Sal 34 · 28 versetti
1Salmo dello stesso Davidde. Giudica, o Signore, coloro, che mi offendono: combatti coloro, che mi combattono.
2Prendi l'armi, e lo scudo, e levati a darmi aita.
3Tira fuori la spada, e serra la strada a coloro, che mi perseguitano: dì all'anima mia: Io sono la tua salute.
4Rimangan confusi, e svergognati tutti coloro, che tendono insidie alla, mia vita. Sian messi in fuga, e in scompiglio quei, che ordiscon del male contro, di me.
5Siano come polvere al soffiar del vento, e l'Angelo del Signore li prema.
6La loro via sia tenebrosa, e sdrucciolevole, e l'Angelo del Signore gli incalzi.
7Perocché senza ragione mi tesero occultamente il loro laccio di morte: ingiustamente caricarono di obbrobrj l'anima mia.
8Venga sopra di lui un laccio, a cui egli non pensa, e dalla rete tesa occultamente da lui egli sia preso, e cada nello stesso suo laccio.
9Ma l'anima mia esulterà nel Signore, e si rallegrerà per la salute, che vien da lui.
10Tutte quante le ossa mie diranno: Signore, che è simile a te? Tu, che liberi il povero dalle mani di quei, che ne possono più di lui, l'abbandonato, e il povero da quelli, che la spogliavano.
11Testimoni iniqui, levatisi su, mi domandavan conto di cose, ch'io ignorava.
12Pel bene mi rendevan dei mali: la sterilità all'anima mia.
13Ma io mentre quelli mi molestavano, mi rivestii di cilizio. Umiliai col digiuno l'anima mia, e nel mio seno si aggirava la mia orazione.
14Quasi parente, e quasi fratello lo trattai con amore: mi umiliai come uno, che è in duolo, e in tristezza.
15Ed essi eran lieti, e si adunaron contro di me: furon messi insieme flagelli contro di me, e io non li conosceva.
16Vennero in discordia, ma non si compunsero: mi tentarono, mi insultarono grandemente, digrignavano i denti contro di me.
17Signore, quando porrai tu mente? Sottraggi l'anima mia dalla malignità di costoro, dai leoni l'unica mia.
18Te io confesserò in una Chiesa grande; in mezzo a un popolo numerosa ti loderò.
19Non abbiano da goder del mio male quelli, che ingiustamente mi sono avversi; quelli, che mi odiano senza cagione, e ammiccan cogli occhi.
20Imperocché meco parlavan parole di pace; ma nella commozion della terra meditavano inganni.
21Dilatarono la loro bocca contro di me; dissero: Bene sta, bene sta, i nostri occhi han veduto.
22Tu hai veduto, o Signore, non restare in silenzio: Signore, non ritirarti da me.
23Levati su, e abbi a cuore il mio giudizio; la mia causa, Dio mio e Signor mio.
24Giudicami secondo la tua giustizia, o Signore Dio mio, e coloro di me non trionfino.
25Non dicano ne' loro cuori: Bene sta, buon per noi: e non dicano: Lo abbiam divorato.
26Siano tutti insieme confusi, e svergognati quelli, che si rallegrano de' miei mali. Siano vestiti di confusione, e di rossore coloro, che parlan superbamente, contro di me.
27Esultino, e si rallegrino quei che favoriscono la mia giustizia; e dicano sempre: Sia magnificato il Signore, quei, che la pace desiderano del servo di lui.
28E la mia lingua mediterà la tua giustizia: le lodi tue tutto il giorno.
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