Sal 21 · 31 versetti
1Salmo di Davidde. Dio, Dio mio, volgiti a me; perché mi hai tu abbandonato? la voce de' miei delitti allontana la mia salute da me.
2Dio mio, io griderò il giorno, e tu non mi esaudirai: griderò la notte, e non per mia colpa.
3E tu pure nel luogo santo risiedi, o gloria di Israele.
4In te sperarono i padri nostri: sperarono, e tu gli liberasti.
5A te alzarono le loro grida, e furon salvati; in te sperarono, e non ebber da vergognarsi.
6E io sono un verme, e non un uomo, l'obbrobrio degli uomini, e il rifiuto della plebe.
7Tutti coloro, che mi vedevano mi schernivano; borbottavano colle labbra, e scuotevan la testa.
8Pose sua speranza nel Signore, egli lo liberi: lo salvi dacché lo ama.
9E se' pur tu, che fuor mi traesti dall'utero, speranza mia fin da quando io suggeva il latte materno.
10Dall'utero fui rimesso nelle tue braccia: dal sen della madre tu se' il mio Dio,
11Non allontanarti da me: Perocché la tribolazione è vicina; perocché chi soccorra non è.
12Mi han circondato un gran numero di giovenchi, da grossi tauri sono assediato.
13Spalancaron le loro fauci contro di me, come lione, che agogna alla preda, e ruggisce.
14Mi son disciolto come acqua, e le ossa mie sono slogate. Si è liquefatto come cera il mio cuore in mezzo alle mie viscere.
15Il mio vigore è inaridito come un vaso di terra cotta, e la mia lingua è attaccata al mio palato, e mi hai condotto fino alla polvere del sepolcro.
16Una frotta di cani mi si è messa d'intorno; una turba di maligni mi ha assediato. Hanno forate le mie mani, e i miei piedi:
17Hanno contate tutte le ossa mie. Ed eglino stavano a considerarmi, e mirarmi;
18Si divisero le mie vestimenta, e la veste mia tirarono a sorte.
19Signore, non allontanar da me il tuo soccorso; accorri in mia difesa.
20Libera dalla spada, o Signore, l'anima mia, e dalla violenza del cane: l'unica mia.
21Salvami dalla gola del Leone, e dalle corna degli unicorni la mia miseria.
22Annunzierò il nome tuo a' miei fratelli: canterò laude a te in mezzo alla Chiesa.
23O voi, che temete il Signore, laudatelo: seme di Giacobbe, quanto tu sei, rendi a lui gloria:
24Lo temano tutti i posteri d'Israele, perché non disprezzò, né ebbe a vile l'orazione del povero: Né da me rivolse i suoi sguardi: e quando alzai a lui le mie grida, mi esaudì.
25Da te le laudi ch'io ti darò nella Chiesa grande; in presenza di color, che lo temono scioglierò i miei voti.
26I poveri mangeranno, e saranno satollati, e al Signore daranno lodi quei, che lo cercano; viveranno i loro cuori in eterno.
27Si ravvederanno, e si convertiranno al Signore tutte le estreme parti della terra. E davanti a lui porteranno le adorazioni tutte quante le famiglie delle genti.
28Imperocchè del Signore è il regno, ed egli sarà il dominatore delle nazioni.
29Hanno mangiato, e hanno adorato lui tutti i potenti della terra: dinanzi a lui si prostreranno tutti quelli, che scendono nella terra.
30E l'anima mia per lui viverà, e la mia stirpe a lui servirà.
31Sarà chiamata col nome del Signore la generazione, che verrà, e i cieli annunzieranno la giustizia di lui al popolo, che nascerà, cui fece il Signore.
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