I Vangeli in 30 giorni

I quattro Vangeli letti in 30 giorni

Testo biblico

Mt 1,1 Libro della generazione di Gesù Cristo figliuolo di David, figliuolo d'Abramo.
Mt 1,2 Abramo generò Isacco: Isacco generò Giacobbe: Giacobbe generò Giuda, e i suoi fratelli.
Mt 1,3 Giuda ebbe di Tamar Fares, e Zara: Fares generò Esron: Esron generò Aram.
Mt 1,4 Aram generò Aminadab: Aminadab generò Naasson: Naasson generò Salmon.
Mt 1,5 Salmon ebbe di Raab Booz: Booz ebbe di Ruth Obed: Obed generò Jesse: e Jesse generò David Re.
Mt 1,6 David Re ebbe Salomone di quella, che era stata (moglie) d'Uria.
Mt 1,7 Salomone generò Roboamo: Roboamo generò Abìa: Abìa generò Asa.
Mt 1,8 Asa generò Giosafatte: Giosafatte generò Joram: Joram generò Ozia.
Mt 1,9 Ozia generò Gioatam: Gioatam generò Achaz: e Achaz generò Ezechìa.
Mt 1,10 Ezechìa generò Manasse: Manasse generò Amon: Amon generò Giosia.
Mt 1,11 Giosìa generò Gieconia, e i suoi fratelli imminente la trasmigrazione in Babilonia.
Mt 1,12 E dopo la trasmigrazione di Babilonia Gieconia generò Salatici: Salatici generò Zorobabel.
Mt 1,13 Zorobabel generò Abiud: Abiud generò Eliacim: Eliacim generò Azor.
Mt 1,14 Azor generò Sadoc: Sadoc generò Achim: Achim generò Eliud.
Mt 1,15 Eliud generò Eleazar: Eleazar generò Matan: Matan generò Giacobbe.
Mt 1,16 Giacobbe generò Giuseppe, sposo di Maria: della quale nacque Gesù chiamato il Cristo.
Mt 1,17 Da Abramo dunque sino a Davidde sono in tutto quattordici generazioni: da Davidde sino alla trasmigrazione di Babilonia quattordici generazioni: e dalla trasmigrazione di Babilonia sino a Cristo quattordici generazioni.
Mt 1,18 La nascita di Gesù Cristo fu in questo modo. Essendo stata la madre di lui Maria sposata a Giuseppe, si scoperse gravida di Spirito santo, prima che stessero insieme.
Mt 1,19 Or Giuseppe marito di lei, essendo uomo giusto, e non volendo esporla all'infamia, prese consiglio di segretamente rimandarla.
Mt 1,20 Ma, mentre egli stava in questo pensiero, un Angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuolo di Davidde, non temere di prendere Maria tua consorte: imperocché ciò, che in essa è stato conceputo, è dallo Spirito santo.
Mt 1,21 Ella partorirà un figliuolo, cui tu porrai nome Gesù; imperocché ei sarà, che libererà il suo popolo da' suoi peccati.
Mt 1,22 Tutto questo segui, affinchè si adempisse, quanto era stato detto dal Signore per mezzo del Profeta, che dice:
Mt 1,23 Ecco che la Vergine sarà gravida: e partorirà un figliuolo, e lo chiameranno per nome Emanuele: che interpretato significa Dio con noi.
Mt 1,24 Risvegliatosi adunque Giuseppe dal sonno, fece come ordinato gli avea l'Angelo del Signore, e prese con seco la sua consorte.
Mt 1,25 Ed egli non la conosceva, sino a quando partorì il suo figliuolo primogenito, e chiamollo per nome Gesù.
Mt 2,1 Essendo adunque nato Gesù in Betlemme di Giuda, regnante il re Erode, ecco che i Magi arrivarono dall'oriente a Gerusalemme.
Mt 2,2 Dicendo: Dov' è il nato Re de' Giudei? imperocché abbiamo veduto la sua stella nell'oriente, e siamo venuti per adorarlo.
Mt 2,3 Sentite il re Erode tali cose si turbò, e con lui tutta Gerusalemme.
Mt 2,4 E adunati tutti i principi de' sacerdoti, e gli scribi del popolo, domandò loro, dove fosse per nascere il Cristo.
Mt 2,5 Essi gli risposero: in Betlemme di Giuda: imperocché così è stato scritto dal Profeta.
Mt 2,6 E tu Betlemme, terra di Giuda, non se' la minima tra i cupi di Giuda: poiché da te uscirà il condottiere, che reggerà Israele mio popolo.
Mt 2,7 Allora Erode, chiamati segretamente a se i Magi, minutamente s'informò da loro, in qual tempo fosse lor comparsa la stella.
Mt 2,8 E mandandogli a Betlemme disse: Andate, e fate diligente ricerca di questo fanciullo: e quando l'abbiate trovato, fatemelo sapere, affinchè ancor io vada ad adorarlo.
Mt 2,9 Quegli, udite le parole del re, si partirono: ed ecco che la stella veduta da loro in oriente andava loro davanti, fintantoché arrivata sopra del luogo, ove stava il bambino, fermossi.
Mt 2,10 E veduta la stella sì riempirono di sopra grande allegrezza.
Mt 2,11 Ed entrati nella casa trovarono il bambino con Maria sua madre: e prostratisi l'adorarono: e aperti i loro tesori gli offerirono i doni, oro, incenso, e mirra.
Mt 2,12 Ed essendo stati in sogno avvertiti di non ripassar da Erode, per altra strada se ne ritornarono al loro paese.
Mt 2,13 Partiti che furon essi l'Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, e gli disse: Levati, prendi il bambino, e la sua madre, e fuggì in Egitto e fermati colà, fintantoché io ti avviserò. Imperocché Erode cercherà del bambino per farlo morire.
Mt 2,14 Ed ei svegliatosi prese il bambino, e la madre di notte tempo, e si ritirò in Egitto.
Mt 2,15 E ivi si stette sino alla morte d'Erode, affinchè si adempisse, quanto era stato detto dal Signore pel Profeta, che dice: dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
Mt 2,16 Allora Erode vedendosi burlato da' Magi s'adirò fortemente, e mandò ad uccidere tutti i fanciulli, che erano in Betlemme, e in tutti i suoi confini, dall'età di due anni in giù, secondo il tempo, che avea rilevato da' Magi.
Mt 2,17 Allora si adempì, quanto fu predetto dal profeta Geremia, che dice:
Mt 2,18 Una voce si è udita in Rama, gran pianti, e urli: Rachele piangente i suoi figli; né volle ammetter consolazione, perch'ei più non sono.
Mt 2,19 Morto Erode: ecco che l'Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto.
Mt 2,20 E gli disse: Svegliati, prendi il fanciullo, e la madre di lui, e va' nella terra di Israele: imperocché sono morti coloro, che cercavano la vita del bambino.
Mt 2,21 Ed egli svegliatosi prese il bambino, e la madre, e andò nella terra d'Israele.
Mt 2,22 Ma avendo sentito, che Archelao regnava nella Giudea in luogo di Erode suo padre, temè d'andare colà: e avvertito in sogno si ritirò in Galilea.
Mt 2,23 Dove giunto abitò nella città chiamata Nazaret: affinchè si adempisse quello, ch'era stato predetto da' profeti: Ei sarà chiamato Nazareno.
Mt 3,1 In questo tempo venne Giovanni il Batista a predicare nel deserto della Giudea;
Mt 3,2 Dicendo: Fate penitenza: perché il regno de' cieli è vicino.
Mt 3,3 Imperocché questi è l'uomo, di cui parlò Isaia profeta, che disse: La voce di colui, che grida nel deserto: Preparate la via del Signore: addirizzate i suoi sentieri.
Mt 3,4 Or lo stesso Giovanni aveva una veste di peli di cammello, e una cintola di cuoio ai fianchi, e suo cibo erano locuste, e miele salvatico.
Mt 3,5 Allora andava a lui Gerusalemme, e tutta la Giudea, e tutto il paese d'intorno al Giordano.
Mt 3,6 Ed erano battezzati da lui nel Giordano, confessando i loro peccati.
Mt 3,7 Ma avendo egli veduto molti Farisei, e Sadducei, che venivano al sua battesimo, disse loro: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire dall'ira futura!
Mt 3,8 Fate adunque frutti degni di penitenza.
Mt 3,9 E non vogliate dire drento di voi: Abbiamo Abramo per padre: imperocché io vi dico, che può Dio da queste pietre suscitar de' figliuoli ad Abramo.
Mt 3,10 Imperocché la scure sta già alla radice degli alberi. Qualunque albero adunque, che non fa buon frutto, sarà tagliato, e gettato nel fuoco.
Mt 3,11 Quanto a me io vi battezzo con acqua per la penitenza: ma quegli, che verrà dopo di me, è più potente di me; di cui non son io degno di portare i sandali: egli vi battezzerà collo Spirito santo, è col fuoco.
Mt 3,12 Egli ha la sua pala nella sua mano: e purgherà all'atto la sua aia, e radunerà il suo frumento nel granaio; ma brugerà le paglie con fuoco inestinguibile.
Mt 3,13 Allora arrivò Gesù dalla Galilea al Giordano da Giovanni per esser da lui battezzato.
Mt 3,14 Ma Giovanni se gli opponeva, dicendo: Io ho bisogno d'esser battezzato da te; e tu vieni a me?
Mt 3,15 Ma Gesù gli rispose dicendo: Lascia fare per ora: imperocché così conviene a noi di adempire tutta giustizia. Allora gli condiscese.
Mt 3,16 Gesù battezzato usci tosto dell'acqua: ed ecco che si aprirono a lui i cieli e vide lo Spirito di Dio scendere quasi colomba, e venir sopra di se.
Mt 3,17 Ed ecco una voce del cielo, che disse: Questi è il mio figlio il diletto, nel quale io mi sono compiaciuto.
Mt 4,1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal Diavolo.
Mt 4,2 E avendo digiunato quaranta giorni, e quaranta notti, finalmente gli venne fame.
Mt 4,3 E accostatoseli il tentatore disse: Se tu se' figliuolo di Dio, di' che queste pietre diventino pani.
Mt 4,4 Ma egli rispondendo disse: Sta scritto: Non di solo pane vive l'uomo, ma di qualunque cosa, che Dio comandi.
Mt 4,5 Allora il Diavolo lo menò nella città santa, e poselo sulla sommità del tempio.
Mt 4,6 E gli disse: Se tu se' figliuolo di Dio, gettati giù: imperocché sta scritto, che ha commesso a' suoi Angeli la cura di te, ed essi ti porteranno sulle mani, affinchè non inciampi talvolta col tuo piede nella pietra.
Mt 4,7 Gesù gli disse: Sta anche scritto: Non tenterai il Signore Dio tuo.
Mt 4,8 Di nuovo il Diavolo lo menò sopra un monte molto elevato; e fecegli vedere tutti i regni del mondo, e la loro magnificenza.
Mt 4,9 E gli disse: Tutto questo io ti darò, se prostrato mi adorerai.
Mt 4,10 Allora Gesù gli disse: Vattene Satana; imperocché sta scritto: adora il Signore Dio tuo, e servi lui solo.
Mt 4,11 Allora il Diavolo lo lasciò: ed ecco che se gli accostarono gli Angeli, e lo servivano.
Mt 4,12 Gesù poi avendo sentito, come Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò nella Galilea:
Mt 4,13 E lasciata la città di Nazaret, andò ad abitare in Cafarnaum, città marittima, ai confini di Zabulon, e di Neftali:
Mt 4,14 Affinchè si adempisse quello, che era stato detto da Isaia profeta.
Mt 4,15 La terra di Zabulon, e la terra di Neftalim strada al mare di là dal Giordano, la Galilea delle nazioni.
Mt 4,16 Il popolo, che camminava nelle tenebre, ha veduto una gran luce: e la luce si è levata per coloro, che giacevano nella regione, e nella oscurità della morte.
Mt 4,17 Da li in poi cominciò Gesù a predicare, e a dire: Fate penitenza; imperocché il regno dei cieli è vicino.
Mt 4,18 E camminando Gesù lungo il mare di Galilea, vide due fratelli Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano in mare la rete (imperocché erano pescatori):
Mt 4,19 E disse loro: Venite dietro a me, e vi farò pescatori d'uomini.
Mt 4,20 Ed essi, subito abbandonate le reti, lo seguirono.
Mt 4,21 E di li andando innanzi vide due altri fratelli, Giacomo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello in una barca insieme con Zebedeo loro padre, che rassettavano le loro reti: e li chiamò.
Mt 4,22 Ed essi, subito abbandonate le reti, e il padre, lo seguirono.
Mt 4,23 E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, e predicando il Vangelo del regno, e sanando tutti i languori, e le malattie del popolo.
Mt 4,24 E si sparse la fama di lui per tutta la Siria: e gli presentarono tutti quelli, che erano indisposti, e afflitti da diversi mali, e dolori, e gli indemoniati, e i lunatici, e i paralitici, ed ei li risanò.
Mt 4,25 E lo segui una gran turba dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea, e dal paese di là dal Giordano.
Mt 5,1 Gesù vista quella turba, salì sopra un monte: ed essendosi egli posto a sedere, si accostarono a lui i suoi discepoli.
Mt 5,2 È aperta la sua bocca gli ammaestrava dicendo:
Mt 5,3 Beati i poveri di spirito: perché di questi è il regno de' cieli.
Mt 5,4 Beati i mansueti: perché questi possederanno la terra,
Mt 5,5 Beati coloro, che piangono: perchè questi saran consolati.
Mt 5,6 Beati quelli, che hanno fame, e sete della giustizia: perché questi saranno satollati.
Mt 5,7 Beati i misericordiosi: perché questi troveranno misericordia.
Mt 5,8 Beati coloro, che hanno il cuor puro: perché questi vedranno Dio.
Mt 5,9 Beati i pacifici: perché saranno chiamati figli di Dio.
Mt 5,10 Beati quei, che soffrono persecuzione per amore della giustizia: perché di questi è il regno de' cieli.
Mt 5,11 Beati siete voi, quando gli uomini vi malediranno, e vi perseguiteranno, e diranno di voi falsamente ogni male per causa mia.
Mt 5,12 Rallegratevi, ed esultate: perché grande è la vostra ricompensa ne' cieli: imperocché così hanno perseguitato i profeti, che sono stati prima di voi.
Mt 5,13 Voi siete il sale della terra. Che se il sale diventa scipito, con che si salerà egli? È non è più buono a nulla, se non ad esser, gettato via, e calpestato dalla gente.
Mt 5,14 Voi siete la luce del mondo. Non può essere ascosa una città situata sopra di un monte.
Mt 5,15 Né accendono la lucerna, e la mettono sotto il moggio, ma sopra il candeliere, affinchè faccia lume a tutta la gente di casa:
Mt 5,16 Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinchè veggano le vostre buone opere, e glorifichino il vostro Padre, che è ne' cieli.
Mt 5,17 Non vi deste a credere, che io sia venuto per isciogliere la legge, o i profeti: non son venuto per iscioglierla, ma per adempirla.
Mt 5,18 Imperocché in verità vi dico, che se non passa il cielo, e la terra, non iscatterà un jota, o un punto solo della legge, sino a tanto che tutto sia adempito.
Mt 5,19 Chiunque pertanto violerà uno di questi comandamenti minimi, e così insegnerà agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de' cieli: ma colui, che avrà e operato, e insegnato, questi sarà tenuto grande nel regno de' cieli.
Mt 5,20 Imperocché io vi dico, che se la vostra giustizia non sarà più abbondante, che quella degli Scribi, e Farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Mt 5,21 Avete sentito, che è stato detto agli antichi: Non ammazzare: e chiunque avrà ammazzato, sarà reo in giudizio.
Mt 5,22 Ma io vi dico, che chiunque adirerà contro del suo fratello, sarà ito in giudizio. E chi avrà detto al suo fratello raca, sarà reo nel consesso. E chi gli avrà detto stolto, sarà reo del fuoco della gehenna.
Mt 5,23 Se adunque tu stai per fare l'offerta all'altare, e ivi ti viene alla memoria, che il tuo fratello ha qualche cosa contro di te:
Mt 5,24 Posa lì la tua offerta davanti all'altare, e va' a riconciliarti prima col tuo fratello: e poi ritorna a dare la tua offerta.
Mt 5,25 Accordati presto col tuo avversario, mentre sei con lui per istrada: affinchè per disgrazia il tuo avversario non ti ponga in mano del giudice: e il giudice in mano del ministro; e tu venga cacciato in prigione.
Mt 5,26 Ti dico in verità: non uscirai di qui prima d'aver pagato sino all'ultimo picciolo.
Mt 5,27 Avete sentito, che fu detto agli antichi: Non fare adulterio.
Mt 5,28 Ma io vi dico, che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso in cuor suo adulterio con essa.
Mt 5,29 Che se il tuo occhio destro ti scandalizza, cavalo, e gettalo da te; imperocché è meglio per te, che perisca uno de' tuoi membri, che esser buttato tutto il tuo corpo nell'inferno.
Mt 5,30 E se la tua mano destra ti scandalizza, troncala, e gettala lungi da te: imperocché è meglio per te, che perisca uno de' tuoi membri, che andare tutto il tuo corpo nell'inferno.
Mt 5,31 E stato pur detto: Chiunque rimanda la propria moglie, le dia il libello di ripudio.
Mt 5,32 Ma io vi dico, che chiunque rimanda la sua moglie, eccetto per ragion di adulterio, la fa divenire adultera: e chi sposa la donna ripudiata, commetta adulterio.
Mt 5,33 Similmente avete udito, che è stato detto agli antichi: Non violare il giuramento: ma rendi al Signore quanto hai giurato.
Mt 5,34 Ma io vi dico di non giurare in modo alcuno, né pel cielo, perché è il trono di Dio:
Mt 5,35 Né per la terra, perché è lo sgabello de' piedi di lui: né per Gerusalemme, perché ella è la Città del gran Re.
Mt 5,36 Né giurerai per la tua testa, atteso che tu non puoi far bianco, o nero uno de' tuoi capelli.
Mt 5,37 Ma sia il vostro parlare: si sì: no no; imperocché il di più vien da cosa mala.
Mt 5,38 Avete udito, che è stato detto: Occhio per occhio, e dente per dente.
Mt 5,39 Ma io vi dico di non resistere al male: ma a chi ti percuoterà nella destra guancia, presentagli anche l'altra.
Mt 5,40 E a colui, che vuol muoverti lite e toglierti la tua tonaca, cedigli anche il mantello:
Mt 5,41 E se uno ti strascinerà a correre per un miglio, va' con esso anche altre due miglia.
Mt 5,42 Da' a chiunque ti chiede: e non rivolger la faccia da chi vuoi chiederti in prestito qualche cosa.
Mt 5,43 Avete udito, che fu detto: Amerai il prossimo tuo, e odierai il tuo nemico.
Mt 5,44 Ma io vi dico: Amate i vostri nemici: fate del bene a coloro, che vi odiano; e orate per coloro, che vi perseguitano, e vi calunniano:
Mt 5,45 Affinchè siate figli del Padre vostro, che è ne' cieli, il quale fa, che levisi il suo sole sopra i buoni, e sopra i cattivi; e manda la pioggia pe' giusti, e per gl'iniqui.
Mt 5,46 Imperocché, se amerete coloro, che vi amano, che premio avrete voi? non fanno eglino altrettanto anche i pubblicani?
Mt 5,47 E se saluterete solo i vostri fratelli, cosa fate di più (degli altri) non fann'eglino altrettanto i gentili?
Mt 5,48 Siate adunque voi perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è ne' cieli.
Mt 6,1 Badate di non fare le vostre buone opere alla presenza degli uomini col fine d'esser veduti da loro: altrimenti non ne sarete rimunerati dal Padre vostro, che è ne' cieli.
Mt 6,2 Quando adunque farai limosina, non sonar la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe, e nelle piazze per essere onorati dagli uomini: vi dico in verità, che costoro hanno già ricevuto la loro mercede,
Mt 6,3 Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel, che fa la tua destra:
Mt 6,4 Dimodochè la tua limosina sia segreta: e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà egli la ricompensa.
Mt 6,5 E allorché orate, non fate come gl'ipocriti, i quali amano di stare a orare nelle sinagoghe, e a' capi delle strade, affine di essere osservati dagli uomini: in verità io vi dico, che hanno ricevuto la loro ricompensa.
Mt 6,6 Ma tu, quando fai orazione, entra nella tua camera, e chiusa la porta, prega in segreto il tuo Padre: e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne renderà la ricompensa.
Mt 6,7 Non vogliate nelle vostre orazioni, usar molte parole, come i pagani; imperocché essi si pensano d'essere esauditi mediante il molto parlare.
Mt 6,8 Non siate adunque come essi: imperocché il vostro Padre sa prima che glielo addimandiate, di quali cose abbiate bisogno.
Mt 6,9 Voi adunque orate così: Padre nostro, che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome,
Mt 6,10 Venga il tuo regno: sia fatta la tua volontà, come nel cielo, così anche in terra.
Mt 6,11 Dacci oggi il nostro pane per sostentamento.
Mt 6,12 E rimettici i nostri debiti, come noi pure li rimettiamo a chi ci è debitore.
Mt 6,13 E non ci indurre in tentazione. Ma liberaci dal male. Così sia.
Mt 6,14 Imperocché se voi perdonerete agli uomini i loro mancamenti: il vostro Padre celeste vi perdonerà similmente i vostri peccati.
Mt 6,15 Ma se voi non perdonate agli uomini i loro mancamenti: né meno il Padre celeste perdonerà a voi i vostri.
Mt 6,16 Quando poi digiunate, non vogliate far i malinconici, come gl' ipocriti: imperocché questi sfigurano il proprio volto, affin di dare a conoscere agli uomini, che digiunano. In verità io vi dico, che han ricevuto la loro mercede.
Mt 6,17 Ma tu, quando digiuni, profumati la testa, e lavati la faccia;
Mt 6,18 Affinchè il tuo digiuno sia noto non agli uomini, ma al tuo Padre celeste, il quale sta nel segreto: e il Padre tuo, il quale vede in segreto, te ne darà la ricompensa.
Mt 6,19 Non cercate di accumular tesori sopra la terra: dove la ruggine, e i vermi li consumano: e dove i ladri li dissotterrano, e li rubano.
Mt 6,20 Ma proccurate di accumular de' tesori nel cielo: dove la ruggine, e i vermi non li consumano; e ove i ladri non li dissotterrano, né li rubano.
Mt 6,21 Imperciocché dove è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore.
Mt 6,22 Lucerna del tuo corpo è il tuo occhio. Se il tuo occhio è semplice; tutto il tuo corpo sarà illuminato.
Mt 6,23 Ma se il tuo occhio è difettoso, tutto il tuo corpo sarà ottenebrato. Se Adunque la luce, che è in te, diventa tenebrosa: quanto grandi saranno le stesse tenebre?
Mt 6,24 Nissuno può servire due padroni: imperocché od odierà l'uno, e amerà l'altro; o sarà affezionato al primo, e disprezzerà il secondo. Non potete servire a Dio, e alle ricchezze.
Mt 6,25 Per questo vi dico: non vi prende te affanno né di quello, onde alimentare fa vostra vita, né di quello, onde vestire il vostro corpo. La vita non vale ella più dell'alimento, e il corpo più del vestito?
Mt 6,26 Gettate lo sguardo sopra gli uccelli dell'aria; i quali non seminano, non mietono, né empiono granai: e il vostro Padre celeste li pasce. Non siete voi assai da più di essi?
Mt 6,27 Ma chi è di voi, che con tutto il suo pensare possa aggiuntare alla sua statura un cubito?
Mt 6,28 E perché vi prendete pena pel vestito? Pensate come crescono i gigli del campo: essi non lavorano, e non filano.
Mt 6,29 Or io vi dico, che né meno Salomone con tutta la sua splendidezza fu mai vestito come uno di questi.
Mt 6,30 Se adunque in tal modo riveste Dio un'erba del campo, che oggi è, e domani vien gettata nel forno; quanto più voi, gente di poca fede.
Mt 6,31 Non vogliale adunque angustiarvi dicendo: Cosa mangeremo, o cosa berremo, o di che ci vestiremo?
Mt 6,32 Imperocché tali sono le cure de' gentili. Ora il vostro Padre sa, che di tutte queste cose avete bisogno.
Mt 6,33 Cercate adunque in primo luogo il regno di Dio, e la sua giustizia: e avrete di soprappiù tutte queste cose.
Mt 6,34 Non vogliate adunque mettervi in pena pel dì di domane. Imperocché il dì di domane avrà pensiero per se: basta a ciascun giorno il suo affanno.
Mt 7,1 Non giudicate, affin di non essere giudicati.
Mt 7,2 Imperocché secondo il vostro giudicare sarete voi giudicati: e colla misura, ond'avrete misurato, sarà rimisurato a voi.
Mt 7,3 E perché osservi tu una pagliuzza nell'occhio del tuo fratello: e non fai riflesso alla trave che hai nell'occhio tuo?
Mt 7,4 Ovvero come dirai al tuo fratello: Lascia, ch'io ti cavi dall'occhio il filo di paglia; mentre hai tu una trave nell'occhio tuo.
Mt 7,5 Ipocrita, cavati prima la trave dall'occhio; e allora guarderai di levare il filo di paglia dall'occhio del tuo fratello.
Mt 7,6 Non vogliate dare le cose sante a' cani, e non buttate le vostre perle agl'immondi animali; perché non accada, che le pestino co' loro piedi, e si rivoltino a sbranarvi.
Mt 7,7 Chiedete, e otterrete: cercate, e troverete: picchiate, e saravvi aperto.
Mt 7,8 Imperocché chiunque chiede, riceve: e chi cerca, trova: e sarà aperto a, colui, che picchia.
Mt 7,9 È chi mai è tra voi, che chiedendogli il suo figliuolo del pane, gli porga un sasso?
Mt 7,10 E se gli domanderà un pesce, gli darà egli una serpe?
Mt 7,11 Se adunque voi, cattivi come siete, sapete dare dei beni, che vi sono dati, a' vostri figliuoli: quanto più il Padre vostro, che è ne' cieli, concederà il bene a coloro, che glielo domandano.
Mt 7,12 Fate adunque agli uomini tutto quello, che volete, che facciano a voi. Imperocché in questo sta la legge, e i profeti.
Mt 7,13 Entrate per la porta stretta: perché larga è la porta, e spaziosa la via, che conduce alla perdizione; e molti sono quei, che entrano per essa.
Mt 7,14 Quanto angusta è la porta, stretta la via, che conduce alla vita: e quanto pochi son quei, che la trovano!
Mt 7,15 Guardatevi da' falsi profeti, che vengono da voi vestiti da pecore: ma al di dentro son lupi rapaci.
Mt 7,16 Li riconoscerete da' loro frutti. Si coglie forse uva dalle spine, o fichi da' triboli?
Mt 7,17 Così ogni buon albero porta buoni, frutti: e ogni albero cattivo fa frutti cattivi.
Mt 7,18 Non può un buon albero far frutti cattivi; né un albero cattivo far frutti buoni.
Mt 7,19 Qualunque pianta, che non porti buon frutto, si taglia, e si getta nel fuoco.
Mt 7,20 Voi li riconoscerete adunque dai frutti loro.
Mt 7,21 Non tutti quelli, che a me dicono. Signore, Signore, entreranno nel regno de' cieli, ma colui, che fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli: questi entrerà nel regno de' cieli.
Mt 7,22 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetato nel nome tuo, e non abbiam noi nel nome tuo cacciato i demonj, e non abbiamo noi nel nome tuo fatto molti miracoli?
Mt 7,23 E allora io protesterò ad essi: Non vi ho mai conosciuti: ritiratevi da me tutti voi, che commettete l'iniquità.
Mt 7,24 Chiunque pertanto ascolta queste mie parole, e le mette in pratica, sarà paragonato all'uomo saggio, che fondò la sua casa sul sasso:
Mt 7,25 E cadde la pioggia, e i fiumi inondarono, e soffiarono i venti, e imperversarono contro quella casa, ed ella non andò giù: perché era fondata sul sasso.
Mt 7,26 Chiunque ascolta queste mie parole, e non le pratica, sarà simile all'uomo stolto, che edificò la sua casa sopra la sabbia.
Mt 7,27 E cadde la pioggia, e inondarono i fiumi, e soffiarono i venti, e imperversarono contro quella casa, ed ella andò giù, e fu grande la sua rovina.
Mt 7,28 Or avendo Gesù terminato questi discorsi, le turbe si stupivano della sua dottrina.
Mt 7,29 imperocché egli le istruiva, come avente autorità, e non come i loro Scribi, e Farisei.
Mt 8,1 E sceso ch'egli fu dal monte, lo seguirono molte turbe.
Mt 8,2 Quand'ecco un lebbroso accostatosegli lo adorava, dicendo: Signore, se vuoi, puoi mondarmi.
Mt 8,3 E Gesù stesa la mano lo toccò, dicendo: Lo voglio: sei mondato. E subito fu mondato dalla sua lebbra.
Mt 8,4 E Gesù gli disse: Guardati di dirlo a nessuno; ma va a mostrarti al sacerdote, e offerisci il dono prescritto da Mosè in testimonianza per essi.
Mt 8,5 Ed entrato che fu in Capharnaum, andò a trovarlo un centurione, raccomandandosegli.
Mt 8,6 E dicendo: Signore, il mio servo giace in letto malato di paralisia nella mia casa, ed è malamente tormentato.
Mt 8,7 E Gesù gli disse: io verrò, e lo guarirò.
Mt 8,8 Ma il centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno, che tu entri sotto il mio tetto: ma di solamente una parola, e il mio servo sarà guarito.
Mt 8,9 Imperocché io sonò un uomo subordinato ad altri, e ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va, ed egli va; e all'altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servitore: Fa la tal cosa ed ei la fa.
Mt 8,10 Gesù udite queste parole ne restò ammirato, e disse a coloro, che lo seguivano: In verità io vi dico, che non ho trovato fede si grande in Israele.
Mt 8,11 E io vi dico, che molti verranno dall'oriente, e dall'occidente, e sederanno con Abramo, e Isacco, e Giacobbe nel regno de' cieli:
Mt 8,12 Ma i figliuoli del regno saranno gittati nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 8,13 Allora Gesù disse al centurione: Va, e ti sia fatto, conforme hai creduto. E nello stesso momento il servo fu guarito.
Mt 8,14 Ed essendo andato Gesù a casa di Pietro, vide la suocera di lui giacente colla febbre:
Mt 8,15 E toccolle la mano, e la febbre se ne andò: ed ella si alzò, e serviva ad essi.
Mt 8,16 Venuta poi la sera gli presentarono molti indemoniati: ed egli cacciava colla parola gli spiriti, e sanò tutti i malati:
Mt 8,17 Affinchè si adempisse quello, che fu detto da Isaia profeta, il quale dice: Egli ha prese le nostre infermità; e ha portato i nostri malori.
Mt 8,18 Vedendo poi Gesù una gran turba intorno a se, dette ordine per passare all'altra riva.
Mt 8,19 E accostatosegli uno scriba, gli disse: Maestro io ti terrò dietro, dovunque anderai.
Mt 8,20 E Gesù gli disse: Le volpi hanno le loro tane, e gli uccelli dell'aria i loro nidi: ma il figliuolo dell'uomo non ha dove posare la testa.
Mt 8,21 E un altro de' suoi discepoli gli disse: Signore, dammi prima licenza di andare a seppellire mio padre.
Mt 8,22 Ma Gesù gli disse: Sieguimi, e lascia, che i morti seppelliscano i loro morti.
Mt 8,23 Ed essendo montato nella barca, lo seguirono i suoi discepoli.
Mt 8,24 Quand'ecco una gran tempesta si sollevò nel mare; talmente che la barca era coperta dall'onde: ed egli dormiva.
Mt 8,25 E accostatisi a lui i suoi discepoli, lo svegliarono dicendogli: Signore, salvaci: ci perdiamo.
Mt 8,26 E Gesù disse loro: Perché temete, o uomini di poca fede? Allora rizzatosi, comandò ai venti, e al mare; e si fe' gran bonaccia.
Mt 8,27 Onde la gente ne restò ammirata, e dicevano: Chi è costui, a cui ubbidiscono i venti, e il mare?
Mt 8,28 Ed essendo egli sbarcato al di là del lago nel paese de' Geraseni, gli vennero incontro due indemoniati, che uscivano dalle sepolture; ed erano tanto furiosi, che nissuno poteva passare per quella strada.
Mt 8,29 E si misero tosto a gridare: Che abbiam noi che fare con teco, o Gesù figliuolo di Dio? Sei tu venuto qui avanti tempo per tormentarci?
Mt 8,30 Ed eravi non lungi da essi un gregge di molti porci, che pascolava.
Mt 8,31 Or i demoni lo pregavano dicendo: Se ci cacci di qui, mandaci in quel gregge di porci.
Mt 8,32 Ed egli disse loro: Andate. E quegli essendo usciti, entrarono ne' porci, e immediatamente tutto il gregge con grand'impeto si precipitò nel mare, e perì nell'acqua.
Mt 8,33 E i pastori si fuggirono, e andati in città raccontarono tutte queste cose, e il fatto di quelli, che erano stati posseduti dai demonj.
Mt 8,34 E subitamente tutta la città uscì intorno a Gesù: e vedutolo, lo pregarono di ritirarsi da' loro confini.
Mt 9,1 E montato in una piccola barca ripassò il lago, e andò nella sua città.
Mt 9,2 Quand'ecco gli presentarono un paralitico giacente nel letto. E veduta Gesù la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, confida, ti son perdonati i tuoi peccati.
Mt 9,3 E subito alcuni degli Scribi dissero dentro di se: Costui bestemmia.
Mt 9,4 E avendo Gesù veduti i loro pensieri, disse: Perché pensiate voi male in cuor vostro?
Mt 9,5 Che è più facile di dire: Ti sono perdonati i tuoi peccati, o di dire: sorgi e cammina?
Mt 9,6 Or affinché voi sappiate, che il figliuol dell'uomo ha la potestà sopra la terra di rimettere i peccati: Sorgi, disse egli allora al paralitico, piglia il tuo letto, e vattene a casa tua.
Mt 9,7 Ed egli si rizzò, e andossene a casa sua.
Mt 9,8 Ciò vedendo le turbe si intimorirono, e glorificarono Dio, che tanta potestà diede ad uomini.
Mt 9,9 E partitosi Gesù di là, vide un uomo, che sedeva al banco, di nome Matteo. E gli disse: Sieguimi. Ed egli alzatosi, lo seguitò.
Mt 9,10 Ed essendo egli a tavola nella casa, ecco, che venutivi molti pubblicani, e peccatori, si misero a tavola con Gesù, e co' suoi discepoli.
Mt 9,11 Il che avendo veduto i Farisei, dicevano a' suoi discepoli: Perché mai il vostro maestro mangia coi pubblicani, e coi peccatori?
Mt 9,12 Ma Gesù avendo ciò udito, disse loro: Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati.
Mt 9,13 Ma andate, e imparate quel che sia: Io amo meglio la misericordia, che il sagrifizio; imperocché non son venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
Mt 9,14 Allora si accostarono a lui i discepoli di Giovanni, e gli dissero: Per qual motivo noi, e i Farisei digiuniamo frequentemente, e i tuoi discepoli non digiunano?
Mt 9,15 E Gesù disse loro: Possono forse i compagni dello sposo essere in lutto, fintantoché lo sposo è con essi? Ma verrà il tempo, che sarà loro tolto lo sposo, e allora digiuneranno.
Mt 9,16 Nissuno attacca un pezzo di panno nuovo a un vestito usato: imperocché quella sua giunta porta via qualche cosa al vestito, e la rottura si fa peggiore.
Mt 9,17 Né mettono il vino nuovo in otri vecchi: altrimenti si rompono gli otri, e si versa il vino, e gli otri vanno in malora; ma si mette il vino nuovo in otri nuovi, e l'uno, e gli altri conservansi.
Mt 9,18 In quello, che gli diceva loro queste cose, ecco che uno dei principali se gli accostò, e lo adorava, dicendo: Signore, or ora la mia figliuola è morta; ma vieni, imponi la tua mano sopra di essa, e viverà.
Mt 9,19 E Gesù alzatosi gli andò dietro co' suoi discepoli.
Mt 9,20 Quand'ecco una donna, la quale da dodici anni pativa una perdita di sangue, se gli accostò per di dietro, e toccò il lembo della sua veste.
Mt 9,21 Imperocché diceva dentro di se: Soltanto che io tocchi la sua veste, sarò guarita.
Mt 9,22 Ma Gesù rivoltosi, e miratala le disse: Sta' di buon animo, o figlia, la tua fede ti ha salvata, e da quel punto la donna fu liberata.
Mt 9,23 Ed essendo Gesù arrivato alla casa di quel principale, e avendo veduto i trombetti, e una turba di gente, che faceva molto strepito, diceva:
Mt 9,24 Ritiratevi: perché la fanciulla non è morta, ma dorme. Ed essi si burlavano di lui.
Mt 9,25 Quando poi fu messa fuori la gente, egli entrò, e la prese per mano: e la fanciulla si alzò.
Mt 9,26 E se ne divolgò la fama per tutto quel paese.
Mt 9,27 E quindi partendo Gesù, due ciechi lo seguitarono, gridando, e dicendo: Figliuolo di David, abbi pietà di noi.
Mt 9,28 Quando poi egli fu arrivato a casa, i ciechi se gli presentarono. E Gesù disse loro: Credete voi, che io vi posso far questo? gli dicono: Si, Signore.
Mt 9,29 Allora toccò loro gli occhi, dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.
Mt 9,30 E aprironsi i loro occhi: e Gesù li minacciò dicendo; Badate, che nessuno lo sappia.
Mt 9,31 Ma quegli essendosene andati, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.
Mt 9,32 Partiti questi, gli presentarono un mutolo indemoniato.
Mt 9,33 E cacciato il demonio, il mutolo parlò, e ne restarono maravigliate le turbe, le quali dicevano: Non mai si è veduta cosa tale in Israele.
Mt 9,34 Ma i Farisei dicevano: Egli caccia i demonj per mezzo del principe de' demonj.
Mt 9,35 E Gesù andava girando per tutte le città, e castelli, insegnando nelle loro sinagoghe, e predicando il Vangelo del regno, e sanando tutti i languori, e tutte le malattie.
Mt 9,36 E vedendo quelle turbe v'ebbe compassione: perché erano malcondotte, e giacevano come pecore senza pastore.
Mt 9,37 Allora disse a' suoi discepoli: La messe è veramente copiosa; ma gli operai sono pochi.
Mt 9,38 Pregate adunque il padron della messe, che mandi operai alla sua messe.
Mt 10,1 E chiamati a se i dodici discepoli diede loro potestà sopra gli spiriti impuri, affinchè gli scacciassero, e di curare tutti i languori, e tutte le malattie.
Mt 10,2 Or i nomi dei dodici Apostoli sono questi. Il primo Simone chiamato Pietro, e Andrea suo fratello.
Mt 10,3 Giacomo figliuolo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, Filippo, e Bartolommeo; Tommaso, e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo, e Taddeo.
Mt 10,4 Simone Cananeo, e Giuda Iscariote, il quale anche lo tradì.
Mt 10,5 Questi dodici Gesù gli spedì, ordinando loro, e dicendo: Non anderete tra i gentili, e non entrerete nelle città de' Samaritani.
Mt 10,6 Ma andate piuttosto alle pecorelle perdute della casa di Israello.
Mt 10,7 E andando annunziate, e dite: Il regno de' cieli è vicino.
Mt 10,8 Rendete la sanità a' malati, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demonj, date gratuitamente quello, che gratuitamente avete ricevuto.
Mt 10,9 Non vogliate avere né oro, né argento, né denaro nelle vostre borse.
Mt 10,10 Né bisacce pel viaggio, né due vesti, né scarpe, né bastone; imperocché merita l'operajo il suo sostentamento.
Mt 10,11 E in qualunque città, o castello entrerete, informatevi, chi in esso sia degno: e presso di lui fermatevi, sino a che ve v'andiate.
Mt 10,12 All'entrar poi nella casa salutatela con dire: Pace sia a questa casa.
Mt 10,13 E se pur quella casa ne sarà degna, verrà sopra di lei la vostra pace: se poi non è degna, la vostra pace tornerà a voi.
Mt 10,14 E se alcuno non vi riceverà, né ascolterà le vostre parole: uscendo fuora da quella casa, o da quella città scuotete la polvere da' vostri piedi.
Mt 10,15 In verità io vi dico: Sarà meno punita nel dì del giudizio Sodoma, e Gomorra, che quella città.
Mt 10,16 Ecco che io vi mando come pecore in mezzo a' lupi. Siate adunque prudenti come i serpenti, e semplici come le colombe.
Mt 10,17 Guardatevi però dagli uomini: perché vi faran comparire nelle loro adunanze, e vi frusteranno nelle loro sinagoghe:
Mt 10,18 E sarete condotti per cauta mia dinanzi ai presidenti, e ai re, come testimoni contro di essi, e contro le nazioni.
Mt 10,19 Ma quando sarete posti nelle lor mani, non vi mettete in pena del che, o del come abbiate a patiate; imperocché vi sarà dato in quel punto quello, che abbiate da dire.
Mt 10,20 Imperocché non siete voi, che parlate; ma lo spirito del Padre vostro è quegli, che parla in voi.
Mt 10,21 Or il fratello darà il fratello alla morte, e il padre (darà) il figlio: e si leveran su i figliuoli contro de' genitori, e li metteranno a morte:
Mt 10,22 E sarete in odio a tutti per causa del nome mio; ma chi persevererà sino alla fine, si salverà.
Mt 10,23 Ma allor quando vi perseguiteranno in questa città, fuggite a un'altra. In verità io vi dico, non finirete (di istruire) le città d'Israele, prima che venga il figliuolo dell'uomo.
Mt 10,24 Non v'ha discepolo da più del maestro, né servo da più del suo padrone.
Mt 10,25 Basti al discepolo di essere come il maestro; e al servo di essere come il padrone. Se hanno chiamato Beelzebub il padron di casa, quanto più i suoi domestici?
Mt 10,26 Non abbiate adunque paura di loro. Imperocché nulla vi è di nascosto, che non sia per essere rivelato; e niente d'occulto, che non s'abbia a sapere.
Mt 10,27 Dite in pieno giorno quello, che io vi dico all'oscuro, e predicate sui tetti quel, che vi è stato detto in un orecchio.
Mt 10,28 E non temete coloro, che uccidono il corpo, e non possono uccider l'anima; ma temete piuttosto colui, che può mandar in perdizione e l'anima, e il corpo all'inferno.
Mt 10,29 Non è egli vero, che due passerotti sì vendono un quattrino: e un solo di questi non cascherà per terra senza del Padre vostro?
Mt 10,30 Ma i capelli del capo vostro sono stati contati.
Mt 10,31 Non temete adunque: voi sorpassate di pregio un gran numero di passerotti.
Mt 10,32 Chiunque pertanto mi confesserà dinanzi agli uomini, anch'io lo confesserò dinanzi al Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 10,33 E chiunque mi rinnegherà dinanzi agli uomini, lo rinnegherò anch'io dinanzi al Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 10,34 Non vi pensate, che io sia venuto a metter la pace sopra la terra: Non son venuto a metter pace, ma guerra.
Mt 10,35 Imperocché son venuto a dividere il figlio dal padre, e la figlia dalla madre, e la nuora dalla suocera.
Mt 10,36 E nemici dell'uomo i proprj domestici.
Mt 10,37 Chi ama suo padre, o sua madre più di me, non è degno di me: e chi ama il figlio, o la figlia più di me, non è degno di me.
Mt 10,38 E chi non prende la sua croce, e mi segue, non è degno di me.
Mt 10,39 Chi tien conto della sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la vita per amor mio, la troverà.
Mt 10,40 Chi riceve voi, riceve me: e chi mi riceve, riceve colui, che mi ha mandato.
Mt 10,41 Chi riceve un profeta come profeta, riceverà la mercede del profeta: e chi riceverà un giusto a titolo dì giusto, avrà la mercede del giusto.
Mt 10,42 E chiunque avrà dato da bere un sol bicchiere d'acqua fresca a uno di questi più piccoli, purché a titolo di discepolo: in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Mt 11,1 E Gesù avendo finito di dar questi insegnamenti a' suoi dodici discepoli, partì da quel luogo per andar a insegnare, e predicare nelle loro città.
