mt 9,33E cacciato il demonio, il mutolo parlò, e ne restarono maravigliate le turbe, le quali dicevano: Non mai si è veduta cosa tale in Israele.
Mt 9,34Ma i Farisei dicevano: Egli caccia i demonj per mezzo del principe de' demonj.
Mt 9,35E Gesù andava girando per tutte le città, e castelli, insegnando nelle loro sinagoghe, e predicando il Vangelo del regno, e sanando tutti i languori, e tutte le malattie.
Mt 9,36E vedendo quelle turbe v'ebbe compassione: perché erano malcondotte, e giacevano come pecore senza pastore.
Mt 9,37Allora disse a' suoi discepoli: La messe è veramente copiosa; ma gli operai sono pochi.
Mt 9,38Pregate adunque il padron della messe, che mandi operai alla sua messe.
Mt 10,1E chiamati a se i dodici discepoli diede loro potestà sopra gli spiriti impuri, affinchè gli scacciassero, e di curare tutti i languori, e tutte le malattie.
Mt 10,2Or i nomi dei dodici Apostoli sono questi. Il primo Simone chiamato Pietro, e Andrea suo fratello.
Mt 10,3Giacomo figliuolo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, Filippo, e Bartolommeo; Tommaso, e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo, e Taddeo.
Mt 10,4Simone Cananeo, e Giuda Iscariote, il quale anche lo tradì.
Mt 10,5Questi dodici Gesù gli spedì, ordinando loro, e dicendo: Non anderete tra i gentili, e non entrerete nelle città de' Samaritani.
Mt 10,6Ma andate piuttosto alle pecorelle perdute della casa di Israello.
Mt 10,7E andando annunziate, e dite: Il regno de' cieli è vicino.
Mt 10,8Rendete la sanità a' malati, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demonj, date gratuitamente quello, che gratuitamente avete ricevuto.
Mt 10,9Non vogliate avere né oro, né argento, né denaro nelle vostre borse.
Mt 10,10Né bisacce pel viaggio, né due vesti, né scarpe, né bastone; imperocché merita l'operajo il suo sostentamento.
Mt 10,11E in qualunque città, o castello entrerete, informatevi, chi in esso sia degno: e presso di lui fermatevi, sino a che ve v'andiate.
Mt 10,12All'entrar poi nella casa salutatela con dire: Pace sia a questa casa.
Mt 10,13E se pur quella casa ne sarà degna, verrà sopra di lei la vostra pace: se poi non è degna, la vostra pace tornerà a voi.
Mt 10,14E se alcuno non vi riceverà, né ascolterà le vostre parole: uscendo fuora da quella casa, o da quella città scuotete la polvere da' vostri piedi.
Mt 10,15In verità io vi dico: Sarà meno punita nel dì del giudizio Sodoma, e Gomorra, che quella città.
Mt 10,16Ecco che io vi mando come pecore in mezzo a' lupi. Siate adunque prudenti come i serpenti, e semplici come le colombe.
Mt 10,17Guardatevi però dagli uomini: perché vi faran comparire nelle loro adunanze, e vi frusteranno nelle loro sinagoghe:
Mt 10,18E sarete condotti per cauta mia dinanzi ai presidenti, e ai re, come testimoni contro di essi, e contro le nazioni.
Mt 10,19Ma quando sarete posti nelle lor mani, non vi mettete in pena del che, o del come abbiate a patiate; imperocché vi sarà dato in quel punto quello, che abbiate da dire.
Mt 10,20Imperocché non siete voi, che parlate; ma lo spirito del Padre vostro è quegli, che parla in voi.
Mt 10,21Or il fratello darà il fratello alla morte, e il padre (darà) il figlio: e si leveran su i figliuoli contro de' genitori, e li metteranno a morte:
Mt 10,22E sarete in odio a tutti per causa del nome mio; ma chi persevererà sino alla fine, si salverà.
Mt 10,23Ma allor quando vi perseguiteranno in questa città, fuggite a un'altra. In verità io vi dico, non finirete (di istruire) le città d'Israele, prima che venga il figliuolo dell'uomo.
Mt 10,24Non v'ha discepolo da più del maestro, né servo da più del suo padrone.
Mt 10,25Basti al discepolo di essere come il maestro; e al servo di essere come il padrone. Se hanno chiamato Beelzebub il padron di casa, quanto più i suoi domestici?
Mt 10,26Non abbiate adunque paura di loro. Imperocché nulla vi è di nascosto, che non sia per essere rivelato; e niente d'occulto, che non s'abbia a sapere.
Mt 10,27Dite in pieno giorno quello, che io vi dico all'oscuro, e predicate sui tetti quel, che vi è stato detto in un orecchio.
Mt 10,28E non temete coloro, che uccidono il corpo, e non possono uccider l'anima; ma temete piuttosto colui, che può mandar in perdizione e l'anima, e il corpo all'inferno.
Mt 10,29Non è egli vero, che due passerotti sì vendono un quattrino: e un solo di questi non cascherà per terra senza del Padre vostro?
Mt 10,30Ma i capelli del capo vostro sono stati contati.
Mt 10,31Non temete adunque: voi sorpassate di pregio un gran numero di passerotti.
Mt 10,32Chiunque pertanto mi confesserà dinanzi agli uomini, anch'io lo confesserò dinanzi al Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 10,33E chiunque mi rinnegherà dinanzi agli uomini, lo rinnegherò anch'io dinanzi al Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 10,34Non vi pensate, che io sia venuto a metter la pace sopra la terra: Non son venuto a metter pace, ma guerra.
Mt 10,35Imperocché son venuto a dividere il figlio dal padre, e la figlia dalla madre, e la nuora dalla suocera.
Mt 10,37Chi ama suo padre, o sua madre più di me, non è degno di me: e chi ama il figlio, o la figlia più di me, non è degno di me.
Mt 10,38E chi non prende la sua croce, e mi segue, non è degno di me.
Mt 10,39Chi tien conto della sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la vita per amor mio, la troverà.
Mt 10,40Chi riceve voi, riceve me: e chi mi riceve, riceve colui, che mi ha mandato.
Mt 10,41Chi riceve un profeta come profeta, riceverà la mercede del profeta: e chi riceverà un giusto a titolo dì giusto, avrà la mercede del giusto.
Mt 10,42E chiunque avrà dato da bere un sol bicchiere d'acqua fresca a uno di questi più piccoli, purché a titolo di discepolo: in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Mt 11,1E Gesù avendo finito di dar questi insegnamenti a' suoi dodici discepoli, partì da quel luogo per andar a insegnare, e predicare nelle loro città.
Mt 11,2Ma avendo Giovanni udito nella prigione le opere di Gesù Cristo, mandò due de' suoi discepoli,
Mt 11,3A dirgli: Se' tu quegli, che se' per venire, ovvero si ha da aspettare un altro?
Mt 11,4E Gesù rispose loro: Andate, e riferite a Giovanni quel, che avete udito, e veduto.
Mt 11,5I ciechi veggono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, si annuncia a' poveri il Vangelo.
Mt 11,6Ed è beato chi non prenderà in me motivo di scandalo.
Mt 11,7Ma quando quegli furono partiti, cominciò Gesù a parlare di Giovanni alle turbe: Cosa siete voi andati a vedere nel deserto? una canna sbattuta dal vento?
Mt 11,8Ma pure, che siete voi andati a vedere? Un uomo vestilo delicatamente? Ecco, che coloro, che vestono delicatamente, stanno nei palazzi dei re.
Mt 11,9Ma pure, cosa siete andati a vedere? Un profeta? sì, vi dico io, anche più che profeta.
Mt 11,10Imperocché questi è colui, del quale sta scritto: Ecco, che io spedisco innanzi a te il mio Angelo, il quale preparerà la tua strada davanti a te.
Mt 11,11In verità io vi dico: Tra i nati di donna non venne al mondo chi sia maggiore di Giovanni Batista: ma quegli, che è minore nel regno de' cieli, o maggiore di lui.
Mt 11,12Or dal tempo di Giovanni Batista insin adesso il regno de' cieli si acquista colla forza, ed è preda di coloro, che usano violenza.
Mt 11,13Imperocché tutti i profeti, e la legge hanno profetato fino a Giovanni.
Mt 11,14E se voi volete capirla, egli è quell'Elia, che doveva venire.
Mt 11,16Ma a che cosa dirò io, che sia simile questa razza d'uomini? Ella è simile a que' ragazzi, che stanno a sedere nella piazza, e alzan la voce verso de' loro compagni,
Mt 11,17E dicono: Abbiamo suonato, e voi non avete ballato: abbiamo cantato canzoni lugubri, e non, avete dato segno di dolore.
Mt 11,18Imperocché è venuto Giovanni, che non mangiava, nè beveva, e dicono: Egli è indemoniato.
Mt 11,19E venuto il figliuolo dell'uomo, che mangia, e beve, e dicono: Ecco un mangiatore, e un bevone, amico de'pubblicani, e de' peccatori: ed è stata giustificata la sapienza da' suoi figliuoli.
Mt 11,20Allora egli cominciò a rinfacciare alle città, nelle quali erano stati fatti da lui molti miracoli, che non avessero fatto penitenza.
Mt 11,21Guai a te, o Corozain: guai a te, o Betsaida: perché se in Tiro, e Sidone fossero stati fatti que' miracoli, che presso di voi sono stati fatti, già da gran tempo avrebber fatto penitenza nella cenere, e nel cilicio.
Mt 11,22Per questo io vi dico: Tiro, e Sidone saranno men rigorosamente di voi trattate nel dì del giudizio.
Mt 11,23E tu, Cafarnaum, ti alzerai tu fino al cielo? tu sarai depressa sino all'inferno: perché se in Sodoma fossero stati fatti i miracoli, che sono stati fatti presso di te, Sodoma forse sussisterebbe al dì d'oggi.
Mt 11,24Perciò io ti dico, che la terra di Sodoma sarà men rigorosamente di te trattata nel dì del giudizio.
Mt 11,25Allora prese Gesù a dire: Io ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo, e della terra, perché hai tenute occulte queste cose ai saggi, e prudenti, e le hai rivelate ai piccolini.
Mt 11,26Così è, o Padre; perché così a te piacque.
Mt 11,27Tutte quante le cose sono state a me date dal Padre mio: e nissuno conosce il figliuolo fuori del Padre: e nissuno conosce il Padre fuori del figliuolo, e fuor di colui, cui avrà voluto il figliuolo farlo conoscere.
Mt 11,28Venite da me tutti voi, che siete affaticati, e aggravati, e io vi ristorerò
Mt 11,29Prendete sopra di voi il mio giogo, e imparate da me, che son mansueto, e umile di cuore, e troverete riposo all'anime vostre.
Mt 11,30Imperocché soave è il mio giogo, e leggero il mio peso.
Mt 12,1In quel tempo Gesù passava in giorno di sabato per un campo di grano: e i suoi discepoli avendo fame, si misero a cogliere delle spighe, e a mangiare.
Mt 12,2Visto ciò i Farisei, dissero a lui: Guarda, con te i tuoi discepoli fanno ciò, che non è lecito di fare in giorno di sabato.
Mt 12,3Ma egli disse loro: Non avete voi letto quello, che fece Davidde, trovandosi preso dalla fame egli, e que', ch'eran con lui?
Mt 12,4Come egli entrò nella casa di Dio, e mangiò i pani della proposizione, de' quali non era lecito a lui, né a quei, che erano con lui, di cibarsi, ma a' soli sacerdoti?
Mt 12,5O non avete voi letto nella legge, che ne' giorni di sabato i sacerdoti nel tempio rompono il sabato, e sono senza colpa?
Mt 12,6Or io vi fo sapere, che v'ha qui uno più grande del tempio.
Mt 12,7Che se voi sapeste cosa vuoi dire: Amo la misericordia, e non il sagrifizio: non avreste mai condannato degl'innocenti.
Mt 12,8Imperocché il figliuolo dell'uomo è padrone anche del sabato.
Mt 12,9Ed essendo partito di lì, andò alla loro sinagoga.
Mt 12,10Ed eccoti un uomo, che aveva una mano arida, e l'interrogarono dicendo: E egli lecito di render la sanità in giorno di sabato? affine di accusarlo.
Mt 12,11Ma egli rispose loro: Chi sarà tra voi, che avendo una pecora, se questa venga a cadere in giorno di sabato nella fossa, non la pigli, e la cavi fuora?
Mt 12,12Ma quanto, è da più un uomo più d'una pecora? E adunque lecito di far benefizj in giorno di sabato.
Mt 12,13Allora disse a quell'uomo: Stendi la tua mano. Ed egli la stese, e fu renduta sana come l'altra.
Mt 12,14Ma i Farisei usciti di lì, tennero consiglio contro di lui del modo di levarlo dal mondo.
Mt 12,15Ma Gesù sapendolo si ritirò di lì: e lo seguirono molti, a' quali tutti restituì la salute.
Mt 12,16E comandò loro severamente, che non lo manifestassero.
Mt 12,17Affinchè si adempisse, quanto era stato detto dal profeta Isaia, che dice:
Mt 12,18Ecco il mio servo eletto da me, il mio diletto, nel quale si è molto compiaciuta l'anima mia. Porrò sopra di lui il mio spirito, ed egli annunzierà la giustizia alle nazioni.
Mt 12,19Non litigherà, né griderà, nè sarà udita da alcuno nelle piazze la voce di lui.
Mt 12,20Egli non romperà la canna fessa, e non ammorzerà il lucignolo, che fuma, sino a tanto che faccia trionfar la giustizia:
Mt 12,22Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco, e muto, e lo sanò in guisa, che parlava, e vedeva.
Mt 12,23E tutte le turbe, restavano stupefatte, e dicevano: E egli forse questo il figliuolo di David?
Mt 12,24Ma i Farisei udito questo dissero: Costui non caccia i demonj, se non per opera di Beelzebub principe dei demonj.
Mt 12,25Gesù però conosciuti i lor pensieri disse loro. Qualunque regno diviso in contrarj partiti sarà devastato: e qualunque città o famiglia divisa in contrarj partiti non sussisterà.
Mt 12,26Ma se Satana discaccia Satana, egli è in discordia con se medesimo: cosa dunque sussisterà il regno di lui?
Mt 12,27E se io caccio i demonj per opera di Beelzebub, per opera di chi li cacciano i vostri figliuoli? Per questo essi saran vostri giudici.
Mt 12,28Che se per mezzo dello spirito di Dio io caccio i demonj; è adunque certo, che è giunto a voi il regno di Dio.
Mt 12,29Conciossiachè come può uno entrare in casa d'un campione, e rubargli le sue spoglie, se prima non lega il campione per poi saccheggiargli la casa?
Mt 12,30Chi non è meco, è contro di me: e chi non raccoglie meco, disperge.
Mt 12,31Per questo io vi dico, che qualunque peccato, e qualunque bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.
Mt 12,32E a chiunque avrà sparlato contro il figliuolo dell'uomo, gli sarà perdonato: ma a chiunque avrà sparlato contro lo Spirito santo, non sarà perdonato né in questo secolo, né nel futuro.
Mt 12,33O date per buono l'albero, e per buono il suo frutto: o date per cattivo l'albero, e per cattivo il suo frutto: imperocché dal frutto si riconosce la pianta.
Mt 12,34Razza di vipere, come potete parlar bene, voi, che siete cattivi? imperciocché dalla pienezza del cuore parla la bocca.
Mt 12,35L'uomo dabbene da un buon tesoro cava fuora del bene e il cattivo uomo da un cattivo tesoro cava fuori del male.
Mt 12,36Or io vi fo sapere, che di qualunque parola oziosa, che avran detto gli uomini, ne renderan conto nel dì del giudizio.
Mt 12,37Imperocché le tue parole ti giustificheranno, e le tue parole ti condanneranno.
Mt 12,38Allora gli replicarono alcuni degli Scribi, e de' Farisei, dicendo: Maestro, desideriamo di vedere qualche tuo miracolo.
Mt 12,39Ma egli rispose loro: Questa generazione cattiva, e adultera va cercando un prodigio: e nessun prodigio le sarà conceduto, fuori che quello di Giona profeta.
Mt 12,40Imperocché siccome Giona stette per tre giorni, e per tre notti nel ventre della balena; così starà il figliuolo dell'uomo per tre giorni, e tre notti nel seno della terra.
Mt 12,41Gli uomini di Ninive insorgeranno nel dì del giudizio contro di questa nazione, e la condanneranno: perché essi fecero penitenza alla predicazione dì Giona. Ed ecco qui uno, che è da più di Giona.
Mt 12,42La regina del mezzo giorno insorgerà nel dì del giudizio contro questa razza d'uomini, e la condannerà: perché venne dall'estremità della terra a udire la sapienza di Salomone. Ed ecco qui uno, che è da più di Salomone.
Mt 12,43Quando lo spirito impuro è uscito d'un uomo, se ne va per luoghi asciutti, cercando riposo, e non lo trova.
Mt 12,44Allora dice: Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito. E giuntovi la trova vota, e spazzata, e ornata.
Mt 12,45Allora va, e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, e vi entrano ad abitarla: e l'ultimo stato di quest'uomo diventa peggiore del primo. Così succederà anche a questa stirpe perversa.
Mt 12,46Mentre egli continuava a parlare alle turbe, ecco che la madre, e i fratelli di lui si trattenevano di fuori, desiderando di parlargli.
Mt 12,47E alcuno gli disse: Tua madre e i tuoi fratelli sono fuori, e cercano di te.
Mt 12,48Ma egli rispose a chi gli parlava: Chi è la mia madre, e chi sono i miei fratelli?
Mt 12,49E stesa la mano inverso de' suoi discepoli: Questi, disse, sono la madre e i fratelli, che io ho.
Mt 12,50Imperocché chiunque fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli; quegli è mio fratello, e sorella, e madre.
Mt 13,1In quel giorno poi Gesù uscito dalla casa stava a sedere alla riva del mare.
Mt 13,2E si radunò intorno a lui gran turba di popolo; talmente che entrato in una barca vi si pose a sedere: e tutta la turba restò sul lido.
Mt 13,3E parlò ad essi di molte cose per via di parabole, dicendo: Ecco, che un seminatore andò per seminare.
Mt 13,4E mentre egli spargeva il seme, cadde parte lungo la strada: e sopraggiunsero gli uccelli dell'aria, e lo mangiarono.
Mt 13,5Parte cadde in luoghi sassosi, ove non avea molta terra: e subito spuntò fuora, perchè non avea profondità di terreno.
Mt 13,6Ma levatosi il sole lo infocò: e per non avere radice seccò.
Mt 13,7Un'altra parte cadde tra le spine: e crebber le spine, e lo soffocarono.
Mt 13,8Un'altra finalmente cadde sopra una buona terra, e fruttificò, dove cento per uno, dove sessanta, e dove trenta.
Mt 13,10E accostatisi i suoi discepoli gli dissero: Per qual motivo parli tu ad essi per via di parabole?
Mt 13,11Ed ei rispondendo disse loro: Perchè a voi è concesso d'intendere i misterj del regno de' cieli; ma ad essi ciò non è stato concesso.
Mt 13,12Imperocché a chi ha, sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello, che ha.
Mt 13,13Per questo parlo loro per via di parabole, perchè vedendo non vedono, e udendo non odono, né intendono.
Mt 13,14E adempiesi in essi la profezia d'Isaia, che dice: Udirete colle vostre orecchie e non intenderete: e mirerete co' vostri occhi e non vedrete.
Mt 13,15Imperocché questo popolo ha un cuore crasso, ed è duro d'orecchie, ed ha chiusi gli occhi: affinchè a sorte non veggano cogli occhi, ne odano con le orecchie, nè comprendano col cuore, onde si convertano, ed io li risani.
Mt 13,16Ma beati sono i vostri occhi che vedono, e le vostra orecchi, che odono.
Mt 13,17Imperocché vi dico in verità, che molti profeti, e molti giusti desiderarono vedere quello che voi vedete, e non lo videro, e di udire quello, che udite e non l'udirono.
Mt 13,18Sentite pertanto voi la parola del seminatore.
Mt 13,19Chiunque ascolta la parola del regno (di Dio), e non vi pon mente, viene il maligno, e toglie quel, che era stato seminato nel di lui cuore: questi è quegli, che ha ricevuto la semenza lunga la strada.
Mt 13,20Quegli, che riceve la semenza in mezzo alle pietre, è colui, che ascolta la parola, e subito la riceve con gaudio.
Mt 13,21Ma non ha in se radice, ed è di corta durata: e venuta la tribolazione e la persecuzione a causa della parola tosto è scandalizzato.
Mt 13,22Colui, che riceve la semente tra le spine, è quegli, che ascolta la parola: ma la sollecitudine del secolo presente e l'illusione delle ricchezze soffogano la parola, onde rendesi infruttuosa.
Mt 13,23Ma quegli, che riceve la semente in un buon terreno, è colui, che ascolta la parola, e vi pon mente, e porta frutto, e rende questo il cento, quello il sessanta, quell'altro il trenta per uno.
Mt 13,24Propose loro un'altra parabola, dicendo: Il regno de' cieli è simile ad un uomo, il quale seminò nel suo campo buon seme.
Mt 13,25Ma nel tempo, che gli uomini dormivano, il nemico di lui andò, e seminò della zizzania in mezzo al grano, e si partì.
Mt 13,26Cresciuta poi l'erba, e venuta a frutto, allora comparve anche la zizzania.
Mt 13,27E i servi del padre di famiglia accostatisi gli dissero: Signore, non avete voi seminato buon seme nel vostro campo? Come dunque ha della zizzania?
Mt 13,28Ed egli rispose loro: Qualche nemico uomo ha fatto tal cosa. E servi gli dissero: Volete voi, che andiamo a coglierla?
Mt 13,29Ed egli rispose: No, affinchè cogliendo la zizzania non isterpiate con essa anco il grano.
Mt 13,30Lasciate, che l'uno, e l'altra crescano sino alla ricolta: e al tempo della ricolta dirò ai mietitori: Sterpate in primo luogo la zizzania, e legatela in fastelli per bruciarla; il grano poi radunatelo nel mio granaio.
Mt 13,31Propose loro un'altra parabola, dicendo: E simile il regno de' cieli a un grano di senapa, che un uomo prese, e seminò nel suo campo:
Mt 13,32La quale è bensì la più minuta di tutte le semenze: ma cresciuta, che sia, è maggiore di tutti i legumi, e diventa un albero; dimodoché gli uccelli dell'aria vanno a riposare sopra i di lei rami.
Mt 13,33Un' altra parabola disse loro: È simile il regno de' cieli a un pezzo di lievito, cui una donna rimescola con tre staia di farina, sintanto che tutta sia fermentata.
Mt 13,34Tutte queste cose Gesù disse alle turbe per via di parabole: né mai parlava loro senza parabole:
Mt 13,35Affinchè si adempisse quello, che era stato detto dal Profeta: Aprirò la mia bocca in parabole: manifesterò cose, che sono state nascoste dalla fondazione del mondo.
Mt 13,36Allora Gesù, licenziato il popolo, se ne tornò a casa: e accostatisi i suoi discepoli dissero: Spiegaci la parabola della zizzania nel campo.
Mt 13,37Ed ei rispondendo disse loro: Quegli, che semina buon seme, si è il Figliuol dell'uomo.
Mt 13,38Il campo è il mondo: il buon seme sono i figliuoli del regno: la zizzania poi sono i figliuoli del maligno.
Mt 13,39Il nemico, che la ha seminata, è il Diavolo: la raccolta è la fine del mondo: i mietitori son gli Angeli.
Mt 13,40Siccome adunque si raccoglie la zizzania, e si abbrucia; così succederà alla fin del secolo.
Mt 13,41Il figliuol dell'uomo manderà i suoi Angeli: e torranno via dal suo regno tutti gli scandali, e tutti coloro, che esercitano l'iniquità.
Mt 13,42E li getteranno nella fornace di fuoco. Ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 13,43Allora splenderanno i giusti come il sole nel regno del loro Padre. Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Mt 13,44Di più il regno de' cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo: il qual tesoro un uomo avendolo trovato, lo nasconde, e tutto allegro perciò va, e vende quanto ha, e compra quel campo.
Mt 13,45E ancora simile il regno de' cieli a un mercadante, che cerca buone perle.
Mt 13,46Il quale trovata una perla di gran pregio, va, e vende quanto ha, e la compra.
Mt 13,47E ancora simile il regno de' cieli a una rete gettata in mare, che raccoglie ogni sorta di pesci.
Mt 13,48La quale, allorché fu piena, (i pescatori) tiratala fuori, e postisi a sedere sul lido, scelsero, e riposero i buoni ne' vasi, e buttarono via i cattivi.
Mt 13,49Così succederà nella consumazione del secolo: verranno gli Angeli, e separeranno i cattivi di mezzo a giusti:
Mt 13,50E li getteranno nella fornace di fuoco. Ivi sarà pianto, e stridore de' denti.
Mt 13,51Avete voi inteso tutte queste cose? Sì, Signore, risposero essi.
Mt 13,52Ed ei disse loro: Per questo ogni Scriba instruito pel regno de' cieli è simile a un padre di famiglia, il quale cava fuora dalla sua dispensa roba nuova, e usata.
Mt 13,53Terminate, che ebbe Gesù queste parabole, partì di là.
Mt 13,54E andatosene alla sua patria, insegnava nelle loro sinagoghe: dimodoché restavano stupefatti, e dicevano: Onde mai ha costui tal sapienza, e miracoli?
Mt 13,55Non è egli figliuolo d'un artigiano? Non è ella sua madre quella, che chiamasi Maria? e suoi fratelli quelli, che chiamatisi Giacomo, Giuseppe, Simone, e Giuda?
Mt 13,56E non son elleno tra di noi tutte le sue sorelle? Donde adunque son venute a costui tutte queste gran cose?
Mt 13,57E restavano scandalizzati di lui. Ma Gesù disse loro: Non è senza onore un profeta, fuorichè nella sua patria, e in casa propria.
Mt 13,58E non fece quivi molti miracoli a motivo della loro incredulità.
Mt 14,1In quel tempo Erode il tetrarca senti parlare delle cose di Gesù:
Mt 14,2E disse a' suoi cortigiani: Questi è Giovanni il Batista: egli è risuscitato, e per questo opera in lui la virtù de' miracoli.
Mt 14,3Imperocché Erode, fatto prendere. e legare Giovanni, l'aveva posto in prigione a causa di Erodiade moglie da suo fratello.
Mt 14,4Imperocché Giovanni gli diceva: Non ti è permesso di tenere costei.
Mt 14,5E volendo (Erode) farlo morire, ebbe paura del popolo: perché lo tenevano per un profeta.
Mt 14,6Ma nel giorno natalizio di Erode la figliuola di Erodiade ballò in mezzo e piacque a Erode.
Mt 14,7Onde promise con giuramento di darle qualunque cosa gli avesse addomandato.
Mt 14,8Ed ella prevenuta dalla madre: Dammi qui, gli disse, in un bacile, la testa di Giovanni Batista.
Mt 14,9Si rattristò il re; ma a causa del giuramento, e de' convitati comandò, che le fosse data.
Mt 14,10E mandò a decapitare Giovanni nella prigione.
Mt 14,11E fu portata in un bacile la di lui testa, e data alla fanciulla, e questa la presentò a sua madre.
Mt 14,12E andarono i discepoli di lui a prendere il suo corpo, e lo seppellirono: e si portarono a darne la nuova a Gesù.
Mt 14,13Lo che avendo udito Gesù, se ne andò di là in barca ad un luogo appartato, e deserto: il che saputosi dalle turbe gli tennero dietro a piedi dalle città.
Mt 14,14E uscito (di barca) vide una gran turba, e si mosse a compassione di essa, e guarì i loro malati.
Mt 14,15Ma facendosi sera, si accostarono a lui i suoi discepoli, e gli dissero: Il luogo è deserto, e l'ora è già passata: licenzia il popolo, affinchè vada per i villani a comprarsi da mangiare.
Mt 14,16Ma Gesù disse loro: Non hanno bisogno di andarsene: dategli voi da mangiare.
Mt 14,17Essi gli risposero: Non abbiamo qui se non cinque pani, e due pesci.
Mt 14,19Ed avendo ordinato alle turbe di mettersi a sedere sull'erba, presi i cinque pani, e i due pesci, alzati gli occhi al cielo, benedisse, e spezzò, e dette a' discepoli i pani, e i discepoli alle turbe.
Mt 14,20E tutti mangiarono, e si saziarono: e raccolsero dodici ceste piene di frammenti avanzati.
Mt 14,21Or quelli, che avevano mangiato, erano in numero di cinquemila uomini, senza le donne, e i ragazzi.
Mt 14,22E immediatamente Gesù obbligò i suoi discepoli a montare in barca, e andare ad aspettarlo all'altra riva, nel mentre che egli licenziava le turbe.
Mt 14,23E licenziate le turbe, sali egli solo sopra un monte per ivi fare orazione. E venuta la sera, era egli solo in quel luogo:
Mt 14,24Ma frattanto la barca era in mezzo al mare sbattuta da' flutti; imperocché il vento era contrario.
Mt 14,25Ma alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso di loro camminando sul mare.
Mt 14,26E i discepoli vedutolo camminare sopra del mare, si turbarono. Dicevano: Questo è una fantasima. E per la paura alzaron le grida.
Mt 14,27Ma subito Gesù parlò loro, e disse: Fate cuore: son io, non temete.
Mt 14,28Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir da te sulle acque.
Mt 14,29Ed egli disse: Vieni. E Pietro sceso di barca camminava sopra dell'acque per andar da Gesù.
Mt 14,30Ma osservando, che il vento era gagliardo, s'impaurì: e principiando asommergersi gridò, e disse: Signore, salvami.
Mt 14,31Gesù stesa tosto la mano, lo presi, e gli disse: O di poca fede, perché hai dubitato?
Mt 14,32Ed essendo essi montati nella barca, il vento si quietò.
Mt 14,33Ma quelli, che erano nella barca, se gli appressarono, e l'adorarono, dicendo: Tu se' veramente figlio di Dio.
Mt 14,34E traghettato il lago, andarono nella terra di Genesar.
Mt 14,35Ed avendolo in gente di quel luogo riconosciuto, mandarono per tutto il paese all'intorno, e gli presentarono tutti i malati.
Mt 14,36E gli domandarono in grazia, che questi toccassero solamente il lembo della sua veste. E tutti coloro, che la toccarono, furono risanati.
Mt 15,1Allora se gli accostarono degli Scribi, e de' Farisei di Gerusalemme, e gli dissero:
Mt 15,2Per qual motivo i tuoi discepoli trasgrediscono le tradizioni de' seniori? Imperocché non si lavano le mani, quando mangiano.
Mt 15,3Ma egli rispose loro: E voi ancora perché trasgredite il comando di Dio in grazia della vostra tradizione? Imperocché Dio ha detto:
Mt 15,4Onora il padre, e la madre, e, chi maledirà il padre, o la madre, sia punito di morte.
Mt 15,5Ma voi altri dite: Chicchessia potrà, dire al padre, o alla madre: Qualunque: offerta, che è fatta da me, gioverà a te:
Mt 15,6E non assisterà il padre, o la madre: e avete colla vostra tradizione annichilato il comandamento di Dio.
Mt 15,7Ipocriti, ottimamente profetò di voi, Isaia, dicendo:
Mt 15,8Questo popolo m'onora colle labbra: ma il loro cuore è lungi da me.
Mt 15,9E invano mi onorano insegnando dottrine, e comandamenti di uomini.
Mt 15,10E chiamate a se le turbe disse, loro: Udite, e intendete.
Mt 15,11Non è quello, che entra per la bocca, imbratta l'uomo: ma quello, che esce dalla bocca, questo è, che l'uomo rende immondo.
Mt 15,12Allora accostatisi a lui i discepoli gli dissero: Sai tu, che i Farisei, udito questo discorso, se ne sono scandalezzati?
Mt 15,13Ma egli rispose: Qualunque pianta non piantata dal celeste mio Padre sarà sradicata.
Mt 15,14Non badate a loro: sono ciechi, e guide di ciechi: e se un cieco ne guida un altro, cadono amendue nella fossa.
Mt 15,15Pietro allora prese la parola, e disse: Spiegaci questa parabola.
Mt 15,16Ma egli disse: Siete tutt'ora anche voi senza intelletto?
Mt 15,17Non comprendete voi, che tutto ciò, che entra per la bocca, passa nel ventre, e di lì nel secesso?
Mt 15,18Ma quel, che esce dalla bocca, viene dal cuore, e questo imbratta l'uomo.
Mt 15,19Imperocché dal cuore partono i mali pensieri, gli omicidj, gli adulterj, le fornicazioni, i furti, i falsi testimonj, le maldicenze.
Mt 15,20Queste sono le cose, che imbrattano l'uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non imbratta l'uomo.
Mt 15,21E partitosi Gesù da quel luogo si ritirò dalle parti di Tiro, e di Sidone.
Mt 15,22Quand'ecco una donna Cananea uscita da que' contorni alzò la voce, dicendogli: Abbi pietà di me, Signore, figliuolo di Davidde: la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio.
Mt 15,23Ma egli non le fece motto. E accostatisi a lui i discepoli lo pregavano dicendogli: Spediscila: attesoché ci grida dietro.
Mt 15,24Ma egli rispose, e disse: Non sono stato mandato se non alle pecorelle perdute della casa d'Israele.
Mt 15,25Ma quella se gli approssimò, e lo adorò dicendo: Aiutami, Signore.
Mt 15,26Ed egli le rispose: Non è ben fatto di prendere il pane dei figliuoli, e gettarlo ai cani.
Mt 15,27Ella però disse: Benissimo, Signore; imperocché anche i cagnolini mangiano le bricciole, che cadono dalla tavola de' loro padroni.
Mt 15,28Allora Gesù le rispose, e disse: O donna, grande è la tua fede: ti sia fatto come desideri. E da quel punto fu risanata la sua figliuola.
Mt 15,29Ed essendo Gesù partito di là, andò verso il mare di Galilea, e salito sopra un monte stava quivi a sedere.
Mt 15,30E se gli accostò una gran turba di popolo, che conduceva seco de' muti, de' ciechi, degli zoppi, e stroppiati, e molti altri (malati): e li gettarono a' suoi piedi, e li guarì:
Mt 15,31Talmente che le turbe restavano ammirate, vedendo, come i muti parlavano, camminavano gli zoppi, e i ciechi vedevano: e ne davano gloria al Dio d'Israele.
Mt 15,32Ma Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: Ho pietà di questo popolo, perché sono già tre giorni, che non si distaccan da me, e non hanno niente da mangiare: e non voglio rimandarli digiuni, perché non isvengano per strada.
Mt 15,33E gli dissero i discepoli: Ha donde caverem noi in un deserto tanto pane da saziare turba sì grande?
Mt 15,34E Gesù disse loro: Quanti pani avete voi? Ed essi risposero: Sette, ed alcuni pochi pesciolini.
Mt 15,35Ed egli ordinò alla turba, che se desse per terra:
Mt 15,36E presi i sette pani, ed i pesci, e rendute le grazie, gli spezzò, e li diede a' suoi discepoli: e i discepoli li dettero al popolo.
Mt 15,37E tutti mangiarono, e si saziarono: e raccolsero de' pezzi avanzati sette sporte piene.
Mt 15,38Or quelli, che avevano mangiato, erano quattromila persone senza i ragazzi, e le donne.
Mt 15,39E licenziate le turbe, entrò in una barca, e andò nei contorni di Magedan.
Mt 16,1E andarono a trovarlo i Farisei, e i Sadducei per tentarlo: e lo pregarono di far loro vedere qualche prodigio dal cielo.
Mt 16,2Ma egli rispose loro, e disse: Alla sera voi dite: Farà bel tempo, perché il cielo rosseggia.
Mt 16,3E alla mattina: Oggi farà temporale, perché il cielo scuro rosseggia.
Mt 16,4Voi sapete dunque distinguere gli aspetti del cielo: e non siete da tanto di distinguere i segni de' tempi. Generazione perversa, e adultera ella chiede un prodigio: né altro prodigio saralle accordato, che quello di Giona profeta. E, lasciati costoro, si partì.
Mt 16,5Ora i suoi discepoli in andando a traghettare il lago si erano scordati di prender del pane.
Mt 16,6E disse loro Gesù: Tenete aperti gli occhi, e guardatevi dal lievito de' Farisei, e Sadducei.
Mt 16,7Ma essi stavan pensosi dentro di se, e dicevano: Non abbiaci preso del pane.
Mt 16,8Il che conoscendo Gesù: disse: Perché state pensosi dentro di voi, gente di poca fede, a motivo che non avete pane?
Mt 16,9Non riflettete ancora, né vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila uomini, e quante misure ne raccoglieste?
Mt 16,10Né dei sette pani per li quattro mila uomini, e quante sporte ne raccoglieste?
Mt 16,11Come non comprendete, che non per riguardo al pane io vi ho detto: Guardatevi dal fermento de' Farisei, e de' Sadducei?
Mt 16,12Allora intesero, come non aveva egli detto di guardarsi dal fermento del pane, ma dalla dottrina de' Farisei, e de' Sadducei.
Mt 16,13Gesù poi essendo andato dalle parti di Cesarea di Filippo, interrogò i suoi discepoli, dicendo: Chi dicono gli uomini, che sia il Figliuolo dell'uomo?
Mt 16,14Ed essi risposero: Altri dicono, egli è Giovanni Batista; altri Elia; altri Geremia, o alcun de' profeti.
Mt 16,15E Gesù disse loro: E voi chi dite voi, ch'io mi sia?
Mt 16,16Rispose Simone Pietro, e disse: Tu se' il Cristo, il figliuolo di Dio vivo.
Mt 16,17E Gesù rispose, e dissegli: Beato sei tu, Simone Bar Jona: perché non la carne, e il sangue te lo ha rivelato, ma il Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 16,18E io dico a te, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non avran forza contro di lei.
Mt 16,19E a te io darò le chiavi del regno de' cieli: e qualunque cosa avrai legata sopra la terra, sarà legata anche ne' cieli: e qualunque cosa avrai sciolta sopra la terra, sarà sciolta anche ne' cieli.
Mt 16,20Allora ordinò a' suoi discepoli, che non dicessero a nissuno, ch'ei fosse Gesù il Cristo.
