Vangelo secondo Giovanni

Gv 6 · 72 versetti

1Dopo questo Gesù se n'andò di là dal mare di Galilea, cioè di Tiberiade:

2E seguitavate una gran turba, perché vedeva i miracoli fatti da lui a pro de' malati.

3Salì pertanto Gesù sopra un monte: ed ivi si pose a sedere co' suoi discepoli.

4Ed era vicina la Pasqua, solennità de' Giudei.

5Avendo adunque Gesù alzati gli occhi, e veduto, come una gran turba veniva da lui, disse a Filippo: Dove compreremo pane per cibar questa gente?

6Lo che egli diceva per far prova di lui: imperocché egli sapeva quello, che era per fare.

7Risposegli Filippo: Dugento denari di pane non bastano per costoro a darne un piccolo pezzo per uno.

8Dissegli uno de' suoi discepoli, Andrea fratello di Simone Pietro:

9Evvi un ragazzo, che ha cinque pani d'orzo, e due pesci: ma che è questo per tanta gente?

10Ma Gesù disse: Fate, che costoro si mettano a sedere. Era quivi molta l'erba. Si misero pertanto a sedere in numero di circa cinque mila.

11Prese adunque Gesù i pani: e, rese le grazie, li distribuì a coloro, che sedevano: e il simile dei pesci, fin che ne vollero.

12E saziati che furono, disse a' suoi discepoli: Raccogliete gli avanzi, che non vadano a male.

13Ed essi li raccolsero, ed empirono dodici canestri di frammenti dei cinque pani di orzo, che erano avanzati a coloro, che avevano mangiato.

14Coloro pertanto veduto il miracolo fatto da Gesù, dissero: Questo è veramente quel Profeta, che dovea venire al mondo.

15Ma Gesù conoscendo, che erano per venire a prenderlo per forza per farlo loro re, si fuggì di bel nuovo da se solo sul monte.

16Fattasi poi sera, i suoi discepoli scesero alla marina.

17Ed entrati in barca andavano tragittando il mare verso Cafarnaum: ed era già bujo: e Gesù non era andato da essi.

18E soffiando un gran vento, il mare si alzava.

19Spintisi adunque innanzi circa venticinque, o trenta stadi, vedono Gesù, che camminava sul mare, e avvicinavasi alla barca, e si impaurirono.

20Ma egli disse loro: Son io, non temete.

21Bramavano pertanto di riceverlo nella barca: e tosto la barca toccò la terra, dove erano incamminati.

22Il dì seguente la turba, che era restata di là dal mare, aveva veduto, come altra barca non v'era fuori di una sola, e che Gesù non era entrato in quella co' suoi discepoli; ma i soli discepoli erano partiti:

23(Sopraggiunsero però altre barche da Tiberiade presso al luogo, dove, poi ché il Signore ebbe rese le grazie, avevano mangiato quel pane.)

24Avendo adunque visto la turba, che non era quivi più né Gesù, nè i suoi discepoli, entrarono anch'essi nelle barche, e andarono a Cafarnaum cercando Gesù

25E avendolo trovato di là dal mare, gli dissero: Maestro, quando se' tu venuto qua?

26Rispose loro Gesù, e disse: In verità, in verità vi dico: voi cercate di me non pei miracoli, che avete veduti; ma perché avete mangiato di que' pani, e ve ne siete satollati.

27Procacciatevi non quel cibo, che passa, ma quello, che dura sino alla vita eterna, il quale sarà a voi dato dal Figliuolo dell'uomo. Imperocché in lui impresse il suo sigillo il Padre Dio.

28Essi però gli dissero: Che faremo noi per praticare opere grate a Dio?

29Rispose Gesù, e disse loro: Opera di Dio è questa, che crediate in colui, che egli ha mandato.

30Ma quelli disser a lui: Che miracolo fai tu adunque, onde vediamo, e a te crediamo? Che fai tu?

31I padri nostri mangiaron nel deserto la manna, come sta scritto: Diede loro a mangiare il pane del cielo.

32Disse adunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Non diede Mosè a voi il pane del cielo, ma il Padre mio da a voi il vero pane del cielo.