Mt 11,2 Ma avendo Giovanni udito nella prigione le opere di Gesù Cristo, mandò due de' suoi discepoli,
Mt 11,3 A dirgli: Se' tu quegli, che se' per venire, ovvero si ha da aspettare un altro?
Mt 11,4 E Gesù rispose loro: Andate, e riferite a Giovanni quel, che avete udito, e veduto.
Mt 11,5 I ciechi veggono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, si annuncia a' poveri il Vangelo.
Mt 11,6 Ed è beato chi non prenderà in me motivo di scandalo.
Mt 11,7 Ma quando quegli furono partiti, cominciò Gesù a parlare di Giovanni alle turbe: Cosa siete voi andati a vedere nel deserto? una canna sbattuta dal vento?
Mt 11,8 Ma pure, che siete voi andati a vedere? Un uomo vestilo delicatamente? Ecco, che coloro, che vestono delicatamente, stanno nei palazzi dei re.
Mt 11,9 Ma pure, cosa siete andati a vedere? Un profeta? sì, vi dico io, anche più che profeta.
Mt 11,10 Imperocché questi è colui, del quale sta scritto: Ecco, che io spedisco innanzi a te il mio Angelo, il quale preparerà la tua strada davanti a te.
Mt 11,11 In verità io vi dico: Tra i nati di donna non venne al mondo chi sia maggiore di Giovanni Batista: ma quegli, che è minore nel regno de' cieli, o maggiore di lui.
Mt 11,12 Or dal tempo di Giovanni Batista insin adesso il regno de' cieli si acquista colla forza, ed è preda di coloro, che usano violenza.
Mt 11,13 Imperocché tutti i profeti, e la legge hanno profetato fino a Giovanni.
Mt 11,14 E se voi volete capirla, egli è quell'Elia, che doveva venire.
Mt 11,15 Chi ha orecchio da intendere, intenda.
Mt 11,16 Ma a che cosa dirò io, che sia simile questa razza d'uomini? Ella è simile a que' ragazzi, che stanno a sedere nella piazza, e alzan la voce verso de' loro compagni,
Mt 11,17 E dicono: Abbiamo suonato, e voi non avete ballato: abbiamo cantato canzoni lugubri, e non, avete dato segno di dolore.
Mt 11,18 Imperocché è venuto Giovanni, che non mangiava, nè beveva, e dicono: Egli è indemoniato.
Mt 11,19 E venuto il figliuolo dell'uomo, che mangia, e beve, e dicono: Ecco un mangiatore, e un bevone, amico de'pubblicani, e de' peccatori: ed è stata giustificata la sapienza da' suoi figliuoli.
Mt 11,20 Allora egli cominciò a rinfacciare alle città, nelle quali erano stati fatti da lui molti miracoli, che non avessero fatto penitenza.
Mt 11,21 Guai a te, o Corozain: guai a te, o Betsaida: perché se in Tiro, e Sidone fossero stati fatti que' miracoli, che presso di voi sono stati fatti, già da gran tempo avrebber fatto penitenza nella cenere, e nel cilicio.
Mt 11,22 Per questo io vi dico: Tiro, e Sidone saranno men rigorosamente di voi trattate nel dì del giudizio.
Mt 11,23 E tu, Cafarnaum, ti alzerai tu fino al cielo? tu sarai depressa sino all'inferno: perché se in Sodoma fossero stati fatti i miracoli, che sono stati fatti presso di te, Sodoma forse sussisterebbe al dì d'oggi.
Mt 11,24 Perciò io ti dico, che la terra di Sodoma sarà men rigorosamente di te trattata nel dì del giudizio.
Mt 11,25 Allora prese Gesù a dire: Io ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo, e della terra, perché hai tenute occulte queste cose ai saggi, e prudenti, e le hai rivelate ai piccolini.
Mt 11,26 Così è, o Padre; perché così a te piacque.
Mt 11,27 Tutte quante le cose sono state a me date dal Padre mio: e nissuno conosce il figliuolo fuori del Padre: e nissuno conosce il Padre fuori del figliuolo, e fuor di colui, cui avrà voluto il figliuolo farlo conoscere.
Mt 11,28 Venite da me tutti voi, che siete affaticati, e aggravati, e io vi ristorerò
Mt 11,29 Prendete sopra di voi il mio giogo, e imparate da me, che son mansueto, e umile di cuore, e troverete riposo all'anime vostre.
Mt 11,30 Imperocché soave è il mio giogo, e leggero il mio peso.
Mt 12,1 In quel tempo Gesù passava in giorno di sabato per un campo di grano: e i suoi discepoli avendo fame, si misero a cogliere delle spighe, e a mangiare.
Mt 12,2 Visto ciò i Farisei, dissero a lui: Guarda, con te i tuoi discepoli fanno ciò, che non è lecito di fare in giorno di sabato.
Mt 12,3 Ma egli disse loro: Non avete voi letto quello, che fece Davidde, trovandosi preso dalla fame egli, e que', ch'eran con lui?
Mt 12,4 Come egli entrò nella casa di Dio, e mangiò i pani della proposizione, de' quali non era lecito a lui, né a quei, che erano con lui, di cibarsi, ma a' soli sacerdoti?
Mt 12,5 O non avete voi letto nella legge, che ne' giorni di sabato i sacerdoti nel tempio rompono il sabato, e sono senza colpa?
Mt 12,6 Or io vi fo sapere, che v'ha qui uno più grande del tempio.
Mt 12,7 Che se voi sapeste cosa vuoi dire: Amo la misericordia, e non il sagrifizio: non avreste mai condannato degl'innocenti.
Mt 12,8 Imperocché il figliuolo dell'uomo è padrone anche del sabato.
Mt 12,9 Ed essendo partito di lì, andò alla loro sinagoga.
Mt 12,10 Ed eccoti un uomo, che aveva una mano arida, e l'interrogarono dicendo: E egli lecito di render la sanità in giorno di sabato? affine di accusarlo.
Mt 12,11 Ma egli rispose loro: Chi sarà tra voi, che avendo una pecora, se questa venga a cadere in giorno di sabato nella fossa, non la pigli, e la cavi fuora?
Mt 12,12 Ma quanto, è da più un uomo più d'una pecora? E adunque lecito di far benefizj in giorno di sabato.
Mt 12,13 Allora disse a quell'uomo: Stendi la tua mano. Ed egli la stese, e fu renduta sana come l'altra.
Mt 12,14 Ma i Farisei usciti di lì, tennero consiglio contro di lui del modo di levarlo dal mondo.
Mt 12,15 Ma Gesù sapendolo si ritirò di lì: e lo seguirono molti, a' quali tutti restituì la salute.
Mt 12,16 E comandò loro severamente, che non lo manifestassero.
Mt 12,17 Affinchè si adempisse, quanto era stato detto dal profeta Isaia, che dice:
Mt 12,18 Ecco il mio servo eletto da me, il mio diletto, nel quale si è molto compiaciuta l'anima mia. Porrò sopra di lui il mio spirito, ed egli annunzierà la giustizia alle nazioni.
Mt 12,19 Non litigherà, né griderà, nè sarà udita da alcuno nelle piazze la voce di lui.
Mt 12,20 Egli non romperà la canna fessa, e non ammorzerà il lucignolo, che fuma, sino a tanto che faccia trionfar la giustizia:
Mt 12,21 E nel nome di lui spereranno le genti.
Mt 12,22 Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco, e muto, e lo sanò in guisa, che parlava, e vedeva.
Mt 12,23 E tutte le turbe, restavano stupefatte, e dicevano: E egli forse questo il figliuolo di David?
Mt 12,24 Ma i Farisei udito questo dissero: Costui non caccia i demonj, se non per opera di Beelzebub principe dei demonj.
Mt 12,25 Gesù però conosciuti i lor pensieri disse loro. Qualunque regno diviso in contrarj partiti sarà devastato: e qualunque città o famiglia divisa in contrarj partiti non sussisterà.
Mt 12,26 Ma se Satana discaccia Satana, egli è in discordia con se medesimo: cosa dunque sussisterà il regno di lui?
Mt 12,27 E se io caccio i demonj per opera di Beelzebub, per opera di chi li cacciano i vostri figliuoli? Per questo essi saran vostri giudici.
Mt 12,28 Che se per mezzo dello spirito di Dio io caccio i demonj; è adunque certo, che è giunto a voi il regno di Dio.
Mt 12,29 Conciossiachè come può uno entrare in casa d'un campione, e rubargli le sue spoglie, se prima non lega il campione per poi saccheggiargli la casa?
Mt 12,30 Chi non è meco, è contro di me: e chi non raccoglie meco, disperge.
Mt 12,31 Per questo io vi dico, che qualunque peccato, e qualunque bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.
Mt 12,32 E a chiunque avrà sparlato contro il figliuolo dell'uomo, gli sarà perdonato: ma a chiunque avrà sparlato contro lo Spirito santo, non sarà perdonato né in questo secolo, né nel futuro.
Mt 12,33 O date per buono l'albero, e per buono il suo frutto: o date per cattivo l'albero, e per cattivo il suo frutto: imperocché dal frutto si riconosce la pianta.
Mt 12,34 Razza di vipere, come potete parlar bene, voi, che siete cattivi? imperciocché dalla pienezza del cuore parla la bocca.
Mt 12,35 L'uomo dabbene da un buon tesoro cava fuora del bene e il cattivo uomo da un cattivo tesoro cava fuori del male.
Mt 12,36 Or io vi fo sapere, che di qualunque parola oziosa, che avran detto gli uomini, ne renderan conto nel dì del giudizio.
Mt 12,37 Imperocché le tue parole ti giustificheranno, e le tue parole ti condanneranno.
Mt 12,38 Allora gli replicarono alcuni degli Scribi, e de' Farisei, dicendo: Maestro, desideriamo di vedere qualche tuo miracolo.
Mt 12,39 Ma egli rispose loro: Questa generazione cattiva, e adultera va cercando un prodigio: e nessun prodigio le sarà conceduto, fuori che quello di Giona profeta.
Mt 12,40 Imperocché siccome Giona stette per tre giorni, e per tre notti nel ventre della balena; così starà il figliuolo dell'uomo per tre giorni, e tre notti nel seno della terra.
Mt 12,41 Gli uomini di Ninive insorgeranno nel dì del giudizio contro di questa nazione, e la condanneranno: perché essi fecero penitenza alla predicazione dì Giona. Ed ecco qui uno, che è da più di Giona.
Mt 12,42 La regina del mezzo giorno insorgerà nel dì del giudizio contro questa razza d'uomini, e la condannerà: perché venne dall'estremità della terra a udire la sapienza di Salomone. Ed ecco qui uno, che è da più di Salomone.
Mt 12,43 Quando lo spirito impuro è uscito d'un uomo, se ne va per luoghi asciutti, cercando riposo, e non lo trova.
Mt 12,44 Allora dice: Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito. E giuntovi la trova vota, e spazzata, e ornata.
Mt 12,45 Allora va, e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, e vi entrano ad abitarla: e l'ultimo stato di quest'uomo diventa peggiore del primo. Così succederà anche a questa stirpe perversa.
Mt 12,46 Mentre egli continuava a parlare alle turbe, ecco che la madre, e i fratelli di lui si trattenevano di fuori, desiderando di parlargli.
Mt 12,47 E alcuno gli disse: Tua madre e i tuoi fratelli sono fuori, e cercano di te.
Mt 12,48 Ma egli rispose a chi gli parlava: Chi è la mia madre, e chi sono i miei fratelli?
Mt 12,49 E stesa la mano inverso de' suoi discepoli: Questi, disse, sono la madre e i fratelli, che io ho.
Mt 12,50 Imperocché chiunque fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli; quegli è mio fratello, e sorella, e madre.
Mt 13,1 In quel giorno poi Gesù uscito dalla casa stava a sedere alla riva del mare.
Mt 13,2 E si radunò intorno a lui gran turba di popolo; talmente che entrato in una barca vi si pose a sedere: e tutta la turba restò sul lido.
Mt 13,3 E parlò ad essi di molte cose per via di parabole, dicendo: Ecco, che un seminatore andò per seminare.
Mt 13,4 E mentre egli spargeva il seme, cadde parte lungo la strada: e sopraggiunsero gli uccelli dell'aria, e lo mangiarono.
Mt 13,5 Parte cadde in luoghi sassosi, ove non avea molta terra: e subito spuntò fuora, perchè non avea profondità di terreno.
Mt 13,6 Ma levatosi il sole lo infocò: e per non avere radice seccò.
Mt 13,7 Un'altra parte cadde tra le spine: e crebber le spine, e lo soffocarono.
Mt 13,8 Un'altra finalmente cadde sopra una buona terra, e fruttificò, dove cento per uno, dove sessanta, e dove trenta.
Mt 13,9 Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Mt 13,10 E accostatisi i suoi discepoli gli dissero: Per qual motivo parli tu ad essi per via di parabole?
Mt 13,11 Ed ei rispondendo disse loro: Perchè a voi è concesso d'intendere i misterj del regno de' cieli; ma ad essi ciò non è stato concesso.
Mt 13,12 Imperocché a chi ha, sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello, che ha.
Mt 13,13 Per questo parlo loro per via di parabole, perchè vedendo non vedono, e udendo non odono, né intendono.
Mt 13,14 E adempiesi in essi la profezia d'Isaia, che dice: Udirete colle vostre orecchie e non intenderete: e mirerete co' vostri occhi e non vedrete.
Mt 13,15 Imperocché questo popolo ha un cuore crasso, ed è duro d'orecchie, ed ha chiusi gli occhi: affinchè a sorte non veggano cogli occhi, ne odano con le orecchie, nè comprendano col cuore, onde si convertano, ed io li risani.
Mt 13,16 Ma beati sono i vostri occhi che vedono, e le vostra orecchi, che odono.
Mt 13,17 Imperocché vi dico in verità, che molti profeti, e molti giusti desiderarono vedere quello che voi vedete, e non lo videro, e di udire quello, che udite e non l'udirono.
Mt 13,18 Sentite pertanto voi la parola del seminatore.
Mt 13,19 Chiunque ascolta la parola del regno (di Dio), e non vi pon mente, viene il maligno, e toglie quel, che era stato seminato nel di lui cuore: questi è quegli, che ha ricevuto la semenza lunga la strada.
Mt 13,20 Quegli, che riceve la semenza in mezzo alle pietre, è colui, che ascolta la parola, e subito la riceve con gaudio.
Mt 13,21 Ma non ha in se radice, ed è di corta durata: e venuta la tribolazione e la persecuzione a causa della parola tosto è scandalizzato.
Mt 13,22 Colui, che riceve la semente tra le spine, è quegli, che ascolta la parola: ma la sollecitudine del secolo presente e l'illusione delle ricchezze soffogano la parola, onde rendesi infruttuosa.
Mt 13,23 Ma quegli, che riceve la semente in un buon terreno, è colui, che ascolta la parola, e vi pon mente, e porta frutto, e rende questo il cento, quello il sessanta, quell'altro il trenta per uno.
Mt 13,24 Propose loro un'altra parabola, dicendo: Il regno de' cieli è simile ad un uomo, il quale seminò nel suo campo buon seme.
Mt 13,25 Ma nel tempo, che gli uomini dormivano, il nemico di lui andò, e seminò della zizzania in mezzo al grano, e si partì.
Mt 13,26 Cresciuta poi l'erba, e venuta a frutto, allora comparve anche la zizzania.
Mt 13,27 E i servi del padre di famiglia accostatisi gli dissero: Signore, non avete voi seminato buon seme nel vostro campo? Come dunque ha della zizzania?
Mt 13,28 Ed egli rispose loro: Qualche nemico uomo ha fatto tal cosa. E servi gli dissero: Volete voi, che andiamo a coglierla?
Mt 13,29 Ed egli rispose: No, affinchè cogliendo la zizzania non isterpiate con essa anco il grano.
Mt 13,30 Lasciate, che l'uno, e l'altra crescano sino alla ricolta: e al tempo della ricolta dirò ai mietitori: Sterpate in primo luogo la zizzania, e legatela in fastelli per bruciarla; il grano poi radunatelo nel mio granaio.
Mt 13,31 Propose loro un'altra parabola, dicendo: E simile il regno de' cieli a un grano di senapa, che un uomo prese, e seminò nel suo campo:
Mt 13,32 La quale è bensì la più minuta di tutte le semenze: ma cresciuta, che sia, è maggiore di tutti i legumi, e diventa un albero; dimodoché gli uccelli dell'aria vanno a riposare sopra i di lei rami.
Mt 13,33 Un' altra parabola disse loro: È simile il regno de' cieli a un pezzo di lievito, cui una donna rimescola con tre staia di farina, sintanto che tutta sia fermentata.
Mt 13,34 Tutte queste cose Gesù disse alle turbe per via di parabole: né mai parlava loro senza parabole:
Mt 13,35 Affinchè si adempisse quello, che era stato detto dal Profeta: Aprirò la mia bocca in parabole: manifesterò cose, che sono state nascoste dalla fondazione del mondo.
Mt 13,36 Allora Gesù, licenziato il popolo, se ne tornò a casa: e accostatisi i suoi discepoli dissero: Spiegaci la parabola della zizzania nel campo.
Mt 13,37 Ed ei rispondendo disse loro: Quegli, che semina buon seme, si è il Figliuol dell'uomo.
Mt 13,38 Il campo è il mondo: il buon seme sono i figliuoli del regno: la zizzania poi sono i figliuoli del maligno.
Mt 13,39 Il nemico, che la ha seminata, è il Diavolo: la raccolta è la fine del mondo: i mietitori son gli Angeli.
Mt 13,40 Siccome adunque si raccoglie la zizzania, e si abbrucia; così succederà alla fin del secolo.
Mt 13,41 Il figliuol dell'uomo manderà i suoi Angeli: e torranno via dal suo regno tutti gli scandali, e tutti coloro, che esercitano l'iniquità.
Mt 13,42 E li getteranno nella fornace di fuoco. Ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 13,43 Allora splenderanno i giusti come il sole nel regno del loro Padre. Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Mt 13,44 Di più il regno de' cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo: il qual tesoro un uomo avendolo trovato, lo nasconde, e tutto allegro perciò va, e vende quanto ha, e compra quel campo.
Mt 13,45 E ancora simile il regno de' cieli a un mercadante, che cerca buone perle.
Mt 13,46 Il quale trovata una perla di gran pregio, va, e vende quanto ha, e la compra.
Mt 13,47 E ancora simile il regno de' cieli a una rete gettata in mare, che raccoglie ogni sorta di pesci.
Mt 13,48 La quale, allorché fu piena, (i pescatori) tiratala fuori, e postisi a sedere sul lido, scelsero, e riposero i buoni ne' vasi, e buttarono via i cattivi.
Mt 13,49 Così succederà nella consumazione del secolo: verranno gli Angeli, e separeranno i cattivi di mezzo a giusti:
Mt 13,50 E li getteranno nella fornace di fuoco. Ivi sarà pianto, e stridore de' denti.
Mt 13,51 Avete voi inteso tutte queste cose? Sì, Signore, risposero essi.
Mt 13,52 Ed ei disse loro: Per questo ogni Scriba instruito pel regno de' cieli è simile a un padre di famiglia, il quale cava fuora dalla sua dispensa roba nuova, e usata.
Mt 13,53 Terminate, che ebbe Gesù queste parabole, partì di là.
Mt 13,54 E andatosene alla sua patria, insegnava nelle loro sinagoghe: dimodoché restavano stupefatti, e dicevano: Onde mai ha costui tal sapienza, e miracoli?
Mt 13,55 Non è egli figliuolo d'un artigiano? Non è ella sua madre quella, che chiamasi Maria? e suoi fratelli quelli, che chiamatisi Giacomo, Giuseppe, Simone, e Giuda?
Mt 13,56 E non son elleno tra di noi tutte le sue sorelle? Donde adunque son venute a costui tutte queste gran cose?
Mt 13,57 E restavano scandalizzati di lui. Ma Gesù disse loro: Non è senza onore un profeta, fuorichè nella sua patria, e in casa propria.
Mt 13,58 E non fece quivi molti miracoli a motivo della loro incredulità.
Mt 14,1 In quel tempo Erode il tetrarca senti parlare delle cose di Gesù:
Mt 14,2 E disse a' suoi cortigiani: Questi è Giovanni il Batista: egli è risuscitato, e per questo opera in lui la virtù de' miracoli.
Mt 14,3 Imperocché Erode, fatto prendere. e legare Giovanni, l'aveva posto in prigione a causa di Erodiade moglie da suo fratello.
Mt 14,4 Imperocché Giovanni gli diceva: Non ti è permesso di tenere costei.
Mt 14,5 E volendo (Erode) farlo morire, ebbe paura del popolo: perché lo tenevano per un profeta.
Mt 14,6 Ma nel giorno natalizio di Erode la figliuola di Erodiade ballò in mezzo e piacque a Erode.
Mt 14,7 Onde promise con giuramento di darle qualunque cosa gli avesse addomandato.
Mt 14,8 Ed ella prevenuta dalla madre: Dammi qui, gli disse, in un bacile, la testa di Giovanni Batista.
Mt 14,9 Si rattristò il re; ma a causa del giuramento, e de' convitati comandò, che le fosse data.
Mt 14,10 E mandò a decapitare Giovanni nella prigione.
Mt 14,11 E fu portata in un bacile la di lui testa, e data alla fanciulla, e questa la presentò a sua madre.
Mt 14,12 E andarono i discepoli di lui a prendere il suo corpo, e lo seppellirono: e si portarono a darne la nuova a Gesù.
Mt 14,13 Lo che avendo udito Gesù, se ne andò di là in barca ad un luogo appartato, e deserto: il che saputosi dalle turbe gli tennero dietro a piedi dalle città.
Mt 14,14 E uscito (di barca) vide una gran turba, e si mosse a compassione di essa, e guarì i loro malati.
Mt 14,15 Ma facendosi sera, si accostarono a lui i suoi discepoli, e gli dissero: Il luogo è deserto, e l'ora è già passata: licenzia il popolo, affinchè vada per i villani a comprarsi da mangiare.
Mt 14,16 Ma Gesù disse loro: Non hanno bisogno di andarsene: dategli voi da mangiare.
Mt 14,17 Essi gli risposero: Non abbiamo qui se non cinque pani, e due pesci.
Mt 14,18 Ed egli disse loro: Datemegli qua.
Mt 14,19 Ed avendo ordinato alle turbe di mettersi a sedere sull'erba, presi i cinque pani, e i due pesci, alzati gli occhi al cielo, benedisse, e spezzò, e dette a' discepoli i pani, e i discepoli alle turbe.
Mt 14,20 E tutti mangiarono, e si saziarono: e raccolsero dodici ceste piene di frammenti avanzati.
Mt 14,21 Or quelli, che avevano mangiato, erano in numero di cinquemila uomini, senza le donne, e i ragazzi.
Mt 14,22 E immediatamente Gesù obbligò i suoi discepoli a montare in barca, e andare ad aspettarlo all'altra riva, nel mentre che egli licenziava le turbe.
Mt 14,23 E licenziate le turbe, sali egli solo sopra un monte per ivi fare orazione. E venuta la sera, era egli solo in quel luogo:
Mt 14,24 Ma frattanto la barca era in mezzo al mare sbattuta da' flutti; imperocché il vento era contrario.
Mt 14,25 Ma alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso di loro camminando sul mare.
Mt 14,26 E i discepoli vedutolo camminare sopra del mare, si turbarono. Dicevano: Questo è una fantasima. E per la paura alzaron le grida.
Mt 14,27 Ma subito Gesù parlò loro, e disse: Fate cuore: son io, non temete.
Mt 14,28 Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir da te sulle acque.
Mt 14,29 Ed egli disse: Vieni. E Pietro sceso di barca camminava sopra dell'acque per andar da Gesù.
Mt 14,30 Ma osservando, che il vento era gagliardo, s'impaurì: e principiando asommergersi gridò, e disse: Signore, salvami.
Mt 14,31 Gesù stesa tosto la mano, lo presi, e gli disse: O di poca fede, perché hai dubitato?
Mt 14,32 Ed essendo essi montati nella barca, il vento si quietò.
Mt 14,33 Ma quelli, che erano nella barca, se gli appressarono, e l'adorarono, dicendo: Tu se' veramente figlio di Dio.
Mt 14,34 E traghettato il lago, andarono nella terra di Genesar.
Mt 14,35 Ed avendolo in gente di quel luogo riconosciuto, mandarono per tutto il paese all'intorno, e gli presentarono tutti i malati.
Mt 14,36 E gli domandarono in grazia, che questi toccassero solamente il lembo della sua veste. E tutti coloro, che la toccarono, furono risanati.
Mt 15,1 Allora se gli accostarono degli Scribi, e de' Farisei di Gerusalemme, e gli dissero:
Mt 15,2 Per qual motivo i tuoi discepoli trasgrediscono le tradizioni de' seniori? Imperocché non si lavano le mani, quando mangiano.
Mt 15,3 Ma egli rispose loro: E voi ancora perché trasgredite il comando di Dio in grazia della vostra tradizione? Imperocché Dio ha detto:
Mt 15,4 Onora il padre, e la madre, e, chi maledirà il padre, o la madre, sia punito di morte.
Mt 15,5 Ma voi altri dite: Chicchessia potrà, dire al padre, o alla madre: Qualunque: offerta, che è fatta da me, gioverà a te:
Mt 15,6 E non assisterà il padre, o la madre: e avete colla vostra tradizione annichilato il comandamento di Dio.
Mt 15,7 Ipocriti, ottimamente profetò di voi, Isaia, dicendo:
Mt 15,8 Questo popolo m'onora colle labbra: ma il loro cuore è lungi da me.
Mt 15,9 E invano mi onorano insegnando dottrine, e comandamenti di uomini.
Mt 15,10 E chiamate a se le turbe disse, loro: Udite, e intendete.
Mt 15,11 Non è quello, che entra per la bocca, imbratta l'uomo: ma quello, che esce dalla bocca, questo è, che l'uomo rende immondo.
Mt 15,12 Allora accostatisi a lui i discepoli gli dissero: Sai tu, che i Farisei, udito questo discorso, se ne sono scandalezzati?
Mt 15,13 Ma egli rispose: Qualunque pianta non piantata dal celeste mio Padre sarà sradicata.
Mt 15,14 Non badate a loro: sono ciechi, e guide di ciechi: e se un cieco ne guida un altro, cadono amendue nella fossa.
Mt 15,15 Pietro allora prese la parola, e disse: Spiegaci questa parabola.
Mt 15,16 Ma egli disse: Siete tutt'ora anche voi senza intelletto?
Mt 15,17 Non comprendete voi, che tutto ciò, che entra per la bocca, passa nel ventre, e di lì nel secesso?
Mt 15,18 Ma quel, che esce dalla bocca, viene dal cuore, e questo imbratta l'uomo.
Mt 15,19 Imperocché dal cuore partono i mali pensieri, gli omicidj, gli adulterj, le fornicazioni, i furti, i falsi testimonj, le maldicenze.
Mt 15,20 Queste sono le cose, che imbrattano l'uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non imbratta l'uomo.
Mt 15,21 E partitosi Gesù da quel luogo si ritirò dalle parti di Tiro, e di Sidone.
Mt 15,22 Quand'ecco una donna Cananea uscita da que' contorni alzò la voce, dicendogli: Abbi pietà di me, Signore, figliuolo di Davidde: la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio.
Mt 15,23 Ma egli non le fece motto. E accostatisi a lui i discepoli lo pregavano dicendogli: Spediscila: attesoché ci grida dietro.
Mt 15,24 Ma egli rispose, e disse: Non sono stato mandato se non alle pecorelle perdute della casa d'Israele.
Mt 15,25 Ma quella se gli approssimò, e lo adorò dicendo: Aiutami, Signore.
Mt 15,26 Ed egli le rispose: Non è ben fatto di prendere il pane dei figliuoli, e gettarlo ai cani.
Mt 15,27 Ella però disse: Benissimo, Signore; imperocché anche i cagnolini mangiano le bricciole, che cadono dalla tavola de' loro padroni.
Mt 15,28 Allora Gesù le rispose, e disse: O donna, grande è la tua fede: ti sia fatto come desideri. E da quel punto fu risanata la sua figliuola.
Mt 15,29 Ed essendo Gesù partito di là, andò verso il mare di Galilea, e salito sopra un monte stava quivi a sedere.
Mt 15,30 E se gli accostò una gran turba di popolo, che conduceva seco de' muti, de' ciechi, degli zoppi, e stroppiati, e molti altri (malati): e li gettarono a' suoi piedi, e li guarì:
Mt 15,31 Talmente che le turbe restavano ammirate, vedendo, come i muti parlavano, camminavano gli zoppi, e i ciechi vedevano: e ne davano gloria al Dio d'Israele.
Mt 15,32 Ma Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: Ho pietà di questo popolo, perché sono già tre giorni, che non si distaccan da me, e non hanno niente da mangiare: e non voglio rimandarli digiuni, perché non isvengano per strada.
Mt 15,33 E gli dissero i discepoli: Ha donde caverem noi in un deserto tanto pane da saziare turba sì grande?
Mt 15,34 E Gesù disse loro: Quanti pani avete voi? Ed essi risposero: Sette, ed alcuni pochi pesciolini.
Mt 15,35 Ed egli ordinò alla turba, che se desse per terra:
Mt 15,36 E presi i sette pani, ed i pesci, e rendute le grazie, gli spezzò, e li diede a' suoi discepoli: e i discepoli li dettero al popolo.
Mt 15,37 E tutti mangiarono, e si saziarono: e raccolsero de' pezzi avanzati sette sporte piene.
Mt 15,38 Or quelli, che avevano mangiato, erano quattromila persone senza i ragazzi, e le donne.
Mt 15,39 E licenziate le turbe, entrò in una barca, e andò nei contorni di Magedan.
Mt 16,1 E andarono a trovarlo i Farisei, e i Sadducei per tentarlo: e lo pregarono di far loro vedere qualche prodigio dal cielo.
Mt 16,2 Ma egli rispose loro, e disse: Alla sera voi dite: Farà bel tempo, perché il cielo rosseggia.
Mt 16,3 E alla mattina: Oggi farà temporale, perché il cielo scuro rosseggia.
Mt 16,4 Voi sapete dunque distinguere gli aspetti del cielo: e non siete da tanto di distinguere i segni de' tempi. Generazione perversa, e adultera ella chiede un prodigio: né altro prodigio saralle accordato, che quello di Giona profeta. E, lasciati costoro, si partì.
Mt 16,5 Ora i suoi discepoli in andando a traghettare il lago si erano scordati di prender del pane.
Mt 16,6 E disse loro Gesù: Tenete aperti gli occhi, e guardatevi dal lievito de' Farisei, e Sadducei.
Mt 16,7 Ma essi stavan pensosi dentro di se, e dicevano: Non abbiaci preso del pane.
Mt 16,8 Il che conoscendo Gesù: disse: Perché state pensosi dentro di voi, gente di poca fede, a motivo che non avete pane?
Mt 16,9 Non riflettete ancora, né vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila uomini, e quante misure ne raccoglieste?
Mt 16,10 Né dei sette pani per li quattro mila uomini, e quante sporte ne raccoglieste?
Mt 16,11 Come non comprendete, che non per riguardo al pane io vi ho detto: Guardatevi dal fermento de' Farisei, e de' Sadducei?
Mt 16,12 Allora intesero, come non aveva egli detto di guardarsi dal fermento del pane, ma dalla dottrina de' Farisei, e de' Sadducei.
Mt 16,13 Gesù poi essendo andato dalle parti di Cesarea di Filippo, interrogò i suoi discepoli, dicendo: Chi dicono gli uomini, che sia il Figliuolo dell'uomo?
Mt 16,14 Ed essi risposero: Altri dicono, egli è Giovanni Batista; altri Elia; altri Geremia, o alcun de' profeti.
Mt 16,15 E Gesù disse loro: E voi chi dite voi, ch'io mi sia?
Mt 16,16 Rispose Simone Pietro, e disse: Tu se' il Cristo, il figliuolo di Dio vivo.
Mt 16,17 E Gesù rispose, e dissegli: Beato sei tu, Simone Bar Jona: perché non la carne, e il sangue te lo ha rivelato, ma il Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 16,18 E io dico a te, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non avran forza contro di lei.
Mt 16,19 E a te io darò le chiavi del regno de' cieli: e qualunque cosa avrai legata sopra la terra, sarà legata anche ne' cieli: e qualunque cosa avrai sciolta sopra la terra, sarà sciolta anche ne' cieli.
Mt 16,20 Allora ordinò a' suoi discepoli, che non dicessero a nissuno, ch'ei fosse Gesù il Cristo.
Mt 16,21 Da indi in poi Gesù cominciò a indicare a' suoi discepoli, come bisognava, ch'egli andasse a Gerusalemme, e ivi molte cose soffrisse dai seniori, e dagli Scribi, e dai principi dei sacerdoti, e fosse ucciso, e risuscitasse il terzo giorno.
Mt 16,22 E Pietro, presolo a parte, cominciò a riprenderlo dicendo: Non sia mai vero, o Signore: non avverrà a te simil cosa.
Mt 16,23 E rivoltosi a Pietro gli disse: Ritirati da me, Satana: tu mi sei di scandalo; perché non hai la saggezza di Dio, ma quella degli uomini.
Mt 16,24 Allora Gesù disse a' suoi discepoli: Chi vuoi venire dietro a me, rinneghi se stesso, dia di mano alla sua croce, e mi siegua.
Mt 16,25 Imperocché chi vorrà salvare l'anima sua, la perderà: e chi perderà l'anima sua per amor mio, la troverà.
Mt 16,26 Imperocché che giova all'uomo di guadagnare tutto il mondo, se poi perda l'anima? o che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?
Mt 16,27 Imperocché il Figliuolo dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo co' suoi Angeli: e allora renderà a ciascheduno secondo il suo operato.
Mt 16,28 In verità io vi dico: Tra coloro, che son qui presenti, vi sono di quelli, che non morranno, prima che veggano il Figliuol dell'uomo entrar nel suo regno.
Mt 18,1 Nel tempo stesso si appressarono a Gesù i discepoli, e gli dissero: Chi è mai il più grande nel regno de' cieli?
Mt 18,2 E Gesù chiamato a se un fanciullo, lo pose in mezzo di essi.
Mt 18,3 E disse: In verità vi dico, che, se non vi convertirete, e non diventerete come fanciulli, non entrerete nel regno de' cieli.
Mt 18,4 Chiunque pertanto si farà piccolo, come questo fanciullo, quegli sarà il più grande nel regno de' cieli.
Mt 18,5 E chiunque accoglierà nel nome mio un fanciullo come questo, accoglie me stesso.
Mt 18,6 Chi poi scandalizzerà alcuno di questi piccolini, che credono in me, meglio per lui sarebbe, che gli fosse appesa al collo una macina da asino, e che fosse sommerso nel profondo del mare.
Mt 18,7 Guai al mondo per causa degli scandali. Imperocché necessaria cosa è, che sianvi degli scandali: ma guai all'uomo, per colpa del quale viene lo scandalo.
Mt 18,8 Che se la tua mano, o il tuo piede ti serve di scandalo, troncagli, e gettali via da te: è meglio per te di giugnere alla vita con un piede, o una mano di meno, che con tutte due le mani, e con tutti due i piedi esser gettato nel fuoco eterno.
Mt 18,9 E se l'occhio tuo ti serve di scandalo, cavatelo, e gettalo via da te: è meglio per te l'entrar nella vita con un sol occhio, che con due occhi esser gettato nel fuoco dell'inferno.
Mt 18,10 Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli: conciossiachè io vi fo sapere, che i loro Angioli ne' cieli vedono perpetuamente il volto del Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 18,11 Imperocché il Figliuolo dell'uomo è venuto a salvare quel, che si era perduto.
Mt 18,12 Che ve ne pare? se un uomo ha cento pecore, e una di queste si smarrisce, non abbandona egli le altre novantanove, e sen va per li monti in cerca di quella, che si è smarrita?
Mt 18,13 E se gli venga fatto di ritrovarla: in verità vi dico, che più si rallegra di questa, che delle novantanove, che non si erano smarrite.
Mt 18,14 Così non è volere del Padre vostro, che è ne' cieli, che un solo perisca di questi piccoli.
Mt 18,15 Che se il tuo fratello abbia commesso mancamento contro di te, va, e correggilo tra te, e lui solo. Se egli ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello.
Mt 18,16 Se poi non ti ascolta, prendi ancora teco una, o due persone, affinchè col detto di due, o tre testimonj si stabilisca lutto l'affare.
Mt 18,17 Che se non farà caso di essi, fallo sapere alla Chiesa. E se non ascolta nemmen la Chiesa, abbilo come per gentile, e per pubblicano.
Mt 18,18 In verità vi dico: Tutto quello, che legherete sulla terra, sarà legato anche nel cielo: e tutto quello, che scioglierete su la terra, sarà sciolto anche nel cielo.
Mt 18,19 Vi dico ancora, che se due di voi si accorderanno sopra la terra a domandare qualsisia cosa, sarà loro concessa dal Padre mio, che è ne' cieli.
Mt 18,20 Imperocché dove sono due, o tre persone congregate nel nome mio, quivi sono io in mezzo di esse.
Mt 18,21 Allora accostatosi a lui Pietro gli disse: Signore, fino a quante volte peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte?
Mt 18,22 Gesù gli rispose: Non ti dico fino a sette volte; ma fino a settanta volte sette volte.
Mt 18,23 Per questo il regno de' cieli si assomiglia ad un re, il quale volle fare i conti co' suoi servi.
Mt 18,24 E avendo principiato a riveder la ragione, gli fu presentato uno, che gli andava debitore di dieci mila talenti.
Mt 18,25 E non avendo costui il modo di pagare, comandò il padrone, che fosse venduto lui, e sua moglie, e i figliuoli, e quanto aveva, e si saldasse il debito,
Mt 18,26 Ma il servo prostrato lo supplicava cui dire: Abbi meco pazienza, e ti soddisfarò interamente.
Mt 18,27 Mosso il padrone a pietà di quel servo lo liberò condonandogli il debito.
Mt 18,28 Ma partito di li il servo trovò uno de' suoi conservi, che gli doveva cento danari: e presolo per la gola, lo strozzava dicendo: Pagami quello, che devi.
Mt 18,29 E il conservo prostrato ai suoi piedi lo supplicava, dicendo: Abbi meco pazienza, e io ti soddisfarò interamente.
Mt 18,30 Ma quegli non volle; e andò a farlo mettere in prigione, fino a tanto che l'avesse soddisfatto.
Mt 18,31 Ma avendo gli altri conservi veduto tal fatto, grandemente se ne attristarono: e andarono, e riferirono al padrone tutta quel, che era avvenuto.
Mt 18,32 Allora il padrone lo chiamò a se, e gli disse: Servo iniquo, io ti ho condonato tutto quel debito, perché ti sei a me raccomandato:
Mt 18,33 Non dovevi adunque anche tu aver pietà d'un tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?
Mt 18,34 E sdegnato il padrone lo dette in mano de' carnefici, perfino a tanto che avesse pagato tutto il debito.
Mt 18,35 Nella stessa guisa farà con voi il mio Padre celeste, se di cuore non perdonerete ciascheduno al proprio fratello.
Mt 19,1 Or finiti che ebbe Gesù questi ragionamenti, si partì dalla Galilea, e andò verso i confini della Giudea di là, dal Giordano.
Mt 19,2 E lo seguirono molte turbe, e quivi rendette loro la sanità.
Mt 19,3 E andarono a trovarlo i Farisei per tentarlo, e gli dissero: È egli lecito all'uomo di ripudiare per qualunque motivo la propria moglie?
Mt 19,4 Egli rispose, e disse loro: Non avete voi letto come colui, che da principio creò l'uomo, li creò maschio, e femmina? e disse:
Mt 19,5 Per questo lascerà l'uomo il padre, e la madre, e starà unito colla sua moglie, e i due saranno una sola carne.
Mt 19,6 Non sono adunque più due, ma una sola carne. Non divida pertanto l'uomo quel, che Dio ha congiunto.
Mt 19,7 Ma perché dunque, dissero essi, Mosè ordinò di dare il libello del ripudio, e separarsi?
Mt 19,8 Disse loro: A motivo della durezza del vostro cuore permise a voi Mosè di ripudiare le vostre mogli: per altro da principio non fu così.
Mt 19,9 Io però vi dico, che, chiunque rimanderà la propria moglie, fuori che per causa d'adulterio, e ne piglierà un'altra, commette adulterio: e chiunque sposerà la ripudiata, commette adulterio.
Mt 19,10 Dissero a lui i discepoli: Se tale è la condizione dell'uomo riguardo alla moglie, non torna a conto di ammogliarsi.
Mt 19,11 Ed egli disse loro: Non tutti capiscono questa parola, ma quegli, a' quali è stato conceduto.
Mt 19,12 Imperocché vi sono degli eunuchi, che sono usciti tali dal sen della madre: e vi son degli eunuchi, che tali sono stati fatti dagli uomini: e ve ne sono di quelli, che si sono fatti eunuchi da loro stessi per amore del regno de' cieli. Chi può capire, capisca.
Mt 19,13 Allora furongli presentati de' fanciulli, affinchè imponesse loro le mani, e orasse. Ma i discepoli gli sgridavano.
Mt 19,14 E Gesù disse loro: Lasciate in pace i piccolini, e non vogliate impedirli al venire a me: imperocché di questi tali è il regno de' cieli.
Mt 19,15 E avendo imposte ad essi le mani, si parti da quel luogo.
Mt 19,16 Allora si accostò a lui un tale, e gli disse: Maestro buono, che farò io di bene per ottenere la vita eterna?
Mt 19,17 Gesù gli rispose: Perché m'interroghi intorno al bene? Un solo è buono, Iddio. Che se brami di arrivare alla vita, osserva i comandamenti.
Mt 19,18 E quali? rispose egli. E Gesù disse: Non ammazzare: non commettere adulterio: non rubare: non dire il falso testimonio.
Mt 19,19 Onora il padre, e la madre: ed ama il prossimo tuo come te stesso.
Mt 19,20 Dissegli il giovine: Ho osservato tutto questo dalla mia giovinezza: che mi manca ancora?
Mt 19,21 Gesù gli disse: Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai, e dallo a' poveri, ed avrai un tesoro nel cielo: e vieni, e seguimi.
Mt 19,22 Udite il giovine queste parole, se ne andò afflitto: perché aveva molte possessioni.
Mt 19,23 E Gesù disse a' suoi discepoli: in verità vi dico, che difficilmente un ricco entrerà nel regno de' cieli.
Mt 19,24 E di bel nuovo vi dico, che è più facile per un cammello il passare per la cruna d'un ago, che per un ricco l'entrare nel regno de' cieli.
Mt 19,25 Udito ciò i discepoli ne restarono molto ammirati, dicendo: Chi potrà dunque salvarsi?
Mt 19,26 Ma Gesù guardatili, disse loro: Impossibile è questo appresso agli uomini: ma appresso Dio tutto è possibile.
Mt 19,27 Allora Pietro prese la parola, e gli disse: Ecco, che noi abbiamo abbandonato tutte le cose, e ti abbiam seguitato: che sarà adunque di noi?
Mt 19,28 E Gesù disse loro: In verità vi dico, che voi, che mi avete seguito, nella rigenerazione, allorché il Figliuolo dell'uomo sederà sul trono della sua maestà, sederete anche voi sopra dodici troni, e giudicherete le dodici tribù d'Israele,
Mt 19,29 E chiunque avrà abbandonato la casa, o i fratelli, o le sorelle, o il padre, o la madre, o la moglie, o i figliuoli, o i poderi per amor del mio nome, riceverà il centuplo, e possederà la vita eterna.
Mt 19,30 E molti primi saranno ultimi, molti ultimi (saranno) primi.
Mt 21,1 E avvicinandosi a Gerusalemme, arrivati che furono a Betfage al monte Oliveto, allora Gesù mandò due discepoli,
Mt 21,2 Dicendo loro: Andate nel castello, che vi sta dirimpetto, e subito troverete legata un'asina, e con essa il suo asinino: scioglietela, e conducetemela.
Mt 21,3 E se alcuno vi dirà qualche cosa, dite, che il Signore ne ha bisogno: e subito ve li rimetterà.
Mt 21,4 Or tutto questo segui affinchè si adempisse quanto era stato detto dal Profeta, che disse:
Mt 21,5 Dite alla figliuola di Sion: Ecco, che il tuo re viene a te mansueto, cavalcando un'asina, ed un asinello puledro di un'asina da giogo.