Mt 16,21Da indi in poi Gesù cominciò a indicare a' suoi discepoli, come bisognava, ch'egli andasse a Gerusalemme, e ivi molte cose soffrisse dai seniori, e dagli Scribi, e dai principi dei sacerdoti, e fosse ucciso, e risuscitasse il terzo giorno.
Mt 16,22E Pietro, presolo a parte, cominciò a riprenderlo dicendo: Non sia mai vero, o Signore: non avverrà a te simil cosa.
Mt 16,23E rivoltosi a Pietro gli disse: Ritirati da me, Satana: tu mi sei di scandalo; perché non hai la saggezza di Dio, ma quella degli uomini.
Mt 16,24Allora Gesù disse a' suoi discepoli: Chi vuoi venire dietro a me, rinneghi se stesso, dia di mano alla sua croce, e mi siegua.
Mt 16,25Imperocché chi vorrà salvare l'anima sua, la perderà: e chi perderà l'anima sua per amor mio, la troverà.
Mt 16,26Imperocché che giova all'uomo di guadagnare tutto il mondo, se poi perda l'anima? o che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?
Mt 16,27Imperocché il Figliuolo dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo co' suoi Angeli: e allora renderà a ciascheduno secondo il suo operato.
Mt 16,28In verità io vi dico: Tra coloro, che son qui presenti, vi sono di quelli, che non morranno, prima che veggano il Figliuol dell'uomo entrar nel suo regno.
Mt 18,1Nel tempo stesso si appressarono a Gesù i discepoli, e gli dissero: Chi è mai il più grande nel regno de' cieli?
Mt 18,2E Gesù chiamato a se un fanciullo, lo pose in mezzo di essi.
Mt 18,3E disse: In verità vi dico, che, se non vi convertirete, e non diventerete come fanciulli, non entrerete nel regno de' cieli.
Mt 18,4Chiunque pertanto si farà piccolo, come questo fanciullo, quegli sarà il più grande nel regno de' cieli.
Mt 18,5E chiunque accoglierà nel nome mio un fanciullo come questo, accoglie me stesso.
Mt 18,6Chi poi scandalizzerà alcuno di questi piccolini, che credono in me, meglio per lui sarebbe, che gli fosse appesa al collo una macina da asino, e che fosse sommerso nel profondo del mare.
Mt 18,7Guai al mondo per causa degli scandali. Imperocché necessaria cosa è, che sianvi degli scandali: ma guai all'uomo, per colpa del quale viene lo scandalo.
Mt 18,8Che se la tua mano, o il tuo piede ti serve di scandalo, troncagli, e gettali via da te: è meglio per te di giugnere alla vita con un piede, o una mano di meno, che con tutte due le mani, e con tutti due i piedi esser gettato nel fuoco eterno.
Mt 18,9E se l'occhio tuo ti serve di scandalo, cavatelo, e gettalo via da te: è meglio per te l'entrar nella vita con un sol occhio, che con due occhi esser gettato nel fuoco dell'inferno.
Mt 18,10Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli: conciossiachè io vi fo sapere, che i loro Angioli ne' cieli vedono perpetuamente il volto del Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 18,11Imperocché il Figliuolo dell'uomo è venuto a salvare quel, che si era perduto.
Mt 18,12Che ve ne pare? se un uomo ha cento pecore, e una di queste si smarrisce, non abbandona egli le altre novantanove, e sen va per li monti in cerca di quella, che si è smarrita?
Mt 18,13E se gli venga fatto di ritrovarla: in verità vi dico, che più si rallegra di questa, che delle novantanove, che non si erano smarrite.
Mt 18,14Così non è volere del Padre vostro, che è ne' cieli, che un solo perisca di questi piccoli.
Mt 18,15Che se il tuo fratello abbia commesso mancamento contro di te, va, e correggilo tra te, e lui solo. Se egli ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello.
Mt 18,16Se poi non ti ascolta, prendi ancora teco una, o due persone, affinchè col detto di due, o tre testimonj si stabilisca lutto l'affare.
Mt 18,17Che se non farà caso di essi, fallo sapere alla Chiesa. E se non ascolta nemmen la Chiesa, abbilo come per gentile, e per pubblicano.
Mt 18,18In verità vi dico: Tutto quello, che legherete sulla terra, sarà legato anche nel cielo: e tutto quello, che scioglierete su la terra, sarà sciolto anche nel cielo.
Mt 18,19Vi dico ancora, che se due di voi si accorderanno sopra la terra a domandare qualsisia cosa, sarà loro concessa dal Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 18,20Imperocché dove sono due, o tre persone congregate nel nome mio, quivi sono io in mezzo di esse.
Mt 18,21Allora accostatosi a lui Pietro gli disse: Signore, fino a quante volte peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte?
Mt 18,22Gesù gli rispose: Non ti dico fino a sette volte; ma fino a settanta volte sette volte.
Mt 18,23Per questo il regno de' cieli si assomiglia ad un re, il quale volle fare i conti co' suoi servi.
Mt 18,24E avendo principiato a riveder la ragione, gli fu presentato uno, che gli andava debitore di dieci mila talenti.
Mt 18,25E non avendo costui il modo di pagare, comandò il padrone, che fosse venduto lui, e sua moglie, e i figliuoli, e quanto aveva, e si saldasse il debito,
Mt 18,26Ma il servo prostrato lo supplicava cui dire: Abbi meco pazienza, e ti soddisfarò interamente.
Mt 18,27Mosso il padrone a pietà di quel servo lo liberò condonandogli il debito.
Mt 18,28Ma partito di li il servo trovò uno de' suoi conservi, che gli doveva cento danari: e presolo per la gola, lo strozzava dicendo: Pagami quello, che devi.
Mt 18,29E il conservo prostrato ai suoi piedi lo supplicava, dicendo: Abbi meco pazienza, e io ti soddisfarò interamente.
Mt 18,30Ma quegli non volle; e andò a farlo mettere in prigione, fino a tanto che l'avesse soddisfatto.
Mt 18,31Ma avendo gli altri conservi veduto tal fatto, grandemente se ne attristarono: e andarono, e riferirono al padrone tutta quel, che era avvenuto.
Mt 18,32Allora il padrone lo chiamò a se, e gli disse: Servo iniquo, io ti ho condonato tutto quel debito, perché ti sei a me raccomandato:
Mt 18,33Non dovevi adunque anche tu aver pietà d'un tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?
Mt 18,34E sdegnato il padrone lo dette in mano de' carnefici, perfino a tanto che avesse pagato tutto il debito.
Mt 18,35Nella stessa guisa farà con voi il mio Padre celeste, se di cuore non perdonerete ciascheduno al proprio fratello.
Mt 19,1Or finiti che ebbe Gesù questi ragionamenti, si partì dalla Galilea, e andò verso i confini della Giudea di là, dal Giordano.
Mt 19,2E lo seguirono molte turbe, e quivi rendette loro la sanità.
Mt 19,3E andarono a trovarlo i Farisei per tentarlo, e gli dissero: È egli lecito all'uomo di ripudiare per qualunque motivo la propria moglie?
Mt 19,4Egli rispose, e disse loro: Non avete voi letto come colui, che da principio creò l'uomo, li creò maschio, e femmina? e disse:
Mt 19,5Per questo lascerà l'uomo il padre, e la madre, e starà unito colla sua moglie, e i due saranno una sola carne.
Mt 19,6Non sono adunque più due, ma una sola carne. Non divida pertanto l'uomo quel, che Dio ha congiunto.
Mt 19,7Ma perché dunque, dissero essi, Mosè ordinò di dare il libello del ripudio, e separarsi?
Mt 19,8Disse loro: A motivo della durezza del vostro cuore permise a voi Mosè di ripudiare le vostre mogli: per altro da principio non fu così.
Mt 19,9Io però vi dico, che, chiunque rimanderà la propria moglie, fuori che per causa d'adulterio, e ne piglierà un'altra, commette adulterio: e chiunque sposerà la ripudiata, commette adulterio.
Mt 19,10Dissero a lui i discepoli: Se tale è la condizione dell'uomo riguardo alla moglie, non torna a conto di ammogliarsi.
Mt 19,11Ed egli disse loro: Non tutti capiscono questa parola, ma quegli, a' quali è stato conceduto.
Mt 19,12Imperocché vi sono degli eunuchi, che sono usciti tali dal sen della madre: e vi son degli eunuchi, che tali sono stati fatti dagli uomini: e ve ne sono di quelli, che si sono fatti eunuchi da loro stessi per amore del regno de' cieli. Chi può capire, capisca.
Mt 19,13Allora furongli presentati de' fanciulli, affinchè imponesse loro le mani, e orasse. Ma i discepoli gli sgridavano.
Mt 19,14E Gesù disse loro: Lasciate in pace i piccolini, e non vogliate impedirli al venire a me: imperocché di questi tali è il regno de' cieli.
Mt 19,15E avendo imposte ad essi le mani, si parti da quel luogo.
Mt 19,16Allora si accostò a lui un tale, e gli disse: Maestro buono, che farò io di bene per ottenere la vita eterna?
Mt 19,17Gesù gli rispose: Perché m'interroghi intorno al bene? Un solo è buono, Iddio. Che se brami di arrivare alla vita, osserva i comandamenti.
Mt 19,18E quali? rispose egli. E Gesù disse: Non ammazzare: non commettere adulterio: non rubare: non dire il falso testimonio.
Mt 19,19Onora il padre, e la madre: ed ama il prossimo tuo come te stesso.
Mt 19,20Dissegli il giovine: Ho osservato tutto questo dalla mia giovinezza: che mi manca ancora?
Mt 19,21Gesù gli disse: Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai, e dallo a' poveri, ed avrai un tesoro nel cielo: e vieni, e seguimi.
Mt 19,22Udite il giovine queste parole, se ne andò afflitto: perché aveva molte possessioni.
Mt 19,23E Gesù disse a' suoi discepoli: in verità vi dico, che difficilmente un ricco entrerà nel regno de' cieli.
Mt 19,24E di bel nuovo vi dico, che è più facile per un cammello il passare per la cruna d'un ago, che per un ricco l'entrare nel regno de' cieli.
Mt 19,25Udito ciò i discepoli ne restarono molto ammirati, dicendo: Chi potrà dunque salvarsi?
Mt 19,26Ma Gesù guardatili, disse loro: Impossibile è questo appresso agli uomini: ma appresso Dio tutto è possibile.
Mt 19,27Allora Pietro prese la parola, e gli disse: Ecco, che noi abbiamo abbandonato tutte le cose, e ti abbiam seguitato: che sarà adunque di noi?
Mt 19,28E Gesù disse loro: In verità vi dico, che voi, che mi avete seguito, nella rigenerazione, allorché il Figliuolo dell'uomo sederà sul trono della sua maestà, sederete anche voi sopra dodici troni, e giudicherete le dodici tribù d'Israele,
Mt 19,29E chiunque avrà abbandonato la casa, o i fratelli, o le sorelle, o il padre, o la madre, o la moglie, o i figliuoli, o i poderi per amor del mio nome, riceverà il centuplo, e possederà la vita eterna.
Mt 19,30E molti primi saranno ultimi, molti ultimi (saranno) primi.
Mt 21,1E avvicinandosi a Gerusalemme, arrivati che furono a Betfage al monte Oliveto, allora Gesù mandò due discepoli,
Mt 21,2Dicendo loro: Andate nel castello, che vi sta dirimpetto, e subito troverete legata un'asina, e con essa il suo asinino: scioglietela, e conducetemela.
Mt 21,3E se alcuno vi dirà qualche cosa, dite, che il Signore ne ha bisogno: e subito ve li rimetterà.
Mt 21,4Or tutto questo segui affinchè si adempisse quanto era stato detto dal Profeta, che disse:
Mt 21,5Dite alla figliuola di Sion: Ecco, che il tuo re viene a te mansueto, cavalcando un'asina, ed un asinello puledro di un'asina da giogo.
Mt 21,6I discepoli andarono, e fecero, come aveva lor comandato Gesù:
Mt 21,7E menarono l'asina e l'asinello, e misero sopra di essi le loro vestimento, e lo fecero montar sopra.
Mt 21,8E moltissimi delle turbe disteser le loro vesti per la strada; altri poi tagliavano rami dagli alberi, e li gettavano per la strada:
Mt 21,9E le turbe, che precedevano, e quelle, che andavangli dietro, gridavan dicendo: Osanna al Figliuolo di David: benedetto colui, che viene nel nome del Signore: Osanna nel più alto de' cieli.
Mt 21,10Ed entrato ch'ei fu in Gerusalemme, si levò tutta la città a rumore, domandando: Chi è costui?
Mt 21,11I popoli però dicevano: Egli è Gesù il profeta da Nazaret nella Galilea.
Mt 21,12Ed entrò Gesù nel tempio di Dio, e scacciò tutti quelli, che compravano, e vendevano nel tempio; e rovesciò le tavole de' banchieri, e le sedie di coloro, che vendevano le colombe:
Mt 21,13E disse loro: Sta scritto: La casa mia sarà chiamata casa di orazione: ma voi l'avete fatta spelonca di ladri.
Mt 21,14E si accostarono a lui nel tempio de' ciechi, e degli Zoppi: e li risanò.
Mt 21,15Ma avendo i principi de' sacerdoti, e gli Scribi vedute le maraviglie da lui operate, e i fanciulli, che gridavano nel tempio: Osanna al figliuolo di David, arsero di sdegno.
Mt 21,16E dissero a lui: Senti tu quel, che dicono costoro? Ma Gesù disse loro: Si certamente. Non avete mai letto: dalla bocca de' fanciulli, e de' bambini di latte hai renduta perfetta laude?
Mt 21,17E lasciati coloro, se ne andò fuori della città a Betania; e quivi pernottò.
Mt 21,18La mattina poi nel ritornare in città ebbe fame.
Mt 21,19E vedendo lungo la strada una pianta di fico, si accostò ad essa: e non vi trovò altro, che foglie, e le disse: Non nasca mai più da te frutto in eterno. E subito il fico si seccò.
Mt 21,20Avendo ciò veduto i discepoli ne restarono ammirati, e dicevano: Come si è seccato in un attimo?
Mt 21,21Ma Gesù rispose, e disse loro: In verità vi dico, che se avrete fede, e non vacillerete, farete non solo (quel, che è stato) di questo fico: ma quand'anche diciate a questo monte: Levati, e gettati in mare, sarà fatto.
Mt 21,22E ogni qualunque cosa, che domanderete nell'orazione, credendo, la otterrete.
Mt 21,23Ed essendo egli andato al tempio, i principi de' sacerdoti, e gli anziani del popolo se gli accostarono, mentre insegnava, egli dissero: Con quale autorità fai tu queste cose? E chi ha dato a te tal podestà?
Mt 21,24E Gesù rispose loro: Fo ancor io a voi un'interrogazione, alla quale se mi risponderete, vi dirò io pure, con quale autorità fo queste cose.
Mt 21,25Il battesimo di Giovanni donde era egli? dal cielo, o dagli uomini? Ma eglino andavan pensando dentro di se, e dicevano:
Mt 21,26Se diremo, dal cielo, egli ci dirà: Perché dunque non gli avete creduto? Che se diremo, dagli uomini, abbiam paura del popolo; imperocché tutti tenevan Giovanni per profeta.
Mt 21,27Risposero pertanto a Gesù con dire: Noi sappiamo. Ed egli pure disse loro: Nemmen io dico a voi, con quale autorità faccia tali cose.
Mt 21,28Ma che ne pare a voi? Un uomo aveva due figliuoli, e accostatosi al primo, gli disse: Figliuolo va, lavora oggi nella mia vigna.
Mt 21,29Ed egli rispose: Non voglio. Ma poi ripentito vi andò.
Mt 21,30E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. E quegli rispose: Signore, io vado, e non andò.
Mt 21,31Quale dei due ha fatto la volontà del padre? Il primo, risposer essi. Gesù disse loro: In verità vi dico, che i pubblicani, e le meretrici anderanno avanti a voi al regno di Dio.
Mt 21,32Imperocché venne a voi Giovanni nella via della giustizia, e voi non gli credeste; ma i pubblicani, e le meretrici gli credettero: e voi ciò vedendo nemmen di voi vi pentiste per credere a lui.
Mt 21,33Udite un'altra parabola. Bravi un padre di famiglia, il quale piantò una vigna, e la cinse di siepe, e scavò, e ti fece un fattoio, e fabbricò una torre, e la diede a lavorare ai contadini, e andossene in lontan paese.
Mt 21,34Venuta poi la stagione de' frutti, mandò i suoi servi dai contadini per ricevere i frutti di essa.
Mt 21,35Ma i contadini, messe le mani addosso a' servi, altro ne bastonarono, altro ne uccisero, e altro ne lapidarono.
Mt 21,36Mandò di nuovo altri servi in maggior numero di prima, e coloro li trattarono nello stesso modo.
Mt 21,37Finalmente mandò ad essi il sua figliuolo, dicendo: Avran rispetto al mio figlio.
Mt 21,38Ma i contadini, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Questi è l'erede: venite, ammazziamolo, e avremo la sua eredità.
Mt 21,39E presolo, lo cacciarono fuora della vigna, e l'uccisero.
Mt 21,40Tornato adunque che sia il padrone della vigna, che farà di que' contadini?
Mt 21,41Essi risposero: Manderà in malora i malvagi; e rimetterà la sua vigna ad altri contadini, i quali gliene renderanno il frutto a' suoi tempi.
Mt 21,42Disse loro Gesù: Non avete mai letto nelle scritture: La pietra, che fù rigettata da coloro, che fabbricavano, è divenuta fondamentale dell'angolo? Dal Signore è stata fatta tal cosa, ed è mirabile negli occhi nostri:
Mt 21,43Per questo vi dico, che sarà tolto a voi il regno di Dio, e sarà dato a un popolo, che produca i frutti di esso.
Mt 21,44E chi cadrà sopra questa pietra, si fracasserà: e quegli, su di cui ella cadrà, sarà stritolato.
Mt 21,45Ed avendo i principi de' sacerdoti, e i Farisei udite le sue parabole compresero, che parlava di loro.
Mt 21,46E cercando di mettergli le mani addosso, ebber paura del popolo; perché lo teneva per profeta.
Mt 22,1E Gesù ricominciò a parlare con essi per via di parabole, dicendo:
Mt 22,2Il regno de' cieli è simile a un re, il quale fece lo sposalizio del suo figliuolo:
Mt 22,3E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, e non volevano andare.
Mt 22,4Mandò di nuovo altri servi, dicendo: Dite agli invitati: il mio desinare è già in ordine, si sono ammazzati i buoi, e gli animali di serbatoio, e tutto è pronto: venite alle nozze.
Mt 22,5Ma quelli miser ciò in non cale: e se ne andarono chi alla sua villa, chi al suo negozio.
Mt 22,6Altri poi presero i servi di lui, e trattarongli ignominiosamente, e gli uccisero.
Mt 22,7Udito ciò, il re si sdegnò; e mandate le sue milizie, sterminò quegli omicidi, e dette alle fiamme la loro città.
Mt 22,8Allora disse a' suoi servi: Le nozze erano all'ordine, ma quelli, che erano stati invitati, non furono degni.
Mt 22,9Andate dunque a' capi delle strade, e quanti riscontrerete, chiamate tutti allo nozze.
Mt 22,10E andati i servitori di lui per le strade radunarono quanti trovarono e buoni, e cattivi, e il banchetto fu pieno di convitati.
Mt 22,11Ma entrato il re per vedere i convitati, vi osservò un uomo, che non era in abito da nozze.
Mt 22,12E disselli: Amico, come se' tu entrato qua, non avendo la veste nuziale? Ma quegli ammutolì.
Mt 22,13Allora il re disse a' suoi ministri: legatelo per le mani, e pe' piedi, e gittatelo nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 22,14Imperocché molti sono i chiamati, e pochi gli eletti.
Mt 22,15Allora i Farisei ritiratisi tenner consiglio per coglierlo in parole.
Mt 22,16E mandano da lui i loro discepoli con degli Erodiani, i quali dissero: Maestro, noi sappiamo, che tu se' verace, e insegni la via di Dio secondo la verità, senza badare a chicchessia; imperocché non guardi in faccia gli uomini.
Mt 22,17Spiegaci adunque il tuo parere: È egli lecito, o no di pagare il tributo a Cesare?
Mt 22,18Ma Gesù conoscendo la loro malizia, disse: Ipocriti, perché mi tentate?
Mt 22,19Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli presentarono un danaro.
Mt 22,20E Gesù disse loro: Di chi è questa immagine, e questa iscrizione?
Mt 22,21Gli risposero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare quel, che è di Cesare; e a Dio quel, che è di Dio.
Mt 22,22Ciò udito restarono stupefatti, e lasciatolo se ne andarono.
Mt 22,23In quel giorno andarono a ritrovarlo i Sadducei, i quali negano la risurrezione, e lo interrogarono,
Mt 22,24Dicendo: Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore non avendo figliuolo, il suo fratello sposi la moglie di lui, e dia discendenza al fratello.
Mt 22,25Or eranvi tra di noi sette fratelli: e il primo ammogliatosi venne a morte; e non avendo prole, lanciò la sua moglie al fratello.
Mt 22,26Lo stesso fu del secondo, e del terzo fino al settimo.
Mt 22,27Finalmente ultima di tutti morì anche la donna.
Mt 22,28Alla risurrezione adunque di chi sarà moglie dei sette? imperocché la hanno avuta tutti.
Mt 22,29Ma Gesù rispose loro: Voi siete in errore, non intendendo le scritture, nè il potere di Dio.
Mt 22,30Imperocché alla risurrezione né gli uomini prendono moglie, nè le donne marito; ma sono come gli Angeli di Dio nel cielo.
Mt 22,31Riguardo poi alla risurrezione de' morti, non avete voi letto quello, che Dio espresse, dicendo a voi:
Mt 22,32Io sono il Dio d'Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe? Egli non è il Dio de' morti, ma de' vivi.
Mt 22,33Udito ciò le turbe, ammiravano la sua dottrina.
Mt 22,34Ma i Farisei avendo saputo, com'egli aveva chiuso la bocca a' Sadducei, si unirono insieme.
Mt 22,35E uno di essi dottore della legge lo interrogò per tentarlo.
Mt 22,36Maestro, qual è il gran comandamento della legge?
Mt 22,37Gesù dissegli: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutto il tuo spirito.
Mt 22,38Questo è il massimo, e primo comandamento.
Mt 22,39Il secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Mt 22,40Da questi due comandamenti pende tutta quanta la legge, e i profeti.
Mt 22,41Ed essendo radunati insieme i Farisei, Gesù domandò loro,
Mt 22,42Dicendo: Che vi pare del Cristo: di chi è egli figliuolo? Gli risposero: Di Davidde.
Mt 22,43Egli disse loro: Come adunque Davidde in ispirito lo chiama Signore, dicendo:
Mt 22,44Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, sin a tanto che io metta i tuoi nemici per isgabello ai tuoi piedi?
Mt 22,45Se dunque Davidde lo chiama Signore, come è egli suo figliuolo?
Mt 22,46E nessuno potea replicargli parola: né vi fu, chi ardisse da quel di in poi di interrogarlo.
Mt 24,1Ed uscito Gesù dal tempio se v'andava. E se gli appressarono i suoi discepoli per fargli osservare le fabbriche del tempio.
Mt 24,2Ma egli prese a dir loro: Vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra sopra pietra senza essere scompaginata.
Mt 24,3Ed essendo egli a sedere sul monte Oliveto, se gli accostarono i discepoli di nascosto, e gli dissero: Di' a noi, quando succederan queste cose? e quale il segno di tua venuta, e della fine del secolo?
Mt 24,4E Gesù rispose, e disse loro: Badate, che alcuno non vi seduca.
Mt 24,5Imperocché molti verranno nel nome mio, dicendo: Io sono il Cristo; e sedurranno molta gente.
Mt 24,6Imperocché sentirete parlare di guerre, e di rumori di guerre. Badate di non turbarvi: conciossiaché bisogna, che queste cose succedano; ma non finisce qui.
Mt 24,7Imperocché si solleverà popolo contro popolo, e regno contro regno; e vi saran delle pestilenze, e carestie, e tremuoti in questa, e in quella parte.
Mt 24,8Ma tutte queste cose sono il principio dei dolori.
Mt 24,9Allora vi getteranno nella tribolazione, e vi faranno morire, e sarete odiati da tutte le nazioni per causa del nome mio.
Mt 24,10E allora molti patiranno scandalo, e l'uno tradirà l'altro, e si odieranno l'un l'altro.
Mt 24,11E usciranno fuora molti falsi profeti, e sedurranno molta gente.
Mt 24,12E per essere soprabbondata l'iniquità, raffredderassi la carità in molti.
Mt 24,13Ma chi persevererà sino al fine, questi sarà salvo.
Mt 24,14E sarà predicato questo Vangelo del regno per tutta la terra, per testimonianza a tutte le nazioni: e allora verrà la fine.
Mt 24,15Quando adunque vedrete l'abbominazione della desolazione predetta dal profeta Daniele posta nel luogo santo (chi legge, comprenda):
Mt 24,16Allora coloro, che sii troveranno nella Giudea, fuggano ai monti:
Mt 24,17E chi si troverà sopra il solaio, non iscenda per prendere qualche cosa di casa sua:
Mt 24,18E chi sarà al campo, non ritorni a pigliar la sua veste.
Mt 24,19Ma guai alle donne gravide, oche avranno bambini al petto in que' giorni.
Mt 24,20Pregate perciò, che non abbiate a fuggire di verno, o in giorno di sabato:
Mt 24,21Imperocché grande sarà allora la tribolazione, quale non fu dal principio del mondo sino a quest'oggi, né mai sarà.
Mt 24,22E se non fossero accorciati que' giorni, non sarebbe uomo restato salvo: ma saranno accorciati que' giorni in grazia degli eletti.
Mt 24,23Allora se alcuno vi dirà: Ecco qui, o ecco là il Cristo: non date retta.
Mt 24,24Imperocché usciranno fuora de' falsi cristi, e de' falsi profeti, e faranno miracoli grandi, e prodigj, da fare che siano ingannati (se è possibile) gli stessi eletti.
Mt 24,26Se adunque vi diranno: Ecco che egli è nel deserto, non vogliate muovervi; eccolo in fondo della casa, non date retta.
Mt 24,27Imperocché siccome il lampo si parte dall'oriente, e si fa vedere sino all'occidente; così la venuta del figliuolo dell'uomo.
Mt 24,28Dovunque sarà il corpo, quivi si raduneranno le aquile.
Mt 24,29Immediatamente poi dopo la tribolazione di que' giorni si oscurerà il sole, e la luna non darà più la sua luce, e cadranno dal cielo le stelle, e le potestà ne' cieli saranno sommosse.
Mt 24,30Allora il segno del Figliuolo dell'uomo comparirà nel cielo: e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figliuol dell'uomo scendere sulle nubi del cielo con potestà, e maestà grande.
Mt 24,31E manderà i suoi Angeli, i quali con tromba, e voce sonora raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un'estremità de' cieli all'altra.
Mt 24,32Dalla pianta del fico imparate questa similitudine. Quando il ramo di essa intenerisce, e spuntano le foglie, voi sapete, che la state è vicina:
Mt 24,33Così ancora, quando voi vedrete tutte queste cose, sappiate, che egli è vicino alla porta.
Mt 24,34In verità vi dico, non passerà questa generazione, che adempite non siano tutte queste cose.
Mt 24,35Il cielo, e la terra passeranno; ma le mie parole non passeranno.
Mt 24,36Quanto poi a quel giorno, e a quell'ora nissuno la sa, nemmeno gli Angeli del cielo, eccetto il solo Padre.
Mt 24,37E come (fu) a' tempi di Noè; così sarà ancora al venire del Figliuolo dell'uomo.
Mt 24,38Imperocché siccome ne' giorni avanti al diluvio gli uomini se ne stavano mangiando, e bevendo, sposando, e dando a marito le donne sino a quel giorno, che Noè entrò nell'arca:
Mt 24,39E non si detter pensiero, sintanto che venne il diluvio, e uccise tutti; così sarà alla venuta del Figliuolo dell'uomo.
Mt 24,40Allora due si troveranno in un campo: uno sarà preso, e l'altro abbandonato.
Mt 24,41Due donne saranno a macinare al mulino: una sarà presa, e l'altra abbandonata.
Mt 24,42Vegliate adunque, perché non sapete, a che ora sia per venire il Signor vostro.
Mt 24,43Sappiate però, che, se il padre di famiglia sapesse, a che ora sia per venire il ladro, vogherebbe certamente, e non lascerebbe, che fosse sforzata la sua casa.
Mt 24,44Per questo anche voi state preparati, perché il Figliuolo dell'uomo verrà in quell'ora, che non pensate.
Mt 24,45Chi è mai quel servo fedele, e prudente preposto dal padrone sopra la sua servitù, per distribuirle il vitto a' suoi tempi.
Mt 24,46Beato quel servo, cui il padrone in venendo troverà così diportarsi.
Mt 24,47In verità vi dico, che gli affiderà il governo di tutti i suoi beni.
Mt 24,48Ma se quel servo cattivo dirà in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire:
Mt 24,49E comincerà a battere i suoi con servi, e a mangiare, e bere con gli ubbriachi:
Mt 24,50Verrà il padrone di questo servo nel dì, che egli non se l'aspetta, e nell'ora, che egli non sa:
Mt 24,51E lo separerà, e gli darà luogo tra gl'ipocriti: ivi sarà pianto, e stridor di denti.
Mt 25,1Allora sarà simile il regno de' cieli a dieci vergini, le quali avendo prese le loro lampane, andarono in contro allo sposo, e alla sposa.
Mt 25,2Ma cinque di esse erano stolte, e cinque prudenti.
Mt 25,3Or le cinque stolte, prese avendo le loro lampane, non portaron seco dell'olio:
Mt 25,4Le prudenti poi insieme colle lampane presero dell'olio ne' vasi loro.
Mt 25,5E tardando lo sposo, assonnarono tutte, e si addormentarono.
Mt 25,6E a mezzanotte levossi un grido: Ecco lo sposo viene, andategli incontro.
Mt 25,7Allora si alzarono tutte quelle vergini, e misero in ordine le loro lampane.
Mt 25,8Ma le stolte dissero alle prudenti: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampane si spengono.
Mt 25,9Risposero le prudenti, e dissero: Perché non ne manchi a voi, e a noi, andate piuttosto da chi ne vende, e compratevene.
Mt 25,10Ma in quello, che andavano a comperarne, arrivò lo sposo; e quelle, che erano preparate, entraron con lui alle nozze, e fu chiusa la porta.
Mt 25,11All'ultimo vennero anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici.
Mt 25,12Ma egli rispose, e disse: In verità, vi dico, non so, chi siate.
Mt 25,13Vegliate adunque, perché non sapete il giorno, né l'ora.
Mt 25,14Imperocché (la cosa è) come quando un uomo partendo per lontan paese, chiamò i suoi servi, e mise il suo nelle loro mani:
Mt 25,15E dette all'uno cinque talenti, e all'altro due, e uno ad un altro, a ognuno a proporzione della sua capacità, e immediatamente si partì.
Mt 25,16Andò adunque quegli, che aveva ricevuti cinque talenti, e li trafficò, e ne guadagnò altri cinque.
Mt 25,17Medesimamente colui, che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
Mt 25,18Ma colui, che ne aveva ricevuto uno, andò, e fece una buca nella terra, e nascose il danaro del suo padrone.
Mt 25,19Dopo lungo spazio di tempo ritornò il padrone di que' servi, e chiamogli ai conti.
Mt 25,20E venuto colui, che avea ricevuto cinque talenti, gliene presentò altri cinque, dicendo: Signore, tu mi hai dato cinque talenti, eccone cinque di più, che ho guadagnati.
Mt 25,21Gli rispose il padrone: Bene sta, servo buono, e fedele, perché nel poco se' stato fedele, ti farò padrone del molto: entra nel gaudio del tuo signore.
Mt 25,22Si presentò poi anche l'altro, che avea ricevuto i due talenti e disse: Signore, tu mi desti due talenti, ecco che io ne ho guadagnati due altri.
Mt 25,23Dissegli il padrone: Bene sta, servo buono, e fedele, perché se' stato fedele nel poco, ti farò padrone del molto: entra nel gaudio del tuo signore.
Mt 25,24Presentatosi poi anche colui, che aveva ricevuto un talento, disse: Signore, so, che sei uomo austero: che mieti, dove non hai seminato, e raccogli, dove non hai sparso nulla:
Mt 25,25E timoroso andai a nascondere il tuo talento sotto terra: Eccoti il tuo.
Mt 25,26Ma il padrone rispose, e dissegli: Servo malvagio, e infingardo, tu sapevi, che io mieto, dove non ho seminato, e ricolgo, dove non ho sparso.
Mt 25,27Dovevi adunque dare il mio denaro ai banchieri, e al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse.
Mt 25,28Toglietegli adunque il talento, che ha e datelo a colui, che ha dieci talenti.
Mt 25,29Imperocché a chi ha, sarà dato, e troverassi nell'abbondanza: ma a chi non ha, sarà tolto anche quello, che sembra avere.
Mt 25,30E il servo inutile gittatelo nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 25,31Quando poi verrà il Figliuolo dell'uomo nella sua maestà, e con lui tutti gli Angeli, allora sederà sopra il trono della sua maestà:
Mt 25,32E si raduneranno dinanzi a lui tutte le nazioni, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecorelle dai capretti:
Mt 25,33E metterà le pecorelle alla sua destra, e i capretti alla sinistra.
Mt 25,34Allora il Re dirà a quelli, che saranno alla sua destra: Venite, bene detti dal Padre mio, prendete possesso del regno preparato a voi sin dalla fondazione del mondo.
Mt 25,35Imperocché ebbi fame, e mi deste da mangiare: ebbi sete, e mi deste da bere: fui pellegrino, e mi ricettaste:
Mt 25,36Ignudo, e mi rivestiste: ammalato e mi visitaste: carcerato, e veniste da me.
Mt 25,37Allora gli risponderanno i giusti: Signore, quando mai ti abbiamo veduta affamato, e ti abbiam dato da mangiare: assetato, e ti demmo da bere?
Mt 25,38Quando ti abbiamo veduto pellegrino, e ti abbiamo ricettato: ignudo, e ti abbiam rivestito?
Mt 25,39Ovvero quando ti abbiam veduto ammalato, o carcerato, e venimmo a visitarti?
Mt 25,40E il re risponderà, e dirà loro: In verità vi dico: Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno de' più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me.
Mt 25,41Allora dirà anche a coloro, che saranno alla sinistra: Via da me, maladetti, al fuoco eterno, che fu preparato pel Diavolo, e pe' suoi Angeli.
Mt 25,42Imperocché ebbi fame, e non mi deste da mangiare: ebbi sete, e non mi deste da bere:
Mt 25,43Era pellegrino, e non mi ricettaste, ignudo, e non mi rivestiste: ammalato, e carcerato, e non mi visitaste.
Mt 25,44Allora gli risponderanno anche questi: Signore, quando mai ti abbiam veduto affamato, o sitibondo, o pellegrino, o ignudo, o ammalato, o carcerato, e non ti abbiamo assistito?
Mt 25,45Allora risponderà ad essi con dire: In verità vi dico: Ogni volta che non mi avete ciò fatto per uno di questi piccoli, non lo avete fatto nemmeno a me.
Mt 25,46E anderanno questi all'eterno supplizio: i giusti poi alla vita eterna.
Mt 27,1Fattosi giorno, tenner consiglio tutti i principi de' sacerdoti, e gli anziani del popolo contro Gesù per farlo morire.
Mt 27,2E legato lo condussero, e lo misero nelle mani di Ponzio Pilato preside.
Mt 27,3Allora Giuda, che l'aveva tradito, vedendo, come Gesù era stato condannato, mosso da pentimento, riportò i trenta danari ai principi de' sacerdoti, e agli anziani.
Mt 27,4Dicendo: Ho peccato, avendo tradito il sangue innocente. Ma quelli dissero: Che importa ciò a noi? Pensaci tu.
Mt 27,5Ed egli gettate le monete di argento nel tempio, si ritirò; e andò, e si appiccò a un capestro.
Mt 27,6Ma i principi de' sacerdoti, raccolte le monete d'argento, dissero: Non è lecito di metterle nel tesoro; perché sono prezzo di sangue.
Mt 27,7E fatta consulta, comperaron con esse il campo d'un vasajo per seppellirvi i forestieri.
Mt 27,8Per la qualcosa quel campo si chiama Aceldama, cioè il campo del sangue, sino al dì d'oggi.
Mt 27,9Allora si adempì quello, che fu predetto per Geremia profeta, che dice: E hanno ricevuto i trenta danari d'argento, prezzo di colui, il quale comperarono a prezzo dai figliuoli d'Israele:
Mt 27,10E gli hanno impiegati in un campo d'un vasaio, come ha prescritto a me il Signore.
Mt 27,11Gesù fu presentato dinanzi al preside, e il preside lo interrogò, dicendogli: Se' tu il re de' Giudei? Gesù gli disse: Tu lo dici.
Mt 27,12E venendo accusato dai principi de' sacerdoti, e dagli anziani, non rispose nulla.
Mt 27,13Allora Pilato dissegli: Non odi tu, di quante cose ti accusano?
Mt 27,14E per qualunque proposta non gli rispose nulla; talmente che ne restò il preside altamente maravigliato.
Mt 27,15Or egli era solito il preside di liberare nel di solenne quel prigione, che fosse più loro piaciuto.
Mt 27,16Ed egli aveva allora un prigione famoso chiamato Barabba.
Mt 27,17Essendo essi adunque adunati. Pilato disse: Chi volete, che io vi ponga in libertà? Barabba, o Gesù chiamato il Cristo?
Mt 27,18Imperocché sapeva, che per invidia l'avean tradito.
Mt 27,19E mentre ei sedeva a tribunale, la sua moglie mandò a dirgli: Non t'impacciare delle cose di quel giusto: imperocché sono stata quest'oggi io sogno molto sconturbata a causa di lui.
Mt 27,20Ma i principi de' sacerdoti, e gli anziani persuasero il popolo a chieder Barabba, e far perire Gesù.
Mt 27,21E prendendo la parola il preside, disse loro: Quale dei due volete, che io vi metta in libertà? Ma quelli dissero: Barabba.