33Imperocché pane di Dio è quello, che dal cielo è disceso, e da al mondo la vita.

34Gli dissero adunque: Signore, da' sempre a noi un tal pane.

35Gesù disse loro: Io sono il pane di vita: chi viene a me, non patirà fame: e chi crede in me, non avrà sete mai più.

36Ma io ve l'ho detto, che e mi avete veduto, e non credete.

37Verrà a me tutto quello, che il Padre da a me: e io non caccierò fuora chi viene a me:

38Perché sono disceso dal cielo non a fare la mia volontà ma la volontà di lui, che mi ha mandato.

39E la volontà del Padre, che mi ha mandato, si è, che di tutto quello, che egli ha dato a me, nulla io ne sperda, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.

40E la volontà del Padre, che mi ha mandato, si è, che chiunque conosce il Figliuolo, e crede in me, abbia la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

41Mormoravano perciò di lui i Giudei, perché aveva detto: Io sono quel pane vivo, che è sceso dal cielo,

42E dicevano; Costui non è egli quel Gesù figliuolo di Giuseppe, del quale noti ci sono e il padre, e la madre? Come dunque dice costui: Sono sceso dal cielo?

43Rispose adunque Gesù, e disse loro: Non mormorate tra voi:

44Non può alcuno venire da me, se nol tragga il Padre, che mi ha mandato: e questo io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

45Sta scritto ne' profeti: Saranno tutti ammaestrati da Dio. Chiunque pertanto ha udito, e imparato dal Padre, viene a me.

46Non perché alcuno abbia veduto il Padre, eccetto colui, che è da Dio, questi ha veduto il Padre.

47In verità, in verità vi dico: chi crede in me, ha la vita eterna.

48Io sono il pane di vita.

49I padri vostri mangiarono nel deserto la manna, e morirono.

50Questo è quel pane disceso dal cielo: affinchè chi ne mangerà, non muoia.

51Io sono il pane vivo, che son disceso dal cielo.

52Chi di un tal pane mangerà, viverà eternamente: e il pane, che io darò, ella è la carne mia per la salute del mondo.

53Altercavano perciò tra loro i Giudei, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne?

54Disse adunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figliuolo dell'uomo, e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita.

55Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, ha la vita eterna: ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

56Imperocché la mia carne è veramente cibo, e il sangue mio veramente bevanda.

57Chi mangia la mia carne, e beve il mio sangue, sta in me, e io in lui.

58Siccome mandò me quel Padre, che vive, ed io per il Padre vivo: così chi mangerà me, viverà anch'egli per me.

59Questo è quel pane, che è disceso dal cielo. Non (sarà) come de' padri vostri, i quali mangiarono la manna, e morirono. Chi di questo pane mangia, viverà eternamente.

60Tali cose egli disse, insegnando nella sinagoga di Cafarnaum.

61Molti perciò de' suoi discepoli, udite che le ebbero, dissero: Questo è un duro sermone, e chi può reggere ad ascoltarlo?

62Conoscendo adunque Gesù da se stesso, che mormoravano per questo i suoi discepoli, disse loro: Vi scandalizzate voi di questo?

63Se adunque vedrete il Figliuolo dell'uomo salire, dove era prima?

64Lo spirito è quello, che dà la vita: la carne non giova niente: le parole, che io vi dico, sono spirito, e sono vita.

65Ma sono tra voi alcuni, i quali non credono. Imperocché sapeva Gesù fin da principio, chi fossero quelli, che non credevano, e chi fosse per tradirlo.

66E diceva: Per questo vi ho detto, che nissuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio.

67Da indi in poi molti de' suoi discepoli si ritirarono indietro: e non conversavano più con lui.

68Disse perciò Gesù ai dodici: Volete forse andarvene anche voi;

69Ma Simone Pietro risposegli: Signore, a chi anderemo noi? Tu hai parole di vita eterna:

70E noi abbiam creduto, e conosciuto, che tu se' il Cristo Figliuolo di Dio.

71Rispose loro Gesù: Non sono stato io, che ho eletti voi dodici: e uno di voi è un diavolo.

72Voleva dire di Giuda Iscariote figliuolo di Simone: Perché questi, che era uno dei dodici, era per tradirlo.