Mt 21,6 I discepoli andarono, e fecero, come aveva lor comandato Gesù:
Mt 21,7 E menarono l'asina e l'asinello, e misero sopra di essi le loro vestimento, e lo fecero montar sopra.
Mt 21,8 E moltissimi delle turbe disteser le loro vesti per la strada; altri poi tagliavano rami dagli alberi, e li gettavano per la strada:
Mt 21,9 E le turbe, che precedevano, e quelle, che andavangli dietro, gridavan dicendo: Osanna al Figliuolo di David: benedetto colui, che viene nel nome del Signore: Osanna nel più alto de' cieli.
Mt 21,10 Ed entrato ch'ei fu in Gerusalemme, si levò tutta la città a rumore, domandando: Chi è costui?
Mt 21,11 I popoli però dicevano: Egli è Gesù il profeta da Nazaret nella Galilea.
Mt 21,12 Ed entrò Gesù nel tempio di Dio, e scacciò tutti quelli, che compravano, e vendevano nel tempio; e rovesciò le tavole de' banchieri, e le sedie di coloro, che vendevano le colombe:
Mt 21,13 E disse loro: Sta scritto: La casa mia sarà chiamata casa di orazione: ma voi l'avete fatta spelonca di ladri.
Mt 21,14 E si accostarono a lui nel tempio de' ciechi, e degli Zoppi: e li risanò.
Mt 21,15 Ma avendo i principi de' sacerdoti, e gli Scribi vedute le maraviglie da lui operate, e i fanciulli, che gridavano nel tempio: Osanna al figliuolo di David, arsero di sdegno.
Mt 21,16 E dissero a lui: Senti tu quel, che dicono costoro? Ma Gesù disse loro: Si certamente. Non avete mai letto: dalla bocca de' fanciulli, e de' bambini di latte hai renduta perfetta laude?
Mt 21,17 E lasciati coloro, se ne andò fuori della città a Betania; e quivi pernottò.
Mt 21,18 La mattina poi nel ritornare in città ebbe fame.
Mt 21,19 E vedendo lungo la strada una pianta di fico, si accostò ad essa: e non vi trovò altro, che foglie, e le disse: Non nasca mai più da te frutto in eterno. E subito il fico si seccò.
Mt 21,20 Avendo ciò veduto i discepoli ne restarono ammirati, e dicevano: Come si è seccato in un attimo?
Mt 21,21 Ma Gesù rispose, e disse loro: In verità vi dico, che se avrete fede, e non vacillerete, farete non solo (quel, che è stato) di questo fico: ma quand'anche diciate a questo monte: Levati, e gettati in mare, sarà fatto.
Mt 21,22 E ogni qualunque cosa, che domanderete nell'orazione, credendo, la otterrete.
Mt 21,23 Ed essendo egli andato al tempio, i principi de' sacerdoti, e gli anziani del popolo se gli accostarono, mentre insegnava, egli dissero: Con quale autorità fai tu queste cose? E chi ha dato a te tal podestà?
Mt 21,24 E Gesù rispose loro: Fo ancor io a voi un'interrogazione, alla quale se mi risponderete, vi dirò io pure, con quale autorità fo queste cose.
Mt 21,25 Il battesimo di Giovanni donde era egli? dal cielo, o dagli uomini? Ma eglino andavan pensando dentro di se, e dicevano:
Mt 21,26 Se diremo, dal cielo, egli ci dirà: Perché dunque non gli avete creduto? Che se diremo, dagli uomini, abbiam paura del popolo; imperocché tutti tenevan Giovanni per profeta.
Mt 21,27 Risposero pertanto a Gesù con dire: Noi sappiamo. Ed egli pure disse loro: Nemmen io dico a voi, con quale autorità faccia tali cose.
Mt 21,28 Ma che ne pare a voi? Un uomo aveva due figliuoli, e accostatosi al primo, gli disse: Figliuolo va, lavora oggi nella mia vigna.
Mt 21,29 Ed egli rispose: Non voglio. Ma poi ripentito vi andò.
Mt 21,30 E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. E quegli rispose: Signore, io vado, e non andò.
Mt 21,31 Quale dei due ha fatto la volontà del padre? Il primo, risposer essi. Gesù disse loro: In verità vi dico, che i pubblicani, e le meretrici anderanno avanti a voi al regno di Dio.
Mt 21,32 Imperocché venne a voi Giovanni nella via della giustizia, e voi non gli credeste; ma i pubblicani, e le meretrici gli credettero: e voi ciò vedendo nemmen di voi vi pentiste per credere a lui.
Mt 21,33 Udite un'altra parabola. Bravi un padre di famiglia, il quale piantò una vigna, e la cinse di siepe, e scavò, e ti fece un fattoio, e fabbricò una torre, e la diede a lavorare ai contadini, e andossene in lontan paese.
Mt 21,34 Venuta poi la stagione de' frutti, mandò i suoi servi dai contadini per ricevere i frutti di essa.
Mt 21,35 Ma i contadini, messe le mani addosso a' servi, altro ne bastonarono, altro ne uccisero, e altro ne lapidarono.
Mt 21,36 Mandò di nuovo altri servi in maggior numero di prima, e coloro li trattarono nello stesso modo.
Mt 21,37 Finalmente mandò ad essi il sua figliuolo, dicendo: Avran rispetto al mio figlio.
Mt 21,38 Ma i contadini, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Questi è l'erede: venite, ammazziamolo, e avremo la sua eredità.
Mt 21,39 E presolo, lo cacciarono fuora della vigna, e l'uccisero.
Mt 21,40 Tornato adunque che sia il padrone della vigna, che farà di que' contadini?
Mt 21,41 Essi risposero: Manderà in malora i malvagi; e rimetterà la sua vigna ad altri contadini, i quali gliene renderanno il frutto a' suoi tempi.
Mt 21,42 Disse loro Gesù: Non avete mai letto nelle scritture: La pietra, che fù rigettata da coloro, che fabbricavano, è divenuta fondamentale dell'angolo? Dal Signore è stata fatta tal cosa, ed è mirabile negli occhi nostri:
Mt 21,43 Per questo vi dico, che sarà tolto a voi il regno di Dio, e sarà dato a un popolo, che produca i frutti di esso.
Mt 21,44 E chi cadrà sopra questa pietra, si fracasserà: e quegli, su di cui ella cadrà, sarà stritolato.
Mt 21,45 Ed avendo i principi de' sacerdoti, e i Farisei udite le sue parabole compresero, che parlava di loro.
Mt 21,46 E cercando di mettergli le mani addosso, ebber paura del popolo; perché lo teneva per profeta.
Mt 22,1 E Gesù ricominciò a parlare con essi per via di parabole, dicendo:
Mt 22,2 Il regno de' cieli è simile a un re, il quale fece lo sposalizio del suo figliuolo:
Mt 22,3 E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, e non volevano andare.
Mt 22,4 Mandò di nuovo altri servi, dicendo: Dite agli invitati: il mio desinare è già in ordine, si sono ammazzati i buoi, e gli animali di serbatoio, e tutto è pronto: venite alle nozze.
Mt 22,5 Ma quelli miser ciò in non cale: e se ne andarono chi alla sua villa, chi al suo negozio.
Mt 22,6 Altri poi presero i servi di lui, e trattarongli ignominiosamente, e gli uccisero.
Mt 22,7 Udito ciò, il re si sdegnò; e mandate le sue milizie, sterminò quegli omicidi, e dette alle fiamme la loro città.
Mt 22,8 Allora disse a' suoi servi: Le nozze erano all'ordine, ma quelli, che erano stati invitati, non furono degni.
Mt 22,9 Andate dunque a' capi delle strade, e quanti riscontrerete, chiamate tutti allo nozze.
Mt 22,10 E andati i servitori di lui per le strade radunarono quanti trovarono e buoni, e cattivi, e il banchetto fu pieno di convitati.
Mt 22,11 Ma entrato il re per vedere i convitati, vi osservò un uomo, che non era in abito da nozze.
Mt 22,12 E disselli: Amico, come se' tu entrato qua, non avendo la veste nuziale? Ma quegli ammutolì.
Mt 22,13 Allora il re disse a' suoi ministri: legatelo per le mani, e pe' piedi, e gittatelo nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 22,14 Imperocché molti sono i chiamati, e pochi gli eletti.
Mt 22,15 Allora i Farisei ritiratisi tenner consiglio per coglierlo in parole.
Mt 22,16 E mandano da lui i loro discepoli con degli Erodiani, i quali dissero: Maestro, noi sappiamo, che tu se' verace, e insegni la via di Dio secondo la verità, senza badare a chicchessia; imperocché non guardi in faccia gli uomini.
Mt 22,17 Spiegaci adunque il tuo parere: È egli lecito, o no di pagare il tributo a Cesare?
Mt 22,18 Ma Gesù conoscendo la loro malizia, disse: Ipocriti, perché mi tentate?
Mt 22,19 Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli presentarono un danaro.
Mt 22,20 E Gesù disse loro: Di chi è questa immagine, e questa iscrizione?
Mt 22,21 Gli risposero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare quel, che è di Cesare; e a Dio quel, che è di Dio.
Mt 22,22 Ciò udito restarono stupefatti, e lasciatolo se ne andarono.
Mt 22,23 In quel giorno andarono a ritrovarlo i Sadducei, i quali negano la risurrezione, e lo interrogarono,
Mt 22,24 Dicendo: Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore non avendo figliuolo, il suo fratello sposi la moglie di lui, e dia discendenza al fratello.
Mt 22,25 Or eranvi tra di noi sette fratelli: e il primo ammogliatosi venne a morte; e non avendo prole, lanciò la sua moglie al fratello.
Mt 22,26 Lo stesso fu del secondo, e del terzo fino al settimo.
Mt 22,27 Finalmente ultima di tutti morì anche la donna.
Mt 22,28 Alla risurrezione adunque di chi sarà moglie dei sette? imperocché la hanno avuta tutti.
Mt 22,29 Ma Gesù rispose loro: Voi siete in errore, non intendendo le scritture, nè il potere di Dio.
Mt 22,30 Imperocché alla risurrezione né gli uomini prendono moglie, nè le donne marito; ma sono come gli Angeli di Dio nel cielo.
Mt 22,31 Riguardo poi alla risurrezione de' morti, non avete voi letto quello, che Dio espresse, dicendo a voi:
Mt 22,32 Io sono il Dio d'Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe? Egli non è il Dio de' morti, ma de' vivi.
Mt 22,33 Udito ciò le turbe, ammiravano la sua dottrina.
Mt 22,34 Ma i Farisei avendo saputo, com'egli aveva chiuso la bocca a' Sadducei, si unirono insieme.
Mt 22,35 E uno di essi dottore della legge lo interrogò per tentarlo.
Mt 22,36 Maestro, qual è il gran comandamento della legge?
Mt 22,37 Gesù dissegli: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutto il tuo spirito.
Mt 22,38 Questo è il massimo, e primo comandamento.
Mt 22,39 Il secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Mt 22,40 Da questi due comandamenti pende tutta quanta la legge, e i profeti.
Mt 22,41 Ed essendo radunati insieme i Farisei, Gesù domandò loro,
Mt 22,42 Dicendo: Che vi pare del Cristo: di chi è egli figliuolo? Gli risposero: Di Davidde.
Mt 22,43 Egli disse loro: Come adunque Davidde in ispirito lo chiama Signore, dicendo:
Mt 22,44 Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, sin a tanto che io metta i tuoi nemici per isgabello ai tuoi piedi?
Mt 22,45 Se dunque Davidde lo chiama Signore, come è egli suo figliuolo?
Mt 22,46 E nessuno potea replicargli parola: né vi fu, chi ardisse da quel di in poi di interrogarlo.
Mt 24,1 Ed uscito Gesù dal tempio se v'andava. E se gli appressarono i suoi discepoli per fargli osservare le fabbriche del tempio.
Mt 24,2 Ma egli prese a dir loro: Vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra sopra pietra senza essere scompaginata.
Mt 24,3 Ed essendo egli a sedere sul monte Oliveto, se gli accostarono i discepoli di nascosto, e gli dissero: Di' a noi, quando succederan queste cose? e quale il segno di tua venuta, e della fine del secolo?
Mt 24,4 E Gesù rispose, e disse loro: Badate, che alcuno non vi seduca.
Mt 24,5 Imperocché molti verranno nel nome mio, dicendo: Io sono il Cristo; e sedurranno molta gente.
Mt 24,6 Imperocché sentirete parlare di guerre, e di rumori di guerre. Badate di non turbarvi: conciossiaché bisogna, che queste cose succedano; ma non finisce qui.
Mt 24,7 Imperocché si solleverà popolo contro popolo, e regno contro regno; e vi saran delle pestilenze, e carestie, e tremuoti in questa, e in quella parte.
Mt 24,8 Ma tutte queste cose sono il principio dei dolori.
Mt 24,9 Allora vi getteranno nella tribolazione, e vi faranno morire, e sarete odiati da tutte le nazioni per causa del nome mio.
Mt 24,10 E allora molti patiranno scandalo, e l'uno tradirà l'altro, e si odieranno l'un l'altro.
Mt 24,11 E usciranno fuora molti falsi profeti, e sedurranno molta gente.
Mt 24,12 E per essere soprabbondata l'iniquità, raffredderassi la carità in molti.
Mt 24,13 Ma chi persevererà sino al fine, questi sarà salvo.
Mt 24,14 E sarà predicato questo Vangelo del regno per tutta la terra, per testimonianza a tutte le nazioni: e allora verrà la fine.
Mt 24,15 Quando adunque vedrete l'abbominazione della desolazione predetta dal profeta Daniele posta nel luogo santo (chi legge, comprenda):
Mt 24,16 Allora coloro, che sii troveranno nella Giudea, fuggano ai monti:
Mt 24,17 E chi si troverà sopra il solaio, non iscenda per prendere qualche cosa di casa sua:
Mt 24,18 E chi sarà al campo, non ritorni a pigliar la sua veste.
Mt 24,19 Ma guai alle donne gravide, oche avranno bambini al petto in que' giorni.
Mt 24,20 Pregate perciò, che non abbiate a fuggire di verno, o in giorno di sabato:
Mt 24,21 Imperocché grande sarà allora la tribolazione, quale non fu dal principio del mondo sino a quest'oggi, né mai sarà.
Mt 24,22 E se non fossero accorciati que' giorni, non sarebbe uomo restato salvo: ma saranno accorciati que' giorni in grazia degli eletti.
Mt 24,23 Allora se alcuno vi dirà: Ecco qui, o ecco là il Cristo: non date retta.
Mt 24,24 Imperocché usciranno fuora de' falsi cristi, e de' falsi profeti, e faranno miracoli grandi, e prodigj, da fare che siano ingannati (se è possibile) gli stessi eletti.
Mt 24,25 Ecco che io ve l'ho predetto.
Mt 24,26 Se adunque vi diranno: Ecco che egli è nel deserto, non vogliate muovervi; eccolo in fondo della casa, non date retta.
Mt 24,27 Imperocché siccome il lampo si parte dall'oriente, e si fa vedere sino all'occidente; così la venuta del figliuolo dell'uomo.
Mt 24,28 Dovunque sarà il corpo, quivi si raduneranno le aquile.
Mt 24,29 Immediatamente poi dopo la tribolazione di que' giorni si oscurerà il sole, e la luna non darà più la sua luce, e cadranno dal cielo le stelle, e le potestà ne' cieli saranno sommosse.
Mt 24,30 Allora il segno del Figliuolo dell'uomo comparirà nel cielo: e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figliuol dell'uomo scendere sulle nubi del cielo con potestà, e maestà grande.
Mt 24,31 E manderà i suoi Angeli, i quali con tromba, e voce sonora raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un'estremità de' cieli all'altra.
Mt 24,32 Dalla pianta del fico imparate questa similitudine. Quando il ramo di essa intenerisce, e spuntano le foglie, voi sapete, che la state è vicina:
Mt 24,33 Così ancora, quando voi vedrete tutte queste cose, sappiate, che egli è vicino alla porta.
Mt 24,34 In verità vi dico, non passerà questa generazione, che adempite non siano tutte queste cose.
Mt 24,35 Il cielo, e la terra passeranno; ma le mie parole non passeranno.
Mt 24,36 Quanto poi a quel giorno, e a quell'ora nissuno la sa, nemmeno gli Angeli del cielo, eccetto il solo Padre.
Mt 24,37 E come (fu) a' tempi di Noè; così sarà ancora al venire del Figliuolo dell'uomo.
Mt 24,38 Imperocché siccome ne' giorni avanti al diluvio gli uomini se ne stavano mangiando, e bevendo, sposando, e dando a marito le donne sino a quel giorno, che Noè entrò nell'arca:
Mt 24,39 E non si detter pensiero, sintanto che venne il diluvio, e uccise tutti; così sarà alla venuta del Figliuolo dell'uomo.
Mt 24,40 Allora due si troveranno in un campo: uno sarà preso, e l'altro abbandonato.
Mt 24,41 Due donne saranno a macinare al mulino: una sarà presa, e l'altra abbandonata.
Mt 24,42 Vegliate adunque, perché non sapete, a che ora sia per venire il Signor vostro.
Mt 24,43 Sappiate però, che, se il padre di famiglia sapesse, a che ora sia per venire il ladro, vogherebbe certamente, e non lascerebbe, che fosse sforzata la sua casa.
Mt 24,44 Per questo anche voi state preparati, perché il Figliuolo dell'uomo verrà in quell'ora, che non pensate.
Mt 24,45 Chi è mai quel servo fedele, e prudente preposto dal padrone sopra la sua servitù, per distribuirle il vitto a' suoi tempi.
Mt 24,46 Beato quel servo, cui il padrone in venendo troverà così diportarsi.
Mt 24,47 In verità vi dico, che gli affiderà il governo di tutti i suoi beni.
Mt 24,48 Ma se quel servo cattivo dirà in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire:
Mt 24,49 E comincerà a battere i suoi con servi, e a mangiare, e bere con gli ubbriachi:
Mt 24,50 Verrà il padrone di questo servo nel dì, che egli non se l'aspetta, e nell'ora, che egli non sa:
Mt 24,51 E lo separerà, e gli darà luogo tra gl'ipocriti: ivi sarà pianto, e stridor di denti.
Mt 25,1 Allora sarà simile il regno de' cieli a dieci vergini, le quali avendo prese le loro lampane, andarono in contro allo sposo, e alla sposa.
Mt 25,2 Ma cinque di esse erano stolte, e cinque prudenti.
Mt 25,3 Or le cinque stolte, prese avendo le loro lampane, non portaron seco dell'olio:
Mt 25,4 Le prudenti poi insieme colle lampane presero dell'olio ne' vasi loro.
Mt 25,5 E tardando lo sposo, assonnarono tutte, e si addormentarono.
Mt 25,6 E a mezzanotte levossi un grido: Ecco lo sposo viene, andategli incontro.
Mt 25,7 Allora si alzarono tutte quelle vergini, e misero in ordine le loro lampane.
Mt 25,8 Ma le stolte dissero alle prudenti: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampane si spengono.
Mt 25,9 Risposero le prudenti, e dissero: Perché non ne manchi a voi, e a noi, andate piuttosto da chi ne vende, e compratevene.
Mt 25,10 Ma in quello, che andavano a comperarne, arrivò lo sposo; e quelle, che erano preparate, entraron con lui alle nozze, e fu chiusa la porta.
Mt 25,11 All'ultimo vennero anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici.
Mt 25,12 Ma egli rispose, e disse: In verità, vi dico, non so, chi siate.
Mt 25,13 Vegliate adunque, perché non sapete il giorno, né l'ora.
Mt 25,14 Imperocché (la cosa è) come quando un uomo partendo per lontan paese, chiamò i suoi servi, e mise il suo nelle loro mani:
Mt 25,15 E dette all'uno cinque talenti, e all'altro due, e uno ad un altro, a ognuno a proporzione della sua capacità, e immediatamente si partì.
Mt 25,16 Andò adunque quegli, che aveva ricevuti cinque talenti, e li trafficò, e ne guadagnò altri cinque.
Mt 25,17 Medesimamente colui, che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
Mt 25,18 Ma colui, che ne aveva ricevuto uno, andò, e fece una buca nella terra, e nascose il danaro del suo padrone.
Mt 25,19 Dopo lungo spazio di tempo ritornò il padrone di que' servi, e chiamogli ai conti.
Mt 25,20 E venuto colui, che avea ricevuto cinque talenti, gliene presentò altri cinque, dicendo: Signore, tu mi hai dato cinque talenti, eccone cinque di più, che ho guadagnati.
Mt 25,21 Gli rispose il padrone: Bene sta, servo buono, e fedele, perché nel poco se' stato fedele, ti farò padrone del molto: entra nel gaudio del tuo signore.
Mt 25,22 Si presentò poi anche l'altro, che avea ricevuto i due talenti e disse: Signore, tu mi desti due talenti, ecco che io ne ho guadagnati due altri.
Mt 25,23 Dissegli il padrone: Bene sta, servo buono, e fedele, perché se' stato fedele nel poco, ti farò padrone del molto: entra nel gaudio del tuo signore.
Mt 25,24 Presentatosi poi anche colui, che aveva ricevuto un talento, disse: Signore, so, che sei uomo austero: che mieti, dove non hai seminato, e raccogli, dove non hai sparso nulla:
Mt 25,25 E timoroso andai a nascondere il tuo talento sotto terra: Eccoti il tuo.
Mt 25,26 Ma il padrone rispose, e dissegli: Servo malvagio, e infingardo, tu sapevi, che io mieto, dove non ho seminato, e ricolgo, dove non ho sparso.
Mt 25,27 Dovevi adunque dare il mio denaro ai banchieri, e al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse.
Mt 25,28 Toglietegli adunque il talento, che ha e datelo a colui, che ha dieci talenti.
Mt 25,29 Imperocché a chi ha, sarà dato, e troverassi nell'abbondanza: ma a chi non ha, sarà tolto anche quello, che sembra avere.
Mt 25,30 E il servo inutile gittatelo nelle tenebre esteriori: ivi sarà pianto, e stridore di denti.
Mt 25,31 Quando poi verrà il Figliuolo dell'uomo nella sua maestà, e con lui tutti gli Angeli, allora sederà sopra il trono della sua maestà:
Mt 25,32 E si raduneranno dinanzi a lui tutte le nazioni, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecorelle dai capretti:
Mt 25,33 E metterà le pecorelle alla sua destra, e i capretti alla sinistra.
Mt 25,34 Allora il Re dirà a quelli, che saranno alla sua destra: Venite, bene detti dal Padre mio, prendete possesso del regno preparato a voi sin dalla fondazione del mondo.
Mt 25,35 Imperocché ebbi fame, e mi deste da mangiare: ebbi sete, e mi deste da bere: fui pellegrino, e mi ricettaste:
Mt 25,36 Ignudo, e mi rivestiste: ammalato e mi visitaste: carcerato, e veniste da me.
Mt 25,37 Allora gli risponderanno i giusti: Signore, quando mai ti abbiamo veduta affamato, e ti abbiam dato da mangiare: assetato, e ti demmo da bere?
Mt 25,38 Quando ti abbiamo veduto pellegrino, e ti abbiamo ricettato: ignudo, e ti abbiam rivestito?
Mt 25,39 Ovvero quando ti abbiam veduto ammalato, o carcerato, e venimmo a visitarti?
Mt 25,40 E il re risponderà, e dirà loro: In verità vi dico: Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno de' più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me.
Mt 25,41 Allora dirà anche a coloro, che saranno alla sinistra: Via da me, maladetti, al fuoco eterno, che fu preparato pel Diavolo, e pe' suoi Angeli.
Mt 25,42 Imperocché ebbi fame, e non mi deste da mangiare: ebbi sete, e non mi deste da bere:
Mt 25,43 Era pellegrino, e non mi ricettaste, ignudo, e non mi rivestiste: ammalato, e carcerato, e non mi visitaste.
Mt 25,44 Allora gli risponderanno anche questi: Signore, quando mai ti abbiam veduto affamato, o sitibondo, o pellegrino, o ignudo, o ammalato, o carcerato, e non ti abbiamo assistito?
Mt 25,45 Allora risponderà ad essi con dire: In verità vi dico: Ogni volta che non mi avete ciò fatto per uno di questi piccoli, non lo avete fatto nemmeno a me.
Mt 25,46 E anderanno questi all'eterno supplizio: i giusti poi alla vita eterna.
Mt 27,1 Fattosi giorno, tenner consiglio tutti i principi de' sacerdoti, e gli anziani del popolo contro Gesù per farlo morire.
Mt 27,2 E legato lo condussero, e lo misero nelle mani di Ponzio Pilato preside.
Mt 27,3 Allora Giuda, che l'aveva tradito, vedendo, come Gesù era stato condannato, mosso da pentimento, riportò i trenta danari ai principi de' sacerdoti, e agli anziani.
Mt 27,4 Dicendo: Ho peccato, avendo tradito il sangue innocente. Ma quelli dissero: Che importa ciò a noi? Pensaci tu.
Mt 27,5 Ed egli gettate le monete di argento nel tempio, si ritirò; e andò, e si appiccò a un capestro.
Mt 27,6 Ma i principi de' sacerdoti, raccolte le monete d'argento, dissero: Non è lecito di metterle nel tesoro; perché sono prezzo di sangue.
Mt 27,7 E fatta consulta, comperaron con esse il campo d'un vasajo per seppellirvi i forestieri.
Mt 27,8 Per la qualcosa quel campo si chiama Aceldama, cioè il campo del sangue, sino al dì d'oggi.
Mt 27,9 Allora si adempì quello, che fu predetto per Geremia profeta, che dice: E hanno ricevuto i trenta danari d'argento, prezzo di colui, il quale comperarono a prezzo dai figliuoli d'Israele:
Mt 27,10 E gli hanno impiegati in un campo d'un vasaio, come ha prescritto a me il Signore.
Mt 27,11 Gesù fu presentato dinanzi al preside, e il preside lo interrogò, dicendogli: Se' tu il re de' Giudei? Gesù gli disse: Tu lo dici.
Mt 27,12 E venendo accusato dai principi de' sacerdoti, e dagli anziani, non rispose nulla.
Mt 27,13 Allora Pilato dissegli: Non odi tu, di quante cose ti accusano?
Mt 27,14 E per qualunque proposta non gli rispose nulla; talmente che ne restò il preside altamente maravigliato.
Mt 27,15 Or egli era solito il preside di liberare nel di solenne quel prigione, che fosse più loro piaciuto.
Mt 27,16 Ed egli aveva allora un prigione famoso chiamato Barabba.
Mt 27,17 Essendo essi adunque adunati. Pilato disse: Chi volete, che io vi ponga in libertà? Barabba, o Gesù chiamato il Cristo?
Mt 27,18 Imperocché sapeva, che per invidia l'avean tradito.
Mt 27,19 E mentre ei sedeva a tribunale, la sua moglie mandò a dirgli: Non t'impacciare delle cose di quel giusto: imperocché sono stata quest'oggi io sogno molto sconturbata a causa di lui.
Mt 27,20 Ma i principi de' sacerdoti, e gli anziani persuasero il popolo a chieder Barabba, e far perire Gesù.
Mt 27,21 E prendendo la parola il preside, disse loro: Quale dei due volete, che io vi metta in libertà? Ma quelli dissero: Barabba.
Mt 27,22 Visse loro Pilato: Che farò io adunque di Gesù, chiamato il Cristo!
Mt 27,23 Disser tutti: Sia crocifisso. Disse loro il preside: Ma che ha egli fatto di male? Quelli però vie più gridavano dicendo: Sia crocifisso.
Mt 27,24 Vedendo Pilato, che nulla giovava, anzi si faceva maggiore il tumulto, presa l'acqua, si lavò le mani dinanzi al popolo, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto: pensateci voi.
Mt 27,25 E rispondendo tutto quanto il popolo, disse: Il sangue di lui sopra di noi, e sopra de' nostri figliuoli.
Mt 27,26 Allora rilasciò loro Barabba: e fatto flagellare Gesù, lo rimise ad essi, perché fosse crocifisso.
Mt 27,27 Allora i soldati del preside, condotto Gesù nel pretorio, radunarono intorno a lui tutta la coorte:
Mt 27,28 E spogliatolo, gli misero indosso una clamide di color di cocco:
Mt 27,29 E intrecciata una corona di spine, gliela posero in testa, e una canna nella mano diritta. E piegando il ginocchio dinanzi a lui, lo schernivan, dicendo: Dio ti salvi, re de' Giudei.
Mt 27,30 E sputandogli addosso, prendevan la canna, e lo battevano nella testa.
Mt 27,31 E dopo averlo schernito, lo spogliarono della clamide, e lo rivestiron delle sue vesti, e lo menarono a crocifiggere.
Mt 27,32 E nell'uscire incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone: e lo costrinsero a portare la croce di lui.
Mt 27,33 E arrivarono al luogo detto Golgota; che vuoi dire luogo del cranio.
Mt 27,34 E gli detterò a bere del vino mescolato con fiele: e assaggiato che l'ebbe, non volle bere.
Mt 27,35 E dopo che l'ebber crocifisso, si spartirono le sue vesti, tirando a sorte: affinchè si adempisse quello, che fu detto dal Profeta, che dice: Si sono spartiti tra di loro le mie vestimenta, e hanno tirato a sorte la mia veste.
Mt 27,36 E stando a sedere gli facevano la guardia.
Mt 27,37 E gli posero scritto sopra la sua testa il suo delitto: QUESTO E GESÙ IL RE DE' GIUDEI.
Mt 27,38 Allora furon crocifissi con lui due ladroni: uno a destra, e l'altro a sinistra.
Mt 27,39 E quelli, che passavano, lo bestemmiavano crollando il capo,
Mt 27,40 E dicendo: O tu, che distruggi il tempio di Dio, e lo rifabbrichi in tre giorni: salva te stesso: se sei Figliuolo di Dio, scendi dalla croce.
Mt 27,41 Nella stessa guisa anche i principi de' sacerdoti facendosi beffe di lui con gli Scribi, e gli anziani, dicevano:
Mt 27,42 Ha salvato altri, non può salvare se stesso: se è il re d'Israele, scenda adesso dalla croce, e gli crediamo.
Mt 27,43 Ha confidato in Dio: lo liberi adesso, se gli vuoi bene; imperocché egli ha detto: Sono Figliuolo di Dio.
Mt 27,44 E questo stesso gli rimproveravano i ladroni, che erano stati crocifissi con lui.
Mt 27,45 Ma dall'ora sesta furon tenebre per tutta la terra sino all'ora nona.
Mt 27,46 E intanto all'ora nona sclamò Gesù ad alta voce, dicendo: Eli, Eli, lamma sabacthani? che vuoi dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Mt 27,47 Ma alcuni de' circostanti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia.
Mt 27,48 E tosto correndo uno d'essi, inzuppò una spugna nell'aceto, e postala in cima d'una canna, gli dava da bere.
Mt 27,49 Gli altri poi dicevano: Lascia, che veggiamo, se venga Elia a liberarlo.
Mt 27,50 Ma Gesù gettato di nuovo un gran grido, rendè lo spirito.
Mt 27,51 Ed ecco che il velo del tempio si squarciò in due parti da sommo a imo: e la terra tremò, e le pietre si spezzarono.
Mt 27,52 E imonumenti si aprirono: e molti corpi de' Santi, che si erano addormentati, risuscitarono.
Mt 27,53 E usciti de' monumenti dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa, e apparvero a molti.
Mt 27,54 Ma il centurione, e quelli, che con lui facevan la guardia a Gesù, veduto il tremuoto, e le cose, che accadevano ebbero gran timore, e dicevano: Veramente costui era Figliuolo di Dio.
Mt 27,55 Ed eranvi in lontananza molte donne, le quali avean seguitato Gesù dalla Galilea, e lo avevano assistito:
Mt 27,56 Tralle quali eravi Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo, e di Giuseppe, e la madre de' figliuoli di Zebedeo.
Mt 27,57 E fattosi sera, andò un ricco uomo di Arimatea, chiamato Giuseppe, che era anch'esso discepolo di Gesù.
Mt 27,58 Questi andò a trovar Pilato, e chiusegli il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò, che il corpo fosse restituito.
Mt 27,59 E Giuseppe, preso il corpo, lo rinvolse in una bianca sindone.
Mt 27,60 E lo pose nel suo monumento nuovo, scavato da lui in un masso: e ribaltò una gran pietra su la bocca del monumento, e si ritirò.
Mt 27,61 E stavano ivi Maria Maddalena, e l'altra Maria a sedere dirimpetto il sepolcro.
Mt 27,62 Il giorno seguente, che è quello dopo la Parasceve, si radunarono i principi de' sacerdoti, e i Farisei da Pilato,
Mt 27,63 E gli dissero: Signore, ci siamo ricordati, che quel seduttore, quand'era ancor vivo, disse; Dopo tre giorni risusciterò.
Mt 27,64 Ordina adunque, che sia custodito il sepolcro fino al terzo giorno: affinchè non vadan forse i suoi discepoli a rubarlo, e dican al popolo: Egli è risuscitato da morte: e fin l'ultimo inganno peggiore del primo.
Mt 27,65 Pilato lor disse: Siete padroni delle guardie; andate, custodite, come vi pare.
Mt 27,66 Ed essi andarono, e afforzarono il sepolcro colle guardie, e misero alla pietra il sigillo.
Mt 28,1 Ma la sera del sabato, che si schiariva già il primo dì della settimana, andò Maria Maddalena. e l'altra Maria a visitare il sepolcro.
Mt 28,2 Quand'ecco egli fu gran tremuoto. Imperocché l'Angolo del Signore scese dal cielo: e appressatosi voltò sossopra la pietra, e sedeva sopra di essa.
Mt 28,3 E l'aspetto di lui era come un folgore: e la sua veste come neve.
Mt 28,4 E per la paura, che ebber di lui, si sbigottiron le guardie, e rimaser come morte.
Mt 28,5 Ma l'Angelo del Signore presa la parola disse alle donne: Non temete voi: imperocché io so, che cercate Gesù crocifisso:
Mt 28,6 Egli non è qui: conciossiachè è risuscitato, conforme disse. Venite a vedere il luogo, dove giaceva il Signore.
Mt 28,7 E tosto andate, e dite ai discepoli di lui: Com' egli è risuscitato da morte: ed ecco vi va innanzi nella Galilea: ivi lo vedrete: ecco che io vi ho avvertite.
Mt 28,8 E quelle prestamente uscite dal sepolcro con timore, e gaudio grande, corsero a dar la nuova ai discepoli.
Mt 28,9 Quand'ecco, che Gesù si fe' loro incontro, e disse: Dio vi salvi. Ed esse se gli accostarono, e strinsero i suoi piedi, e lo adorarono.
Mt 28,10 Allora Gesù disse loro: Non temete: andate, avvisate i miei fratelli, che vadano nella Galilea; ivi mi vedranno.
Mt 28,11 Partite che esse furono, alcune delle guardie andarono in città, e riferirono a' principi de' sacerdoti tutto quello, che era accaduto.
Mt 28,12 E questi radunatisi con gli anziani, e fatta consulta, dettero buona somma di denaro ai soldati,
Mt 28,13 Dicendo loro: Dite: I discepoli di lui sono venuti di notte tempo, e mentre noi dormivamo, lo hanno rubato.
Mt 28,14 E ove ciò venga a notizia del preside, noi lo placheremo, e vi libereremo d'ogni molestia.
Mt 28,15 Ed essi, preso il denaro, fecero, come era stato loro insegnato. E questa voce si è divulgata tra gli Ebrei sino al dì d'oggi.
Mt 28,16 Ma gli undici discepoli andaron nella Galilea al monte assegnato loro da Gesù.
Mt 28,17 E vedutolo lo adorarono, ma alcuni restarono dubitosi.
Mt 28,18 Ma Gesù accostatosi parlò loro, dicendo: E stata data a me tutta la podestà in cielo, e in terra.
Mt 28,19 Andate adunque, istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito santo:
Mt 28,20 Insegnando loro di osservare tutto quello, che io vi ho comandata. Ed ecco, che io sono con voi per tutti i giorni sino alla consumazione de' secoli.
Mc 1,1 Principio del Vangelo di Gesù Cristo Figliuolo di Dio.
Mc 1,2 Siccome sta scritto nel profeta Isaia: Ecco che io spedisco innanzi a te il mio Angelo, il quale preparerà la tua via dinanzi a te.
Mc 1,3 Voce d'uno, che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri.
Mc 1,4 Fu Giovanni nel deserto a battezzare, e predicare il battesimo della penitenza per la remissione de' peccati.
Mc 1,5 E tutto il paese della Giudea, e tutto il popolo di Gerusalemme andava a trovarlo, e confessando i loro peccati eran battezzati da lui nel fiume Giordano.
Mc 1,6 E Giovanni era vestito di pelo di cammello, e aveva ai fianchi una cintola di cuoio, e mangiava locuste, e miele selvatico. E predicava, dicendo:
Mc 1,7 Viene dietro di me chi è più forte di me: cui non son io degno di sciogliere prostrato a terra la coreggia delle scarpe.
Mc 1,8 Io vi ho battezzato con acqua; ma egli vi battezzerà con lo Spirito santo.
Mc 1,9 E accadde in que' giorni, che Gesù si partì da Nazaret della Galilei, e fù battezzato da Giovanni nel Giordano.
Mc 1,10 E subito nell'uscire dall'acqua, vide aprirsi i cieli, e lo Spirito quasi colomba scendere, e posarsi sopra di lui.
Mc 1,11 E una voce venne dal cielo: Tu se' il mio figliuolo diletto, in te mi sono compiaciuto.
Mc 1,12 E immediatamente lo Spirito lo spinse nel deserto.
Mc 1,13 E stette nel deserto quaranta giorni, e quaranta notti: ed era tentato da Satana: e stava colle fiere selvatiche, ed era servito dagli Angeli.
Mc 1,14 Ma dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù andò nella Galilea, predicando il Vangelo del regno di Dio,
Mc 1,15 E dicendo: E compito il tempo, e si avvicina il regno di Dio: Fate penitenza, e credete al Vangelo.
Mc 1,16 E passando lungo il mare di Galilea, e vide Simone, e Andrea suo fratello, che gettavano in mare le reti (conciossiachè erano pescatori):
Mc 1,17 E disse loro Gesù: Seguitemi, e farovvi pescatori d'uomini.
Mc 1,18 E subito abbandonate le reti, lo seguitarono.
Mc 1,19 E andato un po' avanti, vide Giacomo figliuolo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, ch'erano anch'essi in barca rassettando le reti:
Mc 1,20 E subito li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo nella barca co' garzoni, lo seguitarono.
Mc 1,21 Ed entrarono in Cafarnaum: ed egli entrato in sabato nella sinagoga insegnava.
Mc 1,22 E restavano stupefatti della sua dottrina: imperocché insegnava loro, come uno, che abbia autorità, e non come gli Scribi.
Mc 1,23 Ed eravi nella loro sinagoga un uomo posseduto dallo spirito immondo, il quale esclamò,
Mc 1,24 Dicendo: Che abbiamo noi a fare con te, o Gesù Nazareno? se' tu venuto per mandarci in perdizione? io so, chi sei. Santo di Dio.
Mc 1,25 E Gesù lo sgridò, dicendo: Taci, e partiti da costui.
Mc 1,26 E lo spirito immondo, dopo averlo straziato, usci, urlando forte, da lui.
Mc 1,27 E tutti restarono ammirati; talmente che si domandavano gli uni agli altri; Che è mai ciò? e qual nuova dottrina è questa? poiché egli comanda con autorità anche agli spiriti immondi, e lo ubbidiscono.
Mc 1,28 E si divolgò subito la fama di lui per tutto il paese della Galilea.
Mc 1,29 E appena usciti della sinagoga andarono a casa di Simone, e di Andrea con Giacomo, e Giovanni.
Mc 1,30 Or la suocera di Simone era allettata con febbre: e a prima giunta gli pariamo di lei.
Mc 1,31 Ed egli accostatoci ad ossa, e presala per mano, l'alzò: e subito lasciolla la febbre, ed ella si mise a servirli.
Mc 1,32 E fattosi sera, e tramontato il sole, gli conducevan davanti tutti i malati, e gl'indemoniati.
Mc 1,33 E tutta la città si era affollata alla porta.
Mc 1,34 E curò molti afflitti da varj malori e cacciò molti demonj, e non permetteva loro di dire, che lo conoscevano.
Mc 1,35 E alzatosi di gran mattina usci fuora, ed andò in un luogo solitario, e quivi stava in orazione.
Mc 1,36 Ma Simone, e quelli, che si trovavan con lui, gli tenner dietro.
Mc 1,37 E trovatolo, gli dissero: Tutti ti cercano.
Mc 1,38 Ed egli disse loro: Andiamo per li villaggi, e per le vicine città, affinchè quivi ancora io predichi: dappoiché a questo fine sono venuto.
Mc 1,39 E andava predicando nelle loro sinagoge, e per tutta la Galilea, e discacciava i demonj.
Mc 1,40 E andò a trovarlo un lebbroso, il quale raccomandandosi a lui, e inginocchiatosi gli disse: Se vuoi; tu puoi mondarmi.
Mc 1,41 E Gesù mosso a compassione, stese la sua mano, e toccandolo, disselli: Io voglio. Sii mondato.
Mc 1,42 E detto che egli ebbe, spari da colui la lebbra, e fu mondato.
Mc 1,43 E Gesù con rampogne subito lo cacciò via:
Mc 1,44 E gli disse: Guardati dal dir nulla chicchessia; ma va, fatti vedere al principe de' sacerdoti, e offerisci per la tua purgazione quello, che ha ordinato Mosè in testimonianza (di rispetto) per essi.
Mc 1,45 Ma quegli andatosene, cominciò a vociferare, e pubblicare il fatto; talmente che non poteva più entrare scopertamente in città; ma se ne stava fuori in luoghi solitarj, e andavano a trovarlo da tutte le parti.
Mc 2,1 E alcuni giorni dopo entrò nuovamente in Cafarnaum.
Mc 2,2 E si riseppe, ch'egli era nella casa, e si radunò molta gente; dimodoché non capivano nemmeno nello spazio d'intorno alla porta: e predicava loro la parola.
Mc 2,3 E venner da lui alcuni, che conducevano un paralitico portato da quattro persone.
Mc 2,4 E non potendo presentarglielo per la folla, scoprirono il palco dalla parte, dov'egli stava: e fatta un'apertura, calarono il lettuccio, nel quale giaceva il paralitico.
Mc 2,5 E Gesù veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, ti son rimessi i tuoi peccati.
Mc 2,6 Eran ivi a sedere alcuni degli Scribi, i quali andavano discorrendo in cuor loro:
Mc 2,7 Perché così parla costui? egli bestemmia. Chi può perdonare i peccati, fuorichè il solo Dio?
Mc 2,8 Ma avendo subito Gesù col suo spirito conosciuto, che in tal modo la discorrevano dentro di se, disse loro: Per qual motivo tali cose andate ruminando ne' vostri cuori?
Mc 2,9 Che cosa è più facile, il dire al paralitico: ti son rimessi i tuoi peccati: oppure il dire: Alzati, prendi il tuo letticciuolo e cammina?
Mc 2,10 Or affinchè voi sappiate, che il Figliuol dell'uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati, (disse al paralitico):
Mc 2,11 Dico a te: Sorgi, prendi il tuo letticciuolo, e vattene a casa tua.
Mc 2,12 E immantinenti quegli si alzò: e preso il suo letticciuolo a vista di tutti, se ne andò; talmente che tutti restarono stupefatti, e glorificaron Dio, dicendo: Non mai abbiam visto simil cosa.
Mc 2,13 Ed egli se ne andò di nuovo verso il mare: e lutto il popolo andava da lui, ed ei gli instruiva.
Mc 2,14 E in passando vide Levi figliuolo d'Alfeo, che sedeva al banco, e gli disse: Seguimi. Ed egli alzatosi lo seguitò.
Mc 2,15 E avvenne, che, essendo egli a tavola nella casa di lui, molti pubblicani, e peccatori erano a mensa con Gesù, e con i suoi discepoli: imperocché molti (di quelli) v'erano, che lo seguivano.
Mc 2,16 Or gli Scribi, e i Farisei al vederlo mangiare con i pubblicani, e i peccatori dicevano a' suoi discepoli: Per qual motivo il vostro Maestro mangia, e beve co' pubblicani, e peccatori?