Mt 27,22Visse loro Pilato: Che farò io adunque di Gesù, chiamato il Cristo!
Mt 27,23Disser tutti: Sia crocifisso. Disse loro il preside: Ma che ha egli fatto di male? Quelli però vie più gridavano dicendo: Sia crocifisso.
Mt 27,24Vedendo Pilato, che nulla giovava, anzi si faceva maggiore il tumulto, presa l'acqua, si lavò le mani dinanzi al popolo, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto: pensateci voi.
Mt 27,25E rispondendo tutto quanto il popolo, disse: Il sangue di lui sopra di noi, e sopra de' nostri figliuoli.
Mt 27,26Allora rilasciò loro Barabba: e fatto flagellare Gesù, lo rimise ad essi, perché fosse crocifisso.
Mt 27,27Allora i soldati del preside, condotto Gesù nel pretorio, radunarono intorno a lui tutta la coorte:
Mt 27,28E spogliatolo, gli misero indosso una clamide di color di cocco:
Mt 27,29E intrecciata una corona di spine, gliela posero in testa, e una canna nella mano diritta. E piegando il ginocchio dinanzi a lui, lo schernivan, dicendo: Dio ti salvi, re de' Giudei.
Mt 27,30E sputandogli addosso, prendevan la canna, e lo battevano nella testa.
Mt 27,31E dopo averlo schernito, lo spogliarono della clamide, e lo rivestiron delle sue vesti, e lo menarono a crocifiggere.
Mt 27,32E nell'uscire incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone: e lo costrinsero a portare la croce di lui.
Mt 27,33E arrivarono al luogo detto Golgota; che vuoi dire luogo del cranio.
Mt 27,34E gli detterò a bere del vino mescolato con fiele: e assaggiato che l'ebbe, non volle bere.
Mt 27,35E dopo che l'ebber crocifisso, si spartirono le sue vesti, tirando a sorte: affinchè si adempisse quello, che fu detto dal Profeta, che dice: Si sono spartiti tra di loro le mie vestimenta, e hanno tirato a sorte la mia veste.
Mt 27,36E stando a sedere gli facevano la guardia.
Mt 27,37E gli posero scritto sopra la sua testa il suo delitto: QUESTO E GESÙ IL RE DE' GIUDEI.
Mt 27,38Allora furon crocifissi con lui due ladroni: uno a destra, e l'altro a sinistra.
Mt 27,39E quelli, che passavano, lo bestemmiavano crollando il capo,
Mt 27,40E dicendo: O tu, che distruggi il tempio di Dio, e lo rifabbrichi in tre giorni: salva te stesso: se sei Figliuolo di Dio, scendi dalla croce.
Mt 27,41Nella stessa guisa anche i principi de' sacerdoti facendosi beffe di lui con gli Scribi, e gli anziani, dicevano:
Mt 27,42Ha salvato altri, non può salvare se stesso: se è il re d'Israele, scenda adesso dalla croce, e gli crediamo.
Mt 27,43Ha confidato in Dio: lo liberi adesso, se gli vuoi bene; imperocché egli ha detto: Sono Figliuolo di Dio.
Mt 27,44E questo stesso gli rimproveravano i ladroni, che erano stati crocifissi con lui.
Mt 27,45Ma dall'ora sesta furon tenebre per tutta la terra sino all'ora nona.
Mt 27,46E intanto all'ora nona sclamò Gesù ad alta voce, dicendo: Eli, Eli, lamma sabacthani? che vuoi dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Mt 27,47Ma alcuni de' circostanti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia.
Mt 27,48E tosto correndo uno d'essi, inzuppò una spugna nell'aceto, e postala in cima d'una canna, gli dava da bere.
Mt 27,49Gli altri poi dicevano: Lascia, che veggiamo, se venga Elia a liberarlo.
Mt 27,50Ma Gesù gettato di nuovo un gran grido, rendè lo spirito.
Mt 27,51Ed ecco che il velo del tempio si squarciò in due parti da sommo a imo: e la terra tremò, e le pietre si spezzarono.
Mt 27,52E imonumenti si aprirono: e molti corpi de' Santi, che si erano addormentati, risuscitarono.
Mt 27,53E usciti de' monumenti dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa, e apparvero a molti.
Mt 27,54Ma il centurione, e quelli, che con lui facevan la guardia a Gesù, veduto il tremuoto, e le cose, che accadevano ebbero gran timore, e dicevano: Veramente costui era Figliuolo di Dio.
Mt 27,55Ed eranvi in lontananza molte donne, le quali avean seguitato Gesù dalla Galilea, e lo avevano assistito:
Mt 27,56Tralle quali eravi Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo, e di Giuseppe, e la madre de' figliuoli di Zebedeo.
Mt 27,57E fattosi sera, andò un ricco uomo di Arimatea, chiamato Giuseppe, che era anch'esso discepolo di Gesù.
Mt 27,58Questi andò a trovar Pilato, e chiusegli il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò, che il corpo fosse restituito.
Mt 27,59E Giuseppe, preso il corpo, lo rinvolse in una bianca sindone.
Mt 27,60E lo pose nel suo monumento nuovo, scavato da lui in un masso: e ribaltò una gran pietra su la bocca del monumento, e si ritirò.
Mt 27,61E stavano ivi Maria Maddalena, e l'altra Maria a sedere dirimpetto il sepolcro.
Mt 27,62Il giorno seguente, che è quello dopo la Parasceve, si radunarono i principi de' sacerdoti, e i Farisei da Pilato,
Mt 27,63E gli dissero: Signore, ci siamo ricordati, che quel seduttore, quand'era ancor vivo, disse; Dopo tre giorni risusciterò.
Mt 27,64Ordina adunque, che sia custodito il sepolcro fino al terzo giorno: affinchè non vadan forse i suoi discepoli a rubarlo, e dican al popolo: Egli è risuscitato da morte: e fin l'ultimo inganno peggiore del primo.
Mt 27,65Pilato lor disse: Siete padroni delle guardie; andate, custodite, come vi pare.
Mt 27,66Ed essi andarono, e afforzarono il sepolcro colle guardie, e misero alla pietra il sigillo.
Mt 28,1Ma la sera del sabato, che si schiariva già il primo dì della settimana, andò Maria Maddalena. e l'altra Maria a visitare il sepolcro.
Mt 28,2Quand'ecco egli fu gran tremuoto. Imperocché l'Angolo del Signore scese dal cielo: e appressatosi voltò sossopra la pietra, e sedeva sopra di essa.
Mt 28,3E l'aspetto di lui era come un folgore: e la sua veste come neve.
Mt 28,4E per la paura, che ebber di lui, si sbigottiron le guardie, e rimaser come morte.
Mt 28,5Ma l'Angelo del Signore presa la parola disse alle donne: Non temete voi: imperocché io so, che cercate Gesù crocifisso:
Mt 28,6Egli non è qui: conciossiachè è risuscitato, conforme disse. Venite a vedere il luogo, dove giaceva il Signore.
Mt 28,7E tosto andate, e dite ai discepoli di lui: Com' egli è risuscitato da morte: ed ecco vi va innanzi nella Galilea: ivi lo vedrete: ecco che io vi ho avvertite.
Mt 28,8E quelle prestamente uscite dal sepolcro con timore, e gaudio grande, corsero a dar la nuova ai discepoli.
Mt 28,9Quand'ecco, che Gesù si fe' loro incontro, e disse: Dio vi salvi. Ed esse se gli accostarono, e strinsero i suoi piedi, e lo adorarono.
Mt 28,10Allora Gesù disse loro: Non temete: andate, avvisate i miei fratelli, che vadano nella Galilea; ivi mi vedranno.
Mt 28,11Partite che esse furono, alcune delle guardie andarono in città, e riferirono a' principi de' sacerdoti tutto quello, che era accaduto.
Mt 28,12E questi radunatisi con gli anziani, e fatta consulta, dettero buona somma di denaro ai soldati,
Mt 28,13Dicendo loro: Dite: I discepoli di lui sono venuti di notte tempo, e mentre noi dormivamo, lo hanno rubato.
Mt 28,14E ove ciò venga a notizia del preside, noi lo placheremo, e vi libereremo d'ogni molestia.
Mt 28,15Ed essi, preso il denaro, fecero, come era stato loro insegnato. E questa voce si è divulgata tra gli Ebrei sino al dì d'oggi.
Mt 28,16Ma gli undici discepoli andaron nella Galilea al monte assegnato loro da Gesù.
Mt 28,17E vedutolo lo adorarono, ma alcuni restarono dubitosi.
Mt 28,18Ma Gesù accostatosi parlò loro, dicendo: E stata data a me tutta la podestà in cielo, e in terra.
Mt 28,19Andate adunque, istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito santo:
Mt 28,20Insegnando loro di osservare tutto quello, che io vi ho comandata. Ed ecco, che io sono con voi per tutti i giorni sino alla consumazione de' secoli.
Mc 1,1Principio del Vangelo di Gesù Cristo Figliuolo di Dio.
Mc 1,2Siccome sta scritto nel profeta Isaia: Ecco che io spedisco innanzi a te il mio Angelo, il quale preparerà la tua via dinanzi a te.
Mc 1,3Voce d'uno, che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri.
Mc 1,4Fu Giovanni nel deserto a battezzare, e predicare il battesimo della penitenza per la remissione de' peccati.
Mc 1,5E tutto il paese della Giudea, e tutto il popolo di Gerusalemme andava a trovarlo, e confessando i loro peccati eran battezzati da lui nel fiume Giordano.
Mc 1,6E Giovanni era vestito di pelo di cammello, e aveva ai fianchi una cintola di cuoio, e mangiava locuste, e miele selvatico. E predicava, dicendo:
Mc 1,7Viene dietro di me chi è più forte di me: cui non son io degno di sciogliere prostrato a terra la coreggia delle scarpe.
Mc 1,8Io vi ho battezzato con acqua; ma egli vi battezzerà con lo Spirito santo.
Mc 1,9E accadde in que' giorni, che Gesù si partì da Nazaret della Galilei, e fù battezzato da Giovanni nel Giordano.
Mc 1,10E subito nell'uscire dall'acqua, vide aprirsi i cieli, e lo Spirito quasi colomba scendere, e posarsi sopra di lui.
Mc 1,11E una voce venne dal cielo: Tu se' il mio figliuolo diletto, in te mi sono compiaciuto.
Mc 1,12E immediatamente lo Spirito lo spinse nel deserto.
Mc 1,13E stette nel deserto quaranta giorni, e quaranta notti: ed era tentato da Satana: e stava colle fiere selvatiche, ed era servito dagli Angeli.
Mc 1,14Ma dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù andò nella Galilea, predicando il Vangelo del regno di Dio,
Mc 1,15E dicendo: E compito il tempo, e si avvicina il regno di Dio: Fate penitenza, e credete al Vangelo.
Mc 1,16E passando lungo il mare di Galilea, e vide Simone, e Andrea suo fratello, che gettavano in mare le reti (conciossiachè erano pescatori):
Mc 1,17E disse loro Gesù: Seguitemi, e farovvi pescatori d'uomini.
Mc 1,18E subito abbandonate le reti, lo seguitarono.
Mc 1,19E andato un po' avanti, vide Giacomo figliuolo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, ch'erano anch'essi in barca rassettando le reti:
Mc 1,20E subito li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo nella barca co' garzoni, lo seguitarono.
Mc 1,21Ed entrarono in Cafarnaum: ed egli entrato in sabato nella sinagoga insegnava.
Mc 1,22E restavano stupefatti della sua dottrina: imperocché insegnava loro, come uno, che abbia autorità, e non come gli Scribi.
Mc 1,23Ed eravi nella loro sinagoga un uomo posseduto dallo spirito immondo, il quale esclamò,
Mc 1,24Dicendo: Che abbiamo noi a fare con te, o Gesù Nazareno? se' tu venuto per mandarci in perdizione? io so, chi sei. Santo di Dio.
Mc 1,25E Gesù lo sgridò, dicendo: Taci, e partiti da costui.
Mc 1,26E lo spirito immondo, dopo averlo straziato, usci, urlando forte, da lui.
Mc 1,27E tutti restarono ammirati; talmente che si domandavano gli uni agli altri; Che è mai ciò? e qual nuova dottrina è questa? poiché egli comanda con autorità anche agli spiriti immondi, e lo ubbidiscono.
Mc 1,28E si divolgò subito la fama di lui per tutto il paese della Galilea.
Mc 1,29E appena usciti della sinagoga andarono a casa di Simone, e di Andrea con Giacomo, e Giovanni.
Mc 1,30Or la suocera di Simone era allettata con febbre: e a prima giunta gli pariamo di lei.
Mc 1,31Ed egli accostatoci ad ossa, e presala per mano, l'alzò: e subito lasciolla la febbre, ed ella si mise a servirli.
Mc 1,32E fattosi sera, e tramontato il sole, gli conducevan davanti tutti i malati, e gl'indemoniati.
Mc 1,33E tutta la città si era affollata alla porta.
Mc 1,34E curò molti afflitti da varj malori e cacciò molti demonj, e non permetteva loro di dire, che lo conoscevano.
Mc 1,35E alzatosi di gran mattina usci fuora, ed andò in un luogo solitario, e quivi stava in orazione.
Mc 1,36Ma Simone, e quelli, che si trovavan con lui, gli tenner dietro.
Mc 1,37E trovatolo, gli dissero: Tutti ti cercano.
Mc 1,38Ed egli disse loro: Andiamo per li villaggi, e per le vicine città, affinchè quivi ancora io predichi: dappoiché a questo fine sono venuto.
Mc 1,39E andava predicando nelle loro sinagoge, e per tutta la Galilea, e discacciava i demonj.
Mc 1,40E andò a trovarlo un lebbroso, il quale raccomandandosi a lui, e inginocchiatosi gli disse: Se vuoi; tu puoi mondarmi.
Mc 1,41E Gesù mosso a compassione, stese la sua mano, e toccandolo, disselli: Io voglio. Sii mondato.
Mc 1,42E detto che egli ebbe, spari da colui la lebbra, e fu mondato.
Mc 1,44E gli disse: Guardati dal dir nulla chicchessia; ma va, fatti vedere al principe de' sacerdoti, e offerisci per la tua purgazione quello, che ha ordinato Mosè in testimonianza (di rispetto) per essi.
Mc 1,45Ma quegli andatosene, cominciò a vociferare, e pubblicare il fatto; talmente che non poteva più entrare scopertamente in città; ma se ne stava fuori in luoghi solitarj, e andavano a trovarlo da tutte le parti.
Mc 2,1E alcuni giorni dopo entrò nuovamente in Cafarnaum.
Mc 2,2E si riseppe, ch'egli era nella casa, e si radunò molta gente; dimodoché non capivano nemmeno nello spazio d'intorno alla porta: e predicava loro la parola.
Mc 2,3E venner da lui alcuni, che conducevano un paralitico portato da quattro persone.
Mc 2,4E non potendo presentarglielo per la folla, scoprirono il palco dalla parte, dov'egli stava: e fatta un'apertura, calarono il lettuccio, nel quale giaceva il paralitico.
Mc 2,5E Gesù veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, ti son rimessi i tuoi peccati.
Mc 2,6Eran ivi a sedere alcuni degli Scribi, i quali andavano discorrendo in cuor loro:
Mc 2,7Perché così parla costui? egli bestemmia. Chi può perdonare i peccati, fuorichè il solo Dio?
Mc 2,8Ma avendo subito Gesù col suo spirito conosciuto, che in tal modo la discorrevano dentro di se, disse loro: Per qual motivo tali cose andate ruminando ne' vostri cuori?
Mc 2,9Che cosa è più facile, il dire al paralitico: ti son rimessi i tuoi peccati: oppure il dire: Alzati, prendi il tuo letticciuolo e cammina?
Mc 2,10Or affinchè voi sappiate, che il Figliuol dell'uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati, (disse al paralitico):
Mc 2,11Dico a te: Sorgi, prendi il tuo letticciuolo, e vattene a casa tua.
Mc 2,12E immantinenti quegli si alzò: e preso il suo letticciuolo a vista di tutti, se ne andò; talmente che tutti restarono stupefatti, e glorificaron Dio, dicendo: Non mai abbiam visto simil cosa.
Mc 2,13Ed egli se ne andò di nuovo verso il mare: e lutto il popolo andava da lui, ed ei gli instruiva.
Mc 2,14E in passando vide Levi figliuolo d'Alfeo, che sedeva al banco, e gli disse: Seguimi. Ed egli alzatosi lo seguitò.
Mc 2,15E avvenne, che, essendo egli a tavola nella casa di lui, molti pubblicani, e peccatori erano a mensa con Gesù, e con i suoi discepoli: imperocché molti (di quelli) v'erano, che lo seguivano.
Mc 2,16Or gli Scribi, e i Farisei al vederlo mangiare con i pubblicani, e i peccatori dicevano a' suoi discepoli: Per qual motivo il vostro Maestro mangia, e beve co' pubblicani, e peccatori?
Mc 2,17Il che avendo udito Gesù, disse loro: Non han bisogno del medico i sani, ma i malati: imperocché non son venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
Mc 2,18E i discepoli di Giovanni, e i Farisei facevano de' digiuni: vanno adunque, e dicono a lui: Per qual motivo i discepoli di Giovanni, e de' Farisei digiunano; e i tuoi discepoli non digiunano?
Mc 2,19E Gesù disse loro: possono forse i compagni dello sposo digiunare, fino a tanto che lo sposo è con essi? Mentre hanno con seco lo sposo, non possono digiunare.
Mc 2,20Ma tempo verrà, che sarà loro tolto lo sposo: e allora per quel tempo digiuneranno.
Mc 2,21Nissuno cuce a un vestito vecchio un pezzo di panno nuovo: altrimenti la nuova giunta strappa del vecchio, e lo sdrucio diventa maggiore.
Mc 2,22E nissuno mette il vino nuovo in otri vecchi: altrimenti il vino rompe gli otri, e il vino si versa, e gli otri vanno in malora; ma il vino nuovo va messo in otri nuovi.
Mc 2,23Successe ancora, che, camminando il Signore in giorno di sabato pei seminati, i suoi discepoli cominciavano a inoltrarsi, e cogliere delle spighe.
Mc 2,24E i Farisei dicevano a lui: Ecco, perchè fanno eglino in giorno di sabato quello, che non è lecito?
Mc 2,25Ed egli disse loro: Non avete mai letto o quello, che fece Davidde, trovandosi in necessità, e avendo fame egli, e i suoi compagni?
Mc 2,26Come entrò nella casa di Dio, essendo sommo sacerdote Abiatar, e mangiò i pani della proposizione, de' quali non era lecito mangiare, se non a' soli sacerdoti, e ne dette a' suoi compagni?
Mc 2,27E disse loro: Il sabato è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo pel sabato.
Mc 2,28E adunque il Figliuolo dell'uomo padrone anche del sabato.
Mc 4,1E cominciò di nuovo a insegnare vicino al mare: e si raunò intorno a lui moltitudine di gente; dimodoché montato in una barca sedeva sul mare: e tutta quanta la turba stava in terra lungo la marina:
Mc 4,2E insegnava loro molte cose per via di parabole, e diceva loro secondo la sua maniera d'insegnare:
Mc 4,3Ponete mente: Ecco che il seminatore andò a seminare.
Mc 4,4E mentre seminava, parte (del seme) cadde lungo la strada, e venner gli uccelli dell'aria, e lo mangiarono.
Mc 4,5Un'altra parte cascò in luogo sassoso, dove non trovò molta terra: e subito nacque, perché non aveva terren profondo:
Mc 4,6Ma levatosi il sole, fu arso dal calore: e, perché non aveva barbicato, seccò.
Mc 4,7Un'altra parte cadde tra le spine, e cresciute le spine lo soffogarono, e non recò frutto.
Mc 4,8Altra cadde in buon terreno: e dette frutto, che venne su rigoglioso, e rese dove trenta per uno, dove sessanta, e dove cento.
Mc 4,9E diceva loro: Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Mc 4,10Ma quando egli fu solo, i dodici, che eran con lui, lo interrogarono sopra la parabola.
Mc 4,11Ed egli diceva loro: A voi è dato d'intendere il mistero del regno di Dio; ma per quelli, che sono fuora, tutto si fa per via di parabole:
Mc 4,12Affinchè vedendo veggano, e non reggano: e udendo odano, e non intendano: perché non si convertano una volta, e sian loro rimessi i peccati.
Mc 4,13E disse loro: Non intendete questa parabola? e come intenderete tutte (le altre) parabole?
Mc 4,14Il seminatore è colui, che semina la parola.
Mc 4,15Quelli, che la semenza ricevono lungo la strada, sono coloro, ne' quali viene seminata la parola: ma udita che l'hanno, vien tosto Satana, e porta via la parola seminata ne' loro cuori.
Mc 4,16Similmente quelli, che han ricevuto il seme in luoghi sassosi, sono coloro, che, udita la parola, subito l'abbracciano con allegrezza:
Mc 4,17E non hanno in se radice; ma son di corta durata: e venuta poi la tribolazione, e la persecuzione a motivo della parola, restano subito scandalizzati.
Mc 4,18Quelli, che ricevono il seme tra le spine, sono coloro, i quali ascoltano la parola:
Mc 4,19Ma le sollecitudini del secolo, e le ingannevoli ricchezze, e gli altri disordinati affetti sopravvenendo soffocano la parola; ed ella rimane infruttuosa.
Mc 4,20Ma quelli, che il seme ricevono in buon terreno, sono coloro, i quali la parola ascoltano, e l'abbracciano, e portano frutto, chi il trenta, chi il sessanta e chi il cento per uno.
Mc 4,21E diceva loro: Forse che vien fuori la lucerna per essere messa sotto del moggio, o sotto al letto? non vien ella per esser posta sul candeliere?
Mc 4,22Imperocché non è cosa nascosta, che non abbia a manifestarsi: né che sia fatta per istare occulta, ma per uscire alla luce.
Mc 4,24E diceva loro: Badate a quello, che udite. Con quella misura, colla quale avrete misurato, sarà rimisurato a voi, e con giunta.
Mc 4,25Imperocché a colui, che ha sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello, che ha.
Mc 4,26Diceva ancora: Il regno di Dio è, come se uno getta il seme sopra la terra.
Mc 4,27E dorme, e si alza notte, e dì: e il seme barbica, e cresce, mentr'ei noi sa,
Mc 4,28Imperocché la terra da se stessa produce prima l'erba, poi la spiga, indi nella spiga il pieno frumento.
Mc 4,29E formato che sia il frutto, tosto vi si mette la falce, perché è tempo di messe.
Mc 4,30E diceva ancora: A qual cosa assomiglieremo noi il regno di Dio? o con qual parabola lo figureremo?
Mc 4,31Egli è come un granello di senapa, il quale, quando si semina in terra, è il minimo di tutti i semi, che sono al mondo.
Mc 4,32Ma seminato che è, si innalza, e diventa maggiore di tutti i legami, e fa gran rami; dimodoché gli uccelli dell'aria all'ombra di lui possono allargare.
Mc 4,33E spiegava loro la parola con molte di queste parabole, secondo che potevano udire:
Mc 4,34E non parlava a loro senza parabole; ma a solo a solo il tutto sponeva a' suoi discepoli.
Mc 4,35E lo stesso giorno, venuta la sera, disse loro: Passiamo all'altra riva.
Mc 4,36E licenziato il popolo, lo menarono, come stava nella barca: e altre barche ancora erano con esso.
Mc 4,37E si levò gran bufera, la quale gettava le onde nella barca; dimodochè la barca si empiva.
Mc 4,38Ed egli se ne stava in poppa addormentato sopra un guanciate: e svegliano, e gli dicono: Maestro, a te cale, che noi andiamo in perdizione?
Mc 4,39Ed egli alzatosi, sgridò il vento e disse al mare: Chetati, sta' zitto. E cessò il vento, e si fe' gran bonaccia.
Mc 4,40Ed egli disse loro: Perché temete? non avete pur ancò fede? Ed essi furono ripieni di timor grande, e dicevano l'uno all'altro: Chi è mai costui, cui e il vento, e il mare prestano ubbidienza?
Mc 5,1E tragittato il lago, già nel paese de' Geraseni.
Mc 5,2E smontato Gesù di barca se gli fece subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto dallo spirito immondo,
Mc 5,3Il quale abitava nei monumenti, né vi era, chi ornai potesse tenerlo legato né pur con catene:
Mc 5,4Imperocché essendo stato spesse volte legato con catene, e co' ferri ai piedi, aveva spezzate le catene, e rotti i ferri, e nissuno poteva domarlo:
Mc 5,5E stava sempre dì, e notte per li monumenti, e per le montagne, gridando, e lacerandosi colle pietre.
Mc 5,6Questi, veduto da lungi Gesù, corse, e adorollo:
Mc 5,7E sclamò ad alta voce, e disse: Che ho io da fare con te, Gesù figliuolo di Dio altissimo? Ti scongiuro per Dio, che non mi tormenti.
Mc 5,8Imperocché Gesù dicevagli: Esci, spirito immondo, da questo uomo.
Mc 5,9E gli dimandò: Che nome è il tuo? Ed egli rispose: Legione è il mio nome, perché siamo molti.
Mc 5,10E lo pregava con larghe parole, che non gli scacciasse da quel paese.
Mc 5,11Era in quel luogo a pascere intorno ai monte una gran mandra di porci.
Mc 5,12E gli spiriti lo pregarono, dicendo: Mandaci ne' porci, sicché entriamo a stare in essi.
Mc 5,13E subito Gesù il permise loro. E usciti gli spiriti immondi, entrarono ne' porci: e con furia grande la mandra, che era di circa duemila, si precipitò nel mare, e nel mare annegossi.
Mc 5,14E i pastori fuggirono, e portarono la nuova in città, e per la campagna. E la gente andò a vedere quel, che fosse accaduto:
Mc 5,15E arrivati, dove era Gesù, videro colui, che era tormentato dal Demonio, che stava a sedere, rivestito, e di mente sana, e s'intimorirono.
Mc 5,16E quelli, che avevan veduto, raccontarono ad essi, quanto era accaduto all'indemoniato, e sul fatto de' porci.
Mc 5,17Ed essi cominciarono a pregarlo, che si partisse dai loro confini.
Mc 5,18E montato che fu in barca, cominciò quegli, che era stato vessato dal Demonio, a domandargli in grazia di starsene con lui:
Mc 5,19E Gesù non l'accettò; ma dissegli: Va' a casa tua da' tuoi, e annunzia ad essi, quanto ha per te fatto il Signore, e come ha avuto pietà di te.
Mc 5,20Ed egli se n'andò, e cominciò a predicare per la Decapoli, quanto aveva fatto per lui Gesù: e tutti ne restavano maravigliati.
Mc 5,21Ed essendo Gesù nuovamente passato colla barca all'opposta riva, si radunò intorno a lui gran folla: ed egli si stava vicino al mare.
Mc 5,22E andò a trovarlo uno de' capì della sinagoga, chiamato Giairo: il quale vistolo appena, si prostrò a' suoi piedi,
Mc 5,23E pregavalo istantemente, dicendo: La mia figliuola o all'estremo: vieni, e poni sopra di lei la mano, affinché sia salva, e viva.
Mc 5,24E Gesù andò con esso, ed era seguitato da gran folla di popolo, che li premeva.
Mc 5,25E una donna, la quale era da dodici anni malata di una perdita di sangue,
Mc 5,26E molto aveva sofferto da molti medici, e avea speso tutto il suo senza pro; anzi era piuttosto peggiorata:
Mc 5,27Avendo udito parlare di Gesù, andò per di dietro nella calca, e toccò la sua veste:
Mc 5,28Imperocché diceva: Purché io tocchi solamente la veste di lui, sarò salva.
Mc 5,29E subito la sorgente del sangue in lei stagnò: e nel suo corpo sentì di essere sana da quel male.
Mc 5,30Ma Gesù avendo subito conosciuto dentro di se la virtù, che era uscita da lui, rivoltosi alla turba, disse: Chi ha toccato le mie vesti?
Mc 5,31E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi, come la turba ti preme, e domandi: Chi mi ha toccato?
Mc 5,32Ed egli guardava intorno per veder colei, che aveva ciò fatto.
Mc 5,33Ma la donna timorosa, e tremante, sapendo quello, che era in se avvenuto, andò a prostrarsi dinanzi a lui, e gli disse tutta la verità.
Mc 5,34Ed egli le disse: Figlia, la tua fede ti ha salvata: va in pace, e sii guarita dal tuo male.
Mc 5,35Mentre tutt'ora parlava, arrivò gente dalla casa del capo della sinagoga, che dissegli: La tua figlia è morta: perché dai tu altro incomodo al Maestro?
Mc 5,36Ma Gesù sentito quel, che dicevano, disse al capo della sinagoga di non temere: solamente abbi fede.
Mc 5,37E non permise, che nissuno lo seguitasse, fuorichè Pietro, e Giacomo, e Giovanni fratello di Giacomo.
Mc 5,38E giunto alla casa del capo della, sinagoga, vide del tumulto, e gente, che piagneva, e ululava forte.
Mc 5,39Ed entrato dentro disse loro: Perché v'affannate, e piangete? la fanciulla non è morta; ma dorme,
Mc 5,40Ed essi si burlavan di lui. Ma egli, fattigli andar via tutti, prese con sei il padre, e la madre della fanciulla, quelli, che eran con esso lui, ed entrò dov' era giacente la fanciulla.
Mc 5,41E presa la fanciulla per mano, le disse: Talitha cumi, che vuoi dire: Fanciulla (tel comando) alzati.
Mc 5,42E immediatamente la fanciulla si alzò, e camminava: imperocché ella aveva dodici anni: e rimasero pieni di grandissimo stupore.
Mc 5,43E comandò loro strettamente, che nissuno ciò risapesse: e disse, che le fosse dato da mangiare.
Mc 7,1E raunaronsi da lui i Farisei, e alcuni degli Scribi venuti da Gerusalemme.
Mc 7,2E avendo osservato alcuni de' suoi discepoli cibarsi con mani impure, cioè senza essersele lavate, li biasimarono.
Mc 7,3Imperocché i Farisei, e tuttii Giudei non mangiano senza lavarsi spesso le mani, attenendosi alla tradizione de' maggiori:
Mc 7,4E quando tornano dal foro, non mangiano, se prima non si sono battezzati. E vi sono molte altre lavande, che è stato loro insegnato di osservare, de' bicchieri, degli orciuoli, de' vasi di bronzo, e dei letti.
Mc 7,5Or i Farisei, e gli Scribi lo interrogarono: Per qual motivo i tuoi discepoli non camminano secondo la tradizione degli antichi, e mangiano senza lavarsi le mani?
Mc 7,6Ma egli rispose, e disse loro: A ragione Isaia profetò di voi ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra; ma il cuor loro è lungi da me.
Mc 7,7Inutilmente poi mi onorano, insegnando dottrine, e comandamenti d'uomini:
Mc 7,8Imperocché, trascurati i comandamenti di Dio, siete tenaci delle tradizioni degli uomini, dei lavamenti degli orciuoli, e dei bicchieri; e molte altre cose voi fate simili a queste.
Mc 7,9E diceva loro: Voi benissimo distruggete i comandamenti di Dio per osservare la vostra tradizione.
Mc 7,10Imperocché Mosè disse: Onora il padre, e la madre, e chi maledirà il padre, o la madre, sia punito di morte.
Mc 7,11Ma voi dite: Uno potrà dire al padre, o alla madre: Qualunque offerta, che io fo a Dio, gioverà a te:
Mc 7,12E non permettete, che egli faccia nulla per suo padre, o per la madre,
Mc 7,13Violando la parola di Dio per la vostra tradizione inventata da voi: e molte cose voi fate simili a questa.
Mc 7,14E chiamata a se nuovamente la turba, dicevate: Ascoltatemi tutti, e imparate.
Mc 7,15Nissuna cosa vi è esteriore all'uomo, la quale entrando in esso possa renderlo immondo; ma quelle, che procedono dall'uomo, quelle sono, che rendono impuro l'uomo.
Mc 7,17Ed entrato che egli fu nella casa sciolto dalla turba, i discepoli lo interrogarono intorno a quella parabola.
Mc 7,18Ed egli disse loro: Anche voi adunque siete tanto ignoranti? Non intendete, che tutto quello, che di fuora entra nell'uomo, non può renderlo impuro?
Mc 7,19Perché non entra nel cuore di lui; ma passa nel ventre, donde va nel secesso, lo spurgo di tutti i cibi.
Mc 7,20Ma quello, diceva egli, che esce dall'uomo, rende immondo l'uomo.
Mc 7,21Imperocché dal di dentro, dal cuore degli uomini procedono i cattivi pensieri, gli adulterj, le fornicazioni, gli omicidi,
Mc 7,22I furti, le avarizie, le malvagità, le frodi, le impudicizie, l'invidia, le bestemmie, la superbia, la stoltezza.
Mc 7,23Tutti questi mali procedono, dal di dentro e impuro rendono l'uomo.
Mc 7,24Indi partitosi, se ne andò ai confini di Tiro, e di Sidone: ed entrato in una casa, non voleva, che nissun lo sapesse; ma non potè star celato.
Mc 7,25Imperocché una donna, la figliuola di cui era posseduta dallo spirito immondo, avendo sentito parlar di lui, andò a gettarsi a' suoi piedi.
Mc 7,26Ella era Gentile, e Sirofenice di nazione. E lo supplicava, che scacciasse il Demonio dalla sua figliuola.
Mc 7,27Ma Gesù dissele: Lascia, che prima si satollino i figliuoli: imperocché non è ben tatto di prendere il pan de' figliuoli, e gettarlo a' cani.
Mc 7,28Ma quella rispose, e disselli: Si, Signore: imperocché anche i cagnuolini mangiano sotto la tavola i minuzzoli de' figliuoli.
Mc 7,29Ed egli le disse: Per questa parola va': il Demonio è uscito dalla tua figlia.
Mc 7,30Ed ella ritornata a casa sua, trovò la fanciulla, che giaceva sul letto, e che il Demonio sen era partito.
Mc 7,31E tornato indietro dai confini di Tiro, andò per Sidone verso il mare di Galilea, traversando il territorio della Decapoli.
Mc 7,32E gli fu presentato un uomo sordo, e mutolo, e lo supplicarono a imporrli la mano.
Mc 7,33Ed egli, trattolo in disparte dalla folla, gli mise le sue dita nelle orecchie, e colle sputò toccò la sua lingua:
Mc 7,34E alzati gli occhi verso del cielo, sospirò, e dissegli: Ephapheta, che vuol dire, apriti.
Mc 7,35E immediatamente se gli aprirono le orecchie, e si sciolse il nodo della sua lingua, e parlava distintamente.
Mc 7,36Ed egli ordinò loro di non dirlo a nissuno. Ma per quanto loro lo comandasse, tanto più lo celebravano:
Mc 7,37E tanto più ne restavano ammirati, e dicevano: Ha fatto bene tutte le cose: ha fatto, che odano i sordi, e i mutoli favellino.
Mc 8,1Di que' giorni essendo di nuovo grande la folla, né avendo quelli da mangiare, chiamati a se i discepoli, disse loro:
Mc 8,2Mi fa compassione questo popolo: perché sono già tre giorni, che si trattiene con me, e non ha da mangiare.
Mc 8,3E se li rimanderò alle case loro digiuni, verran meno per istrada: perocché taluni di essi son venuti da lontano.
Mc 8,4E i discepoli gli risposero: E come potrà alcuno qui in una solitudine satollarli di pane?
Mc 8,5Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? Risposero: Sette.
Mc 8,6E ordinò alle turbe, che sedessero per terra. E presi i sette pani, rese le grazie, gli spezzò, e gli diede a' suoi discepoli, perché gli ponesser davanti alle turbe, come li posero.
Mc 8,7E avevano ancora alcuni pochi pesciolini: e questi pur benedisse, e ordinò, che fossero distribuiti.
Mc 8,8E mangiarono, e si satollarono: e raccolsero degli avanzi, che rimasero, sette sporte.
Mc 8,9Or quelli, che avevano mangiato, erano circa quattro mila, e li licenziò.
Mc 8,10Ed entrato immediatamente in barca co' suoi discepoli andò dalle parti di Dalmanuta.
Mc 8,11E andaron da lui i Farisei, e cominciarono a disputare con esso, chiedendogli, per tentarlo, un segno nel cielo.
Mc 8,12Ed egli, gettato dal cuore un sospiro, disse: Perché mai questa generazione chiede ella un segno? In verità dicovi, che non sarà dato a questa generazione tal segno.
Mc 8,13E rimandatigli, entrò di nuovo in barca, e passò il lago.
Mc 8,14E si scordarono di pigliare del pane: e non avevan seco in barca, se non un pane.
Mc 8,15Ed egli istruivagli, e diceva loro: Guardatevi, e state lontani dal fermento de' Farisei, e dal fermento d'Erode.
Mc 8,16Ed essi si bisticciavano tra di loro, dicendo: Non abbiam pane.
Mc 8,17La qual cosa conosciuta avendo Gesù, disse loro: Perché v'inquietate del non aver pane? Non avete voi ancora conoscimento, né intelletto? Ed è accecato tutt'ora il cuor vostro?
Mc 8,18Avete occhi, e non vedete? orecchie, e non udite? né avete memoria.
Mc 8,19Allorché cinque pani io divisi tra cinquemila uomini: quanti canestri furono gli avanzi, che raccoglieste? Gli risposero: Dodici.
Mc 8,20E quando poi sette pani io divisi tra quattro mila persone: quante sporte furono gli avanzi, che raccoglieste? Risposero: Sette.
Mc 8,22E giunsero a Betsaida, e gli fu presentato un cieco, e lo supplicavano, che lo toccasse.
Mc 8,23E preso il cieco per mano, lo menò fuora del borgo: e avendogli sputato negli occhi, e impostegli le mani, gli dimandò, se vedeva nulla.
Mc 8,24Ed egli, alzati gli occhi, disse: Veggo uomini camminare simili ad alberi.
Mc 8,25Indi Gesù impose di nuovo le mani sopra gli occhi di lui, e principiò a vedere: e fu sanato in guisa, che vedeva tutte le cose distintamente.
Mc 8,26E rimandollo a casa sua, e disse: Vattene a casa tua: e se entri nel borgo, non dir nulla a nissuno.
