Sir 11 · 36 versetti
1La saggezza dell'umile lo innalzerà, e farallo sedere nel consesso de' magnati.
2Non lodare un uomo per la sua avvenenza, e non disprezzare alcuno per quel, che di lui apparisce:
3Piccola cosa trai volatili è l'ape, ma il suo frutto ogni dolcezza sorpassa.
4Non ti gloriare delle vestimenta, e non ti invanire quando sarai innalzato agli onori; perocché solo dell'Altissimo son mirabili le opere; e le opere di lui sono gloriose, e segrete, e non conosciute.
5Sederono in trono molti tiranni: e tal portò il diadema, a cui nissuno pensava.
6Molti potenti caddero in grande oppressione; e i magnati furon dati in potere altrui.
7Non biasimare nissuno prima di informarti; e quando sarai informato, riprenderai con giustizia.
8Non risponder parola prima di aver sentito; e non interrompere l'altrui discorso.
9Non contendere per cosa, che nulla a te importa; e non unirti a giudicare con quei, che peccano.
10Figliuolo non impicciarti in molte cose; perocché se diverrai ricco, non sarai esente da colpa. E andando dietro (a molte cose) non verrai a capo di alcuna; e qualunque diligenza tu facci, non potrai trarti fuora.
11Taluno si affanna, e si da da fare, e patisce, essendo privo di pietà, e tanto meno arricchisce:
12Tal altro è languido, e bisognoso di ajuto, e privo di forze, e ricco di miseria:
13E l'occhio di Dio mira costui benignamente, e lo solleva dal suo abbattimento, e gli fa alzare la testa, e molti ne restano ammirati, e a Dio ne rendono onore.
14I beni, e i mali, la vita, e la morte, la povertà, e la ricchezza vengon da Dio.
15La sapienza, e la disciplina, e la scienza della legge sono da Dio: la carità, e le opere de' buoni sono da lui.
16L'errore, e le tenebre sono ingenite ai peccatori: e quelli, che esultano nel male, invecchiano nella malizia.
17Il dono di Dio rimane presso de' giusti, e con vantaggiosi progressi anderà crescendo continuamente.
18Taluno si fa ricco colla parsimonia, e questo sol frutto ha per sua mercede,
19Che dice: Io son contento, e adesso mangerò de' miei beni io solo.
20Ma egli non sa quanto tempo vi sia, perché la morte si accosti, ed egli lasci ad altri ogni cosa, e si muoja.
21Tienti costante al tuo patto, e sopra di questo ragiona, e invecchia nell'adempiere quel, che ti è comandato.
22Non ti abbagli il fare de' peccatori; ma confida in Dio, e sta al tuo posto;
23Perocché è cosa facile dinanzi a Dio l'arricchire il povero in un momento.
24La benedizione di Dio corre a rimunerare il giusto, e in brev'ora fa, che egli cresca, e fruttifichi.
25Non dire: Che ho io da fare? e qual bene omai avrò io?
26Non dire: io basto a me stesso: e qual male può mai venirmi?
27Nel dì felice non ti scordare de' cattivi giorni, e nel giorno cattivo non ti scordare del giorno felice:
28Ed è cosa facile a Dio il rendere a ciascheduno secondo le opere sue nel dì della morte.
29Il male di un'ora fa dimenticare le grandi delizie; perché nella fine dell'uomo si manifestano le sue operazioni.
30Non lodar verun uomo prima della sua morte; perocché l'uomo si riconosce da' suoi figliuoli.
31Non introdurre in casa tua ogni sorta di persone; perocché molte sono le insidie degli ingannatori;
32Perocché come uno stomaco fetido getta dei rutti, e come la pernice è condotta alla gabbia, e il daino al laccio, così va la cosa riguardo al cuor del superbo, che osserva come da una vedetta la caduta del suo prossimo.
33Perocché egli il bene convertendo in male sta tendendo insidie, e agli eletti stessi apporrà delle macchie.
34Da una sola scintilla divampa il fuoco: e un solo ingannatore moltiplica le stragi; perché l'uom peccatore tende a spargere il sangue.
35Guardati dall'uomo malizioso macchinatore di guai, affinchè egli non abbia a tirarti addosso infamia perpetua.
36Ricevi in tua casa lo straniero, ed egli la metterà sottosopra, e ti rovinerà, e ti spoglierà anche del tuo.
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