Mc 2,17 Il che avendo udito Gesù, disse loro: Non han bisogno del medico i sani, ma i malati: imperocché non son venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
Mc 2,18 E i discepoli di Giovanni, e i Farisei facevano de' digiuni: vanno adunque, e dicono a lui: Per qual motivo i discepoli di Giovanni, e de' Farisei digiunano; e i tuoi discepoli non digiunano?
Mc 2,19 E Gesù disse loro: possono forse i compagni dello sposo digiunare, fino a tanto che lo sposo è con essi? Mentre hanno con seco lo sposo, non possono digiunare.
Mc 2,20 Ma tempo verrà, che sarà loro tolto lo sposo: e allora per quel tempo digiuneranno.
Mc 2,21 Nissuno cuce a un vestito vecchio un pezzo di panno nuovo: altrimenti la nuova giunta strappa del vecchio, e lo sdrucio diventa maggiore.
Mc 2,22 E nissuno mette il vino nuovo in otri vecchi: altrimenti il vino rompe gli otri, e il vino si versa, e gli otri vanno in malora; ma il vino nuovo va messo in otri nuovi.
Mc 2,23 Successe ancora, che, camminando il Signore in giorno di sabato pei seminati, i suoi discepoli cominciavano a inoltrarsi, e cogliere delle spighe.
Mc 2,24 E i Farisei dicevano a lui: Ecco, perchè fanno eglino in giorno di sabato quello, che non è lecito?
Mc 2,25 Ed egli disse loro: Non avete mai letto o quello, che fece Davidde, trovandosi in necessità, e avendo fame egli, e i suoi compagni?
Mc 2,26 Come entrò nella casa di Dio, essendo sommo sacerdote Abiatar, e mangiò i pani della proposizione, de' quali non era lecito mangiare, se non a' soli sacerdoti, e ne dette a' suoi compagni?
Mc 2,27 E disse loro: Il sabato è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo pel sabato.
Mc 2,28 E adunque il Figliuolo dell'uomo padrone anche del sabato.
Mc 4,1 E cominciò di nuovo a insegnare vicino al mare: e si raunò intorno a lui moltitudine di gente; dimodoché montato in una barca sedeva sul mare: e tutta quanta la turba stava in terra lungo la marina:
Mc 4,2 E insegnava loro molte cose per via di parabole, e diceva loro secondo la sua maniera d'insegnare:
Mc 4,3 Ponete mente: Ecco che il seminatore andò a seminare.
Mc 4,4 E mentre seminava, parte (del seme) cadde lungo la strada, e venner gli uccelli dell'aria, e lo mangiarono.
Mc 4,5 Un'altra parte cascò in luogo sassoso, dove non trovò molta terra: e subito nacque, perché non aveva terren profondo:
Mc 4,6 Ma levatosi il sole, fu arso dal calore: e, perché non aveva barbicato, seccò.
Mc 4,7 Un'altra parte cadde tra le spine, e cresciute le spine lo soffogarono, e non recò frutto.
Mc 4,8 Altra cadde in buon terreno: e dette frutto, che venne su rigoglioso, e rese dove trenta per uno, dove sessanta, e dove cento.
Mc 4,9 E diceva loro: Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Mc 4,10 Ma quando egli fu solo, i dodici, che eran con lui, lo interrogarono sopra la parabola.
Mc 4,11 Ed egli diceva loro: A voi è dato d'intendere il mistero del regno di Dio; ma per quelli, che sono fuora, tutto si fa per via di parabole:
Mc 4,12 Affinchè vedendo veggano, e non reggano: e udendo odano, e non intendano: perché non si convertano una volta, e sian loro rimessi i peccati.
Mc 4,13 E disse loro: Non intendete questa parabola? e come intenderete tutte (le altre) parabole?
Mc 4,14 Il seminatore è colui, che semina la parola.
Mc 4,15 Quelli, che la semenza ricevono lungo la strada, sono coloro, ne' quali viene seminata la parola: ma udita che l'hanno, vien tosto Satana, e porta via la parola seminata ne' loro cuori.
Mc 4,16 Similmente quelli, che han ricevuto il seme in luoghi sassosi, sono coloro, che, udita la parola, subito l'abbracciano con allegrezza:
Mc 4,17 E non hanno in se radice; ma son di corta durata: e venuta poi la tribolazione, e la persecuzione a motivo della parola, restano subito scandalizzati.
Mc 4,18 Quelli, che ricevono il seme tra le spine, sono coloro, i quali ascoltano la parola:
Mc 4,19 Ma le sollecitudini del secolo, e le ingannevoli ricchezze, e gli altri disordinati affetti sopravvenendo soffocano la parola; ed ella rimane infruttuosa.
Mc 4,20 Ma quelli, che il seme ricevono in buon terreno, sono coloro, i quali la parola ascoltano, e l'abbracciano, e portano frutto, chi il trenta, chi il sessanta e chi il cento per uno.
Mc 4,21 E diceva loro: Forse che vien fuori la lucerna per essere messa sotto del moggio, o sotto al letto? non vien ella per esser posta sul candeliere?
Mc 4,22 Imperocché non è cosa nascosta, che non abbia a manifestarsi: né che sia fatta per istare occulta, ma per uscire alla luce.
Mc 4,23 Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Mc 4,24 E diceva loro: Badate a quello, che udite. Con quella misura, colla quale avrete misurato, sarà rimisurato a voi, e con giunta.
Mc 4,25 Imperocché a colui, che ha sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello, che ha.
Mc 4,26 Diceva ancora: Il regno di Dio è, come se uno getta il seme sopra la terra.
Mc 4,27 E dorme, e si alza notte, e dì: e il seme barbica, e cresce, mentr'ei noi sa,
Mc 4,28 Imperocché la terra da se stessa produce prima l'erba, poi la spiga, indi nella spiga il pieno frumento.
Mc 4,29 E formato che sia il frutto, tosto vi si mette la falce, perché è tempo di messe.
Mc 4,30 E diceva ancora: A qual cosa assomiglieremo noi il regno di Dio? o con qual parabola lo figureremo?
Mc 4,31 Egli è come un granello di senapa, il quale, quando si semina in terra, è il minimo di tutti i semi, che sono al mondo.
Mc 4,32 Ma seminato che è, si innalza, e diventa maggiore di tutti i legami, e fa gran rami; dimodoché gli uccelli dell'aria all'ombra di lui possono allargare.
Mc 4,33 E spiegava loro la parola con molte di queste parabole, secondo che potevano udire:
Mc 4,34 E non parlava a loro senza parabole; ma a solo a solo il tutto sponeva a' suoi discepoli.
Mc 4,35 E lo stesso giorno, venuta la sera, disse loro: Passiamo all'altra riva.
Mc 4,36 E licenziato il popolo, lo menarono, come stava nella barca: e altre barche ancora erano con esso.
Mc 4,37 E si levò gran bufera, la quale gettava le onde nella barca; dimodochè la barca si empiva.
Mc 4,38 Ed egli se ne stava in poppa addormentato sopra un guanciate: e svegliano, e gli dicono: Maestro, a te cale, che noi andiamo in perdizione?
Mc 4,39 Ed egli alzatosi, sgridò il vento e disse al mare: Chetati, sta' zitto. E cessò il vento, e si fe' gran bonaccia.
Mc 4,40 Ed egli disse loro: Perché temete? non avete pur ancò fede? Ed essi furono ripieni di timor grande, e dicevano l'uno all'altro: Chi è mai costui, cui e il vento, e il mare prestano ubbidienza?
Mc 5,1 E tragittato il lago, già nel paese de' Geraseni.
Mc 5,2 E smontato Gesù di barca se gli fece subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto dallo spirito immondo,
Mc 5,3 Il quale abitava nei monumenti, né vi era, chi ornai potesse tenerlo legato né pur con catene:
Mc 5,4 Imperocché essendo stato spesse volte legato con catene, e co' ferri ai piedi, aveva spezzate le catene, e rotti i ferri, e nissuno poteva domarlo:
Mc 5,5 E stava sempre dì, e notte per li monumenti, e per le montagne, gridando, e lacerandosi colle pietre.
Mc 5,6 Questi, veduto da lungi Gesù, corse, e adorollo:
Mc 5,7 E sclamò ad alta voce, e disse: Che ho io da fare con te, Gesù figliuolo di Dio altissimo? Ti scongiuro per Dio, che non mi tormenti.
Mc 5,8 Imperocché Gesù dicevagli: Esci, spirito immondo, da questo uomo.
Mc 5,9 E gli dimandò: Che nome è il tuo? Ed egli rispose: Legione è il mio nome, perché siamo molti.
Mc 5,10 E lo pregava con larghe parole, che non gli scacciasse da quel paese.
Mc 5,11 Era in quel luogo a pascere intorno ai monte una gran mandra di porci.
Mc 5,12 E gli spiriti lo pregarono, dicendo: Mandaci ne' porci, sicché entriamo a stare in essi.
Mc 5,13 E subito Gesù il permise loro. E usciti gli spiriti immondi, entrarono ne' porci: e con furia grande la mandra, che era di circa duemila, si precipitò nel mare, e nel mare annegossi.
Mc 5,14 E i pastori fuggirono, e portarono la nuova in città, e per la campagna. E la gente andò a vedere quel, che fosse accaduto:
Mc 5,15 E arrivati, dove era Gesù, videro colui, che era tormentato dal Demonio, che stava a sedere, rivestito, e di mente sana, e s'intimorirono.
Mc 5,16 E quelli, che avevan veduto, raccontarono ad essi, quanto era accaduto all'indemoniato, e sul fatto de' porci.
Mc 5,17 Ed essi cominciarono a pregarlo, che si partisse dai loro confini.
Mc 5,18 E montato che fu in barca, cominciò quegli, che era stato vessato dal Demonio, a domandargli in grazia di starsene con lui:
Mc 5,19 E Gesù non l'accettò; ma dissegli: Va' a casa tua da' tuoi, e annunzia ad essi, quanto ha per te fatto il Signore, e come ha avuto pietà di te.
Mc 5,20 Ed egli se n'andò, e cominciò a predicare per la Decapoli, quanto aveva fatto per lui Gesù: e tutti ne restavano maravigliati.
Mc 5,21 Ed essendo Gesù nuovamente passato colla barca all'opposta riva, si radunò intorno a lui gran folla: ed egli si stava vicino al mare.
Mc 5,22 E andò a trovarlo uno de' capì della sinagoga, chiamato Giairo: il quale vistolo appena, si prostrò a' suoi piedi,
Mc 5,23 E pregavalo istantemente, dicendo: La mia figliuola o all'estremo: vieni, e poni sopra di lei la mano, affinché sia salva, e viva.
Mc 5,24 E Gesù andò con esso, ed era seguitato da gran folla di popolo, che li premeva.
Mc 5,25 E una donna, la quale era da dodici anni malata di una perdita di sangue,
Mc 5,26 E molto aveva sofferto da molti medici, e avea speso tutto il suo senza pro; anzi era piuttosto peggiorata:
Mc 5,27 Avendo udito parlare di Gesù, andò per di dietro nella calca, e toccò la sua veste:
Mc 5,28 Imperocché diceva: Purché io tocchi solamente la veste di lui, sarò salva.
Mc 5,29 E subito la sorgente del sangue in lei stagnò: e nel suo corpo sentì di essere sana da quel male.
Mc 5,30 Ma Gesù avendo subito conosciuto dentro di se la virtù, che era uscita da lui, rivoltosi alla turba, disse: Chi ha toccato le mie vesti?
Mc 5,31 E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi, come la turba ti preme, e domandi: Chi mi ha toccato?
Mc 5,32 Ed egli guardava intorno per veder colei, che aveva ciò fatto.
Mc 5,33 Ma la donna timorosa, e tremante, sapendo quello, che era in se avvenuto, andò a prostrarsi dinanzi a lui, e gli disse tutta la verità.
Mc 5,34 Ed egli le disse: Figlia, la tua fede ti ha salvata: va in pace, e sii guarita dal tuo male.
Mc 5,35 Mentre tutt'ora parlava, arrivò gente dalla casa del capo della sinagoga, che dissegli: La tua figlia è morta: perché dai tu altro incomodo al Maestro?
Mc 5,36 Ma Gesù sentito quel, che dicevano, disse al capo della sinagoga di non temere: solamente abbi fede.
Mc 5,37 E non permise, che nissuno lo seguitasse, fuorichè Pietro, e Giacomo, e Giovanni fratello di Giacomo.
Mc 5,38 E giunto alla casa del capo della, sinagoga, vide del tumulto, e gente, che piagneva, e ululava forte.
Mc 5,39 Ed entrato dentro disse loro: Perché v'affannate, e piangete? la fanciulla non è morta; ma dorme,
Mc 5,40 Ed essi si burlavan di lui. Ma egli, fattigli andar via tutti, prese con sei il padre, e la madre della fanciulla, quelli, che eran con esso lui, ed entrò dov' era giacente la fanciulla.
Mc 5,41 E presa la fanciulla per mano, le disse: Talitha cumi, che vuoi dire: Fanciulla (tel comando) alzati.
Mc 5,42 E immediatamente la fanciulla si alzò, e camminava: imperocché ella aveva dodici anni: e rimasero pieni di grandissimo stupore.
Mc 5,43 E comandò loro strettamente, che nissuno ciò risapesse: e disse, che le fosse dato da mangiare.
Mc 7,1 E raunaronsi da lui i Farisei, e alcuni degli Scribi venuti da Gerusalemme.
Mc 7,2 E avendo osservato alcuni de' suoi discepoli cibarsi con mani impure, cioè senza essersele lavate, li biasimarono.
Mc 7,3 Imperocché i Farisei, e tuttii Giudei non mangiano senza lavarsi spesso le mani, attenendosi alla tradizione de' maggiori:
Mc 7,4 E quando tornano dal foro, non mangiano, se prima non si sono battezzati. E vi sono molte altre lavande, che è stato loro insegnato di osservare, de' bicchieri, degli orciuoli, de' vasi di bronzo, e dei letti.
Mc 7,5 Or i Farisei, e gli Scribi lo interrogarono: Per qual motivo i tuoi discepoli non camminano secondo la tradizione degli antichi, e mangiano senza lavarsi le mani?
Mc 7,6 Ma egli rispose, e disse loro: A ragione Isaia profetò di voi ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra; ma il cuor loro è lungi da me.
Mc 7,7 Inutilmente poi mi onorano, insegnando dottrine, e comandamenti d'uomini:
Mc 7,8 Imperocché, trascurati i comandamenti di Dio, siete tenaci delle tradizioni degli uomini, dei lavamenti degli orciuoli, e dei bicchieri; e molte altre cose voi fate simili a queste.
Mc 7,9 E diceva loro: Voi benissimo distruggete i comandamenti di Dio per osservare la vostra tradizione.
Mc 7,10 Imperocché Mosè disse: Onora il padre, e la madre, e chi maledirà il padre, o la madre, sia punito di morte.
Mc 7,11 Ma voi dite: Uno potrà dire al padre, o alla madre: Qualunque offerta, che io fo a Dio, gioverà a te:
Mc 7,12 E non permettete, che egli faccia nulla per suo padre, o per la madre,
Mc 7,13 Violando la parola di Dio per la vostra tradizione inventata da voi: e molte cose voi fate simili a questa.
Mc 7,14 E chiamata a se nuovamente la turba, dicevate: Ascoltatemi tutti, e imparate.
Mc 7,15 Nissuna cosa vi è esteriore all'uomo, la quale entrando in esso possa renderlo immondo; ma quelle, che procedono dall'uomo, quelle sono, che rendono impuro l'uomo.
Mc 7,16 Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Mc 7,17 Ed entrato che egli fu nella casa sciolto dalla turba, i discepoli lo interrogarono intorno a quella parabola.
Mc 7,18 Ed egli disse loro: Anche voi adunque siete tanto ignoranti? Non intendete, che tutto quello, che di fuora entra nell'uomo, non può renderlo impuro?
Mc 7,19 Perché non entra nel cuore di lui; ma passa nel ventre, donde va nel secesso, lo spurgo di tutti i cibi.
Mc 7,20 Ma quello, diceva egli, che esce dall'uomo, rende immondo l'uomo.
Mc 7,21 Imperocché dal di dentro, dal cuore degli uomini procedono i cattivi pensieri, gli adulterj, le fornicazioni, gli omicidi,
Mc 7,22 I furti, le avarizie, le malvagità, le frodi, le impudicizie, l'invidia, le bestemmie, la superbia, la stoltezza.
Mc 7,23 Tutti questi mali procedono, dal di dentro e impuro rendono l'uomo.
Mc 7,24 Indi partitosi, se ne andò ai confini di Tiro, e di Sidone: ed entrato in una casa, non voleva, che nissun lo sapesse; ma non potè star celato.
Mc 7,25 Imperocché una donna, la figliuola di cui era posseduta dallo spirito immondo, avendo sentito parlar di lui, andò a gettarsi a' suoi piedi.
Mc 7,26 Ella era Gentile, e Sirofenice di nazione. E lo supplicava, che scacciasse il Demonio dalla sua figliuola.
Mc 7,27 Ma Gesù dissele: Lascia, che prima si satollino i figliuoli: imperocché non è ben tatto di prendere il pan de' figliuoli, e gettarlo a' cani.
Mc 7,28 Ma quella rispose, e disselli: Si, Signore: imperocché anche i cagnuolini mangiano sotto la tavola i minuzzoli de' figliuoli.
Mc 7,29 Ed egli le disse: Per questa parola va': il Demonio è uscito dalla tua figlia.
Mc 7,30 Ed ella ritornata a casa sua, trovò la fanciulla, che giaceva sul letto, e che il Demonio sen era partito.
Mc 7,31 E tornato indietro dai confini di Tiro, andò per Sidone verso il mare di Galilea, traversando il territorio della Decapoli.
Mc 7,32 E gli fu presentato un uomo sordo, e mutolo, e lo supplicarono a imporrli la mano.
Mc 7,33 Ed egli, trattolo in disparte dalla folla, gli mise le sue dita nelle orecchie, e colle sputò toccò la sua lingua:
Mc 7,34 E alzati gli occhi verso del cielo, sospirò, e dissegli: Ephapheta, che vuol dire, apriti.
Mc 7,35 E immediatamente se gli aprirono le orecchie, e si sciolse il nodo della sua lingua, e parlava distintamente.
Mc 7,36 Ed egli ordinò loro di non dirlo a nissuno. Ma per quanto loro lo comandasse, tanto più lo celebravano:
Mc 7,37 E tanto più ne restavano ammirati, e dicevano: Ha fatto bene tutte le cose: ha fatto, che odano i sordi, e i mutoli favellino.
Mc 8,1 Di que' giorni essendo di nuovo grande la folla, né avendo quelli da mangiare, chiamati a se i discepoli, disse loro:
Mc 8,2 Mi fa compassione questo popolo: perché sono già tre giorni, che si trattiene con me, e non ha da mangiare.
Mc 8,3 E se li rimanderò alle case loro digiuni, verran meno per istrada: perocché taluni di essi son venuti da lontano.
Mc 8,4 E i discepoli gli risposero: E come potrà alcuno qui in una solitudine satollarli di pane?
Mc 8,5 Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? Risposero: Sette.
Mc 8,6 E ordinò alle turbe, che sedessero per terra. E presi i sette pani, rese le grazie, gli spezzò, e gli diede a' suoi discepoli, perché gli ponesser davanti alle turbe, come li posero.
Mc 8,7 E avevano ancora alcuni pochi pesciolini: e questi pur benedisse, e ordinò, che fossero distribuiti.
Mc 8,8 E mangiarono, e si satollarono: e raccolsero degli avanzi, che rimasero, sette sporte.
Mc 8,9 Or quelli, che avevano mangiato, erano circa quattro mila, e li licenziò.
Mc 8,10 Ed entrato immediatamente in barca co' suoi discepoli andò dalle parti di Dalmanuta.
Mc 8,11 E andaron da lui i Farisei, e cominciarono a disputare con esso, chiedendogli, per tentarlo, un segno nel cielo.
Mc 8,12 Ed egli, gettato dal cuore un sospiro, disse: Perché mai questa generazione chiede ella un segno? In verità dicovi, che non sarà dato a questa generazione tal segno.
Mc 8,13 E rimandatigli, entrò di nuovo in barca, e passò il lago.
Mc 8,14 E si scordarono di pigliare del pane: e non avevan seco in barca, se non un pane.
Mc 8,15 Ed egli istruivagli, e diceva loro: Guardatevi, e state lontani dal fermento de' Farisei, e dal fermento d'Erode.
Mc 8,16 Ed essi si bisticciavano tra di loro, dicendo: Non abbiam pane.
Mc 8,17 La qual cosa conosciuta avendo Gesù, disse loro: Perché v'inquietate del non aver pane? Non avete voi ancora conoscimento, né intelletto? Ed è accecato tutt'ora il cuor vostro?
Mc 8,18 Avete occhi, e non vedete? orecchie, e non udite? né avete memoria.
Mc 8,19 Allorché cinque pani io divisi tra cinquemila uomini: quanti canestri furono gli avanzi, che raccoglieste? Gli risposero: Dodici.
Mc 8,20 E quando poi sette pani io divisi tra quattro mila persone: quante sporte furono gli avanzi, che raccoglieste? Risposero: Sette.
Mc 8,21 E diceva loro: Come non ancora intendete?
Mc 8,22 E giunsero a Betsaida, e gli fu presentato un cieco, e lo supplicavano, che lo toccasse.
Mc 8,23 E preso il cieco per mano, lo menò fuora del borgo: e avendogli sputato negli occhi, e impostegli le mani, gli dimandò, se vedeva nulla.
Mc 8,24 Ed egli, alzati gli occhi, disse: Veggo uomini camminare simili ad alberi.
Mc 8,25 Indi Gesù impose di nuovo le mani sopra gli occhi di lui, e principiò a vedere: e fu sanato in guisa, che vedeva tutte le cose distintamente.
Mc 8,26 E rimandollo a casa sua, e disse: Vattene a casa tua: e se entri nel borgo, non dir nulla a nissuno.
Mc 8,27 E Gesù sen andò co' suoi discepoli per le castella di Cesarea di Filippo: e per istrada interrogava i suoi discepoli, dicendo loro: Chi dicono gli uomini, che io mi sia?
Mc 8,28 Essi risposero: Chi dice Giovanni Batista, chi Elia, chi come uno de' profeti.
Mc 8,29 Allora disse loro: E voi chi dite, che io sia? Pietro risposegli: Tu se' il Cristo.
Mc 8,30 E proibì loro strettamente il dir ciò di se con alcuno.
Mc 8,31 E cominciò a spiegar loro, come doveva il Figliuolo dell'uomo patir molto, ed esser riprovato dai seniori, e dai principi de' sacerdoti, e dagli Scribi, ed essere ucciso: e risuscitare tre giorni dopo.
Mc 8,32 E parlava di questo fatto apertamente. E Pietro, presolo in disparte, cominciò a rampognarlo.
Mc 8,33 Ma egli rivoltosi, e mirando i suoi discepoli, sgridò Pietro, dicendo: Va lungi da me, satana; perché non hai la saggezza di Dio, ma degli uomini.
Mc 8,34 E chiamate a se le turbe con i suoi discepoli, disse loro: Se alcuno vuoi tenere dietro a me, rinneghi se stesso, e prenda la sua croce, e mi siegua.
Mc 8,35 Imperocché chi vorrà salvare l'anima sua, la perderà: e chi perderà l'anima sua per me, e pel Vangelo, la salverà.
Mc 8,36 Imperocché che gioverà all'uomo l'acquisto di tutto il mondo, ove perda l'anima sua?
Mc 8,37 Oppure che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?
Mc 8,38 Conciossiachè chi si vergognerà di me, e delle mie parole in questa generazione adultera, e peccatrice; si vergognerà di lui il Figliuolo dell'uomo, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli Angeli santi.
Mc 10,1 E partitosi da quel luogo, andrai confini della Giudea di là dal Giordano: e si radunaron di nuovo in torno a lui le turbe: e di nuovo al suo solito le istruiva.
Mc 10,2 E accostatisi i Farisei gli domandavano, per tentarlo: Se fosse lecito al marito di ripudiare la moglie.
Mc 10,3 Ma egli rispose, e disse loro: Che ha comandato a voi Mosè?
Mc 10,4 Ripigliaron essi: Mosè ha per messo di scrivere il libello del ripudio, e rimandarla.
Mc 10,5 E Gesù rispose loro, e disse: A riguardo della durezza del vostro cuore dette egli a voi questo precetto.
Mc 10,6 Ma al principio della creazione Dio formò l'uomo maschio, e femmina.
Mc 10,7 Per questo abbandonerà l'uomo il padre, e la madre, e starà unito a sua moglie:
Mc 10,8 E i due saranno una sola carne. Per la qual cosa già non son due, ma una sola carne.
Mc 10,9 Non divida pertanto l'uomo quel, che Dio ha congiunto.
Mc 10,10 E in casa di nuovo i suoi discepoli lo interrogarono sopra la medesima cosa.
Mc 10,11 Ed egli disse loro: Chiunque rimanderà la sua moglie, e ne prenderà un'altra, commette adulterio contro di essa.
Mc 10,12 E se la moglie ripudia il marito, e ne sposa un altro, commette adulterio.
Mc 10,13 E li presentavan dei fanciullini, affinchè li toccasse: ma i discepoli sgridavano coloro, che glieli presentavano.
Mc 10,14 La qual cosa avendo veduto Gesù, ne fu altamente disgustato, e disse loro: Lasciate, che i piccoli vengano da me, e nol vietate loro: imperocché di questi tali è il regno di Dio.
Mc 10,15 In verità vi dico, che chiunque non riceverà il regno di Dio come fanciullo, non entrerà in esso.
Mc 10,16 E stringendoseli al seno, e imponendo loro le mani, li benediceva.
Mc 10,17 E nell'uscir, che faceva per mettersi in viaggio, corse da lui un tale, e inginocchiatosi gli domandò: Maestro buono, che farò per acquistare la vita eterna?
Mc 10,18 Ma Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nissun buono, fuori di Dio solo.
Mc 10,19 Tu sai i comandamenti: non commettere adulterio, non ammazzare, non derubare, non dire il falso testimonio, non far danno a nissuno, onora il padre, e la madre.
Mc 10,20 Ma quegli rispose, e disseti: Maestro, tutte queste cose le ho osservate sin dalla mia giovinezza.
Mc 10,21 E Gesù miratolo, gli mostrò affetto, e gli disse: Una cosa sola ti manca: va', vendi, quanto hai, e dallo a' poveri, e avrai un tesoro nel cielo: e vieni, e sieguimi.
Mc 10,22 A questa parola rattristatosi colui, se ne andò sconsolato: perché aveva molte possessioni.
Mc 10,23 E Gesù, dato intorno uno sguardo, disse a' suoi discepoli: Quanto è difficile, che i ricchi entrino nel regno di Dio!
Mc 10,24 E i discepoli restavano stupefatti di sue parole. Ma Gesù di nuovo disse loro: Figliuolini, quanto è difficile, che entrino nel regno di Dio que', che pongon, fidanza nelle ricchezze!
Mc 10,25 E più facile a un cammello il passare per la cruna di un ago, che ad un ricco l'entrare nel regno di Dio.
Mc 10,26 Ed essi restavano sempre più stupefatti, e dicevansi l'un l'altro: E chi può esser salvo?
Mc 10,27 E Gesù miratili, disse loro: Per gli uomini questo è impossibile, ma non per Iddio: imperocché ogni cosa è possibile a Dio.
Mc 10,28 E Pietro prese a dirgli: Ecco che noi abbiam lasciato tutte le cose, e ti abbiam seguitato.
Mc 10,29 Rispose Gesù, e disse: In verità vi dico, che non v'ha alcuno, il quale abbia abbandonato la casa, o i fratelli, o le sorelle, o il padre, o la madre, o i figliuoli, o le possessioni per me, e pel Vangelo,
Mc 10,30 Che non riceva il centuplo, adesso in questo tempo in case, e fratelli, e sorelle, e madri, e figliuoli, e possessioni in mezzo alle persecuzioni, e nel secolo avvenire la vita eterna.
Mc 10,31 Ma molti de' primi saranno ultimi, e degli ultimi (saran) primi.
Mc 10,32 Ed erano in viaggio verso Gerusalemme: e Gesù li precedeva, e si stupivano: e lo seguivano timorosi. E presi a parte di nuovo i dodici, cominciò a dir loro le cose, che dovevano accadergli.
Mc 10,33 Ecco che andiamo a Gerusalemme, e il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani de' principi de' sacerdoti, e degli Scribi, e de' seniori, e lo condanneranno a morte, e lo consegneranno a' Gentili:
Mc 10,34 E questi lo scherniranno, e gli sputeranno addosso, e lo flagelleranno, e lo uccideranno: ed egli resusciterà il terzo giorno.
Mc 10,35 E si accostarono a lui Giacomo, e Giovanni figliuoli di Zebedeo, dicendo: Maestro, vogliamo, che, qualunque cosa domanderemo, tu a noi la conceda.
Mc 10,36 Ed egli disse loro: Che bramate voi, che io vi conceda?
Mc 10,37 Risposero: Concedici, che uno di noi seggia alla tua destra, e l'altro alla tua sinistra nella tua gloria.
Mc 10,38 Ma Gesù disse loro: Non sapete quello, che domandate: Potete voi bere il calice, ch'io bevo; o esser battezzati col battesimo, ond'io son battezzato?
Mc 10,39 E quelli replicarongli: Si che possiamo. Ma Gesù disse loro: Voi berrete veramente il calice, ch'io bevo; e sarete battezzati col battesimo, ond'io son battezzato:
Mc 10,40 Ma il sedere alla mia destra, o alla mia sinistra non ispetta a me di concederlo a voi; ma a coloro, pe' quali è stato preparato.
Mc 10,41 E udito questo, i dieci si disgustarono con Giacomo, e Giovanni.
Mc 10,42 Ma Gesù chiamatigli a se, disse loro: Voi sapete, che quelli, che son tenuti per principi delle nazioni, esercitano dominio sopra di esse: e i loro magnati hanno podestà sopra di esse.
Mc 10,43 Non così però va la bisogna tra di voi; ma chiunque vorrà diventar maggiore, sarà vostro servo:
Mc 10,44 E chiunque di voi vorrà esser primo, sarà servo di tutti.
Mc 10,45 Imperocché anche il Figliuolo dell'uomo non è venuto per esser servito, ma per servire, e per dare la sua vita in redenzione di molti.
Mc 10,46 E arrivarono a Gerico, e nel partire di Gerico co' suoi discepoli, e con gran moltitudine di gente, Bartimeo cieco figliuolo di Timeo sedeva nella strada, chiedendo la limosina.
Mc 10,47 Il quale avendo sentito dire, egli è Gesù Nazareno, cominciò a sclamare, dicendo: Gesù figliuolo di Davidde, abbi pietà di me.
Mc 10,48 E molti lo minacciavano, perché tacesse. Ma egli gridava più forte: Figliuolo di Davidde, abbi pietà di me.
Mc 10,49 E Gesù soffermatosi lo fece chiamare. E chiamarono il cieco, dicendogli: Sta' di buon animo: alzati, egli ti chiama.
Mc 10,50 E quegli, gettato via il suo mantello, saltò in piedi, e andò da Gesù.
Mc 10,51 E Gesù gli disse: Che vuoi, ch'io ti faccia? E il cieco dissegli: Maestro, ch'io vegga.
Mc 10,52 Gesù disselli: Vattene, la tua fede ti ha salvato. E in quell'istante, vide, e lo seguì nel viaggio.
Mc 11,1 E avvicinandosi a Gerusalemme, e alla Betania presso al monte delle ulive, mandò due de' suoi discepoli,
Mc 11,2 E disse loro: Andate nel villaggio, che vi sta dirimpetto, e al primo ingresso troverete legato un asinello non ancora domato: scioglietelo, e menatelo a me.
Mc 11,3 E se alcuno vi dirà: Che fate voi? Ditegli, che il Signore ne ha bisogno: e subito lo manderà qua.
Mc 11,4 E andarono, e trovarono l'asinello legato alla porta fuori in un bivio: e lo sciolsero.
Mc 11,5 E alcuni de' circostanti disser loro: Che fate voi, che sciogliete l'asinello?
Mc 11,6 Ed essi risposer loro, conforme aveva loro ordinato Gesù, e quelli lo lasciaron menar via.
Mc 11,7 E condussero a Gesù l'asinello: sopra di cui misero le loro vesti, ed egli vi montò sopra.
Mc 11,8 E molti distendevano le loro vesti per la strada: altri troncavano rami dagli alberi, e gli spargevano per la strada.
Mc 11,9 E quelli, che andavan innanzi, e que', che venivano dietro, sciamavano, dicendo: Osanna:
Mc 11,10 Benedetto colui, che viene nel nome del Signore: benedetto il regno, che viene, del padre nostro Davidde: Osanna nel più alto de' cieli.
Mc 11,11 Ed entrò in Gerusalemme, e nel tempio: e osservate intorno tutte le cose, l'ora essendo già tarda, se n'andò a Betania con i dodici.
Mc 11,12 E il dì seguente, usciti che furono di Betania, ebbe fame.
Mc 11,13 E veduto da lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere, se a sorte vi trovasse qualche cosa: e fattosi dappresso, non trovò se non foglie: imperocché non era il tempo de' fichi.
Mc 11,14 E Gesù dissegli: Mai più in eterno non mangi alcuno delle tue frutta. E i discepoli l'udirono.
Mc 11,15 E arrivarono a Gerusalemme. Ed essendo egli entrato nel tempio, cominciò a discacciarne quei, che vendevan, e compravano nel tempio: e gettò per terra le tavole de' banchieri, e le seggiole delle persone, che vendevano le colombe.
Mc 11,16 E non permetteva, che nissuno trasportasse arnesi pel tempio:
Mc 11,17 E gl'istruiva, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa è casa di orazione per tutte le genti, ma voi l'avete cangiata in una spelonca di ladroni.
Mc 11,18 Lo che risaputosi dai principi de' sacerdoti, e dagli scribi, cercavano il modo di levarlo dal mondo; conciossiachè lo temevano, a motivo che tutto il popolo ammirava la sua dottrina.
Mc 11,19 E fattosi sera, uscì dalla città.
Mc 11,20 E la mattina nel passare videro il fico seccato fino alle barbe.
Mc 11,21 E Pietro risovvenutosi, gli disse: Maestro, guarda, come il fico da te maledetto si è seccato.
Mc 11,22 E Gesù rispose, e disse loro: Abbiate fede in Dio.
Mc 11,23 In verità vi dico, che chiunque dirà a questo monte: Levati, e gettati in mare: e non esiterà in cuor suo; ma avrà fede, che sia fatto, quanto ha detto gli sarà fatto.
Mc 11,24 Per questo vi dico: Qualunque cosa domandiate nell'orazione, abbiate fede di conseguirla, e l'otterrete.
Mc 11,25 E quando vi presenterete per orare, se avete qualche cosa contro di alcuno, perdonategli: affinchè il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni anch'esso a voi i vostri peccati.
Mc 11,26 Che se voi non perdonerete, nemmeno il vostro Padre, che è ne' Cieli, perdonerà a voii vostri peccati.
Mc 11,27 E ritornaron di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli andava attorno pel tempio, se gli accostarono i sommi sacerdoti, è gli Scribi, e i seniori:
Mc 11,28 E gli dissero: Con quale autorità fai tu queste cose. E chi ha dato a te tal balìa per far cose tali?
Mc 11,29 Ma Gesù rispose, e disse loro: Domanderò anch'io a voi una cosa, e voi rispondetemi: e io vi dirò, con quale autorità faccia io queste cose.
Mc 11,30 Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo, o dagli uomini? Rispondetemi.
Mc 11,31 Ma essi ruminavano dentro di se, e dicevano: Se diremo, dal cielo, egli dirà: Perché dunque non, avete creduto a lui.
Mc 11,32 Se diremo, dagli uomini, abbiamo paura del popolo: conciossiachè tutti tenevano, che Giovanni fosse veramente profeta.
Mc 11,33 E risposero a Gesù: Nol sappiamo. E Gesù disse loro: Nemmeno io dico a voi, con quale autorità faccia io tali cose.
Mc 13,1 E mentre egli usciva dal tempio, gli disse uno de' suoi discepoli: Maestro, guarda, che sorta di pietre, e che fabbriche (son) queste,
Mc 13,2 Ma Gesù risposegli, e disse: Vedi tu tutti questi grandi edificj}? Non rimarrà pietra sopra pietra, che non sia scompaginata.
Mc 13,3 E mentre egli sedeva sopra il monte degli ulivi dirimpetto al tempio, Pietro, e Giacomo, e Giovanni, e Andrea gli domandarono a parte:
Mc 13,4 Spiegaci, quando succederan queste cose? E qual segno vi sarà, quando tutto questo sia per effettuarsi?
Mc 13,5 E Gesù rispondendo, principiò a dir loro: Badate, che alcuno non vi seduca:
Mc 13,6 Imperocché molti verranno nel nome mio, dicendo: io son desso: e sedurranno molti.
Mc 13,7 Quando poi sentirete discorrer di guerre, e di romori di guerre, non temete: imperocché è necessario, che queste cose succedano; ma non ancora (sarà) la fine.
Mc 13,8 Imperocché si solleverà popolo contro popolo, e regno contro regno, e vi saranno tremuoti in più luoghi, e carestie. Cominciamento dei dolori (son) queste cose.
Mc 13,9 Voi però badate a voi stessi. Imperocché vi rimetteranno ai Consigli, e sarete flagellati nelle sinagoghe, e sarete per causa mia condotti davanti ai presidenti, e ai re in testimonianza per essi.
Mc 13,10 E fa d'uopo, che prima sia predicato il Vangelo presso tutte le nazioni.
Mc 13,11 E allora quando vi meneranno a imprigionarvi, noti istate a premeditare quel, che abbiate a dire; ma quello, che in quel punto vi sarà dato, quello dite: imperocché non siete voi, che parlate, ma lo Spirito santo.
Mc 13,12 E il fratello darà alla morte il fratello, e il padre il figliuolo: e si ribelleranno i figliuoli contro de' genitori, e li faranno morire.
Mc 13,13 E sarete in odio a tutti per causa del nome mio. Ma chi sosterrà sino al fine, sarà salvo.
Mc 13,14 Quando poi vedrete l'abominazione della desolazione posta, dove non dee (chi legge, intenda) allora quelli, che sono nella Giudea, fuggano su' monti.
Mc 13,15 E chi (si troverà) sopra il solaio, non iscenda in casa, né vi entri per pigliare qualche cosa di casa sua:
Mc 13,16 E chi sarà nel campo, non torni indietro a prendere la sua veste.
Mc 13,17 Ma guai alle pregnanti, e che avranno bambini al petto in que' giorni.
Mc 13,18 Pregate però, che non succedano (tali cose) di verno.
Mc 13,19 Imperocché saranno que' giorni tribolazione, qual mai non fu dal principio della creazione fatta da Dio sino adesso, né mai sarà.
Mc 13,20 E se il Signore non avesse abbreviati quei giorni, non si salverebbe nissun uomo: ma in grazia degli eletti prescelti da lui gli ha accorciati.
Mc 13,21 Allora se talun vi dirà: ecco qui il Cristo, eccolo là, non credete.
Mc 13,22 Imperocché sorgeranno de' falsi cristi, e de' falsi profeti, e faranno de' miracoli, e de' prodigj da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.
Mc 13,23 State adunque guardinghi: ecco che io vi ho predetto il tutto.
Mc 13,24 Ma in que' giorni dopo quella tribolazione si oscurerà il sole, e la luna non darà la sua luce.
Mc 13,25 E cederanno le stelle del cielo, e le podestà, che sono nel cielo, saranno scommosse.
Mc 13,26 E allora vedranno il Figliuolo dell'uomo venire sopra le nuvole con potestà grande, e con gloria.
Mc 13,27 E allora spedirà i suoi Angeli, e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra sino all'estremità del cielo.
Mc 13,28 Dal fico imparate questa parabola. Quando i suoi rami sono già teneri, e spuntate le foglie, voi sapete, che la state è vicina:
Mc 13,29 Così ancora quando voi vedrete accader queste cose, sappiate, ch'egli è vicino, alle porte.
Mc 13,30 In verità vi dico: Non passerà questa generazione, prima che tutto questo sia avvenuto.
Mc 13,31 Il cielo, e la terra passeranno; ma le mie parole non passeranno.
Mc 13,32 Quanto poi a quel giorno, o a quell'ora nissuno lo sa, né gli Angeli, che sono nel cielo, né il Figliuolo, ma il solo Padre.
Mc 13,33 State attenti, vegliate, e orate: imperocché non sapete, quando sarà il tempo.
Mc 13,34 Così un uomo, partendo per lontan paese, abbandonò fa sua casa, e dette a' suoi servi podestà di far tutto, e ordinò al portinajo di star vigilante.
Mc 13,35 Vegliate adunque (perché non sapete, quando venga il padrone di casa: se a sera, se a mezzanotte, se al canto del gallo, se la mattina)
Mc 13,36 Affinchè, venendo improvvisamente, non vi trovi addormentati.
Mc 13,37 Quello poi, che io dico a voi, lo dico a tutti; Vegliate.
Mc 14,1 Or di lì a due giorni era la pasqua, e gli azzimi: e i principi de' sacerdoti, e gli Scribi cercavano il modo di prenderlo per inganno, e ucciderlo.
Mc 14,2 Ma dicevano: Non il dì di festa, perché il popolo non si levi a tumulto.
Mc 14,3 E trovandosi Gesù a Betania in casa di Simone il lebbroso, ed essendo a mensa: venne una donna, che aveva un alabastro d'unguento di nardo di spigo di gran pregio, e rotto l'alabastro, glielo sparse sulla testa.
Mc 14,4 Ed eranvi alcuni, che ciò soffrivano di mal cuore dentro di se, e dicevano: A che fine si è fatto questo scialacquamento d'unguento?
Mc 14,5 Imperocché potea questo vendersi più di trecento denari, e darsi a' poveri. E fremevano contro di lei.
Mc 14,6 Ma Gesù disse: Lasciatela stare: perché la inquietate voi? Ella ha fatto una buona opera verso di me.
Mc 14,7 Imperocché avete sempre con voi de' poveri, e potete far loro del bene, quando a voi piacerà: me poi non mi avete sempre.
Mc 14,8 Ella ha fatto quel, che poteva: ha anticipato a ungere il mio corpo per la sepoltura.
Mc 14,9 In verità vi dico: In qualunque luogo sarà predicato questo Vangelo pel mondo tutto, sarà ancor raccontato quel, che ella ha fatto in sua ricordanza.
Mc 14,10 E Giuda Iscariote uno de' dodici andò dai principi de' sacerdoti per darlo nelle loro mani.
Mc 14,11 E questi, uditolo, si rallegrarono: e promisero di dargli del denaro. E cercava occasione favorevole per tradirlo.
Mc 14,12 E il primo giorno degli azzimi, quando immolavan la pasqua, dissero a lui i discepoli: Dove vuoi tu, che andiamo ad apparecchiare pel mangiamento della pasqua?
Mc 14,13 Ed ei mandò due de' suoi discepoli, e disse loro: Andate in città: e incontrerete un uomo portante una secchia d'acqua; andategli dietro:
Mc 14,14 E in qualunque luogo entri dite al padrone della casa: il maestro dice: Dov' è il mio refettorio, ove io mangi la pasqua co' miei discepoli?
Mc 14,15 Ed egli vi farà vedere un cenacolo grande, messo in ordine: e quivi apparecchiate per noi.
Mc 14,16 E i discepoli andarono, e giunti in città trovarono, conforme avea loro detto, e prepararon la pasqua.
Mc 14,17 E fattosi sera, v'andò egli con i dodici.
Mc 14,18 E mentre erano a mensa, e mangiavano, disse Gesù: In verità vi dico, che uno di voi, il quale mangia con meco, mi tradirà.
Mc 14,19 Ma essi cominciarono a rattristarsi, e a dirgli uno dopo l'altro: Son forse io?
Mc 14,20 Ed egli disse loro: Uno de' dodici, il quale intigne la mano nel piatto con me.
Mc 14,21 E il Figliuolo dell'uomo se ne va, come è stato scritto di lui: ma guai a quell'uomo, per cui il Figliuolo dell'uomo sarà tradito. Meglio era per un uomo tale il non esser mai nato.