Mc 8,27E Gesù sen andò co' suoi discepoli per le castella di Cesarea di Filippo: e per istrada interrogava i suoi discepoli, dicendo loro: Chi dicono gli uomini, che io mi sia?
Mc 8,28Essi risposero: Chi dice Giovanni Batista, chi Elia, chi come uno de' profeti.
Mc 8,29Allora disse loro: E voi chi dite, che io sia? Pietro risposegli: Tu se' il Cristo.
Mc 8,30E proibì loro strettamente il dir ciò di se con alcuno.
Mc 8,31E cominciò a spiegar loro, come doveva il Figliuolo dell'uomo patir molto, ed esser riprovato dai seniori, e dai principi de' sacerdoti, e dagli Scribi, ed essere ucciso: e risuscitare tre giorni dopo.
Mc 8,32E parlava di questo fatto apertamente. E Pietro, presolo in disparte, cominciò a rampognarlo.
Mc 8,33Ma egli rivoltosi, e mirando i suoi discepoli, sgridò Pietro, dicendo: Va lungi da me, satana; perché non hai la saggezza di Dio, ma degli uomini.
Mc 8,34E chiamate a se le turbe con i suoi discepoli, disse loro: Se alcuno vuoi tenere dietro a me, rinneghi se stesso, e prenda la sua croce, e mi siegua.
Mc 8,35Imperocché chi vorrà salvare l'anima sua, la perderà: e chi perderà l'anima sua per me, e pel Vangelo, la salverà.
Mc 8,36Imperocché che gioverà all'uomo l'acquisto di tutto il mondo, ove perda l'anima sua?
Mc 8,37Oppure che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?
Mc 8,38Conciossiachè chi si vergognerà di me, e delle mie parole in questa generazione adultera, e peccatrice; si vergognerà di lui il Figliuolo dell'uomo, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli Angeli santi.
Mc 10,1E partitosi da quel luogo, andrai confini della Giudea di là dal Giordano: e si radunaron di nuovo in torno a lui le turbe: e di nuovo al suo solito le istruiva.
Mc 10,2E accostatisi i Farisei gli domandavano, per tentarlo: Se fosse lecito al marito di ripudiare la moglie.
Mc 10,3Ma egli rispose, e disse loro: Che ha comandato a voi Mosè?
Mc 10,4Ripigliaron essi: Mosè ha per messo di scrivere il libello del ripudio, e rimandarla.
Mc 10,5E Gesù rispose loro, e disse: A riguardo della durezza del vostro cuore dette egli a voi questo precetto.
Mc 10,6Ma al principio della creazione Dio formò l'uomo maschio, e femmina.
Mc 10,7Per questo abbandonerà l'uomo il padre, e la madre, e starà unito a sua moglie:
Mc 10,8E i due saranno una sola carne. Per la qual cosa già non son due, ma una sola carne.
Mc 10,9Non divida pertanto l'uomo quel, che Dio ha congiunto.
Mc 10,10E in casa di nuovo i suoi discepoli lo interrogarono sopra la medesima cosa.
Mc 10,11Ed egli disse loro: Chiunque rimanderà la sua moglie, e ne prenderà un'altra, commette adulterio contro di essa.
Mc 10,12E se la moglie ripudia il marito, e ne sposa un altro, commette adulterio.
Mc 10,13E li presentavan dei fanciullini, affinchè li toccasse: ma i discepoli sgridavano coloro, che glieli presentavano.
Mc 10,14La qual cosa avendo veduto Gesù, ne fu altamente disgustato, e disse loro: Lasciate, che i piccoli vengano da me, e nol vietate loro: imperocché di questi tali è il regno di Dio.
Mc 10,15In verità vi dico, che chiunque non riceverà il regno di Dio come fanciullo, non entrerà in esso.
Mc 10,16E stringendoseli al seno, e imponendo loro le mani, li benediceva.
Mc 10,17E nell'uscir, che faceva per mettersi in viaggio, corse da lui un tale, e inginocchiatosi gli domandò: Maestro buono, che farò per acquistare la vita eterna?
Mc 10,18Ma Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nissun buono, fuori di Dio solo.
Mc 10,19Tu sai i comandamenti: non commettere adulterio, non ammazzare, non derubare, non dire il falso testimonio, non far danno a nissuno, onora il padre, e la madre.
Mc 10,20Ma quegli rispose, e disseti: Maestro, tutte queste cose le ho osservate sin dalla mia giovinezza.
Mc 10,21E Gesù miratolo, gli mostrò affetto, e gli disse: Una cosa sola ti manca: va', vendi, quanto hai, e dallo a' poveri, e avrai un tesoro nel cielo: e vieni, e sieguimi.
Mc 10,22A questa parola rattristatosi colui, se ne andò sconsolato: perché aveva molte possessioni.
Mc 10,23E Gesù, dato intorno uno sguardo, disse a' suoi discepoli: Quanto è difficile, che i ricchi entrino nel regno di Dio!
Mc 10,24E i discepoli restavano stupefatti di sue parole. Ma Gesù di nuovo disse loro: Figliuolini, quanto è difficile, che entrino nel regno di Dio que', che pongon, fidanza nelle ricchezze!
Mc 10,25E più facile a un cammello il passare per la cruna di un ago, che ad un ricco l'entrare nel regno di Dio.
Mc 10,26Ed essi restavano sempre più stupefatti, e dicevansi l'un l'altro: E chi può esser salvo?
Mc 10,27E Gesù miratili, disse loro: Per gli uomini questo è impossibile, ma non per Iddio: imperocché ogni cosa è possibile a Dio.
Mc 10,28E Pietro prese a dirgli: Ecco che noi abbiam lasciato tutte le cose, e ti abbiam seguitato.
Mc 10,29Rispose Gesù, e disse: In verità vi dico, che non v'ha alcuno, il quale abbia abbandonato la casa, o i fratelli, o le sorelle, o il padre, o la madre, o i figliuoli, o le possessioni per me, e pel Vangelo,
Mc 10,30Che non riceva il centuplo, adesso in questo tempo in case, e fratelli, e sorelle, e madri, e figliuoli, e possessioni in mezzo alle persecuzioni, e nel secolo avvenire la vita eterna.
Mc 10,31Ma molti de' primi saranno ultimi, e degli ultimi (saran) primi.
Mc 10,32Ed erano in viaggio verso Gerusalemme: e Gesù li precedeva, e si stupivano: e lo seguivano timorosi. E presi a parte di nuovo i dodici, cominciò a dir loro le cose, che dovevano accadergli.
Mc 10,33Ecco che andiamo a Gerusalemme, e il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani de' principi de' sacerdoti, e degli Scribi, e de' seniori, e lo condanneranno a morte, e lo consegneranno a' Gentili:
Mc 10,34E questi lo scherniranno, e gli sputeranno addosso, e lo flagelleranno, e lo uccideranno: ed egli resusciterà il terzo giorno.
Mc 10,35E si accostarono a lui Giacomo, e Giovanni figliuoli di Zebedeo, dicendo: Maestro, vogliamo, che, qualunque cosa domanderemo, tu a noi la conceda.
Mc 10,36Ed egli disse loro: Che bramate voi, che io vi conceda?
Mc 10,37Risposero: Concedici, che uno di noi seggia alla tua destra, e l'altro alla tua sinistra nella tua gloria.
Mc 10,38Ma Gesù disse loro: Non sapete quello, che domandate: Potete voi bere il calice, ch'io bevo; o esser battezzati col battesimo, ond'io son battezzato?
Mc 10,39E quelli replicarongli: Si che possiamo. Ma Gesù disse loro: Voi berrete veramente il calice, ch'io bevo; e sarete battezzati col battesimo, ond'io son battezzato:
Mc 10,40Ma il sedere alla mia destra, o alla mia sinistra non ispetta a me di concederlo a voi; ma a coloro, pe' quali è stato preparato.
Mc 10,41E udito questo, i dieci si disgustarono con Giacomo, e Giovanni.
Mc 10,42Ma Gesù chiamatigli a se, disse loro: Voi sapete, che quelli, che son tenuti per principi delle nazioni, esercitano dominio sopra di esse: e i loro magnati hanno podestà sopra di esse.
Mc 10,43Non così però va la bisogna tra di voi; ma chiunque vorrà diventar maggiore, sarà vostro servo:
Mc 10,44E chiunque di voi vorrà esser primo, sarà servo di tutti.
Mc 10,45Imperocché anche il Figliuolo dell'uomo non è venuto per esser servito, ma per servire, e per dare la sua vita in redenzione di molti.
Mc 10,46E arrivarono a Gerico, e nel partire di Gerico co' suoi discepoli, e con gran moltitudine di gente, Bartimeo cieco figliuolo di Timeo sedeva nella strada, chiedendo la limosina.
Mc 10,47Il quale avendo sentito dire, egli è Gesù Nazareno, cominciò a sclamare, dicendo: Gesù figliuolo di Davidde, abbi pietà di me.
Mc 10,48E molti lo minacciavano, perché tacesse. Ma egli gridava più forte: Figliuolo di Davidde, abbi pietà di me.
Mc 10,49E Gesù soffermatosi lo fece chiamare. E chiamarono il cieco, dicendogli: Sta' di buon animo: alzati, egli ti chiama.
Mc 10,50E quegli, gettato via il suo mantello, saltò in piedi, e andò da Gesù.
Mc 10,51E Gesù gli disse: Che vuoi, ch'io ti faccia? E il cieco dissegli: Maestro, ch'io vegga.
Mc 10,52Gesù disselli: Vattene, la tua fede ti ha salvato. E in quell'istante, vide, e lo seguì nel viaggio.
Mc 11,1E avvicinandosi a Gerusalemme, e alla Betania presso al monte delle ulive, mandò due de' suoi discepoli,
Mc 11,2E disse loro: Andate nel villaggio, che vi sta dirimpetto, e al primo ingresso troverete legato un asinello non ancora domato: scioglietelo, e menatelo a me.
Mc 11,3E se alcuno vi dirà: Che fate voi? Ditegli, che il Signore ne ha bisogno: e subito lo manderà qua.
Mc 11,4E andarono, e trovarono l'asinello legato alla porta fuori in un bivio: e lo sciolsero.
Mc 11,5E alcuni de' circostanti disser loro: Che fate voi, che sciogliete l'asinello?
Mc 11,6Ed essi risposer loro, conforme aveva loro ordinato Gesù, e quelli lo lasciaron menar via.
Mc 11,7E condussero a Gesù l'asinello: sopra di cui misero le loro vesti, ed egli vi montò sopra.
Mc 11,8E molti distendevano le loro vesti per la strada: altri troncavano rami dagli alberi, e gli spargevano per la strada.
Mc 11,9E quelli, che andavan innanzi, e que', che venivano dietro, sciamavano, dicendo: Osanna:
Mc 11,10Benedetto colui, che viene nel nome del Signore: benedetto il regno, che viene, del padre nostro Davidde: Osanna nel più alto de' cieli.
Mc 11,11Ed entrò in Gerusalemme, e nel tempio: e osservate intorno tutte le cose, l'ora essendo già tarda, se n'andò a Betania con i dodici.
Mc 11,12E il dì seguente, usciti che furono di Betania, ebbe fame.
Mc 11,13E veduto da lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere, se a sorte vi trovasse qualche cosa: e fattosi dappresso, non trovò se non foglie: imperocché non era il tempo de' fichi.
Mc 11,14E Gesù dissegli: Mai più in eterno non mangi alcuno delle tue frutta. E i discepoli l'udirono.
Mc 11,15E arrivarono a Gerusalemme. Ed essendo egli entrato nel tempio, cominciò a discacciarne quei, che vendevan, e compravano nel tempio: e gettò per terra le tavole de' banchieri, e le seggiole delle persone, che vendevano le colombe.
Mc 11,16E non permetteva, che nissuno trasportasse arnesi pel tempio:
Mc 11,17E gl'istruiva, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa è casa di orazione per tutte le genti, ma voi l'avete cangiata in una spelonca di ladroni.
Mc 11,18Lo che risaputosi dai principi de' sacerdoti, e dagli scribi, cercavano il modo di levarlo dal mondo; conciossiachè lo temevano, a motivo che tutto il popolo ammirava la sua dottrina.
Mc 11,20E la mattina nel passare videro il fico seccato fino alle barbe.
Mc 11,21E Pietro risovvenutosi, gli disse: Maestro, guarda, come il fico da te maledetto si è seccato.
Mc 11,22E Gesù rispose, e disse loro: Abbiate fede in Dio.
Mc 11,23In verità vi dico, che chiunque dirà a questo monte: Levati, e gettati in mare: e non esiterà in cuor suo; ma avrà fede, che sia fatto, quanto ha detto gli sarà fatto.
Mc 11,24Per questo vi dico: Qualunque cosa domandiate nell'orazione, abbiate fede di conseguirla, e l'otterrete.
Mc 11,25E quando vi presenterete per orare, se avete qualche cosa contro di alcuno, perdonategli: affinchè il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni anch'esso a voi i vostri peccati.
Mc 11,26Che se voi non perdonerete, nemmeno il vostro Padre, che è ne' Cieli, perdonerà a voii vostri peccati.
Mc 11,27E ritornaron di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli andava attorno pel tempio, se gli accostarono i sommi sacerdoti, è gli Scribi, e i seniori:
Mc 11,28E gli dissero: Con quale autorità fai tu queste cose. E chi ha dato a te tal balìa per far cose tali?
Mc 11,29Ma Gesù rispose, e disse loro: Domanderò anch'io a voi una cosa, e voi rispondetemi: e io vi dirò, con quale autorità faccia io queste cose.
Mc 11,30Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo, o dagli uomini? Rispondetemi.
Mc 11,31Ma essi ruminavano dentro di se, e dicevano: Se diremo, dal cielo, egli dirà: Perché dunque non, avete creduto a lui.
Mc 11,32Se diremo, dagli uomini, abbiamo paura del popolo: conciossiachè tutti tenevano, che Giovanni fosse veramente profeta.
Mc 11,33E risposero a Gesù: Nol sappiamo. E Gesù disse loro: Nemmeno io dico a voi, con quale autorità faccia io tali cose.
Mc 13,1E mentre egli usciva dal tempio, gli disse uno de' suoi discepoli: Maestro, guarda, che sorta di pietre, e che fabbriche (son) queste,
Mc 13,2Ma Gesù risposegli, e disse: Vedi tu tutti questi grandi edificj}? Non rimarrà pietra sopra pietra, che non sia scompaginata.
Mc 13,3E mentre egli sedeva sopra il monte degli ulivi dirimpetto al tempio, Pietro, e Giacomo, e Giovanni, e Andrea gli domandarono a parte:
Mc 13,4Spiegaci, quando succederan queste cose? E qual segno vi sarà, quando tutto questo sia per effettuarsi?
Mc 13,5E Gesù rispondendo, principiò a dir loro: Badate, che alcuno non vi seduca:
Mc 13,6Imperocché molti verranno nel nome mio, dicendo: io son desso: e sedurranno molti.
Mc 13,7Quando poi sentirete discorrer di guerre, e di romori di guerre, non temete: imperocché è necessario, che queste cose succedano; ma non ancora (sarà) la fine.
Mc 13,8Imperocché si solleverà popolo contro popolo, e regno contro regno, e vi saranno tremuoti in più luoghi, e carestie. Cominciamento dei dolori (son) queste cose.
Mc 13,9Voi però badate a voi stessi. Imperocché vi rimetteranno ai Consigli, e sarete flagellati nelle sinagoghe, e sarete per causa mia condotti davanti ai presidenti, e ai re in testimonianza per essi.
Mc 13,10E fa d'uopo, che prima sia predicato il Vangelo presso tutte le nazioni.
Mc 13,11E allora quando vi meneranno a imprigionarvi, noti istate a premeditare quel, che abbiate a dire; ma quello, che in quel punto vi sarà dato, quello dite: imperocché non siete voi, che parlate, ma lo Spirito santo.
Mc 13,12E il fratello darà alla morte il fratello, e il padre il figliuolo: e si ribelleranno i figliuoli contro de' genitori, e li faranno morire.
Mc 13,13E sarete in odio a tutti per causa del nome mio. Ma chi sosterrà sino al fine, sarà salvo.
Mc 13,14Quando poi vedrete l'abominazione della desolazione posta, dove non dee (chi legge, intenda) allora quelli, che sono nella Giudea, fuggano su' monti.
Mc 13,15E chi (si troverà) sopra il solaio, non iscenda in casa, né vi entri per pigliare qualche cosa di casa sua:
Mc 13,16E chi sarà nel campo, non torni indietro a prendere la sua veste.
Mc 13,17Ma guai alle pregnanti, e che avranno bambini al petto in que' giorni.
Mc 13,18Pregate però, che non succedano (tali cose) di verno.
Mc 13,19Imperocché saranno que' giorni tribolazione, qual mai non fu dal principio della creazione fatta da Dio sino adesso, né mai sarà.
Mc 13,20E se il Signore non avesse abbreviati quei giorni, non si salverebbe nissun uomo: ma in grazia degli eletti prescelti da lui gli ha accorciati.
Mc 13,21Allora se talun vi dirà: ecco qui il Cristo, eccolo là, non credete.
Mc 13,22Imperocché sorgeranno de' falsi cristi, e de' falsi profeti, e faranno de' miracoli, e de' prodigj da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.
Mc 13,23State adunque guardinghi: ecco che io vi ho predetto il tutto.
Mc 13,24Ma in que' giorni dopo quella tribolazione si oscurerà il sole, e la luna non darà la sua luce.
Mc 13,25E cederanno le stelle del cielo, e le podestà, che sono nel cielo, saranno scommosse.
Mc 13,26E allora vedranno il Figliuolo dell'uomo venire sopra le nuvole con potestà grande, e con gloria.
Mc 13,27E allora spedirà i suoi Angeli, e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra sino all'estremità del cielo.
Mc 13,28Dal fico imparate questa parabola. Quando i suoi rami sono già teneri, e spuntate le foglie, voi sapete, che la state è vicina:
Mc 13,29Così ancora quando voi vedrete accader queste cose, sappiate, ch'egli è vicino, alle porte.
Mc 13,30In verità vi dico: Non passerà questa generazione, prima che tutto questo sia avvenuto.
Mc 13,31Il cielo, e la terra passeranno; ma le mie parole non passeranno.
Mc 13,32Quanto poi a quel giorno, o a quell'ora nissuno lo sa, né gli Angeli, che sono nel cielo, né il Figliuolo, ma il solo Padre.
Mc 13,33State attenti, vegliate, e orate: imperocché non sapete, quando sarà il tempo.
Mc 13,34Così un uomo, partendo per lontan paese, abbandonò fa sua casa, e dette a' suoi servi podestà di far tutto, e ordinò al portinajo di star vigilante.
Mc 13,35Vegliate adunque (perché non sapete, quando venga il padrone di casa: se a sera, se a mezzanotte, se al canto del gallo, se la mattina)
Mc 13,36Affinchè, venendo improvvisamente, non vi trovi addormentati.
Mc 13,37Quello poi, che io dico a voi, lo dico a tutti; Vegliate.
Mc 14,1Or di lì a due giorni era la pasqua, e gli azzimi: e i principi de' sacerdoti, e gli Scribi cercavano il modo di prenderlo per inganno, e ucciderlo.
Mc 14,2Ma dicevano: Non il dì di festa, perché il popolo non si levi a tumulto.
Mc 14,3E trovandosi Gesù a Betania in casa di Simone il lebbroso, ed essendo a mensa: venne una donna, che aveva un alabastro d'unguento di nardo di spigo di gran pregio, e rotto l'alabastro, glielo sparse sulla testa.
Mc 14,4Ed eranvi alcuni, che ciò soffrivano di mal cuore dentro di se, e dicevano: A che fine si è fatto questo scialacquamento d'unguento?
Mc 14,5Imperocché potea questo vendersi più di trecento denari, e darsi a' poveri. E fremevano contro di lei.
Mc 14,6Ma Gesù disse: Lasciatela stare: perché la inquietate voi? Ella ha fatto una buona opera verso di me.
Mc 14,7Imperocché avete sempre con voi de' poveri, e potete far loro del bene, quando a voi piacerà: me poi non mi avete sempre.
Mc 14,8Ella ha fatto quel, che poteva: ha anticipato a ungere il mio corpo per la sepoltura.
Mc 14,9In verità vi dico: In qualunque luogo sarà predicato questo Vangelo pel mondo tutto, sarà ancor raccontato quel, che ella ha fatto in sua ricordanza.
Mc 14,10E Giuda Iscariote uno de' dodici andò dai principi de' sacerdoti per darlo nelle loro mani.
Mc 14,11E questi, uditolo, si rallegrarono: e promisero di dargli del denaro. E cercava occasione favorevole per tradirlo.
Mc 14,12E il primo giorno degli azzimi, quando immolavan la pasqua, dissero a lui i discepoli: Dove vuoi tu, che andiamo ad apparecchiare pel mangiamento della pasqua?
Mc 14,13Ed ei mandò due de' suoi discepoli, e disse loro: Andate in città: e incontrerete un uomo portante una secchia d'acqua; andategli dietro:
Mc 14,14E in qualunque luogo entri dite al padrone della casa: il maestro dice: Dov' è il mio refettorio, ove io mangi la pasqua co' miei discepoli?
Mc 14,15Ed egli vi farà vedere un cenacolo grande, messo in ordine: e quivi apparecchiate per noi.
Mc 14,16E i discepoli andarono, e giunti in città trovarono, conforme avea loro detto, e prepararon la pasqua.
Mc 14,18E mentre erano a mensa, e mangiavano, disse Gesù: In verità vi dico, che uno di voi, il quale mangia con meco, mi tradirà.
Mc 14,19Ma essi cominciarono a rattristarsi, e a dirgli uno dopo l'altro: Son forse io?
Mc 14,20Ed egli disse loro: Uno de' dodici, il quale intigne la mano nel piatto con me.
Mc 14,21E il Figliuolo dell'uomo se ne va, come è stato scritto di lui: ma guai a quell'uomo, per cui il Figliuolo dell'uomo sarà tradito. Meglio era per un uomo tale il non esser mai nato.
Mc 14,22E mentre quelli mangiavano, Gesù prese del pane: e benedettolo, lo spezzò, e lo dette loro, e disse: Prendete: questo o il mio Corpo.
Mc 14,23E, preso il calice, rese le grazie, lo dette ad essi: e tutti ne bevvero.
Mc 14,24E disse loro: Questo è il Sangue mio del nuovo testamento, il quale sarà sparso per molti.
Mc 14,25In verità vi dico, che non berrò più di questo frutto della vite sino a quel giorno, in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio.
Mc 14,26E, detto l'inno, andarono al monte degli ulivi.
Mc 14,27Allora Gesù disse loro: Tutti patirete scandalo a riguardo mio in questa notte; imperocché sta scritto: Percuoterò il pastore, e si dispergeranno le pecorelle.
Mc 14,28Ma dopo che io sarò risuscitato, vi anderò innanzi nella Galilea.
Mc 14,29Pietro però gli disse: Quand'anche io tutti si scandalizzassero, non io però.
Mc 14,30E Gesù gli disse: In verità ti dico, che tu oggi in questa notte, prima che il gallo abbia cantato la seconda volta, mi negherai tre volte.
Mc 14,31Ma quegli soggiungeva di più: Quand'anche bisogni con te morire, non ti negherò. E il simil dicevan pur tutti.
Mc 14,32E arrivarono in un luogo chiamato Getsemani ed egli disse a' suoi discepoli: Fermatevi qui, sintantoché io faccia orazione.
Mc 14,33E prese seco Pietro, e Giacomo, e Giovanni: e cominciò ad atterrirsi, e rattristarsi.
Mc 14,34E disse loro: l'anima mia è afflitta sino alla morte: trattenetevi qui e vegliate.
Mc 14,35E avanzatosi al quanto, si prostrò per terra: e pregò, che, se era possibile, si allontanasse da lui quell'ora.
Mc 14,36E disse: Abba, padre, tutto è possibile a te: allontana da me questo calice; ma non quello, che voglio io, ma quel, che vuoi tu.
Mc 14,37E tornò da loro, e trovolli addormentati. E disse a Pietro: Simone, tu dormi? Non hai potuto vegliare una sol ora?
Mc 14,38Vegliate, ed orate per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è inferma.
Mc 14,39E andò nuovamente ad orare, ripetendo le stesse parole.
Mc 14,40E tornato li trovò di nuovo addormentati (imperocché i loro occhi erano aggravati) e non sapevano cosa rispondergli.
Mc 14,41E ritornò la terza volta, e disse loro: Su via dormite, e riposatevi. Basta così: l'ora è venuta: ecco che il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani de' peccatori.
Mc 14,42Alzatevi, andiamo. Ecco che colui, che mi tradirà, è vicino.
Mc 14,43E non avea finito di dire, quand'eccoti Giuda Iscariote uno dei dodici, e con esso gran gente armata di spade, e di bastoni, spedita da' principi de' Sacerdoti, e dagli Scribi, e dai seniori.
Mc 14,44E il traditore avea dato loro il segnale, dicendo: Colui, che io bacerò, è desso; prendetelo, e conducetelo con attenzione.
Mc 14,45E venuto che fu, accostossi subito a Gesù, e dissegli: Dio ti salvi, Maestro, e lo baciò.
Mc 14,46Ma coloro gettarongli le mani ad dosso, e lo catturarono.
Mc 14,47E uno degli astanti mise mano alla spada, e ferì un servo del sommo Sacerdote: e gli mozzò un orecchio.
Mc 14,48E Gesù prese la parola, e disse loro: Quasi io fossi un assassino, siete venuti con ispade, e bastoni per pigliarmi?
Mc 14,49Ogni giorno io stava tra voi nel tempio, insegnando, né mi pigliaste. Ma debbono le scritture adempiersi.
Mc 14,50Allora i suoi discepoli abbandonatolo, tutti fuggirono.
Mc 14,51E un certo giovinetto seguiva: Gesù coperto di una veste di lino su la, nuda carne: e lo pigliarono.
Mc 14,52Ma egli, lasciata andare la veste, scappò ignudo da loro.
Mc 14,53E condusser Gesù dal sommo sacerdote: e si adunarono tutti i sacerdoti, e gli Scribi, e i seniori.
Mc 14,54Pietro però lo seguitò da lungi sin dentro al cortile del sommo Sacerdote e sedeva al fuoco con i ministri, e scaldavasi.
Mc 14,55Ma i prìncipi de' sacerdoti, e tutto il consesso cercavano testimonianze contro Gesù per farlo morire, e non le trovavano.
Mc 14,56Imperocché molti deponevano il falso contro di lui: ma le loro deposizioni non concordavano.
Mc 14,57E alzatisi alcuni attestavano il falso contro di lui, dicendo:
Mc 14,58Noi gli abbiamo sentito dire: Io distruggerò questo tempio manofatto, e in tre giorni fabbricheronne un altro non manofatto.
Mc 14,59Ma la loro testimonianza non era concorde.
Mc 14,60E alzatosi in mezzo il sommo sacerdote, interrogò Gesù, dicendo: Non rispondi tu nulla alle cose, che ti sono rinfacciate da costoro?
Mc 14,61Ma egli taceva, e non rispose parola. Di nuovo lo interrogò il sommo Sacerdote, e dissegli: Se' tu il Cristo, il figliuol di Dio benedetto?
Mc 14,62E Gesù gli disse: Io lo sono: e vedrete il Figliuol dell'uomo scendere alla destra della maestà di Dio, e venir sulle nubi del cielo.
Mc 14,63E il sommo Sacerdote, stracciatesi le sue vesti, disse: Che bisogno abbiamo più di testimoni?
Mc 14,64Avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? E tutti lo condannarono per reo di morte.
Mc 14,65E cominciarono alcuni a sputargli adosso, e velargli la faccia, e a dargli de' pugni, dicendogli: profetizza: e i ministri lo schiaffeggiavano.
Mc 14,66E trovandosi Pietro da basso nel cortile, venne una delle serve del sommo Sacerdote:
Mc 14,67E veduto Pietro, che si scaldava, e fissato in lui lo sguardo, disse: Anche tu eri con Gesù Nazareno.
Mc 14,68Ma egli negò, dicendo: Nè lo conosco, né so quello, che tu ti dica. E uscì fuora davanti al cortile, e il gallo cantò.
Mc 14,69E di nuovo avendolo veduto una serva, cominciò a dire agli astanti: Costui è di quelli.
Mc 14,70Ma egli negò di bel nuovo. E di lì a poco nuovamente gli astanti dissero a Pietro: Tu se' di quelli sicuramente: imperocché sei anche Galileo.
Mc 14,71Ma egli principiò a mandarsi delle imprecazioni, e a giurare: Non conosco quest'uomo, di cui parlate.
Mc 14,72E subito per la seconda volta il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola dettagli da Gesù: Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte, e incominciò a piagnere.
Lc 1,1Giacchè molti si sono sforzati di stendere il racconto delle cose avvenute tra noi:
Lc 1,2Come riferirono a noi quelli, che sin da principio le videro, e furono ministri della parola:
Lc 1,3E paruto anche a me, dopo aver diligentemente rinvergato dall'origine il tutto, di scriverlo a te a parte a parte, o Teofilo prestantissimo,
Lc 1,4Affinchè tu riconosca la verità delle cose, che a te sono state insegnate.
Lc 1,5Bravi al tempo di Erode, re di Giudea, un sacerdote, per nome Zaccaria, della classe di Abia; e la moglie di lui delle figliuole di Aronne, e si chiamava Elisabetta.
Lc 1,6Ed erano ambedue giusti dinanzi a Dio, camminando irreprensibili in tutti icomandamenti, e nelle leggi del Signore.
Lc 1,7E non avevano figliuolo, per essere Elisabetta sterile, e tutti due di età avanzata.
Lc 1,8Or avvenne, che, mentre faceva la funzione di sacerdote dinanzi a Dio nell'ordine del suo turno,
Lc 1,9Secondo la consuetudine del sacerdozio, toccogli in sorte di entrare nel tempio del Signore a offerirvi l'incenso:
Lc 1,10E tutta la turba del popolo orava di fuori nell'ora dell'incenso.
Lc 1,11E apparve a lui l'Angelo del Signore, stante alla destra dell'altare dell'incenso.
Lc 1,12E Zaccaria al vederlo turbossi, e il timore lo soprapprese.
Lc 1,13Ma l'Angelo gli disse: Non temere, o Zaccaria, perché è stata esaudita la tua orazione: e la tua moglie Elisabetta ti partorirà un figliuolo; e gli porrai nome Giovanni:
Lc 1,14E sarà a te di allegrezza, e di giubbilo: e molti si rallegreranno per la nascita di lui:
Lc 1,15Imperocché egli sarà grande nel cospetto del Signore: non berrà né vino, né sicera: e sarà ripieno di Spirito santo sin dall'utero di sua madre:
Lc 1,16E convertirà molti dei figliuoli d'Israele al Signore Dio loro.
Lc 1,17Ed egli precederà davanti a lui con lo spirito, e con la virtù di Elia: per rivolgere i cuori de' padri verso i loro figliuoli, e gl'increduli alla sapienza dei giusti, per preparare al Signore un popolo perfetto.
Lc 1,18E Zaccaria disse all'Angelo: Come comprenderò io tal cosa? Imperocché io son vecchio, e la moglie mia è avanzata in età.
Lc 1,19E l'Angelo gli rispose, e disse: Io sono Gabriele, che sto nel cospetto d'Iddio: e sono stato mandato a parlarti, e recarti questa buona nuova.
Lc 1,20Ed ecco, che sarai mutolo, e non potrai far parola sino al giorno, che questo succeda, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a suo tempo.
Lc 1,21E il popolo stava aspettando Zaccaria: e si maravigliava del tardare, che egli faceva nel tempio.
Lc 1,22Ma essendo egli uscito, non poteva parlare ad essi: e compresero, ch'egli aveva avuta una visione nel tempio. Ed egli andava facendo loro dei cenni, e si restò mutolo.
Lc 1,23E avvenne, che, finiti i giorni del suo uffizio, se v'andò a casa sua:
Lc 1,24E dopo que' giorni Elisabetta sua moglie rimase incinta, e per cinque mesi si teneva nascosta, dicendo:
Lc 1,25Così ha fatto con me il Signore, quando si è a me rivolto per togliere la mia ignominia tra gli uomini.
Lc 1,26Ma il sesto mese fu mandato l'Angelo Gabriele da Dio a una città della Galilea, chiamata Nazaret,
Lc 1,27A una vergine sposata ad un uomo della casa di Davidde, nomato Giuseppe, e la Vergine si chiamava Maria.
Lc 1,28Ed entrato l'Angelo da lei, disse: Dio ti salvi, piena di grazia: il Signore è teco: Benedetta tu fra le donne.
Lc 1,29Le quali cose avendo ella udite, si turbò alle sue parole; e andava pensando, che sorta di saluto fosse questo.
Lc 1,30E l'Angelo le disse: Non temere, Maria, imperocché hai trovato grazia dinanzi a Dio.
Lc 1,31Ecco che concepirai, e partorirà un figlio, e gli porrai nome Gesù.
Lc 1,32Questi sarà grande, e sarà chiamato figliuolo dell'Altissimo: e a lui darà il Signore Iddio la sede di Davidde suo padre: e regnerà sopra la casa di Giacobbe in eterno.
Lc 1,34E Maria disse all'Angelo: la qual modo avverrà questo, mentre io non conosco uomo?
Lc 1,35E l'Angelo le rispose, e disse: Lo Spirito santo scenderà sopra di te, la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. E per questo ancora quello, che nascerà di te Santo, sarà chiamato figliuolo di Dio.
Lc 1,36Ed ecco che Elisabetta tua parente ha concepito anch'essa un figliuolo nella sua vecchiezza: ed è nel sesto mese quella, che diceasi sterile:
Lc 1,38E Maria disse: Ecco l'ancella del Signore, facciasi di me secondo la tua parola. E l'Angelo si parti da lei.
Lc 1,39E Maria in quegli stessi giorni andò frettolosamente nella montagna a una città di Giuda:
Lc 1,40Ed entrò, in casa di Zaccaria, e salutò Elisabetta.
Lc 1,41E avvenne, che appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino saltellò nel suo seno: ed Elisabetta fu ripiena di Spirito santo:
Lc 1,42Ed esclamò ad alta voce, e disse: Benedetta tu tra le donne, e benedetto il frutto del tuo ventre.
Lc 1,43E donde a me questo, che la madre del Signor mio venga da me?
Lc 1,44Imperocché ecco che appena il suono del tuo saluto giunse alle mie orecchie, saltellò per giubbilo nel mio seno il bambino.
Lc 1,45E beata te, che hai creduto, perché si adempiranno le cose dette a te dal Signore.
Lc 1,46E Maria disse: l'anima mia esalta la grandezza del Signore:
Lc 1,47Ed esulta il mio spirito in Dio mio salvatore.
Lc 1,48Perché ha rivolto lo sguardo alla bassezza della sua serva: conciossiachè ecco che da questo punto beata mi chiameranno tutte le età.
Lc 1,49Perché grandi cose ha fatte a me colui, che è potente, e di cui santo è il nome.
Lc 1,50E la misericordia di lui di generazione in generazione sopra coloro, che lo temono.
Lc 1,51Fece opere di potenza col suo braccio: dissipò i superbi coi pensieri del loro cuore.
Lc 1,52Ha deposto dal trono i potenti, e ha esaltato i piccoli.
Lc 1,53Ha ricolmati di beni i famelici, e voti ha rimandati i ricchi.
Lc 1,54Accolse Israele suo servo, ricordandosi della sua misericordia:
Lc 1,55Conforme parlò ai padri nostri, ad Abramo, e ai suoi discendenti per tutti i secoli.
Lc 1,56Maria poi si trattenne con lei circa tre mesi: e se ne tornò a casa sua.
Lc 1,57E si compi per Elisabetta il tempo di partorire, e partorì un figliuolo.
Lc 1,58E i vicini, e i parenti di lei udirono, come il Signore aveva segnalata la sua misericordia verso di lei, e se ne congratulavano con essa.
Lc 1,59E avvenne, che l'ottavo giorno andarono a circoncidere il fanciullo, e lo chiamavano Zaccaria dal nome di suo padre.
Lc 1,60E la madre di lui rispose, e disse: Non già; ma avrà nome Giovanni.
Lc 1,61E le dissero: Non v'ha alcuno della tua parentela, che porti tal nome.
Lc 1,62E facevano cenno a suo padre, come volesse, che fosse chiamato.
Lc 1,63Ed egli, chiesta la tavoletta, scrisse così: Il suo nome è Giovanni. E tutti restarono maravigliati.
Lc 1,64E in quel ponto fu aperta la sua bocca, e sciolta la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
Lc 1,65E furono presi da timore tutti i loro vicini: e per tutta la montagna della Giudea si divulgarono tutte queste cose:
Lc 1,66E tutti quelli, che le avevano udite, le ponderavano in cuor loro, dicendo: Che bambino sarà, mai questo? imperocché la mano del Signore era con lui.
Lc 1,67E Zaccaria suo padre fu ripieno di Spirito santo: e profetò, dicendo:
Lc 1,68Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato, e redento il suo popolo.
Lc 1,69Ed ha innalzato per noi il principe della salute nella casa di Davidde suo servo.
Lc 1,70Conforme annunzio per bocca de' santi profeti suoi, che sono stati dal cominciamento de' secoli:
Lc 1,71La liberazione da' nostri nemici, e dalle mani di tutti coloro, che ci odiano:
Lc 1,72Per fare misericordia co' padri nostri: e mostrarsi memore del testamento suo santo.
Lc 1,73Conforme al giuramento, col quale ei giurò ad Abramo padre nostro, di concedere a noi:
Lc 1,74Che liberi dalle mani de' nostri nemici serviamo a lui scevri di timore.
Lc 1,75Con santità, e giustizia nel cospetto di lui per tutti i nostri giorni.
Lc 1,76E tu, bambinello, sarai detto il profeta dell'Altissimo: perché precederai davanti alla faccia del Signore a preparare le sue vie:
Lc 1,77Per dare al suo popolo la scienza della salute per la remissione de' loro peccati,
Lc 1,78Mediante le viscere della misericordia del nostro Dio: per le quali ci ha visitato il Sol nascente dall'alto:
Lc 1,79Per illuminare coloro, che giacciono nelle tenebre, e nell'ombra della morte: per guidare i nostri passi nella via della pace.
