Siracide (Ecclesiastico)

Sir 13 · 32 versetti

1Chi tocca la pece, si sporca di pece, e a chi conversa col superbo, si attaccherà la superbia.

2Si mette un gran peso addosso chi fa lega con uno da più di lui. E non ti associare con chi è più ricco di te.

3Come staranno insieme un vaso di ferro, e uno di terra, il quale quando venga a urtare coll'altro sarà messo in pezzi?

4Il ricco farà ingiustizia, e fremerà; e il povero maltrattato starà zitto.

5Se tu gli farai de' presenti, ti accoglierà; se non avrai che dare, ti abbandonerà.

6Se hai qualche cosa, banchetterà teco, e ti smugnerà, e non avrà compassione di te.

7Se avrà bisogno di te, ti gabberà, e con viso ridente ti darà delle speranze, ti prometterà monti di oro, e dirà: di che hai bisogno.

8E ti confonderà co' suoi desinari fino a tanto, che in due, o tre volte ti rifinirà, e all'ultimo si burlerà di te, e poi vedendoti ti volterà le spalle, e scuoterà il capo contro di te.

9Umiliati a Dio, e aspetta la sua mano.

10Bada, che sedotto tu non ti umilj stoltamente.

11Guardati dall'esser umile in tua saggezza, affinchè umiliato che sarai, non sii sedotto a far cose da stolto.

12Se un potente ti chiama a se, tirati indietro; conciossiachè per questo appunto egli ti chiamerà, e richiamerà,

13Non essere importuno per non esser cacciato via, e non tenerti tanto indietro da esser dimenticato.

14Nol trattenere per parlare con lui come con un eguale, e non ti fidare delle molte parole di lui; perocché col farti parlar molto ti tenterà, e come per giuoco ti interrogherà per cavare da te i tuoi secreti.

15L'animo fiero di lui terrà conto di tue parole, e non si guarderà a farti del male, e a metterti in prigione.

16Bada a te, e sta molto attento a quello, che ti senti dire; perché tu cammini sull'orlo del tuo precipizio.

17Ma tali cose ascoltando quasi in sogno, risvegliati.

18Per tutto il tempo di tua vita ama Dio, e invocalo per tua salvezza

19Ogni animale ama il suo simile, e così ogni uomo il suo prossimo.

20Tutte le bestie fan società colle loro simili; così ogni uomo si unirà col suo simile.

21Se il lupo potrà qualche volta aver società coll'agnello, l'avrà anche il peccatore col giusto.

22Qual relazione tra un uomo santo, e un cane? E qual unione tral ricco, ed il povero?

23Preda del lione è l'asino salvatico nel deserto, e pastura de' ricchi sono i poveri.

24Come il superbo ha in abbominio l'umiltà, così il ricco ha il povero in avversione.

25Il ricco, che traballa è sostenuto da suoi amici; ma il povero, caduto che è, vien cacciato via anche da' familiari.

26Il ricco, che ha errato ha molti, che lo sostengono: egli ha parlato con arroganza, e quelli lo giustificano.

27Ma il povero, che fu gabbato, è ancor rampognato: parla sensatamente, e non gli è dato retta.

28Il ricco parla, e tutti stan cheti, e innalzano fino alle nuvole le sue parole.

29Parla il povero, e quelli dicono: chi è costui, e se inciampa lo getteranno per terra.

30Buone son le ricchezze, le quali non hanno peccato sulla coscienza: ma pessima è la povertà a detta dell'empio.

31Il cuore dell'uomo cangia il volto di lui o in bene, o in male.

32Il buon viso argomento di buon cuore lo troverai difficilmente, e con pena.