Mc 14,22 E mentre quelli mangiavano, Gesù prese del pane: e benedettolo, lo spezzò, e lo dette loro, e disse: Prendete: questo o il mio Corpo.
Mc 14,23 E, preso il calice, rese le grazie, lo dette ad essi: e tutti ne bevvero.
Mc 14,24 E disse loro: Questo è il Sangue mio del nuovo testamento, il quale sarà sparso per molti.
Mc 14,25 In verità vi dico, che non berrò più di questo frutto della vite sino a quel giorno, in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio.
Mc 14,26 E, detto l'inno, andarono al monte degli ulivi.
Mc 14,27 Allora Gesù disse loro: Tutti patirete scandalo a riguardo mio in questa notte; imperocché sta scritto: Percuoterò il pastore, e si dispergeranno le pecorelle.
Mc 14,28 Ma dopo che io sarò risuscitato, vi anderò innanzi nella Galilea.
Mc 14,29 Pietro però gli disse: Quand'anche io tutti si scandalizzassero, non io però.
Mc 14,30 E Gesù gli disse: In verità ti dico, che tu oggi in questa notte, prima che il gallo abbia cantato la seconda volta, mi negherai tre volte.
Mc 14,31 Ma quegli soggiungeva di più: Quand'anche bisogni con te morire, non ti negherò. E il simil dicevan pur tutti.
Mc 14,32 E arrivarono in un luogo chiamato Getsemani ed egli disse a' suoi discepoli: Fermatevi qui, sintantoché io faccia orazione.
Mc 14,33 E prese seco Pietro, e Giacomo, e Giovanni: e cominciò ad atterrirsi, e rattristarsi.
Mc 14,34 E disse loro: l'anima mia è afflitta sino alla morte: trattenetevi qui e vegliate.
Mc 14,35 E avanzatosi al quanto, si prostrò per terra: e pregò, che, se era possibile, si allontanasse da lui quell'ora.
Mc 14,36 E disse: Abba, padre, tutto è possibile a te: allontana da me questo calice; ma non quello, che voglio io, ma quel, che vuoi tu.
Mc 14,37 E tornò da loro, e trovolli addormentati. E disse a Pietro: Simone, tu dormi? Non hai potuto vegliare una sol ora?
Mc 14,38 Vegliate, ed orate per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è inferma.
Mc 14,39 E andò nuovamente ad orare, ripetendo le stesse parole.
Mc 14,40 E tornato li trovò di nuovo addormentati (imperocché i loro occhi erano aggravati) e non sapevano cosa rispondergli.
Mc 14,41 E ritornò la terza volta, e disse loro: Su via dormite, e riposatevi. Basta così: l'ora è venuta: ecco che il Figliuolo dell'uomo sarà dato nelle mani de' peccatori.
Mc 14,42 Alzatevi, andiamo. Ecco che colui, che mi tradirà, è vicino.
Mc 14,43 E non avea finito di dire, quand'eccoti Giuda Iscariote uno dei dodici, e con esso gran gente armata di spade, e di bastoni, spedita da' principi de' Sacerdoti, e dagli Scribi, e dai seniori.
Mc 14,44 E il traditore avea dato loro il segnale, dicendo: Colui, che io bacerò, è desso; prendetelo, e conducetelo con attenzione.
Mc 14,45 E venuto che fu, accostossi subito a Gesù, e dissegli: Dio ti salvi, Maestro, e lo baciò.
Mc 14,46 Ma coloro gettarongli le mani ad dosso, e lo catturarono.
Mc 14,47 E uno degli astanti mise mano alla spada, e ferì un servo del sommo Sacerdote: e gli mozzò un orecchio.
Mc 14,48 E Gesù prese la parola, e disse loro: Quasi io fossi un assassino, siete venuti con ispade, e bastoni per pigliarmi?
Mc 14,49 Ogni giorno io stava tra voi nel tempio, insegnando, né mi pigliaste. Ma debbono le scritture adempiersi.
Mc 14,50 Allora i suoi discepoli abbandonatolo, tutti fuggirono.
Mc 14,51 E un certo giovinetto seguiva: Gesù coperto di una veste di lino su la, nuda carne: e lo pigliarono.
Mc 14,52 Ma egli, lasciata andare la veste, scappò ignudo da loro.
Mc 14,53 E condusser Gesù dal sommo sacerdote: e si adunarono tutti i sacerdoti, e gli Scribi, e i seniori.
Mc 14,54 Pietro però lo seguitò da lungi sin dentro al cortile del sommo Sacerdote e sedeva al fuoco con i ministri, e scaldavasi.
Mc 14,55 Ma i prìncipi de' sacerdoti, e tutto il consesso cercavano testimonianze contro Gesù per farlo morire, e non le trovavano.
Mc 14,56 Imperocché molti deponevano il falso contro di lui: ma le loro deposizioni non concordavano.
Mc 14,57 E alzatisi alcuni attestavano il falso contro di lui, dicendo:
Mc 14,58 Noi gli abbiamo sentito dire: Io distruggerò questo tempio manofatto, e in tre giorni fabbricheronne un altro non manofatto.
Mc 14,59 Ma la loro testimonianza non era concorde.
Mc 14,60 E alzatosi in mezzo il sommo sacerdote, interrogò Gesù, dicendo: Non rispondi tu nulla alle cose, che ti sono rinfacciate da costoro?
Mc 14,61 Ma egli taceva, e non rispose parola. Di nuovo lo interrogò il sommo Sacerdote, e dissegli: Se' tu il Cristo, il figliuol di Dio benedetto?
Mc 14,62 E Gesù gli disse: Io lo sono: e vedrete il Figliuol dell'uomo scendere alla destra della maestà di Dio, e venir sulle nubi del cielo.
Mc 14,63 E il sommo Sacerdote, stracciatesi le sue vesti, disse: Che bisogno abbiamo più di testimoni?
Mc 14,64 Avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? E tutti lo condannarono per reo di morte.
Mc 14,65 E cominciarono alcuni a sputargli adosso, e velargli la faccia, e a dargli de' pugni, dicendogli: profetizza: e i ministri lo schiaffeggiavano.
Mc 14,66 E trovandosi Pietro da basso nel cortile, venne una delle serve del sommo Sacerdote:
Mc 14,67 E veduto Pietro, che si scaldava, e fissato in lui lo sguardo, disse: Anche tu eri con Gesù Nazareno.
Mc 14,68 Ma egli negò, dicendo: Nè lo conosco, né so quello, che tu ti dica. E uscì fuora davanti al cortile, e il gallo cantò.
Mc 14,69 E di nuovo avendolo veduto una serva, cominciò a dire agli astanti: Costui è di quelli.
Mc 14,70 Ma egli negò di bel nuovo. E di lì a poco nuovamente gli astanti dissero a Pietro: Tu se' di quelli sicuramente: imperocché sei anche Galileo.
Mc 14,71 Ma egli principiò a mandarsi delle imprecazioni, e a giurare: Non conosco quest'uomo, di cui parlate.
Mc 14,72 E subito per la seconda volta il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola dettagli da Gesù: Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte, e incominciò a piagnere.
Lc 1,1 Giacchè molti si sono sforzati di stendere il racconto delle cose avvenute tra noi:
Lc 1,2 Come riferirono a noi quelli, che sin da principio le videro, e furono ministri della parola:
Lc 1,3 E paruto anche a me, dopo aver diligentemente rinvergato dall'origine il tutto, di scriverlo a te a parte a parte, o Teofilo prestantissimo,
Lc 1,4 Affinchè tu riconosca la verità delle cose, che a te sono state insegnate.
Lc 1,5 Bravi al tempo di Erode, re di Giudea, un sacerdote, per nome Zaccaria, della classe di Abia; e la moglie di lui delle figliuole di Aronne, e si chiamava Elisabetta.
Lc 1,6 Ed erano ambedue giusti dinanzi a Dio, camminando irreprensibili in tutti icomandamenti, e nelle leggi del Signore.
Lc 1,7 E non avevano figliuolo, per essere Elisabetta sterile, e tutti due di età avanzata.
Lc 1,8 Or avvenne, che, mentre faceva la funzione di sacerdote dinanzi a Dio nell'ordine del suo turno,
Lc 1,9 Secondo la consuetudine del sacerdozio, toccogli in sorte di entrare nel tempio del Signore a offerirvi l'incenso:
Lc 1,10 E tutta la turba del popolo orava di fuori nell'ora dell'incenso.
Lc 1,11 E apparve a lui l'Angelo del Signore, stante alla destra dell'altare dell'incenso.
Lc 1,12 E Zaccaria al vederlo turbossi, e il timore lo soprapprese.
Lc 1,13 Ma l'Angelo gli disse: Non temere, o Zaccaria, perché è stata esaudita la tua orazione: e la tua moglie Elisabetta ti partorirà un figliuolo; e gli porrai nome Giovanni:
Lc 1,14 E sarà a te di allegrezza, e di giubbilo: e molti si rallegreranno per la nascita di lui:
Lc 1,15 Imperocché egli sarà grande nel cospetto del Signore: non berrà né vino, né sicera: e sarà ripieno di Spirito santo sin dall'utero di sua madre:
Lc 1,16 E convertirà molti dei figliuoli d'Israele al Signore Dio loro.
Lc 1,17 Ed egli precederà davanti a lui con lo spirito, e con la virtù di Elia: per rivolgere i cuori de' padri verso i loro figliuoli, e gl'increduli alla sapienza dei giusti, per preparare al Signore un popolo perfetto.
Lc 1,18 E Zaccaria disse all'Angelo: Come comprenderò io tal cosa? Imperocché io son vecchio, e la moglie mia è avanzata in età.
Lc 1,19 E l'Angelo gli rispose, e disse: Io sono Gabriele, che sto nel cospetto d'Iddio: e sono stato mandato a parlarti, e recarti questa buona nuova.
Lc 1,20 Ed ecco, che sarai mutolo, e non potrai far parola sino al giorno, che questo succeda, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a suo tempo.
Lc 1,21 E il popolo stava aspettando Zaccaria: e si maravigliava del tardare, che egli faceva nel tempio.
Lc 1,22 Ma essendo egli uscito, non poteva parlare ad essi: e compresero, ch'egli aveva avuta una visione nel tempio. Ed egli andava facendo loro dei cenni, e si restò mutolo.
Lc 1,23 E avvenne, che, finiti i giorni del suo uffizio, se v'andò a casa sua:
Lc 1,24 E dopo que' giorni Elisabetta sua moglie rimase incinta, e per cinque mesi si teneva nascosta, dicendo:
Lc 1,25 Così ha fatto con me il Signore, quando si è a me rivolto per togliere la mia ignominia tra gli uomini.
Lc 1,26 Ma il sesto mese fu mandato l'Angelo Gabriele da Dio a una città della Galilea, chiamata Nazaret,
Lc 1,27 A una vergine sposata ad un uomo della casa di Davidde, nomato Giuseppe, e la Vergine si chiamava Maria.
Lc 1,28 Ed entrato l'Angelo da lei, disse: Dio ti salvi, piena di grazia: il Signore è teco: Benedetta tu fra le donne.
Lc 1,29 Le quali cose avendo ella udite, si turbò alle sue parole; e andava pensando, che sorta di saluto fosse questo.
Lc 1,30 E l'Angelo le disse: Non temere, Maria, imperocché hai trovato grazia dinanzi a Dio.
Lc 1,31 Ecco che concepirai, e partorirà un figlio, e gli porrai nome Gesù.
Lc 1,32 Questi sarà grande, e sarà chiamato figliuolo dell'Altissimo: e a lui darà il Signore Iddio la sede di Davidde suo padre: e regnerà sopra la casa di Giacobbe in eterno.
Lc 1,33 E il suo regno non avrà fine.
Lc 1,34 E Maria disse all'Angelo: la qual modo avverrà questo, mentre io non conosco uomo?
Lc 1,35 E l'Angelo le rispose, e disse: Lo Spirito santo scenderà sopra di te, la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. E per questo ancora quello, che nascerà di te Santo, sarà chiamato figliuolo di Dio.
Lc 1,36 Ed ecco che Elisabetta tua parente ha concepito anch'essa un figliuolo nella sua vecchiezza: ed è nel sesto mese quella, che diceasi sterile:
Lc 1,37 Imperocché nulla sarà impossibile a Dio.
Lc 1,38 E Maria disse: Ecco l'ancella del Signore, facciasi di me secondo la tua parola. E l'Angelo si parti da lei.
Lc 1,39 E Maria in quegli stessi giorni andò frettolosamente nella montagna a una città di Giuda:
Lc 1,40 Ed entrò, in casa di Zaccaria, e salutò Elisabetta.
Lc 1,41 E avvenne, che appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino saltellò nel suo seno: ed Elisabetta fu ripiena di Spirito santo:
Lc 1,42 Ed esclamò ad alta voce, e disse: Benedetta tu tra le donne, e benedetto il frutto del tuo ventre.
Lc 1,43 E donde a me questo, che la madre del Signor mio venga da me?
Lc 1,44 Imperocché ecco che appena il suono del tuo saluto giunse alle mie orecchie, saltellò per giubbilo nel mio seno il bambino.
Lc 1,45 E beata te, che hai creduto, perché si adempiranno le cose dette a te dal Signore.
Lc 1,46 E Maria disse: l'anima mia esalta la grandezza del Signore:
Lc 1,47 Ed esulta il mio spirito in Dio mio salvatore.
Lc 1,48 Perché ha rivolto lo sguardo alla bassezza della sua serva: conciossiachè ecco che da questo punto beata mi chiameranno tutte le età.
Lc 1,49 Perché grandi cose ha fatte a me colui, che è potente, e di cui santo è il nome.
Lc 1,50 E la misericordia di lui di generazione in generazione sopra coloro, che lo temono.
Lc 1,51 Fece opere di potenza col suo braccio: dissipò i superbi coi pensieri del loro cuore.
Lc 1,52 Ha deposto dal trono i potenti, e ha esaltato i piccoli.
Lc 1,53 Ha ricolmati di beni i famelici, e voti ha rimandati i ricchi.
Lc 1,54 Accolse Israele suo servo, ricordandosi della sua misericordia:
Lc 1,55 Conforme parlò ai padri nostri, ad Abramo, e ai suoi discendenti per tutti i secoli.
Lc 1,56 Maria poi si trattenne con lei circa tre mesi: e se ne tornò a casa sua.
Lc 1,57 E si compi per Elisabetta il tempo di partorire, e partorì un figliuolo.
Lc 1,58 E i vicini, e i parenti di lei udirono, come il Signore aveva segnalata la sua misericordia verso di lei, e se ne congratulavano con essa.
Lc 1,59 E avvenne, che l'ottavo giorno andarono a circoncidere il fanciullo, e lo chiamavano Zaccaria dal nome di suo padre.
Lc 1,60 E la madre di lui rispose, e disse: Non già; ma avrà nome Giovanni.
Lc 1,61 E le dissero: Non v'ha alcuno della tua parentela, che porti tal nome.
Lc 1,62 E facevano cenno a suo padre, come volesse, che fosse chiamato.
Lc 1,63 Ed egli, chiesta la tavoletta, scrisse così: Il suo nome è Giovanni. E tutti restarono maravigliati.
Lc 1,64 E in quel ponto fu aperta la sua bocca, e sciolta la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
Lc 1,65 E furono presi da timore tutti i loro vicini: e per tutta la montagna della Giudea si divulgarono tutte queste cose:
Lc 1,66 E tutti quelli, che le avevano udite, le ponderavano in cuor loro, dicendo: Che bambino sarà, mai questo? imperocché la mano del Signore era con lui.
Lc 1,67 E Zaccaria suo padre fu ripieno di Spirito santo: e profetò, dicendo:
Lc 1,68 Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato, e redento il suo popolo.
Lc 1,69 Ed ha innalzato per noi il principe della salute nella casa di Davidde suo servo.
Lc 1,70 Conforme annunzio per bocca de' santi profeti suoi, che sono stati dal cominciamento de' secoli:
Lc 1,71 La liberazione da' nostri nemici, e dalle mani di tutti coloro, che ci odiano:
Lc 1,72 Per fare misericordia co' padri nostri: e mostrarsi memore del testamento suo santo.
Lc 1,73 Conforme al giuramento, col quale ei giurò ad Abramo padre nostro, di concedere a noi:
Lc 1,74 Che liberi dalle mani de' nostri nemici serviamo a lui scevri di timore.
Lc 1,75 Con santità, e giustizia nel cospetto di lui per tutti i nostri giorni.
Lc 1,76 E tu, bambinello, sarai detto il profeta dell'Altissimo: perché precederai davanti alla faccia del Signore a preparare le sue vie:
Lc 1,77 Per dare al suo popolo la scienza della salute per la remissione de' loro peccati,
Lc 1,78 Mediante le viscere della misericordia del nostro Dio: per le quali ci ha visitato il Sol nascente dall'alto:
Lc 1,79 Per illuminare coloro, che giacciono nelle tenebre, e nell'ombra della morte: per guidare i nostri passi nella via della pace.
Lc 1,80 E il bambino cresceva, e si fortificava nello spirito: e abitava pei deserti sino al tempo di darsi a conoscere a Israele.
Lc 2,1 Di quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto, che si facesse il censo di tutto il mondo.
Lc 2,2 Questo primo censo fu fatto da Cirino preside della Siria.
Lc 2,3 E andavano tutti a dare il nome ciascheduno alla sua città.
Lc 2,4 E andò anche Giuseppe da Nazaret città della Galilea alla città di David, chiamata Betlem nella Giudea, per essere egli della casa, e famiglia di David,
Lc 2,5 A dare il nome insieme con Maria sposata a lui in consorte, la quale era incinta.
Lc 2,6 E avvenne, che, mentre quivi si trovavano, giunse per lei il tempo di partorire.
Lc 2,7 E partorì il figlio suo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia; perché non eravi luogo per essi nell'albergo.
Lc 2,8 Ed eranvi nella stessa regione de' pastori, che vegliavano, e facean di notte la ronda attorno al lor gregge.
Lc 2,9 Quand'ecco sopraggiunse vicino a essi l'Angelo del Signore, e uno splendore divino gli abbarbagliò, e furono presi da gran timore.
Lc 2,10 E l'Angelo disse loro: Non temete: imperocché eccomi a recare a voi la nuova di una grande allegrezza, che avrà tutto il popolo:
Lc 2,11 Perché è nato oggi a voi un Salvatore, che è il Cristo Signore, nella città di David.
Lc 2,12 Ed eccovene il segnale: troverete un bambino avvolto in fasce, giacente in una mangiatoia.
Lc 2,13 E subitamente si unì coll'Angelo una schiera della celestiale milizia, che lodava Dio, dicendo:
Lc 2,14 Gloria a Dio nel più alto de' cieli, e pace in terra agli uomini di buon volere.
Lc 2,15 E dopo che gli Angeli si furono ritirati da loro verso il cielo, i pastori presero a dire tra di loro: Andiamo sino a Betlemme a vedere quello, che è ivi accaduto, come il Signore ci ha manifestato.
Lc 2,16 E andarono con prestezza: e trovarono Maria, e Giuseppe, e il Bambino giacente nella mangiatoia.
Lc 2,17 E vedutolo, intesero quanto era stato detto loro di quel Bambino.
Lc 2,18 E tutti quelli, che ne sentirono parlare, restarono maravigliati delle cose, che erano state riferite loro dai pastori.
Lc 2,19 Maria però di tutte queste cose facea conserva, paragonandole in cuor suo.
Lc 2,20 E i pastori se ne ritornarono glorificando, e lodando Dio per tutto quello, che udito avevano, e veduto, conforme era stato ad essi predetto.
Lc 2,21 E compiti, che furono gli otto giorni per fare la circoncisione del bambino, gli fu posto nome GESÙ, conforme era stato nominato dall'Angelo prima di essere concepito.
Lc 2,22 E venuto il tempo della purificazione di lei secondo la legge di Mosè, lo portarono a Gerusalemme, affine di presentarlo al Signore,
Lc 2,23 Secondo quello, che sta scritto nella legge del Signore: Qualunque maschio primogenito sarà consagrato al Signore:
Lc 2,24 E per fare l'offerta, conforme sta scritto nella legge del Signore, un paio di tortore, o due colombini.
Lc 2,25 Era allora in Gerusalemme un uomo chiamato Simeone: e quest'uomo giusto, e timorato, che aspettava la consolazione di Israele; ed era in lui lo Spirito santo.
Lc 2,26 Ed eragli stato rivelato dallo Spirito santo, che non avrebbe veduto morte, prima di vedere il Cristo del Signore.
Lc 2,27 E condotto dallo spirito di Dio andò al tempio. E quando i genitori vi introdussero il bambino Gesù, per fare rispetto a lui il consueto secondo la legge:
Lc 2,28 Egli se lo prese tra le sue braccia, e benedisse Dio, e disse:
Lc 2,29 Adesso lascerai, o Signore, che se ne vada in pace il tuo servo secondo la tua parola:
Lc 2,30 Perché gli occhi miei hanno veduto il Salvatore dato da te,
Lc 2,31 Il quale è stato esposto da te al cospetto di tutti i popoli;
Lc 2,32 Luce a illuminare le nazioni, e a gloria del popolo tuo Israele.
Lc 2,33 E il padre, e la madre di Gesù restavano maravigliati delle cose, che di lui si dicevano.
Lc 2,34 E Simeone li benedisse, e disse a Maria sua madre: Ecco che questi è posto per ruina, e per risurrezione di molti in Israele, e per bersaglio alla contraddizione:
Lc 2,35 E anche l'anima tua stessa sarà, trapassata dal coltello, affinchè di molti cuori restino disvelati i pensieri.
Lc 2,36 Eravi anche una profetessa, Anna, figliuola di Fanuel, della tribù di Aser: ella era molto avanzata in età, ed era vissuta sette anni col suo marito, al quale erasi sposata fanciulla.
Lc 2,37 Ed ella (era rimasta) vedova fino agli ottantaquattro anni: e non usciva dal tempio, servendo Dio notte, e giorno con orazioni, e digiuni.
Lc 2,38 E questa, sopraggiungendo in quel tempo stesso, lodava anch'essa il Signore: e parlava di lui a tutti coloro, che aspettavano la redenzione d'Israele.
Lc 2,39 E soddisfatto che ebbero a tutto quello, che ordinava la legge del Signore, se ne tornarono nella Galilea alla loro città di Nazaret.
Lc 2,40 E il Bambino cresceva, e si fortificava riempiendosi di sapienza: e la grazia di Dio era in lui.
Lc 2,41 E i suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme pel dì solenne di pasqua.
Lc 2,42 E quando egli fu arrivato all'età di dodici anni, essendo essi andati a Gerusalemme secondo il solito di quella solennità,
Lc 2,43 Allorché passati que' giorni se ne ritornavano, rimase il fanciullo Gesù in Gerusalemme, e non se ne accorsero i suoi genitori.
Lc 2,44 E pensandosi, che egli fosse coi compagni, camminarono una giornata, e lo andavano cercando tra i parenti, e conoscenti.
Lc 2,45 Nè avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme a ricercarlo.
Lc 2,46 E avvenne, che dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, che sedeva in mezzo ai dottori, e gli ascoltava, e gli interrogava.
Lc 2,47 E tutti quei, che l'udivano, restavano attoniti della sua sapienza, e delle sue risposte.
Lc 2,48 E vedutolo (i genitori) ne fecer le maraviglie. E la Madre sua gli disse: Figlio, perché ci hai tu fatto questo? Ecco che tuo padre, e io addolorati andavamo di te in cerca.
Lc 2,49 Ed egli disse loro: Perché mi cercavate voi? Non sapevate, come nelle cose spettanti al Padre mio debbo occuparmi?
Lc 2,50 Ed eglino non compresero quel, che egli aveva lor detto.
Lc 2,51 E se n'andò con essi, e fe' ritorno a Nazaret, ed era ad essi soggetto. E la Madre sua di tutte queste cose faceva conserva in cuor suo.
Lc 2,52 E Gesù avanzava in sapienza, in età, e in grazia appresso a Dio e appresso agli uomini.
Lc 3,1 Ma l'anno quintodecimo dell'impero di Tiberio Cesare, essendo proccuratore della Giudea Ponzio Pilato, e tetrarca della Galilea Erode, e Filippo suo fratello tetrarca dell'Iturea, e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell'Abilene,
Lc 3,2 Sotto i pontefici Anna, e Caifa, il Signore parlò a Giovanni, figliuolo di Zaccaria nel deserto:
Lc 3,3 Ed egli andò per tutto il paese intorno al Giordano, predicando il battesimo di penitenza per la remissione de' peccati:
Lc 3,4 Conforme sta scritto nel libro dei sermoni d'Isaia profeta: Voce di uno, che grida nel deserto: Preparate la via del Signore: raddirizzate i suoi sentieri:
Lc 3,5 Tutte le valli si riempiranno, e tutti i monti, le colline si abbasseranno: e i luoghi tortuosi si raddirizzeranno, e i malagevoli si appianeranno:
Lc 3,6 E vedranno tutti gli uomini la salute di Dio.
Lc 3,7 Diceva adunque (Giovanni) alle turbe, che andavano per essere da lui battezzate: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire l'ira, che vi sovrasta?
Lc 3,8 Fate adunque frutti degni di penitenza, e non vi mettete a dire: Abbiamo Abramo per padre. Imperocché io vi dico, che può Dio da queste pietre suscitar figliuoli ad Abramo.
Lc 3,9 Imperocché già anche la scure è alla radice degli alberi. Ogni albero adunque, che non porta buon frutto, sarà tagliato, e gettato nel fuoco.
Lc 3,10 E le turbe lo interrogavano, dicendo: Che abbiamo noi dunque a fare?
Lc 3,11 Ed ei rispondeva loro: Chi ha due vesti, ne dia a chi non ne ha: e il simile faccia, chi ha de' commestibili.
Lc 3,12 E andarono anche de' pubblicani, per essere battezzati, e gli dissero: Maestro, che abbiamo da fare?
Lc 3,13 Ed egli disse loro: Non esigete più di quello, che vi è stato fissato.
Lc 3,14 Lo interrogavano ancora i soldati, dicendo: Che abbiamo da fare anco noi? Ed ei disse loro: Non togliete il suo ad alcuno per forza, né con frode: e contentatevi della vostra paga.
Lc 3,15 Ma stando il popolo in espettazione, e pensando tutti in cuor loro, se mai Giovanni fosse il Cristo:
Lc 3,16 Giovanni rispose, e disse a tutti: Quanto a me, io vi battezzo con acqua: ma viene uno più possente di me, di cui non son io degno di sciogliere le corregge delle scarpe: egli vi battezzerà, con lo Spirito santo, e col fuoco:
Lc 3,17 Egli avrà alla mano la sua pala e pulirà la sua aia, e ragunerà il frumento nel suo granaio; e brugerà la paglia in un fuoco inestinguibile.
Lc 3,18 E molte altre cose ancora predicava al popolo, istruendolo.
Lc 3,19 Ma Erode il tetrarca, essendo stato ripreso da lui a casa di Erodiade moglie di suo fratello, e a motivo di tutti i mali, che aveva fatti,
Lc 3,20 Aggiunse a tutti anche questo, che rinserrò Giovanni in una prigione.
Lc 3,21 Or avvenne, che nel battezzanti tutto il popolo, essendo stato battezzato anche Gesù, e stando egli in orazione, si spalancò il cielo:
Lc 3,22 E discese lo Spirito santo sopra di lui in forma corporale come una colomba: e dal cielo venne questa voce: Tu se' il mio Figliuolo diletto; in temi, sono compiaciuto.
Lc 3,23 E lo stesso Gesù cominciava ad avere circa trent'anni, figliuolo, come credeasi, di Giuseppe, il quale fu di Heli, il quale fu di Mathat,
Lc 3,24 Il quale fu di Levi, il quale fa di Melchi, il quale fu di Janne, il quale fu di Giuseppe,
Lc 3,25 Il quale fu di Mathathia, il quale fu di Amos, il quale fu di Nahum, il quale fu di Hesli, il quale fu di Nagge,
Lc 3,26 Il quale fu di Mahath, il quale fu di Mathathia, il quale fu di Semei, il quale fu di Giuseppe, il quale fu di Giuda,
Lc 3,27 Il quale fu di Giovanna, il quale fu di Resa, il quale fu di Zorobabele, il quale fu di Salathiel, il quale fu di Neri,
Lc 3,28 Il quale fu di Melchi, il quale fu di Addi, il quale fu di Cosan, il quale fu di Elmadan, il quale fu di Her,
Lc 3,29 Il quale fu di Iesu, il quale fu di Eliezer, il quale fu di Iorim, il quale fu di Mathat, il quale fu di Levi,
Lc 3,30 Il quale fu di Simeon, il quale fu di Giuda, il quale fu di Giuseppe, il quale fu di Giona, il quale fu di Eliakim,
Lc 3,31 Il quale fu di Melea, il quale fu di Menna, il quale fu di Mathatha, il quale fu di Nathan, il quale fu di David,
Lc 3,32 Il quale fu di Iesse, il quale fu di Obed, il quale fu di Booz, il quale fu di Salmon, il quale fu di Naasson,
Lc 3,33 Il quale fu di Aminadab, il quale fu di Aram, il quale fu di Esron, il quale fu di Phares, il quale fu di Giuda,
Lc 3,34 Il quale fu di Giacobbe, il quale fu d'Isacco, il quale fu di Abramo, il quale fu di Thare, il quale fu di Nachor,
Lc 3,35 Il quale fu di Sarug, il quale fu di Ragau, il quale fu di Phaleg, il quale fu di Heber, il quale fu di Sale,
Lc 3,36 Il quale fu di Cainan, il quale fu di Arphaxad, il quale fu di Sem, il quale fu di Noè, il quale fu di Lamech,
Lc 3,37 Il quale fu di Mathusale, il quale fu di Henoch, il quale fu di Jared, il quale fu di Malaleel, il quale fu di Cainan,
Lc 3,38 Il quale fu di Henos, il quale fu di Seth, il quale fu di Adamo, il quale fu di Dio.
Lc 4,1 Ma Gesù pieno di Spirito santo si partì dal Giordano: e fu condotto dallo spirito nel deserto
Lc 4,2 Per quaranta giorni, ed era tentato dal Diavolo. E non mangiò nulla in que' giorni: e passati quelli ebbe fame.
Lc 4,3 Allora il Diavolo gli disse: Se tu se' figliuolo di Dio, dì a questa pietra che diventi pane.
Lc 4,4 E Gesù gli rispose: Sta scritto: Che non di solo pane vive l'uomo, ma di tutto quello, che vuole Dio.
Lc 4,5 E il Diavolo lo condusse sopra un alto monte, e mostragli in un attimo tutti i regni della terra,
Lc 4,6 E gli disse: Io ti darò di tutto questo la padronanza, e la gloria di questi (regni): conciossiachè a me sono stati dati; e gli do a chi mi pare.
Lc 4,7 Se tu pertanto mi adorerai, saran tutti tuoi.
Lc 4,8 E Gesù gli rispose, e disse: Sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo, e lui solo servirai.
Lc 4,9 E il Diavolo menollo a Gerusalemme, e lo posò sopra la sommità del tempio, e gli disse: Se tu se' Figliuolo di Dio, gettati di qui a basso.
Lc 4,10 Imperocché sta scritto, che riguardo a te ha dato ordine a' suoi Angeli di custodirti:
Lc 4,11 E che ti sosterranno con le loro mani, affinchè tu non dia del piede in qualche sasso.
Lc 4,12 E Gesù gli rispose, e disse: È stato detto: non tenterai il Signore Dio tuo.
Lc 4,13 E finite le tentazioni, il Diavolo si partì da lui sino ad altro tempo.
Lc 4,14 E Gesù per impulso dello spirito ritornò nella Galilea, e si sparse per tutto il paese la fama di lui.
Lc 4,15 E insegnava in quelle sinagoghe, ed era da tutti acclamato.
Lc 4,16 E andò a Nazaret, dove era stato allevato, ed entrò secondo la sua usanza il sabato nella sinagoga, e si alzò per fare la lettura.
Lc 4,17 E gli fu dato il libro del profeta Isaia. E spiegato, che ebbe il libro, trovò quel passo, dove era scritto:
Lc 4,18 Lo spirito del Signore sopra dì me: per la qual cosa mi ha unto per evangelizzare a' poveri: mi ha mandato a curare coloro, che hanno il cuore spezzato,
Lc 4,19 Ad annunziare agli schiavi la liberazione, e a' ciechi la ricuperazione della vista, a rimettere in libertà gli oppressi, a predicare l'anno accettevole del Signore, ed il giorno della retribuzione.
Lc 4,20 E ripiegato il libro, lo rendette al ministro, e si pose a sedere. Ed erano fissi in lui gli occhi di tutti nella sinagoga.
Lc 4,21 E principiò a dir loro: Oggi di questa scrittura avete udito voi l'adempimento.
Lc 4,22 E tutti lo approvavano: e ammiravano le parole di grazia, che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: non è egli costui il figlio di Giuseppe?
Lc 4,23 Ed egli disse loro: Certo che voi direte a me quel proverbio: Medico cura te stesso: tutte quelle cose, che abbiamo udito essere state fatte in Cafarnaum, falle anche qui nella tua patria.
Lc 4,24 Disse egli però: In verità vi dico, che nissun profeta è gradito nella sua patria.
Lc 4,25 In verità vi dico, che molte vedove eranvi in Israele a tempo di Elia, quando il cielo stette chiuso per tre anni, e sei mesi, e fu carestia grande per tutta la terra:
Lc 4,26 E a nissuna di esse fu mandato Elia, ma a una donna vedova di Sarepta del territorio di Sidone.
Lc 4,27 E molti lebbrosi erano in Israele al tempo di Eliseo profeta: e nissuno di essi fu mondato, fuori che Naaman Siro.
Lc 4,28 E all'udire queste cose tutti quei della sinagoga si riempiron di sdegno.
Lc 4,29 E si alzarono e lo cacciaron fuora della città: e lo condussero sino alla vetta del monte, sopra del quale era fabbricata la loro città per precipitarnelo.
Lc 4,30 Ma egli passando per mezzo ad essi se v'andava.
Lc 4,31 E andò a Cafarnaum città della Galilea, e quivi insegnava loro ne' giorni di sabato.
Lc 4,32 E si stupivano del suo modo di insegnare; conciossiachè il suo parlare era con autorità.
Lc 4,33 Ed eravi nella sinagoga un uomo posseduto da un demonio immondo, e questo gridò ad alta voce,
Lc 4,34 Dicendo: Lasciaci, che abbiamo noi a fare con te, Gesù Nazareno? Se' tu venuto a sterminarci? Ti conosco, chi sei, santo di Dio.
Lc 4,35 E Gesù lo sgridò, e gli disse: Taci, ed esci da costui. E il demonio, gettatolo in mezzo per terra, se ne usci da colui, né gli fece alcun male.
Lc 4,36 E tutti si intimorirono, e si parlavano l'un all'altro, dicendo: Che è questo? Egli comanda con autorità, e potestà agli spiriti immondi, e se ne vanno.
Lc 4,37 E la fama di lui si andava spargendo nel paese per ogni dove.
Lc 4,38 E uscito Gesù darla sinagoga, entrò nella casa di Simone. E la suocera di Simone era stata presa da grossa febbre: e a lui la raccomandarono.
Lc 4,39 Ed egli chinatosi verso di lei, fe' comando alla febbre: e la febbre lasciolla. E subitamente levatasi gli andava servendo.
Lc 4,40 Tramontato poi il sole, tutti quelli, che avevano dei malati di questo, o di quel malore, li conducevano da lui. Ed egli, imposte a ciascuno di essi le mani, li risanava.
Lc 4,41 E uscivan da molti i demonj gridando, e dicendo: Tu sei il figliuolo di Dio: ma egli sgridandoli non permetteva loro di dire, come sapevano, essere lui il Cristo.
Lc 4,42 E fattosi giorno si parti per andare in luogo deserto, e le turbe lo cercavano, e arrivaron fino a lui: e lo ritenevano, perché non si partisse da loro.
Lc 4,43 Alle quali però egli disse: Bisogna, che anche alle altre città io evangelizzi il regno di Dio: dappoiché per questo sono stato mandato.
Lc 4,44 E predicava nelle sinagoghe della Galilea.
Lc 6,1 E avvenne, che nel sabato secondo - primo passando egli pe' seminati, i suoi discepoli coglievano delle spighe, e stritolatele colle mani, mangiavano.
Lc 6,2 E allora alcuni dei Farisei disser loro: Perché fate voi quello, che non è permesso in giorno di sabato?
Lc 6,3 E Gesù rispose, e disse loro: Non avete voi dunque letto neppure quel, che fece Davidde, trovandosi affamato egli, e i suoi compagni?
Lc 6,4 Come entrò nella casa di Dio, e prese i pani della proposizione, e ne mangiò, e ne diede ai suoi compagni: de' quali (pani) non è lecito di mangiare se non a' soli sacerdoti?
Lc 6,5 E diceva loro: o padrone il Figliuolo dell'uomo anche del sabato.
Lc 6,6 E un altro sabato avvenne, che entrò egli nella sinagoga, e insegnava. Ed era quivi un uomo, che aveva la mano destra inaridita.
Lc 6,7 E gli Scribi, e i Farisei stavano ad osservare, se egli lo guariva nel sabato, per trovar di che accusarlo.
Lc 6,8 Ma egli conosceva i lor pensamenti: e disse a colui, che aveva la mano inaridita: Alzati, e vieni qua in mezzo. E quegli alzatosi si stette.
Lc 6,9 E Gesù disse loro: Domando a voi, se sia lecito il giorno di sabato di far del bene, o del male; di salvare un uomo, o di ucciderlo?
Lc 6,10 E dato a tutti intorno uno sguardo, disse a colui: Stendi la tua mano. Ed egli la stese: e la mano di lui fu renduta sana.
Lc 6,11 Ma coloro entrarono nelle furie, e discorrevano tra di loro, che dovessero far di Gesù.
Lc 6,12 Ed avvenne di que' giorni, che egli andò sopra un monte ad orare, e stava passando la notte in orazione di Dio.
Lc 6,13 E fattosi giorno, chiamò i suoi discepoli: e scelse dodici di essi, (a' quali diede anche il nome di Apostoli)
Lc 6,14 Simone, cui diede il soprannome di Pietro, e Andrea suo fratello, Giacomo, e Giovanni, Filippo, e Bartolommeo,
Lc 6,15 Matteo, e Tommaso, Giacomo d'Alfeo, e Simone chiamato Zelote,
Lc 6,16 E Giuda di Giacomo, e Giuda Iscariote, che fu il traditore.
Lc 6,17 E disceso con essi, si fermò alla pianura egli, e la turba de' suoi discepoli, e una gran frotta di popolo di tutta la Giudea, e di Gerusalemme, e del paese marittimo di Tiro, e di Sidone,
Lc 6,18 La qual gente era venuta per ascoltarlo, e per essere sanata dalle sue malattie. E quelli, che erano tormentati dagli spiriti immondi, erano risanati.
Lc 6,19 E tutto il popolo proccurava di toccarlo: perché scaturiva da lui virtù, la quale rendeva a tutti salute.
Lc 6,20 Ed egli alzati gli occhi verso de' suoi discepoli, diceva: Beati poveri perché vostro è il regno di Dio.
Lc 6,21 Beati voi, che avete adesso fame: perché sarete satollati. Beati voi, che ora piangete: perché riderete.
Lc 6,22 Beati sarete, allora quando gli uomini vi odieranno, e vi scomunicheranno, e vi diranno improperj, e rigetteranno come abbominevole il vostro nome, a causa del figliuolo dell'uomo.
Lc 6,23 Rallegratevi allora, e tripudiate: perché, mirate, come grande è la mercede vostra nel cielo: conciossiachè così erano trattati i profeti dai padri di costoro.
Lc 6,24 Ma guai a voi, o ricchi: perché ricevuto avete la vostra consolazione.
Lc 6,25 Guai a voi, che siete satolli: perché soffrirete la fame. Guai a voi, che adesso ridete: perché piangerete, e gemerete.
Lc 6,26 Guai a voi, quando gli uomini vi benediranno: imperocché così facevano co' falsi profeti i padri di costoro.
Lc 6,27 Ma a voi, che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a que’, che vi odiano.
Lc 6,28 Benedite que', che vi mandano imprecazioni, e orate pe' vostri calunniatori.
Lc 6,29 E a chi ti da uno schiaffo, presentagli l'altra guancia. E a chi ti toglie il mantello, non vietargli di prendere anche la tonaca.
Lc 6,30 Dona a chiunque ti chiede: e non ridomandare il tuo da chi te lo leva.
Lc 6,31 E quel, che volete, che facciano gli uomini inverso di voi, fatelo voi puro con essi.
Lc 6,32 Che se voi amate quelli, che vi amano, che merito ne avete voi? imperocché anche i peccatori amano chi gli ama.
Lc 6,33 E se fate del bene a coloro, che a voi ne fanno, che merito ne avete voi? Imperocché anche i peccatori fanno altrettanto.
Lc 6,34 E se date in prestito a coloro, da' quali sperate il contraccambio, qual merito v'avrete voi? Imperocché anche i cattivi prestano a' cattivi per ricevere il contraccambio.
Lc 6,35 Amate pertanto i vostri nemici: fate del bene, e imprestate senza speranza di profitto: e grande sia la vostra mercede, e sarete figliuoli dell'Altissimo, perché egli è benigno con gl' ingrati, e con i cattivi.
Lc 6,36 Siate adunque misericordiosi, come anche il Padre vostro è misericordioso.
Lc 6,37 Non giudicate, e non sarete giudicati: non condannate, e non sarete condannati. Perdonate, e sarà a voi perdonato.
Lc 6,38 Date, e sarà dato a voi: misura giusta, pigiata, scossa, e colma sarà versata in seno a voi: perché colla stessa misura, onde avrete misurato, sarà rimisurato a voi.
Lc 6,39 Diceva di più ad essi una similitudine: È egli possibile, che un cieco guidi un cieco? non caderann' eglino ambedue nella fossa?
Lc 6,40 Non v'ha scolare da più del maestro: ma chicchessia sarà perfetto, ove sia come il suo maestro.
Lc 6,41 Perché poi osservi tu una pagliuzza nell'occhio del tuo fratello; e non badi alla trave, che hai nel tuo occhio?
Lc 6,42 Ovvero come puoi tu dire al tuo fratello: Lascia, fratello, che io ti cavi dall'occhio la pagliuzza, che vi hai: mentre tu non vedi la trave, che è nel tuo occhio? Ipocrita, cava prima dall'occhio tuo la trave, e allora guarderai di cavare la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
Lc 6,43 Imperocché non è buon albero quello, che fa i frutti cattivi: né cattivo quello, che fa buon frutto.
Lc 6,44 Imperocché ogni albero distinguesi dal suo frutto. Dappoiché nè fichi si colgono dalle spine; né uva vendemmiasi da un roveto.
Lc 6,45 L'uomo dabbene dal buon tesoro del cuor suo cava fuora del bene: e il cattivo uomo da un cattivo tesoro mette fuori del male. Imperocché dall'abbondanza del cuore parla la bocca.
Lc 6,46 Ma e perché dite voi a me, Signore, Signore: e non fate quel, che io vi dico?
Lc 6,47 Chiunque viene a me, e ascoltale mie parole, e le mette in opera, vi spiegherò io, a che rassomigli:
Lc 6,48 Ei rassomiglia a un uomo, che fabbricò una casa, il quale fece scavo profondo, e gettò i fondamenti sul sasso: e venuta l'inondazione, la fiumana andò a urtare la casa, e non potè smuoverla: perché era fondata sopra la pietra.
Lc 6,49 Ma colui, che ascolta, e non fa è simile a un uomo, il quale fabbricò una casa sul suolo senza fondamenti: nella qual (casa) urtò la fiumana, ed ella andò subito giù: e fu grande la rovina di quella casa.
Lc 7,1 E terminato che ebbe tutti i suoi discorsi al popolo, che lo ascoltava; entrò in Cafarnaum.
Lc 7,2 E il servo di un certo centurione caro a lui era ammalato, e vicino a morire.
Lc 7,3 E avendo quegli sentito parlare di Gesù, mandò da lui gli anziani dei giudei a pregarlo, che andasse a guarire il suo servo.