Lc 1,80E il bambino cresceva, e si fortificava nello spirito: e abitava pei deserti sino al tempo di darsi a conoscere a Israele.
Lc 2,1Di quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto, che si facesse il censo di tutto il mondo.
Lc 2,2Questo primo censo fu fatto da Cirino preside della Siria.
Lc 2,3E andavano tutti a dare il nome ciascheduno alla sua città.
Lc 2,4E andò anche Giuseppe da Nazaret città della Galilea alla città di David, chiamata Betlem nella Giudea, per essere egli della casa, e famiglia di David,
Lc 2,5A dare il nome insieme con Maria sposata a lui in consorte, la quale era incinta.
Lc 2,6E avvenne, che, mentre quivi si trovavano, giunse per lei il tempo di partorire.
Lc 2,7E partorì il figlio suo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia; perché non eravi luogo per essi nell'albergo.
Lc 2,8Ed eranvi nella stessa regione de' pastori, che vegliavano, e facean di notte la ronda attorno al lor gregge.
Lc 2,9Quand'ecco sopraggiunse vicino a essi l'Angelo del Signore, e uno splendore divino gli abbarbagliò, e furono presi da gran timore.
Lc 2,10E l'Angelo disse loro: Non temete: imperocché eccomi a recare a voi la nuova di una grande allegrezza, che avrà tutto il popolo:
Lc 2,11Perché è nato oggi a voi un Salvatore, che è il Cristo Signore, nella città di David.
Lc 2,12Ed eccovene il segnale: troverete un bambino avvolto in fasce, giacente in una mangiatoia.
Lc 2,13E subitamente si unì coll'Angelo una schiera della celestiale milizia, che lodava Dio, dicendo:
Lc 2,14Gloria a Dio nel più alto de' cieli, e pace in terra agli uomini di buon volere.
Lc 2,15E dopo che gli Angeli si furono ritirati da loro verso il cielo, i pastori presero a dire tra di loro: Andiamo sino a Betlemme a vedere quello, che è ivi accaduto, come il Signore ci ha manifestato.
Lc 2,16E andarono con prestezza: e trovarono Maria, e Giuseppe, e il Bambino giacente nella mangiatoia.
Lc 2,17E vedutolo, intesero quanto era stato detto loro di quel Bambino.
Lc 2,18E tutti quelli, che ne sentirono parlare, restarono maravigliati delle cose, che erano state riferite loro dai pastori.
Lc 2,19Maria però di tutte queste cose facea conserva, paragonandole in cuor suo.
Lc 2,20E i pastori se ne ritornarono glorificando, e lodando Dio per tutto quello, che udito avevano, e veduto, conforme era stato ad essi predetto.
Lc 2,21E compiti, che furono gli otto giorni per fare la circoncisione del bambino, gli fu posto nome GESÙ, conforme era stato nominato dall'Angelo prima di essere concepito.
Lc 2,22E venuto il tempo della purificazione di lei secondo la legge di Mosè, lo portarono a Gerusalemme, affine di presentarlo al Signore,
Lc 2,23Secondo quello, che sta scritto nella legge del Signore: Qualunque maschio primogenito sarà consagrato al Signore:
Lc 2,24E per fare l'offerta, conforme sta scritto nella legge del Signore, un paio di tortore, o due colombini.
Lc 2,25Era allora in Gerusalemme un uomo chiamato Simeone: e quest'uomo giusto, e timorato, che aspettava la consolazione di Israele; ed era in lui lo Spirito santo.
Lc 2,26Ed eragli stato rivelato dallo Spirito santo, che non avrebbe veduto morte, prima di vedere il Cristo del Signore.
Lc 2,27E condotto dallo spirito di Dio andò al tempio. E quando i genitori vi introdussero il bambino Gesù, per fare rispetto a lui il consueto secondo la legge:
Lc 2,28Egli se lo prese tra le sue braccia, e benedisse Dio, e disse:
Lc 2,29Adesso lascerai, o Signore, che se ne vada in pace il tuo servo secondo la tua parola:
Lc 2,30Perché gli occhi miei hanno veduto il Salvatore dato da te,
Lc 2,31Il quale è stato esposto da te al cospetto di tutti i popoli;
Lc 2,32Luce a illuminare le nazioni, e a gloria del popolo tuo Israele.
Lc 2,33E il padre, e la madre di Gesù restavano maravigliati delle cose, che di lui si dicevano.
Lc 2,34E Simeone li benedisse, e disse a Maria sua madre: Ecco che questi è posto per ruina, e per risurrezione di molti in Israele, e per bersaglio alla contraddizione:
Lc 2,35E anche l'anima tua stessa sarà, trapassata dal coltello, affinchè di molti cuori restino disvelati i pensieri.
Lc 2,36Eravi anche una profetessa, Anna, figliuola di Fanuel, della tribù di Aser: ella era molto avanzata in età, ed era vissuta sette anni col suo marito, al quale erasi sposata fanciulla.
Lc 2,37Ed ella (era rimasta) vedova fino agli ottantaquattro anni: e non usciva dal tempio, servendo Dio notte, e giorno con orazioni, e digiuni.
Lc 2,38E questa, sopraggiungendo in quel tempo stesso, lodava anch'essa il Signore: e parlava di lui a tutti coloro, che aspettavano la redenzione d'Israele.
Lc 2,39E soddisfatto che ebbero a tutto quello, che ordinava la legge del Signore, se ne tornarono nella Galilea alla loro città di Nazaret.
Lc 2,40E il Bambino cresceva, e si fortificava riempiendosi di sapienza: e la grazia di Dio era in lui.
Lc 2,41E i suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme pel dì solenne di pasqua.
Lc 2,42E quando egli fu arrivato all'età di dodici anni, essendo essi andati a Gerusalemme secondo il solito di quella solennità,
Lc 2,43Allorché passati que' giorni se ne ritornavano, rimase il fanciullo Gesù in Gerusalemme, e non se ne accorsero i suoi genitori.
Lc 2,44E pensandosi, che egli fosse coi compagni, camminarono una giornata, e lo andavano cercando tra i parenti, e conoscenti.
Lc 2,45Nè avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme a ricercarlo.
Lc 2,46E avvenne, che dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, che sedeva in mezzo ai dottori, e gli ascoltava, e gli interrogava.
Lc 2,47E tutti quei, che l'udivano, restavano attoniti della sua sapienza, e delle sue risposte.
Lc 2,48E vedutolo (i genitori) ne fecer le maraviglie. E la Madre sua gli disse: Figlio, perché ci hai tu fatto questo? Ecco che tuo padre, e io addolorati andavamo di te in cerca.
Lc 2,49Ed egli disse loro: Perché mi cercavate voi? Non sapevate, come nelle cose spettanti al Padre mio debbo occuparmi?
Lc 2,50Ed eglino non compresero quel, che egli aveva lor detto.
Lc 2,51E se n'andò con essi, e fe' ritorno a Nazaret, ed era ad essi soggetto. E la Madre sua di tutte queste cose faceva conserva in cuor suo.
Lc 2,52E Gesù avanzava in sapienza, in età, e in grazia appresso a Dio e appresso agli uomini.
Lc 3,1Ma l'anno quintodecimo dell'impero di Tiberio Cesare, essendo proccuratore della Giudea Ponzio Pilato, e tetrarca della Galilea Erode, e Filippo suo fratello tetrarca dell'Iturea, e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell'Abilene,
Lc 3,2Sotto i pontefici Anna, e Caifa, il Signore parlò a Giovanni, figliuolo di Zaccaria nel deserto:
Lc 3,3Ed egli andò per tutto il paese intorno al Giordano, predicando il battesimo di penitenza per la remissione de' peccati:
Lc 3,4Conforme sta scritto nel libro dei sermoni d'Isaia profeta: Voce di uno, che grida nel deserto: Preparate la via del Signore: raddirizzate i suoi sentieri:
Lc 3,5Tutte le valli si riempiranno, e tutti i monti, le colline si abbasseranno: e i luoghi tortuosi si raddirizzeranno, e i malagevoli si appianeranno:
Lc 3,6E vedranno tutti gli uomini la salute di Dio.
Lc 3,7Diceva adunque (Giovanni) alle turbe, che andavano per essere da lui battezzate: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire l'ira, che vi sovrasta?
Lc 3,8Fate adunque frutti degni di penitenza, e non vi mettete a dire: Abbiamo Abramo per padre. Imperocché io vi dico, che può Dio da queste pietre suscitar figliuoli ad Abramo.
Lc 3,9Imperocché già anche la scure è alla radice degli alberi. Ogni albero adunque, che non porta buon frutto, sarà tagliato, e gettato nel fuoco.
Lc 3,10E le turbe lo interrogavano, dicendo: Che abbiamo noi dunque a fare?
Lc 3,11Ed ei rispondeva loro: Chi ha due vesti, ne dia a chi non ne ha: e il simile faccia, chi ha de' commestibili.
Lc 3,12E andarono anche de' pubblicani, per essere battezzati, e gli dissero: Maestro, che abbiamo da fare?
Lc 3,13Ed egli disse loro: Non esigete più di quello, che vi è stato fissato.
Lc 3,14Lo interrogavano ancora i soldati, dicendo: Che abbiamo da fare anco noi? Ed ei disse loro: Non togliete il suo ad alcuno per forza, né con frode: e contentatevi della vostra paga.
Lc 3,15Ma stando il popolo in espettazione, e pensando tutti in cuor loro, se mai Giovanni fosse il Cristo:
Lc 3,16Giovanni rispose, e disse a tutti: Quanto a me, io vi battezzo con acqua: ma viene uno più possente di me, di cui non son io degno di sciogliere le corregge delle scarpe: egli vi battezzerà, con lo Spirito santo, e col fuoco:
Lc 3,17Egli avrà alla mano la sua pala e pulirà la sua aia, e ragunerà il frumento nel suo granaio; e brugerà la paglia in un fuoco inestinguibile.
Lc 3,18E molte altre cose ancora predicava al popolo, istruendolo.
Lc 3,19Ma Erode il tetrarca, essendo stato ripreso da lui a casa di Erodiade moglie di suo fratello, e a motivo di tutti i mali, che aveva fatti,
Lc 3,20Aggiunse a tutti anche questo, che rinserrò Giovanni in una prigione.
Lc 3,21Or avvenne, che nel battezzanti tutto il popolo, essendo stato battezzato anche Gesù, e stando egli in orazione, si spalancò il cielo:
Lc 3,22E discese lo Spirito santo sopra di lui in forma corporale come una colomba: e dal cielo venne questa voce: Tu se' il mio Figliuolo diletto; in temi, sono compiaciuto.
Lc 3,23E lo stesso Gesù cominciava ad avere circa trent'anni, figliuolo, come credeasi, di Giuseppe, il quale fu di Heli, il quale fu di Mathat,
Lc 3,24Il quale fu di Levi, il quale fa di Melchi, il quale fu di Janne, il quale fu di Giuseppe,
Lc 3,25Il quale fu di Mathathia, il quale fu di Amos, il quale fu di Nahum, il quale fu di Hesli, il quale fu di Nagge,
Lc 3,26Il quale fu di Mahath, il quale fu di Mathathia, il quale fu di Semei, il quale fu di Giuseppe, il quale fu di Giuda,
Lc 3,27Il quale fu di Giovanna, il quale fu di Resa, il quale fu di Zorobabele, il quale fu di Salathiel, il quale fu di Neri,
Lc 3,28Il quale fu di Melchi, il quale fu di Addi, il quale fu di Cosan, il quale fu di Elmadan, il quale fu di Her,
Lc 3,29Il quale fu di Iesu, il quale fu di Eliezer, il quale fu di Iorim, il quale fu di Mathat, il quale fu di Levi,
Lc 3,30Il quale fu di Simeon, il quale fu di Giuda, il quale fu di Giuseppe, il quale fu di Giona, il quale fu di Eliakim,
Lc 3,31Il quale fu di Melea, il quale fu di Menna, il quale fu di Mathatha, il quale fu di Nathan, il quale fu di David,
Lc 3,32Il quale fu di Iesse, il quale fu di Obed, il quale fu di Booz, il quale fu di Salmon, il quale fu di Naasson,
Lc 3,33Il quale fu di Aminadab, il quale fu di Aram, il quale fu di Esron, il quale fu di Phares, il quale fu di Giuda,
Lc 3,34Il quale fu di Giacobbe, il quale fu d'Isacco, il quale fu di Abramo, il quale fu di Thare, il quale fu di Nachor,
Lc 3,35Il quale fu di Sarug, il quale fu di Ragau, il quale fu di Phaleg, il quale fu di Heber, il quale fu di Sale,
Lc 3,36Il quale fu di Cainan, il quale fu di Arphaxad, il quale fu di Sem, il quale fu di Noè, il quale fu di Lamech,
Lc 3,37Il quale fu di Mathusale, il quale fu di Henoch, il quale fu di Jared, il quale fu di Malaleel, il quale fu di Cainan,
Lc 3,38Il quale fu di Henos, il quale fu di Seth, il quale fu di Adamo, il quale fu di Dio.
Lc 4,1Ma Gesù pieno di Spirito santo si partì dal Giordano: e fu condotto dallo spirito nel deserto
Lc 4,2Per quaranta giorni, ed era tentato dal Diavolo. E non mangiò nulla in que' giorni: e passati quelli ebbe fame.
Lc 4,3Allora il Diavolo gli disse: Se tu se' figliuolo di Dio, dì a questa pietra che diventi pane.
Lc 4,4E Gesù gli rispose: Sta scritto: Che non di solo pane vive l'uomo, ma di tutto quello, che vuole Dio.
Lc 4,5E il Diavolo lo condusse sopra un alto monte, e mostragli in un attimo tutti i regni della terra,
Lc 4,6E gli disse: Io ti darò di tutto questo la padronanza, e la gloria di questi (regni): conciossiachè a me sono stati dati; e gli do a chi mi pare.
Lc 4,7Se tu pertanto mi adorerai, saran tutti tuoi.
Lc 4,8E Gesù gli rispose, e disse: Sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo, e lui solo servirai.
Lc 4,9E il Diavolo menollo a Gerusalemme, e lo posò sopra la sommità del tempio, e gli disse: Se tu se' Figliuolo di Dio, gettati di qui a basso.
Lc 4,10Imperocché sta scritto, che riguardo a te ha dato ordine a' suoi Angeli di custodirti:
Lc 4,11E che ti sosterranno con le loro mani, affinchè tu non dia del piede in qualche sasso.
Lc 4,12E Gesù gli rispose, e disse: È stato detto: non tenterai il Signore Dio tuo.
Lc 4,13E finite le tentazioni, il Diavolo si partì da lui sino ad altro tempo.
Lc 4,14E Gesù per impulso dello spirito ritornò nella Galilea, e si sparse per tutto il paese la fama di lui.
Lc 4,15E insegnava in quelle sinagoghe, ed era da tutti acclamato.
Lc 4,16E andò a Nazaret, dove era stato allevato, ed entrò secondo la sua usanza il sabato nella sinagoga, e si alzò per fare la lettura.
Lc 4,17E gli fu dato il libro del profeta Isaia. E spiegato, che ebbe il libro, trovò quel passo, dove era scritto:
Lc 4,18Lo spirito del Signore sopra dì me: per la qual cosa mi ha unto per evangelizzare a' poveri: mi ha mandato a curare coloro, che hanno il cuore spezzato,
Lc 4,19Ad annunziare agli schiavi la liberazione, e a' ciechi la ricuperazione della vista, a rimettere in libertà gli oppressi, a predicare l'anno accettevole del Signore, ed il giorno della retribuzione.
Lc 4,20E ripiegato il libro, lo rendette al ministro, e si pose a sedere. Ed erano fissi in lui gli occhi di tutti nella sinagoga.
Lc 4,21E principiò a dir loro: Oggi di questa scrittura avete udito voi l'adempimento.
Lc 4,22E tutti lo approvavano: e ammiravano le parole di grazia, che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: non è egli costui il figlio di Giuseppe?
Lc 4,23Ed egli disse loro: Certo che voi direte a me quel proverbio: Medico cura te stesso: tutte quelle cose, che abbiamo udito essere state fatte in Cafarnaum, falle anche qui nella tua patria.
Lc 4,24Disse egli però: In verità vi dico, che nissun profeta è gradito nella sua patria.
Lc 4,25In verità vi dico, che molte vedove eranvi in Israele a tempo di Elia, quando il cielo stette chiuso per tre anni, e sei mesi, e fu carestia grande per tutta la terra:
Lc 4,26E a nissuna di esse fu mandato Elia, ma a una donna vedova di Sarepta del territorio di Sidone.
Lc 4,27E molti lebbrosi erano in Israele al tempo di Eliseo profeta: e nissuno di essi fu mondato, fuori che Naaman Siro.
Lc 4,28E all'udire queste cose tutti quei della sinagoga si riempiron di sdegno.
Lc 4,29E si alzarono e lo cacciaron fuora della città: e lo condussero sino alla vetta del monte, sopra del quale era fabbricata la loro città per precipitarnelo.
Lc 4,30Ma egli passando per mezzo ad essi se v'andava.
Lc 4,31E andò a Cafarnaum città della Galilea, e quivi insegnava loro ne' giorni di sabato.
Lc 4,32E si stupivano del suo modo di insegnare; conciossiachè il suo parlare era con autorità.
Lc 4,33Ed eravi nella sinagoga un uomo posseduto da un demonio immondo, e questo gridò ad alta voce,
Lc 4,34Dicendo: Lasciaci, che abbiamo noi a fare con te, Gesù Nazareno? Se' tu venuto a sterminarci? Ti conosco, chi sei, santo di Dio.
Lc 4,35E Gesù lo sgridò, e gli disse: Taci, ed esci da costui. E il demonio, gettatolo in mezzo per terra, se ne usci da colui, né gli fece alcun male.
Lc 4,36E tutti si intimorirono, e si parlavano l'un all'altro, dicendo: Che è questo? Egli comanda con autorità, e potestà agli spiriti immondi, e se ne vanno.
Lc 4,37E la fama di lui si andava spargendo nel paese per ogni dove.
Lc 4,38E uscito Gesù darla sinagoga, entrò nella casa di Simone. E la suocera di Simone era stata presa da grossa febbre: e a lui la raccomandarono.
Lc 4,39Ed egli chinatosi verso di lei, fe' comando alla febbre: e la febbre lasciolla. E subitamente levatasi gli andava servendo.
Lc 4,40Tramontato poi il sole, tutti quelli, che avevano dei malati di questo, o di quel malore, li conducevano da lui. Ed egli, imposte a ciascuno di essi le mani, li risanava.
Lc 4,41E uscivan da molti i demonj gridando, e dicendo: Tu sei il figliuolo di Dio: ma egli sgridandoli non permetteva loro di dire, come sapevano, essere lui il Cristo.
Lc 4,42E fattosi giorno si parti per andare in luogo deserto, e le turbe lo cercavano, e arrivaron fino a lui: e lo ritenevano, perché non si partisse da loro.
Lc 4,43Alle quali però egli disse: Bisogna, che anche alle altre città io evangelizzi il regno di Dio: dappoiché per questo sono stato mandato.
Lc 6,1E avvenne, che nel sabato secondo - primo passando egli pe' seminati, i suoi discepoli coglievano delle spighe, e stritolatele colle mani, mangiavano.
Lc 6,2E allora alcuni dei Farisei disser loro: Perché fate voi quello, che non è permesso in giorno di sabato?
Lc 6,3E Gesù rispose, e disse loro: Non avete voi dunque letto neppure quel, che fece Davidde, trovandosi affamato egli, e i suoi compagni?
Lc 6,4Come entrò nella casa di Dio, e prese i pani della proposizione, e ne mangiò, e ne diede ai suoi compagni: de' quali (pani) non è lecito di mangiare se non a' soli sacerdoti?
Lc 6,5E diceva loro: o padrone il Figliuolo dell'uomo anche del sabato.
Lc 6,6E un altro sabato avvenne, che entrò egli nella sinagoga, e insegnava. Ed era quivi un uomo, che aveva la mano destra inaridita.
Lc 6,7E gli Scribi, e i Farisei stavano ad osservare, se egli lo guariva nel sabato, per trovar di che accusarlo.
Lc 6,8Ma egli conosceva i lor pensamenti: e disse a colui, che aveva la mano inaridita: Alzati, e vieni qua in mezzo. E quegli alzatosi si stette.
Lc 6,9E Gesù disse loro: Domando a voi, se sia lecito il giorno di sabato di far del bene, o del male; di salvare un uomo, o di ucciderlo?
Lc 6,10E dato a tutti intorno uno sguardo, disse a colui: Stendi la tua mano. Ed egli la stese: e la mano di lui fu renduta sana.
Lc 6,11Ma coloro entrarono nelle furie, e discorrevano tra di loro, che dovessero far di Gesù.
Lc 6,12Ed avvenne di que' giorni, che egli andò sopra un monte ad orare, e stava passando la notte in orazione di Dio.
Lc 6,13E fattosi giorno, chiamò i suoi discepoli: e scelse dodici di essi, (a' quali diede anche il nome di Apostoli)
Lc 6,14Simone, cui diede il soprannome di Pietro, e Andrea suo fratello, Giacomo, e Giovanni, Filippo, e Bartolommeo,
Lc 6,15Matteo, e Tommaso, Giacomo d'Alfeo, e Simone chiamato Zelote,
Lc 6,16E Giuda di Giacomo, e Giuda Iscariote, che fu il traditore.
Lc 6,17E disceso con essi, si fermò alla pianura egli, e la turba de' suoi discepoli, e una gran frotta di popolo di tutta la Giudea, e di Gerusalemme, e del paese marittimo di Tiro, e di Sidone,
Lc 6,18La qual gente era venuta per ascoltarlo, e per essere sanata dalle sue malattie. E quelli, che erano tormentati dagli spiriti immondi, erano risanati.
Lc 6,19E tutto il popolo proccurava di toccarlo: perché scaturiva da lui virtù, la quale rendeva a tutti salute.
Lc 6,20Ed egli alzati gli occhi verso de' suoi discepoli, diceva: Beati poveri perché vostro è il regno di Dio.
Lc 6,21Beati voi, che avete adesso fame: perché sarete satollati. Beati voi, che ora piangete: perché riderete.
Lc 6,22Beati sarete, allora quando gli uomini vi odieranno, e vi scomunicheranno, e vi diranno improperj, e rigetteranno come abbominevole il vostro nome, a causa del figliuolo dell'uomo.
Lc 6,23Rallegratevi allora, e tripudiate: perché, mirate, come grande è la mercede vostra nel cielo: conciossiachè così erano trattati i profeti dai padri di costoro.
Lc 6,24Ma guai a voi, o ricchi: perché ricevuto avete la vostra consolazione.
Lc 6,25Guai a voi, che siete satolli: perché soffrirete la fame. Guai a voi, che adesso ridete: perché piangerete, e gemerete.
Lc 6,26Guai a voi, quando gli uomini vi benediranno: imperocché così facevano co' falsi profeti i padri di costoro.
Lc 6,27Ma a voi, che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a que’, che vi odiano.
Lc 6,28Benedite que', che vi mandano imprecazioni, e orate pe' vostri calunniatori.
Lc 6,29E a chi ti da uno schiaffo, presentagli l'altra guancia. E a chi ti toglie il mantello, non vietargli di prendere anche la tonaca.
Lc 6,30Dona a chiunque ti chiede: e non ridomandare il tuo da chi te lo leva.
Lc 6,31E quel, che volete, che facciano gli uomini inverso di voi, fatelo voi puro con essi.
Lc 6,32Che se voi amate quelli, che vi amano, che merito ne avete voi? imperocché anche i peccatori amano chi gli ama.
Lc 6,33E se fate del bene a coloro, che a voi ne fanno, che merito ne avete voi? Imperocché anche i peccatori fanno altrettanto.
Lc 6,34E se date in prestito a coloro, da' quali sperate il contraccambio, qual merito v'avrete voi? Imperocché anche i cattivi prestano a' cattivi per ricevere il contraccambio.
Lc 6,35Amate pertanto i vostri nemici: fate del bene, e imprestate senza speranza di profitto: e grande sia la vostra mercede, e sarete figliuoli dell'Altissimo, perché egli è benigno con gl' ingrati, e con i cattivi.
Lc 6,36Siate adunque misericordiosi, come anche il Padre vostro è misericordioso.
Lc 6,37Non giudicate, e non sarete giudicati: non condannate, e non sarete condannati. Perdonate, e sarà a voi perdonato.
Lc 6,38Date, e sarà dato a voi: misura giusta, pigiata, scossa, e colma sarà versata in seno a voi: perché colla stessa misura, onde avrete misurato, sarà rimisurato a voi.
Lc 6,39Diceva di più ad essi una similitudine: È egli possibile, che un cieco guidi un cieco? non caderann' eglino ambedue nella fossa?
Lc 6,40Non v'ha scolare da più del maestro: ma chicchessia sarà perfetto, ove sia come il suo maestro.
Lc 6,41Perché poi osservi tu una pagliuzza nell'occhio del tuo fratello; e non badi alla trave, che hai nel tuo occhio?
Lc 6,42Ovvero come puoi tu dire al tuo fratello: Lascia, fratello, che io ti cavi dall'occhio la pagliuzza, che vi hai: mentre tu non vedi la trave, che è nel tuo occhio? Ipocrita, cava prima dall'occhio tuo la trave, e allora guarderai di cavare la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
Lc 6,43Imperocché non è buon albero quello, che fa i frutti cattivi: né cattivo quello, che fa buon frutto.
Lc 6,44Imperocché ogni albero distinguesi dal suo frutto. Dappoiché nè fichi si colgono dalle spine; né uva vendemmiasi da un roveto.
Lc 6,45L'uomo dabbene dal buon tesoro del cuor suo cava fuora del bene: e il cattivo uomo da un cattivo tesoro mette fuori del male. Imperocché dall'abbondanza del cuore parla la bocca.
Lc 6,46Ma e perché dite voi a me, Signore, Signore: e non fate quel, che io vi dico?
Lc 6,47Chiunque viene a me, e ascoltale mie parole, e le mette in opera, vi spiegherò io, a che rassomigli:
Lc 6,48Ei rassomiglia a un uomo, che fabbricò una casa, il quale fece scavo profondo, e gettò i fondamenti sul sasso: e venuta l'inondazione, la fiumana andò a urtare la casa, e non potè smuoverla: perché era fondata sopra la pietra.
Lc 6,49Ma colui, che ascolta, e non fa è simile a un uomo, il quale fabbricò una casa sul suolo senza fondamenti: nella qual (casa) urtò la fiumana, ed ella andò subito giù: e fu grande la rovina di quella casa.
Lc 7,1E terminato che ebbe tutti i suoi discorsi al popolo, che lo ascoltava; entrò in Cafarnaum.
Lc 7,2E il servo di un certo centurione caro a lui era ammalato, e vicino a morire.
Lc 7,3E avendo quegli sentito parlare di Gesù, mandò da lui gli anziani dei giudei a pregarlo, che andasse a guarire il suo servo.
Lc 7,4Questi adunque' essendo andati a trovar Gesù, lo pregavano istantemente, dicendogli: Egli merita, che tu gli faccia questa grazia.
Lc 7,5Imperocché ama la nostra nazione, e ci ha fabbricata egli stesso la sinagoga.
Lc 7,6Gesù adunque andò con loro. E quando era già poco lontan dalla casa, il centurione mandò a lui degli amici, per dirgli: Signore, non ti incomodare: imperocché non sono io degno, che tu entri sotto il mio tetto:
Lc 7,7E per questo non mi sono nemmen io medesimo creduto degno di venir da te: ma ordina con un sol motto, e il mio servo sarà risanato.
Lc 7,8Imperocché anch'io sono un uomo subordinato, che ho sotto di me de' soldati: e dico a uno: Vanne, ed egli va; ed a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa la tal cosa, e la fa.
Lc 7,9Lo che udito avendo Gesù, ne restò ammirato: e rivolto alla turba, che lo seguiva, disse: In verità vi dico, che non ho trovato tanta fede nemmeno in Israele.
Lc 7,10E coloro, che erano stati mandati, ritornando a casa, trovarono guarito il servo, che era stato malato.
Lc 7,11E avvenne, che di poi egli andava a una città chiamata Naim: e andavan seco i suoi discepoli, e una gran turba di popolo.
Lc 7,12E quand'ei fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato fuori alla sepoltura un figliuolo unico di sua madre: e questa era vedova: e gran numero di persone della città la accompagnavano.
Lc 7,13E vedutala il Signore, mosso di lei a compassione, le disse: Non piangere.
Lc 7,14E avvicinossi alla bara, e la toccò. (E quelli, che la portavano, si fermarono) Ed egli disse: Giovinetto, dico a te, levati su.
Lc 7,15E il morto si alzò a sedere, e principiò a parlare. Ed egli lo rendette a sua madre.
Lc 7,16Ed entrò in tutti un gran timore: e glorificavano Dio, dicendo: Un profeta grande è apparso tra noi: e ha Dio visitato il suo popolo.
Lc 7,17E questa opinione intorno ad esso si sparse per tutta la Giudea, e pertutto il paese all'intorno.
Lc 7,18E i discepoli di Giovanni riferirono a lui tutte queste cose.
Lc 7,19E Giovanni chiamati due de' suoi discepoli, li mandò da Gesù a dirgli: Se' tu colui, che dee venire, o dobbiamo aspettar un altro?
Lc 7,20E quegli andati da lui gli dissero: Giovanni Batista ci ha mandati da te a dirti: Se' tu colui, che dee venire, o dobbiamo aspettare un altro?
Lc 7,21(Or nello stesso tempo egli liberò molti dalle malattie, e dalle piaghe, e da' maligni spiriti, e donò il vedere a molti ciechi).
Lc 7,22E rispose loro: Andate, riferite a Giovanni quel, che avete udito, e veduto: i ciechi veggono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, e si annuncia a' poveri il Vangelo:
Lc 7,23E beato, chi non sarà scandalizzato per me.
Lc 7,24E partiti che furono i messi di Giovanni, cominciò egli a dire di Giovanni alle turbe: Che siete voi andati a vedere nel deserto? forse una canna scossa dal vento?
Lc 7,25Ma pure, che siete voi andati a vedere? forse un uomo delicatamente vestito? Certo, che coloro, che portano abiti preziosi, e stanno sul lusso, vivono nelle case dei re.
Lc 7,26Ma che è quello, che siete andati a vedere? un profeta? Si certamente, io vi dico, e ancor più che profeta:
Lc 7,27Questi è colui, del quale sta scritto: Ecco che io spedisco il mio Angelo innanzi a te, il quale preparerà al tuo venire la strada.
Lc 7,28Imperocché io vi dico, che tra i nati di donna, profeta maggiore di Giovanni il Batista non v'è. Ma il più piccolo nel regno di Dio è maggiore di lui.
Lc 7,29E tutto il popolo che lo ascoltò, e i pubblicani han dato gloria a Dio, essendosi battezzati col battesimo di Giovanni.
Lc 7,30Ma i Farisei e i dottori della legge per loro danno disprezzarono i disegni di Dio, non essendosi fatti da lui battezzare.
Lc 7,31Disse poi il Signore: A qual cosa adunque paragonerò io gli uomini di questa generazione? E a qual cosa sono simili?
Lc 7,32Sono simili a quei fanciulli, che seggono sulla piazza, e intuonano gli uni agli altri: Vi abbiamo sanato la sampogna, e non avete ballato: vi abbiamo cantato cose lugubri, e non avete pianto.
Lc 7,33Conciossiachè venne Giovanni Batista, che non mangia pane, né beve vino, e voi dite: Egli è indemoniato.
Lc 7,34Venne il Figliuolo dell'uomo, che mangia, e beve, e voi dite: Ecco il mangione, e il bevone, amico de' pubblicani, e de' peccatori.
Lc 7,35Ma è stata giustificata la sapienza da tutti i suoi figliuoli.
Lc 7,36E uno de' Farisei lo pregò, che andasse a mangiar da lui. Ed entrato in casa del Fariseo si pose a tavola.
Lc 7,37Quand'ecco una donna, che era peccatrice in quella città, appena ebbe inteso, com' egli era a tavola in casa del Fariseo, prese un alabastro di unguento:
Lc 7,38E stando di dietro a' suoi piedi, cominciò a bagnare i piedi di lui colle lagrime, e rasciugavali con i capelli della sua testa, e li baciava, e gli ungeva con l'unguento.
Lc 7,39Or vedendo ciò il Fariseo, che lo aveva invitato, disse dentro di se: Se costui fosse profeta, certamente saprebbe, chi, e quale sia la donna, la quale lo tocca: e come ella è peccatrice.
Lc 7,40E Gesù gli rispose, e disse: Simone, ho qualche cosa da dirti. Ed egli disse: Maestro, parla.
Lc 7,41Un creditore aveva due debitori: uno doveagli cinquecento denari, e l'altro cinquanta.
Lc 7,42Non avendo quegli il modo di pagare, condonò il debito ad ambedue. Chi adunque di essi lo ama di più?
Lc 7,43Rispose Simone: Penso, che quegli, cui ha condonato di più. Ed ei disselli: Rettamente hai giudicato.
Lc 7,44E rivolto alla donna, disse a Simone: vedi tu questa donna? Sono entrato in tua casa, non hai dato acqua a' miei piedi: e questa ha bagnato i miei piedi colle sue lagrime, e gli ha asciugati co' suoi capelli.
Lc 7,45Non hai a me dato il bacio: questa da che è venuta, non ha rifinito di baciare i miei piedi.
Lc 7,46Non hai unto con olio il mio capo: e questa ha unti con unguento i miei piedi.
Lc 7,47Per la qual cosa ti dico: Le sono rimessi molti peccati, perché molto ha amato. Or meno ama, a cui meno si perdona.
Lc 7,49E i convitati cominciarono a dire dentro di se: Chi è costui, che fin rimette i peccati?
Lc 7,50Ed egli disse alla donna: La tua fede ti ha fatta salva: Vanne in pace.
Lc 9,1E convocati i dodici Apostoli, diede loro virtù, e potere sopra tutti i demonj, e di curare le malattie.
Lc 9,2E mandogli a predicare il regno di Dio, e a render agli infermi la sanità.
Lc 9,3E disse loro: Non porterete nulla pel viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né avrete due vestiti.
Lc 9,4E in qualunque casa sarete entrati, ivi restate, e non la lasciate.
Lc 9,5E dovunque non vi ricevano: uscendo da quella città, scuotete anche la polvere de' vostri piedi in testimonianza contro di essi.
Lc 9,6Ed essi si partirono, a andavan girando di castello in castello, evangelizzando, e facendo guarigioni per ogni dove.
Lc 9,7E giunse a notizia di Erode tetrarca tutto quel, che facevasi da Gesù, ed egli stava con l'animo sospeso, perché alcuni dicevano:
Lc 9,8Che Giovanni era risuscitato da morte: altri poi: Che era comparso Elia: altri: Che uno degli antichi profeti era risorto.
Lc 9,9Ed Erode diceva: A Giovanni feci io tagliare la testa. Ma chi è costui, del quale sento dire sì fatte cose? E cercava di vederlo.
Lc 9,10E ritornati gli Apostoli, raccontarono a lui tutto quello, che avevano fatto: ed egli, presili seco, si ritirò a parte in un luogo deserto del territorio di Betsaida.
Lc 9,11La qual cosa risaputasi dalle turbe, gli tenner dietro: ed egli le accolse, e parlava loro del regno di Dio, e risanava quei, che ne avevan bisogno.
Lc 9,12E il giorno principiava a declinare. E accostatisi a lui i dodici gli dissero: Licenzia le turbe, affinchè andando po' castelli, e pe' villaggi all'intorno, cerchino alloggio, e si trovino da mangiare: perché qui siamo in luogo deserto.
Lc 9,13Ed egli disse loro: Date voi lor da mangiare. Ed essi risposero: Non abbiamo altro, che cinque pani, e due pesci: se per sorte non andiamo noi a comperare il vivere per tutta questa turba.
Lc 9,14Imperocché erano quasi cinque mila uomini. Ed egli disse a' suoi discepoli: Fateli sedere a truppe di cinquanta uomini l'una.
Lc 9,16E presi i cinque pani, e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, e gli benedisse: e gli spezzò, e li distribuì a' suoi discepoli, perché li ponessero davanti alle turbe.
Lc 9,17E mangiaron tutti, e si saziarono. E di quel, che loro avanzò, furono raccolti dodici panieri di frammenti.
Lc 9,18E avvenne, che essendosi egli appartato per fare orazione, avendo seco i suoi discepoli, domandò loro: Chi dicon le turbe, ch'io mi sia?
Lc 9,19E quelli risposero, e dissero: Giovanni Batista: altri poi Elia: altri, che uno degli antichi profeti è risuscitato.
Lc 9,20Ed egli disse loro: E voi chi dite che io sia? Simon Pietro rispose, e disse: Il Cristo di Dio.
Lc 9,21Ma Gesù sgridandogli, comandò loro di non dir questo a nessuno.
Lc 9,22Dicendo: Fa d'uopo, che il figliuolo dell'uomo patisca molto, e sia riprovato dagli anziani, e dai principi de' sacerdoti, e dagli Scribi, e sia ucciso, e risusciti il terzo giorno.
Lc 9,23Diceva poi a tutti: Se alcuno vuole tenermi dietro, rinneghi se stesso, e prenda dì per dì la sua croce, e mi seguiti.
Lc 9,24Imperocché chi vorrà salvare l'anima sua, la perderà: e chi perderà l'anima sua per causa mia, la salverà.
Lc 9,25Imperocché che giova all'uomo il guadagnare tutto il mondo, ove perda se stesso, e di se faccia scapito?
Lc 9,26Imperocché chi si vergognerà di me, e delle mie parole: si vergognerà di lui il Figliuolo dell'uomo, quando verrà con la maestà sua, e del Padre, e de' santi Angeli.
Lc 9,27Vi dico però veracemente, che vi sono alcuni qui presenti, che non gusteranno la morte, fino a tanto che veggano il regno di Dio.
Lc 9,28E avvenne, che circa otto giorni dopo dette queste parole, prese seco Pietro, e Giacomo, e Giovanni, e salì sopra un monte per orare.
Lc 9,29E mentre era in orazione, l'aria del suo volto divenne tutt'altra: e il suo vestito divenne bianco, e risplendente.
