Proverbi

Pr 30 · 33 versetti

1Parole di colui, che aduna, figliuolo di lui, che messe fuora la sapienza. Visione raccontata da un personaggio, col quale sta Dio, e il quale avendo Dio abitante in se, che lo fortifica, ha detto:

2Io sono il più ignorante tra gli uomini, e la sapienza degli uomini non sta meco.

3Io non ho apparata la sapienza, e non so nulla della scienza de' santi.

4Chi è che sia salito al cielo, e ne sia disceso? chi nelle sue mani contenne il vento? chi le acque ha ristrette come in un involto? chi ha data stabilità a tutte le parti della terra? qual è il nome di lui, e quale il nome del figliuolo di lui, se tu lo sai?

5La parola di Dio o tutta purgata col fuoco: egli è scudo per quelli, che sperano in lui.

6Non aggiungere un jota alle sue parole, affin di non essere accusato, e convinto di menzogna.

7Due cose io ti ho domandato (o Signore) non negarle a me per quel, che mi resta di vita.

8Allontana da me la vanità, e le parole di menzogna: Non darmi mendicità, né ricchezze, ma concedimi quel, che è necessario al mio vivere:

9Affinchè per disgrazia quand'io sia satollo non sia tentato a rinnegare, e dire: Chi o il Signore? ovvero spinto dalla necessità io non mi metta a rubare, e prenda invano il nome del mio Dio.

10Non accusare il servo dinanzi al suo padrone, affinchè egli forse non ti maledica, onde tu vada in perdizione!

11Havvi una razza di uomini, che maledice suo padre, e non benedice sua madre.

12Havvi una razza di uomini, che mondi sembrano a loro stessi; ma non sono però lavati dalle sozzure.

13Havvi una razza di uomini, che portano alti gli occhi, e le loro pupille altiere, e superbe.

14Havvi una generazione, la quale ha coltelli in cambio di denti, e lacera con sue mascelle, e divora i mendichi della terra, e i poveri tra gli uomini.

15La mignatta ha due figlie, che dicono: Dammi, dammi. Tre cose sono insaziabili, e la quarta, che non dice mai: Basta.

16L'inferno, e la matrice, e la terra, che non si sazia di bere l'acqua: il fuoco poi non dice mai: Basta.

17A colui che schernisce il proprio padre, e disprezza i dolori della madre nel partorirlo, gli cavin l'occhio i corvi, che stan lungo i torrenti, e sei divorino i figliuoli dell'aquila.

18Tre cose sono per me difficili ad intendersi, e una quarta mi è affatto ignota:

19La traccia dell'aquila nell'aria, la traccia di un serpente sulla pietra, la traccia di una nave in mezzo al mare, e la traccia dell'uomo nella adolescenza.

20Tale è parimente la via della donna adultera, la quale mangia, e si ripulisce la bocca, e dice: Non ho fatto verun male.

21Per tre cose è messa in commozione la terra, e alla quarta non può ella, reggere:

22(E messa in commozione) da uno schiavo, che arrivi a regnare, da uno stolto, quando è pieno di cibo:

23Da una donna odiosa, quando uno la ha sposata; e da una serva divenuta erede di sua padrona.

24Quattro cose delle più piccole sono sulla terra, e queste superano in saggezza i sapienti.

25Le formiche, popolo debolissimo, il quale al tempo della messe si prepara il suo vitto:

26I conigli, razza paurosa, la quale pianta il suo covile nei massi:

27Le cavallette non hanno re, e si muovono tutte divise in isquadroni:

28Lo stellione, che si regge sulle sue mani, e abita nelle case dei re.

29Tre cose vi sono, che hanno bella andatura, e una quarta, che cammina magnificamente;

30Il lione, forte sopra tutti gli animali, non teme l'incontro di chicchessia;

31Il Gallo dai fianchi serrati, e l'ariete, e il re, a cui nissuno resiste.

32V'ha chi è stato riconosciuto per istolto dopo che fu innalzato a posto sublime: perocché se avesse avuto intelletto si sarebbe messa la mano alla bocca.

33Chi stringe con forza le poppe per trarne il latte, ne spreme il burro, e chi si soffia il naso con veemenza, ne cava il sangue; e chi provoca lo sdegno accende discordie.