Lc 7,4 Questi adunque' essendo andati a trovar Gesù, lo pregavano istantemente, dicendogli: Egli merita, che tu gli faccia questa grazia.
Lc 7,5 Imperocché ama la nostra nazione, e ci ha fabbricata egli stesso la sinagoga.
Lc 7,6 Gesù adunque andò con loro. E quando era già poco lontan dalla casa, il centurione mandò a lui degli amici, per dirgli: Signore, non ti incomodare: imperocché non sono io degno, che tu entri sotto il mio tetto:
Lc 7,7 E per questo non mi sono nemmen io medesimo creduto degno di venir da te: ma ordina con un sol motto, e il mio servo sarà risanato.
Lc 7,8 Imperocché anch'io sono un uomo subordinato, che ho sotto di me de' soldati: e dico a uno: Vanne, ed egli va; ed a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa la tal cosa, e la fa.
Lc 7,9 Lo che udito avendo Gesù, ne restò ammirato: e rivolto alla turba, che lo seguiva, disse: In verità vi dico, che non ho trovato tanta fede nemmeno in Israele.
Lc 7,10 E coloro, che erano stati mandati, ritornando a casa, trovarono guarito il servo, che era stato malato.
Lc 7,11 E avvenne, che di poi egli andava a una città chiamata Naim: e andavan seco i suoi discepoli, e una gran turba di popolo.
Lc 7,12 E quand'ei fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato fuori alla sepoltura un figliuolo unico di sua madre: e questa era vedova: e gran numero di persone della città la accompagnavano.
Lc 7,13 E vedutala il Signore, mosso di lei a compassione, le disse: Non piangere.
Lc 7,14 E avvicinossi alla bara, e la toccò. (E quelli, che la portavano, si fermarono) Ed egli disse: Giovinetto, dico a te, levati su.
Lc 7,15 E il morto si alzò a sedere, e principiò a parlare. Ed egli lo rendette a sua madre.
Lc 7,16 Ed entrò in tutti un gran timore: e glorificavano Dio, dicendo: Un profeta grande è apparso tra noi: e ha Dio visitato il suo popolo.
Lc 7,17 E questa opinione intorno ad esso si sparse per tutta la Giudea, e pertutto il paese all'intorno.
Lc 7,18 E i discepoli di Giovanni riferirono a lui tutte queste cose.
Lc 7,19 E Giovanni chiamati due de' suoi discepoli, li mandò da Gesù a dirgli: Se' tu colui, che dee venire, o dobbiamo aspettar un altro?
Lc 7,20 E quegli andati da lui gli dissero: Giovanni Batista ci ha mandati da te a dirti: Se' tu colui, che dee venire, o dobbiamo aspettare un altro?
Lc 7,21 (Or nello stesso tempo egli liberò molti dalle malattie, e dalle piaghe, e da' maligni spiriti, e donò il vedere a molti ciechi).
Lc 7,22 E rispose loro: Andate, riferite a Giovanni quel, che avete udito, e veduto: i ciechi veggono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, e si annuncia a' poveri il Vangelo:
Lc 7,23 E beato, chi non sarà scandalizzato per me.
Lc 7,24 E partiti che furono i messi di Giovanni, cominciò egli a dire di Giovanni alle turbe: Che siete voi andati a vedere nel deserto? forse una canna scossa dal vento?
Lc 7,25 Ma pure, che siete voi andati a vedere? forse un uomo delicatamente vestito? Certo, che coloro, che portano abiti preziosi, e stanno sul lusso, vivono nelle case dei re.
Lc 7,26 Ma che è quello, che siete andati a vedere? un profeta? Si certamente, io vi dico, e ancor più che profeta:
Lc 7,27 Questi è colui, del quale sta scritto: Ecco che io spedisco il mio Angelo innanzi a te, il quale preparerà al tuo venire la strada.
Lc 7,28 Imperocché io vi dico, che tra i nati di donna, profeta maggiore di Giovanni il Batista non v'è. Ma il più piccolo nel regno di Dio è maggiore di lui.
Lc 7,29 E tutto il popolo che lo ascoltò, e i pubblicani han dato gloria a Dio, essendosi battezzati col battesimo di Giovanni.
Lc 7,30 Ma i Farisei e i dottori della legge per loro danno disprezzarono i disegni di Dio, non essendosi fatti da lui battezzare.
Lc 7,31 Disse poi il Signore: A qual cosa adunque paragonerò io gli uomini di questa generazione? E a qual cosa sono simili?
Lc 7,32 Sono simili a quei fanciulli, che seggono sulla piazza, e intuonano gli uni agli altri: Vi abbiamo sanato la sampogna, e non avete ballato: vi abbiamo cantato cose lugubri, e non avete pianto.
Lc 7,33 Conciossiachè venne Giovanni Batista, che non mangia pane, né beve vino, e voi dite: Egli è indemoniato.
Lc 7,34 Venne il Figliuolo dell'uomo, che mangia, e beve, e voi dite: Ecco il mangione, e il bevone, amico de' pubblicani, e de' peccatori.
Lc 7,35 Ma è stata giustificata la sapienza da tutti i suoi figliuoli.
Lc 7,36 E uno de' Farisei lo pregò, che andasse a mangiar da lui. Ed entrato in casa del Fariseo si pose a tavola.
Lc 7,37 Quand'ecco una donna, che era peccatrice in quella città, appena ebbe inteso, com' egli era a tavola in casa del Fariseo, prese un alabastro di unguento:
Lc 7,38 E stando di dietro a' suoi piedi, cominciò a bagnare i piedi di lui colle lagrime, e rasciugavali con i capelli della sua testa, e li baciava, e gli ungeva con l'unguento.
Lc 7,39 Or vedendo ciò il Fariseo, che lo aveva invitato, disse dentro di se: Se costui fosse profeta, certamente saprebbe, chi, e quale sia la donna, la quale lo tocca: e come ella è peccatrice.
Lc 7,40 E Gesù gli rispose, e disse: Simone, ho qualche cosa da dirti. Ed egli disse: Maestro, parla.
Lc 7,41 Un creditore aveva due debitori: uno doveagli cinquecento denari, e l'altro cinquanta.
Lc 7,42 Non avendo quegli il modo di pagare, condonò il debito ad ambedue. Chi adunque di essi lo ama di più?
Lc 7,43 Rispose Simone: Penso, che quegli, cui ha condonato di più. Ed ei disselli: Rettamente hai giudicato.
Lc 7,44 E rivolto alla donna, disse a Simone: vedi tu questa donna? Sono entrato in tua casa, non hai dato acqua a' miei piedi: e questa ha bagnato i miei piedi colle sue lagrime, e gli ha asciugati co' suoi capelli.
Lc 7,45 Non hai a me dato il bacio: questa da che è venuta, non ha rifinito di baciare i miei piedi.
Lc 7,46 Non hai unto con olio il mio capo: e questa ha unti con unguento i miei piedi.
Lc 7,47 Per la qual cosa ti dico: Le sono rimessi molti peccati, perché molto ha amato. Or meno ama, a cui meno si perdona.
Lc 7,48 E a lei disse: Ti son rimessi i peccati.
Lc 7,49 E i convitati cominciarono a dire dentro di se: Chi è costui, che fin rimette i peccati?
Lc 7,50 Ed egli disse alla donna: La tua fede ti ha fatta salva: Vanne in pace.
Lc 9,1 E convocati i dodici Apostoli, diede loro virtù, e potere sopra tutti i demonj, e di curare le malattie.
Lc 9,2 E mandogli a predicare il regno di Dio, e a render agli infermi la sanità.
Lc 9,3 E disse loro: Non porterete nulla pel viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né avrete due vestiti.
Lc 9,4 E in qualunque casa sarete entrati, ivi restate, e non la lasciate.
Lc 9,5 E dovunque non vi ricevano: uscendo da quella città, scuotete anche la polvere de' vostri piedi in testimonianza contro di essi.
Lc 9,6 Ed essi si partirono, a andavan girando di castello in castello, evangelizzando, e facendo guarigioni per ogni dove.
Lc 9,7 E giunse a notizia di Erode tetrarca tutto quel, che facevasi da Gesù, ed egli stava con l'animo sospeso, perché alcuni dicevano:
Lc 9,8 Che Giovanni era risuscitato da morte: altri poi: Che era comparso Elia: altri: Che uno degli antichi profeti era risorto.
Lc 9,9 Ed Erode diceva: A Giovanni feci io tagliare la testa. Ma chi è costui, del quale sento dire sì fatte cose? E cercava di vederlo.
Lc 9,10 E ritornati gli Apostoli, raccontarono a lui tutto quello, che avevano fatto: ed egli, presili seco, si ritirò a parte in un luogo deserto del territorio di Betsaida.
Lc 9,11 La qual cosa risaputasi dalle turbe, gli tenner dietro: ed egli le accolse, e parlava loro del regno di Dio, e risanava quei, che ne avevan bisogno.
Lc 9,12 E il giorno principiava a declinare. E accostatisi a lui i dodici gli dissero: Licenzia le turbe, affinchè andando po' castelli, e pe' villaggi all'intorno, cerchino alloggio, e si trovino da mangiare: perché qui siamo in luogo deserto.
Lc 9,13 Ed egli disse loro: Date voi lor da mangiare. Ed essi risposero: Non abbiamo altro, che cinque pani, e due pesci: se per sorte non andiamo noi a comperare il vivere per tutta questa turba.
Lc 9,14 Imperocché erano quasi cinque mila uomini. Ed egli disse a' suoi discepoli: Fateli sedere a truppe di cinquanta uomini l'una.
Lc 9,15 E fecer così, e li fecero tutti sedere.
Lc 9,16 E presi i cinque pani, e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, e gli benedisse: e gli spezzò, e li distribuì a' suoi discepoli, perché li ponessero davanti alle turbe.
Lc 9,17 E mangiaron tutti, e si saziarono. E di quel, che loro avanzò, furono raccolti dodici panieri di frammenti.
Lc 9,18 E avvenne, che essendosi egli appartato per fare orazione, avendo seco i suoi discepoli, domandò loro: Chi dicon le turbe, ch'io mi sia?
Lc 9,19 E quelli risposero, e dissero: Giovanni Batista: altri poi Elia: altri, che uno degli antichi profeti è risuscitato.
Lc 9,20 Ed egli disse loro: E voi chi dite che io sia? Simon Pietro rispose, e disse: Il Cristo di Dio.
Lc 9,21 Ma Gesù sgridandogli, comandò loro di non dir questo a nessuno.
Lc 9,22 Dicendo: Fa d'uopo, che il figliuolo dell'uomo patisca molto, e sia riprovato dagli anziani, e dai principi de' sacerdoti, e dagli Scribi, e sia ucciso, e risusciti il terzo giorno.
Lc 9,23 Diceva poi a tutti: Se alcuno vuole tenermi dietro, rinneghi se stesso, e prenda dì per dì la sua croce, e mi seguiti.
Lc 9,24 Imperocché chi vorrà salvare l'anima sua, la perderà: e chi perderà l'anima sua per causa mia, la salverà.
Lc 9,25 Imperocché che giova all'uomo il guadagnare tutto il mondo, ove perda se stesso, e di se faccia scapito?
Lc 9,26 Imperocché chi si vergognerà di me, e delle mie parole: si vergognerà di lui il Figliuolo dell'uomo, quando verrà con la maestà sua, e del Padre, e de' santi Angeli.
Lc 9,27 Vi dico però veracemente, che vi sono alcuni qui presenti, che non gusteranno la morte, fino a tanto che veggano il regno di Dio.
Lc 9,28 E avvenne, che circa otto giorni dopo dette queste parole, prese seco Pietro, e Giacomo, e Giovanni, e salì sopra un monte per orare.
Lc 9,29 E mentre era in orazione, l'aria del suo volto divenne tutt'altra: e il suo vestito divenne bianco, e risplendente.
Lc 9,30 Ed ecco che due uomini parlavano con lui. E questi erano Mosè, ed Elia,
Lc 9,31 I quali apparsi con gloria discorrevano della sua partenza, la quale egli stava per eseguire in Gerusalemme.
Lc 9,32 Ma Pietro, e i suoi compagni erano aggravati dal sonno. Ma svegliatisi videro la maestà di lui, e i due personaggi, che stavano con esso.
Lc 9,33 E nel mentre, che questi si separavan da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, è buona cosa per noi lo star qui: facciamo tra padiglioni, uno per te, uno per Mosè, e uno per Elia: non sapendo egli quel che si dicesse.
Lc 9,34 Ma nel tempo, ch'egli diceva questo, si levò una nuvola, dalla quale quelli furono involti: ed essi si intimorirono, quando quegli entrarono nella nuvola.
Lc 9,35 E dalla nuvola usci una voce, che disse: Questi è il mio Figliuolo diletto, ascoltatelo.
Lc 9,36 E dopo quella voce Gesù rimase solo. Ed essi si tacquero, e non dissero in quella stagione a nissuno niente di quel, che avevano veduto.
Lc 9,37 Il dì seguente scesi che furono dal monte, si fece loro incontro una gran turba.
Lc 9,38 E a un tratto un uomo di mezzo alla turba esclamò, dicendo: Maestro, di grazia volgi lo sguardo al mio figliuolo, che è l'unico, che io mi abbia:
Lc 9,39 E dal vedere, al non vedere lo invade lo spirito, e di repente urla, e lo getta per terra, e lo sconvolge spumante, e appena da lui si ritira dopo di averlo tutto infranto:
Lc 9,40 E ho pregato i tuoi discepoli, che lo scacciassero, e non han potuto.
Lc 9,41 E Gesù rispose, e disse: O generazione infedele, e perversa fin a quando sarò a voi d'appresso, e vi sopporterò? Conduci qua il tuo figliuolo.
Lc 9,42 E mentre questo si avvicinava, il Demonio gettollo per terra, e lo straziava.
Lc 9,43 Ma Gesù sgridò lo spirito immondo, e risanò il fanciullo, e lo rendette a suo padre.
Lc 9,44 E tutti restavano stupefatti della grandezza di Dio; e mentre tutti ammiravano tutte le cose, che egli faceva, disse a' suoi discepoli: Ponete in cuor vostro queste parole: Il Figliuolo dell'uomo sta per essere tradito nelle mani degli uomini.
Lc 9,45 Ed essi non intendevano nulla di questo fatto, ed era oscuro per essi talmente, che non lo capivano: e non avevano ardire di interrogarlo sopra queste parole.
Lc 9,46 E vennero a disputare tra di loro, sopra chi fosse il maggiore.
Lc 9,47 Ma Gesù vedendo i pensieri del loro cuore, prese per mano un fanciullo, e se lo pose accanto,
Lc 9,48 E disse loro: Chiunque accoglierà un tal fanciullo nel nome mio, accoglie me: e chiunque accoglie me, accoglie colui, che mi ha mandato. Imperocché colui, che è il minimo tra tutti voi, quegli è il maggiore.
Lc 9,49 E Giovanni prese a dirgli: Maestro, Abbiamo veduto un tale, che nel nome tuo cacciava i demonj, e glielo abbiamo proibito: imperocché non segue (te) insieme con noi
Lc 9,50 E Gesù dissegli: Non vogliate proibirglielo: imperocché chi non è contro di voi, è per voi.
Lc 9,51 E avvenne, che approssimandosi il tempo della sua assunzione, ed egli si mostrò risoluto di andare a Gerusalemme.
Lc 9,52 E spedì avanti a se i suoi nunzj: e questi andarono, ed entrarono in una città de' Samaritani per preparargli l'ospizio.
Lc 9,53 Ma non vollero riceverlo, perché dava a conoscere, che andava a Gerusalemme.
Lc 9,54 E veduto ciò i discepoli di lui, Giacomo, e Giovanni dissero: Signore, vuoi tu, che noi comandiamo, che piova fiamma dal cielo, e li divori?
Lc 9,55 Ma egli rivoltosi a essi gli sgridi, dicendo: Non sapete a quale spirito appartenghiate.
Lc 9,56 Il Figliuolo dell'uomo non è venuto per isperdere gli uomini, ma per salvarli. E andarono a un altro borgo.
Lc 9,57 E avvenne, che mentre facevan sua strada, vi fu uno, che dissegli: Verrò teco, dovunque tu vada.
Lc 9,58 E Gesù gli rispose: Le volpi hanno le tane, e gli uccelli dell'aria i nidi: ma il Figliuol dell'Uomo non ha dove posare la testa.
Lc 9,59 Disse poi a un altro: Seguimi: ma questi rispose: Signore, permettimi, che prima io vada, e seppellisca mio padre.
Lc 9,60 Ma Gesù gli rispose: Lascia, che i morti seppelliscano i loro morti: ma tu va, e annuncia il regno di Dio.
Lc 9,61 E un altro gli disse: Signore, io ti seguirò; ma permetti, che prima io vada a dire addio a que' di mia casa.
Lc 9,62 E Gesù rispostigli: Nissuno, che dopo aver messa la mano all'aratro volga indietro lo sguardo, è buono pel regno di Dio.
Lc 10,1 Dipoi elesse il Signore altri settantadue: e li mandò a due a due davanti a se in tutte le città, e luoghi, dove egli era per andare:
Lc 10,2 E diceva loro: La messe è molta, e gli operai son pochi. Pregate adunque il padrone della messe, che mandi degli operai per la sua messe.
Lc 10,3 Andate: ecco, che io mando voi, come agnelli tra' lupi.
Lc 10,4 Non portate, né borsa, né sacca, né borzacchini, e per istrada non salutate chicchessia.
Lc 10,5 In qualunque casa entrerete, dite prima: Pace sia a questa casa.
Lc 10,6 E se quivi sarà un figliuolo di pace, poserà sopra di lui la vostra pace; se no ritornerà a voi.
Lc 10,7 Restate nella medesima casa mangiando, e bevendo di quello, che hanno: imperocché è dovuta all'operajo la sua mercede. Non andate girando di casa in casa.
Lc 10,8 E in qualunque città entrerete, essendovi stati accolti, mangiate quel, che vi sarà messo davanti.
Lc 10,9 E guarite gl' infermi, che quivi sono, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.
Lc 10,10 Ma in qualunque città che entrati essendo, non vi ricevano, andate nelle piazze, e dite:
Lc 10,11 Abbiamo scosso contro di voi sin la polvere, che ci si era attaccata della vostra città: con tutto questo sappiate, che il regno di Dio è vicino.
Lc 10,12 Vi dico, che men dura sarà in quella giornata la condizione di Sodoma, che di quella città.
Lc 10,13 Guai a te, o Corozain, guai a te, o Betsaida: perché se in Tiro, o in Silone fossero stati fatti i prodigi, che sono stati fatti presso di te, già tempo farebbero penitenza coperte di cilizio, e giacendo su la cenere.
Lc 10,14 Ma con minor severità sarà trattata nel giudizio Tiro, e Sidone, che voi.
Lc 10,15 E tu Cafarnaum, esaltata sino al cielo, sarai depressa sino all'inferno.
Lc 10,16 Chi ascolta voi ascolta me: e chi voi disprezza, disprezza me. E chi disprezza me, colui disprezza, che mi ha mandato.
Lc 10,17 E i settantadue (discepoli) se ne ritornarono allegramente, dicendo: Signore, anche i demonj sono a noi soggetti in virtù del tuo nome.
Lc 10,18 Ed egli disse loro: Io vedeva Satana cadere dal cielo a guisa di folgore.
Lc 10,19 Ecco, che io vi ho dato podestà di Calcare i serpenti, e i scorpioni, e di superare tutta la forza del nemico: né cosa alcuna a voi nuocerà.
Lc 10,20 Contuttociò non vogliate rallegrarvi, perché siano a voi soggetti gli spiriti: ma rallegratevi, perché i vostri nomi scritti sono nel cielo.
Lc 10,21 Nello stesso punto per Ispirito santo esultò, e disse: Gloria a te, o Padre, signore del cielo, e della terra, perché queste cose hai nascoste a' saggi, e prudenti, e le hai manifestate a' piccoli. Così è, o Padre: perché così a te piacque.
Lc 10,22 In mia balìa ha posto il Padre tutte le cose. E nissuno conosce, chi sia il Figliuolo, fuori del Padri; né chi sia il Padre, fuori del Figliuolo, e fuor di colui, al quale avrà il Figliuolo voluto rivelarlo.
Lc 10,23 E rivolto a' suoi discepoli, disse: Beati gli occhi, che veggono quello, che voi vedete.
Lc 10,24 Imperocché vi dico, che molti profeti, e regi bramarono di vedere quello, che voi vedete, e nol videro; e udire quello, che voi udite, e non l'udirono.
Lc 10,25 Allora alzatosi un certo dottor della legge per tentarlo, gli disse; Maestro, che debbo io fare per possedere la vita eterna?
Lc 10,26 Ma egli rispose a lui: Che è quello, che sta scritto nella legge? Come leggi tu?
Lc 10,27 Quegli rispose, e disse: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuor tuo, e con tutta l'anima tua, e con tutte le tue forze, e con tutto il tuo spirito: e il prossimo tuo come te stesso.
Lc 10,28 E Gesù gli disse: Bene hai risposto: fa questo, e viverai.
Lc 10,29 Ma quegli volendo giustificare se stesso, disse a Gesù: E chi il mio prossimo?
Lc 10,30 E Gesù prese la parola, e disse: Un uomo andava da Gerusalemme a Gerico, e dette negli assassini, i quali ancor lo spogliarono: e avendogli date delle ferite, se n'andarono, lasciandolo mezzo morto.
Lc 10,31 Or avvenne, che passò per là stessa strada un sacerdote, il quale vedutolo passò oltre.
Lc 10,32 Similmente anche un Levita arrivato vicino a quel luogo, e veduto colui, tirò innanzi.
Lc 10,33 Ma un Samaritano, che facea suo viaggio, giunse presso a lui: e vedutolo, si mosse a compassione.
Lc 10,34 E se gli accostò, e fasciò le ferite di lui, spargendovi sopra olio, e vino; e messolo sul suo giumento, lo condusse all'albergo, ed ebbe cura di esso.
Lc 10,35 E il dì seguente tirò fuori due denari, e gli dette all'ostiere, e dissegli: Abbi cura di lui: e tutto quello, che penderai di più, te lo restituirò al mio ritorno.
Lc 10,36 Chi di questi tre ti pare egli essere stato prossimo per colui, che dette negli assassini?
Lc 10,37 E quegli rispose: Colui, che usò ad esso misericordia. E Gesù gli disse: Va, fa anche tu allo stesso modo.
Lc 10,38 E avvenne, che essendo in viaggio, entrò egli in un certo castello: e una donna, per nome Marta, lo ricevette in sua casa:
Lc 10,39 E questa aveva una sorella chiamata Maria, la quale ancora assisa a' piedi del Signore, ascoltava le sue parole.
Lc 10,40 Marta poi si affannava tra le molte faccende di casa: e si presentò, e disse: Signore, a te non cale, che mia sorella mi abbia lasciata sola alle faccende di casa? Dille adunque, che mi dia una mano.
Lc 10,41 Ma il Signore le rispose, e disse: Marta, Marta, tu ti affanni, e ti inquieti per un gran numero di cose.
Lc 10,42 Eppure una sola è necessaria. Maria ha eletto la miglior parte, che nun le sarà levata.
Lc 12,1 Nel qual mentre raunata essendosi intorno (a Gesù) gran moltitudine di gente, talmente che si pestavano gli uni gli altri, cominciò egli a dire a' suoi discepoli: Guardatevi dal fermento de' Farisei, che è l'ipocrisia.
Lc 12,2 Imperocché nulla v'ha di occulto, che non sia per essere rivelato; né di nascosto, che non si risappia.
Lc 12,3 Conciossiachè quello, che avrete detto all'oscuro, si ridirà in piena luce: e quel, che avrete detto all'orecchio nelle camere, sarà propalato sopra i tetti.
Lc 12,4 A voi poi amici miei io dico: Non abbiate paura di coloro, che uccidono il corpo, e poi non possono far altro.
Lc 12,5 Ma io v'insegnerò, chi dobbiate temere: Temete colui, che dopo aver tolta la vita, ha potestà di mandare all'inferno: questo sì, vi dico, temetelo.
Lc 12,6 Non è egli vero, che cinque passerotti si vendono due soldi, e pure un solo di questi non è dimenticaro da Dio?
Lc 12,7 Anzi tutti i capelli della vostra testa son noverati. Non temete adunque: voi siete da più di molti passerotti.
Lc 12,8 Or io dico a voi, che chiunque avrà riconosciuto me dinanzi agli uomini, lo riconoscerà il Figliuolo dell'uomo dinanzi agli Angeli di Dio.
Lc 12,9 Chi poi me avrà rinnegato dinanzi agli uomini, sarà rinnegato dinanzi agli Angeli di Dio.
Lc 12,10 E chiunque avrà parlato contro il Figliuolo dell'uomo, gli sarà perdonato: ma a chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non sarà perdonato.
Lc 12,11 Quando poi vi condurranno nelle sinagoghe, e davanti ai magistrati, e ai principi, non vi mettete in pena del che, io del come abbiate a rispondere, o di quello, che abbiate a dire.
Lc 12,12 Imperocché lo Spirito santo vi insegnerà in quel punto stesso quello, che dir dobbiate.
Lc 12,13 E uno della turba gli disse: Maestro, ordina a mio fratello, che mi dia la mia parte dell'eredità.
Lc 12,14 Ma Gesù gli rispose: O uomo, chi ha costituito me giudice, o arbitro tra voi.
Lc 12,15 E disse loro: Guardatevi attentamente da ogni avarizia: imperocché non ista la vita d'alcuno nella ridondanza de' beni, che possiede.
Lc 12,16 E disse loro una similitudine: Un uomo ricco ebbe un'abbondante raccolta nelle sue tenute:
Lc 12,17 E andava discorrendo dentro disse: Che farò or, che non ho, dove ritirare la mia raccolta?
Lc 12,18 E disse: Farò così: demolirò i miei granai, e ne fabbricherò de' più grandi: e ivi ragunerò tutti i miei prodotti, e i miei beni,
Lc 12,19 E dirò all'anima mia: O anima, tu hai messo da parte de' beni per moltissimi anni: riposati, mangia, bevi, datti bel tempo.
Lc 12,20 Ma Dio gli disse: Stolto, in questa notte o ridomandata a te l'anima tua: e quel, che hai messo da parte, di chi sarà?
Lc 12,21 Così va per chi tesoreggia per se stesso, e non è ricco per Iddio.
Lc 12,22 E disse a' suoi discepoli: Per questo dico a voi: Non vogliate mettervi in pena né del mangiare rispetto al vostro vivere, né del vestire riguardo al corpo.
Lc 12,23 La vita vai più del cibo, e il corpo più della veste.
Lc 12,24 Considerate i corvi, che non se minano, né mietono, e non hanno dispensa, il granaio, e Dio li pasce: quanto siete voi da più di loro?
Lc 12,25 Ma chi è di voi, che a forza di pensare possa aggiungere alla sua statura la misura di un cubito?
Lc 12,26 Che se non potete fare il meno, perché prendervi inquietudine dell'altre cose?
Lc 12,27 Mirate i gigli, come crescono: non lavorano e non filano: e io vi dico, che nemmeno Salomone con tutta la sua magnificenza è mai stato vestito, come uno di questi.
Lc 12,28 Che se l'erba, che oggi è nel campo e domani si getta nel forno, Dio riveste così: quanto più voi, o di poca fede?
Lc 12,29 Or voi non istate a cercare quel, che abbiate a mangiare, o a bere: e non i vogliate alzarvi troppo in su:
Lc 12,30 Imperocché dietro a tali cose vanno gli uomini del mondo. Ma il Padre vostro sa, che di queste cose avete bisogno,
Lc 12,31 Cercate perciò primieramente il regno di Dio, e la sua giustizia: e tutte queste cose vi saran date per giunta.
Lc 12,32 Non temete voi piccol gregge; imperocché è stato beneplacito del Padre vostro di dare a voi il regno.
Lc 12,33 Vendete quello, che possedete, e fatene limosina. Fatevi delle borse, che non invecchino, un tesoro inesausto nel cielo: dove i ladri non si accostano, e le tignuole non rodono.
Lc 12,34 Imperocché dove è il vostro tesoro, ivi sarà pure il vostro cuore.
Lc 12,35 Siano cinti i vostri lombi, e nelle mani vostre lampane accese.
Lc 12,36 E fate voi, come coloro, che aspettano il loro padrone, quando torni da nozze, per aprirgli subito che giungerà, e picchierà alla porta.
Lc 12,37 Beati que' servi, i quali, in arrivando, il padrone troverà vigilanti: in verità vi dico, che tiratasi su la veste, li farà mettere a tavola, e gli anderà servendo.
Lc 12,38 E se giugnerà alla seconda vigilia, e se giugnerà alla terza, e li troverà così (vigilanti) beati sono tali servi.
Lc 12,39 Or sappiate, che se al padre di famiglia fosse noto, a che ora sia per venire il ladro, veglierebbe senza dubbio, e non permetterebbe, che gli fosse sforzata la casa.
Lc 12,40 E voi state preparati: perché nell'ora, che meno pensate, verrà il figliuolo dell'uomo.
Lc 12,41 E Pietro gli disse: Signore, questa parabola l'hai tu detta per noi, o per tutti?
Lc 12,42 E il Signore disse: Chi credi tu, che sia il dispensatore fedele, e prudente, preposto dal padrone alla sua famiglia per dare al tempo debito a ciascheduno la sua misura di grano?
Lc 12,43 Beato questo servo, cui, venendo il padrone, troverà far così.
Lc 12,44 Vi dico veracemente, che gli darà la soprantendenza di quanto possiede.
Lc 12,45 Che se un tal servo dirà in cuor suo: Il padrone mio non vien così presto: e comincierà a battere i servi, e le serve, e a mangiare, e bere, e ubbriacarsi:
Lc 12,46 Verrà il padrone di questo servo il dì, che meno egli l'aspetta, e nel punto, ch'egli non sa, e lo separerà, e lo manderà con (i servi) infedeli.
Lc 12,47 Quel servo poi, il quale ha conosciuto la volontà del suo padrone, e non è stato preparato, e non ha eseguita la sua volontà, riceverà molte battiture:
Lc 12,48 Quel servo poi, che non l'ha conosciuta, e ha fatto cose degne di gastigo, riceverà poche battiture. Molto si domanderà da tutti quegli, a' quali molto è stato dato: e più chiederanno da colui, al quale è stato fidato il molto.
Lc 12,49 Sono venuto a portar fuoco sopra la terra e che voglio io, se non che si accenda?
Lc 12,50 Ma lui un battesimo, col quale debbo essere battezzato: e qual pena è la mia, sino a tanto che sia adempito?
Lc 12,51 Pensate voi, ch'io sia venuto a portar pace sopra la terra; Non (la pace) vi dico, ma la divisione:
Lc 12,52 Imperocché da ora in poi saranno: cinque in una casa divisi, tre contro due, o due contro tre.
Lc 12,53 Il padre sarà diviso dal figliuolo, e il figliuolo dal padre suo, e la madre dalla figliuola, e la figliuola dalla madre, la suocera dalla nuora, e la nuora dalla suocera.
Lc 12,54 E diceva poi anche alle turbe: Quando avete veduto alzarsi dall'occaso una nuvola, subito dite: Vuol far temporale: e così succede.
Lc 12,55 E quando sentite soffiar lo scirocco, voi dite: Farà caldo: e succede così.
Lc 12,56 Ipocriti, sapete distinguere gli aspetti del cielo, e della terra: e come non distinguete il tempo d'adesso?
Lc 12,57 E come non discernete anche da voi stessi quello, che è giusto?
Lc 12,58 Quando poi tu vai insieme col tuo avversario dal principe, per istrada fa, quanto puoi, per liberarli da lui, affinchè egli non ti strascini dinanzi al giudice, e il giudice non ti dia nelle mani del birro, e il birro ti cacci in prigione.
Lc 12,59 Ti dico, che non uscirai di li, finché tu abbi pagate fin all'ultimo picciolo.
Lc 13,1 Nello stesso tempo vennero alcuni a dargli nuove di que' Galilei, il sangue de' quali Pilato mescolato avea con quello de' loro sagrifizj.
Lc 13,2 Ed egli rispose loro, e disse: Vi pensate voi, che que' Galilei fossero più gran peccatori di tutti gli altri Galilei, perché sono stati in tal guisa puniti?
Lc 13,3 Vi dico di no: ma se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo.
Lc 13,4 Come anche que' diciotto uomini, sopra dei quali cadde la torre presso al Siloe, e gli ammazzò: credete voi, che anche questi fossero rei più di tutti gli altri abitatori di Gerusalemme?
Lc 13,5 Vi dico di no: ma se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo.
Lc 13,6 E disse anche questa parabola: Un uomo aveva un albero di fico piantato nella sua vigna, e andò per cercarvi de' frutti, e non ne trovò.
Lc 13,7 Allora disse al vignaiuolo: Ecco che son tre anni, che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo: troncalo adunque: perché aduggia egli ancora il terreno?
Lc 13,8 Ma quegli rispose, e dissegli: Signore, lascialo stare ancora per quest'anno, fin tanto che io abbia scalzata intorno ad esso la terra, e vi abbia messo del letame:
Lc 13,9 E se darà frutte, bene: se no, allora lo taglierai.
Lc 13,10 E Gesù stava insegnando nella loro sinagoga in giorno di sabato.
Lc 13,11 Quand'ecco una donna, la quale da diciotto anni aveva uno spirito, che la teneva ammalata: ed era curva, e non poteva per niun conto guardar all'insù.
Lc 13,12 E Gesù vedutala, la chiamò a se, e le disse: Donna, tu se' sciolta dalla tua infermità.
Lc 13,13 E le impose le mani, e immediatamente fu raddirizzata, e glorificava Iddio.
Lc 13,14 Ma il capo della sinagoga sdegnato, che Gesù l'avesse curata in giorno di sabato, prese a dire al popolo: Vi sono sei giorni, ne' quali si conviene lavorare: in quegli adunque venite, e siate curati, e non nel giorno di sabato.
Lc 13,15 Ma il Signore prese la parola, e disse: Ipocriti, chicchessia di voi non iscioglie egli in giorno di sabato il suo bue, o il suo asino dalla mangiatoia, e lo conduce a bere?
Lc 13,16 E questa figlia di Abramo, tenuta già legata da Satana per diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo laccio in giorno di sabato?
Lc 13,17 E mentre dicea tali cose, arrossivano tutti i suoi emoli: e tutto il popolo si godeva di tutte le gloriose opere, che da lui si facevano.
Lc 13,18 Diceva egli pertanto: A qualcosa è simile il regno di Dio, o in qual cosa gli farò io paragone?
Lc 13,19 E simile a un granello di senapa, cui un uomo prese, e seminò nel suo giardino, il qual (granello) crebbe, e diventò una gran pianta: e gli uccelli dell'aria riposavano sopra i suoi rami.
Lc 13,20 E tornò a dire: A qual cosa dirò essere simile il regno di Dio.
Lc 13,21 E simile a quel lievito, cui una donna mescolò in tre misure di farina, sin tanto che tutta lievitasse.
Lc 13,22 E andava insegnando per le città, e pe' castelli, e incamminandosi verso Gerusalemme.
Lc 13,23 E taluno gli disse: Signore, son eglino pochi que', che si salvano? Ma egli disse loro:
Lc 13,24 Sforzatevi di entrare per la porta stretta: imperocché vi dico, che molti cercheranno di entrare, e non potranno.
Lc 13,25 Ed entrato che sia il padre di famiglia, e chiusa che abbia la porta, comincerete, stando di fuori, a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici: ed egli vi risponderà, e dirà: Non so, donde voi siate.
Lc 13,26 Allora principierete a dire: abbiamo mangiato, e bevuto con teco, e tu hai insegnato nelle nostre piazze.
Lc 13,27 Ed egli dirà a voi: Non so donde vi siate: partitevi da me voi tutti artigiani d'iniquità.
Lc 13,28 Ivi sarà pianto, e stridor di denti: quando vedrete Abramo, e Isacco, e Giacobbe, e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi esserne cacciati fuora.
Lc 13,29 E verrà gente dall'oriente, e dall'occidente, e dal settentrione, e dal mezzodì, e si porrà a mensa nel regno di Dio.
Lc 13,30 Ed ecco che sono ultimi que', che saran primi, e sono primi que', che saranno ultimi.
Lc 13,31 Lo stesso giorno andarono alcuni de' Farisei a dirgli: Partiti, e va via di qua: perché Erode ti vuole ammazzare.
Lc 13,32 Ed egli disse loro: Andate, e dite a quella volpe: Ecco che io scaccio i demonj, e opero guarigioni per oggi, e per domani, e il terzo dì sono consumato.
Lc 13,33 Ma per oggi, e per domani, e pel dì seguente bisogna, che io faccia mia strada: perché non si da il caso, che un profeta perisca fuori di Gerusalemme.
Lc 13,34 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti, e lapidi coloro, che sono a te inviati, quante volte ho voluto radunare i tuoi figliuoli, come la gallina i suoi pulcini, sotto le sue ali, e non hai voluto?
Lc 13,35 Ecco che sarà a voi lasciata deserta la vostra casa. E vi dico, che non mi vedrete, sino a tanto che sia, che diciate: Benedetto colui, che viene nel nome del Signore.
Lc 15,1 E andavano accostandosi a lui de' pubblicani, e de' peccatori per udirlo.
Lc 15,2 E i Farisei, e gli Scribi ne mormoravano, dicendo: Costui si addomestica co' peccatori, e mangia con essi.
Lc 15,3 Ed egli propose loro questa parabola, e disse:
Lc 15,4 Chi è tra voi, che avendo cento pecore, e avendone perduta una, non lasci nel deserto le altre novantanove, e non vada a cercar di quella, che si è smarrita, sino a tanto che la ritrovi?
Lc 15,5 E trovatala, se la pone sulle spalle allegramente:
Lc 15,6 E tornato a casa chiama gli amici, e i vicini, dicendo loro: Rallegratevi meco, perché ho trovato la mia pecorella, che si era smarrita?
Lc 15,7 Vi dico, che nello stesso modo si farà più festa in cielo per un peccatore, che fa penitenza, che per novantanove giusti, che non hanno bisogno di penitenza.
Lc 15,8 Ovvero qual è quella donna, la quale avendo dieci dramme, perdutane una, non accenda la lucerna, e non iscopi la casa, e non cerchi diligentemente, sino che l'abbia trovata?
Lc 15,9 E trovatala, chiama le amiche, e le vicine, dicendo: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la dramma perduta.
Lc 15,10 Così, vi dico, faranno festa gli Angeli di Dio per, un peccatore, che faccia penitenza.
Lc 15,11 E soggiunse: Un uomo aveva due figliuoli,
Lc 15,12 E il minore di essi disse a suo padre: Padre, dammi la parte de' beni, che mi tocca. Ed egli fece tra loro le parti delle facoltà.
Lc 15,13 E di lì a pochi giorni, messo il tutto insieme, il figliuolo minore se ne andò in lontano paese, e ivi dissipò tutto il suo in bagordi.
Lc 15,14 E dato che ebbe fondo a ogni cosa, fu gran carestia in quel paese, ed egli principiò a mancare del necessario.
Lc 15,15 E andò, e si insinuò presso di uno de' cittadini di quel paese; il quale le mandò alla sua villa a fare il guardiano de' porci.
Lc 15,16 E bramava di empire il ventre delle ghiande, che mangiavano i porci: e nissuno gliene dava.
Lc 15,17 Ma rientrato in se stesso, disse: Quanti mercenarj in casa di mio padre hanno del pane in abbondanza; e io qui mi muojo di fame!
Lc 15,18 Mi alzerò, e anderò da mio padre, e dirò a lui: Padre, ho peccato contro del cielo, e contro di te:
Lc 15,19 Non sono ornai degno di esser chiamato tuo figlio: trattami come uno de' tuoi mercenarj.
Lc 15,20 E alzatosi andò da suo padre. E mentre egli era tuttora lontano, suo padre lo scorse, e si mosse a pietà, egli corse incontro, e gittogli le braccia il collo, e lo baciò.
Lc 15,21 E il figliuolo dissegli: Padre, ho peccato contro del cielo, e contro di te: non sono ornai degno di esser chiamato tuo figlio.
Lc 15,22 E il padre disse a' suoi servi: Presto cavate fuori la veste più preziosa, e mettetegliela indosso, e ponetegli al dito l'anello, e i borzacchini a' piedi:
Lc 15,23 E menate il vitello grasso, e uccidetelo; e si mangi, e si banchetti:
Lc 15,24 Perché questo mio figlio era morto, ed è risuscitato; si era perduto, e si è ritrovato. E cominciarono a banchettare.
Lc 15,25 Or il figliuolo maggiore era alla campagna, e nel ritorno avvicinandosi a casa sentì i concerti, e i balli:
Lc 15,26 E chiamò uno de' servi, e gli domandò, che fosse questo.
Lc 15,27 E quegli rispose: È tornato tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato un vitello grasso, perché lo ha riavuto sano.
Lc 15,28 Ed egli andò in collera, e non voleva entrare. Il padre adunque usci fuora, e cominciò a pregarlo.
Lc 15,29 Ma quegli rispose, e disse a suo padre: Sono già tanti anni, che io ti servo, e non ho mai trasgredito un tuo comando, e non mi hai dato giammai un capretto, che me lo godessi co' miei amici:
Lc 15,30 Ma dacché è venuto questo tuo figliuolo, che ha divorato il suo con donne di mala vita, hai ammazzato per lui il vitello grasso.
Lc 15,31 Ma il padre gli disse: Figlio, tu se' sempre meco, e tutto quello, che ho, è tuo:
Lc 15,32 Ma era giusto di banchettare, e di far festa, perché questo tuo fratello era morto, ed è risuscitato; si era perduto, e si è ritrovato.
Lc 16,1 E disse ancora a' suoi discepoli: Eravi un ricco, che aveva un l'attore: il quale fu accusato dinanzi a lui, come se dissipati avesse i suoi beni.
Lc 16,2 E chiamatolo a se, gli disse: Che è quello, che io sento dire di te? rendi conto del tuo maneggio: imperocché non potrai più esser fattore.
Lc 16,3 E disse il fattore drento di se: Che farò, mentre il padrone mi leva la fattoria? Non sono buono a zappare: mi vergogno a chiedere la limosina.
Lc 16,4 So ben io quel, che farò, affinchè, quando mi sarà levata la fattoria, vi sia, chi mi ricetti in casa sua.
Lc 16,5 Chiamati pertanto ad uno ad uno i debitori del suo padrone, disse al primo: Di quanto vai tu debitore al mio padrone?
Lc 16,6 E quegli disse: Di cento barili d'olio. Ed ei gli disse: Prendi il tuo chirografo: mettiti a sedere, e scrivi tosto cinquanta.
Lc 16,7 Di poi disse a un altro: E tu di quanto se' debitore? E quegli rispose: di cento staja di grano. Ed ei gli disse: prendi il tuo chirografo, e scrivi ottanta.
Lc 16,8 E il padrone lodò il fattore infedele, perché prudentemente avea operato: imperocché i figliuoli di questo secolo sono nel loro genere più prudenti dei figliuoli della luce.
Lc 16,9 E io dico a voi: Fatevi degli amici per mezzo delle inique ricchezze; affinchè, quando venghiate a mancare, vi dian ricetto ne' tabernacoli eterni.
Lc 16,10 Chi è fedele nel poco, è fedele anco nel molto: e chi è ingiusto nel poco, è ingiusto anche nel molto.
Lc 16,11 Se adunque non siete stati fedeli nelle false ricchezze, chi fiderà a voi le vere?
Lc 16,12 E se non siete stati fedeli in quel d'altri, chi fiderà a voi il vostro?
Lc 16,13 Niun servidore può servire a due padroni: conciossiaché od odierà l'uno, e amerà l'altro: o si affezionerà al primo, e disprezzerà il secondo: non potete servire a Dio, e all'interesse.
Lc 16,14 E i Farisei, che erano avari, udivano tutte queste cose: e si burlavano di lui.
Lc 16,15 Ed ei disse loro: Voi siete quelli, che vi dimostrate giusti nel cospetto degli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori: imperocché quello, che è sublime secondo gli uomini, è abominevole avanti a Dio.
Lc 16,16 La legge, e i profeti sino a Giovanni: da indi in poi vien predicato il regno di Dio, e tutti entrano in esso a forza.
Lc 16,17 Or è più facile, che passi il cielo, e la terra di quel, che cada a terra un solo apice della legge.