Lc 9,30Ed ecco che due uomini parlavano con lui. E questi erano Mosè, ed Elia,
Lc 9,31I quali apparsi con gloria discorrevano della sua partenza, la quale egli stava per eseguire in Gerusalemme.
Lc 9,32Ma Pietro, e i suoi compagni erano aggravati dal sonno. Ma svegliatisi videro la maestà di lui, e i due personaggi, che stavano con esso.
Lc 9,33E nel mentre, che questi si separavan da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, è buona cosa per noi lo star qui: facciamo tra padiglioni, uno per te, uno per Mosè, e uno per Elia: non sapendo egli quel che si dicesse.
Lc 9,34Ma nel tempo, ch'egli diceva questo, si levò una nuvola, dalla quale quelli furono involti: ed essi si intimorirono, quando quegli entrarono nella nuvola.
Lc 9,35E dalla nuvola usci una voce, che disse: Questi è il mio Figliuolo diletto, ascoltatelo.
Lc 9,36E dopo quella voce Gesù rimase solo. Ed essi si tacquero, e non dissero in quella stagione a nissuno niente di quel, che avevano veduto.
Lc 9,37Il dì seguente scesi che furono dal monte, si fece loro incontro una gran turba.
Lc 9,38E a un tratto un uomo di mezzo alla turba esclamò, dicendo: Maestro, di grazia volgi lo sguardo al mio figliuolo, che è l'unico, che io mi abbia:
Lc 9,39E dal vedere, al non vedere lo invade lo spirito, e di repente urla, e lo getta per terra, e lo sconvolge spumante, e appena da lui si ritira dopo di averlo tutto infranto:
Lc 9,40E ho pregato i tuoi discepoli, che lo scacciassero, e non han potuto.
Lc 9,41E Gesù rispose, e disse: O generazione infedele, e perversa fin a quando sarò a voi d'appresso, e vi sopporterò? Conduci qua il tuo figliuolo.
Lc 9,42E mentre questo si avvicinava, il Demonio gettollo per terra, e lo straziava.
Lc 9,43Ma Gesù sgridò lo spirito immondo, e risanò il fanciullo, e lo rendette a suo padre.
Lc 9,44E tutti restavano stupefatti della grandezza di Dio; e mentre tutti ammiravano tutte le cose, che egli faceva, disse a' suoi discepoli: Ponete in cuor vostro queste parole: Il Figliuolo dell'uomo sta per essere tradito nelle mani degli uomini.
Lc 9,45Ed essi non intendevano nulla di questo fatto, ed era oscuro per essi talmente, che non lo capivano: e non avevano ardire di interrogarlo sopra queste parole.
Lc 9,46E vennero a disputare tra di loro, sopra chi fosse il maggiore.
Lc 9,47Ma Gesù vedendo i pensieri del loro cuore, prese per mano un fanciullo, e se lo pose accanto,
Lc 9,48E disse loro: Chiunque accoglierà un tal fanciullo nel nome mio, accoglie me: e chiunque accoglie me, accoglie colui, che mi ha mandato. Imperocché colui, che è il minimo tra tutti voi, quegli è il maggiore.
Lc 9,49E Giovanni prese a dirgli: Maestro, Abbiamo veduto un tale, che nel nome tuo cacciava i demonj, e glielo abbiamo proibito: imperocché non segue (te) insieme con noi
Lc 9,50E Gesù dissegli: Non vogliate proibirglielo: imperocché chi non è contro di voi, è per voi.
Lc 9,51E avvenne, che approssimandosi il tempo della sua assunzione, ed egli si mostrò risoluto di andare a Gerusalemme.
Lc 9,52E spedì avanti a se i suoi nunzj: e questi andarono, ed entrarono in una città de' Samaritani per preparargli l'ospizio.
Lc 9,53Ma non vollero riceverlo, perché dava a conoscere, che andava a Gerusalemme.
Lc 9,54E veduto ciò i discepoli di lui, Giacomo, e Giovanni dissero: Signore, vuoi tu, che noi comandiamo, che piova fiamma dal cielo, e li divori?
Lc 9,55Ma egli rivoltosi a essi gli sgridi, dicendo: Non sapete a quale spirito appartenghiate.
Lc 9,56Il Figliuolo dell'uomo non è venuto per isperdere gli uomini, ma per salvarli. E andarono a un altro borgo.
Lc 9,57E avvenne, che mentre facevan sua strada, vi fu uno, che dissegli: Verrò teco, dovunque tu vada.
Lc 9,58E Gesù gli rispose: Le volpi hanno le tane, e gli uccelli dell'aria i nidi: ma il Figliuol dell'Uomo non ha dove posare la testa.
Lc 9,59Disse poi a un altro: Seguimi: ma questi rispose: Signore, permettimi, che prima io vada, e seppellisca mio padre.
Lc 9,60Ma Gesù gli rispose: Lascia, che i morti seppelliscano i loro morti: ma tu va, e annuncia il regno di Dio.
Lc 9,61E un altro gli disse: Signore, io ti seguirò; ma permetti, che prima io vada a dire addio a que' di mia casa.
Lc 9,62E Gesù rispostigli: Nissuno, che dopo aver messa la mano all'aratro volga indietro lo sguardo, è buono pel regno di Dio.
Lc 10,1Dipoi elesse il Signore altri settantadue: e li mandò a due a due davanti a se in tutte le città, e luoghi, dove egli era per andare:
Lc 10,2E diceva loro: La messe è molta, e gli operai son pochi. Pregate adunque il padrone della messe, che mandi degli operai per la sua messe.
Lc 10,3Andate: ecco, che io mando voi, come agnelli tra' lupi.
Lc 10,4Non portate, né borsa, né sacca, né borzacchini, e per istrada non salutate chicchessia.
Lc 10,5In qualunque casa entrerete, dite prima: Pace sia a questa casa.
Lc 10,6E se quivi sarà un figliuolo di pace, poserà sopra di lui la vostra pace; se no ritornerà a voi.
Lc 10,7Restate nella medesima casa mangiando, e bevendo di quello, che hanno: imperocché è dovuta all'operajo la sua mercede. Non andate girando di casa in casa.
Lc 10,8E in qualunque città entrerete, essendovi stati accolti, mangiate quel, che vi sarà messo davanti.
Lc 10,9E guarite gl' infermi, che quivi sono, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.
Lc 10,10Ma in qualunque città che entrati essendo, non vi ricevano, andate nelle piazze, e dite:
Lc 10,11Abbiamo scosso contro di voi sin la polvere, che ci si era attaccata della vostra città: con tutto questo sappiate, che il regno di Dio è vicino.
Lc 10,12Vi dico, che men dura sarà in quella giornata la condizione di Sodoma, che di quella città.
Lc 10,13Guai a te, o Corozain, guai a te, o Betsaida: perché se in Tiro, o in Silone fossero stati fatti i prodigi, che sono stati fatti presso di te, già tempo farebbero penitenza coperte di cilizio, e giacendo su la cenere.
Lc 10,14Ma con minor severità sarà trattata nel giudizio Tiro, e Sidone, che voi.
Lc 10,15E tu Cafarnaum, esaltata sino al cielo, sarai depressa sino all'inferno.
Lc 10,16Chi ascolta voi ascolta me: e chi voi disprezza, disprezza me. E chi disprezza me, colui disprezza, che mi ha mandato.
Lc 10,17E i settantadue (discepoli) se ne ritornarono allegramente, dicendo: Signore, anche i demonj sono a noi soggetti in virtù del tuo nome.
Lc 10,18Ed egli disse loro: Io vedeva Satana cadere dal cielo a guisa di folgore.
Lc 10,19Ecco, che io vi ho dato podestà di Calcare i serpenti, e i scorpioni, e di superare tutta la forza del nemico: né cosa alcuna a voi nuocerà.
Lc 10,20Contuttociò non vogliate rallegrarvi, perché siano a voi soggetti gli spiriti: ma rallegratevi, perché i vostri nomi scritti sono nel cielo.
Lc 10,21Nello stesso punto per Ispirito santo esultò, e disse: Gloria a te, o Padre, signore del cielo, e della terra, perché queste cose hai nascoste a' saggi, e prudenti, e le hai manifestate a' piccoli. Così è, o Padre: perché così a te piacque.
Lc 10,22In mia balìa ha posto il Padre tutte le cose. E nissuno conosce, chi sia il Figliuolo, fuori del Padri; né chi sia il Padre, fuori del Figliuolo, e fuor di colui, al quale avrà il Figliuolo voluto rivelarlo.
Lc 10,23E rivolto a' suoi discepoli, disse: Beati gli occhi, che veggono quello, che voi vedete.
Lc 10,24Imperocché vi dico, che molti profeti, e regi bramarono di vedere quello, che voi vedete, e nol videro; e udire quello, che voi udite, e non l'udirono.
Lc 10,25Allora alzatosi un certo dottor della legge per tentarlo, gli disse; Maestro, che debbo io fare per possedere la vita eterna?
Lc 10,26Ma egli rispose a lui: Che è quello, che sta scritto nella legge? Come leggi tu?
Lc 10,27Quegli rispose, e disse: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuor tuo, e con tutta l'anima tua, e con tutte le tue forze, e con tutto il tuo spirito: e il prossimo tuo come te stesso.
Lc 10,28E Gesù gli disse: Bene hai risposto: fa questo, e viverai.
Lc 10,29Ma quegli volendo giustificare se stesso, disse a Gesù: E chi il mio prossimo?
Lc 10,30E Gesù prese la parola, e disse: Un uomo andava da Gerusalemme a Gerico, e dette negli assassini, i quali ancor lo spogliarono: e avendogli date delle ferite, se n'andarono, lasciandolo mezzo morto.
Lc 10,31Or avvenne, che passò per là stessa strada un sacerdote, il quale vedutolo passò oltre.
Lc 10,32Similmente anche un Levita arrivato vicino a quel luogo, e veduto colui, tirò innanzi.
Lc 10,33Ma un Samaritano, che facea suo viaggio, giunse presso a lui: e vedutolo, si mosse a compassione.
Lc 10,34E se gli accostò, e fasciò le ferite di lui, spargendovi sopra olio, e vino; e messolo sul suo giumento, lo condusse all'albergo, ed ebbe cura di esso.
Lc 10,35E il dì seguente tirò fuori due denari, e gli dette all'ostiere, e dissegli: Abbi cura di lui: e tutto quello, che penderai di più, te lo restituirò al mio ritorno.
Lc 10,36Chi di questi tre ti pare egli essere stato prossimo per colui, che dette negli assassini?
Lc 10,37E quegli rispose: Colui, che usò ad esso misericordia. E Gesù gli disse: Va, fa anche tu allo stesso modo.
Lc 10,38E avvenne, che essendo in viaggio, entrò egli in un certo castello: e una donna, per nome Marta, lo ricevette in sua casa:
Lc 10,39E questa aveva una sorella chiamata Maria, la quale ancora assisa a' piedi del Signore, ascoltava le sue parole.
Lc 10,40Marta poi si affannava tra le molte faccende di casa: e si presentò, e disse: Signore, a te non cale, che mia sorella mi abbia lasciata sola alle faccende di casa? Dille adunque, che mi dia una mano.
Lc 10,41Ma il Signore le rispose, e disse: Marta, Marta, tu ti affanni, e ti inquieti per un gran numero di cose.
Lc 10,42Eppure una sola è necessaria. Maria ha eletto la miglior parte, che nun le sarà levata.
Lc 12,1Nel qual mentre raunata essendosi intorno (a Gesù) gran moltitudine di gente, talmente che si pestavano gli uni gli altri, cominciò egli a dire a' suoi discepoli: Guardatevi dal fermento de' Farisei, che è l'ipocrisia.
Lc 12,2Imperocché nulla v'ha di occulto, che non sia per essere rivelato; né di nascosto, che non si risappia.
Lc 12,3Conciossiachè quello, che avrete detto all'oscuro, si ridirà in piena luce: e quel, che avrete detto all'orecchio nelle camere, sarà propalato sopra i tetti.
Lc 12,4A voi poi amici miei io dico: Non abbiate paura di coloro, che uccidono il corpo, e poi non possono far altro.
Lc 12,5Ma io v'insegnerò, chi dobbiate temere: Temete colui, che dopo aver tolta la vita, ha potestà di mandare all'inferno: questo sì, vi dico, temetelo.
Lc 12,6Non è egli vero, che cinque passerotti si vendono due soldi, e pure un solo di questi non è dimenticaro da Dio?
Lc 12,7Anzi tutti i capelli della vostra testa son noverati. Non temete adunque: voi siete da più di molti passerotti.
Lc 12,8Or io dico a voi, che chiunque avrà riconosciuto me dinanzi agli uomini, lo riconoscerà il Figliuolo dell'uomo dinanzi agli Angeli di Dio.
Lc 12,9Chi poi me avrà rinnegato dinanzi agli uomini, sarà rinnegato dinanzi agli Angeli di Dio.
Lc 12,10E chiunque avrà parlato contro il Figliuolo dell'uomo, gli sarà perdonato: ma a chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non sarà perdonato.
Lc 12,11Quando poi vi condurranno nelle sinagoghe, e davanti ai magistrati, e ai principi, non vi mettete in pena del che, io del come abbiate a rispondere, o di quello, che abbiate a dire.
Lc 12,12Imperocché lo Spirito santo vi insegnerà in quel punto stesso quello, che dir dobbiate.
Lc 12,13E uno della turba gli disse: Maestro, ordina a mio fratello, che mi dia la mia parte dell'eredità.
Lc 12,14Ma Gesù gli rispose: O uomo, chi ha costituito me giudice, o arbitro tra voi.
Lc 12,15E disse loro: Guardatevi attentamente da ogni avarizia: imperocché non ista la vita d'alcuno nella ridondanza de' beni, che possiede.
Lc 12,16E disse loro una similitudine: Un uomo ricco ebbe un'abbondante raccolta nelle sue tenute:
Lc 12,17E andava discorrendo dentro disse: Che farò or, che non ho, dove ritirare la mia raccolta?
Lc 12,18E disse: Farò così: demolirò i miei granai, e ne fabbricherò de' più grandi: e ivi ragunerò tutti i miei prodotti, e i miei beni,
Lc 12,19E dirò all'anima mia: O anima, tu hai messo da parte de' beni per moltissimi anni: riposati, mangia, bevi, datti bel tempo.
Lc 12,20Ma Dio gli disse: Stolto, in questa notte o ridomandata a te l'anima tua: e quel, che hai messo da parte, di chi sarà?
Lc 12,21Così va per chi tesoreggia per se stesso, e non è ricco per Iddio.
Lc 12,22E disse a' suoi discepoli: Per questo dico a voi: Non vogliate mettervi in pena né del mangiare rispetto al vostro vivere, né del vestire riguardo al corpo.
Lc 12,23La vita vai più del cibo, e il corpo più della veste.
Lc 12,24Considerate i corvi, che non se minano, né mietono, e non hanno dispensa, il granaio, e Dio li pasce: quanto siete voi da più di loro?
Lc 12,25Ma chi è di voi, che a forza di pensare possa aggiungere alla sua statura la misura di un cubito?
Lc 12,26Che se non potete fare il meno, perché prendervi inquietudine dell'altre cose?
Lc 12,27Mirate i gigli, come crescono: non lavorano e non filano: e io vi dico, che nemmeno Salomone con tutta la sua magnificenza è mai stato vestito, come uno di questi.
Lc 12,28Che se l'erba, che oggi è nel campo e domani si getta nel forno, Dio riveste così: quanto più voi, o di poca fede?
Lc 12,29Or voi non istate a cercare quel, che abbiate a mangiare, o a bere: e non i vogliate alzarvi troppo in su:
Lc 12,30Imperocché dietro a tali cose vanno gli uomini del mondo. Ma il Padre vostro sa, che di queste cose avete bisogno,
Lc 12,31Cercate perciò primieramente il regno di Dio, e la sua giustizia: e tutte queste cose vi saran date per giunta.
Lc 12,32Non temete voi piccol gregge; imperocché è stato beneplacito del Padre vostro di dare a voi il regno.
Lc 12,33Vendete quello, che possedete, e fatene limosina. Fatevi delle borse, che non invecchino, un tesoro inesausto nel cielo: dove i ladri non si accostano, e le tignuole non rodono.
Lc 12,34Imperocché dove è il vostro tesoro, ivi sarà pure il vostro cuore.
Lc 12,35Siano cinti i vostri lombi, e nelle mani vostre lampane accese.
Lc 12,36E fate voi, come coloro, che aspettano il loro padrone, quando torni da nozze, per aprirgli subito che giungerà, e picchierà alla porta.
Lc 12,37Beati que' servi, i quali, in arrivando, il padrone troverà vigilanti: in verità vi dico, che tiratasi su la veste, li farà mettere a tavola, e gli anderà servendo.
Lc 12,38E se giugnerà alla seconda vigilia, e se giugnerà alla terza, e li troverà così (vigilanti) beati sono tali servi.
Lc 12,39Or sappiate, che se al padre di famiglia fosse noto, a che ora sia per venire il ladro, veglierebbe senza dubbio, e non permetterebbe, che gli fosse sforzata la casa.
Lc 12,40E voi state preparati: perché nell'ora, che meno pensate, verrà il figliuolo dell'uomo.
Lc 12,41E Pietro gli disse: Signore, questa parabola l'hai tu detta per noi, o per tutti?
Lc 12,42E il Signore disse: Chi credi tu, che sia il dispensatore fedele, e prudente, preposto dal padrone alla sua famiglia per dare al tempo debito a ciascheduno la sua misura di grano?
Lc 12,43Beato questo servo, cui, venendo il padrone, troverà far così.
Lc 12,44Vi dico veracemente, che gli darà la soprantendenza di quanto possiede.
Lc 12,45Che se un tal servo dirà in cuor suo: Il padrone mio non vien così presto: e comincierà a battere i servi, e le serve, e a mangiare, e bere, e ubbriacarsi:
Lc 12,46Verrà il padrone di questo servo il dì, che meno egli l'aspetta, e nel punto, ch'egli non sa, e lo separerà, e lo manderà con (i servi) infedeli.
Lc 12,47Quel servo poi, il quale ha conosciuto la volontà del suo padrone, e non è stato preparato, e non ha eseguita la sua volontà, riceverà molte battiture:
Lc 12,48Quel servo poi, che non l'ha conosciuta, e ha fatto cose degne di gastigo, riceverà poche battiture. Molto si domanderà da tutti quegli, a' quali molto è stato dato: e più chiederanno da colui, al quale è stato fidato il molto.
Lc 12,49Sono venuto a portar fuoco sopra la terra e che voglio io, se non che si accenda?
Lc 12,50Ma lui un battesimo, col quale debbo essere battezzato: e qual pena è la mia, sino a tanto che sia adempito?
Lc 12,51Pensate voi, ch'io sia venuto a portar pace sopra la terra; Non (la pace) vi dico, ma la divisione:
Lc 12,52Imperocché da ora in poi saranno: cinque in una casa divisi, tre contro due, o due contro tre.
Lc 12,53Il padre sarà diviso dal figliuolo, e il figliuolo dal padre suo, e la madre dalla figliuola, e la figliuola dalla madre, la suocera dalla nuora, e la nuora dalla suocera.
Lc 12,54E diceva poi anche alle turbe: Quando avete veduto alzarsi dall'occaso una nuvola, subito dite: Vuol far temporale: e così succede.
Lc 12,55E quando sentite soffiar lo scirocco, voi dite: Farà caldo: e succede così.
Lc 12,56Ipocriti, sapete distinguere gli aspetti del cielo, e della terra: e come non distinguete il tempo d'adesso?
Lc 12,57E come non discernete anche da voi stessi quello, che è giusto?
Lc 12,58Quando poi tu vai insieme col tuo avversario dal principe, per istrada fa, quanto puoi, per liberarli da lui, affinchè egli non ti strascini dinanzi al giudice, e il giudice non ti dia nelle mani del birro, e il birro ti cacci in prigione.
Lc 12,59Ti dico, che non uscirai di li, finché tu abbi pagate fin all'ultimo picciolo.
Lc 13,1Nello stesso tempo vennero alcuni a dargli nuove di que' Galilei, il sangue de' quali Pilato mescolato avea con quello de' loro sagrifizj.
Lc 13,2Ed egli rispose loro, e disse: Vi pensate voi, che que' Galilei fossero più gran peccatori di tutti gli altri Galilei, perché sono stati in tal guisa puniti?
Lc 13,3Vi dico di no: ma se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo.
Lc 13,4Come anche que' diciotto uomini, sopra dei quali cadde la torre presso al Siloe, e gli ammazzò: credete voi, che anche questi fossero rei più di tutti gli altri abitatori di Gerusalemme?
Lc 13,5Vi dico di no: ma se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo.
Lc 13,6E disse anche questa parabola: Un uomo aveva un albero di fico piantato nella sua vigna, e andò per cercarvi de' frutti, e non ne trovò.
Lc 13,7Allora disse al vignaiuolo: Ecco che son tre anni, che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo: troncalo adunque: perché aduggia egli ancora il terreno?
Lc 13,8Ma quegli rispose, e dissegli: Signore, lascialo stare ancora per quest'anno, fin tanto che io abbia scalzata intorno ad esso la terra, e vi abbia messo del letame:
Lc 13,9E se darà frutte, bene: se no, allora lo taglierai.
Lc 13,10E Gesù stava insegnando nella loro sinagoga in giorno di sabato.
Lc 13,11Quand'ecco una donna, la quale da diciotto anni aveva uno spirito, che la teneva ammalata: ed era curva, e non poteva per niun conto guardar all'insù.
Lc 13,12E Gesù vedutala, la chiamò a se, e le disse: Donna, tu se' sciolta dalla tua infermità.
Lc 13,13E le impose le mani, e immediatamente fu raddirizzata, e glorificava Iddio.
Lc 13,14Ma il capo della sinagoga sdegnato, che Gesù l'avesse curata in giorno di sabato, prese a dire al popolo: Vi sono sei giorni, ne' quali si conviene lavorare: in quegli adunque venite, e siate curati, e non nel giorno di sabato.
Lc 13,15Ma il Signore prese la parola, e disse: Ipocriti, chicchessia di voi non iscioglie egli in giorno di sabato il suo bue, o il suo asino dalla mangiatoia, e lo conduce a bere?
Lc 13,16E questa figlia di Abramo, tenuta già legata da Satana per diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo laccio in giorno di sabato?
Lc 13,17E mentre dicea tali cose, arrossivano tutti i suoi emoli: e tutto il popolo si godeva di tutte le gloriose opere, che da lui si facevano.
Lc 13,18Diceva egli pertanto: A qualcosa è simile il regno di Dio, o in qual cosa gli farò io paragone?
Lc 13,19E simile a un granello di senapa, cui un uomo prese, e seminò nel suo giardino, il qual (granello) crebbe, e diventò una gran pianta: e gli uccelli dell'aria riposavano sopra i suoi rami.
Lc 13,20E tornò a dire: A qual cosa dirò essere simile il regno di Dio.
Lc 13,21E simile a quel lievito, cui una donna mescolò in tre misure di farina, sin tanto che tutta lievitasse.
Lc 13,22E andava insegnando per le città, e pe' castelli, e incamminandosi verso Gerusalemme.
Lc 13,23E taluno gli disse: Signore, son eglino pochi que', che si salvano? Ma egli disse loro:
Lc 13,24Sforzatevi di entrare per la porta stretta: imperocché vi dico, che molti cercheranno di entrare, e non potranno.
Lc 13,25Ed entrato che sia il padre di famiglia, e chiusa che abbia la porta, comincerete, stando di fuori, a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici: ed egli vi risponderà, e dirà: Non so, donde voi siate.
Lc 13,26Allora principierete a dire: abbiamo mangiato, e bevuto con teco, e tu hai insegnato nelle nostre piazze.
Lc 13,27Ed egli dirà a voi: Non so donde vi siate: partitevi da me voi tutti artigiani d'iniquità.
Lc 13,28Ivi sarà pianto, e stridor di denti: quando vedrete Abramo, e Isacco, e Giacobbe, e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi esserne cacciati fuora.
Lc 13,29E verrà gente dall'oriente, e dall'occidente, e dal settentrione, e dal mezzodì, e si porrà a mensa nel regno di Dio.
Lc 13,30Ed ecco che sono ultimi que', che saran primi, e sono primi que', che saranno ultimi.
Lc 13,31Lo stesso giorno andarono alcuni de' Farisei a dirgli: Partiti, e va via di qua: perché Erode ti vuole ammazzare.
Lc 13,32Ed egli disse loro: Andate, e dite a quella volpe: Ecco che io scaccio i demonj, e opero guarigioni per oggi, e per domani, e il terzo dì sono consumato.
Lc 13,33Ma per oggi, e per domani, e pel dì seguente bisogna, che io faccia mia strada: perché non si da il caso, che un profeta perisca fuori di Gerusalemme.
Lc 13,34Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti, e lapidi coloro, che sono a te inviati, quante volte ho voluto radunare i tuoi figliuoli, come la gallina i suoi pulcini, sotto le sue ali, e non hai voluto?
Lc 13,35Ecco che sarà a voi lasciata deserta la vostra casa. E vi dico, che non mi vedrete, sino a tanto che sia, che diciate: Benedetto colui, che viene nel nome del Signore.
Lc 15,1E andavano accostandosi a lui de' pubblicani, e de' peccatori per udirlo.
Lc 15,2E i Farisei, e gli Scribi ne mormoravano, dicendo: Costui si addomestica co' peccatori, e mangia con essi.
Lc 15,3Ed egli propose loro questa parabola, e disse:
Lc 15,4Chi è tra voi, che avendo cento pecore, e avendone perduta una, non lasci nel deserto le altre novantanove, e non vada a cercar di quella, che si è smarrita, sino a tanto che la ritrovi?
Lc 15,5E trovatala, se la pone sulle spalle allegramente:
Lc 15,6E tornato a casa chiama gli amici, e i vicini, dicendo loro: Rallegratevi meco, perché ho trovato la mia pecorella, che si era smarrita?
Lc 15,7Vi dico, che nello stesso modo si farà più festa in cielo per un peccatore, che fa penitenza, che per novantanove giusti, che non hanno bisogno di penitenza.
Lc 15,8Ovvero qual è quella donna, la quale avendo dieci dramme, perdutane una, non accenda la lucerna, e non iscopi la casa, e non cerchi diligentemente, sino che l'abbia trovata?
Lc 15,9E trovatala, chiama le amiche, e le vicine, dicendo: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la dramma perduta.
Lc 15,10Così, vi dico, faranno festa gli Angeli di Dio per, un peccatore, che faccia penitenza.
Lc 15,12E il minore di essi disse a suo padre: Padre, dammi la parte de' beni, che mi tocca. Ed egli fece tra loro le parti delle facoltà.
Lc 15,13E di lì a pochi giorni, messo il tutto insieme, il figliuolo minore se ne andò in lontano paese, e ivi dissipò tutto il suo in bagordi.
Lc 15,14E dato che ebbe fondo a ogni cosa, fu gran carestia in quel paese, ed egli principiò a mancare del necessario.
Lc 15,15E andò, e si insinuò presso di uno de' cittadini di quel paese; il quale le mandò alla sua villa a fare il guardiano de' porci.
Lc 15,16E bramava di empire il ventre delle ghiande, che mangiavano i porci: e nissuno gliene dava.
Lc 15,17Ma rientrato in se stesso, disse: Quanti mercenarj in casa di mio padre hanno del pane in abbondanza; e io qui mi muojo di fame!
Lc 15,18Mi alzerò, e anderò da mio padre, e dirò a lui: Padre, ho peccato contro del cielo, e contro di te:
Lc 15,19Non sono ornai degno di esser chiamato tuo figlio: trattami come uno de' tuoi mercenarj.
Lc 15,20E alzatosi andò da suo padre. E mentre egli era tuttora lontano, suo padre lo scorse, e si mosse a pietà, egli corse incontro, e gittogli le braccia il collo, e lo baciò.
Lc 15,21E il figliuolo dissegli: Padre, ho peccato contro del cielo, e contro di te: non sono ornai degno di esser chiamato tuo figlio.
Lc 15,22E il padre disse a' suoi servi: Presto cavate fuori la veste più preziosa, e mettetegliela indosso, e ponetegli al dito l'anello, e i borzacchini a' piedi:
Lc 15,23E menate il vitello grasso, e uccidetelo; e si mangi, e si banchetti:
Lc 15,24Perché questo mio figlio era morto, ed è risuscitato; si era perduto, e si è ritrovato. E cominciarono a banchettare.
Lc 15,25Or il figliuolo maggiore era alla campagna, e nel ritorno avvicinandosi a casa sentì i concerti, e i balli:
Lc 15,26E chiamò uno de' servi, e gli domandò, che fosse questo.
Lc 15,27E quegli rispose: È tornato tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato un vitello grasso, perché lo ha riavuto sano.
Lc 15,28Ed egli andò in collera, e non voleva entrare. Il padre adunque usci fuora, e cominciò a pregarlo.
Lc 15,29Ma quegli rispose, e disse a suo padre: Sono già tanti anni, che io ti servo, e non ho mai trasgredito un tuo comando, e non mi hai dato giammai un capretto, che me lo godessi co' miei amici:
Lc 15,30Ma dacché è venuto questo tuo figliuolo, che ha divorato il suo con donne di mala vita, hai ammazzato per lui il vitello grasso.
Lc 15,31Ma il padre gli disse: Figlio, tu se' sempre meco, e tutto quello, che ho, è tuo:
Lc 15,32Ma era giusto di banchettare, e di far festa, perché questo tuo fratello era morto, ed è risuscitato; si era perduto, e si è ritrovato.
Lc 16,1E disse ancora a' suoi discepoli: Eravi un ricco, che aveva un l'attore: il quale fu accusato dinanzi a lui, come se dissipati avesse i suoi beni.
Lc 16,2E chiamatolo a se, gli disse: Che è quello, che io sento dire di te? rendi conto del tuo maneggio: imperocché non potrai più esser fattore.
Lc 16,3E disse il fattore drento di se: Che farò, mentre il padrone mi leva la fattoria? Non sono buono a zappare: mi vergogno a chiedere la limosina.
Lc 16,4So ben io quel, che farò, affinchè, quando mi sarà levata la fattoria, vi sia, chi mi ricetti in casa sua.
Lc 16,5Chiamati pertanto ad uno ad uno i debitori del suo padrone, disse al primo: Di quanto vai tu debitore al mio padrone?
Lc 16,6E quegli disse: Di cento barili d'olio. Ed ei gli disse: Prendi il tuo chirografo: mettiti a sedere, e scrivi tosto cinquanta.
Lc 16,7Di poi disse a un altro: E tu di quanto se' debitore? E quegli rispose: di cento staja di grano. Ed ei gli disse: prendi il tuo chirografo, e scrivi ottanta.
Lc 16,8E il padrone lodò il fattore infedele, perché prudentemente avea operato: imperocché i figliuoli di questo secolo sono nel loro genere più prudenti dei figliuoli della luce.
Lc 16,9E io dico a voi: Fatevi degli amici per mezzo delle inique ricchezze; affinchè, quando venghiate a mancare, vi dian ricetto ne' tabernacoli eterni.
Lc 16,10Chi è fedele nel poco, è fedele anco nel molto: e chi è ingiusto nel poco, è ingiusto anche nel molto.
Lc 16,11Se adunque non siete stati fedeli nelle false ricchezze, chi fiderà a voi le vere?
Lc 16,12E se non siete stati fedeli in quel d'altri, chi fiderà a voi il vostro?
Lc 16,13Niun servidore può servire a due padroni: conciossiaché od odierà l'uno, e amerà l'altro: o si affezionerà al primo, e disprezzerà il secondo: non potete servire a Dio, e all'interesse.
Lc 16,14E i Farisei, che erano avari, udivano tutte queste cose: e si burlavano di lui.
Lc 16,15Ed ei disse loro: Voi siete quelli, che vi dimostrate giusti nel cospetto degli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori: imperocché quello, che è sublime secondo gli uomini, è abominevole avanti a Dio.
Lc 16,16La legge, e i profeti sino a Giovanni: da indi in poi vien predicato il regno di Dio, e tutti entrano in esso a forza.
Lc 16,17Or è più facile, che passi il cielo, e la terra di quel, che cada a terra un solo apice della legge.
Lc 16,18Chiunque ripudia la propria moglie, e ne prende un'altra, commette adulterio: e chiunque sposa quella, che è stata ripudiata dal marito, commette adulterio.
Lc 16,19Egli era un certo uomo ricco, il quale si vestiva di porpora, e di bisso: e faceva ogni giorno sontuosi banchetti.
Lc 16,20Ed era un certo mendico, per nome Lazzaro, il quale pieno di piaghe giaceva all'uscio di lui,
Lc 16,21Bramoso di satollarsi de' minuzzoli, che cadevano dalla mensa del ricco, e niuno gliene dava: ma i cani andavano a leccargli le sue piaghe.
Lc 16,22Or avvenne, che il mendico morì, e fu portato dagli Angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco, e fu sepolto nell'inferno.
Lc 16,23E alzando gli occhi suoi, essendo ne' tormenti, vide da lungi Abramo, e Lazzaro nel suo seno:
Lc 16,24E sclamò, e disse: Padre Abramo, abbi misericordia di me, e manda Lazzaro, che intinga la punta del suo dito nell'acqua per rinfrescar la mia lingua; imperocché io son tormentato in questa fiamma.
Lc 16,25E Abramo gli disse: figliuolo, ricordati, che tu hai ricevuto del bene nella tua vita, e Lazzaro similmente del male: adesso egli è consolato, e tu sei tormentato:
Lc 16,26E oltre a tutto questo un grande abisso è posto tra noi, e voi: onde chi vuoi passare di qua a voi, nol può, né da codesto luogo tragittare fin qua.
Lc 16,27Ed egli disse: Io ti prego dunque, o Padre, che tu lo mandi a casa di mio padre:
Lc 16,28Imperocché io ho cinque fratelli, perché gli avverta di questo, acciocché non vengano anch'essi in questo luogo di tormenti.
Lc 16,29E Abramo gli disse: Eglino hanno Mosè, e i profeti: ascoltino quelli.
Lc 16,30Ma egli disse: No padre Abramo: ma se alcun morto anderà ad essi, faranno penitenza.
Lc 16,31Ed ei gli disse: Se non odono Mosè, e i profeti, nemmeno se risuscitasse uno da morte, crederanno.
Lc 19,1Ed entrato in Gerico passava pel mezzo della città.
Lc 19,2Quand'ecco un uomo per nome Zaccheo: il quale era capo de' pubblicani, ed ei pur facoltoso.
Lc 19,3E bramava di conoscer di vista Gesù: e non poteva a causa della folla, perché era piccolo di statura.
Lc 19,4E porse innanzi, e sali sopra una pianta di sicomoro a fine di vederlo: perché era per passare da quella parte.
Lc 19,5E arrivato Gesù a quel luogo, alzati gli occhi lo vide, e gli disse: Zaccheo, presto cala giù: perché fa d'uopo, ch'io alberghi quest'oggi in casa tua.
Lc 19,6E quegli frettolosamente discese, e lo accolse allegramente.
Lc 19,7Veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo, che era andato a posare in casa di un peccatore.
Lc 19,8Ma Zaccheo si presentò, e disse al Signore: Ecco che io, o Signore, do la metà de' miei beni a poveri: e se ad alcuno ho tolto qualche cosa, gli rendo il quadruplo.
Lc 19,9E Gesù gli disse: Oggi questa casa ha ottenuto salute: perché anche questo è figliuolo di Abramo.
Lc 19,10Imperocché è venuto il figliuolo dell'uomo a cercare, e salvare que', che si erano perduti.
Lc 19,11E stando quegli ad ascoltare tali cose, continuò, e disse una parabola sopra l'esser lui vicino a Gerusalemme: e sul credere, che essi facevano, che presto dovesse manifestarsi il regno di Dio.
Lc 19,12Disse adunque: Un nobil uomo andò in lontano paese a prender possesso di un regno per poi ritornare.
Lc 19,13E chiamati a se dieci de' suoi servidori, diede loro dieci mine, e disse loro: Impiegatele sino al mio ritorno.
Lc 19,14Ma i suoi concittadini gli volevano male: e gli spediron dietro ambasciadori, dicendo: Non vogliamo costui per nostro re.
Lc 19,15E avvenne, che tornato egli dopo aver preso possesso del regno fece chiamare a sei servidori, ai quali aveva dato il denaro per sapere, che guadagno avesse fatto ciascuno.
Lc 19,16E venne il primo, e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci.
Lc 19,17Ed ei gli disse: Buon per te, servitore fedele, perché se' stato fedele nel poco, sarai signore di dieci città.
Lc 19,18E venne il secondo, e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate cinque.
Lc 19,19E (il padrone) disse anche a questo: Tu pure sarai signore di cinque città.
Lc 19,20E venne un altro, e disse: Signore, eccoti la tua mina, che ho tenuta rivolta in un fazzoletto:
Lc 19,21Imperocché ho avuto apprensione di te, perché se' di naturale austero: togli quel, che non hai depositato, e mieti quel, che non hai seminato.
Lc 19,22Ma (il padrone) gli disse: Sa la tua propria confessione ti condanno, servo cattivo: sapevi, che io sono un uomo austero, che tolgo quel, che non ho depositato, e mieto quel, che non ho seminato:
Lc 19,23E Perché non hai impiegato il mio denaro sopra una banca, che io al mio ritorno lo averi ritirato co' suoi frutti?
Lc 19,24E disse agli astanti: Toglietegli la mina, e datela a colui, che ne ha dieci.
Lc 19,26E io vi dico, che sarà dato a chi ha, e sarà nell'abbondanza: a chi poi non ha, sarà levato anche quello che ha.
Lc 19,27Quanto poi a que' miei nemici, i quali non mi hanno volato per loro re, conduceteli qui, e uccidetegli alla mia presenza.
Lc 19,28E dette tali cose, camminava innanzi agli altri verso Gerusalemme.
Lc 19,29E arrivato che fu vicino a Betfage, e a Betania, al monte detto degli ulivi, mandò due de' suoi discepoli,
Lc 19,30E disse loro: Andate nel villaggio, che sta dirimpetto: e in entrando troverete legato un asinello, che non è stato mai cavalcato da alcuno: scioglietelo, e menatemelo.
