Sir 16 · 31 versetti
1Non ti rallegrare di aver molti figliuoli, se ei sono cattivi, e non compiacertene, se in essi non è il timor di Dio.
2Non tener per sicuro, ch'ei vivano, e non fare assegnamento sulle loro fatiche;
3Perocché è meglio avere un solo figliuolo timorato di Dio, che mille cattivi.
4E mette più conto il morire senza figliuoli, che lasciarne dei cattivi.
5Un sol uomo sensato farà, che sia popolata la patria: la nazione degli empj sarà sterminata.
6Molte di tali cose hanno vedute gli occhi miei, e maggiori di queste ne hanno udite le mie orecchie.
7Divamperà la fiamma in mezzo alle adunanze de' peccatori, e scoppierà l'ira sopra la nazion degli increduli.
8Implacabile fu Iddio ai peccati degli antichi giganti, i quali per la presunzione delle loro forze furono annientati.
9Ed egli non la perdonò all'ospizio di Lot, ed ebbe in esecrazione coloro a motivo delle superbe loro parole.
10Non ebbe compassione di loro, e distrasse tutta quella nazione superba del suo mal fare.
11E lo stesso fu di secento mila uomini uniti nell'ostinazione del cuore. Onde se un solo fosse contumace sarebbe cosa mirabile, s'ei restasse impunito.
12Perocché la misericordia, e l'ira stanno con lui, e può placarsi, e può versare il suo sdegno:
13Come egli e misericordioso, così ancora punisce: egli giudica l'uomo secondo le opere sue.
14Non fuggirà il peccatore col suo ladroneccio, e non sarà ritardata all'uom misericordioso la sua espettazione.
15La piena misericordia preparerà il luogo a ciascheduno secondo il merito delle opere sue, e secondo la saggezza praticata nel suo pellegrinaggio.
16Non dire: Io mi celerò a Dio, e chi di colassù si metterà in pensiero di me?
17Nissun mi riconoscerà in sì gran turba: imperocché, che è ella l'anima mia in tale immensità di creature?
18Ecco, che il cielo, e gli altissimi fieli, e il mar profondo, e la terra tutta, e quanto in essi condensi, a un'occhiata di lui tremeranno.
19I monti insieme, ed i colli, e i fondamenti della terra, allorché Iddio li rimira, pel terrore si scuotono.
20E tutte queste cose non v'ha cuor, che le penetri; ma tutti i cuori son veduti da lui:
21E le vie di lui, e la procella, che non sarà stata da umano occhio veduta, chi è, che l'intenda?
22Perocché moltissime opere di lui sono occulte: ma le opere di sua giustizia chi può spiegarle? ovver chi potrà sostenerle? perocché i decreti (di Dio) son molto rimoti dall'idee di certuni; ma tutto sarà disaminato nel fine.
23L'uomo privo di cuore pensa alle inutilità, e l'imprudente, che è fuori di strada, pensa a cose da stolto.
24Figliuol mio ascoltami, e appara gli insegnamenti della prudenza, e fa attenzione in cuor tuo a' detti miei,
25Ed io ti esporrò documenti ben ponderati, e ti svelerò l'astrusa saggezza: e fa attenzione in cuor tuo a' detti miei, ed io con retto spirito ti dirò le meraviglie, che Dio sparse nelle opere sue da principio, e la scienza di lui li annunzio secondo la verità.
26Con saggezza formò Dio da principio le opere sue, e fin dalla lor creazione distinse le loro parti, e le principali di esse secondo le specie loro.
27Diede alle operazioni loro virtù eterna: non hanno avuto bisogno di ristoro, e non si sono stancate, e non hanno cessato di agire giammai.
28L'una non darà impaccio all'altra giammai.
29Non esser tu disubbidiente alle parola di lui.
30Dopo di questo Iddio mirò la terra, e di beni la ricolmò.
31Ciò dimostrano tutti gli animali viventi, che sono sulla superficie di essa, e nella terra stessa ritornano.
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