Lc 16,18 Chiunque ripudia la propria moglie, e ne prende un'altra, commette adulterio: e chiunque sposa quella, che è stata ripudiata dal marito, commette adulterio.
Lc 16,19 Egli era un certo uomo ricco, il quale si vestiva di porpora, e di bisso: e faceva ogni giorno sontuosi banchetti.
Lc 16,20 Ed era un certo mendico, per nome Lazzaro, il quale pieno di piaghe giaceva all'uscio di lui,
Lc 16,21 Bramoso di satollarsi de' minuzzoli, che cadevano dalla mensa del ricco, e niuno gliene dava: ma i cani andavano a leccargli le sue piaghe.
Lc 16,22 Or avvenne, che il mendico morì, e fu portato dagli Angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco, e fu sepolto nell'inferno.
Lc 16,23 E alzando gli occhi suoi, essendo ne' tormenti, vide da lungi Abramo, e Lazzaro nel suo seno:
Lc 16,24 E sclamò, e disse: Padre Abramo, abbi misericordia di me, e manda Lazzaro, che intinga la punta del suo dito nell'acqua per rinfrescar la mia lingua; imperocché io son tormentato in questa fiamma.
Lc 16,25 E Abramo gli disse: figliuolo, ricordati, che tu hai ricevuto del bene nella tua vita, e Lazzaro similmente del male: adesso egli è consolato, e tu sei tormentato:
Lc 16,26 E oltre a tutto questo un grande abisso è posto tra noi, e voi: onde chi vuoi passare di qua a voi, nol può, né da codesto luogo tragittare fin qua.
Lc 16,27 Ed egli disse: Io ti prego dunque, o Padre, che tu lo mandi a casa di mio padre:
Lc 16,28 Imperocché io ho cinque fratelli, perché gli avverta di questo, acciocché non vengano anch'essi in questo luogo di tormenti.
Lc 16,29 E Abramo gli disse: Eglino hanno Mosè, e i profeti: ascoltino quelli.
Lc 16,30 Ma egli disse: No padre Abramo: ma se alcun morto anderà ad essi, faranno penitenza.
Lc 16,31 Ed ei gli disse: Se non odono Mosè, e i profeti, nemmeno se risuscitasse uno da morte, crederanno.
Lc 19,1 Ed entrato in Gerico passava pel mezzo della città.
Lc 19,2 Quand'ecco un uomo per nome Zaccheo: il quale era capo de' pubblicani, ed ei pur facoltoso.
Lc 19,3 E bramava di conoscer di vista Gesù: e non poteva a causa della folla, perché era piccolo di statura.
Lc 19,4 E porse innanzi, e sali sopra una pianta di sicomoro a fine di vederlo: perché era per passare da quella parte.
Lc 19,5 E arrivato Gesù a quel luogo, alzati gli occhi lo vide, e gli disse: Zaccheo, presto cala giù: perché fa d'uopo, ch'io alberghi quest'oggi in casa tua.
Lc 19,6 E quegli frettolosamente discese, e lo accolse allegramente.
Lc 19,7 Veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo, che era andato a posare in casa di un peccatore.
Lc 19,8 Ma Zaccheo si presentò, e disse al Signore: Ecco che io, o Signore, do la metà de' miei beni a poveri: e se ad alcuno ho tolto qualche cosa, gli rendo il quadruplo.
Lc 19,9 E Gesù gli disse: Oggi questa casa ha ottenuto salute: perché anche questo è figliuolo di Abramo.
Lc 19,10 Imperocché è venuto il figliuolo dell'uomo a cercare, e salvare que', che si erano perduti.
Lc 19,11 E stando quegli ad ascoltare tali cose, continuò, e disse una parabola sopra l'esser lui vicino a Gerusalemme: e sul credere, che essi facevano, che presto dovesse manifestarsi il regno di Dio.
Lc 19,12 Disse adunque: Un nobil uomo andò in lontano paese a prender possesso di un regno per poi ritornare.
Lc 19,13 E chiamati a se dieci de' suoi servidori, diede loro dieci mine, e disse loro: Impiegatele sino al mio ritorno.
Lc 19,14 Ma i suoi concittadini gli volevano male: e gli spediron dietro ambasciadori, dicendo: Non vogliamo costui per nostro re.
Lc 19,15 E avvenne, che tornato egli dopo aver preso possesso del regno fece chiamare a sei servidori, ai quali aveva dato il denaro per sapere, che guadagno avesse fatto ciascuno.
Lc 19,16 E venne il primo, e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci.
Lc 19,17 Ed ei gli disse: Buon per te, servitore fedele, perché se' stato fedele nel poco, sarai signore di dieci città.
Lc 19,18 E venne il secondo, e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate cinque.
Lc 19,19 E (il padrone) disse anche a questo: Tu pure sarai signore di cinque città.
Lc 19,20 E venne un altro, e disse: Signore, eccoti la tua mina, che ho tenuta rivolta in un fazzoletto:
Lc 19,21 Imperocché ho avuto apprensione di te, perché se' di naturale austero: togli quel, che non hai depositato, e mieti quel, che non hai seminato.
Lc 19,22 Ma (il padrone) gli disse: Sa la tua propria confessione ti condanno, servo cattivo: sapevi, che io sono un uomo austero, che tolgo quel, che non ho depositato, e mieto quel, che non ho seminato:
Lc 19,23 E Perché non hai impiegato il mio denaro sopra una banca, che io al mio ritorno lo averi ritirato co' suoi frutti?
Lc 19,24 E disse agli astanti: Toglietegli la mina, e datela a colui, che ne ha dieci.
Lc 19,25 Signore, risposero, egli la dieci mine.
Lc 19,26 E io vi dico, che sarà dato a chi ha, e sarà nell'abbondanza: a chi poi non ha, sarà levato anche quello che ha.
Lc 19,27 Quanto poi a que' miei nemici, i quali non mi hanno volato per loro re, conduceteli qui, e uccidetegli alla mia presenza.
Lc 19,28 E dette tali cose, camminava innanzi agli altri verso Gerusalemme.
Lc 19,29 E arrivato che fu vicino a Betfage, e a Betania, al monte detto degli ulivi, mandò due de' suoi discepoli,
Lc 19,30 E disse loro: Andate nel villaggio, che sta dirimpetto: e in entrando troverete legato un asinello, che non è stato mai cavalcato da alcuno: scioglietelo, e menatemelo.
Lc 19,31 E se alcuno vi domanderà il perché lo sciogliete, gli direte: Perché il Signore ne ha bisogno.
Lc 19,32 E quelli, che erano stati spediti, andarono, e trovarono l'asinello starsi nel modo, che egli aveva loro predetto.
Lc 19,33 E mentre scioglievano l'asinello, i padroni disser loro: Perché lo sciogliete voi?
Lc 19,34 Ed essi lor dissero: Perché il Signore ne ha bisogno.
Lc 19,35 E lo menarono a Gesù. E distesi i loro mantelli sopra l'asinello, vi poser sopra Gesù.
Lc 19,36 E seguitando egli il suo viaggio, la gente gli distendeva sotto le sue vesti per la strada.
Lc 19,37 Quando poi fu vicino alla scesa del monte Oliveto, tutta la turba de' discepoli cominciò lietamente a lodare Dio ad alta voce per tutti i prodigj, che veduti avevano,
Lc 19,38 Dicendo: Benedetto il Re, che viene nel nome del Signore, pace in cielo, e gloria nel più alto de' cieli.
Lc 19,39 E alcuni de' Farisei mescolati col popolo gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli.
Lc 19,40 Ma egli rispose loro: Vi dico, che se questi taceranno, grideranno le pietre.
Lc 19,41 E avvicinandosi alla città, rimirandola pianse sopra di lei, e disse:
Lc 19,42 O se conoscessi anche tu, e in questo giorno quello, che importa al tuo bene: ma ora questo è a' tuoi occhi celato.
Lc 19,43 Conciossiachè verrà per te il tempo: quando i tuoi nemici ti circonderanno di trinciera: e ti serreranno all'intorno: e ti stringeranno per ogni parte:
Lc 19,44 E cacceranno per terra te, e i tuoi figliuoli con te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra; perché non hai conosciuto il tempo della visita a te fatta.
Lc 19,45 Ed entrato nel tempio cominciò a scacciare coloro, che in esso vendevano, e comperavano,
Lc 19,46 Dicendo loro: Sta scritto; La casa mia è casa di orazione; e voi l'avete cangiata in ispelonca di ladri.
Lc 19,47 E insegnava ogni giorno nel tempio. Ma i principi de' sacerdoti, e gli Scribi, e i caporioni del popolo cercavano di levarlo dal mondo:
Lc 19,48 Né sapevan, che farsi di lui. Conciossiaché tutto il popolo stava a bocca aperta ad udirlo.
Lc 20,1 E avvenne, che in un di quei giorni, mentre egli insegnava al popolo nel tempio, ed evangelizzava, si radunarono i principi de' sacerdoti, e gli Scribi con i seniori.
Lc 20,2 E preser a dirgli: Spiegaci, con quale autorità fai tu queste cose: o chi sia, che ha dato a te tale autorità?
Lc 20,3 Ma Gesù rispose, e disse loro: Vi farò ancor io una interrogazione. Rispondete a me:
Lc 20,4 Il battesimo di Giovanni veniva egli dal cielo, o dagli uomini?
Lc 20,5 Ma essi ruminavano dentro di se, dicendo: Se diciamo, dal cielo, ei risponderà: Perché dunque non avete creduto a lui?
Lc 20,6 Se poi diremo, dagli uomini, il popolo tutto ci lapiderà: perché è persuaso, che Giovanni era profeta.
Lc 20,7 E risposer, che non sapevano, di dove fosse.
Lc 20,8 E Gesù disse loro: Nemmen io dico a voi, con quale autorità fo queste cose.
Lc 20,9 E principiò a dire al popolo questa parabola: Un uomo piantò una vigna, e la diede in affitto a vignaiuoli: ed egli stette per molto tempo in lontan paese.
Lc 20,10 E a suo tempo mandò un servo a' vignaiuoli, perché gli desser de' frutti della vigna. Ma questi lo batterono, e lo rimandarono con le mani vuote.
Lc 20,11 E seguitò a mandare un altra servo. Ma quegli avendo battuto anche questo, e fattagli vergogna, lo rimandarono con le mani vote.
Lc 20,12 E si rifece da capo a mandare il terzo: ed essi ferirono, e cacciaron via anche questo.
Lc 20,13 Disse allora il padrone della vigna: Che farò io? Manderò il mio figliuolo diletto: forse quando lo vedranno, gli porteranno rispetto.
Lc 20,14 Ma i vignaiuoli veduto che l'ebbero, la discorsero tra di loro, e dissero: Questo è l'erede, ammazziamolo, perché nostra sia l'eredità.
Lc 20,15 E cacciatolo fuora della vigna, lo ammazzarono. Che farà adunque di costoro il padrone della vigna?
Lc 20,16 Verrà, e sterminerà questi vignaiuoli, e darà la vigna ad altri. La qual cosa quegli avendo udita, dissero: Non sia mai questo.
Lc 20,17 Egli però miratili fissamente disse: Che è adunque quel, che sta scritto: La pietra rigettata da coloro, che fabbricavano, è divenuta testata dell'angolo?
Lc 20,18 Chiunque cadrà sopra tal pietra, si fracasserà: e sopra cui ella cadrà, lo stritolerà.
Lc 20,19 E i principi de' sacerdoti, e gli Scribi cercavano di mettergli le mani indosso in quel punto medesimo: ma ebber paura del popolo; imperocché compresero, che questa parabola l'aveva detta per loro.
Lc 20,20 E stando in aguato, mandarono degli emissarj, i quali si fingessero uomini religiosi, per avvilupparlo in discorsi, a fin di metterlo nelle mani del principato, e della podestà, del preside.
Lc 20,21 Costoro lo interrogarono e dissero: Maestro, noi sappiamo, che tu parli, e insegni dirittamente: e non hai rispetti umani; ma la via di Dio dimostri con verità:
Lc 20,22 E egli lecito a noi di dare il tributo a Cesare, sì, o no?
Lc 20,23 Ma Gesù conoscendo la loro furberia, disse loro: Perché mi tentate voi?
Lc 20,24 Fatemi vedere un denaro. Di chi è l'immagine, e l'iscrizione, che questo porta?. Gli risposer: Di Cesare.
Lc 20,25 Ed ci disse loro: Rendete dunque a Cesare quel, che è di Cesare; e a Dio quel, che è di Dio.
Lc 20,26 E non poterono intaccare le sue parole dinanzi al popolo: e ammirati della sua risposta si tacquero.
Lc 20,27 E si fecer innanzi alcuni de' Sadducei, i quali negano, che siavi risurrezione, e gli fecero un quesito,
Lc 20,28 Dicendo: Maestro, ha lasciato a noi scritto Mosè, che ove venga a morire ad alcuno un fratello ammogliato, che sia senza figliuoli, il fratello sposi la moglie di lui, e dia discendenza al fratello.
Lc 20,29 Egli erano adunque sette fratelli: e il primo prese moglie, e morì senza figliuoli;
Lc 20,30 E il secondo sposò la donna, e morì anch'egli senza figliuoli.
Lc 20,31 E il terzo la sposò. E il simil fecero tutti gli altri, e non lasciaron figliuoli, e morirono.
Lc 20,32 Morì dopo di tutti anche la donna.
Lc 20,33 Nella risurrezione adunque chi di essi avralla in moglie? Conciossiaché ella è stata moglie di tutti sette.
Lc 20,34 E Gesù disse loro: Tra i figliuoli di questo secolo vi è moglie, e marito:
Lc 20,35 Ma coloro, che saran giudicati degni di quell'altro secolo, e di risorger da morte, né si ammogliano, né si maritano:
Lc 20,36 Conciossiaché non potranno più morire: perché sono simili agli Angeli, e sono figliuoli di Dio, essendo figliuoli della risurrezione.
Lc 20,37 Che poi siano per risuscitare i morti, dimostrollo anche Mosè presso al roveto, chiamando il Signore il Dio di Abramo, e il Dio di Isacco, e il Dio di Giacobbe.
Lc 20,38 Or ei non è il Dio de' morti, ma de' vivi: imperocché per lui tutti sono vivi.
Lc 20,39 E alcuni degli Scribi preser la parola, e gli dissero: Maestro, hai parlato bene.
Lc 20,40 E nissuno più ardiva di interrogarlo.
Lc 20,41 Ma egli disse loro: Come mai dicono, che il Cristo sia figliuolo di David?
Lc 20,42 E lo stesso Davidde dice nel libro de' Salmi: il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra,
Lc 20,43 Sino a tanto che io metta i tuoi nemici quale sgabello a' tuoi piedi.
Lc 20,44 Davidde adunque lo chiama Signore: e come è egli suo figliuolo?
Lc 20,45 E a sentita di tutto il popolo disse a' suoi discepoli:
Lc 20,46 Guardatevi dagli Scribi, i quali vogliono camminare in lunghe vesti, e amano di essere salutati nel foro, e di avere le prime sedie nelle sinagoghe, e i primi posti ne' conviti:
Lc 20,47 I quali col pretesto di lunghe orazioni divoran le case delle vedove. Costoro incorreranno più rigorosa condanna.
Lc 23,1 E alzatasi tutta l'adunanza lo condussero da Pilato.
Lc 23,2 E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiamo trovato costui, che seduce la nostra nazione, e proibisce di pagare il tributo a Cesare, e dice se essere Cristo re.
Lc 23,3 Pilato adunque lo interrogò, dicendo: Se' tu il re dei Giudei: Ma Gesù gli rispose, e disse: Tu lo dici.
Lc 23,4 E Pilato disse a' principi de' sacerdoti, e alla turba: Non trovo delitto alcuno in questo uomo.
Lc 23,5 Ma quelli si riscaldavano dicendo: Solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, avendo principiato dalla Galilea fin qua.
Lc 23,6 E Pilato udendo nominare la Galilea domandò, se egli fosse Galileo.
Lc 23,7 E inteso, che egli era della giurisdizione di Erode, lo rimandò ad Erode, che si trovava anch'egli in que' di in Gerusalemme.
Lc 23,8 Ed Erode ebbe molto piacere di veder Gesù: perché da gran tempo bramava di vederlo, conciossiacchè avea sentito parlar molto di lui, e sperava di vedergli fare qualche miracolo.
Lc 23,9 E gli fe' molte interrogazioni. Ma Gesù non gli rispose nulla.
Lc 23,10 Ed eran presenti i principi de' sacerdoti, e gli Scribi, che lo accusavano fortemente.
Lc 23,11 Ed Erode co' suoi soldati lo disprezzò: e fecelo vestir per ischerno di bianca veste, e lo rimandò a Pilato.
Lc 23,12 E diventarono amici Erode, e Pilato in quel giorno: imperocché per l'avanti era stata tra loro nimicizia.
Lc 23,13 Pilato poi radunati i principi de' sacerdoti, e i Magistrati, e il popolo,
Lc 23,14 Disse loro: Mi avete presentato quest'uomo, come sollevatore del popolo, ed ecco che avendolo io interrogato alla vostra presenza, non ho trovato in quest'uomo delitto alcuno di quegli, onde voi l'accusate.
Lc 23,15 Anzi nemmeno Erode: imperocché a lui vi ho rimessi, ed ecco che nulla è stato a lui fatto, che sia da reo di morte.
Lc 23,16 Lo gastigherò adunque, e lo libererò.
Lc 23,17 Or egli era tenuto nella festa a dare ad essi libero un uomo.
Lc 23,18 E tutto il popolo insieme sclamò: Leva dal mondo costui, e rendi a noi libero Barabba.
Lc 23,19 Questi per causa di certa sedizione fatta in città, e per omicidio era stato messo in prigione.
Lc 23,20 E Pilato parlò nuovamente ad essi, bramoso di liberar Gesù.
Lc 23,21 Ma essi gli davano sulla voce, dicendo: Crocifiggilo, crocifiggilo.
Lc 23,22 Ed ei disse loro per la terza volta: Ma che male ha fatto costui? non trovo in lui delitto alcuno capitale: lo gastigherò adunque, e lo libererò.
Lc 23,23 Ma quegli incalzavano sempre più, con grandi strida chiedendo, ch'ei fosse crocifisso: e i loro clamori andavan crescendo.
Lc 23,24 E Pilato decretò, che fosse eseguita la loro domanda.
Lc 23,25 Liberò adunque in grazia loro colui, che per causa di sedizione, e di omicidio era stato messo in prigione, e il quale essi chiedevano: e abbandonò Gesù alla loro volontà.
Lc 23,26 E nel menarlo via arrestarono un certo Simone Cireneo, che tornava di campagna: e gli misero addosso la croce, perché la portasse dietro a Gesù.
Lc 23,27 E lo seguiva turba grande di popolo, e di donne: le quali battevansi il petto, e lo piangevano.
Lc 23,28 Ma Gesù ad esse rivolto, disse: Figliuole di Gerusalemme, non piangete sopra di me; ma piangete sopra voi stesse, e sopra i vostri figliuoli.
Lc 23,29 Imperocché ecco, che verrà tempo, in cui ai dirà: Beate le sterili, e i seni, che non han generato, e le mammelle, che non hanno allattato.
Lc 23,30 Allora comincieranno a dire alle montagne: Cadete sopra di noi: e alle colline: Ricopriteci.
Lc 23,31 Imperocché se tali cose fanno nel legno verde, del secco che sarà?
Lc 23,32 Ed eran condotti con lui anche due altri, che erano malfattori, per esser fatti morire.
Lc 23,33 E giunti che furono al luogo detto Calvaria, quivi crocifissero lui; e i ladroni, uno a destra, e l'altro a sinistra.
Lc 23,34 E Gesù diceva: Padre, perdona loro: conciossiachè non sanno quel, che si fanno. E spartendo le vesti di lui, le tirarono a sorte.
Lc 23,35 E il popolo se ne stava ad osservare, e con esso i caporioni lo sbeffavano dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se egli è il Cristo di Dio eletto.
Lc 23,36 Insultavanlo anche i soldati, i quali si accostavano a lui, e offerivangli dell'aceto,
Lc 23,37 Dicendo: Se tu se' il re de' Giudei, salva te stesso.
Lc 23,38 Era anche stata posta sopra di lui un'iscrizione in Greco, e Latino, ed Ebraico: questi è il Re de' Giudei.
Lc 23,39 E uno de' ladroni pendenti lo bestemmiava, dicendo: Se tu se' il Cristo, salva te stesso, e noi.
Lc 23,40 E l'altro rispondeva sgridandolo, e dicendo: Nemmen tu temi Iddio, trovandoti nello stesso supplizio?
Lc 23,41 E quanto a noi certo che con giustizia: perché riceviamo quel, che era dovuto alle nostre azioni: ma questi nulla ha fatto di male.
Lc 23,42 E diceva a Gesù: Signore, ricordati di me, giunto che tu sia nel tuo regno.
Lc 23,43 E Gesù gli disse: In verità ti dico, che oggi sarai meco nel paradiso.
Lc 23,44 Ed era circa la sesta ora, e si fe' buio per tutta la terra sino all'ora nona.
Lc 23,45 E si oscurò il sole: e il velo del tempio si divise per mezzo.
Lc 23,46 E Gesù sclamando ad alta voce, disse: Padre, nelle mani tue raccomando il mio spirito. E in ciò dicendo, spirò.
Lc 23,47 E vedendo il centurione quel, che era accaduto, glorificò Dio, dicendo: Certamente quest'uomo era giusto.
Lc 23,48 E tutta la moltitudine di coloro, che si trovavan presenti allo spettacolo, e vedevano quello che succedeva, se ne tornavan indietro picchiandosi il petto.
Lc 23,49 E tutti i conoscenti di Gesù stavano alla lontana, come anche le donne, che l'avevano seguito dalla Galilea, osservando tali cose.
Lc 23,50 Allora un uomo chiamato Giuseppe, che era decurione, uomo dabbene, e giusto:
Lc 23,51 Il quale non aveva avuto parte nei consigli, e nell'operato degli altri, cittadino di Arimatea, città della Giudea, che aspettava anch'esso il regno di Dio:
Lc 23,52 Questi presentossi a Pilato, e gli chiese il corpo di Gesù:
Lc 23,53 E depostolo lo rinvolse in un lenzuolo, e lo pose in un sepolcro scavato nel sasso, in cui nessuno fino allora era stato sepolto.
Lc 23,54 Egli era il giorno di Parasceve, e stava per principiare il sabato.
Lc 23,55 E avendo tenuto dietro a lui le donne venute con Gesù dalla Galilea, videro il sepolcro, e in che modo fosse collocato il corpo di lui.
Lc 23,56 E nel ritorno prepararon gli aromi, e gli unguenti: e in quanto al sabato non si mossero secondo la legge.
Lc 24,1 Ma il primo dì della settimana innanzi giorno andarono al sepolcro, portando gli aromi, che avevan preparati:
Lc 24,2 E trovaron, che era stata levata dal sepolcro la lapida.
Lc 24,3 Ed entrandovi dentro non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Lc 24,4 E avvenne, che mentre se ne stavano per questo in grande perplessità, apparvero vicini ad esse due personaggi in abito risplendente.
Lc 24,5 Ed elleno essendosi impaurite, tenendo china la faccia a terra, quelli disser loro: Perché cercate voi tra' morti colui, che è vivo?
Lc 24,6 Ei non è qui; ma è risuscitato: ricordatevi di quel, che vi disse, quand'era tuttora nella Galilea,
Lc 24,7 E diceva: Fa di mestieri, che il Figliuolo dell'uomo sia dato nelle mani d'uomini peccatori, e sia crocifisso, e risusciti il terzo giorno.
Lc 24,8 Ed elleno si rammentarono le parole di lui.
Lc 24,9 E ritornate dal sepolcro raccontarono tutte queste cose agli undici, e a tutti gli altri.
Lc 24,10 E quelle, che riferiron ciò agli Apostoli, erano Maria Maddalena, e Giovanna, e Maria di Giacomo, e le altre, che stavan con esse.
Lc 24,11 Ma tali parole parvero ad essi, come delirj: e non diedero loro retta.
Lc 24,12 Ma Pietro alzatosi corse al sepolcro: e chinatosi vide solamente i lenzuoli per terra, e se ne andò restando in se stesso maravigliato del successo.
Lc 24,13 Ed ecco che due di essi andavano lo stesso di a un castello lontano sessanta stadj da Gerusalemme, chiamato Emmaus.
Lc 24,14 E discorrevano insieme di tutto quel, che era accaduto.
Lc 24,15 E mentre ragionavano, e conferivano insieme, Gesù si andò accostando loro, e faceva strada con essi.
Lc 24,16 Ma gli occhi loro erano abbacinati, affinchè noi riconoscessero.
Lc 24,17 Ed ei disse loro: Che discorsi son quelli, che per istrada andate facendo, e perché siete malinconici?
Lc 24,18 E uno di essi chiamato Cleofa rispose, e disse: Tu solo se' forestiero in Gerusalemme, sicché non sappi quello, che quivi è accaduto in questi giorni?
Lc 24,19 Ed ei disse loro: Che? Ed essi risposero: Intorno a Gesù Nazareno, che fu uomo profeta, potente in opere, e in parole dinanzi a Dio, e a tutto il popolo:
Lc 24,20 E come i sommi sacerdoti, e i nostri capi lo hanno dato ad essere condannato a morte, e lo hanno crocifisso.
Lc 24,21 Or noi speravamo, che egli fosse per redimere Israele: ma adesso oltre tutto questo è oggi il terzo giorno, che tali cose sono accadute.
Lc 24,22 Ma anche alcune donne tra noi ci hanno messi fuor di noi stessi, le quali andate innanzi giorno al sepolcro,
Lc 24,23 E non avendo trovato il corpo di lui, sono venute a dire di aver anche veduto una apparizione di Angeli, i quali dicono, che egli è vivo.
Lc 24,24 E sono andati alcuni de' nostri al Sepolcro: e hanno trovato, come pur avevan detto le donne; ma lui non lo hanno trovato.
Lc 24,25 Ed egli disse loro: O stolti, e tardi di cuore a credere a cose dette tutte da' profeti!
Lc 24,26 Non era egli necessario, che il Cristo tali cose patisse, e così entrasse nella sua gloria?
Lc 24,27 E cominciando da Mosè, e da tutti i profeti spiegava loro in tutte le scritture quello, che lui riguardava.
Lc 24,28 E giunser vicino al castello, dove andavano; ed egli fe' mostra d'andare più innanzi.
Lc 24,29 E gli fecer forza, dicendo: Restati con noi, perché si fa sera, e il giorno declina. Ed entrò con essi.
Lc 24,30 E avvenne, che stando a tavola con essi prese il pane, e lo benedisse, e lo spezzò, e ad essi lo porse.
Lc 24,31 E aprironsi i loro occhi, e lo riconobbero: ma egli sparì da' loro occhi.
Lc 24,32 Ed essi disser tra di loro: Non ardeva egli il cuore a noi in petto, mentre per istrada ci parlava, e ci svelava le scritture?
Lc 24,33 E alzatisi nel punto stesso tornarono a Gerusalemme: e trovarono adunati insieme gli undici, e gli altri, che stavan con essi,
Lc 24,34 I quali dissero: Il Signore è veramente risuscitato, ed è apparso a Simone.
Lc 24,35 Ed essi raccontavano quel, che era seguito per istrada, e come riconosciuto lo avevano nella frazione del pane.
Lc 24,36 E nel discorrer, che facevano di tali cose, Gesù si stette in mezzo ad essi, e disse loro: La pace con voi: son io, non temete.
Lc 24,37 Eglino però conturbati, e atterriti si pensavano di vedere uno spirito.
Lc 24,38 Ed egli disse loro: Perché vi turbate, e perché date luogo nel vostro cuore a dubbiezze?
Lc 24,39 Mirate le mie mani, e i miei piedi; imperocché io son quel desso: palpate, e mirate; perché lo spirito non ha carne, né ossa, come vedete, che ho io.
Lc 24,40 E detto ciò mostrò loro le mani, e i piedi.
Lc 24,41 E quelli non credendo ancora, ed essendo fuori di se per l'allegrezza, disse loro: Avete qui qualche cosa da mangiare?
Lc 24,42 E presentarongli un pezzo di pesce arrostito, e un favo di miele.
Lc 24,43 E mangiato che ebbe davanti ad essi, prese gli avanzi, e li diede loro.
Lc 24,44 E disse loro: Queste sono le cose, ch'io vi diceva, quand'era tuttavia con voi, che era necessario, che si adempisse tutto quello, che di me sta scritto nella legge di Mosè, ne' profeti, e ne' Salmi.
Lc 24,45 Allora apri il loro intelletto, perché capissero le scritture:
Lc 24,46 E disse loro: Così sta scritto, e così bisognava, che il Cristo patisse, e risuscitasse da morte il terzo giorno:
Lc 24,47 E che si predicasse nel nome di lui la penitenza, e la remissione de' peccati a tutte le nazioni, dando voi principio da Gerusalemme.
Lc 24,48 E voi siete di queste cose testimonj.
Lc 24,49 Ed ecco che io mando sopra di voi il promesso dal Padre mio: e voi trattenetevi in città, sin a tanto che siate rivestiti di virtù dall'alto.
Lc 24,50 E li condusse fuora a Betania: e alzate le mani, li benedisse.
Lc 24,51 E avvenne, che nel benedirli si divise da loro, e si sollevava verso il, cielo.
Lc 24,52 Ed essi avendolo adorato, se tornarono a Gerusalemme con gran giubilo:
Lc 24,53 E stavan continuamente nel tempio, lodando, e benedicendo Dio. Amen.
Gv 1,1 Nel principio era il Verbo, e il Verbo era appresso Dio, e il Verbo era Dio.
Gv 1,2 Questo era nel principio appresso Dio.
Gv 1,3 Per mezzo di lui furon fatte le cose tutte: e senza di lui nulla fu fatto di ciò, che è stato fatto.
Gv 1,4 In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini:
Gv 1,5 E la luce splende tra le tenebre, e le tenebre non la hanno ammessa.
Gv 1,6 Vi fu un uomo mandato da Dio, che chiamavasi Giovanni.
Gv 1,7 Questi venne qual testimone, affin di render testimonianza alla luce, onde per mezzo di lui tutti credessero:
Gv 1,8 Ei non era la luce; ma era per rendere testimonianza alla luce.
Gv 1,9 Quegli era la luce vera, che illumina ogni uomo, che viene in questo mondo.
Gv 1,10 Egli era nel mondo, e il mondo per lui fu fatto, e il mondo nol conobbe.
Gv 1,11 Venne nella sua propria casa, e i suoi nol ricevettero.
Gv 1,12 Ma a tutti que', che lo ricevettero, die' potere di diventar figliuoli di Dio, a quelli che credono nel suo nome:
Gv 1,13 I quali non per via di sangue, nè per volontà della carne, nè per volontà d'uomo, ma da Dio sono nati.
Gv 1,14 E il Verbo si è fatto carne, e abitò tra noi: e abbiamo veduto la sua gloria, gloria come dell'Unigenito del Padre, pieno di grazia, e di verità,
Gv 1,15 Giovanni rende testimonianza di lui, e grida, dicendo: Questi è colui, del quale io diceva: Quegli, che verrà dopo di me, è da più di me; perchè era prima di me.
Gv 1,16 E della pienezza di lui noi tutti abbiam ricevuto, e una grazia in cambio di un'altra:
Gv 1,17 Perché da Mosè fu data la legge: la grazia, e la venuta per Gesù Cristo fu fatta.
Gv 1,18 Nissuno ha mai veduto Dio: l'unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, egli ce lo ha rivelato.
Gv 1,19 Ed ecco la testimonianza, che rendè Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme i sacerdoti, e i Leviti a lui per dimandargli: Chi se' tu?
Gv 1,20 Ed ei confessò, e non negò: e confessò: Non son io il Cristo.
Gv 1,21 Ed essi gli dimandarono: E che adunque? Se' tu Elia? Ed ei rispose: Nol sono. Se' tu il profeta? Ed, ei rispose: No.
Gv 1,22 Gli disser pertanto: Chi se' tu, affinchè possiam render risposta a chi ci ha mandato? Che dici di te stesso?
Gv 1,23 Io son, disse, la voce di colui, che grida nel deserto: Raddirizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia.
Gv 1,24 E questi messi erano della setta de' Farisei.
Gv 1,25 E lo interrogarono, dicendogli: Come adunque battezzi tu, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?
Gv 1,26 Giovanni rispose loro, e disse: Io battezzo nell'acqua: ma v'ha in mezzo a voi uno, che voi non conoscete:
Gv 1,27 Questi è quegli, che verrà dopo di me, il quale è da più di me: a cui io non son degno di sciogliere i legaccioli delle scarpe.
Gv 1,28 Queste cose successero a Betania di là dal Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Gv 1,29 Il giorno dopo Giovanni vide Gesù, che venivagli incontro, e disse: Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui, che toglie i peccati del mondo.
Gv 1,30 Questi è colui, del quale ho detto: Dopo di me viene uno, che è da più di me: perché era prima di me:
Gv 1,31 E io nel conosceva; ma affinchè egli fosse riconosciuto in Israele, per questo son io venuto a battezzare nell'acqua.
Gv 1,32 E Giovanni rendette testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo in forma di colomba, e si fermò sopra di lui.
Gv 1,33 E io nei conosceva: ma chi mandommi a battezzare nell'acqua, mi disse: Colui, sopra del quale vedrai discendere, e fermarsi lo Spirito, quegli è colui, che battezza nello Spirito santo.
Gv 1,34 E io ho veduto: t'ho attestato, com'egli è il Figliuolo di Dio.
Gv 1,35 Il dì seguente di nuovo trovandosi Giovanni con due de' suoi discepoli,
Gv 1,36 E mirando Gesù, che passeggiava, disse: Ecco l'Agnello di Dio.
Gv 1,37 E udiron le sue parole i due discepoli, e seguitarmi Gesù.
Gv 1,38 E rivoltosi Gesù, e vedutili, che lo seguivano, disse loro: che cercate voi? Ed essi gli risposero: Rabbi (che vuol dir maestro), dov'è la tua abitazione?
Gv 1,39 Rispose loro: Venite, e vedete. Andarono, e videro, dove egli stava, e si stetter con lui per quel giorno: era allora circa la decima ora.
Gv 1,40 Andrea fratello di Simon Pietro era uno dei due, che avevan udito le parole di Giovanni, ed avean seguitato Gesù.
Gv 1,41 Il primo, in cui questi s'imbattè, fu il suo fratello Simone, e dissegli: Abbiano trovato il Messia (che vuol dire il Cristo).
Gv 1,42 E lo condusse da Gesù. E Gesù fissato in lui lo sguardo, gli disse: Tu sei Simone, figliuolo di Giona: tu sarai chiamato Cepha (che si interpreta Pietra).
Gv 1,43 Il dì seguente Gesù volle andare nella Galilea, e trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.
Gv 1,44 Filippo era di Betsaida, patria di Andrea, e di Pietro.
Gv 1,45 Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato quello, di cui scrisse Mosè nella legge, e i profeti, Gesù di Nazareth figliuolo di Giuseppe.
Gv 1,46 Natanaele gli rispose: Può egli mai uscir cosa buona da Nazareth? Filippo gli disse: Vieni, e vedi.
Gv 1,47 Vide Gesù Natanaele, il quale veniva a trovarlo, e disse di lui: Ecco un vero Israelita, in cui non è froda.
Gv 1,48 Natanaele gli disse: Come mai mi conosci tu? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, io ti vidi, quando eri sotto il fico.
Gv 1,49 Natanaele rispose, e dissegli: Maestro, tu sei Figliuolo di Dio, tu sei il Re d'Israele.
Gv 1,50 Gesù gli rispose, e disse: Perché ti ho detto, che ti ho veduto sotto il fico, tu credi: vedrai cose maggiori di questa.
Gv 1,51 E dissegli: In verità, in verità io vi dico, vedrete aperto il cielo, e gli Angeli di Dio andare, e venire il figliuolo dell'uomo.
Gv 2,1 Tre giorni dopo vi fu uno sposalizio in Cana di Galilea: ed era quivi la Madre di Gesù.
Gv 2,2 E fu invitati, anche Gesù co' suoi discepoli alle nozze.
Gv 2,3 Ed essendo venuto a mancare il vino, disse a Gesù la Madre: Ei non hanno più vino.
Gv 2,4 E Gesù le disse: Che ho io da fare con te, o donna? Non è per anco venuta la mia ora.
Gv 2,5 Disse la Madre a coloro, che servivano: Fate quello, che ei vi dirà.
Gv 2,6 Or vi erano sei idrie di pietra preparate per la purificazione Giudaica, le quali contenevano ciascheduna due in tre metrete.
Gv 2,7 Gesù disse loro: Empite d'acqua quelle idrie. Ed essi le empirono fino all'orlo.
Gv 2,8 E Gesù disse loro: Attignete adesso, e portate al mastro di casa. E ne portarono.
Gv 2,9 E appena ebbe fatto il saggio dell'acqua convertita in vino, il mastro di casa, che non sapeva, donde questo uscisse (lo sapevan però i serventi, che avevano attinta l'acqua): il mastro di casa chiama lo sposo,
Gv 2,10 E gli dice: Tutti servono da principio il vino di miglior polso: e quando la gente si è esilarata, allora danno dell'inferiore: ma tu hai serbato il migliore fin ad ora.
Gv 2,11 Così Gesù in Cana di Galilea diede principio a far miracoli: e manifestò la sua gloria, e in lui crederono i suoi discepoli.
Gv 2,12 Dopo di ciò andò con la sua Madre, e coi fratelli, e co' suoi discepoli a Cafarnaum: e vi stettero per poco tempo.
Gv 2,13 Ed era prossima la Pasqua dei Giudei, e Gesù si portò a Gerusalemme:
Gv 2,14 E trovò nel tempio della gente, che vendeva bovi, e pecore, e colombe, e banchieri, che sedevano a banco.
Gv 2,15 E fatta quasi una frusta di cordicelle di giunco, tutti coloro scacciò dal tempio, e le pecore, e i bovi, e gittò per terra il denaro de' banchieri, e rovesciò i loro banchi.
Gv 2,16 A quelli poi, che, vendevano le colombe, disse: Togliete via di qua queste cose, e non vogliate convertire la casa del Padre mio in bottega di traffico.
Gv 2,17 E i suoi discepoli si ricordarono, che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi ha consumato.
Gv 2,18 Si rivolser però a lui i Giudei, e gli dissero: Con qual segno mostri tu a noi di poter fare queste cose?
Gv 2,19 Rispose loro Gesù: Disfate questo tempio, e io in tre giorni lo rimetterò in piedi.
Gv 2,20 Replicarono adunque i Giudei: Questo tempio fu fabbricato in quarantasei anni, e tu lo rimetterai in piedi in tre giorni?
Gv 2,21 Or egli parlava del tempio del suo corpo.
Gv 2,22 Quindi è, che allora quando fu risuscitato da morte, si ricordarono i suoi discepoli, come egli aveva detto questo, e credettero alla Scrittura, e alle parole di Gesù.
Gv 2,23 Nel tempo poi, che egli stette in Gerusalemme per la Pasqua, e per la solennità, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli, che egli faceva.
Gv 2,24 Ma quanto a Gesù egli non fidava loro se stesso, perché tutti conosceva,
Gv 2,25 E perché non avea bisogno, che alcuno rendesse testimonianza d'un altro: conciossiachè da se stesso sapeva quel, che fosse nell'uomo.
Gv 5,1 Dopo questo essendo la festa de' Giudei, Gesù se n'andò a Gerusalemme.
Gv 5,2 E havvi in Gerusalemme la piscina probatica, che in lingua Ebrea si chiama Betsaida, la quale ha cinque porticati.
Gv 5,3 Ne' quali giaceva gran turba di malati, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano il movimento dell'acqua.
Gv 5,4 Imperocché l'Angelo del Signore in un certo tempo scendeva nella piscina, e l'acqua era agitata. E chiunque fosse stato il primo a scendere nella piscina dopo il movimento dell'acqua, restava sano, qualunque fosse la malattia, dalla quale era detenuto.
Gv 5,5 Ed eravi un uomo il quale avea passati trentotto anni nella sua infermità.
Gv 5,6 E Gesù mirato avendo costui, che se ne stava a giacere, e conoscendo, che era di età avanzata, gli disse: Vuoi tu essere risanato?
Gv 5,7 Risposegli l'infermo: Signore, io non ho uomo, che mi getti nella piscina, quando l'acqua è agitata: il perché quando io mi vi accosto, un altro vi scende prima di me.
Gv 5,8 Dissegli Gesù: Alzati, prendi il tuo letticciuolo, e cammina.
Gv 5,9 E in quell'istante colui diventò sano, prese il suo letticciuolo, e camminava. Or quel di era sabato.
Gv 5,10 Dicevan perciò i Giudei all'uomo risanato: E sabato, non è a te lecito di portare il tuo letticciuolo.
Gv 5,11 Ed egli rispose loro: Colui, che mi ha risanato, mi ha detto: Prendi il tuo letticciuolo, e cammina.
Gv 5,12 Domandarongli adunque chi fosse quell'uomo, che gli avea detto: Prendi il tuo letticciuolo, e cammina?
Gv 5,13 Ma l'uomo risanato non sapeva, chi quegli fosse; perché Gesù si era scansato dalla turba, che era in quel luogo.
Gv 5,14 Dopo di ciò trovollo Gesù nel tempio, e gli disse: Ecco che se' risanato: non peccar più, perché non ti avvenga qualche cosa di peggio.
Gv 5,15 Quegli andò a dar nuova a' Giudei, come Gesù era quello, che l'avea risanato.
Gv 5,16 Per questo i Giudei perseguitavan Gesù, perché tali cose faceva in giorno di sabato.
Gv 5,17 Ma Gesù rispondeva loro: Il Padre mio opera sino a quest'oggi, e io opero.
Gv 5,18 Per questo sempre più i Giudei cercavano di ucciderlo: mentre non solo rompeva il sabato, ma di più diceva, che Dio era il Padre suo, facendosi eguale a Dio. Rispose adunque Gesù, e disse loro:
Gv 5,19 In verità, in verità vi dico: Non può il Figliuolo far da se cosa alcuna, se non l'ha veduta fare dal Padre: imperocché quello, che questi fa, lo fa parimente il Figliuolo.
Gv 5,20 Imperciocché il Padre ama il Figliuolo, e a lui manifesta tutto quello, che egli fa: e farà a lui vedere opere maggiori di queste, onde voi ne restiate stupefatti.
Gv 5,21 Conciossiachè siccome il Padre risuscita i morti, e rende ad essi la vita: così il Figliuolo rende la vita a quelli, che vuole.
Gv 5,22 Imperocché il Padre non giudica alcuno: ma ha rimesso interamente nel Figliuolo il far giudizio,
Gv 5,23 Affinchè tutti onorino il Figliuolo, come onorano il Padre: chi non onora il Figliuolo, non onora il Padre, che lo ha mandato.
Gv 5,24 In verità, in verità vi dico, che chi ascolta la mia parola, e crede in lui, che mi ha mandato, ha la vita eterna, e non incorre nel giudizio, ma è passato da morte a vita.
Gv 5,25 In verità, in verità vi dico, che verrà il tempo, anzi è adesso, quando i morti udiranno la voce del Figliuolo di Dio: e quei, che l'avranno udita, viveranno.
Gv 5,26 Imperocché siccome il Padre ha in se stesso la vita: così ha dato al Figliuolo l'avere in se stesso la vita:
Gv 5,27 E gli ha dato podestà di far giudizio in quanto è Figliuolo dell'uomo.
Gv 5,28 Non vi stupite di questo, perché verrà tempo, in cui tutti quelli, che sono ne' sepolcri, udiranno la voce del Figliuolo di Dio:
Gv 5,29 E usciranno fuora quelli, che avranno fatto opere buone, risorgendo per vivere: quegli poi, che avran fatto opere male, risorgendo per essere condannati.
Gv 5,30 Non posso io fare da me cosa alcuna. Giudico secondo quel, che mi vien detto: e il mio giudizio è retto: perché non cerco il voler mio, ma il volere del Padre, che mi ha mandato.
Gv 5,31 Se io rendo testimonianza a me stesso, la testimonianza mia non è idonea.
Gv 5,32 Evvi un altro, che rende a ne testimonianza: e so, che è idonea la testimonianza, che egli a me rende.
