Gb 16 · 23 versetti
1Ma Giobbe rispose, e disse:
2Ho udite sovente tali cose: voi siete tutti consolatoli molesti:
3Non avrann'eglino fine i discorsi ampollosi? che costa a te il parlare?
4Potrei anch'io parlar come voi: e foste pur voi ne' miei piedi:
5Vi consolerei anch'io a parole, e piegherei la mia testa sopra di voi:
6Vi farei cuore co' miei discorsi, e regolerei le mie labbra colla compassione verso di voi.
7Ma or che farò? Se io parlerò non si accheterà il mio dolore, e se starò in silenzio egli non andrà lungi da me.
8Ma adesso il dolor mio m'ha oppresso, e tutti imiei membri sono scompaginati.
9Le grinze della mia pelle rendono testimonianza contro di me; e un mendace ragionatore sorge contro di me per contradirmi in faccia.
10Aduna il suo furore contro di me, e minacciandomi digrigna i denti contro di me: con occhi terribili mi guarda il mio nemico.
11Hanno aperte le loro bocche contro di me, e mi han percosso obbrobriosamente nella guancia; si son satollati delle mie pene.
12Il Signore mi ha rinchiuso in balia dell'iniquo, e mi ha dato nelle mani degli empj.
13Quell'io si beato una volta fai di repente ridotto in polvere; mi afferrò per la testa, m'infranse, e fecemi come suo bersaglio.
14Mi ha cinto colle sue lance, ha impiagati tutti i miei fianchi, e senza pietà averne, le mie viscere ha sparse per terra.
15Mi ha lacerato con ferite sopra ferite: qual gigante si è gettato sopra di me.
16Porto cucito alla mia pelle il cilizio, e la mia carne ho ricoperta di cenere.
17La mia faccia è gonfia dal pianto, e la caligine ingombra le mie pupille.
18Queste cose ho sofferte, benché inique non fossero le opere mie, e pure offerissi a Dio le preghiere.
19Terra, non ricoprire il mio sangue, non restino nascose in te le mie strida.
20Perocché lassù in cielo è il mio testimone, e nell'alto si sta colui, che mi conosce intimamente.
21I miei amici sono verbosi; a Dio spandono lagrime gli occhi miei.
22E fosse egli pure il giudizio tra Dio, e l'uomo come il giudizio di un figliuolo dell'uomo col suo compagno.
23Perocché già passano i corti anni, ed io batto una strada, per cui non ritornerò.
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