Lc 19,31E se alcuno vi domanderà il perché lo sciogliete, gli direte: Perché il Signore ne ha bisogno.
Lc 19,32E quelli, che erano stati spediti, andarono, e trovarono l'asinello starsi nel modo, che egli aveva loro predetto.
Lc 19,33E mentre scioglievano l'asinello, i padroni disser loro: Perché lo sciogliete voi?
Lc 19,34Ed essi lor dissero: Perché il Signore ne ha bisogno.
Lc 19,35E lo menarono a Gesù. E distesi i loro mantelli sopra l'asinello, vi poser sopra Gesù.
Lc 19,36E seguitando egli il suo viaggio, la gente gli distendeva sotto le sue vesti per la strada.
Lc 19,37Quando poi fu vicino alla scesa del monte Oliveto, tutta la turba de' discepoli cominciò lietamente a lodare Dio ad alta voce per tutti i prodigj, che veduti avevano,
Lc 19,38Dicendo: Benedetto il Re, che viene nel nome del Signore, pace in cielo, e gloria nel più alto de' cieli.
Lc 19,39E alcuni de' Farisei mescolati col popolo gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli.
Lc 19,40Ma egli rispose loro: Vi dico, che se questi taceranno, grideranno le pietre.
Lc 19,41E avvicinandosi alla città, rimirandola pianse sopra di lei, e disse:
Lc 19,42O se conoscessi anche tu, e in questo giorno quello, che importa al tuo bene: ma ora questo è a' tuoi occhi celato.
Lc 19,43Conciossiachè verrà per te il tempo: quando i tuoi nemici ti circonderanno di trinciera: e ti serreranno all'intorno: e ti stringeranno per ogni parte:
Lc 19,44E cacceranno per terra te, e i tuoi figliuoli con te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra; perché non hai conosciuto il tempo della visita a te fatta.
Lc 19,45Ed entrato nel tempio cominciò a scacciare coloro, che in esso vendevano, e comperavano,
Lc 19,46Dicendo loro: Sta scritto; La casa mia è casa di orazione; e voi l'avete cangiata in ispelonca di ladri.
Lc 19,47E insegnava ogni giorno nel tempio. Ma i principi de' sacerdoti, e gli Scribi, e i caporioni del popolo cercavano di levarlo dal mondo:
Lc 19,48Né sapevan, che farsi di lui. Conciossiaché tutto il popolo stava a bocca aperta ad udirlo.
Lc 20,1E avvenne, che in un di quei giorni, mentre egli insegnava al popolo nel tempio, ed evangelizzava, si radunarono i principi de' sacerdoti, e gli Scribi con i seniori.
Lc 20,2E preser a dirgli: Spiegaci, con quale autorità fai tu queste cose: o chi sia, che ha dato a te tale autorità?
Lc 20,3Ma Gesù rispose, e disse loro: Vi farò ancor io una interrogazione. Rispondete a me:
Lc 20,4Il battesimo di Giovanni veniva egli dal cielo, o dagli uomini?
Lc 20,5Ma essi ruminavano dentro di se, dicendo: Se diciamo, dal cielo, ei risponderà: Perché dunque non avete creduto a lui?
Lc 20,6Se poi diremo, dagli uomini, il popolo tutto ci lapiderà: perché è persuaso, che Giovanni era profeta.
Lc 20,7E risposer, che non sapevano, di dove fosse.
Lc 20,8E Gesù disse loro: Nemmen io dico a voi, con quale autorità fo queste cose.
Lc 20,9E principiò a dire al popolo questa parabola: Un uomo piantò una vigna, e la diede in affitto a vignaiuoli: ed egli stette per molto tempo in lontan paese.
Lc 20,10E a suo tempo mandò un servo a' vignaiuoli, perché gli desser de' frutti della vigna. Ma questi lo batterono, e lo rimandarono con le mani vuote.
Lc 20,11E seguitò a mandare un altra servo. Ma quegli avendo battuto anche questo, e fattagli vergogna, lo rimandarono con le mani vote.
Lc 20,12E si rifece da capo a mandare il terzo: ed essi ferirono, e cacciaron via anche questo.
Lc 20,13Disse allora il padrone della vigna: Che farò io? Manderò il mio figliuolo diletto: forse quando lo vedranno, gli porteranno rispetto.
Lc 20,14Ma i vignaiuoli veduto che l'ebbero, la discorsero tra di loro, e dissero: Questo è l'erede, ammazziamolo, perché nostra sia l'eredità.
Lc 20,15E cacciatolo fuora della vigna, lo ammazzarono. Che farà adunque di costoro il padrone della vigna?
Lc 20,16Verrà, e sterminerà questi vignaiuoli, e darà la vigna ad altri. La qual cosa quegli avendo udita, dissero: Non sia mai questo.
Lc 20,17Egli però miratili fissamente disse: Che è adunque quel, che sta scritto: La pietra rigettata da coloro, che fabbricavano, è divenuta testata dell'angolo?
Lc 20,18Chiunque cadrà sopra tal pietra, si fracasserà: e sopra cui ella cadrà, lo stritolerà.
Lc 20,19E i principi de' sacerdoti, e gli Scribi cercavano di mettergli le mani indosso in quel punto medesimo: ma ebber paura del popolo; imperocché compresero, che questa parabola l'aveva detta per loro.
Lc 20,20E stando in aguato, mandarono degli emissarj, i quali si fingessero uomini religiosi, per avvilupparlo in discorsi, a fin di metterlo nelle mani del principato, e della podestà, del preside.
Lc 20,21Costoro lo interrogarono e dissero: Maestro, noi sappiamo, che tu parli, e insegni dirittamente: e non hai rispetti umani; ma la via di Dio dimostri con verità:
Lc 20,22E egli lecito a noi di dare il tributo a Cesare, sì, o no?
Lc 20,23Ma Gesù conoscendo la loro furberia, disse loro: Perché mi tentate voi?
Lc 20,24Fatemi vedere un denaro. Di chi è l'immagine, e l'iscrizione, che questo porta?. Gli risposer: Di Cesare.
Lc 20,25Ed ci disse loro: Rendete dunque a Cesare quel, che è di Cesare; e a Dio quel, che è di Dio.
Lc 20,26E non poterono intaccare le sue parole dinanzi al popolo: e ammirati della sua risposta si tacquero.
Lc 20,27E si fecer innanzi alcuni de' Sadducei, i quali negano, che siavi risurrezione, e gli fecero un quesito,
Lc 20,28Dicendo: Maestro, ha lasciato a noi scritto Mosè, che ove venga a morire ad alcuno un fratello ammogliato, che sia senza figliuoli, il fratello sposi la moglie di lui, e dia discendenza al fratello.
Lc 20,29Egli erano adunque sette fratelli: e il primo prese moglie, e morì senza figliuoli;
Lc 20,30E il secondo sposò la donna, e morì anch'egli senza figliuoli.
Lc 20,31E il terzo la sposò. E il simil fecero tutti gli altri, e non lasciaron figliuoli, e morirono.
Lc 20,33Nella risurrezione adunque chi di essi avralla in moglie? Conciossiaché ella è stata moglie di tutti sette.
Lc 20,34E Gesù disse loro: Tra i figliuoli di questo secolo vi è moglie, e marito:
Lc 20,35Ma coloro, che saran giudicati degni di quell'altro secolo, e di risorger da morte, né si ammogliano, né si maritano:
Lc 20,36Conciossiaché non potranno più morire: perché sono simili agli Angeli, e sono figliuoli di Dio, essendo figliuoli della risurrezione.
Lc 20,37Che poi siano per risuscitare i morti, dimostrollo anche Mosè presso al roveto, chiamando il Signore il Dio di Abramo, e il Dio di Isacco, e il Dio di Giacobbe.
Lc 20,38Or ei non è il Dio de' morti, ma de' vivi: imperocché per lui tutti sono vivi.
Lc 20,39E alcuni degli Scribi preser la parola, e gli dissero: Maestro, hai parlato bene.
Lc 20,41Ma egli disse loro: Come mai dicono, che il Cristo sia figliuolo di David?
Lc 20,42E lo stesso Davidde dice nel libro de' Salmi: il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra,
Lc 20,43Sino a tanto che io metta i tuoi nemici quale sgabello a' tuoi piedi.
Lc 20,44Davidde adunque lo chiama Signore: e come è egli suo figliuolo?
Lc 20,45E a sentita di tutto il popolo disse a' suoi discepoli:
Lc 20,46Guardatevi dagli Scribi, i quali vogliono camminare in lunghe vesti, e amano di essere salutati nel foro, e di avere le prime sedie nelle sinagoghe, e i primi posti ne' conviti:
Lc 20,47I quali col pretesto di lunghe orazioni divoran le case delle vedove. Costoro incorreranno più rigorosa condanna.
Lc 23,1E alzatasi tutta l'adunanza lo condussero da Pilato.
Lc 23,2E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiamo trovato costui, che seduce la nostra nazione, e proibisce di pagare il tributo a Cesare, e dice se essere Cristo re.
Lc 23,3Pilato adunque lo interrogò, dicendo: Se' tu il re dei Giudei: Ma Gesù gli rispose, e disse: Tu lo dici.
Lc 23,4E Pilato disse a' principi de' sacerdoti, e alla turba: Non trovo delitto alcuno in questo uomo.
Lc 23,5Ma quelli si riscaldavano dicendo: Solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, avendo principiato dalla Galilea fin qua.
Lc 23,6E Pilato udendo nominare la Galilea domandò, se egli fosse Galileo.
Lc 23,7E inteso, che egli era della giurisdizione di Erode, lo rimandò ad Erode, che si trovava anch'egli in que' di in Gerusalemme.
Lc 23,8Ed Erode ebbe molto piacere di veder Gesù: perché da gran tempo bramava di vederlo, conciossiacchè avea sentito parlar molto di lui, e sperava di vedergli fare qualche miracolo.
Lc 23,9E gli fe' molte interrogazioni. Ma Gesù non gli rispose nulla.
Lc 23,10Ed eran presenti i principi de' sacerdoti, e gli Scribi, che lo accusavano fortemente.
Lc 23,11Ed Erode co' suoi soldati lo disprezzò: e fecelo vestir per ischerno di bianca veste, e lo rimandò a Pilato.
Lc 23,12E diventarono amici Erode, e Pilato in quel giorno: imperocché per l'avanti era stata tra loro nimicizia.
Lc 23,13Pilato poi radunati i principi de' sacerdoti, e i Magistrati, e il popolo,
Lc 23,14Disse loro: Mi avete presentato quest'uomo, come sollevatore del popolo, ed ecco che avendolo io interrogato alla vostra presenza, non ho trovato in quest'uomo delitto alcuno di quegli, onde voi l'accusate.
Lc 23,15Anzi nemmeno Erode: imperocché a lui vi ho rimessi, ed ecco che nulla è stato a lui fatto, che sia da reo di morte.
Lc 23,17Or egli era tenuto nella festa a dare ad essi libero un uomo.
Lc 23,18E tutto il popolo insieme sclamò: Leva dal mondo costui, e rendi a noi libero Barabba.
Lc 23,19Questi per causa di certa sedizione fatta in città, e per omicidio era stato messo in prigione.
Lc 23,20E Pilato parlò nuovamente ad essi, bramoso di liberar Gesù.
Lc 23,21Ma essi gli davano sulla voce, dicendo: Crocifiggilo, crocifiggilo.
Lc 23,22Ed ei disse loro per la terza volta: Ma che male ha fatto costui? non trovo in lui delitto alcuno capitale: lo gastigherò adunque, e lo libererò.
Lc 23,23Ma quegli incalzavano sempre più, con grandi strida chiedendo, ch'ei fosse crocifisso: e i loro clamori andavan crescendo.
Lc 23,24E Pilato decretò, che fosse eseguita la loro domanda.
Lc 23,25Liberò adunque in grazia loro colui, che per causa di sedizione, e di omicidio era stato messo in prigione, e il quale essi chiedevano: e abbandonò Gesù alla loro volontà.
Lc 23,26E nel menarlo via arrestarono un certo Simone Cireneo, che tornava di campagna: e gli misero addosso la croce, perché la portasse dietro a Gesù.
Lc 23,27E lo seguiva turba grande di popolo, e di donne: le quali battevansi il petto, e lo piangevano.
Lc 23,28Ma Gesù ad esse rivolto, disse: Figliuole di Gerusalemme, non piangete sopra di me; ma piangete sopra voi stesse, e sopra i vostri figliuoli.
Lc 23,29Imperocché ecco, che verrà tempo, in cui ai dirà: Beate le sterili, e i seni, che non han generato, e le mammelle, che non hanno allattato.
Lc 23,30Allora comincieranno a dire alle montagne: Cadete sopra di noi: e alle colline: Ricopriteci.
Lc 23,31Imperocché se tali cose fanno nel legno verde, del secco che sarà?
Lc 23,32Ed eran condotti con lui anche due altri, che erano malfattori, per esser fatti morire.
Lc 23,33E giunti che furono al luogo detto Calvaria, quivi crocifissero lui; e i ladroni, uno a destra, e l'altro a sinistra.
Lc 23,34E Gesù diceva: Padre, perdona loro: conciossiachè non sanno quel, che si fanno. E spartendo le vesti di lui, le tirarono a sorte.
Lc 23,35E il popolo se ne stava ad osservare, e con esso i caporioni lo sbeffavano dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se egli è il Cristo di Dio eletto.
Lc 23,36Insultavanlo anche i soldati, i quali si accostavano a lui, e offerivangli dell'aceto,
Lc 23,37Dicendo: Se tu se' il re de' Giudei, salva te stesso.
Lc 23,38Era anche stata posta sopra di lui un'iscrizione in Greco, e Latino, ed Ebraico: questi è il Re de' Giudei.
Lc 23,39E uno de' ladroni pendenti lo bestemmiava, dicendo: Se tu se' il Cristo, salva te stesso, e noi.
Lc 23,40E l'altro rispondeva sgridandolo, e dicendo: Nemmen tu temi Iddio, trovandoti nello stesso supplizio?
Lc 23,41E quanto a noi certo che con giustizia: perché riceviamo quel, che era dovuto alle nostre azioni: ma questi nulla ha fatto di male.
Lc 23,42E diceva a Gesù: Signore, ricordati di me, giunto che tu sia nel tuo regno.
Lc 23,43E Gesù gli disse: In verità ti dico, che oggi sarai meco nel paradiso.
Lc 23,44Ed era circa la sesta ora, e si fe' buio per tutta la terra sino all'ora nona.
Lc 23,45E si oscurò il sole: e il velo del tempio si divise per mezzo.
Lc 23,46E Gesù sclamando ad alta voce, disse: Padre, nelle mani tue raccomando il mio spirito. E in ciò dicendo, spirò.
Lc 23,47E vedendo il centurione quel, che era accaduto, glorificò Dio, dicendo: Certamente quest'uomo era giusto.
Lc 23,48E tutta la moltitudine di coloro, che si trovavan presenti allo spettacolo, e vedevano quello che succedeva, se ne tornavan indietro picchiandosi il petto.
Lc 23,49E tutti i conoscenti di Gesù stavano alla lontana, come anche le donne, che l'avevano seguito dalla Galilea, osservando tali cose.
Lc 23,50Allora un uomo chiamato Giuseppe, che era decurione, uomo dabbene, e giusto:
Lc 23,51Il quale non aveva avuto parte nei consigli, e nell'operato degli altri, cittadino di Arimatea, città della Giudea, che aspettava anch'esso il regno di Dio:
Lc 23,52Questi presentossi a Pilato, e gli chiese il corpo di Gesù:
Lc 23,53E depostolo lo rinvolse in un lenzuolo, e lo pose in un sepolcro scavato nel sasso, in cui nessuno fino allora era stato sepolto.
Lc 23,54Egli era il giorno di Parasceve, e stava per principiare il sabato.
Lc 23,55E avendo tenuto dietro a lui le donne venute con Gesù dalla Galilea, videro il sepolcro, e in che modo fosse collocato il corpo di lui.
Lc 23,56E nel ritorno prepararon gli aromi, e gli unguenti: e in quanto al sabato non si mossero secondo la legge.
Lc 24,1Ma il primo dì della settimana innanzi giorno andarono al sepolcro, portando gli aromi, che avevan preparati:
Lc 24,2E trovaron, che era stata levata dal sepolcro la lapida.
Lc 24,3Ed entrandovi dentro non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Lc 24,4E avvenne, che mentre se ne stavano per questo in grande perplessità, apparvero vicini ad esse due personaggi in abito risplendente.
Lc 24,5Ed elleno essendosi impaurite, tenendo china la faccia a terra, quelli disser loro: Perché cercate voi tra' morti colui, che è vivo?
Lc 24,6Ei non è qui; ma è risuscitato: ricordatevi di quel, che vi disse, quand'era tuttora nella Galilea,
Lc 24,7E diceva: Fa di mestieri, che il Figliuolo dell'uomo sia dato nelle mani d'uomini peccatori, e sia crocifisso, e risusciti il terzo giorno.
Lc 24,8Ed elleno si rammentarono le parole di lui.
Lc 24,9E ritornate dal sepolcro raccontarono tutte queste cose agli undici, e a tutti gli altri.
Lc 24,10E quelle, che riferiron ciò agli Apostoli, erano Maria Maddalena, e Giovanna, e Maria di Giacomo, e le altre, che stavan con esse.
Lc 24,11Ma tali parole parvero ad essi, come delirj: e non diedero loro retta.
Lc 24,12Ma Pietro alzatosi corse al sepolcro: e chinatosi vide solamente i lenzuoli per terra, e se ne andò restando in se stesso maravigliato del successo.
Lc 24,13Ed ecco che due di essi andavano lo stesso di a un castello lontano sessanta stadj da Gerusalemme, chiamato Emmaus.
Lc 24,14E discorrevano insieme di tutto quel, che era accaduto.
Lc 24,15E mentre ragionavano, e conferivano insieme, Gesù si andò accostando loro, e faceva strada con essi.
Lc 24,16Ma gli occhi loro erano abbacinati, affinchè noi riconoscessero.
Lc 24,17Ed ei disse loro: Che discorsi son quelli, che per istrada andate facendo, e perché siete malinconici?
Lc 24,18E uno di essi chiamato Cleofa rispose, e disse: Tu solo se' forestiero in Gerusalemme, sicché non sappi quello, che quivi è accaduto in questi giorni?
Lc 24,19Ed ei disse loro: Che? Ed essi risposero: Intorno a Gesù Nazareno, che fu uomo profeta, potente in opere, e in parole dinanzi a Dio, e a tutto il popolo:
Lc 24,20E come i sommi sacerdoti, e i nostri capi lo hanno dato ad essere condannato a morte, e lo hanno crocifisso.
Lc 24,21Or noi speravamo, che egli fosse per redimere Israele: ma adesso oltre tutto questo è oggi il terzo giorno, che tali cose sono accadute.
Lc 24,22Ma anche alcune donne tra noi ci hanno messi fuor di noi stessi, le quali andate innanzi giorno al sepolcro,
Lc 24,23E non avendo trovato il corpo di lui, sono venute a dire di aver anche veduto una apparizione di Angeli, i quali dicono, che egli è vivo.
Lc 24,24E sono andati alcuni de' nostri al Sepolcro: e hanno trovato, come pur avevan detto le donne; ma lui non lo hanno trovato.
Lc 24,25Ed egli disse loro: O stolti, e tardi di cuore a credere a cose dette tutte da' profeti!
Lc 24,26Non era egli necessario, che il Cristo tali cose patisse, e così entrasse nella sua gloria?
Lc 24,27E cominciando da Mosè, e da tutti i profeti spiegava loro in tutte le scritture quello, che lui riguardava.
Lc 24,28E giunser vicino al castello, dove andavano; ed egli fe' mostra d'andare più innanzi.
Lc 24,29E gli fecer forza, dicendo: Restati con noi, perché si fa sera, e il giorno declina. Ed entrò con essi.
Lc 24,30E avvenne, che stando a tavola con essi prese il pane, e lo benedisse, e lo spezzò, e ad essi lo porse.
Lc 24,31E aprironsi i loro occhi, e lo riconobbero: ma egli sparì da' loro occhi.
Lc 24,32Ed essi disser tra di loro: Non ardeva egli il cuore a noi in petto, mentre per istrada ci parlava, e ci svelava le scritture?
Lc 24,33E alzatisi nel punto stesso tornarono a Gerusalemme: e trovarono adunati insieme gli undici, e gli altri, che stavan con essi,
Lc 24,34I quali dissero: Il Signore è veramente risuscitato, ed è apparso a Simone.
Lc 24,35Ed essi raccontavano quel, che era seguito per istrada, e come riconosciuto lo avevano nella frazione del pane.
Lc 24,36E nel discorrer, che facevano di tali cose, Gesù si stette in mezzo ad essi, e disse loro: La pace con voi: son io, non temete.
Lc 24,37Eglino però conturbati, e atterriti si pensavano di vedere uno spirito.
Lc 24,38Ed egli disse loro: Perché vi turbate, e perché date luogo nel vostro cuore a dubbiezze?
Lc 24,39Mirate le mie mani, e i miei piedi; imperocché io son quel desso: palpate, e mirate; perché lo spirito non ha carne, né ossa, come vedete, che ho io.
Lc 24,40E detto ciò mostrò loro le mani, e i piedi.
Lc 24,41E quelli non credendo ancora, ed essendo fuori di se per l'allegrezza, disse loro: Avete qui qualche cosa da mangiare?
Lc 24,42E presentarongli un pezzo di pesce arrostito, e un favo di miele.
Lc 24,43E mangiato che ebbe davanti ad essi, prese gli avanzi, e li diede loro.
Lc 24,44E disse loro: Queste sono le cose, ch'io vi diceva, quand'era tuttavia con voi, che era necessario, che si adempisse tutto quello, che di me sta scritto nella legge di Mosè, ne' profeti, e ne' Salmi.
Lc 24,45Allora apri il loro intelletto, perché capissero le scritture:
Lc 24,46E disse loro: Così sta scritto, e così bisognava, che il Cristo patisse, e risuscitasse da morte il terzo giorno:
Lc 24,47E che si predicasse nel nome di lui la penitenza, e la remissione de' peccati a tutte le nazioni, dando voi principio da Gerusalemme.
Gv 1,3Per mezzo di lui furon fatte le cose tutte: e senza di lui nulla fu fatto di ciò, che è stato fatto.
Gv 1,4In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini:
Gv 1,5E la luce splende tra le tenebre, e le tenebre non la hanno ammessa.
Gv 1,6Vi fu un uomo mandato da Dio, che chiamavasi Giovanni.
Gv 1,7Questi venne qual testimone, affin di render testimonianza alla luce, onde per mezzo di lui tutti credessero:
Gv 1,8Ei non era la luce; ma era per rendere testimonianza alla luce.
Gv 1,9Quegli era la luce vera, che illumina ogni uomo, che viene in questo mondo.
Gv 1,10Egli era nel mondo, e il mondo per lui fu fatto, e il mondo nol conobbe.
Gv 1,11Venne nella sua propria casa, e i suoi nol ricevettero.
Gv 1,12Ma a tutti que', che lo ricevettero, die' potere di diventar figliuoli di Dio, a quelli che credono nel suo nome:
Gv 1,13I quali non per via di sangue, nè per volontà della carne, nè per volontà d'uomo, ma da Dio sono nati.
Gv 1,14E il Verbo si è fatto carne, e abitò tra noi: e abbiamo veduto la sua gloria, gloria come dell'Unigenito del Padre, pieno di grazia, e di verità,
Gv 1,15Giovanni rende testimonianza di lui, e grida, dicendo: Questi è colui, del quale io diceva: Quegli, che verrà dopo di me, è da più di me; perchè era prima di me.
Gv 1,16E della pienezza di lui noi tutti abbiam ricevuto, e una grazia in cambio di un'altra:
Gv 1,17Perché da Mosè fu data la legge: la grazia, e la venuta per Gesù Cristo fu fatta.
Gv 1,18Nissuno ha mai veduto Dio: l'unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, egli ce lo ha rivelato.
Gv 1,19Ed ecco la testimonianza, che rendè Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme i sacerdoti, e i Leviti a lui per dimandargli: Chi se' tu?
Gv 1,20Ed ei confessò, e non negò: e confessò: Non son io il Cristo.
Gv 1,21Ed essi gli dimandarono: E che adunque? Se' tu Elia? Ed ei rispose: Nol sono. Se' tu il profeta? Ed, ei rispose: No.
Gv 1,22Gli disser pertanto: Chi se' tu, affinchè possiam render risposta a chi ci ha mandato? Che dici di te stesso?
Gv 1,23Io son, disse, la voce di colui, che grida nel deserto: Raddirizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia.
Gv 1,24E questi messi erano della setta de' Farisei.
Gv 1,25E lo interrogarono, dicendogli: Come adunque battezzi tu, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?
Gv 1,26Giovanni rispose loro, e disse: Io battezzo nell'acqua: ma v'ha in mezzo a voi uno, che voi non conoscete:
Gv 1,27Questi è quegli, che verrà dopo di me, il quale è da più di me: a cui io non son degno di sciogliere i legaccioli delle scarpe.
Gv 1,28Queste cose successero a Betania di là dal Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Gv 1,29Il giorno dopo Giovanni vide Gesù, che venivagli incontro, e disse: Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui, che toglie i peccati del mondo.
Gv 1,30Questi è colui, del quale ho detto: Dopo di me viene uno, che è da più di me: perché era prima di me:
Gv 1,31E io nel conosceva; ma affinchè egli fosse riconosciuto in Israele, per questo son io venuto a battezzare nell'acqua.
Gv 1,32E Giovanni rendette testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo in forma di colomba, e si fermò sopra di lui.
Gv 1,33E io nei conosceva: ma chi mandommi a battezzare nell'acqua, mi disse: Colui, sopra del quale vedrai discendere, e fermarsi lo Spirito, quegli è colui, che battezza nello Spirito santo.
Gv 1,34E io ho veduto: t'ho attestato, com'egli è il Figliuolo di Dio.
Gv 1,35Il dì seguente di nuovo trovandosi Giovanni con due de' suoi discepoli,
Gv 1,36E mirando Gesù, che passeggiava, disse: Ecco l'Agnello di Dio.
Gv 1,37E udiron le sue parole i due discepoli, e seguitarmi Gesù.
Gv 1,38E rivoltosi Gesù, e vedutili, che lo seguivano, disse loro: che cercate voi? Ed essi gli risposero: Rabbi (che vuol dir maestro), dov'è la tua abitazione?
Gv 1,39Rispose loro: Venite, e vedete. Andarono, e videro, dove egli stava, e si stetter con lui per quel giorno: era allora circa la decima ora.
Gv 1,40Andrea fratello di Simon Pietro era uno dei due, che avevan udito le parole di Giovanni, ed avean seguitato Gesù.
Gv 1,41Il primo, in cui questi s'imbattè, fu il suo fratello Simone, e dissegli: Abbiano trovato il Messia (che vuol dire il Cristo).
Gv 1,42E lo condusse da Gesù. E Gesù fissato in lui lo sguardo, gli disse: Tu sei Simone, figliuolo di Giona: tu sarai chiamato Cepha (che si interpreta Pietra).
Gv 1,43Il dì seguente Gesù volle andare nella Galilea, e trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.
Gv 1,44Filippo era di Betsaida, patria di Andrea, e di Pietro.
Gv 1,45Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato quello, di cui scrisse Mosè nella legge, e i profeti, Gesù di Nazareth figliuolo di Giuseppe.
Gv 1,46Natanaele gli rispose: Può egli mai uscir cosa buona da Nazareth? Filippo gli disse: Vieni, e vedi.
Gv 1,47Vide Gesù Natanaele, il quale veniva a trovarlo, e disse di lui: Ecco un vero Israelita, in cui non è froda.
Gv 1,48Natanaele gli disse: Come mai mi conosci tu? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, io ti vidi, quando eri sotto il fico.
Gv 1,49Natanaele rispose, e dissegli: Maestro, tu sei Figliuolo di Dio, tu sei il Re d'Israele.
Gv 1,50Gesù gli rispose, e disse: Perché ti ho detto, che ti ho veduto sotto il fico, tu credi: vedrai cose maggiori di questa.
Gv 1,51E dissegli: In verità, in verità io vi dico, vedrete aperto il cielo, e gli Angeli di Dio andare, e venire il figliuolo dell'uomo.
Gv 2,1Tre giorni dopo vi fu uno sposalizio in Cana di Galilea: ed era quivi la Madre di Gesù.
Gv 2,2E fu invitati, anche Gesù co' suoi discepoli alle nozze.
Gv 2,3Ed essendo venuto a mancare il vino, disse a Gesù la Madre: Ei non hanno più vino.
Gv 2,4E Gesù le disse: Che ho io da fare con te, o donna? Non è per anco venuta la mia ora.
Gv 2,5Disse la Madre a coloro, che servivano: Fate quello, che ei vi dirà.
Gv 2,6Or vi erano sei idrie di pietra preparate per la purificazione Giudaica, le quali contenevano ciascheduna due in tre metrete.
Gv 2,7Gesù disse loro: Empite d'acqua quelle idrie. Ed essi le empirono fino all'orlo.
Gv 2,8E Gesù disse loro: Attignete adesso, e portate al mastro di casa. E ne portarono.
Gv 2,9E appena ebbe fatto il saggio dell'acqua convertita in vino, il mastro di casa, che non sapeva, donde questo uscisse (lo sapevan però i serventi, che avevano attinta l'acqua): il mastro di casa chiama lo sposo,
Gv 2,10E gli dice: Tutti servono da principio il vino di miglior polso: e quando la gente si è esilarata, allora danno dell'inferiore: ma tu hai serbato il migliore fin ad ora.
Gv 2,11Così Gesù in Cana di Galilea diede principio a far miracoli: e manifestò la sua gloria, e in lui crederono i suoi discepoli.
Gv 2,12Dopo di ciò andò con la sua Madre, e coi fratelli, e co' suoi discepoli a Cafarnaum: e vi stettero per poco tempo.
Gv 2,13Ed era prossima la Pasqua dei Giudei, e Gesù si portò a Gerusalemme:
Gv 2,14E trovò nel tempio della gente, che vendeva bovi, e pecore, e colombe, e banchieri, che sedevano a banco.
Gv 2,15E fatta quasi una frusta di cordicelle di giunco, tutti coloro scacciò dal tempio, e le pecore, e i bovi, e gittò per terra il denaro de' banchieri, e rovesciò i loro banchi.
Gv 2,16A quelli poi, che, vendevano le colombe, disse: Togliete via di qua queste cose, e non vogliate convertire la casa del Padre mio in bottega di traffico.
Gv 2,17E i suoi discepoli si ricordarono, che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi ha consumato.
Gv 2,18Si rivolser però a lui i Giudei, e gli dissero: Con qual segno mostri tu a noi di poter fare queste cose?
Gv 2,19Rispose loro Gesù: Disfate questo tempio, e io in tre giorni lo rimetterò in piedi.
Gv 2,20Replicarono adunque i Giudei: Questo tempio fu fabbricato in quarantasei anni, e tu lo rimetterai in piedi in tre giorni?
Gv 2,22Quindi è, che allora quando fu risuscitato da morte, si ricordarono i suoi discepoli, come egli aveva detto questo, e credettero alla Scrittura, e alle parole di Gesù.
Gv 2,23Nel tempo poi, che egli stette in Gerusalemme per la Pasqua, e per la solennità, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli, che egli faceva.
Gv 2,24Ma quanto a Gesù egli non fidava loro se stesso, perché tutti conosceva,
Gv 2,25E perché non avea bisogno, che alcuno rendesse testimonianza d'un altro: conciossiachè da se stesso sapeva quel, che fosse nell'uomo.
Gv 5,1Dopo questo essendo la festa de' Giudei, Gesù se n'andò a Gerusalemme.
Gv 5,2E havvi in Gerusalemme la piscina probatica, che in lingua Ebrea si chiama Betsaida, la quale ha cinque porticati.
Gv 5,3Ne' quali giaceva gran turba di malati, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano il movimento dell'acqua.
Gv 5,4Imperocché l'Angelo del Signore in un certo tempo scendeva nella piscina, e l'acqua era agitata. E chiunque fosse stato il primo a scendere nella piscina dopo il movimento dell'acqua, restava sano, qualunque fosse la malattia, dalla quale era detenuto.
Gv 5,5Ed eravi un uomo il quale avea passati trentotto anni nella sua infermità.
Gv 5,6E Gesù mirato avendo costui, che se ne stava a giacere, e conoscendo, che era di età avanzata, gli disse: Vuoi tu essere risanato?
Gv 5,7Risposegli l'infermo: Signore, io non ho uomo, che mi getti nella piscina, quando l'acqua è agitata: il perché quando io mi vi accosto, un altro vi scende prima di me.
Gv 5,8Dissegli Gesù: Alzati, prendi il tuo letticciuolo, e cammina.
Gv 5,9E in quell'istante colui diventò sano, prese il suo letticciuolo, e camminava. Or quel di era sabato.
Gv 5,10Dicevan perciò i Giudei all'uomo risanato: E sabato, non è a te lecito di portare il tuo letticciuolo.
Gv 5,11Ed egli rispose loro: Colui, che mi ha risanato, mi ha detto: Prendi il tuo letticciuolo, e cammina.
Gv 5,12Domandarongli adunque chi fosse quell'uomo, che gli avea detto: Prendi il tuo letticciuolo, e cammina?
Gv 5,13Ma l'uomo risanato non sapeva, chi quegli fosse; perché Gesù si era scansato dalla turba, che era in quel luogo.
Gv 5,14Dopo di ciò trovollo Gesù nel tempio, e gli disse: Ecco che se' risanato: non peccar più, perché non ti avvenga qualche cosa di peggio.
Gv 5,15Quegli andò a dar nuova a' Giudei, come Gesù era quello, che l'avea risanato.
Gv 5,16Per questo i Giudei perseguitavan Gesù, perché tali cose faceva in giorno di sabato.
Gv 5,17Ma Gesù rispondeva loro: Il Padre mio opera sino a quest'oggi, e io opero.
Gv 5,18Per questo sempre più i Giudei cercavano di ucciderlo: mentre non solo rompeva il sabato, ma di più diceva, che Dio era il Padre suo, facendosi eguale a Dio. Rispose adunque Gesù, e disse loro:
Gv 5,19In verità, in verità vi dico: Non può il Figliuolo far da se cosa alcuna, se non l'ha veduta fare dal Padre: imperocché quello, che questi fa, lo fa parimente il Figliuolo.
Gv 5,20Imperciocché il Padre ama il Figliuolo, e a lui manifesta tutto quello, che egli fa: e farà a lui vedere opere maggiori di queste, onde voi ne restiate stupefatti.
Gv 5,21Conciossiachè siccome il Padre risuscita i morti, e rende ad essi la vita: così il Figliuolo rende la vita a quelli, che vuole.
Gv 5,22Imperocché il Padre non giudica alcuno: ma ha rimesso interamente nel Figliuolo il far giudizio,
Gv 5,23Affinchè tutti onorino il Figliuolo, come onorano il Padre: chi non onora il Figliuolo, non onora il Padre, che lo ha mandato.
Gv 5,24In verità, in verità vi dico, che chi ascolta la mia parola, e crede in lui, che mi ha mandato, ha la vita eterna, e non incorre nel giudizio, ma è passato da morte a vita.
Gv 5,25In verità, in verità vi dico, che verrà il tempo, anzi è adesso, quando i morti udiranno la voce del Figliuolo di Dio: e quei, che l'avranno udita, viveranno.
Gv 5,26Imperocché siccome il Padre ha in se stesso la vita: così ha dato al Figliuolo l'avere in se stesso la vita:
Gv 5,27E gli ha dato podestà di far giudizio in quanto è Figliuolo dell'uomo.
Gv 5,28Non vi stupite di questo, perché verrà tempo, in cui tutti quelli, che sono ne' sepolcri, udiranno la voce del Figliuolo di Dio:
Gv 5,29E usciranno fuora quelli, che avranno fatto opere buone, risorgendo per vivere: quegli poi, che avran fatto opere male, risorgendo per essere condannati.
Gv 5,30Non posso io fare da me cosa alcuna. Giudico secondo quel, che mi vien detto: e il mio giudizio è retto: perché non cerco il voler mio, ma il volere del Padre, che mi ha mandato.
Gv 5,31Se io rendo testimonianza a me stesso, la testimonianza mia non è idonea.
Gv 5,32Evvi un altro, che rende a ne testimonianza: e so, che è idonea la testimonianza, che egli a me rende.
Gv 5,33Voi avete mandato a interrogare Giovanni: ed egli ha reso testimonianza al vero.
Gv 5,34Io però non ricevo testimonianza, da un uomo: ma queste cose dicovi per vostra salute.
Gv 5,35Quegli era lampana ardente, e luminosa. E voi avete voluto per pochi momenti godere della sua luce.
Gv 5,36Io però ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni. Imperocché le opere, che mi ha dato il Padre da adempire, queste opere stesse, le quali io fo, testificano a favor mio, che il Padre mi ha mandato:
Gv 5,37E il Padre, che mi ha mandato, egli stesso ha resa testimonianza a favor mio: e voi ne avete udita giammai la sua voce, né veduto il suo volto.
Gv 5,38E non avete abitante in voi la sua parola: perché non credete a chi egli ha mandato.
Gv 5,39Voi andate investigando le Scritture, perché credete di avere in esse la vita eterna: e queste sono quelle, che parlano a favor mio:
Gv 6,21Bramavano pertanto di riceverlo nella barca: e tosto la barca toccò la terra, dove erano incamminati.
Gv 6,22Il dì seguente la turba, che era restata di là dal mare, aveva veduto, come altra barca non v'era fuori di una sola, e che Gesù non era entrato in quella co' suoi discepoli; ma i soli discepoli erano partiti:
Gv 6,23(Sopraggiunsero però altre barche da Tiberiade presso al luogo, dove, poi ché il Signore ebbe rese le grazie, avevano mangiato quel pane.)
Gv 6,24Avendo adunque visto la turba, che non era quivi più né Gesù, nè i suoi discepoli, entrarono anch'essi nelle barche, e andarono a Cafarnaum cercando Gesù
Gv 6,25E avendolo trovato di là dal mare, gli dissero: Maestro, quando se' tu venuto qua?