Gv 5,33 Voi avete mandato a interrogare Giovanni: ed egli ha reso testimonianza al vero.
Gv 5,34 Io però non ricevo testimonianza, da un uomo: ma queste cose dicovi per vostra salute.
Gv 5,35 Quegli era lampana ardente, e luminosa. E voi avete voluto per pochi momenti godere della sua luce.
Gv 5,36 Io però ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni. Imperocché le opere, che mi ha dato il Padre da adempire, queste opere stesse, le quali io fo, testificano a favor mio, che il Padre mi ha mandato:
Gv 5,37 E il Padre, che mi ha mandato, egli stesso ha resa testimonianza a favor mio: e voi ne avete udita giammai la sua voce, né veduto il suo volto.
Gv 5,38 E non avete abitante in voi la sua parola: perché non credete a chi egli ha mandato.
Gv 5,39 Voi andate investigando le Scritture, perché credete di avere in esse la vita eterna: e queste sono quelle, che parlano a favor mio:
Gv 5,40 E non volete venir a me per aver vita.
Gv 5,41 Io non accetto la gloria, che viene dagli uomini.
Gv 5,42 Ma vi ho conosciuto, che non avete in voi amore di Dio.
Gv 5,43 Io son venuto nel nome del Padre mio, e non mi ricevete: se un altro verrà di propria autorità, lo riceverete.
Gv 5,44 Com'è possibile, che crediate voi, che andate mendicando gloria gli uni dagli altri, e non cercate quella gloria, che da Dio solo procede?
Gv 5,45 Non vi pensate, che sia per accusarvi io presso del Padre: havvi già chi vi accusa, quel Mosè, in cui voi vi confidate.
Gv 5,46 Imperocché se credeste a Mosè, a me ancora credeste: conciossiaché di me egli ha scritto.
Gv 5,47 Che se non credete a quel, che egli ha scritto, come crederete voi alle mie parole?
Gv 6,1 Dopo questo Gesù se n'andò di là dal mare di Galilea, cioè di Tiberiade:
Gv 6,2 E seguitavate una gran turba, perché vedeva i miracoli fatti da lui a pro de' malati.
Gv 6,3 Salì pertanto Gesù sopra un monte: ed ivi si pose a sedere co' suoi discepoli.
Gv 6,4 Ed era vicina la Pasqua, solennità de' Giudei.
Gv 6,5 Avendo adunque Gesù alzati gli occhi, e veduto, come una gran turba veniva da lui, disse a Filippo: Dove compreremo pane per cibar questa gente?
Gv 6,6 Lo che egli diceva per far prova di lui: imperocché egli sapeva quello, che era per fare.
Gv 6,7 Risposegli Filippo: Dugento denari di pane non bastano per costoro a darne un piccolo pezzo per uno.
Gv 6,8 Dissegli uno de' suoi discepoli, Andrea fratello di Simone Pietro:
Gv 6,9 Evvi un ragazzo, che ha cinque pani d'orzo, e due pesci: ma che è questo per tanta gente?
Gv 6,10 Ma Gesù disse: Fate, che costoro si mettano a sedere. Era quivi molta l'erba. Si misero pertanto a sedere in numero di circa cinque mila.
Gv 6,11 Prese adunque Gesù i pani: e, rese le grazie, li distribuì a coloro, che sedevano: e il simile dei pesci, fin che ne vollero.
Gv 6,12 E saziati che furono, disse a' suoi discepoli: Raccogliete gli avanzi, che non vadano a male.
Gv 6,13 Ed essi li raccolsero, ed empirono dodici canestri di frammenti dei cinque pani di orzo, che erano avanzati a coloro, che avevano mangiato.
Gv 6,14 Coloro pertanto veduto il miracolo fatto da Gesù, dissero: Questo è veramente quel Profeta, che dovea venire al mondo.
Gv 6,15 Ma Gesù conoscendo, che erano per venire a prenderlo per forza per farlo loro re, si fuggì di bel nuovo da se solo sul monte.
Gv 6,16 Fattasi poi sera, i suoi discepoli scesero alla marina.
Gv 6,17 Ed entrati in barca andavano tragittando il mare verso Cafarnaum: ed era già bujo: e Gesù non era andato da essi.
Gv 6,18 E soffiando un gran vento, il mare si alzava.
Gv 6,19 Spintisi adunque innanzi circa venticinque, o trenta stadi, vedono Gesù, che camminava sul mare, e avvicinavasi alla barca, e si impaurirono.
Gv 6,20 Ma egli disse loro: Son io, non temete.
Gv 6,21 Bramavano pertanto di riceverlo nella barca: e tosto la barca toccò la terra, dove erano incamminati.
Gv 6,22 Il dì seguente la turba, che era restata di là dal mare, aveva veduto, come altra barca non v'era fuori di una sola, e che Gesù non era entrato in quella co' suoi discepoli; ma i soli discepoli erano partiti:
Gv 6,23 (Sopraggiunsero però altre barche da Tiberiade presso al luogo, dove, poi ché il Signore ebbe rese le grazie, avevano mangiato quel pane.)
Gv 6,24 Avendo adunque visto la turba, che non era quivi più né Gesù, nè i suoi discepoli, entrarono anch'essi nelle barche, e andarono a Cafarnaum cercando Gesù
Gv 6,25 E avendolo trovato di là dal mare, gli dissero: Maestro, quando se' tu venuto qua?
Gv 6,26 Rispose loro Gesù, e disse: In verità, in verità vi dico: voi cercate di me non pei miracoli, che avete veduti; ma perché avete mangiato di que' pani, e ve ne siete satollati.
Gv 6,27 Procacciatevi non quel cibo, che passa, ma quello, che dura sino alla vita eterna, il quale sarà a voi dato dal Figliuolo dell'uomo. Imperocché in lui impresse il suo sigillo il Padre Dio.
Gv 6,28 Essi però gli dissero: Che faremo noi per praticare opere grate a Dio?
Gv 6,29 Rispose Gesù, e disse loro: Opera di Dio è questa, che crediate in colui, che egli ha mandato.
Gv 6,30 Ma quelli disser a lui: Che miracolo fai tu adunque, onde vediamo, e a te crediamo? Che fai tu?
Gv 6,31 I padri nostri mangiaron nel deserto la manna, come sta scritto: Diede loro a mangiare il pane del cielo.
Gv 6,32 Disse adunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Non diede Mosè a voi il pane del cielo, ma il Padre mio da a voi il vero pane del cielo.
Gv 6,33 Imperocché pane di Dio è quello, che dal cielo è disceso, e da al mondo la vita.
Gv 6,34 Gli dissero adunque: Signore, da' sempre a noi un tal pane.
Gv 6,35 Gesù disse loro: Io sono il pane di vita: chi viene a me, non patirà fame: e chi crede in me, non avrà sete mai più.
Gv 6,36 Ma io ve l'ho detto, che e mi avete veduto, e non credete.
Gv 6,37 Verrà a me tutto quello, che il Padre da a me: e io non caccierò fuora chi viene a me:
Gv 6,38 Perché sono disceso dal cielo non a fare la mia volontà ma la volontà di lui, che mi ha mandato.
Gv 6,39 E la volontà del Padre, che mi ha mandato, si è, che di tutto quello, che egli ha dato a me, nulla io ne sperda, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.
Gv 6,40 E la volontà del Padre, che mi ha mandato, si è, che chiunque conosce il Figliuolo, e crede in me, abbia la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Gv 6,41 Mormoravano perciò di lui i Giudei, perché aveva detto: Io sono quel pane vivo, che è sceso dal cielo,
Gv 6,42 E dicevano; Costui non è egli quel Gesù figliuolo di Giuseppe, del quale noti ci sono e il padre, e la madre? Come dunque dice costui: Sono sceso dal cielo?
Gv 6,43 Rispose adunque Gesù, e disse loro: Non mormorate tra voi:
Gv 6,44 Non può alcuno venire da me, se nol tragga il Padre, che mi ha mandato: e questo io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Gv 6,45 Sta scritto ne' profeti: Saranno tutti ammaestrati da Dio. Chiunque pertanto ha udito, e imparato dal Padre, viene a me.
Gv 6,46 Non perché alcuno abbia veduto il Padre, eccetto colui, che è da Dio, questi ha veduto il Padre.
Gv 6,47 In verità, in verità vi dico: chi crede in me, ha la vita eterna.
Gv 6,48 Io sono il pane di vita.
Gv 6,49 I padri vostri mangiarono nel deserto la manna, e morirono.
Gv 6,50 Questo è quel pane disceso dal cielo: affinchè chi ne mangerà, non muoia.
Gv 6,51 Io sono il pane vivo, che son disceso dal cielo.
Gv 6,52 Chi di un tal pane mangerà, viverà eternamente: e il pane, che io darò, ella è la carne mia per la salute del mondo.
Gv 6,53 Altercavano perciò tra loro i Giudei, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne?
Gv 6,54 Disse adunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figliuolo dell'uomo, e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Gv 6,55 Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, ha la vita eterna: ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Gv 6,56 Imperocché la mia carne è veramente cibo, e il sangue mio veramente bevanda.
Gv 6,57 Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, sta in me, e io in lui.
Gv 6,58 Siccome mandò me quel Padre, che vive, ed io per il Padre vivo: così chi mangerà me, viverà anch'egli per me.
Gv 6,59 Questo è quel pane, che è disceso dal cielo. Non (sarà) come de' padri vostri, i quali mangiarono la manna, e morirono. Chi di questo pane mangia, viverà eternamente.
Gv 6,60 Tali cose egli disse, insegnando nella sinagoga di Cafarnaum.
Gv 6,61 Molti perciò de' suoi discepoli, udite che le ebbero, dissero: Questo è un duro sermone, e chi può reggere ad ascoltarlo?
Gv 6,62 Conoscendo adunque Gesù da se stesso, che mormoravano per questo i suoi discepoli, disse loro: Vi scandalizzate voi di questo?
Gv 6,63 Se adunque vedrete il Figliuolo dell'uomo salire, dove era prima?
Gv 6,64 Lo spirito è quello, che dà la vita: la carne non giova niente: le parole, che io vi dico, sono spirito, e sono vita.
Gv 6,65 Ma sono tra voi alcuni, i quali non credono. Imperocché sapeva Gesù fin da principio, chi fossero quelli, che non credevano, e chi fosse per tradirlo.
Gv 6,66 E diceva: Per questo vi ho detto, che nissuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio.
Gv 6,67 Da indi in poi molti de' suoi discepoli si ritirarono indietro: e non conversavano più con lui.
Gv 6,68 Disse perciò Gesù ai dodici: Volete forse andarvene anche voi;
Gv 6,69 Ma Simone Pietro risposegli: Signore, a chi anderemo noi? Tu hai parole di vita eterna:
Gv 6,70 E noi abbiam creduto, e conosciuto, che tu se' il Cristo Figliuolo di Dio.
Gv 6,71 Rispose loro Gesù: Non sono stato io, che ho eletti voi dodici: e uno di voi è un diavolo.
Gv 9,1 E in passando vide Gesù un uomo cieco dalla sua nascita:
Gv 9,2 E i suoi discepoli gli dimandarono: Maestro, di chi è stata la colpa, di costui, o de' suoi genitori, ch'ei sia nato cieco?
Gv 9,3 Rispose Gesù: Né egli, nè i suoi genitori han peccato; ma perché in lui si manifestino le opere di Dio.
Gv 9,4 Conviene, che io faccia le opere di lui, che mi ha mandato, fintantoché è giorno: viene la notte, quando nissuno può operare.
Gv 9,5 Sino a tanto che io sono nel mondo, sono luce del mondo.
Gv 9,6 Ciò detto sputò in terra, e fece con lo sputo del fango, e ne fece un impiastro sopra gli occhi di colui,
Gv 9,7 E disselli: Va', lavati nella piscina di Siloe (parola, che significa il Messo). Andò pertanto, e si lavò, e tornò, che vedeva.
Gv 9,8 Quindi è, che i vicini, e quelli, che l'avevan prima veduto mendicare, dicevano: Non è questi colui, che si stava a sedere chiedendo limosina? Altri dicevano: È desso.
Gv 9,9 Altri: No, ma è uno, che lo somiglia. Ma egli diceva: Io son quel desso.
Gv 9,10 Ed essi dicevangli: Come mai ti si sono aperti gli occhi?
Gv 9,11 Rispose egli: Quell'uomo, che si chiama Gesù, fece del fango, e unse i miei occhi, e mi disse: Va' alla piscina di Siloam, e lavati. Sono andato, mi son lavato, e veggio.
Gv 9,12 Allora gli dissero: Dev'è colui! Rispose: Nol so.
Gv 9,13 Menano il già cieco da' Farisei.
Gv 9,14 Ed era giorno di sabato, quando Gesù fece quel fango, e aprì a lui gli occhi.
Gv 9,15 Di nuovo adunque l'interrogavano anche i Farisei, in qual modo avesse ottenuto il vedere. Ed ei disse loro: Mise del fango sopra i miei occhi, e mi lavai, e veggio.
Gv 9,16 Dicevan perciò alcuni de' Farisei: Non è da Dio quest'uomo, che non osserva il sabato. Altri dicevano: Come può un uom peccatore far tali prodigj? Ed erano tra loro in scissura.
Gv 9,17 Disser perciò di nuovo al cieco: Tu, che dici di colui, che ti ha aperti gli occhi? Egli rispose: Che è un profeta.
Gv 9,18 Non credettero però i Giudei, che egli fosse stato cieco, e avesse riavuto il vedere, sino a tanto che ebber chiamati i genitori dell'illuminato.
Gv 9,19 E gli interrogaron, dicendo: È questo quel vostro figliuolo, il quale dite, che nacque cieco? Come dunque ora ci vede?
Gv 9,20 Risposer loro i genitori di lui, e dissero: Sappiamo, che questi è nostro figliuolo, e che cieco nacque:
Gv 9,21 Come poi ora ci vegga, noi sappiamo: e chi gli abbia aperti gli occhi noi noi sappiamo: domandatene a lui: Ha i suoi anni: parli egli da se di quel, che gli tocca.
Gv 9,22 Così parlarono i genitori di lui, perché avean paura de' Giudei: imperocché avean già decretato i Giudei, che se alcuno riconoscesse Gesù per il Cristo, fosse cacciato dalla Sinagoga.
Gv 9,23 Per questo dissero i genitori di lui: Ha i suoi anni, domandatene a lui.
Gv 9,24 Chiamarono adunque di bel nuovo colui, che era stato cieco, e gli dissero: Da' gloria a Dio: noi sappiamo, che quest'uomo è un uomo peccatore.
Gv 9,25 Disse egli loro: Se ei sia peccatore, nol so: questo solo io so, che era cieco, e ora veggio.
Gv 9,26 Gli disser perciò: Che ti fece egli? Come aprì a te gli occhi?
Gv 9,27 Rispose loro: Ve l'ho già detto, e l'avete udito: perché volete sentirlo di nuovo? Volete forse diventar anche voi suoi discepoli?
Gv 9,28 Ma essi lo strapazzarono, e dissero: Sii tu suo discepolo: quanto a noi siami discepoli di Mosè.
Gv 9,29 Noi sappiamo, che a Mosè parlò Dio: ma costui non sappiamo, donde si sia.
Gv 9,30 Rispose colui, e disse loro: E qui appunto sta la meraviglia, che voi non sapete, donde ei si sia, ed ha aperti i miei occhi.
Gv 9,31 Or sappiamo, che Dio non ode i peccatori: ma chi onora Dio, e fa la sua volontà, questi è esaudito da Dio.
Gv 9,32 Dacché mondo è mondo, non si è udito dire, che alcuno abbia aperti gli irriti a un cieco nato.
Gv 9,33 Se questi non fosse da Dio, non potrebbe far nulla,
Gv 9,34 Gli risposero, e dissero: Tu se' venuto al mondo ricoperto di peccati, e tu ci fai il maestro? E lo cacciaron fuora.
Gv 9,35 Sentì dire Gesù, che lo avevan cacciato fuora: e avendolo incontrato, gli disse: Credi tu nel Figliuolo di Dio?
Gv 9,36 Rispose quegli, e disse: Chi è egli Signore, affinchè io in lui creda?
Gv 9,37 Disselli Gesù: E lo hai veduto, è colui, che teco parla, è quel desso.
Gv 9,38 Allora quegli disse: Signore, io credo. E prostratosi lo adorò.
Gv 9,39 E Gesù disse: Io son venuto in questo mondo per far giudizio: onde quei, che non vedono, veggano, e que', che veggono, diventino ciechi.
Gv 9,40 E lo udirono alcuni de' Farisei, che eran con lui, e gli dissero: Siamo forse ciechi anche noi?
Gv 9,41 Disse loro Gesù: Se foste ciechi, non sareste in colpa; ma al contrario voi dite: Noi veggiamo. Sussiste adunque il vostro peccato.
Gv 10,1 In verità, in verità vi dico: chi non entra nell'ovile per la porta, ma vi sale per altra parte, è ladrone, e assassino.
Gv 10,2 Ma quegli, che entra per la porta è pastore delle pecorelle.
Gv 10,3 A lui apre il portinaio, e le pecorelle ascoltano la sua voce, ed egli chiama per nome le sue pecorelle, e le mena fuora.
Gv 10,4 E quando ha messe fuora le sue pecorelle, cammina innanzi ad esse: e le pecorelle lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Gv 10,5 Ma non vanno dietro a uno straniero, anzi fuggon da lui: perché la voce non conoscono degli stranieri.
Gv 10,6 Questa similitudine fu loro detta da Gesù. Ma quelli non compresero quel, ch'egli dicesse loro.
Gv 10,7 Disse adunque loro nuovamente: Gesù: In verità, in verità vi dico, ch'io sono porta alle pecorelle.
Gv 10,8 Quanti son venuti, sono tutti ladri, e assassini, e le pecorelle non gli hanno ascoltati.
Gv 10,9 Io sono la porta. Chi per me passerà, sarà salvo: ed entrerà, e uscirà, e troverà pascoli.
Gv 10,10 Il ladro non viene, se non per rubare, e uccidere, e disperdere. Io sono venuto, perché abbiano vita, e siano nell'abbondanza.
Gv 10,11 Io sono il buon Pastore. Il buon pastore da la vita per le sue pecorelle.
Gv 10,12 Il mercenario poi, e quei, che non è pastore, di cui proprie non sono le pecorelle, vede venire il lupo, e lascia le pecorelle, e fugge: e il lupo rapisce, e disperge le pecorelle.
Gv 10,13 Il mercenario fugge, perché è mercenario, e non gli cale delle pecorelle.
Gv 10,14 Io sono il buon Pastore: e conosco le mie, e le mie conoscono me.
Gv 10,15 Come il Padre conosce me, e io conosco il Padre: e do la mia vita per le mie pecorelle.
Gv 10,16 E ho dell'altre pecorelle, le quali, non sono di questa greggia: anche queste fa d'uopo, che io raguni, e ascolteranno la mia voce, e sarà un solo gregge, e un solo pastore.
Gv 10,17 Per questo mi ama il Padre: perché depongo la mia vita per nuovamente ripigliarla.
Gv 10,18 Nissuno a me la toglie: ma io la depongo da me stesso, e sono padrone di deporla, e sono padrone di riprenderla: questo è il comandamento, che ho ricevuto dal Padre mio.
Gv 10,19 Nacque nuovamente scisma fra i Giudei per causa di questi discorsi.
Gv 10,20 Imperocché molti di essi dicevano: Egli è indemoniato, e ha perduto il senno: perché state a sentirlo?
Gv 10,21 Altri dicevano: discorsi come questi non sono da indemoniato: può forse il Demonio aprire gli occhi a' ciechi?
Gv 10,22 E si faceva in Gerusalemme la festa della Sagra: ed era d'inverno.
Gv 10,23 E Gesù camminava pel Tempio nel portico di Salomone.
Gv 10,24 Se gli affollarono perciò d'intorno i Giudei, e gli dicevano: fino a quando terrai tu in sospeso gli animi nostri? Se tu se' Cristo, dillo a noi apertamente.
Gv 10,25 Rispose loro Gesù: ve l'ho detto, e voi non credete: le opere, che io fo nel nome del Padre mio, queste parlano a favor mio.
Gv 10,26 Ma voi non credete, perché non siete del numero delle mie pecorelle.
Gv 10,27 Le mie pecorelle ascoltano la mia voce: e io le conosco, ed elleno mi tengono dietro.
Gv 10,28 Ed io do ad esse la vita eterna: e non periranno in eterno, e nissuno le strapperà a me di mano.
Gv 10,29 Quello, che il Padre ha dato a me, sorpassa ogni cosa: e niuno può rapirle di mano del Padre mio.
Gv 10,30 Io, e il Padre siamo una cosa sola.
Gv 10,31 Dieder perciò i Giudei di piglio alle pietre per lapidarlo.
Gv 10,32 Disse loro Gesù: Molte buone opere vi ho fatto vedere per virtù del Padre mio, per quale di queste opere mi lapidate?
Gv 10,33 Gli risposero i Giudei, e dissero: Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia: e perché tu essendo uomo, fai Dio te stesso.
Gv 10,34 Rispose loro Gesù: Non è egli scritto nella vostra legge: Io dissi: siete dii?
Gv 10,35 Se dii chiamò quegli, ai quali Dio parlò, e la Scrittura non può mancare:
Gv 10,36 Io cui il Padre ha santificato, mandato al mondo, voi dite: Perché tu bestemmii, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio?
Gv 10,37 Se non fo le opere del Padre mio non mi credete.
Gv 10,38 Ma se le fo, quando non vogliate credere a me, credete alle opere, onde conosciate, e crediate, che il Padre è in me, e io nel Padre.
Gv 10,39 Tentavano pertanto di prenderlo, ma egli usci dalle loro mani.
Gv 10,40 E se v'andò di nuovo di lì dal Giordano in quel luogo, dove Giovanni avea dato principio a battezzare: e quivi si fermò.
Gv 10,41 E andarono molti da lui, e dicevano: in quanto a Giovanni ei non fece nissun miracolo.
Gv 10,42 E tutto quello, che di costui disse Giovanni, era la verità. E molti credettero in lui.
Gv 13,1 Prima della festa di Pasqua sapendo Gesù, come era giunto il tempo per lui di passare da questo mondo al Padre, avendo egli amato i suoi, che eran nel mondo, gli amò sino alla fine.
Gv 13,2 E fatta la cena (avendo già il Diavolo messo in cuore a Giuda Iscariote figliuolo di Simone, che lo tradisse),
Gv 13,3 Sapendo Gesù come il Padre avea poste tutte le cose nelle sue mani, e come era venuto da Dio, e a Dio andava,
Gv 13,4 Si leva da cena, e depone le sue vestimenta: e preso uno sciugatojo, se lo cinse.
Gv 13,5 Quindi versò dell'acqua in un catino, e cominciò a lavare i piedi de' discepoli, e a rasciugarli collo sciugatojo, onde era cinto.
Gv 13,6 Va adunque da Simone Pietro. E Pietro gli dice: Signore, che tu lavi a me i piedi?
Gv 13,7 Rispose Gesù, e dissegli: Quello che io fo, tu ora non l'intendi, lo intenderai in appresso.
Gv 13,8 Dissegli Pietro: Non laverai a me i piedi in eterno. Gesù gli rispose: Se non ti laverò, non avrai parte meco.
Gv 13,9 Dissegli Simon Pietro: Signore, non solamente miei piedi, ma anche le mani, e il capo.
Gv 13,10 Dissegli Gesù: Chi è stato lavato, non ha bisogno di lavarsi, non i piedi, ma è interamente mondo. E voi siete mondi, ma non tutti.
Gv 13,11 Imperocché sapeva, chi fosse colui, che lo tradiva: per questo disse: Non siete mondi tutti.
Gv 13,12 Dopo di aver adunque lavati loro i piedi, e ripigliate le sue vestimenta, rimessosi a mensa, disse loro: Intendete quel, che ho fatto a voi?
Gv 13,13 Voi mi chiamate Maestro, e Signore, e dite bene, perché io lo sono.
Gv 13,14 Se adunque ho lavati i vostri piedi io, Maestro, e Signore: dovete anche voi lavarvi i piedi l'uno all'Altro.
Gv 13,15 Conciossiachè vi ho dato l'esempio, affinchè, come ho fatto io, facciate anche voi.
Gv 13,16 In verità, in verità vi dico: non v'ha servo maggiore del suo padrone: né ambasciadore maggiore di colui, che lo ha inviato.
Gv 13,17 Se tali cose voi comprendete, i beati sarete, quando le mettiate in pratica.
Gv 13,18 Non di tutti voi parlo: conosco quelli, che ho eletti: ma convien, che si adempia quella Scrittura: Uno, che mangia il pane con me leverà le sue calcagna contro di me.
Gv 13,19 Fin d'adesso vel dico, prima, che succeda: affinchè quando sarà succeduto, crediate, che io son quell'io.
Gv 13,20 In verità, in verità vi dico: chi riceve colui, che io avrò mandato, riceve me: e chi riceve me, riceve lui, che mi ha mandato.
Gv 13,21 Dette che ebbe tali cose, Gesù si turbò inferiormente, e protestò, e disse: In verità, in verità vi dico, che uno di voi mi tradirà.
Gv 13,22 Si guardavan perciò l'un l'altro i discepoli dubitosi, di chi parlasse.
Gv 13,23 Stava però uno de' discepoli, che era amato da Gesù, posando nel seno di lui.
Gv 13,24 A questo perciò fece cenno Simon Pietro, e dissegli: Di chi parla egli?
Gv 13,25 Quegli pertanto posando sul petto di Gesù, gli disse: Signore, chi e mai?,
Gv 13,26 Gli rispose Gesù: È colui, cui io porgerò un pezzetto di pane intinto. E avendo intinto un pezzetto di pane, lo diede a Giuda Iscariota figliuolo di Simone.
Gv 13,27 E dopo quel boccone entrò dentro di lui Satana. E Gesù gli disse: Quello, che fai, fallo presto.
Gv 13,28 Nissuno però di quelli, che erano a tavola, intese il perché gli avesse parlato così.
Gv 13,29 Imperocché alcuni pensarono, che avendo Giuda la borsa, gli avesse detto Gesù: Compra quello, che bisogna a noi per la festa: ovvero che desse qualche cosa a' poveri.
Gv 13,30 Ma egli preso che ebbe il boccone, subito si parti. Ed era notte.
Gv 13,31 Ma uscito che egli fu, Gesù disse: Adesso è stato glorificato il Figliuolo dell'uomo: e Dio è stato glorificato in lui.
Gv 13,32 Se Dio è stato glorificato in lui, Dio altresì lo glorificherà egli stesso: e lo glorificherà ben presto.
Gv 13,33 Figliuolini, per poco tempo ancora sono con voi. Mi cercherete: ma come dissi a' Giudei: Dove vo io, non potete venir voi: anche a voi lo dico adesso.
Gv 13,34 Un nuovo comandamento do a voi, che vi amiate l'un l'altro, che vi amiate anche voi l'un l'altro, come io vi ho amati.
Gv 13,35 Da questo conosceranno tutti, che siete miei discepoli, se avrete amore l'uno per l'altro.
Gv 13,36 Dissegli Simon Pietro: Signore, dove vai tu? Risposegli Gesù: Dove io vo, non puoi adesso seguirmi: mi seguirai però in appresso.
Gv 13,37 Dissegli Pietro: Signore, perché non poss'io seguirti adesso? Darò per te la mia vita.
Gv 13,38 Gli rispose Gesù: Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: Non canterà il gallo, fin a tanto che mi abbi rinnegato tre volte.
Gv 14,1 Non si turbi il cuor vostro. Credete in Dio, credete anche in me.
Gv 14,2 Nella casa del Padre mio vi sono molte mansioni. Se così non fosse, te lo avrei detto. Vo a preparare il luogo per voi.
Gv 14,3 E quando sarò partito, e avrò preparato il luogo per voi, verrò di nuovo, e vi prenderò meco, affinchè dove son io, siate anche voi.
Gv 14,4 E dove io vo, lo sapete, e la via la sapete.
Gv 14,5 Dissegli Tommaso: Signore, non sappiamo, dove tu vada: e come possiamo saper la via?
Gv 14,6 Dissegli Gesù: Io sono via, verità, e vita: nissuno va al Padre, se non per me.
Gv 14,7 Se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio: e fin d'adesso lo conoscerete, e lo avete veduto.
Gv 14,8 Dissegli Filippo: Signore, facci vedere il Padre: e siamo contenti.
Gv 14,9 Dissegli Gesù: Per tanto tempo sono con voi, e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre. E come dici tu: Facci vedere il Padre?
Gv 14,10 Non credi, che io sono nel Padre, e il Padre è in me? Le parole, che io vi parlo, non le parlo da me stesso. Ma il Padre, che sta in me, egli è, che agisce.
Gv 14,11 Non credete voi, che io sono nel Padre, e il Padre è in me?
Gv 14,12 Se non altro credetelo a riflesso delle stesse opere. In verità, in verità vi dico: Chi crede in me, farà anche egli le opere, che fo io, e ne farà delle maggiori di queste: imperocché io vo al Padre.
Gv 14,13 E qualunque cosa domanderete al Padre nel nome mio, la farò, affinché sia glorificato il Padre nel Figliuolo.
Gv 14,14 Se alcuna cosa domanderete nel nome mio, io la farò.
Gv 14,15 Se mi amate, osservate i miei comandamenti.
Gv 14,16 E io pregherò il Padre, e vi darà un altro Avvocato, affinchè resti con voi eternamente.
Gv 14,17 Lo Spirito di verità, cui il mondo non può ricevere, perché non lo vede, né lo conosce; voi però lo conoscerete: perché abiterà con voi, e sarà in voi.
Gv 14,18 Non vi lascerò orfani: tornerò a voi.
Gv 14,19 V'è poco più tempo: e il mondo più non mi vede. Ma voi mi vedete, perché io vivo, e vivrete anche voi.
Gv 14,20 In quel giorno voi conoscerete, che io sono nel Padre mio, e voi in me, e io in voi.
Gv 14,21 Chi ritiene i miei comandamenti, e gli osserva, questi è, che mi ama. E chi ama me, sarà amato dal Padre mio: e io lo amerò, e gli manifesterò me medesimo
Gv 14,22 Disselli Giuda (non l'Iscariote): Signore, donde viene, che manifesterai te stesso a noi, e non al mondo?
Gv 14,23 Rispose Gesù, e gli disse: Chiunque mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verrem da lui, e faremo dimora presso di lui.
Gv 14,24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola, che udiste, non è mia: ma del Padre, che mi ha mandato.
Gv 14,25 Queste cose ho detto a voi, conversando tra voi.
Gv 14,26 Il Paracleto poi, lo Spirito santo, che il Padre manderà nel nome mio, egli insegnerà a voi ogni cosa, e vi ricorderà tutto quello, che ho detto a voi.
Gv 14,27 La pace lascio a voi, la pace mia ciò a voi: ve la do io non in quel modo, che la da il mondo. Non si turbi il cuor vostro, né s'impaurisca.
Gv 14,28 Avete udito, come io vi ho detto. Vo, e vengo a voi. Se mi amaste, vi rallegrereste certamente, perché ho detto, vo al Padre: conciossiachè il Padre è maggiore di me.
Gv 14,29 Ve l'ho detto adesso, prima che succeda: affinchè, quando sia avvenuto, crediate.
Gv 14,30 Non parlerò ancor molto con voi: imperocché viene il Principe di questo mondo, e non ha da far nulla con me.
Gv 14,31 Ma affinchè il mondo conosca, che io amo il Padre, e come il Padre prescrissemi, così fo. Alzatevi, partiam di qui.
Gv 18,1 Detto questo, Gesù uscì co' suoi discepoli di là dal torrente Cedron, dove era un orto, in cui entrò egli, e i suoi discepoli.
Gv 18,2 Or questo luogo era cognito anche a Giuda, il quale lo tradiva: perché frequentemente si era colà portato Gesù co' suoi discepoli.
Gv 18,3 Giuda pertanto avuta una coorte, e de' ministri dai Principi dei sacerdoti, e da' Farisei, andò colà con lanterne, fiaccole, e armi.
Gv 18,4 Ma Gesù, che sapeva tutto quello che doveva accadere sopra di lui, si fece avanti, e disse loro: Di chi cercate voi?
Gv 18,5 Gli risposero: Di Gesù Nazzareno. Disse loro Gesù: Son io. Ed era con essi anche Giuda, il quale lo tradiva.
Gv 18,6 Appena però ebbe detto loro: Son io: dettero indietro, e stramazzaron per terra.
Gv 18,7 Di nuovo adunque domandò loro: Di chi cercate? E quelli dissero: Di Gesù Nazzareno.
Gv 18,8 Rispose Gesù: vi ho detto, che son io: se adunque cercate di me, lasciate, che questi se ne vadano.
Gv 18,9 Affinchè si adempisse la parola detta da lui: Di quelli, che hai dati a me, nissuno ne ho perduto.
Gv 18,10 Ma Simon Pietro, che aveva la spada, la sfoderò: e ferì un servidore del sommo Pontefice: e gli tagliò l'orecchia destra. Questo servitore chiamavasi Malco.
Gv 18,11 Gesù però disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero. Non berrò io il calice datomi dal Padre?
Gv 18,12 La coorte pertanto, e il tribuno, e i ministri de' Giudei afferrarono Gesù, e lo legarono:
Gv 18,13 E lo menarono di là primieramente ad Anna; perché era suocero di Caifa, il quale era Pontefice in quell'anno.
Gv 18,14 Caifa poi era quello, che avea dato per consiglio a' Giudei, che era spediente, che un sol uomo morisse pel popolo.
Gv 18,15 Teneva dietro a Gesù Simone Pietro, e un altro discepolo. E quest'altro discepolo era conosciuto dal Pontefice, ed entro con Gesù nel cortile del Pontefice.
Gv 18,16 Pietro poi restò di fuori alla porta. Ma uscì quell'altro discepolo, che era conosciuto dal Pontefice, e parlò alla portinaja, e fece entrar Pietro.
Gv 18,17 Disse però a Pietro la serva portinaja: Sei forse anche tu dei discepoli di quest'uomo? Ei rispose: Nol sono.
Gv 18,18 Stavano i servi, e i ministri al fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano: e Pietro se nè stava con essi, e si scaldava.
Gv 18,19 Or il Pontefice interrogò Gesù circa i suoi discepoli, e circa la sua dottrina.
Gv 18,20 Gesù gli rispose: Io ho parlato alla gente, in pubblico: Io ho sempre insegnato nella Sinagoga, e nel Tempio, dove si radunano tutti i Giudei, e non ho fatto parola in segreto:
Gv 18,21 Perché interroghi me? Domanda a coloro, che hanno udito quel, che io abbia loro detto: questi sanno, quali cose io abbia dette.
Gv 18,22 Appena ebbe egli detto questo, che uno de' ministri quivi presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi al Pontefice?
Gv 18,23 Risposegli Gesù: Se ho parlato male, dammi accusa di questo male: se bene, perché mi percuoti?
Gv 18,24 Lo aveva dunque mandato Anna legato al sommo Pontefice Caifa.
Gv 18,25 Ed eravi Simon Pietro, che si stava scaldando. A lui dunque dissero: Sei forse anche tu de' suoi discepoli? Egli negò, dicendo: Nol sono.
Gv 18,26 Dissegli uno de' servi del sommo Pontefice, parente di quello, cui Pietro avea tagliato l'orecchia? Non ti ho io veduto nell'orto con lui?
Gv 18,27 Ma Pietro negò di nuovo: e subito cantò il gallo.
Gv 18,28 Condussero adunque Gesù dalla casa di Caifa al pretorio. Ed era di mattino: ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi, affin di mangiare la Pasqua.
Gv 18,29 Uscì adunque fuora Pilato ad essi, e disse: Che accusa presentate voi contro quest'uomo?
Gv 18,30 Gli risposer, e dissero: Se non fosse costui un malfattore, non lo avremmo rimesso nelle tue mani.
Gv 18,31 Disse adunque loro Pilato: Prendetelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. Mai Giudei gli dissero: Non è lecito a noi di dar morte ad alcuno.
Gv 18,32 Affinchè si adempisse la parola detta da Gesù, per significare, di qual morte doveva morire.
Gv 18,33 Entrò adunque di nuovo Pilato nel pretorio, e chiamò Gesù, e gli disse: Se' tu il Re de' Giudei?
Gv 18,34 Gli rispose Gesù: Dici tu questo da te stesso, ovvero altri te lo hanno detto di me?
Gv 18,35 Rispose Pilato: Son io forse Giudeo? La tua nazione, e i Pontefici ti hanno messo nelle mie mani: che hai tu fatto?
Gv 18,36 Rispose Gesù: Il regno mio non è di questo mondo: se fosse di questo mondo il mio regno, i miei ministri certamente si adoprerebbero, perché non venissi dato in poter de' Giudei: ora poi il regno mio non è di qua'.
Gv 18,37 Dissegli però Pilato: Tu dunque sei re? Rispose Gesù: Tu dici, che io sono re. Io a questo fine son nato, e a questo fine sono venuto nel mondo, di render testimonianza alla verità: Chiunque sta per la verità, ascolta la mia voce.
Gv 18,38 Dissegli Pilato: Che cosa è la verità? E detto questo, di nuovo uscì a trovar i Giudei, e disse loro: Io non trovo in lui nissun delitto.
Gv 18,39 Ora poi avete per uso, che io vi lasci libero un uomo nella Pasqua: Volete adunque, che vi metta in libertà il Re de' Giudei.
Gv 18,40 Ma gridarono replicatamente tutti dicendo: Non costui, ma Barabba. Or Barabba era un assassino.
Gv 19,1 Allora adunque Pilato prese Gesù, e lo flagellò.
Gv 19,2 E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sulla sua testa: e lo copriron con una veste di porpora.
Gv 19,3 E si accostavano a lui, e dicevano: Dio ti salvi, Re de' Giudei: e davangli degli schiaffi.
Gv 19,4 Uscì adunque di nuovo fuori Pilato, e disse loro: Ecco, che io ve lo meno fuori, affinchè intendiate, che non trovo in lui reato alcuno.
Gv 19,5 E uscì fuora Gesù portando la corona di spine, e la veste di porpora. E disse loro (Pilato): Ecco l'uomo.
Gv 19,6 Ma visto che l'ebbero i Pontefici, e i ministri, alzarono le voci, dicendo Crocifiggi, crocifiggilo. Disse loro Pilato: Prendetelo voi, e crocifiggetelo: imperocché io non trovo in lui reato.
Gv 19,7 Gli risposero i Giudei: Noi abbiamo la legge, e secondo la legge dee morire perché si è fatto Figliuolo di Dio.
Gv 19,8 Quando udì Pilato queste parole, si intimidì maggiormente.
Gv 19,9 Ed entrò nuovamente nel pretorio, e disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede risposta.
Gv 19,10 Dissegli perciò Pilato: Non parli con me? Non sai, che sta nelle mie mani il crocifiggerti, e sta nelle mie mani il liberarti?
Gv 19,11 Rispose Gesù: Non avresti potere, alcuno sopra di me, se non ti fosse stato dato di sopra. Per questo colui, che mi ti ha dato nelle mani, è reo di più, gran peccato.
Gv 19,12 Da indi in poi cercava Pilato di liberarlo; ma i Giudei alzavan le strida, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare: dappoiché chiunque si fa re, fa contro a Cesare.
Gv 19,13 Pilato adunque, sentito questo discorso, menò fuori Gesù: e si pose a sedere sul tribunale nel luogo detto Litostrotos, e in Ebreo Gabbata.
Gv 19,14 (Ed era la Parasceve della Pasqua, e circa la sesta ora), e disse a' Giudei: Ecco il vostro Re.
Gv 19,15 Ma essi gridavano: Togli, togli, crocifiggilo. Disse loro Pilato: Crocifiggerò io il vostro Re? Gli risposero i Pontefici: Non abbiamo re fuori di Cesare.
Gv 19,16 Allora adunque lo diede nelle lor mani, perché fosse crocifisso. Presero pertanto Gesù, e lo menarono via.
Gv 19,17 Ed egli portando la sua croce, s'incamminò verso il luogo detto del Cranio, in Ebraico Golgotha:
Gv 19,18 Dove crocifissero lui, e con lui due altri, uno di qua, e uno di là, e Gesù nel mezzo.
Gv 19,19 E scrisse di più Pilato un cartello, e lo pose sopra la croce. Ed eravi scritto: GESÙ NAZZARENO RE DE' GIUDEI.
Gv 19,20 Or questo cartello lo lesserò molti Giudei: perché era vicino alla città il luogo, dove Gesù fu crocifisso. Ed era scritto in Ebraico, in Greco, e in latino.
Gv 19,21 Dicevan però a Pilato i Pontefici de' Giudei: Non iscrivere Re de' Giudei: ma che costui ha detto: sono Re de' Giudei.
Gv 19,22 Rispose Pilato: Quel, che ho scritto, l'ho scritto.
Gv 19,23 I soldati poi, crocifisso che ebber Gesù, presero le sue vesti (e ne fecer quattro parti, una per ciascun soldato), e la tonaca. Or la tonaca era senza cuciture, tessuta tutta dalla parte superiore in giù.
Gv 19,24 Dissero perciò, tra loro: Non la dividiamo, ma tiriamo a sorte, a chi abbia a toccare. Affinchè si adempisse la Scrittura, che dice: Si diviser tra loro le mie vestimenta: e tirarono a sorte la mia veste. Tali cose adunque fecero i soldati.
Gv 19,25 Ma vicino: sulla croce di Gesù stavano la sua Madre, e la sorella, di sua madre, Maria di Cleofa, e Maria Maddalena.
Gv 19,26 Gesù adunque veduto avendo la Madre, e il discepolo da lui amato, che era dappresso, disse alla Madre sua: Donna, ecco il tuo figliuolo.
Gv 19,27 Di poi disse al discepolo: Eccola la madre tua. E da quel punto il discepolo la prese con seco.
Gv 19,28 Dopo di ciò conoscendo Gesù, che tutto era adempito, affinchè si adempisse la Scrittura, disse: Un sete.
Gv 19,29 Era stato quivi posto un vaso pieno di aceto. Onde quegli inzuppata una spugna nell'aceto, e avvoltolo attorno all'issopo, lo presentarono alla sua bocca.
Gv 19,30 Gesù, adunque preso che ebbe l'aceto, disse: È compito. E chinato il capo, rese lo spirito.
Gv 19,31 Ma i Giudei, affinchè non restassero su la croce i corpi nel sabato, giacché era la Parasceve (conciossiachè era grande quel giorno di sabato), pregarono Pilato, che fossero ad essi rotte le gambe, e fossero tolti via.
Gv 19,32 Andaron pertanto i soldati; e rupper le gambe al primo, e all'altro, che era stato crocifisso con lui.
Gv 19,33 Ma quando furono a Gesù, quando videro, che era già morto, non gli ruppero le gambe:
Gv 19,34 Ma uno de' soldati aprì il di lui fianco con una lancia, e subito nè usci sangue, e acqua.
Gv 19,35 E chi vide, lo ha attestato: ed è vera la sua testimonianza. Ed egli sa, che dice il vero, affinchè voi pure crediate.
Gv 19,36 Imperocché tali cose sono avvenute, affinché si adempisse la Scrittura: Non romperete nissuna delle sue ossa.
Gv 19,37 E parimenti un'altra Scrittura dice: Volgerai; gli sguardi a colui, che hanno trafitto.
Gv 19,38 Dopo di ciò Giuseppe da Arimathea (discepolo di Gesù, ma occulto per timor de' Giudei) pregò Pilato per prendersi il corpo di Gesù. E Pilato gliel permise. Andò adunque, e prese il corpo di Gesù.
Gv 19,39 Venne anche Nicodemo (quegli, che la prima volta andò da Gesù di notte) portando di una mistura di mirra, e di aloè, quasi cento libbre.
Gv 19,40 Preser dunque il corpo di Gesù, e lo avvolsero in lenzuoli di lino, ponendovi gli aromi, come dagli Ebrei si costuma nelle sepolture.
Gv 19,41 Era nel luogo, dove egli fu crocifisso, un orto: e nell'orto un monumento nuovo, nel quale non era mai stato posto nissuno.
Gv 19,42 Quivi adunque a motivo della Parasceve de' Giudei, perché il monumento era vicino, deposero Gesù.

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