Gv 6,26Rispose loro Gesù, e disse: In verità, in verità vi dico: voi cercate di me non pei miracoli, che avete veduti; ma perché avete mangiato di que' pani, e ve ne siete satollati.
Gv 6,27Procacciatevi non quel cibo, che passa, ma quello, che dura sino alla vita eterna, il quale sarà a voi dato dal Figliuolo dell'uomo. Imperocché in lui impresse il suo sigillo il Padre Dio.
Gv 6,28Essi però gli dissero: Che faremo noi per praticare opere grate a Dio?
Gv 6,29Rispose Gesù, e disse loro: Opera di Dio è questa, che crediate in colui, che egli ha mandato.
Gv 6,30Ma quelli disser a lui: Che miracolo fai tu adunque, onde vediamo, e a te crediamo? Che fai tu?
Gv 6,31I padri nostri mangiaron nel deserto la manna, come sta scritto: Diede loro a mangiare il pane del cielo.
Gv 6,32Disse adunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Non diede Mosè a voi il pane del cielo, ma il Padre mio da a voi il vero pane del cielo.
Gv 6,33Imperocché pane di Dio è quello, che dal cielo è disceso, e da al mondo la vita.
Gv 6,34Gli dissero adunque: Signore, da' sempre a noi un tal pane.
Gv 6,35Gesù disse loro: Io sono il pane di vita: chi viene a me, non patirà fame: e chi crede in me, non avrà sete mai più.
Gv 6,36Ma io ve l'ho detto, che e mi avete veduto, e non credete.
Gv 6,37Verrà a me tutto quello, che il Padre da a me: e io non caccierò fuora chi viene a me:
Gv 6,38Perché sono disceso dal cielo non a fare la mia volontà ma la volontà di lui, che mi ha mandato.
Gv 6,39E la volontà del Padre, che mi ha mandato, si è, che di tutto quello, che egli ha dato a me, nulla io ne sperda, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.
Gv 6,40E la volontà del Padre, che mi ha mandato, si è, che chiunque conosce il Figliuolo, e crede in me, abbia la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Gv 6,41Mormoravano perciò di lui i Giudei, perché aveva detto: Io sono quel pane vivo, che è sceso dal cielo,
Gv 6,42E dicevano; Costui non è egli quel Gesù figliuolo di Giuseppe, del quale noti ci sono e il padre, e la madre? Come dunque dice costui: Sono sceso dal cielo?
Gv 6,43Rispose adunque Gesù, e disse loro: Non mormorate tra voi:
Gv 6,44Non può alcuno venire da me, se nol tragga il Padre, che mi ha mandato: e questo io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Gv 6,45Sta scritto ne' profeti: Saranno tutti ammaestrati da Dio. Chiunque pertanto ha udito, e imparato dal Padre, viene a me.
Gv 6,46Non perché alcuno abbia veduto il Padre, eccetto colui, che è da Dio, questi ha veduto il Padre.
Gv 6,47In verità, in verità vi dico: chi crede in me, ha la vita eterna.
Gv 6,49I padri vostri mangiarono nel deserto la manna, e morirono.
Gv 6,50Questo è quel pane disceso dal cielo: affinchè chi ne mangerà, non muoia.
Gv 6,51Io sono il pane vivo, che son disceso dal cielo.
Gv 6,52Chi di un tal pane mangerà, viverà eternamente: e il pane, che io darò, ella è la carne mia per la salute del mondo.
Gv 6,53Altercavano perciò tra loro i Giudei, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne?
Gv 6,54Disse adunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figliuolo dell'uomo, e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Gv 6,55Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, ha la vita eterna: ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Gv 6,56Imperocché la mia carne è veramente cibo, e il sangue mio veramente bevanda.
Gv 6,57Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, sta in me, e io in lui.
Gv 6,58Siccome mandò me quel Padre, che vive, ed io per il Padre vivo: così chi mangerà me, viverà anch'egli per me.
Gv 6,59Questo è quel pane, che è disceso dal cielo. Non (sarà) come de' padri vostri, i quali mangiarono la manna, e morirono. Chi di questo pane mangia, viverà eternamente.
Gv 6,60Tali cose egli disse, insegnando nella sinagoga di Cafarnaum.
Gv 6,61Molti perciò de' suoi discepoli, udite che le ebbero, dissero: Questo è un duro sermone, e chi può reggere ad ascoltarlo?
Gv 6,62Conoscendo adunque Gesù da se stesso, che mormoravano per questo i suoi discepoli, disse loro: Vi scandalizzate voi di questo?
Gv 6,63Se adunque vedrete il Figliuolo dell'uomo salire, dove era prima?
Gv 6,64Lo spirito è quello, che dà la vita: la carne non giova niente: le parole, che io vi dico, sono spirito, e sono vita.
Gv 6,65Ma sono tra voi alcuni, i quali non credono. Imperocché sapeva Gesù fin da principio, chi fossero quelli, che non credevano, e chi fosse per tradirlo.
Gv 6,66E diceva: Per questo vi ho detto, che nissuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio.
Gv 6,67Da indi in poi molti de' suoi discepoli si ritirarono indietro: e non conversavano più con lui.
Gv 6,68Disse perciò Gesù ai dodici: Volete forse andarvene anche voi;
Gv 6,69Ma Simone Pietro risposegli: Signore, a chi anderemo noi? Tu hai parole di vita eterna:
Gv 6,70E noi abbiam creduto, e conosciuto, che tu se' il Cristo Figliuolo di Dio.
Gv 6,71Rispose loro Gesù: Non sono stato io, che ho eletti voi dodici: e uno di voi è un diavolo.
Gv 9,1E in passando vide Gesù un uomo cieco dalla sua nascita:
Gv 9,2E i suoi discepoli gli dimandarono: Maestro, di chi è stata la colpa, di costui, o de' suoi genitori, ch'ei sia nato cieco?
Gv 9,3Rispose Gesù: Né egli, nè i suoi genitori han peccato; ma perché in lui si manifestino le opere di Dio.
Gv 9,4Conviene, che io faccia le opere di lui, che mi ha mandato, fintantoché è giorno: viene la notte, quando nissuno può operare.
Gv 9,5Sino a tanto che io sono nel mondo, sono luce del mondo.
Gv 9,6Ciò detto sputò in terra, e fece con lo sputo del fango, e ne fece un impiastro sopra gli occhi di colui,
Gv 9,7E disselli: Va', lavati nella piscina di Siloe (parola, che significa il Messo). Andò pertanto, e si lavò, e tornò, che vedeva.
Gv 9,8Quindi è, che i vicini, e quelli, che l'avevan prima veduto mendicare, dicevano: Non è questi colui, che si stava a sedere chiedendo limosina? Altri dicevano: È desso.
Gv 9,9Altri: No, ma è uno, che lo somiglia. Ma egli diceva: Io son quel desso.
Gv 9,10Ed essi dicevangli: Come mai ti si sono aperti gli occhi?
Gv 9,11Rispose egli: Quell'uomo, che si chiama Gesù, fece del fango, e unse i miei occhi, e mi disse: Va' alla piscina di Siloam, e lavati. Sono andato, mi son lavato, e veggio.
Gv 9,12Allora gli dissero: Dev'è colui! Rispose: Nol so.
Gv 9,14Ed era giorno di sabato, quando Gesù fece quel fango, e aprì a lui gli occhi.
Gv 9,15Di nuovo adunque l'interrogavano anche i Farisei, in qual modo avesse ottenuto il vedere. Ed ei disse loro: Mise del fango sopra i miei occhi, e mi lavai, e veggio.
Gv 9,16Dicevan perciò alcuni de' Farisei: Non è da Dio quest'uomo, che non osserva il sabato. Altri dicevano: Come può un uom peccatore far tali prodigj? Ed erano tra loro in scissura.
Gv 9,17Disser perciò di nuovo al cieco: Tu, che dici di colui, che ti ha aperti gli occhi? Egli rispose: Che è un profeta.
Gv 9,18Non credettero però i Giudei, che egli fosse stato cieco, e avesse riavuto il vedere, sino a tanto che ebber chiamati i genitori dell'illuminato.
Gv 9,19E gli interrogaron, dicendo: È questo quel vostro figliuolo, il quale dite, che nacque cieco? Come dunque ora ci vede?
Gv 9,20Risposer loro i genitori di lui, e dissero: Sappiamo, che questi è nostro figliuolo, e che cieco nacque:
Gv 9,21Come poi ora ci vegga, noi sappiamo: e chi gli abbia aperti gli occhi noi noi sappiamo: domandatene a lui: Ha i suoi anni: parli egli da se di quel, che gli tocca.
Gv 9,22Così parlarono i genitori di lui, perché avean paura de' Giudei: imperocché avean già decretato i Giudei, che se alcuno riconoscesse Gesù per il Cristo, fosse cacciato dalla Sinagoga.
Gv 9,23Per questo dissero i genitori di lui: Ha i suoi anni, domandatene a lui.
Gv 9,24Chiamarono adunque di bel nuovo colui, che era stato cieco, e gli dissero: Da' gloria a Dio: noi sappiamo, che quest'uomo è un uomo peccatore.
Gv 9,25Disse egli loro: Se ei sia peccatore, nol so: questo solo io so, che era cieco, e ora veggio.
Gv 9,26Gli disser perciò: Che ti fece egli? Come aprì a te gli occhi?
Gv 9,27Rispose loro: Ve l'ho già detto, e l'avete udito: perché volete sentirlo di nuovo? Volete forse diventar anche voi suoi discepoli?
Gv 9,28Ma essi lo strapazzarono, e dissero: Sii tu suo discepolo: quanto a noi siami discepoli di Mosè.
Gv 9,29Noi sappiamo, che a Mosè parlò Dio: ma costui non sappiamo, donde si sia.
Gv 9,30Rispose colui, e disse loro: E qui appunto sta la meraviglia, che voi non sapete, donde ei si sia, ed ha aperti i miei occhi.
Gv 9,31Or sappiamo, che Dio non ode i peccatori: ma chi onora Dio, e fa la sua volontà, questi è esaudito da Dio.
Gv 9,32Dacché mondo è mondo, non si è udito dire, che alcuno abbia aperti gli irriti a un cieco nato.
Gv 9,33Se questi non fosse da Dio, non potrebbe far nulla,
Gv 9,34Gli risposero, e dissero: Tu se' venuto al mondo ricoperto di peccati, e tu ci fai il maestro? E lo cacciaron fuora.
Gv 9,35Sentì dire Gesù, che lo avevan cacciato fuora: e avendolo incontrato, gli disse: Credi tu nel Figliuolo di Dio?
Gv 9,36Rispose quegli, e disse: Chi è egli Signore, affinchè io in lui creda?
Gv 9,37Disselli Gesù: E lo hai veduto, è colui, che teco parla, è quel desso.
Gv 9,38Allora quegli disse: Signore, io credo. E prostratosi lo adorò.
Gv 9,39E Gesù disse: Io son venuto in questo mondo per far giudizio: onde quei, che non vedono, veggano, e que', che veggono, diventino ciechi.
Gv 9,40E lo udirono alcuni de' Farisei, che eran con lui, e gli dissero: Siamo forse ciechi anche noi?
Gv 9,41Disse loro Gesù: Se foste ciechi, non sareste in colpa; ma al contrario voi dite: Noi veggiamo. Sussiste adunque il vostro peccato.
Gv 10,1In verità, in verità vi dico: chi non entra nell'ovile per la porta, ma vi sale per altra parte, è ladrone, e assassino.
Gv 10,2Ma quegli, che entra per la porta è pastore delle pecorelle.
Gv 10,3A lui apre il portinaio, e le pecorelle ascoltano la sua voce, ed egli chiama per nome le sue pecorelle, e le mena fuora.
Gv 10,4E quando ha messe fuora le sue pecorelle, cammina innanzi ad esse: e le pecorelle lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Gv 10,5Ma non vanno dietro a uno straniero, anzi fuggon da lui: perché la voce non conoscono degli stranieri.
Gv 10,6Questa similitudine fu loro detta da Gesù. Ma quelli non compresero quel, ch'egli dicesse loro.
Gv 10,7Disse adunque loro nuovamente: Gesù: In verità, in verità vi dico, ch'io sono porta alle pecorelle.
Gv 10,8Quanti son venuti, sono tutti ladri, e assassini, e le pecorelle non gli hanno ascoltati.
Gv 10,9Io sono la porta. Chi per me passerà, sarà salvo: ed entrerà, e uscirà, e troverà pascoli.
Gv 10,10Il ladro non viene, se non per rubare, e uccidere, e disperdere. Io sono venuto, perché abbiano vita, e siano nell'abbondanza.
Gv 10,11Io sono il buon Pastore. Il buon pastore da la vita per le sue pecorelle.
Gv 10,12Il mercenario poi, e quei, che non è pastore, di cui proprie non sono le pecorelle, vede venire il lupo, e lascia le pecorelle, e fugge: e il lupo rapisce, e disperge le pecorelle.
Gv 10,13Il mercenario fugge, perché è mercenario, e non gli cale delle pecorelle.
Gv 10,14Io sono il buon Pastore: e conosco le mie, e le mie conoscono me.
Gv 10,15Come il Padre conosce me, e io conosco il Padre: e do la mia vita per le mie pecorelle.
Gv 10,16E ho dell'altre pecorelle, le quali, non sono di questa greggia: anche queste fa d'uopo, che io raguni, e ascolteranno la mia voce, e sarà un solo gregge, e un solo pastore.
Gv 10,17Per questo mi ama il Padre: perché depongo la mia vita per nuovamente ripigliarla.
Gv 10,18Nissuno a me la toglie: ma io la depongo da me stesso, e sono padrone di deporla, e sono padrone di riprenderla: questo è il comandamento, che ho ricevuto dal Padre mio.
Gv 10,19Nacque nuovamente scisma fra i Giudei per causa di questi discorsi.
Gv 10,20Imperocché molti di essi dicevano: Egli è indemoniato, e ha perduto il senno: perché state a sentirlo?
Gv 10,21Altri dicevano: discorsi come questi non sono da indemoniato: può forse il Demonio aprire gli occhi a' ciechi?
Gv 10,22E si faceva in Gerusalemme la festa della Sagra: ed era d'inverno.
Gv 10,23E Gesù camminava pel Tempio nel portico di Salomone.
Gv 10,24Se gli affollarono perciò d'intorno i Giudei, e gli dicevano: fino a quando terrai tu in sospeso gli animi nostri? Se tu se' Cristo, dillo a noi apertamente.
Gv 10,25Rispose loro Gesù: ve l'ho detto, e voi non credete: le opere, che io fo nel nome del Padre mio, queste parlano a favor mio.
Gv 10,26Ma voi non credete, perché non siete del numero delle mie pecorelle.
Gv 10,27Le mie pecorelle ascoltano la mia voce: e io le conosco, ed elleno mi tengono dietro.
Gv 10,28Ed io do ad esse la vita eterna: e non periranno in eterno, e nissuno le strapperà a me di mano.
Gv 10,29Quello, che il Padre ha dato a me, sorpassa ogni cosa: e niuno può rapirle di mano del Padre mio.
Gv 10,31Dieder perciò i Giudei di piglio alle pietre per lapidarlo.
Gv 10,32Disse loro Gesù: Molte buone opere vi ho fatto vedere per virtù del Padre mio, per quale di queste opere mi lapidate?
Gv 10,33Gli risposero i Giudei, e dissero: Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia: e perché tu essendo uomo, fai Dio te stesso.
Gv 10,34Rispose loro Gesù: Non è egli scritto nella vostra legge: Io dissi: siete dii?
Gv 10,35Se dii chiamò quegli, ai quali Dio parlò, e la Scrittura non può mancare:
Gv 10,36Io cui il Padre ha santificato, mandato al mondo, voi dite: Perché tu bestemmii, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio?
Gv 10,37Se non fo le opere del Padre mio non mi credete.
Gv 10,38Ma se le fo, quando non vogliate credere a me, credete alle opere, onde conosciate, e crediate, che il Padre è in me, e io nel Padre.
Gv 10,39Tentavano pertanto di prenderlo, ma egli usci dalle loro mani.
Gv 10,40E se v'andò di nuovo di lì dal Giordano in quel luogo, dove Giovanni avea dato principio a battezzare: e quivi si fermò.
Gv 10,41E andarono molti da lui, e dicevano: in quanto a Giovanni ei non fece nissun miracolo.
Gv 10,42E tutto quello, che di costui disse Giovanni, era la verità. E molti credettero in lui.
Gv 13,1Prima della festa di Pasqua sapendo Gesù, come era giunto il tempo per lui di passare da questo mondo al Padre, avendo egli amato i suoi, che eran nel mondo, gli amò sino alla fine.
Gv 13,2E fatta la cena (avendo già il Diavolo messo in cuore a Giuda Iscariote figliuolo di Simone, che lo tradisse),
Gv 13,3Sapendo Gesù come il Padre avea poste tutte le cose nelle sue mani, e come era venuto da Dio, e a Dio andava,
Gv 13,4Si leva da cena, e depone le sue vestimenta: e preso uno sciugatojo, se lo cinse.
Gv 13,5Quindi versò dell'acqua in un catino, e cominciò a lavare i piedi de' discepoli, e a rasciugarli collo sciugatojo, onde era cinto.
Gv 13,6Va adunque da Simone Pietro. E Pietro gli dice: Signore, che tu lavi a me i piedi?
Gv 13,7Rispose Gesù, e dissegli: Quello che io fo, tu ora non l'intendi, lo intenderai in appresso.
Gv 13,8Dissegli Pietro: Non laverai a me i piedi in eterno. Gesù gli rispose: Se non ti laverò, non avrai parte meco.
Gv 13,9Dissegli Simon Pietro: Signore, non solamente miei piedi, ma anche le mani, e il capo.
Gv 13,10Dissegli Gesù: Chi è stato lavato, non ha bisogno di lavarsi, non i piedi, ma è interamente mondo. E voi siete mondi, ma non tutti.
Gv 13,11Imperocché sapeva, chi fosse colui, che lo tradiva: per questo disse: Non siete mondi tutti.
Gv 13,12Dopo di aver adunque lavati loro i piedi, e ripigliate le sue vestimenta, rimessosi a mensa, disse loro: Intendete quel, che ho fatto a voi?
Gv 13,13Voi mi chiamate Maestro, e Signore, e dite bene, perché io lo sono.
Gv 13,14Se adunque ho lavati i vostri piedi io, Maestro, e Signore: dovete anche voi lavarvi i piedi l'uno all'Altro.
Gv 13,15Conciossiachè vi ho dato l'esempio, affinchè, come ho fatto io, facciate anche voi.
Gv 13,16In verità, in verità vi dico: non v'ha servo maggiore del suo padrone: né ambasciadore maggiore di colui, che lo ha inviato.
Gv 13,17Se tali cose voi comprendete, i beati sarete, quando le mettiate in pratica.
Gv 13,18Non di tutti voi parlo: conosco quelli, che ho eletti: ma convien, che si adempia quella Scrittura: Uno, che mangia il pane con me leverà le sue calcagna contro di me.
Gv 13,19Fin d'adesso vel dico, prima, che succeda: affinchè quando sarà succeduto, crediate, che io son quell'io.
Gv 13,20In verità, in verità vi dico: chi riceve colui, che io avrò mandato, riceve me: e chi riceve me, riceve lui, che mi ha mandato.
Gv 13,21Dette che ebbe tali cose, Gesù si turbò inferiormente, e protestò, e disse: In verità, in verità vi dico, che uno di voi mi tradirà.
Gv 13,22Si guardavan perciò l'un l'altro i discepoli dubitosi, di chi parlasse.
Gv 13,23Stava però uno de' discepoli, che era amato da Gesù, posando nel seno di lui.
Gv 13,24A questo perciò fece cenno Simon Pietro, e dissegli: Di chi parla egli?
Gv 13,25Quegli pertanto posando sul petto di Gesù, gli disse: Signore, chi e mai?,
Gv 13,26Gli rispose Gesù: È colui, cui io porgerò un pezzetto di pane intinto. E avendo intinto un pezzetto di pane, lo diede a Giuda Iscariota figliuolo di Simone.
Gv 13,27E dopo quel boccone entrò dentro di lui Satana. E Gesù gli disse: Quello, che fai, fallo presto.
Gv 13,28Nissuno però di quelli, che erano a tavola, intese il perché gli avesse parlato così.
Gv 13,29Imperocché alcuni pensarono, che avendo Giuda la borsa, gli avesse detto Gesù: Compra quello, che bisogna a noi per la festa: ovvero che desse qualche cosa a' poveri.
Gv 13,30Ma egli preso che ebbe il boccone, subito si parti. Ed era notte.
Gv 13,31Ma uscito che egli fu, Gesù disse: Adesso è stato glorificato il Figliuolo dell'uomo: e Dio è stato glorificato in lui.
Gv 13,32Se Dio è stato glorificato in lui, Dio altresì lo glorificherà egli stesso: e lo glorificherà ben presto.
Gv 13,33Figliuolini, per poco tempo ancora sono con voi. Mi cercherete: ma come dissi a' Giudei: Dove vo io, non potete venir voi: anche a voi lo dico adesso.
Gv 13,34Un nuovo comandamento do a voi, che vi amiate l'un l'altro, che vi amiate anche voi l'un l'altro, come io vi ho amati.
Gv 13,35Da questo conosceranno tutti, che siete miei discepoli, se avrete amore l'uno per l'altro.
Gv 13,36Dissegli Simon Pietro: Signore, dove vai tu? Risposegli Gesù: Dove io vo, non puoi adesso seguirmi: mi seguirai però in appresso.
Gv 13,37Dissegli Pietro: Signore, perché non poss'io seguirti adesso? Darò per te la mia vita.
Gv 13,38Gli rispose Gesù: Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: Non canterà il gallo, fin a tanto che mi abbi rinnegato tre volte.
Gv 14,1Non si turbi il cuor vostro. Credete in Dio, credete anche in me.
Gv 14,2Nella casa del Padre mio vi sono molte mansioni. Se così non fosse, te lo avrei detto. Vo a preparare il luogo per voi.
Gv 14,3E quando sarò partito, e avrò preparato il luogo per voi, verrò di nuovo, e vi prenderò meco, affinchè dove son io, siate anche voi.
Gv 14,4E dove io vo, lo sapete, e la via la sapete.
Gv 14,5Dissegli Tommaso: Signore, non sappiamo, dove tu vada: e come possiamo saper la via?
Gv 14,6Dissegli Gesù: Io sono via, verità, e vita: nissuno va al Padre, se non per me.
Gv 14,7Se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio: e fin d'adesso lo conoscerete, e lo avete veduto.
Gv 14,8Dissegli Filippo: Signore, facci vedere il Padre: e siamo contenti.
Gv 14,9Dissegli Gesù: Per tanto tempo sono con voi, e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre. E come dici tu: Facci vedere il Padre?
Gv 14,10Non credi, che io sono nel Padre, e il Padre è in me? Le parole, che io vi parlo, non le parlo da me stesso. Ma il Padre, che sta in me, egli è, che agisce.
Gv 14,11Non credete voi, che io sono nel Padre, e il Padre è in me?
Gv 14,12Se non altro credetelo a riflesso delle stesse opere. In verità, in verità vi dico: Chi crede in me, farà anche egli le opere, che fo io, e ne farà delle maggiori di queste: imperocché io vo al Padre.
Gv 14,13E qualunque cosa domanderete al Padre nel nome mio, la farò, affinché sia glorificato il Padre nel Figliuolo.
Gv 14,14Se alcuna cosa domanderete nel nome mio, io la farò.
Gv 14,15Se mi amate, osservate i miei comandamenti.
Gv 14,16E io pregherò il Padre, e vi darà un altro Avvocato, affinchè resti con voi eternamente.
Gv 14,17Lo Spirito di verità, cui il mondo non può ricevere, perché non lo vede, né lo conosce; voi però lo conoscerete: perché abiterà con voi, e sarà in voi.
Gv 14,19V'è poco più tempo: e il mondo più non mi vede. Ma voi mi vedete, perché io vivo, e vivrete anche voi.
Gv 14,20In quel giorno voi conoscerete, che io sono nel Padre mio, e voi in me, e io in voi.
Gv 14,21Chi ritiene i miei comandamenti, e gli osserva, questi è, che mi ama. E chi ama me, sarà amato dal Padre mio: e io lo amerò, e gli manifesterò me medesimo
Gv 14,22Disselli Giuda (non l'Iscariote): Signore, donde viene, che manifesterai te stesso a noi, e non al mondo?
Gv 14,23Rispose Gesù, e gli disse: Chiunque mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verrem da lui, e faremo dimora presso di lui.
Gv 14,24Chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola, che udiste, non è mia: ma del Padre, che mi ha mandato.
Gv 14,25Queste cose ho detto a voi, conversando tra voi.
Gv 14,26Il Paracleto poi, lo Spirito santo, che il Padre manderà nel nome mio, egli insegnerà a voi ogni cosa, e vi ricorderà tutto quello, che ho detto a voi.
Gv 14,27La pace lascio a voi, la pace mia ciò a voi: ve la do io non in quel modo, che la da il mondo. Non si turbi il cuor vostro, né s'impaurisca.
Gv 14,28Avete udito, come io vi ho detto. Vo, e vengo a voi. Se mi amaste, vi rallegrereste certamente, perché ho detto, vo al Padre: conciossiachè il Padre è maggiore di me.
Gv 14,29Ve l'ho detto adesso, prima che succeda: affinchè, quando sia avvenuto, crediate.
Gv 14,30Non parlerò ancor molto con voi: imperocché viene il Principe di questo mondo, e non ha da far nulla con me.
Gv 14,31Ma affinchè il mondo conosca, che io amo il Padre, e come il Padre prescrissemi, così fo. Alzatevi, partiam di qui.
Gv 18,1Detto questo, Gesù uscì co' suoi discepoli di là dal torrente Cedron, dove era un orto, in cui entrò egli, e i suoi discepoli.
Gv 18,2Or questo luogo era cognito anche a Giuda, il quale lo tradiva: perché frequentemente si era colà portato Gesù co' suoi discepoli.
Gv 18,3Giuda pertanto avuta una coorte, e de' ministri dai Principi dei sacerdoti, e da' Farisei, andò colà con lanterne, fiaccole, e armi.
Gv 18,4Ma Gesù, che sapeva tutto quello che doveva accadere sopra di lui, si fece avanti, e disse loro: Di chi cercate voi?
Gv 18,5Gli risposero: Di Gesù Nazzareno. Disse loro Gesù: Son io. Ed era con essi anche Giuda, il quale lo tradiva.
Gv 18,6Appena però ebbe detto loro: Son io: dettero indietro, e stramazzaron per terra.
Gv 18,7Di nuovo adunque domandò loro: Di chi cercate? E quelli dissero: Di Gesù Nazzareno.
Gv 18,8Rispose Gesù: vi ho detto, che son io: se adunque cercate di me, lasciate, che questi se ne vadano.
Gv 18,9Affinchè si adempisse la parola detta da lui: Di quelli, che hai dati a me, nissuno ne ho perduto.
Gv 18,10Ma Simon Pietro, che aveva la spada, la sfoderò: e ferì un servidore del sommo Pontefice: e gli tagliò l'orecchia destra. Questo servitore chiamavasi Malco.
Gv 18,11Gesù però disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero. Non berrò io il calice datomi dal Padre?
Gv 18,12La coorte pertanto, e il tribuno, e i ministri de' Giudei afferrarono Gesù, e lo legarono:
Gv 18,13E lo menarono di là primieramente ad Anna; perché era suocero di Caifa, il quale era Pontefice in quell'anno.
Gv 18,14Caifa poi era quello, che avea dato per consiglio a' Giudei, che era spediente, che un sol uomo morisse pel popolo.
Gv 18,15Teneva dietro a Gesù Simone Pietro, e un altro discepolo. E quest'altro discepolo era conosciuto dal Pontefice, ed entro con Gesù nel cortile del Pontefice.
Gv 18,16Pietro poi restò di fuori alla porta. Ma uscì quell'altro discepolo, che era conosciuto dal Pontefice, e parlò alla portinaja, e fece entrar Pietro.
Gv 18,17Disse però a Pietro la serva portinaja: Sei forse anche tu dei discepoli di quest'uomo? Ei rispose: Nol sono.
Gv 18,18Stavano i servi, e i ministri al fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano: e Pietro se nè stava con essi, e si scaldava.
Gv 18,19Or il Pontefice interrogò Gesù circa i suoi discepoli, e circa la sua dottrina.
Gv 18,20Gesù gli rispose: Io ho parlato alla gente, in pubblico: Io ho sempre insegnato nella Sinagoga, e nel Tempio, dove si radunano tutti i Giudei, e non ho fatto parola in segreto:
Gv 18,21Perché interroghi me? Domanda a coloro, che hanno udito quel, che io abbia loro detto: questi sanno, quali cose io abbia dette.
Gv 18,22Appena ebbe egli detto questo, che uno de' ministri quivi presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi al Pontefice?
Gv 18,23Risposegli Gesù: Se ho parlato male, dammi accusa di questo male: se bene, perché mi percuoti?
Gv 18,24Lo aveva dunque mandato Anna legato al sommo Pontefice Caifa.
Gv 18,25Ed eravi Simon Pietro, che si stava scaldando. A lui dunque dissero: Sei forse anche tu de' suoi discepoli? Egli negò, dicendo: Nol sono.
Gv 18,26Dissegli uno de' servi del sommo Pontefice, parente di quello, cui Pietro avea tagliato l'orecchia? Non ti ho io veduto nell'orto con lui?
Gv 18,27Ma Pietro negò di nuovo: e subito cantò il gallo.
Gv 18,28Condussero adunque Gesù dalla casa di Caifa al pretorio. Ed era di mattino: ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi, affin di mangiare la Pasqua.
Gv 18,29Uscì adunque fuora Pilato ad essi, e disse: Che accusa presentate voi contro quest'uomo?
Gv 18,30Gli risposer, e dissero: Se non fosse costui un malfattore, non lo avremmo rimesso nelle tue mani.
Gv 18,31Disse adunque loro Pilato: Prendetelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. Mai Giudei gli dissero: Non è lecito a noi di dar morte ad alcuno.
Gv 18,32Affinchè si adempisse la parola detta da Gesù, per significare, di qual morte doveva morire.
Gv 18,33Entrò adunque di nuovo Pilato nel pretorio, e chiamò Gesù, e gli disse: Se' tu il Re de' Giudei?
Gv 18,34Gli rispose Gesù: Dici tu questo da te stesso, ovvero altri te lo hanno detto di me?
Gv 18,35Rispose Pilato: Son io forse Giudeo? La tua nazione, e i Pontefici ti hanno messo nelle mie mani: che hai tu fatto?
Gv 18,36Rispose Gesù: Il regno mio non è di questo mondo: se fosse di questo mondo il mio regno, i miei ministri certamente si adoprerebbero, perché non venissi dato in poter de' Giudei: ora poi il regno mio non è di qua'.
Gv 18,37Dissegli però Pilato: Tu dunque sei re? Rispose Gesù: Tu dici, che io sono re. Io a questo fine son nato, e a questo fine sono venuto nel mondo, di render testimonianza alla verità: Chiunque sta per la verità, ascolta la mia voce.
Gv 18,38Dissegli Pilato: Che cosa è la verità? E detto questo, di nuovo uscì a trovar i Giudei, e disse loro: Io non trovo in lui nissun delitto.
Gv 18,39Ora poi avete per uso, che io vi lasci libero un uomo nella Pasqua: Volete adunque, che vi metta in libertà il Re de' Giudei.
Gv 18,40Ma gridarono replicatamente tutti dicendo: Non costui, ma Barabba. Or Barabba era un assassino.
Gv 19,1Allora adunque Pilato prese Gesù, e lo flagellò.
Gv 19,2E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sulla sua testa: e lo copriron con una veste di porpora.
Gv 19,3E si accostavano a lui, e dicevano: Dio ti salvi, Re de' Giudei: e davangli degli schiaffi.
Gv 19,4Uscì adunque di nuovo fuori Pilato, e disse loro: Ecco, che io ve lo meno fuori, affinchè intendiate, che non trovo in lui reato alcuno.
Gv 19,5E uscì fuora Gesù portando la corona di spine, e la veste di porpora. E disse loro (Pilato): Ecco l'uomo.
Gv 19,6Ma visto che l'ebbero i Pontefici, e i ministri, alzarono le voci, dicendo Crocifiggi, crocifiggilo. Disse loro Pilato: Prendetelo voi, e crocifiggetelo: imperocché io non trovo in lui reato.
Gv 19,7Gli risposero i Giudei: Noi abbiamo la legge, e secondo la legge dee morire perché si è fatto Figliuolo di Dio.
Gv 19,8Quando udì Pilato queste parole, si intimidì maggiormente.
Gv 19,9Ed entrò nuovamente nel pretorio, e disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede risposta.
Gv 19,10Dissegli perciò Pilato: Non parli con me? Non sai, che sta nelle mie mani il crocifiggerti, e sta nelle mie mani il liberarti?
Gv 19,11Rispose Gesù: Non avresti potere, alcuno sopra di me, se non ti fosse stato dato di sopra. Per questo colui, che mi ti ha dato nelle mani, è reo di più, gran peccato.
Gv 19,12Da indi in poi cercava Pilato di liberarlo; ma i Giudei alzavan le strida, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare: dappoiché chiunque si fa re, fa contro a Cesare.
Gv 19,13Pilato adunque, sentito questo discorso, menò fuori Gesù: e si pose a sedere sul tribunale nel luogo detto Litostrotos, e in Ebreo Gabbata.
Gv 19,14(Ed era la Parasceve della Pasqua, e circa la sesta ora), e disse a' Giudei: Ecco il vostro Re.
Gv 19,15Ma essi gridavano: Togli, togli, crocifiggilo. Disse loro Pilato: Crocifiggerò io il vostro Re? Gli risposero i Pontefici: Non abbiamo re fuori di Cesare.
Gv 19,16Allora adunque lo diede nelle lor mani, perché fosse crocifisso. Presero pertanto Gesù, e lo menarono via.
Gv 19,17Ed egli portando la sua croce, s'incamminò verso il luogo detto del Cranio, in Ebraico Golgotha:
Gv 19,18Dove crocifissero lui, e con lui due altri, uno di qua, e uno di là, e Gesù nel mezzo.
Gv 19,19E scrisse di più Pilato un cartello, e lo pose sopra la croce. Ed eravi scritto: GESÙ NAZZARENO RE DE' GIUDEI.
Gv 19,20Or questo cartello lo lesserò molti Giudei: perché era vicino alla città il luogo, dove Gesù fu crocifisso. Ed era scritto in Ebraico, in Greco, e in latino.
Gv 19,21Dicevan però a Pilato i Pontefici de' Giudei: Non iscrivere Re de' Giudei: ma che costui ha detto: sono Re de' Giudei.
Gv 19,22Rispose Pilato: Quel, che ho scritto, l'ho scritto.
Gv 19,23I soldati poi, crocifisso che ebber Gesù, presero le sue vesti (e ne fecer quattro parti, una per ciascun soldato), e la tonaca. Or la tonaca era senza cuciture, tessuta tutta dalla parte superiore in giù.
Gv 19,24Dissero perciò, tra loro: Non la dividiamo, ma tiriamo a sorte, a chi abbia a toccare. Affinchè si adempisse la Scrittura, che dice: Si diviser tra loro le mie vestimenta: e tirarono a sorte la mia veste. Tali cose adunque fecero i soldati.
Gv 19,25Ma vicino: sulla croce di Gesù stavano la sua Madre, e la sorella, di sua madre, Maria di Cleofa, e Maria Maddalena.
Gv 19,26Gesù adunque veduto avendo la Madre, e il discepolo da lui amato, che era dappresso, disse alla Madre sua: Donna, ecco il tuo figliuolo.
Gv 19,27Di poi disse al discepolo: Eccola la madre tua. E da quel punto il discepolo la prese con seco.
Gv 19,28Dopo di ciò conoscendo Gesù, che tutto era adempito, affinchè si adempisse la Scrittura, disse: Un sete.
Gv 19,29Era stato quivi posto un vaso pieno di aceto. Onde quegli inzuppata una spugna nell'aceto, e avvoltolo attorno all'issopo, lo presentarono alla sua bocca.
Gv 19,30Gesù, adunque preso che ebbe l'aceto, disse: È compito. E chinato il capo, rese lo spirito.
Gv 19,31Ma i Giudei, affinchè non restassero su la croce i corpi nel sabato, giacché era la Parasceve (conciossiachè era grande quel giorno di sabato), pregarono Pilato, che fossero ad essi rotte le gambe, e fossero tolti via.
Gv 19,32Andaron pertanto i soldati; e rupper le gambe al primo, e all'altro, che era stato crocifisso con lui.
Gv 19,33Ma quando furono a Gesù, quando videro, che era già morto, non gli ruppero le gambe:
Gv 19,34Ma uno de' soldati aprì il di lui fianco con una lancia, e subito nè usci sangue, e acqua.
Gv 19,35E chi vide, lo ha attestato: ed è vera la sua testimonianza. Ed egli sa, che dice il vero, affinchè voi pure crediate.
Gv 19,36Imperocché tali cose sono avvenute, affinché si adempisse la Scrittura: Non romperete nissuna delle sue ossa.
Gv 19,37E parimenti un'altra Scrittura dice: Volgerai; gli sguardi a colui, che hanno trafitto.
Gv 19,38Dopo di ciò Giuseppe da Arimathea (discepolo di Gesù, ma occulto per timor de' Giudei) pregò Pilato per prendersi il corpo di Gesù. E Pilato gliel permise. Andò adunque, e prese il corpo di Gesù.
Gv 19,39Venne anche Nicodemo (quegli, che la prima volta andò da Gesù di notte) portando di una mistura di mirra, e di aloè, quasi cento libbre.
Gv 19,40Preser dunque il corpo di Gesù, e lo avvolsero in lenzuoli di lino, ponendovi gli aromi, come dagli Ebrei si costuma nelle sepolture.
Gv 19,41Era nel luogo, dove egli fu crocifisso, un orto: e nell'orto un monumento nuovo, nel quale non era mai stato posto nissuno.
Gv 19,42Quivi adunque a motivo della Parasceve de' Giudei, perché il monumento era vicino, deposero Gesù.